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Editoriali 2008
Tratto da CavaNotizie.it n.33 dell'18 Dicembre 2008
Editoriale
Ricominciamo da tre!

Mario Avagliano

Ricominciamo da tre! CavaNotizie.it compie tre anni. Un traguardo importante per una testata giovane d'eta' ma che ormai e' considerata dai cavesi un punto di riferimento insostituibile, come testimoniano le decine di mail che riceviamo ogni giorno. Continueremo a svolgere con entusiasmo e passione civica il nostro ruolo di informazione, di critica e di cronaca, al servizio della citta'. Anzi, vogliamo espanderci in provincia: dopo l'uscita di VietriNotizie.it (che dedica un ampio spazio informativo anche a Cetara), questo mese abbiamo pubblicato il numero zero di NoceraNotizie.it. Il compleanno di CavaNotizie.it coincide con le festivita' di Natale. Nonostante i venti di crisi internazionale, le prospettive di Cava sono rosee.
Il clima politico e' favorevole: maggioranza ed opposizione hanno firmato una tregua, mettendosi alle spalle il brutto episodio del boicottaggio della manifestazione di avvio delle celebrazioni del Millennio. Intanto il ministro Bondi ha confermato l'attenzione del governo verso questo appuntamento strategico e il sindaco Gravagnuolo - come racconta nell'intervista pubblicata in questo numero - ha avuto un emozionante incontro con Papa Benedetto XVI, invitandolo nella nostra citta'.
Riempie d'orgoglio la nomina di Cava, nei giorni scorsi, a presidente del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace, grazie all'impegno costante in questo settore dell'assessore Antonio Armenante.
Sorride anche la Cava dello spettacolo. Il film del cavese Pasquale Falcone "Io non ci casco", prodotto dal cavese Giovanni Lamberti, girato a Cava e interpretato anche da attori cavesi (oltre che dalle bellissime Maria Grazia Cucinotta e Ornella Muti), e' la pellicola regina delle programmazioni natalizie nelle sale cinematografiche italiane.
Nel calcio si fa onore la Cavese di mister Camplone. Le buone prestazioni degli aquilotti fanno sperare i tifosi biancoblo' e la zona play-off non e' pio' un sogno proibito.
L'altra nota positiva, e' il moltiplicarsi in citta' delle iniziative di solidarieta'. Una dimostrazione della generosita' di Cava, nonostante la recessione che pesa sulle famiglie.
Non e' un momento storico facile per l'Italia (e quindi anche per i cavesi). Il potere d'acquisto degli stipendi e' fortemente calato, molte industrie, imprese ed esercizi commerciali sono in crisi e piovono a raffica casse integrazioni e prepensionamenti, mentre la maggior parte dei contratti a tempo determinato non vengono confermati. In questa situazione la famiglia - come ha scritto nella sua lettera di auguri l'arcivescovo Soricelli - e' "un tassello importante nella costruzione del futuro", "un laboratorio di comunione per bandire ogni forma di isolamento e di diffidenza". Auguri di Buon Natale e di felice 2009 a tutti voi!
Tratto da CavaNotizie.it n.32 dell'15 Novembre 2008
Editoriale
La svolta verde di Cava
e la politica che delude


Mario Avagliano

Cava si tinge di verde? Un'amministrazione comunale che voglia lasciare il segno, deve puntare tutto sull'ecologia. Non e' una questione di moda. La scelta ambientalista e' un vero "business". Per la citta', l'economia, la salute dei cittadini, la tutela del paesaggio, il turismo. A Palazzo di Citta' sembra che l'abbiano capito. Il sindaco Gravagnuolo e l'assessore Baldi hanno varato un pacchetto di misure che prevede l'avvio della raccolta porta a porta dei rifiuti differenziati, una seconda ondata di abbattimenti di edifici abusivi, la costruzione dei nuovi alloggi per i senza tetto con i pannelli solari, un mercatino del baratto e dell'usato per il riutilizzo dei beni di consumo, una campagna di sensibilizzazione all'uso piu' razionale dell'acqua potabile e la realizzazione di un impianto a Varco della Foce per la conversione della frazione umida in compostaggio.
La raccolta porta a porta dei rifiuti e' una scommessa decisiva per Cava. Tagliare fortemente la quota di rifiuti da conferire in discarica e recuperare tutti i materiali riciclabili consentira' all'amministrazione comunale di risparmiare, di tutelare l'ambiente e, in futuro, di diminuire la tassa sui rifiuti in favore dei cittadini virtuosi.
Proseguire nell'abbattimento degli edifici abusivi costruiti nella zona rossa e' un dovere civico. Oltre ai discorsi di tutela del paesaggio, non dimentichiamoci che la cosiddetta zona rossa e' quella ad alto rischio idrogeologico. Va poi segnalato che gia' il fatto che si sia proceduto davvero agli abbattimenti, ha gia' avuto un effetto dissuasivo, facendo drasticamente ridurre gli abusi edilizi. Bene anche il piano di costruzione dei nuovi alloggi per i senza tetto, che prevede l'installazione sugli edifici dei pannelli solari. Ma si puo' fare di piu'. Si potrebbe pensare a incentivi comunali per tutti i condomini che installeranno i pannelli. Sarebbe un modo intelligente per realizzare forti risparmi energetici, contribuire a ridurre le emissioni nell'atmosfera e favorire anche lo sviluppo di un indotto economico locale.

* * *

Due annotazioni sull'ultimo, deludente, mese politico a Cava. Ci ha sconfortato il mesto spettacolo della polemica sul Millennio della Badia, con il centrodestra cavese che ha boicottato la manifestazione di apertura, costringendo anche i ministri Bondi e Carfagna a fare altrettanto. Un'occasione persa per la citta'. L'auspicio e' che Messina, Laudato & Co. tornino sui loro passi, collaborando con l'amministrazione Gravagnuolo. La recente lettera al ministro Bondi firmata da tutti i capigruppo (compreso quello del Pdl) per invitarlo a confermare il suo proposito di dare un forte sostegno alle celebrazioni, e' un esempio positivo di spirito bipartizan nell'interesse comune. Speriamo continui.
Permetteteci infine di spendere una parola in favore di Alfonso Senatore. E' vero, a volte il suo modo di far politica e' irruente, a volte e' un po' guascone e dovrebbe controllarsi di piu'. Cio' non toglie che Senatore sia (sia stato?) uno dei migliori elementi della squadra di Gravagnuolo, un cavallo di razza che ha lavorato bene per la sicurezza di Cava. Perdere il suo contributo, sarebbe un vero peccato.
Tratto da CavaNotizie.it n.31 dell'8 Ottobre 2008
Editoriale
Millennio, lassu' qualcuno ci ama,
quaggiu'.. un po' di meno


Mario Avagliano

Lassu' (leggasi Roma) qualcuno... ci ama. Le celebrazioni del "Millennium" della Badia partono col piede giusto. Il convegno di apertura, dedicato a "Le radici benedettine dell'Europa contemporanea", che si tiene a Cava l'11 ottobre, conferisce respiro nazionale all'evento, grazie alla partecipazione del Ministro della Cultura Sandro Bondi e del Ministro delle Pari Opportunita' Mara Carfagna, firmatari di una proposta di legge finalizzata al recupero e alla valorizzazione dell'Abbazia, quale bene nazionale di interesse storico e religioso. Nel frattempo, il patto di alleanza tra i sindaci di Cava, Vietri sul Mare e Cetara (vedi il servizio all'interno di questo numero) pone le basi per mettere a frutto le potenzialita' del territorio dell'antica citta' de La Cava dal punto di vista turistico, paesaggistico e culturale.
L'appoggio alle celebrazioni del "Millennium" della Badia da parte del duo Bondi-Carfagna, esponenti di primo rango del governo Berlusconi, e' un bel colpo per Cava. Il coinvolgimento del Ministero dei Beni Culturali potra' assicurare prestigio all'iniziativa, maggiori finanziamenti e conseguentemente una piu' alta qualita' del programma degli eventi in via di predisposizione. e' la dimostrazione che quando la politica, di destra o di sinistra, leva il cappello della faziosita', il colore dei governi nazionali o locali cessa di contare e si opera fianco a fianco nell'interesse dei cittadini. e' avvenuto ad esempio per l'Expo, quando il governo Prodi e il sindaco Letizia Moratti perseguirono assieme gli interessi di Milano e della Lombardia, ma anche in occasione dell'emergenza rifiuti a Napoli, con la collaborazione tra il governo Berlusconi e la giunta regionale guidata da Bassolino.
Ma se lassu' qualcuno ci ama, quaggiu'... un po' di meno. Non mancano infatti i segnali negativi, uno sul fronte di Palazzo di Citta' e l'altro sul fronte dell'opposizione.
Il sindaco Gravagnuolo ha affermato in un'intervista che la preparazione del Millennio e' partita troppo tardi, solo con l'insediamento della sua amministrazione. Tutto vero. Ma questo non puo' costituire un alibi per la sua giunta. Occorre ingranare una marcia in piu'. Il programma delle celebrazioni deve uscire dal generico, anche perche' attenzione! - almeno per ora non s'intravedono idee brillanti. La proposta di Gravagnuolo di far adottare il progetto al Ministro Bondi e di fargliene assumere la leadership, e' una strada da seguire con decisione. Sulla sicurezza, la pulizia della citta' e la raccolta differenziata dei rifiuti si sono fatti molti passi in avanti, ma alcune zone della citta' sono ancora fortemente degradate (una per tutte: la salita dei Cappuccini). La ricettivita' alberghiera e' un problema urgentissimo, ma nessuno se ne fa carico: come si fara' ad accogliere pellegrini e turisti? e' necessario infine monitorare le grandi opere pubbliche in corso (in particolare la variante alla strada statale 18 e la copertura del trincerone ferroviario), per evitare il rischio che non terminino per tempo.
L'altro segnale negativo e' la lettera inviata al Presidente Berlusconi e ad altri big della Pdl da parte di alcuni tra i piu' importanti esponenti del centrodestra cavese, i quali in sintesi - chiedono il disimpegno del governo dalle celebrazioni del Millennio, per evitare di alimentare le politiche clientelari di Bassolino-De Luca e Gravagnuolo. Nella lettera si sottolinea, giustamente, che a Cava il Pdl raccoglie alle politiche enormi consensi elettorali. Il timore non tanto velato - e' che "aiutare" il Millennio, e quindi Cava, potrebbe significare la riconferma di Gravagnuolo alle prossime elezioni amministrative. Ma - c'e' da chiedersi - non sono proprio autogol come questi a provocare il voto diverso dei cavesi alle politiche e alle comunali?
Tratto da CavaNotizie.it n.30 del 5 Settembre 2008
Editoriale
Cava, Vietri, Cetara...
una sola storia, una sola citta'


Mario Avagliano

Duecento anni di solitudine sono bastati a Cava, Vietri e Cetara.. E' ora di tornare al glorioso passato, al periodo antecedente al settembre 1806, quando i tre comuni prima del reale decreto di Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone - costituivano una sola citta', chiamata de La Cava, ricca e fiorente, meta di turisti e di artisti.
La ripresa di autunno ci riserva una bella sorpresa: lo sviluppo del progetto che io definisco "Porta della Costiera Amalfitana". I sindaci di Cava de' Tirreni Gravagnuolo, di Vietri sul Mare Giannella e di Cetara Squizzato hanno in animo di unire le forze, mettendo da parte egoismi e rivalita', ripensando i rapporti tra i tre comuni, e ricercando caparbiamente ogni possibile forma di collaborazione, anche amministrativa.
Ci vorra' del tempo, ci vorranno sudore, impegno e capacita' di rinunciare al proprio "particolare" ma - a sette mesi dal convegno organizzato a Cava dal Centro Studi "Gaetano Filangieri", che ebbe il merito di lanciare la proposta - finalmente c'e' la volonta' dichiarata da parte degli amministratori di sedersi attorno ad un tavolo e di avviare le prime sperimentazioni.
Il nostro auspicio e' questo incontro si tenga prestissimo e che ne venga data massima comunicazione ai cavesi, ai vietresi e ai cetaresi.
I possibili campi di collaborazione sono tantissimi. Si puo' pensare a pacchetti turistici che, anche in prospettiva del Millenario della Badia, mettano insieme le potenzialita' delle tre citta': il mare e la collina, l'arte, la cultura e la buona cucina. Si possono elaborare progetti comuni per le stagioni culturali, per il miglioramento della ricettivita' alberghiera, per il trasporto urbano, per il disinquinamento della Cavajola e del Bonea, per la raccolta differenziata dei rifiuti, per il rilancio del Parco dei Monti Lattari, per una sanita' piu' efficiente.
Una buona idea, suggerita dal sindaco di Cetara Squizzato, e' quella di unificare il corpo dei vigili urbani, in modo da poterli utilizzare a rotazione nei comuni diversi da quelli di nascita ed evitare quegli inevitabili favoritismi che derivano dai rapporti di amicizia o di parentela.
Una sola storia, una sola citta'. Il progetto "Porta della Costiera Amalfitana" va al di la' delle etichette politiche e delle attuali o future compagini amministrative. Noi ci crediamo. Tanto e' vero che nell'ultimo anno, accanto a Cavanotizie.it, sono nati Vietrinotizie.it e Cetaranotizie.it. Questo giornale e' a disposizione di chi politici, intellettuali, operatori economici, cittadini vuole partecipare a questo processo di unificazione e contribuire a realizzare il nostro sogno.
Tratto da CavaNotizie.it n.29 del 1 Agosto 2008
Editoriale
La Cava che vorremmo.
Sogni di una notte di mezza estate?


Mario Avagliano

Tempo d'estate. Tempo di vacanze. Tempo di riflessioni. Mentre il consenso dei cavesi al sindaco Luigi Gravagnuolo si conferma su livelli di assoluta eccellenza (il 69 per cento, con una lieve flessione rispetto al 71 per cento dell'ultima rilevazione), ben al di sopra della media degli altri primi cittadini italiani, noi di Cavanotizie.it ci interroghiamo su come vorremmo l'estate a Cava. Sogniamo una Cava meta' di turisti, attrezzata con deliziosi alberghetti sotto i portici e con grand hotel in collina. Sogniamo una Cava che ospiti grandi eventi culturali e musicali, capaci di far venire nella nostra citta' migliaia di visitatori. Sogniamo una Cava che vada avanti con decisione nel processo di integrazione con Vietri sul Mare e Cetara, creando un polo di forte attrazione turistica, artigianale e commerciale.
Sogniamo una Cava che valorizzi il suo patrimonio artistico e ambientale, le sue passeggiate in montagna, le sue colline verdi, il suo clima fresco, la sua cucina (e pasticceria) tipica. Sogniamo una Cava con un teatro vero e magari anche con un cinema multisala. Sogniamo una Cava ancora piu' pulita, con una percentuale di raccolta differenziata al 70-80 per cento (si puo', si puo'. in diversi comuni campani l'hanno fatto). Sogniamo una Cava dove ci sia meno traffico, una rete stradale piu' efficiente, piu' parcheggi, piu' mezzi pubblici (l'amministrazione comunale si sta muovendo in questo senso, ma anche i cittadini devono abituarsi ad essere meno auto-dipendenti). Sogniamo una Cava dove non ci sia piu' spazio per tutto cio' che e' abusivo: le case, i parcheggiatori, i venditori ambulanti di merce illegale, i lavoratori in nero, i commercianti e gli imprenditori evasori.
Sogniamo una Cava che espella la criminalita', gli spacciatori, i bulli, il racket delle estorsioni.
Sogniamo una Cava piu' solidale, che non abbandoni chi ha bisogno e che sia capace di varare piani di edilizia popolare.
Sogni di una notte di mezza estate?
Tratto da CavaNotizie.it n.28 del 16 Giugno 2008
Editoriale
Uniti per una Cava felix

Mario Avagliano

Che cosa succede alla nostra bella terra? Dov'e' la Campania felix di antica memoria? Cumuli di rifiuti lungo le strade delle citta'. Carabinieri assassinati nel compimento del loro dovere. Attacchi insensati ai campi rom. Manifestazioni a volte violente contro le discariche. Una camorra arrogante che penetra nei gangli della vita civile, politica ed economica.

Chi attendeva miracoli immediati dal governo Berlusconi, dovra' ricredersi. Come ha detto il capo dell'esecutivo, ci vorranno diversi anni per uscire da un'emergenza che nasce da lontano. E per uscire dal tunnel, sara' necessario il contributo di tutti, maggioranza ed opposizione, cittadini comuni e istituzioni, lavoratori e imprenditori. In tutte le citta' e ad ogni livello.

A Cava partiamo con qualche punto di vantaggio. L'amministrazione Gravagnuolo ha indovinato alcune mosse giuste: la promozione della raccolta differenziata dei rifiuti; l'appoggio alla proposta del sindaco De Luca di costruire un inceneritore a Serre; la forte reazione contro i tentativi del racket di "mettere le mani" sul commercio cittadino; le iniziative contro l'immigrazione clandestina, la vendita di merci false, il bullismo e il tifo violento; il coordinamento tra i vigili urbani e le forze dell'ordine; la lotta all'abusivismo edilizio.

Tuttavia, come ammette l'assessore Senatore, "non bisogna abbassare la guardia". Abbiamo gia' piu' volte sostenuto dalle colonne di questo giornale che la rinascita del Mezzogiorno passa attraverso il ritorno alla legalita'. E questo e' possibile solo attraverso la volonta' di ogni singolo cittadino. Basta compiere semplici atti quotidiani. Differenziare i rifiuti. Non acquistare cd, film o capi di abbigliamento contraffatti. Chiedere le ricevute fiscali. Opporsi a tutti gli abusi, anche quando fanno comodo. Investire nell'educazione e nella formazione dei figli, dei propri collaboratori, di se stessi.

La politica, di destra e di sinistra, deve fare la sua parte, senza pregiudizi ideologici e senza badare alle convenienze elettorali. Combattendo la criminalita', rafforzando i controlli, reprimendo le illegalita', aiutando lo sviluppo, premiando gli onesti e i meritevoli e punendo i fannulloni. Per una Cava, una Campania, un Mezzogiorno di nuovo, finalmente, felix.
Tratto da CavaNotizie.it n.27 del 23 Maggio 2008
Editoriale
Il paradosso del centrodestra cavese

Mario Avagliano

Il paradosso di una citta' come Cava e' che alle politiche l'elettorato vota in massa per il centrodestra e alle comunali invece non si fida dei rappresentanti locali di Berlusconi e di Fini e predilige la ricetta di governo del centrosinistra (con l'unica parentesi della breve stagione della giunta Messina).
Prendete le ultime elezioni politiche. Il 13 e 14 aprile scorsi il Popolo delle Liberta' (PDL) ha conseguito a Cava quasi il 55% dei consensi sia al Senato che alla Camera dei Deputati, pari a 16.237 voti al Senato e 18.426 voti alla Camera, grazie anche al successo della candidatura dell'avvocato Giovanni Del Vecchio. Alle elezioni politiche di due anni prima, i partiti ora uniti nel PDL avevano fatto registrare consensi inferiori (poco piu' di 14 mila voti al Senato e circa 16 mila voti alla Camera), ma non di molto.
Esaminando i flussi elettorali, emerge che in queste ultime elezioni l'incremento dei voti del PDL a Cava e' legato in parte al tracollo dell'Udc, che nel 2006 aveva raccolto circa 5 mila voti alla Camera e 4 mila al Senato, e invece nel 2008 ha ridotto a quasi un terzo la sua forza elettorale. Fatto sta che il PDL, oggi come oggi, puo' vantare da solo la maggioranza relativa degli elettori cavesi.
Come mai questo consenso cosi' vasto alle politiche non si trasforma in una vittoria elettorale anche alle amministrative?
Gia' nel 2006, a neppure due mesi di distanza dalla vittoria alle politiche (limitatamente a Cava), Forza Italia, An e satelliti raccoglievano alle comunali un risicato 30 per cento, pari a circa 11 mila voti (5 mila in meno di quelli fatti registrare alla Camera).
Il motivo? Si e' detto da piu' parti che nella nostra citta' il PDL non e' riuscito finora ad esprimere una classe dirigente adeguata. La candidatura da parte del centrosinistra di un cavallo di razza come Gravagnuolo ha fatto il resto, fungendo da catalizzatore anche per pezzi di Forza Italia e dell'Udc (vedi gli ingressi recenti nella maggioranza di Giuseppe Bisogno, Umberto Ferrigno e Assia Landi). Ma un'opposizione debole non e' mai positiva, ne' per la democrazia ne' per il dibattito politico. L'auspicio per il bene di Cava e' che il PDL capitalizzi i consensi ricevuti alle politiche e sappia rifondarsi, abbandonando certi atteggiamenti di sterile presa di distanza dall'amministrazione (come nel caso della lotta all'abusivismo edilizio) e presentandosi come alternativa credibile a Gravagnuolo. Forse personaggi come lo stesso Del Vecchio e l'ex Udc Giovanni Baldi potranno dare un contributo in tal senso. Auguri.
Tratto da CavaNotizie.it n.26 del 3 Aprile 2008
Editoriale
Cava, la lotta all'abusivismo edilizio
e il ritorno alla legalita'

Mario Avagliano
Certe volte quasi mi vergogno di essere meridionale. Com'e' possibile che nel nostro amato Sud vi siano percentuali cosi' alte di illegalita'? E in tutti i campi della vita civile?
Illegalita' nel settore edilizio, con ville, case e capannoni abusivi che spuntano in mezzo al verde o a pochi metri dalle coste. Illegalita' nella politica delle assunzioni, con il lavoro nero. Illegalita' nell'industria e nel commercio, con la produzione e la diffusione di merci contraffatte. Illegalita' nel rispetto del codice stradale, con violazioni sistematiche dell'obbligo del casco e della cintura di sicurezza. Illegalita' nella gestione dei rifiuti (con lo scandalo delle discariche non autorizzate), nella gestione dei parcheggi (con i parcheggiatori abusivi), nei concorsi pubblici (con i posti gia' assegnati a priori). E potrei continuare.
Intendiamoci, non e' che al Nord siano degli stinchi di santo. e' li' che si registrano fenomeni come l'evasione fiscale, i conti illeciti all'estero, i reati finanziari. Ma la verita' e' che non c'e', come da noi, la sensazione di un'illegalita' diffusa a livello sociale.
Si' dira': al Sud ci sono le mafie. e' vero. Ma siamo sicuri che la camorra, tanto per restare in Campania, non prosperi proprio perche' c'e' un substrato popolare che vive nell'illegalita' e oggettivamente la favorisce?
E siamo sicuri che la strada per "cambiare" non sia invece quella del ritorno alla legalita'?
Noi ne siamo convinti. E quindi appoggiamo e appoggeremo tutte le lodevoli iniziative dell'amministrazione Gravagnuolo tese a garantire il rispetto delle regole: la "guerra" in corso contro il bullismo; i controlli sul commercio, a tutela degli operatori onesti; l'opera di contrasto all'immigrazione clandestina e alla vendita illegale di merci con marchio falso; la repressione del fenomeno dei parcheggiatori abusivi; le multe ai commercianti che non differenziano i rifiuti; la collaborazione quotidiana con Polizia e Carabinieri contro ogni forma di reato (a partire dallo spaccio di droga) e per combattere i tentativi di penetrazione del racket.
In questa strategia rientra anche la lotta all'abusivismo edilizio. Nei mesi scorsi l'amministrazione comunale ha censito tramite il satellite Mistrals ben 120 potenziali siti abusivi. Sono in corso le verifiche e il 28 marzo scorso il sindaco Gravagnuolo ha annunciato che si procedera' fin da subito al sequestro degli immobili e all'abbattimento dei primi manufatti edilizi non in regola. Abbattere un manufatto non e' mai indolore. Ma e' necessario. Vitale, direi. Per riaffermare il valore della legge. Per impedire nuovi scempi ambientali. Per difendere il nostro territorio, visto che molti di questi immobili sono in zona rossa, a rischio idrogeologico. E, non ultimo, per dare un contributo a costruire un altro Sud, pulito, efficiente, perbene.
Tratto da CavaNotizie.it n.25 del 5 Marzo 2008
Editoriale
Puc, l'occasione di un nuovo Rinascimento
per Cava de' Tirreni

Mario Avagliano
Don Eugenio Abbro, pace all'anima sua, nei suoi roboanti programmi di sviluppo della citta', infarciti di cifre supermilionarie, immaginava un futuro (da incubo) per la nostra vallata: esplosione demografica fino a quota 90 mila abitanti, forte spinta all'industrializzazione e colate di cemento dappertutto. La storia di Cava e' stata fortunatamente diversa, anche per merito della "resistenza" opposta da una sinistra intelligente e non populista (a differenza di altre realta', anche vicine territorialmente) e da una borghesia colta e ambientalista (basti pensare alle meritorie battaglie della sezione cavese di Italia Nostra negli anni Settanta).
Tuttavia Cava tra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta ha vissuto un periodo grigio di declino politico, economico e sociale che le ha fatto perdere la nomea di citta' piu civile e culturalmente vivace dell'area salernitana oltre che la sua centralita' territoriale. Colpa anche della costruzione di una linea ferroviaria che l'ha tagliata fuori dai grandi traffici nazionali, dello stato di abbandono dei portici e degli edifici storici, del fallimento dell'industrializzazione sognata da Abbro, delle crisi della Manifattura Tabacchi, delle fabbriche di ceramica e, da ultimo, della Di Mauro.
Le giunte guidate da Raffaele Fiorillo e, in parte, anche quella di Alfredo Messina, hanno tentato faticosamente di risalire la china, tra mille difficolta' finanziarie, con provvedimenti positivi come il recupero del centro storico e la sua chiusura al traffico, la realizzazione di idonee aree di parcheggio, l'avvio di una politica di riutilizzo "culturale" di grandi contenitori pubblici e privati antichi o comunque dismessi.
Nulla di paragonabile alla vicina Salerno, dove il superattivismo del sindaco Vincenzo De Luca e bisogna riconoscerlo una superiore disponibilita' di fondi, consentivano di cambiare il volto della citta', recuperando le bellezze storiche e architettoniche, valorizzando il lungomare, rilanciando il porto commerciale e abbellendo finanche i quartieri piu degradati.
Ora anche Cava "rischia" di vivere il suo Rinascimento. Il decisionismo del sindaco Gravagnuolo, la stabilita' della maggioranza politica, l'obiettivo condiviso da tutti i partiti e le forze sociali del Millenario della Badia, la costruzione in parte avvenuta e in parte in itinere di diverse opere pubbliche importanti e, last but not least, l'avvio della redazione del piano urbanistico comunale (il cosiddetto Puc), costituiscono un'occasione unica per invertire il corso involutivo della storia recente della citta', ridisegnandone la configurazione urbanistica, il ruolo turistico e commerciale e, di conseguenza, anche il futuro.
Ci pare davvero positivo che la stagione del Puc parta con una grande campagna di confronto e di ascolto dei cittadini, delle istituzioni interessate, del mondo delle imprese, dei lavoratori e delle professioni, degli ingegneri e degli architetti anche privati. Sosteniamo non da oggi che Cava puo' "rialzare" la testa solo con l'impegno dell'intera comunita' dei cavesi. "Si puo' fare". Purche' si marci tutti nella stessa direzione.
Tratto da CavaNotizie.it n.24 del 13 Febbraio 2008
Editoriale
Gravagnuolo il "governatore" piace ai cavesi
Mario Avagliano

Qualcuno, un po' malignamente, lo ha gia' ribattezzato il "governatore". Di certo il sindaco Luigi Gravagnuolo esce dal gennaio di fuoco assai rafforzato. La verifica di maggioranza si e' chiusa come lui sperava: nel segno di De Luca piu che di Bassolino, per intenderci Il centrosinistra ha riconosciuto la sua leadership, confermando la fiducia nel suo progetto di qualita' della citta' ed approvando all'unanimita' le regole di coalizione da lui dettate. In piu i sondaggi dell'Istituto Piepoli hanno certificato che i cavesi apprezzano le sue scelte e il suo decisionismo nella gestione amministrativa. Il gradimento del 66% per Gravagnuolo e' senza dubbio un ottimo risultato, superiore al consenso nei confronti della giunta (fermo al 61%) e, abbondantemente, anche alla media nazionale degli altri primi cittadini.
Nel giro di poche settimane, quindi, Gravagnuolo ha vinto il braccio di ferro con i partiti della sua coalizione, che gli chiedevano di contare di piu nelle stanze del potere. La sua determinazione nel volere le mani libere e la minaccia di dimettersi anticipatamente, anche ricorrendo alle urne, hanno indotto il centrosinistra a ritrovare la coesione, accettando di votare in consiglio comunale un codice di comportamento abbastanza atipico che, tra l'altro, impegna gli amministratori e i consiglieri comunali di maggioranza al rispetto del ruolo del sindaco e delle sue deleghe principali, al rispetto da parte di ciascun assessore o consigliere delegato dei confini delle proprie deleghe, al mantenimento del dibattito politico nella maggioranza nelle sedi proprie (come dire, niente polemiche sui giornali!).
Resta da capire quanto durera' il clima di unita'. Qualche scricchiolio gia' si avverte, anche se per ora non preoccupante per Gravagnuolo. L'uscita di Mastella dal centrosinistra ha fatto aprire (e subito richiudere) il caso Udeur. Nelle prossime settimane qualche fibrillazione la potranno provocare anche l'elezione del segretario del Pd cavese (in pole position e' Vincenzo Lampis) e la scelta dei candidati alle elezioni politiche di aprile.
Nel centrodestra, invece, ormai i partiti sono separati in casa. "Ogni unita', se c'e' mai stata, e' frantumata", ha affermato il leader dell'Udc Giovanni Baldi. Mentre Alfonso Laudato, da parte sua, ha sostenuto che Forza Italia e' "l'unica e vera opposizione al tiranno e l'unica voce libera". La goccia che ha fatto traboccare il vaso e' stato il voto sulla sanita'. L'Udc sostiene che pur avendo concordato la decisione di un voto unanime in difesa del mantenimento di alcuni reparti dell'ospedale di Cava, all'ultimo momento "ci si e' trovati di fronte al voto contrario di Forza Italia". Fabio Siani, capogruppo di An, e' sfiduciato: "Dov'e' l'opposizione? Divisi e dispersi, e la risposta che offriamo certamente non e' ne' forte, ne' coinvolgente. Tutto da rifare, come diceva Bartali".
E non e' un fatto positivo.
Tratto da CavaNotizie.it n.23 del 9 Gennaio 2008
Editoriale
Rifiuti, Cava virtuosa; la Regione no
Mario Avagliano

L'emergenza rifiuti che in dicembre e a gennaio ha squassato la Campania e in particolare il napoletano, questa volta ha risparmiato Cava. Anzi, mentre la Regione annaspa alla ricerca di una soluzione all'annoso problema, la nostra citta' dimostra di avere una marcia in piu. Infatti la mobilitazione del 29 dicembre, promossa dalla giunta Gravagnuolo, ha visto l'intera popolazione cavese impegnata nella raccolta differenziata, dalle frazioni al centro, ed e' servita a dare l'ultima accelerazione, quello 0,2% necessario per raggiungere il traguardo del 35% per il 2007.
Il raggiungimento della quota del 35% di differenziata, se confermata dagli organi competenti, consentira' a Cava di entrare nel novero dei comuni virtuosi e di scongiurare il pericolo di un ulteriore aggravio sulla bolletta Tarsu.
Come spiega l'assessore Germano Baldi al nostro giornale, grazie a questa riuscita mobilitazione "i cavesi risparmieranno 0,018 euro per ogni chilo di conferimento in discarica, per un totale annuo di circa 500.000 euro". Inoltre Cava rientrera' tra i comuni meritevoli di finanziamenti da parte della Comunita' Europea.
Vale la pena ritornare sul bollettino "vittorioso" dei dati del 29 dicembre. Ben 212 i quintali totali raccolti secondo il Consorzio di Bacino Sa 1 e la SeTA Spa, e precisamente: 120 quintali provenienti dalla raccolta di carta e cartone stradale, 69 quintali provenienti dai beni ingombranti (elettrodomestici e mobili), 16 quintali di plastica e metalli leggeri, 7 quintali di vetro.
Il sindaco Gravagnuolo, giustamente, ha voluto esprimere "il piu profondo ringraziamento ai cittadini". Ha poi ricordato che in appena diciotto mesi Cava e' passata dal 16% del giugno 2006 al 35% del dicembre 2007, sottolineando che "la cultura della differenziata e' una realta' per la nostra citta'". E concludendo: "Con un impegno maggiore nel 2008 potremo raggiungere percentuali piu alte".
Le premesse sono buone. I cittadini cavesi hanno capito l'importanza della scelta politica della giunta Gravagnuolo e anche la sperimentazione della raccolta porta a porta nella zona di San Giuseppe al Pozzo ha dato ottimi frutti: solo nel mese di dicembre la differenziata si e' attestata al 60%. A febbraio l'amministrazione estendera' la raccolta porta a porta alla zona di Santa Lucia. Intanto ha nominato un energy manager, nella persona dell'ingegner Bruno Vitale. Al di la' della qualifica altisonante, Vitale avra' il compito di qualsiasi buon padre di famiglia: aiutare la citta' a risparmiare sui consumi. Cava puo' diventare un modello in Campania in tema di rifiuti e di risparmi energetici. E' interesse di tutti, sia per ragioni di portafoglio che per ragioni di salute.
Tratto da CavaNotizie.it n.22 del 13 Dicembre 2007
Editoriale
Combattere il racket e' un dovere civico
Mario Avagliano

Il racket ha preso di mira la nostra citta'. Non si puo' piu far finta di niente. Ne' sottovalutare il fenomeno. Da qualche mese il numero degli attentati a commercianti o imprenditori cavesi si e' moltiplicato. E di fronte all'esplosione dell'ennesima bomba intimidatoria, chiudere gli occhi sarebbe da irresponsabili. Come afferma il sindaco Gravagnuolo, e' chiaro che "c'e' una banda che cerca di conquistare terreno per pratiche estorsive".
C'e' seriamente da preoccuparsi? L'assessore al commercio Enzo Servalli, parla di "episodi estranei alla nostra comunita'" e di "fiducia nelle Forze dell'Ordine". Ascom e Confesercenti ribadiscono che "Cava e' e resta fuori da dinamiche delinquenziali riconducibili a camorra ed estorsioni".
Giusto. Sottoscriviamo. Va sottolineato, peraltro, che gia' nel luglio scorso l'amministrazione Gravagnuolo ha chiesto ed ottenuto la massima attenzione dal prefetto e dal questore. Con risultati apprezzabili. La presenza delle forze dell'ordine e' aumentata, l'assessore alla sicurezza Alfonso Senatore sta predisponendo un efficiente sistema di videosorveglianza, e proprio in questi giorni sono stati presentati i poliziotti di quartiere.
Nel corso del 2007 a Cava il numero complessivo dei reati e' diminuito e questo e' un dato confortante. Tuttavia minimizzare il problema degli attentati agli esercizi commerciali non ci sembra la strada giusta. E anche piu poliziotti e maggiori controlli potrebbero non bastare per fermarli. La chiave di volta di qualsiasi politica antiracket e' nella collaborazione di imprenditori e commercianti. E allora fanno bene gli stessi Gravagnuolo e Servalli a chiedere a chi viene ricattato di denunciare immediatamente qualsiasi tentativo di intimidazione, assicurando il loro appoggio e quello delle forze dell'ordine. Si comprende la paura di chi subisce tali atti. Ma con il silenzio non si va da nessuna parte. Combattere il racket e' un dovere civico ed e' interesse dello stesso sistema delle imprese cavesi. Il caso Sicilia fa scuola. Certo, per fortuna siamo ben lontani da quei livelli. Anche rispetto ai comuni viciniori, Cava e' ancora un'oasi tranquilla. Per cortesia, facciamola rimanere tale!
Tratto da CavaNotizie.it n.21 del 23 Novembre 2007
Editoriale
Gravagnuolo va alla battaglia del Millenario
Mario Avagliano

Quando paventavamo il rischio per Gravagnuolo di infilarsi a testa bassa nello scontro cruento tra De Luca e Bassolino, non dicevamo il falso. L'intervista rilasciata dal sindaco a Repubblica, conferma le nostre preoccupazioni. L'alleanza con De Luca puo' costare cara al sindaco e a Cava. "Non riesco a parlare con sassolino - ha confessato Gravagnuolo - Mi ha convocato una sola volta con il sindaco di Vietri per la crisi della ceramica. Ma succede di peggio. Gli ex diessini vicini a Bassolino neanche mi parlano...". Si trattasse solo di guerra tra correnti del PD, poco male. Il problema e' che la mancanza di dialogo con la Regione Campania, come sostiene lo stesso Gravagnuolo, minaccia di tradursi in assenza di finanziamenti per l'appuntamento clou del Millenario della Badia, gia' denominato "Cava 2011", il cui programma iniziera' l'8 settembre del 2010 e terminera' il 31 dicembre del 2011, con l'ambizione di portare nella nostra citta' le piu grandi personalita' della politica e della cultura in Europa, con incontri, manifestazioni e mostre. Un'occasione unica per attrezzare Cava con strutture alberghiere, ricettive e convegnistiche e per attrarre importanti flussi turistici.
Gravagnuolo ha sicuramente ragione quando rivendica il diritto di fare politica e di esprimere liberamente opinioni nel suo partito, partecipando al dibattito interno. A tal proposito, va detto che l'atteggiamento di "boicottaggio" del governatore Bassolino lascia adito a molte perplessita'. Anche se, come precisato da Gravagnuolo, successivamente all'intervista i tecnici della Regione "hanno offerto ampia collaborazione alla citta' di Cava nell'adozione delle piu opportune procedure urbanistiche propedeutiche anche all'erogazione dei fondi 2007/2013".
Cio' premesso, ci permettiamo tuttavia di sollevare qualche dubbio sulle modalita' degli interventi politici del sindaco, sia a livello regionale che a livello cittadino.
Fa bene Gravagnuolo ad esprimere il suo pubblico assenso alle posizioni di De Luca, se e quando le condivide, ma perche' inseguirlo anche sul fronte della veemenza verbale? E' perfettamente legittimo che Gravagnuolo si proponga come l'alfiere del deluchismo nel PD cavese, ma a che pro ingaggiare lotte intestine con chi si schiera sul fronte opposto, come Flora Calvanese, Enzo Lampis & C.?
Abbiamo gia' auspicato nello scorso numero che Gravagnuolo goda della fiducia e dell'appoggio di tutto il Partito Democratico, che rappresenta la formazione politica piu robusta della coalizione e forse della citta'. Gioverebbe all'azione amministrativa della giunta e darebbe piu forza allo stesso sindaco. Ma questa fiducia non e' scontata. Un oculato rimpasto della compagine assessoriale e una gestione piu accorta delle prossime uscite pubbliche del sindaco possono essere l'occasione per riannodare i fili del dialogo e "combattere" tutti assieme, e non l'un contro l'altro armati, la battaglia del Millenario. Per far vincere Cava.
Tratto da CavaNotizie.it n.20 dell' 1 Novembre 2007
Editoriale
Continuare la stagione del buon governo della citta'
Mario Avagliano

Si avvertono scricchiolii a Palazzo di Citta'? C'e' del vero nelle voci di corridoio che adombrano uno scioglimento anticipato del consiglio comunale da parte del sindaco Gravagnuolo, magari per tornare al voto con una lista personale, sganciata dai partiti, del tipo di quella con cui De Luca a Salerno sbaraglio' destra e sinistra alle ultime elezioni amministrative?
Abbiamo buone ragioni per ritenere di no. E il primo cittadino in proposito e' stato molto chiaro: "I partiti farebbero molto meglio a fare meno i farmacisti con il bilancino e a ricordarsi il giuramento che abbiamo fatto alla citta': per cinque anni ci dedicheremo solo al suo bene e perseguiremo l'obiettivo straordinario del 2011, l'anno della rinascita di Cava. Una rinascita incentrata su un modello di sviluppo che possa valere minimo per un quarto di secolo".
La verita' e' un'altra. Dopo le primarie del Partito Democratico, che hanno fatto registrare a Cava uno straordinario successo dell'ala riformista del centrosinistra (oltre 4.000 votanti, pari al 10% dell'elettorato, un dato nettamente superiore a quello nazionale, andato gia' oltre ogni rosea previsione), si e' aperta una nuova partita politica. Quella del "rimpasto". In altri termini, chiusa una fase, in molti (e tra questi anche il sindaco) puntano a "registrare" la squadra della giunta, con il cambio di qualche assessore.
Si deve leggere in questa chiave il documento trasversale di cinque consiglieri comunali che hanno chiesto agli assessori il "tempo pieno". Ed hanno questa motivazione anche le fibrillazioni nei partiti del centrosinistra.
Ma se la ragion prima delle turbolenze politiche e' la stessa, come si spiega il braccio di ferro fra Gravagnuolo e settori della sua stessa maggioranza? Semplice. Premesso che c'e' un giudizio positivo da parte di tutti sull'azione del governo cittadino (e non potrebbe essere altrimenti, visti i risultati), e' altrettanto vero che qualche assessore non sta funzionando bene e, se fosse sostituito, la giunta se ne avvantaggerebbe. Il problema sorge nell'individuare chi deve scegliere. Il sindaco rivendica a se' questa decisione, contro "le segreterie politiche". I partiti, invece, vorrebbero avere voce in capitolo.
Il grande consenso ottenuto dal PD alle primarie puo' aiutare Gravagnuolo a tenere duro, a non accettare veti partitici e a nominare le persone piu adatte a realizzare il mandato degli elettori. Purche' apra all'ala "non deluchiana" dei democratici, rappresentata da Lampis, dalla Calvanese e da De Rosa. Dopo le asprezze delle primarie (da noi criticate), Gravagnuolo afferma di voler andare avanti per la costruzione del PD "con il confronto, la chiarezza, la lealta'". Un buon segnale. Per la stabilita' della giunta e per continuare la stagione del buon governo della citta'.
Tratto da CavaNotizie.it n.19 dell' 11 Ottobre 2007
Editoriale
Nasce anche a Cava il Partito Democratico
Mario Avagliano

La campagna elettorale del Partito Democratico s'infiamma anche a Cava, in vista dell'appuntamento delle "primarie" del 14 ottobre. E divide trasversalmente Ds e Margherita e gli stessi supporter cavesi di Veltroni. Nel collegio di Cava (che comprende anche Roccapiemonte, Nocera Superiore e la costiera amalfitana) il fronte bassoliniano, capeggiato a livello regionale dal deputato della Margherita Tino Iannuzzi, presenta come capolista la battagliera Flora Calvanese, gia' onorevole, capo della segreteria di Veltroni ai tempi del primo governo Prodi, apprezzata assessore dell'epoca Fiorillo. Per la Calvanese, uno degli esponenti piu di qualita' del panorama politico cavese, e' un gradito ritorno all'impegno diretto e considerato il suo rapporto di amicizia con Veltroni, una sua affermazione sarebbe utile anche per Cava.
Il fronte deluchiano, al quale aderisce il sindaco Gigino Gravagnuolo, candida invece l'assessore alla qualita' del disegno urbano Rossana Lamberti, gia' leader degli ulivisti. Completa il quadro dei candidati cavesi l'esponente della Margherita Enzo Lampis, giovane capolista dei sostenitori di Enrico Letta. Anche il sindaco Gravagnuolo e' candidato, al numero due della lista regionale dei deluchiani, "Piccolo! per la Regione". Nelle pagine interne di CavaNotizie.it presentiamo l'elenco completo dei candidati cavesi all'Assemblea Costituente del PD.
La scommessa del Partito Democratico e' di straordinaria importanza per l'invocata riforma della politica italiana e per rispondere al malcontento montante verso le classi dirigenziali. Si tratta di dare vita a uno dei due poli dello schieramento, a vocazione maggioritaria (l'altro dovrebbe essere il partito dei moderati). L'alto numero dei candidati cavesi, molti dei quali donne e giovani (categorie quasi sempre bandite), e la calda partecipazione al confronto politico, testimoniano la forte attenzione popolare a questo processo. In questo quadro anche l'uscita dalla Margherita di Antonio Barbuti (ex esponente di spicco di Forza Italia) ha contribuito a delineare con maggiore limpidezza il percorso politico del nuovo partito, che punta a rappresentare l'intero centrosinistra, sottraendosi ai ricatti dei piccoli partiti.
Non sono tutte rose eulivi, tuttavia. Il rischio che s'intravede e' che anche a Cava trovino udienza le deleterie logiche di contrapposizione tra Bassolino e De Luca e che il duro scontro in atto in Campania tra i due leader ex-diessini influenzi il destino della giunta Gravagnuolo, che finora sta amministrando molto bene la citta'. L'amicizia tra Gravagnuolo e De Luca e' cosa nota, ha rappresentato uno stimolo all'efficienza per l'amministrazione cavese ed e' servita a rompere il dorato isolamento di Cava dell'era Messina. La lealta' di Gravagnuolo e' una virtu, non c'e' dubbio. Ma non a costo di rischiare lotte correntizie nel futuro Partito Democratico cavese. Conviene al sindaco (e alla citta') la partecipazione in modo cosi' veemente a quella che si configura come una vera e propria guerra personale e non solo politica?
Tratto da CavaNotizie.it n.18 del 7 Settembre 2007
Editoriale
Cava citta' sicura
Mario Avagliano

Cava fa terra bruciata intorno alla criminalita'. La reazione energica dell'amministrazione comunale e delle forze dell'ordine ai sei attentati ad attivita' commerciali che si sono registrati in citta' nel giro di appena un mese (l'ultimo dei quali al negozio di abbigliamento e calzature gestito da alcuni cinesi in via Prolungamento Marconi), ha consentito di ottenere alcuni primi significativi risultati in termini di sicurezza e di protezione dei cavesi.
A seguito del vertice in Prefettura convocato su richiesta del sindaco Gravagnuolo, i controlli sul territorio sono stati rafforzati, cosi' come il coordinamento tra la Polizia, i Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Forestale. La presenza delle forze dell'ordine in citta' si nota ed agisce da deterrente, al fine di garantire come dice il nuovo vice questore Pietro Caserta, da noi intervistato in questo numero - che "Cava resti un'isola felice".
Le altre due buone notizie sono che gli agenti della polizia municipale, guidati dal nuovo comandante Filippo Meluso, hanno avuto in consegna la cosiddetta mazzetta di avvistamento (il manganello), al pari di quanto gia' avviene in altre citta' come Roma e Salerno, e che entro il prossimo febbraio saranno collocate altre settanta telecamere nei punti nevralgici di Cava.
Dotare i "caschi bianchi" di armi di difesa era una misura urgente e improcrastinabile, considerati i nuovi compiti di controllo del territorio loro affidati (lotta al commercio abusivo, repressione degli immigrati clandestini, guerra all'abusivismo edilizio) e i recenti atti di teppismo da parte di bande minorili nei confronti dei vigili comunali. Le critiche di Rifondazione Comunista e di parte dell'opposizione appaiono francamente pretestuose.
Quanto al potenziamento del servizio di videosorveglianza, la strategia di Gravagnuolo e dell'assessore alla sicurezza e viabilita' Alfonso Senatore prevede l'installazione delle settanta nuove telecamere non solo nel centro storico e nelle traverse di Corso Umberto I, ma anche sulla Statale 18, teatro di numerosi incidenti, nel piazzale della stazione ferroviaria e in altre strade, anche periferiche, caratterizzate da alti indici di incidentalita' e sulle quali si procede a velocita' sostenuta (tra queste figurano alcune strade di Santa Lucia, Pregiato e del Corpo di Cava, piu volte usate come veri e propri circuiti automobilistici). Le telecamere funzioneranno 24 ore su 24, saranno direttamente collegate con una sala operativa e saranno in grado di rilevare il numero della targa, permettendo al comando di polizia municipale di emettere immediatamente le contravvenzioni. Il sistema di videosorveglianza sara' in grado di fornire immagini ed indizi anche in caso di atti violenti e di reati.
Insomma, a Cava sara' piu difficile delinquere. Gravagnuolo sostiene giustamente che la sicurezza non e' ne' di destra ne' di sinistra, e' un problema che riguarda tutti. I cavesi possono essere soddisfatti.
Tratto da CavaNotizie.it n.17 del 28 Luglio 2007
Editoriale
Le mani del racket sulla citta'?
No, grazie!


Mario Avagliano

Nel giro di quindici giorni tre attentati ad altrettanti esercizi commerciali, una rapina a mano armata in pieno centro storico ad un professionista derubato del rolex, due spacciatori arrestati. Non e' un bollettino della Questura di Napoli. E' il bilancio provvisorio del torrido luglio 2007 a Cava de' Tirreni, ex Piccola Svizzera. Solo una casualita'? Non crediamo, purtroppo. E' evidente che la criminalita' ha lanciato una sfida al cuore dell'economia cittadina, appunto il commercio, e ha tutta l'intenzione di "mettere le mani" su Cava. Lo scoppio della bomba e gli incendi dei locali rientrano nella classica strategia di minacce del racket. La convocazione presso la Prefettura di Salerno il 17 luglio scorso del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza, fortemente voluto dall'Amministrazione Gravagnuolo, dimostra che l'allarme e' reale e che Comune e forze dell'ordine non l'hanno sottovalutato.
E' vero che la riunione si e' conclusa con un messaggio rassicurante per i cittadini: "non c'e' pericolo". E' altrettanto vero, pero', che contestualmente il Comitato ha deciso di potenziare con piu uomini e mezzi il Commissariato di Cava; che i Comandi dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Guardia Forestale forniranno uomini e mezzi per il controllo ed il pattugliamento della citta', soprattutto nelle ore serali; e che il Comune, da parte sua, ha assicurato la presenza degli agenti della Polizia Municipale in strada fino a mezzanotte anche durante la settimana e fino alle 2 durante il fine settimana. Se non vi fosse "pericolo", tali misure sarebbero inspiegabili.
In realta' la preoccupazione di un assalto della criminalita' alla citta' esiste e Comune, Questura e Prefettura ritengono necessario rafforzare il controllo del territorio. Cava fa gola alla criminalita' sotto vari profili. Il motore economico della citta' e' il commercio, e questo puo' consentire a chi delinque sia azioni di ricatto che il riciclaggio di danaro sporco, attraverso l'apertura di esercizi commerciali controllati, le cosiddette "lavatrici". La ricchezza di Cava la rende vulnerabile anche per quanto riguarda lo spaccio della droga.
C'e' veramente il rischio che Cava diventi come certi quartieri invivibili di Napoli? La reazione forte e tempestiva del sindaco Gravagnuolo e dell'assessore alla sicurezza Alfonso Senatore, e le conseguenti decisioni del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza, fanno ben sperare. Come l'annuncio dell'assessore Senatore della prossima installazione di 150 nuove telecamere puntate sulla citta' per controllare i negozi. E anche l'alzata di scudi bipartizan di maggioranza e opposizione contro la criminalita' contribuisce a lanciare un messaggio preciso al racket e ai suoi accoliti: Cava non ci sta!


PD e Forza Italia insieme per il Progetto Millennio della Badia di Cava
A proposito di atteggiamenti bipartizan, un applauso convinto va ai parlamentari Tino Iannuzzi del Partito Democratico e Mara Carfagna di Forza Italia, che hanno presentato due proposte di legge convergenti in favore del Progetto Millennio, che prevedono incentivi ed interventi per la valorizzazione culturale, ambientale e turistica, per il recupero della memoria storica, per il rilancio della funzione civile e religiosa che l'Abbazia della Santissima Trinita' ha avuto nei 10 secoli passati. E' questa la politica che ci piace. Senza steccati, dalla parte dell'interesse della collettivita'.
Tratto da CavaNotizie.it n.15 del 7 Giugno 2007
Editoriale
Chi e' il piu De Luca del Reame?

Mario Avagliano

"Specchio specchio delle mie brame, chi e' il piu De Luca del Reame?...". Un amico di vecchia data, per la verita' buontempone, si figura cosi' le mattine del sindaco Gravagnuolo, nel momento in cui si pone davanti allo specchio per le abluzioni quotidiane. Purtroppo ogni volta lo specchio risponde che "il piu De Luca" e' quello originale, Vincenzo, il sindaco di Salerno. Mestamente Gravagnuolo completa le operazioni, si veste e si reca a Palazzo di Citta'.
Al di la' delle caricature, piu o meno azzeccate, a volte il primo cittadino di Cava sembra davvero soffrire della sindrome De Luca. E sbaglia.
Gravagnuolo deve a De Luca una qualche riconoscenza. Fu il sindaco di Salerno a presentare la candidatura di Gravagnuolo circa due anni fa, e certamente il suo appoggio valse a conferire maggiore credibilita' alla proposta. Ma Cava non e' Salerno, e la coalizione che sostiene Gravagnuolo ha origini e caratteristiche diverse da quella deluchiana.
La candidatura a sindaco di Gravagnuolo e' nata con il consenso di tutti i partiti del centrosinistra (ad eccezione dei Verdi), quella di De Luca contro i partiti del centrosinistra, che anzi gli avevano contrapposto un altro candidato.
Il centrosinistra cavese e' caratterizzato dalla presenza di una forte componente centrista, collocata nella Margherita, di provenienza ex Forza Italia, guidata da un politico intelligente e preparato come Antonio Barbuti, il cui progetto per il futuro non e' detto corrisponda a quello di Gravagnuolo e del nascente partito democratico, come dimostrano le recenti polemiche sugli attacchi dell'Udeur al vicesindaco Gianpio De Rosa. De Luca invece ha vinto la battaglia interna alla coalizione e al momento non vi sono alternative alla sua persona.
Anche le modalita' di gestione della cosa pubblica da parte di De Luca, definito da taluni telesindaco o sindaco sceriffo, sembrano poco confacenti all'humus sociale della nostra citta', che apprezza il decisionismo, ma solo se condito di capacita' di mediazione e di concertazione.
Detto questo, la strada giusta sta nel mezzo. Fa bene Gravagnuolo a pretendere robusti spazi di autonomia per il governo cittadino, ma farebbe altrettanto bene a consultare piu spesso i partiti e la societa' civile, in modo da trovare assieme le soluzioni piu equilibrate, senza che questo significhi ritardi o immobilismo.
Anche rompere l'isolamento di Cava e' stata una decisione condivisibile. Era assurdo che Cava e Salerno, in nome di vecchi campanilismi, non si parlassero, non tentassero, ove possibile, di concertare una linea d'azione comune. L'asse con De Luca puo' essere utile sul fronte dei rifiuti, delle politiche del turismo e cosi' via. A patto che non si segua il sindaco di Salerno sempre e comunque. Aderire alla guerra di De Luca contro Bassolino e la Regione Campania, rischia di far perdere a Cava il treno dei finanziamenti regionali per diversi importanti progetti avviati dall'amministrazione comunale. Ne vale la pena?
Tratto da CavaNotizie.it n.13 del 7 Aprile 2007
Editoriale
Solidarieta' e legalita'. Anche a Cava

Mario Avagliano

Volere una citta' solidale, essere aperti e tolleranti, vuol dire accettare i barboni che dormono nel centro storico, l'occupazione abusiva di case di proprieta' privata e il commercio da parte degli extracomunitari di merci provenienti dal racket della camorra? I percorsi delle politiche di solidarieta', di sicurezza e di legalita' sono controversi e attorno a questo tema caldo, che divide a Bologna come a Torino, a Roma come a Salerno, e' in corso un dibattito anche nella nostra citta', a seguito delle iniziative intraprese dal sindaco Gravagnuolo e dall'assessore alla sicurezza Alfonso Senatore, in parte criticate da alcuni esponenti sia dell'opposizione che della sinistra, come Antonio Armenante.
Armenante e' una persona perbene e stimata da tutti, e le sue richieste a Gravagnuolo di fare di piu per l'accoglienza degli immigrati, per l'assistenza sociale dei poveri, per la costruzione e l'assegnazione delle case popolari, non meritano di essere sottovalutate ne' tanto meno ignorate. Pur tuttavia, a parte il folclorismo di decisioni come quella relativa ai cani pitbull (che la Rosa di Gerico ha messo non senza ragioni - alla berlina), va detto che il duo Gravagnuolo-Senatore ha varato diversi provvedimenti che vanno nel senso giusto.
Il nuovo corso di stretta collaborazione tra i vigili urbani, le forze dell'ordine e le associazioni di volontariato, e il numero verde per le segnalazioni dei cittadini, hanno consentito di prevenire o di reprimere molti reati, come dimostrano i numerosi arresti delle ultime settimane che traggono origine proprio da queste misure. L'installazione di 9 telecamere nel centro storico e' un primo passo verso la realizzazione del progetto di videosorveglianza della citta'. L'accordo raggiunto con il sindacato della polizia municipale per estendere l'orario di lavoro alle ore notturne del sabato e alle ore mattutine dei giorni feriali permette un presidio del territorio molto piu efficace e visibile, che funge anche da deterrente. L'ampliamento delle fasce orarie del parcheggio a pagamento ha di fatto azzerato il fenomeno dei parcheggiatori abusivi, creando occupazione legale.
I primi risultati sono significativi. In questi mesi il numero dei reati, secondo i dati forniti a CavaNotizie dall'assessore Senatore, sarebbe addirittura calato del 70%. Nel frattempo sono quadruplicate le entrate per le contravvenzioni, che da novembre ad oggi hanno superato il milione di euro, e hanno avuto un forte incremento anche i sequestri di case abusive. Molto resta ancora da fare, soprattutto sul fronte della lotta allo spaccio della droga e al riciclaggio del denaro sporco della camorra, che spesso viene investito in attivita' commerciali. L'importante e' che le politiche di solidarieta' e di legalita' viaggino assieme. Aiutare poveri, immigrati e disagiati e' un dovere sociale da tradurre in atti concreti. Ma ogni societa' vive di regole, e tutti devono rispettarle. Per non dare spazio a camorra e criminalita'.
Tratto da CavaNotizie.it n.11 del 16 Febbraio 2007
Editoriale
Dal rapporto con Sassolino dipende anche il rilancio di Cava

Mario Avagliano

Il rilancio di Cava passa attraverso... la Regione Campania. Il sindaco Gravagnuolo gioca buona parte delle sue strategie di successo sulla capacita' di dialogare con il governatore Antonio Bassolino, e almeno su questo versante non potra' seguire l'esempio di Vincenzo De Luca. Il sindaco punta infatti a inserire Cava nel riparto da parte della Regione Campania dei fondi europei e dei fondi strutturali 2007-2013, in modo da finanziare il progetto "Verso il Millennio" della Badia benedettina. Com'e' noto, nelle intenzioni del primo cittadino l'appuntamento del 2011 dovrebbe costituire la piattaforma del rilancio socio-economico di Cava, ampliando l'offerta turistica cavese, anche attraverso l'insediamento di una moderna ricettivita' nel centro storico e nei borghi delle zone collinari, al fine di valorizzare il patrimonio di beni culturali presente sul territorio e rendere la citta' polo-attrattore di eventi culturali di rilievo nazionale ed internazionale.
Con la Regione Campania andra' definita in tempi brevi anche la questione della nuova perimetrazione del Parco Diecimare, che consentira' finalmente di giungere all'istituzione dell'Ente parco, chiudendo una vicenda che dura ormai da anni. I Ds e le associazioni ambientaliste ritengono che l'amministrazione debba stringere i tempi e che sia importante cogliere l'occasione offerta dalla Regione di includere nel territorio del Parco le aree del "Parco Storico delle Torri", di Monte Castello e di San Liberatore. In questo modo l'intera dorsale orientale della Valle Metelliana risulterebbe tutelata e si potrebbero avviare quelle azioni di bonifica, di risanamento idrogeologico e valorizzazione previste nelle aree protette dal Programma Operativo Regionale 2007/13, usufruendo anche dei fondi regionali. Non sara' semplicissimo. La potente lobby dei cacciatori e' contraria. All'epoca di Messina aveva bloccato l'operazione, e vanta qualche sponda pure nel centrosinistra.
Anche per il futuro della sanita' cavese un buon rapporto con la Regione e' di vitale importanza. Nel vertice dell'8 febbraio scorso tra il manager dell'Asl Sa1 Giovanni Russo e i sindaci di Cava, Nocera, Scafati, Sarno e Pagani, Russo ha annunciato nuovi finanziamenti per l'ammodernamento tecnologico dei presidi ospedalieri dei cinque comuni e per ottemperare alle prescrizioni dei Nas sull'ospedale "Santa Maria dell'Olmo". Il manager dell'Asl Sa1 ha ipotizzato la realizzazione proprio a Cava di un nuovo ospedale. Da informazioni da noi raccolte, potrebbe essere locato a Pregiato, in un'area gia' prevista dal piano regolatore comunale. Ma la Regione Campania ha gia' destinato ingenti risorse all'ospedale in costruzione a Sarno.
Avra' Gravagnuolo la forza politica di drenare nuove risorse da parte della Regione oppure di coinvolgere nel progetto i privati?
Tratto da CavaNotizie.it n.10 del 23 Gennaio 2007
Editoriale
Ex operai della Di Mauro: l'odissea e' veramente finita?

Mario Avagliano

E' veramente finita l'odissea degli ex dipendenti delle "Arti Grafiche Di Mauro"? Non ne siamo del tutto sicuri. L'unico punto fermo di questa vicenda e' che il 19 dicembre scorso l'imprenditore cavese Antonio Della Monica (proprietario della societa' di calcio cittadina) si e' aggiudicato l'asta sugli oltre 14mila metri quadri dell'opificio di via XXV Luglio, con un'offerta di 11,5 milioni di euro. A tutt'oggi, pero', nessuno ha chiarito quale sara' la destinazione dell'area e quali saranno i tempi di realizzazione del progetto.
La serieta' professionale, l'esperienza imprenditoriale e la solidita' finanziaria di Della Monica non sono in discussione. Basti ricordare che la sua societa', Cavamarket, fin dal 1987, con l'ingresso nel consorzio Despar Italia, ha acquisito l'esclusiva dei marchi Despar, Eurospar ed Interspar per tutta l'area campana, ed attualmente conta 114 punti vendita in tutta la regione, una flotta di 28 camion e circa 800 dipendenti.
Tuttavia alcuni punti interrogativi restano. Innanzitutto il Consiglio comunale deve mantenere fede all'impegno alla variazione dell'area da industriale a commerciale. I tempi non sono immediati. Ci vorra' almeno un anno per completare l'iter burocratico.
Va poi presentato il progetto di ristrutturazione dell'area, che richiedera' probabilmente un altro anno per la sua approvazione e realizzazione. Si parla di un megastore, con una galleria di negozi specializzati, garage, parcheggi e depositi. Il progetto Della Monica dovrebbe prevedere anche il trasferimento degli uffici amministrativi della Cavamarket, attualmente locati nella zona industriale di Salerno. Nulla in contrario, ma e' ovvio che per battere la concorrenza, bisognera' puntare su fantasia, qualita' e innovazione.
Nel frattempo, cosa faranno e di che cosa vivranno i 77 dipendenti dell'ex Di Mauro attualmente in mobilita', che dopo essere stati licenziati, hanno ricevuto il pagamento del Tfr (il trattamento di fine rapporto erogato dall'Inps)? Quanto tempo dovranno aspettare per tornare a lavorare? E' certo che saranno sicuramente assunti? Qualcuno dei sindacati mette in dubbio il valore vincolante dell'impegno preso da Della Monica all'atto dell'acquisizione. Il sindaco Gravagnuolo e la giunta hanno fatto quanto era possibile, ma l'esultanza forse e' prematura. Occorre vigilare. Attentamente.

* * *

Qualche nota meritano infine alcune recenti iniziative dell'amministrazione comunale. Il ricco carnet di eventi culturali organizzato durante le festivita' di Natale, nonostante abbia peccato di una certa improvvisazione nella fase iniziale, e' stato una piacevole sorpresa, attraendo turisti e abitanti delle citta' vicine. Sono stati un successo sia i concerti live di jazz lungo il centro storico, sia il teatro dei burattini a Piazza Purgatorio, sia le rappresentazioni teatrali. L'auspicio e' che si prosegua in questa direzione, nel segno della qualita'. A tal proposito, e' sicuramente da apprezzare la proposta del sindaco Gravagnuolo di destinare l'ex deposito di Piazza Lentini a sede del teatro comunale. Sempre che all'annuncio segua la realizzazione. Le chiacchiere sono a zero, e Cava aspetta da troppo tempo un teatro. Infine, un 8 in pagella va al piano di manutenzione delle strade e delle luci presentato dall'assessore ai lavori pubblici Napoleone Cioffi. L'efficienza di un'amministrazione si misura dalle piccole cose. A partire dalla riparazione delle buche delle strade. Vedremo se gli impegni saranno mantenuti.
Tratto da CavaNotizie.it n.8 del 14 Novembre 2006
Editoriale
Cava tra declino e possibile rinascita

Mario Avagliano

Il declino economico, sociale e culturale di Cava si puo' fermare? E' possibile invertire la rotta e realizzare un piano di rinascita della citta'? Le vicende dell'ultimo mese fanno ben sperare. L'impegno del sindaco Gravagnuolo, dell'Azienda di Soggiorno e della Provincia per organizzare al meglio l'evento del Millenario della Badia, cosi' come l'ordine del giorno bipartizan votato all'unanimita' in consiglio comunale dalle forze politiche di maggioranza e di opposizione per il rilancio dell'area dell'ex Di Mauro e il reimpiego dei 77 lavoratori a rischio di licenziamento, vanno nella direzione giusta. Ma va detto che il percorso e' irto di ostacoli, e non mancano segnali negativi, come la chiusura dell'ultima radio libera cavese, Radio Max, nata dal marchio storico di Radio Cava Centrale.
Per vincere le grandi sfide, ogni comunita' ha bisogno di porsi un obiettivo, di avere una mission. Il merito dell'amministrazione Gravagnuolo e' di aver individuato nell'appuntamento delle celebrazioni del Millenium della Badia del 2011 il traguardo del suo progetto di rinascita di Cava e di aver avviato la "chiamata alle armi" di tutte le forze economiche e sociali attorno a questo progetto. Il protocollo d'intesa con l'Azienda di Soggiorno e Turismo di Cava e con la Provincia di Salerno e' un primo passo di una strategia che dovra' coinvolgere anche i commercianti, gli artigiani, gli industriali, gli operatori turistici, in modo da rendere la nostra citta' punto di attrazione di itinerari turistico-culturali.
C'e' speranza anche per il rilancio dell'area dell'ex Di Mauro e per il futuro dei 77 ex dipendenti dello stabilimento. Diversi imprenditori, cavesi e non cavesi, hanno manifestato interesse a presentare progetti concreti di riconversione dell'area e degli immobili, 14.716 metri quadri, valutati dal liquidatore giudiziale 10.361.361,90 euro. Tra le ipotesi in ballo, vi sarebbero una galleria commerciale o un cinema multisala. Su proposta del sindaco Gravagnuolo, il consiglio comunale ha approvato all'unanimita' un ordine del giorno che impegna i capigruppo e le commissioni tecniche comunali ad avviare l'iter per trasformare l'area da zona industriale a zona commerciale, che permetterebbe una maggiore appetibilita' da parte delle imprese. Intanto l'ex sindaco Alfredo Messina ha avanzato la proposta di acquisto dell'area da parte del Comune, sempre al fine di agevolarne la riconversione. Insomma, per una volta maggioranza e opposizione sembrano confrontarsi e dibattere in modo civile, nell'interesse della citta'. Speriamo che duri, e che anzi lo spirito bipartizan si estenda ad altri temi. Cava e' stanca della politica della carta bollata e delle polemiche sterili.
Lo stato dell'arte del progetto di rilancio di una citta' si misura anche in base alla presenza o meno di una pluralita' di "luoghi" e di strumenti di comunicazione. A Salerno l'era De Luca e' stata accompagnata dal fiorire di molteplici iniziative editoriali, sia nel settore dei giornali quotidiani che in quello delle emittenti televisive e radiofoniche. Cava non e' Salerno, almeno per densita' di popolazione, ma certamente non e' un segnale positivo la fine ingloriosa dell'ultima radio libera cittadina, Radio Max. Era stato gia' un errore rinunciare al marchio storico di Radio Cava Centrale e trasferire gli studi a Salerno, ora poi i proprietari sono stati costretti a chiudere le trasmissioni, soprattutto per mancanza di sponsor commerciali. Questa vicenda induce tutta la classe dirigente cavese, sia politica che economica, ad una riflessione importante. Come puo' crescere una citta' senza organi d'informazione di massa che siano luoghi di confronto, di critica e di dibattito? Politici, commercianti, imprenditori dovrebbero capire che e' nel loro interesse sostenere chi da' voce ai problemi, alle aspettative, alle proposte della popolazione. Anche per questa strada passano le possibilita' di rinascita di Cava.
Tratto da CavaNotizie.it n.7 del 21 Ottobre 2006
Editoriale
Il Millenario fa sognare Cava ma l'incubo e' la spazzatura...

Mario Avagliano

Qualita' della progettazione. Decisionismo. Capacita' di ascolto dei problemi della citta'. A pochi mesi dall'insediamento dell'amministrazione Gravagnuolo, il primo bilancio del nuovo governo cittadino e' positivo.
Cava ha finalmente un progetto di sviluppo. Nell'ultima riunione di giunta, il sindaco ha lanciato la sfida del 2011, quando si celebrera' il Millenario della fondazione dell'Abbazia benedettina e la nostra citta' sara' meta di migliaia di turisti e di pellegrini. Tra le opere messe in cantiere, per un investimento di 50 milioni di euro, figurano il completamento del sottovia veicolare, che dovra' proseguire e congiungersi con la bretella che porta all'autostrada Caserta-Salerno; l'arredo urbano anche delle traverse che intersecano il Corso Umberto; la riqualificazione della localita' della Badia di Cava e di via Scire' e un progetto generale di manutenzione delle strade comunali.
Sara' necessario accompagnare la politica delle opere pubbliche con un progetto culturale di alto spessore. Occorre selezionare le manifestazioni, puntando anche in questo caso sulla qualita' e tirando fuori dal cilindro un'idea di un evento nazionale di forte attrattiva (sul modello del Festival della letteratura di Mantova o della Festa del Jazz in Umbria).
Se il Millenario della Badia fa sognare Cava, l'emergenza spazzatura e' un incubo che durera' ancora a lungo, anche se il decisionismo di Gravagnuolo & C. ha mitigato la gravita' dei problemi. Infatti e' stato individuato in tempi record un sito di stoccaggio provvisorio (con il consenso della popolazione) e, grazie ad una massiccia campagna di sensibilizzazione, la raccolta differenziata ha cominciato a marciare ad un ritmo piu accelerato.
Cava paga gli errori del passato. Sotto la precedente amministrazione la raccolta differenziata ha toccato livelli minimi: nel 2005 Cava ha raccolto solo il 15,46%, contro una media del 25,61% del Consorzio di Bacino Sa1.
Cosa fare? Il sindaco Gravagnuolo ha aderito alla proposta di costruire un termovalorizzatore della provincia di Salerno, avanzata dal primo cittadino salernitano Vincenzo De Luca. I tempi non sono brevi, ci vogliono due-tre anni, ma si tratta finalmente di una soluzione definitiva. Intanto bisogna incrementare la raccolta differenziata. L'informazione e la distribuzione dei bio-cestelli non sono sufficienti. L'ultimo dato disponibile, quello di settembre, dice che Cava ha raggiunto la quota del 29%. Le 70 tonnellate di rifiuti che vengono raccolte ogni giorno nella nostra citta', sono per ora stoccate nel sito provvisorio di Petraro Santo Stefano. Ma presto il sito sara' colmo.
Urgono nuove misure. Non ci si puo' affidare soltanto al senso civico dei cittadini. La strada da percorrere e' quella tracciata da comuni come Altavilla Silentina o come Albanella, che hanno raggiunto il 60% di raccolta differenziata, grazie al sistema della raccolta porta a porta, riducendo al minimo i disagi. Gli abitanti di questi comuni pagano l'esigua tariffa di 0,80-81 centesimi per ogni mq di abitazione, a fronte di un servizio che viene effettuato a domicilio. Sarebbe bene che il sindaco ci pensasse seriamente. E che l'opposizione non si limitasse alle critiche.
Tratto da CavaNotizie.it n.6 del 14 Settembre 2006
Editoriale
Un giornale per partecipare alla vita di Cava

Mario Avagliano

Assumere la direzione di un giornale e' sempre un incarico di grande responsabilita'. Lo e' ancora di piu quando ci si propone di raccontare la vita e le vicende della propria citta' di origine e di raggiungere tutte le case dei cavesi, anche quelle dei residenti nelle frazioni o nelle case piu lontane dal centro, come fa CavaNotizie.it con le sue sedicimila copie e la sua distribuzione capillare sul territorio.
C'e' una responsabilita' duplice. Verso i lettori, che chiedono di essere informati in modo corretto e sincero, con un linguaggio comprensibile ed immediato. E verso se stessi, per il rispetto che un giornalista professionista deve alle regole del proprio mestiere, che pretendono onesta', trasparenza e obiettivita'.
La forza di un giornale come CavaNotizie.it, la creatura fondata e patrocinata da Gerardo Ardito, e' la capacita' di adottare le migliori caratteristiche dei free papers (i giornali gratuiti) distribuiti nelle grandi citta' (da City a Metro e Leggo), che rappresentano la vera novita' mediatica del nuovo Millennio nel settore della stampa. E cioe' diffusione di massa; articoli brevi, scritti in un linguaggio secco e asciutto e organizzati per blocchi; lettura facilitata anche attraverso un uso mirato del colore e delle immagini.
E' questo il modo di rendere fruibili le notizie anche a chi abitualmente non legge quotidiani o periodici e che invece, proprio grazie al rapporto instaurato con il giornale gratuito che gli arriva sotto casa, nella buca della posta, alla fermata dell'autobus, e' stimolato ad approfondire, ad informarsi, a partecipare.
Gia', partecipare. CavaNotizie.it e' e vuole essere sempre di piu anche uno strumento "democratico" di informazione e di conoscenza dei fatti. "Democratico" perche' alla portata di tutti, perche' si propone di raggiungere tutti, perche' vuole coinvolgere i cittadini nella vita politica, sociale e culturale di Cava.
Tuttavia questo giornale non intende prendere parte alla battaglia politica cittadina. O meglio, e' schierato, fortemente schierato, ma soltanto dalla parte di Cava.
Per quanto mi riguarda, non rinnego affatto la vicinanza al centrosinistra e l'amicizia personale con il sindaco Gigino Gravagnuolo, al quale sono legato da un rapporto di antica e profonda stima. Ma il dovere di giornalista, e l'impegno comune preso con l'editore, e' quello di seguire l'azione dell'amministrazione con obiettivita', come avremmo fatto con un'eventuale giunta Messina, applaudendo Gravagnuolo quando fa l'interesse della citta', mettendo in rilievo gli errori di percorso quando invece non condividiamo alcune decisioni. Con stile. Con la cronaca degli eventi. Senza mai "urlare".
Ecco perche' questo giornale vanta tra i suoi collaboratori persone di differenti opinioni politiche ed e' e restera' aperto a tutte le voci, anche quelle dissenzienti rispetto al "governo" cittadino. L'unica discriminante e' quella dell'amore per Cava. A questo, non siamo disposti a rinunciare. Proprio no.
Tratto da CavaNotizie.it n.5 del 8 Agosto 2006
Editoriale
Emergenza rifiuti. Differenziata o bolletta salata?
Scelgano i cavesi.


Gerardo Ardito

Mentre in questi giorni tutti noi si pensa alle meritate vacanze, il Sindaco e la sua squadra sono impegnati su diversi fronti. Un anno di commissariato,nonostante gli sforzi di Reppucci ha portato la citta' a una paralisi amministrativa con conseguenze dannose per l'intera comunita'.
Emerge al di sopra di ogni emergenza la patata bollente della raccolta dei rifiuti.
Sono agli occhi di tutti i cittadini cavesi i cassonetti stracolmi e maleodoranti. In diversi punti di Cava, nei giorni scorsi, sono stati appiccati roghi ai rifiuti provocando danni ai cassonetti e all'ambiente. Il Sindaco allerta la cittadinanza: "Non bruciate l'immondizia, e' gravissimo, i rifiuti incendiati producono diossina" (sono altamente tossici).
I sacchetti dell'umido, in particolare, vanno depositati nei cassonetti dalla domenica al giovedi', non il venerdi', non il sabato, in quanto la discarica non riceve i rifiuti il sabato e la domenica, per cui rimarrebbero per strada producendo con il caldo dell'estate cattivi odori.
Ripetiamo: si chiede ai cittadini, quindi, di trattenere in casa l'umido nei giorni di venerdi' e sabato.
In periodi regolari vengono trasportati alla discarica di Sardone 6 camion al giorno; in questo periodo di emergenza ne lasciano scaricare solo 2. Il Comune e' in grave difficolta' e richiede uno sforzo da parte di tutti i cavesi. Lo sforzo che si richiede alla cittadinanza e': differenziare i rifiuti, plastica nei relativi contenitori, carta e vetro. La parola d'ordine e' "differenziare". Solo cosi' vedremo strade piu pulite e nessun aumento in bolletta.

Il Comune di Cava attualmente non dispone di siti di stoccaggio provvisori dei rifiuti.

La legge prevede che ogni Comune debba raccogliere differenziata per almeno il 35% sul totale dei rifiuti. Tutti i Comuni che non hanno raggiunto questa soglia entro il 31.12 2005 pagheranno una penale su ogni chilo di rifiuti.
Ogni chilo di rifiuti costava al Comune 190 (delle vecchie lire), e , non avendo raggiunto la quota di raccolta del 35%, (al 31 dicembre scorso eravamo al 15,04%) dal 1 giugno paghiamo 34 lire in piu su ogni chilo. Il punto e' questo :il Comune e' costretto a pagare questo aumento, ma alla fine ovviamente saranno i cittadini a pagare. Cava e' tra gli ultimi posti tra i Comuni del Consorzio di Bacino Salerno 1 per i quantitativi raccolti. "Eppure -ha dichiarato Raffaele Fiorillo- Cava e' stata tra i primi Comuni ad attuare la raccolta differenziata, e nei primi anni la raccolta era ben superiore di almeno 10 punti".
Se noi cavesi non aumenteremo a partire da oggi la differenziata, saremo costretti a pagare 800 mila euro in piu su base annua.
Differenziamo i rifiuti e non pagheremo nessun aumento.

Una novita' nel piano di raccolta del Comune di Cava e' rappresentato dai contenitori per la raccolta della plastica: in essi i cittadini potranno conferirvi anche: banda stagnata e alluminio che attualmente confluisce nel secco.

Il Sindaco informa che per quel che riquarda i rifiuti ingombranti: vecchi mobili, materassi, grandi elettrodomestici etc...
e' necessario contattare per il ritiro il numero 089.34.01.23

Altra novita': Le bio-pattumiere. In fase di distribuzione alle 17 mila famiglie cavesi i cestelli e le buste biodegradabili per la raccolta dell'umido. E' partita il 31 luglio, come preannunciato, la distribuzione dei cestelli e delle buste biodegradabili per la raccolta differenziata dei rifiuti organici. Attrattraverso enti ed associazioni e' stato possibile ricevere nei primi giorni di agosto il cestello con i sacchetti. Dal 7 agosto incaricati del Comune muniti di tesserino di riconoscimento consegneranno alla popolazione cavese i cestelli direttamente a casa. La funzione dei cestelli da collocare nel sottolavello e' naturalmente quella di incentivare la raccolta dell'umido. Si auspica naturalmente che al momento del deposito nei cassonetti avvenga negli appositi contenitori per la raccolta dei rifiuti organici.
I cartoni, (con particolare riferimento ai commercianti) vanno depositati piegati e disposti in pile, poiche' il personale addetto alla raccolta e' esiguo, e dovendo servire tutta la citta', non ha il tempo materiale per l'opera di ripiego.

"Se i cittadini cavesi non collaboreranno alla raccolta differenziata -ha affermato il Sindaco- saremo costretto a far eseguire controlli applicando le relative sanzioni".
Le multe variano da un minimo di 25 euro a un massimo di 250,00 per singola trasgressione.
Tratto da CavaNotizie.it n.2 del 23 Aprile 2006
Editoriale
Flavia Bevilacqua
Quando mi e' stato chiesto di scrivere questo editoriale ho accettato volentieri ma, non senza qualche perplessita'; infatti, non essendo cavese, ho pensato d'essere forse piu disincantata verso questa cittadina che, pero', negli anni ho imparato a considerare anche mia. Frequentavo la quinta elementare quando negli anni 60 approdai a Cava con la mia famiglia; la prima espressione che imparai per definire questa nostra conca fra i monti Lattari fu " La piccola Svizzera". L'orgoglio che trapelava da ogni cavese quando pronunziava tale espressione, presto si impadroni' anche di me, tanto da farmi sentire avvolta e protetta da una coltre di privilegio; un privilegio che, non tardai a scoprire, molto ambito dalle vicine popolazioni dell'agro-nocerino-sarnese . I cavesi erano una sorta di popolo eletto la cui ombra rassicurante dell'antica Pergamena Bianca sembrava rappresentare ancora un prezioso fiore all'occhiello. Eravamo allora in pieno boom economico e Cava appariva come una cittadina completa: scuole, strade pulite, negozi, verde ovunque e nuove costruzioni che nascevano come funghi a testimonianza di un benessere e di uno sviluppo che i cavesi cavalcavano con padronanza. Da quei tempi, molta acqua e' passata sotto i ponti e non sempre pulita e per non essere fuori dalla metafora citero' "La Cavaiola" (affluente del fiume Sarno) che oggi nessuno ama ricordare per l'alto tasso di inquinamento registrato nell'ultimo ventennio. La vecchia padronanza di questo popolo e' naufragata sulle sponde di una nomina di un commissario prefettizio, sulle strade dissestate di zone centrali, sulla dilagante microdelinquenza, su di una fatiscente stazione ferroviaria, sul fenomeno dell'immigrazione al nord dei nostri giovani ed ancora su di una disfatta industriale che ha messo in ginocchio Cava come un glorioso pugile ormai "suonato". Tutto cio', e' vero, e' da considerarsi una testimonianza di un disagio di un'intera nazione ma, non puo' essere una giustificazione per un lassismo buracratico, politico e sociale. I tempi cambiano e forse non e' giusto sperare in un nostalgico ritorno alla vecchia "Piccola Svizzera" . Questo popolo che ha dato i natali a donne dignitose e forti come Mamma Lucia puo' lottare perche' questa conca amena, possa rifiorire con una nuova e decorosa identita' da riaffidare alle future generazioni alle quali, si augura di non dover sempre rispolverare il ricordo glorioso, ma ormai logoro della "Pergamena Bianca" per sentirsi orgogliosi di essere cavesi.
Tratto da CavaNotizie.it n.1 del 28 Gennaio 2006
Editoriale
L'editore, Gerardo Ardito
Cari concittadini, cari lettori, eccoci al primo numero ufficiale di CavaNotizie.it un nuovo giornale che nasce in un momento storico, sicuramente il piu difficile di questi ultimi trent'anni. Il futuro imminente si prospetta in salita non solo per la nostra citta' ma per l'Italia intera, certo noi al Sud proseguiamo la nostra strada con maggiore svantaggio: molte famiglie sono monoreddito, a Cava i prezzi delle case salgono di anno in anno tant' e' che i giovani rinunciano a una vita indipendente restando in famiglia.
Per la maggioranza dei commercianti questo e' stato il Natale piu nero che si ricordi; nero lo e' stato per i dipendenti della Di Mauro che hanno perso il lavoro, abbandonati, umiliati perche' e' stato sottratto loro il diritto primario di ogni cittadino: il diritto al lavoro; nero lo e' stato per i poveri sempre piu numerosi, sempre piu poveri. In questa Italia che con dignita' no sa ammettere di vivere sui debiti, sulle carte di credito, sulle finanziarie e sugli acquisti a credito, sotto usura.
Svegliamoci, c'e' un' Italia vera fatta di persone semplici, non l'Italia di un partito ne' di un movimento; carichiamoci di sano ottimismo e mettiamocela tutta, saranno tempi duri, tendiamo una mano a chi e' in difficolta', per una volta senza pensare al tornaconto; tagliamo le spese, lasciamo perdere la moda e le tendenze, forse tutto questo non bastera' ma daremo il nostro contributo per un futuro migliore.

Dal 20 dicembre CavaNotizie.it ha arricchito il suo contenuto di informazione con la presenza on line di aggiornamenti quotidiani e una serie di servizi gratuiti sul sito www.cavanotizie.it E' un'ulteriore sforzo che facciamo, come quello di alzare la tiratura del nostro giornale a 14.000 copie gia' da questo numero per permettere a tutti i cavesi di ricevere gratuitamente, a casa propria, la copia personale di CavaNotizie.it
Non ci aspettiamo ringraziamenti ne' lodi; solamente Vi chiediamo di rispettare quello che gratuitamente ricevete. Leggiamo e diffondiamo l'informazione sana e obiettiva affinche' noi cittadini di Cava possiamo prendere coscienza degli sforzi che il periodo impone e delle mete che oggi Cava deve prefiggersi in nome di un prestigio e di una qualita' di vita di cui siamo sempre stati orgogliosi.
     
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