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Pino Scotto
Tratto dal n.7 di CavaNotizie.it
21 Ottobre 2006
Un ex legionario fra noi
Dalla violenza un messaggio di pace

Flavia Bevilacqua
Quasi ottantenne, tre volte nonno, per meta' nelle vene gli scorre sangue veneto, da parte materna, ma puo' essere considerato cavese non solo per nascita ma anche per l'amore che nutre verso questa piccola conca fra i monti nella quale, Pino Scotto, abita da sempre con la sua famiglia. Molti lo ricorderanno come poliziotto privato presso l'ex Credito Commerciale, dove ha prestato servizio dal 1974 al 1992. In quel periodo svento' ben due rapine, mentre in una terza venne sopraffatto delle percosse. Quando andiamo a trovarlo nel suo appartamento in via Mandoli, ci accoglie con un sorriso aperto ed uno sguardo vivace. Accanto a lui, riservata ed attenta, la signora Angelina Granata, la sua consorte, la sua donna, la sua compagna di vita da sempre; la signora Angelina aveva solo 15 anni quando Pino, anche lui giovanissimo, le promise di farla sua, ma l'imponderabile avrebbe, poi, creato un lungo intervallo prima che egli potesse mantenere la sua promessa.
Fin da bambino, il suo spirito libero ed indomabile aveva costretto la famiglia ad una forzata rassegnazione per le sue assenze improvvise e per il suo girovagare lungo i colli e le valli che circondano Cava, mentre la mente correva oltre i confini per approdare su di un sogno che in quegli anni infervorava gli animi di molti giovani: arruolarsi nella legione straniera. Privo di ogni motivazione politica o sociale, il giovane Pino - animato solo da uno "spirto guerrier che entro mi rugge" - nel 1947 parte per la Francia. Durante il viaggio, pero', qualcosa cambia, infatti sul tratto Menton-Marsiglia incontra Paolette ed e' subito feeling; la ragazza lo invita a seguirlo a Cannes, il guerriero in lui sembra placarsi e della legione straniera non se ne parla piu. Il destino, pero', aveva gia' ordito le sue trame. Una sera Pino si trova in una sala da ballo a Cannes, qualcuno favorisce la sua allegria e gli versa da bere senza limiti, si ubriaca. Quando dopo molte ore si riebbe dalla sbornia insieme ai fumi dell'alcool, Pino si rese conto che era evaporata anche la sua liberta' di scelta, era stato infatti trascinato ed arruolato con un inganno nella legione straniera che, lo avrebbe mandato a combattere in Indocina, l'attuale Vietnam. Severe punizioni e torture indicibili presto lo indussero a desistere da ogni protesta o ribellione. Le sue fantasie e i suoi sogni di gloria svanirono. La parola d'ordine era -uccidere- e nella legione straniera insegnavano a farlo molto bene "Non sono fiero di quel periodo - ci dice il sig. Scotto - ma dovevo uccidere per poter tornare a casa". Le atrocita' segnarono l'animo del giovane Pino, che tento' anche una disperata diserzione, fallendo per fortuna senza gravi conseguenze. Fra tanti ed inimmaginabili orrori il volto di una cinesina Ko Hong, conosciuta in un villaggio dell'alto Tonkino, gli restitui' un briciolo di umana dolcezza. Fu un amore platonico, Pino come poteva si recava nel villaggio di Ko Hong per portarle cibo ed altro, povere cose che li' erano ricchezze. Un giorno il villaggio fu assalito e devastato dai guerriglieri, il giovane ritrovo' la sua cinesina impalata e mutilata degli arti. Sul volto la maschera devastante del dolore . Ko Hong, con il tronco grottescamente lasciato issato dal suolo, ricevette, da morta, sulla fronte l'unico bacio che da viva aveva sempre rifiutato al giovane italiano. A guerra finita, il giovane cavese torno' a casa era diventato un uomo e non aveva voglia di raccontare nulla. Si arruolo' nella Pubblica Sicurezza dove resto' fino al 1974, sposo' Angelina, divenne padre e relego' i devastanti ricordi in un angolo blindato della sua mente dando spazio ad una vita normale. Gli anni passano e i ricordi riaffiorano quasi per caso. Pino si rende conto che deve "raccontare per non dimenticare" e scrive tutto cio' che riesce a rivivere con dolore nella sua mente. "Ognuno di noi ha la sua esperienza di vita -ci dice Pino Scotto alla fine del suo racconto- ma solo con la vecchiaia ti accorgi che nella tua esistenza c'e' un messaggio o un monito da lasciare ai posteri, il mio e' semplice e vissuto: solo con l'amore e la pace il cancro della violenza puo' essere sconfitto".

Pino Scotto e la moglie Angelina
     
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