Informazione  
 
Il numero in edicola
Archivio cartaceo
Editoriali
 
 
Archivio cronaca
Comunicati comunali
Il sindaco risponde
Lettere al giornale
 
  Sport  
 
Cavese Calcio
Arti marziali
Atletica e C.S.I
Altri sport
 
  Ritratti  
 
La Giunta Comunale
I Consiglieri comunali
Personaggi cavesi
Foto di Cava
Scorci metelliani
 
  Consulenti  
 
Avvocato
Commercialista
Immobiliare
Lavoro
Dentista
Nutrizionista
Sessuologo
 
  Medicina  
 
Distretto sanitario SA1
Articoli
Centro di salute mentale
Consultorio
Sert
Diabetologia
Il medico risponde
 
  Istituzioni  
 
Palazzo di Citta'
Comunicati comunali
Associazioni
Consorzio di Bacino SA1
Intermedia
Scuola
 
  Servizi  
 
Farmacie
Numeri utili
Orari autobus
Orario treni
Siti istituzionali
 
  Annunci  
 
Compro e vendo
Immobiliari
Cerco e offro lavoro
 
  Rubriche  
 
Lettere
Cultura
Speciali
Mondo Giovani
Cavesi nel mondo
Immigrazione
Mostra fotografica
Scadenze fiscali
Umorismo e satira
Chi siamo
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
torna in cima
Santuario francescano
Tratto dal n.35 di CavaNotizie.it del 10 Marzo 2009
La chiesa torna al suo antico splendore a 30 anni dal terremoto

Riapre ai fedeli la chiesa
di San Francesco e Sant'Antonio


Sabato 14 marzo alle ore 19,00 si e' tenuta la celebrazione ufficiale di apertura


Gerardo Ardito
A distanza di quasi ventinove anni dal terremoto del 23 novembre del 1980 si riaprono i battenti dell'antica chiesa di S. Francesco. I lavori, durati quindici anni, sono costati 9 milioni di euro e non sono ancora del tutto ultimati. Manca ancora il pavimento (attualmente allo stato grezzo) e il tetto (adesso c'e' un solaio-terrazzo), ma per Cava e' un evento storico, per il forte legame dei cavesi con la chiesa dei francescani, che costituisce la porta d'accesso alla citta'.
A seguito del terremoto, dalla quasi totale distruzione del sacro tempio si salvarono solo la facciata, le cappelle laterali del transetto e l'abside. Tutto e' stato ricostruito come prima. "L'architettura dell'epoca e' stata fedelmente rispettata nel suo insieme, con qualche novita'", ci ha riferito l'ingegnere cavese Luigi Farano (nella foto), che ha diretto fino ad oggi i lavori.
La prima novita' e' rappresentata dal Matroneo: le bifore (le 18 finestre alte laterali, 9 a sinistra, 9 a destra) che prima erano chiuse, ora sono accessibili dal campanile e dal convento.
Sul soffitto, completamente crollato col terremoto dell '80, risorge nel suo splendore, nella navata centrale, come nell'affresco del '700, l'immagine dell'Immacolata con S. Francesco e S. Antonio. La cantori'a del '700, in fondo alla navata centrale, e' stata ripristinata con l'apposizione, al di sotto, di 11 tele originali, restaurate, raffiguranti i santi francescani (in realta' ne mancano due, andate perdute). Un'altra novita' e' il botafumeiro, installato al soffitto. Il botafumeiro e' un incensiere d'argento, alto circa due metri, manovrato da una fune, grazie ad otto tiratori. Il botafumeiro verra' fatto oscillare ad un'altezza di 30 metri, nella navata centrale e nel transetto. L'esemplare e' ammirabile gia' in Spagna nella cattedrale di Santiago de Compostela. Tuttavia a Cava, per ammirarlo in funzione, dovremo attendere il primo anniversario della riapertura della chiesa. La scala di accesso alla chiesa e' stata restaurata, con l'integrazione dei marmi mancanti e la sostituzione di quelli danneggiati. L'ultima novita' e' l'installazione dell'ascensore al campanile, che consente l'accesso agevole fino al secondo ordine (piano). Al primo ordine si accede al Matroneo.





Tratto dal n.35 di CavaNotizie.it del 10 Marzo 2009
Intervista a Padre Gigino:
Il frate imprenditore al servizio di Dio

GerardoArdito
Nel clima festoso e di grande operosita' per i preparativi che precedono la riapertura della chiesa, incontriamo padre Gigino nella sagrestia. Un andirivieni di devoti e gente indaffarata, che scambia con Padre Luigi Petrone battute, a volte per ricevere direttive sui lavori in opera, a volte per concordare date. Faccio fatica, seduto alla scrivania del frate, a seguirlo nelle mille imprese nelle quali e' affaccendato, in attesa di rivolgergli alcune domande.
Quest'uomo di appena 40 anni, dalle grandi capacita' organizzative, si e' reso fautore di un grande impegno: ridare alla luce la chiesa di S. Francesco e S. Antonio. Raccogliendo fondi attraverso tante manifestazioni sacre o laiche, come sagre e concerti e scontrandosi a volte anche con le autorita', ha trovato il modo di attirare l'attenzione di migliaia di fedeli, senza mai perdere l'umilta' che caratterizza da sempre i francescani. Un frate sui generis, il cui entusiasmo e voglia di vivere non si celano dietro un saio.
Ci parla dei lavori al santuario? Dopo il sisma dell'80, quando sono cominciati i lavori?
"Solo nel '95. I primi lavori furono di natura conservativa- per proteggere le macerie. Padre Agnello, allora Guardiano, diede inizio ai primi appelli. Nel '96 furono portate le reliquie di Sant'Antonio a Cava, fu allora che decidemmo di costruire il santuario".
Come arrivarono le reliquie a Cava?
"Le reliquie di Sant'Antonio giravano per tutto il mondo in occasione dell'ottavo centenario della nascita del santo. Un'insigna reliquia del corpo del santo sosto' per due giorni a Cava"
Che affluenza registraste?
"Furono fatte 14 mila comunioni. Non chiudemmo neanche di notte, c'erano messe di continuo. Da allora una reliquia e' rimasta in convento".
Ci fa una cronistoria della ricostruzione?
"Nel '98 fu aperta la prima meta' della chiesa "il Transetto". Nel '99 fu inaugurato il campanile e nel 2000 la cripta. Nel 2002 iniziarono i lavori della chiesa inferiore. Nel 2004 fu inaugurata la chiesa inferiore. Nel 2007 iniziarono i lavori della Casa del Pellegrino, che fu inaugurata l'anno scorso. Ora siamo arrivati all'atto conclusivo, l'apertura del santuario".
Un particolare che caratterizza i frati francescani e' l'opera caritatevole e la loro grande disponibilita' verso i poveri, la mensa da voi allestita quotidianamente conta dai 50 ai 60 ospiti-
"La mensa dei poveri presso il nostro Convento ha origini antichissime. Il grande scultore cavese Alfonso Balzico a meta' dell' '800, per ringraziare i Frati del pranzo del mezzogiorno, scolpiva nel legno le statuette del presepe, tuttora esistenti. La mensa e' frutto dell'opera generosa di molti, volontari e scout, che vivono all'ombra di questo convento. Al servizio mensa, in aiuto alle famiglie meno abbienti abbiamo anche il centro distribuzione alimenti attivo ogni giovedi'. Serviamo circa 120 famiglie. Le famiglie bisognose sono cresciute nell'ultimo anno del 20-25%".
Si possono nascondere tra i veri bisognosi persone che approfittano-
"La carita' si fa sempre, sara' il Signore a giudicare".
Quanti frati abitavano il convento negli anni '80?
"Erano circa 7 frati, molti sono scomparsi di recente, come padre Giuseppe Baldini, ma ricordiamo con affetto anche Padre Marco Adinolfi, biblista, Padre Attilio Mellone (fondatore della Lectura Dantis), Padre Rosario Fattiroso parroco di Erchie e Padre Andrea Scarpato".
Le dispiace quando dicono che si muove come un imprenditore?
"Un frate imprenditore al servizio di Dio" - risponde fra' Luigi
E' corretto chiamarvi, padri o frati?
"Ci chiamiamo padri perche' siamo tutti sacerdoti, ma dovremmo chiamarci frati".
Com'e' scandita la giornata dei frati?
"E' bella e operosa, scandita da momenti di preghiera, fraternita', lavoro, studio, confessioni, celebrazioni, pulizie, cura dei giardini degli addobbi..."
Siete in cinque frati a vivere il convento- Chi di voi e' il piu' saggio?
"Padre Agnello. E' riservato, calmo".
Il piu' irruento?
"Padre Luigi (fra' Gigino) -interviene padre Cesario-
Il piu' allegro?
"Siamo tutti allegri. Ogni giorno a tavola e' una festa".
A che ora vi alzate al mattino?
"Alle 5,30"
A che ora padre Cesario?
"Alle 18,00 (scherza ancora Fra' Gigino)".
Avete degli hobby?
"Padre Cesario suona la fisarmonica, suona brani di napoletana classica".
Sempre cosi' pieni di gioia?
"Si chiama 'letizia francescana', la gioia che viene dal cuore. Siamo in cinque, di eta' differente, paesi e caratteri differenti ma accomunati dall'unico desiderio di vivere bene insieme. Ma siamo circondati anche da tanti fedeli ai quali vogliamo molto bene".
Qual e' il messaggio di Fra' Gigino ai fedeli?
"Vorrei ringraziare di cuore tutti coloro che ci hanno aiutato e sostenuto. Non ci fermeremo, anzi continueremo con la stessa carica ed entusiasmo per nuovi progetti".
Tratto dal n.35 di CavaNotizie.it del 10 Marzo 2009
Chi vive al convento oggi?

La Fraternita' francescana e' composta attualmente da 5 frati




Padre Luigi Petrone, 40 anni, di Cava;
dal 2007 guardiano (il rettore, che cura la vita e l'andamento della comunita').
Da 12 anni a Cava.
Prima di venire nella nostra citta' come sacerdote, era stato a Sarno e a Foce.




Padre Agnello Basile, 77 anni, di Sala Consiliana;
ex cappellano dell'ospedale cavese, da 50 anni a Cava.




Padre Mariano Amorosi, compira' 90 anni a maggio, originario di Auletta;
ha fatto il liceo a Cava negli anni dal '37 al '40.
Vi ha fatto poi ritorno da sacerdote nel '43 restandovi fino al '45.
Destinato ad altre sedi, dopo sessant'anni, nel 2007 padre Amorosi ha fatto ritorno a Cava. E' il cappellano dell'ospedale.




Padre Fedele Malandrino, 82 anni, di Vatolla (Perdifumo);
da 47 anni a Cava ha rivestito la carica di Superiore per molti anni.




Padre Cesario Brindisi, 70 anni di Potenza;
e' l'archivista del convento.
Padre Cesario minuziosamente annota e custodisce ogni documento del convento.
Sin da giovane eta' cura un diario giornaliero, corredato da foto che custodisce con cura. Cronista e assistente degli scout (Cava ne conta circa 150).
Per 22 anni e' stato educatore e rettore dell'istituto S. Antonio di Mercato S. Severino;
da un anno e mezzo e' a Cava.
Tratto dal n.35 di CavaNotizie.it del 10 Marzo 2009


La nascita del convento

Il convento nacque per opera di 80 frati il 24 febbraio del 1501.
La struttura e' intestata alla provincia religiosa salernitano-lucana dell'Immacolata Concezione Il ministro provinciale e' padre Manlio Di Franco di Baronissi, dove risiede la sede principale. Francescani, pur essendo un ordine proprio e autonomo, vivono e lavorano in seno alla grande Chiesa Universale.
Per saperne di piu' sul santuario e' possibile visitare il sito www.santuariofrancescano.it
Tratto dal n.35 di CavaNotizie.it del 10 Marzo 2009


La collaborazione dei laici

Il convento e' affiancato dall'arciconfraternita della Santissima Immacolata Concezione, nata nel 1500 e recuperata dall'opera di Fra' Gigino nel 2001. E' composta da laici impegnati nella vita del Santuario per l'organizzazione delle feste, per le opere di carita' e la divulgazione del culto.
L'arciconfraternita e' composta da circa 200 persone di ogni eta', quasi tutti cavesi.
Poi ci sono gli scout, 150 ragazzi e il Terzo Ordine Francescano, persone che si consacrano al Signore attraverso il carisma francescano e sono adulti, oltre 100 persone.
Tutti hanno contribuito alla riapertura della chiesa S. Francesco e S. Antonio.
     
  Contattaci  
 

 
Contattaci
Chi siamo
 
  Commerciali  
 
Industrie
Artigiani
Ristorazione
Alberghi
Shopping
Salute
Arredamenti
Servizi
Immobili
Commercio
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
torna in cima