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dott. Borgherese

LA RUBRICA E' SOSPESA
si prega di non inviare i quesiti
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Scrive Antonio
Egregio dottore, mi chiamo Antonio. Le scrivo da Cava de' Tirreni! Ho un serio problema! Per alcuni è insignificante, ma per me è un dramma! Quando ero ancora adolescente, in una scuola media superiore, fui testimone oculare di una cosa orrenda! Tre ragazzi violentarono una ragazza in aula! E tutto quello che è accaduto, lo ricordo me se fosse trascorso solamente un minuto nonostante siano trascorsi più di dieci anni! Dopo quel giorno, la mia vita è cambiata! Ho cercato di dimenticare, ma non posso! E' più forte di me! Ho pregato tanto perchè riuscissi a dimenticare, ma è inutile! Sono riuscito a trovare una ragazza e dopo 4 anni di fidanzamento, ci siamo trovati entrambi e per la prima volta senza vestiti! Ma proprio mentre era tra le mie braccia, mi appare davanti agli occhi tutta la scena! Le urla, le grida, il sangue, compagni di classe che come me erano pietrificati e non riuscimmo a muovere un muscolo per salvarla! Morale della favola, io questa scena non riesco a dimenticarla e la mia fidanzata, per un banale pretesto mi ha lasciato ed ora è "consolata" da un altro ragazzo! Io la amo da morire ma questo handicap, mi pregiudica personalmente e socialmente! Ora che l'ho persa, non so che fare! La depressione mi prende sempre più e mi sento un cadavere ambulante senza più uno scopo nella vita avendo perso la cosa più preziosa che avevo! La mia ragazza! Cosa posso fare? Può aiutarmi?

Caro Antonio a volte i traumi, soprattutto quando ci è stato impossibile fare qualcosa per evitare il peggio, creano dentro di noi una sensazione di angosciosa impotenza che ci schiaccia “dentro” il ricordo. Da qui si determina quella che si definisce una nevrosi post-traumatica che può essere curata con una psicoterapia. A mio parere dovresti provvedere in questo senso. Cordialmente
Scrive Anna
Salve dottore, vorrei sapere se mio marito può guarire dal suo essere cuckold. Sono disperata, mi dica se ci sono metodi che posso adottare per spegnergli questa fantasia di farmi desiderare da altri uomini e da organizzarmi questi incontri a mia insaputa che naturalmente non hanno mai avuto modo di diventare reali per mio volere. Grazie

Cara signora le fantasie sessuali sono stimoli molto potenti (hanno la stessa insistenza della mania del gioco d’azzardo – anche se però sul piano pratico (se non morale) sono meno rovinose) ed è difficile sradicarle se la persona non si sottopone ad una intensa psicoterapia. Molte coppie hanno traovato soluzioni in una buona terapia di coppia: provi. Cordialmente
Scrive Matteo, 25 anni
Cava de’ Tirreni
L'omosessualità è una malattia? Se sì, può essere curata da uno psicoterapeuta? Non credo che sia giusto vivere l'omosessualità come un fatto normale.

L’omosessualità è una condizione dell’esistere non una malattia. Una società attenta alle libertà civili e individuali dovrebbe consentire a tutti di vivere la propria sessualità nel modo più gratificante nel rispetto dell’altrui libertà. La penso così.
Scrive Elisela
Cava de’ Tirreni
La mia è una curiosità vera e propria! Il mio ragazzo (34 anni) con me nei rapporti sessuali dura all'incirca 5-10 minuti, indipendentemente se con o senza preliminari (con quelli forse un po’ meno) e mi raccontava che con la sua ex (con la quale è stato solo 6 mesi ) la durata minima era di 1 ora! Ora a dir la verità entrambi siamo curiosi di capire il perchè di questo abisso!

Dovrei saperne di più su voi due sul vostro rapporto. Forse il tuo ragazzo, con la prematurità dell’orgasmo, esprime un’ansietà inconscia. Ma è tutto da verificare.
Scrive Gioia
Cava de’ Tirreni
Salve mi chiamo Gioia, ho 21 anni e sono incinta di 8 mesi e sto con il mio ragazzo da tre anni. Durante l'inizio della gravidanza ho scoperto che la notte mentre dormo il mio ragazzo si masturba guardando donne nude che si toccano in tv. Da quando l'ho scoperto mi sento male non so che pensare mi aiuti la prego... di solito lo faceva quando non avevamo rapporti ma invece stanotte siamo stati insieme e l'ha fatto lo stesso aspettando che mi addormentassi, è grave?

Cara Gioia, chissà forse la gravidanza ha smosso nel tuo ragazzo delle inquietudini ancora senza nome (mi viene da pensare, come possibilità, all’angoscia della prospettiva della irrimediabilità della genitorialità: nessuna possibilità di tornare indietro, dai figli ad esempio non si divorzia): è quindi probabile che lui usi il meccanismo di difesa dell’erotizzazione. L’erotizzazione, oltre ad essere una dinamica fisiologica legata alla sessualità, è anche un potente antidoto verso l’ansia. Molte forme di sessualità compulsive non sono altro che meccanismi di difesa da conflitti inconsci. Ti consiglio di non darci troppo peso: a tempo debito e con l’opportuno tatto ne potrai parlare sempre tenendo conto che può essere una fase transitoria; se dovesse durare rivolgiti ad un terapeuta della coppia. Tramite CavaNotizie.it ti potrò consigliare. Auguri mammina
Scrive Daniele
Cava de’ Tirreni
Caro Dottore finalmente via mail posso esprimermi senza inibizioni. Apparenza 47 anni buon aspetto distinto laureato sposato senza figli molti amici, sereno. In realtà soffro di una "perversione" che mi ha rovinato la vita sin da bimbo quando me ne accorsi. Moglie poco propensa al sesso tollera bene la situazione e pratichiamo una sessualità tipo petting mediante stimolazione manuale. Invidio gli omosessuali che possono aspirare all'innamoramento erotico verso altre persone. Sono un masochista, specie misconosciuta e per indole portata a rapporti strani e perversi. Che faccio? Cerco di diventare schiavo di qualcuno? Non riesco ad avere rapporti erotici e nei momenti penso e vengo con la fantasia. Peccato perché ho una sessualità buona vivace e durevole con ottime erezioni. Ma non sentendo il bisogno di penetrare quando si arriva a quel punto mi fermo. Ho provato tutto stimolanti ma inutilmente e dopo un po’ ho smesso, cialis, viagra etc. Per quanto riguarda le prostaglandine mia moglie non le tollererebbe. La base è che io vorrei rapporto completo ma per rispetto di sue a paure non insisto. Forse Lei suggerisce una cura base di testosterone… mi aiuterebbe tanto a 47 anni una volta avuti dei figli, anche se smettessi di auto produrlo...avrei già ottenuto la mia aspettativa. Può suggerirmi qualcosa che non sia di giocare a schiavo e padrone con mia moglie che tanto non funziona? La prego se può mi aiuti.

Lei si svaluta molto; non è in apparenza 47 anni buon aspetto etc. Lei è realmente tutto questo ma ovviamente, come noi tutti, è anche altro e altro non integrato con quello che lei definisce apparenza. Noi non siamo strutture psichiche omogenee e monolitiche e questa dis-omogeneità è il fondamento della nostra dannazione ma anche della nostra creatività: sempre che ci sia un lavoro di continuo raccordo tra le parti (lavoro in gran parte per noi inconsapevole che viene svolto dalle strutture profonde del nostro Sé: chi di noi si accorge del lavoro continuo che fa il nostro fegato/ci accorgiamo di avere un fegato o un pancreas solo quando ci sono disfunzioni ma, quando le cose vanno per il meglio, questi organi lavorano senza che noi avvertiamo il “ronzio” delle cellule epatiche o pancreatiche; così è per la nostra mente in cui ci sono “organi” che lavorano silenziosamente e che a volte (spesso in verità!) dis-funzionano). Ritengo che in lei sia avvenuta nel corso dello sviluppo una disfunzione a livello della integrazione tra sessualità ed altri aspetti della Persona. Apparentemente non le do una buona notizia: deve sottoporsi ad una psicoterapia e non ad una terapia di quelle alla buona tipo sostegno-esplicazione ma una vera terapia del profondo che la metta in grado di raccordare i livelli profondi della sua personalità (che hanno ancora tanto da dare). I suoi problemi sessuali sono solo in parte (piccola) legati alla sessualità: in realtà essi non sono altro che l’espressione di conflitti attinenti ai processi di identificazione-personazione. Cerchi subito un buon analista: ha ancora molto tempo da vivere e deve vivere bene.
Scrive Daniele
Cava de’ Tirreni
Il masochismo è terribile perchè non sfocia verso l'amoroso bisogno di congiunzione con altri ma solo porta a rapporti effimeri e perversi. Il mio matrimonio va bene ma non riesco, in senso tecnico, a consumarlo perchè se distolgo la fantasia dalle immaginazioni mie e mi concentro sulla penetrazione l'eccitazione e l'erezione scemano. Dopo aver consultato sessuologi, andrologi etc. Dopo un po’ ho sempre smesso per non avere il coraggio di ammettere fallimento. Nelle more delle tante analisi già si era riscontrato un livello di testosterone basso e ad oggi essendo in cura presso un omeopata attendo nuovo referto su testosterone e prolattina etc. Ho quasi 50 anni e vogliamo un bambino con tutto il cuore ma con rapporti onanistici noi troviamo si soddisfazione ma... So che chi assume testorerone cessa di autoprodurlo ma se facessi i miei compiti qualche volta potrei farne poi a meno. La prego ci aiuti. La ringrazio del servizio di anonima consultazione aiuta molti a sbloccarsi. Superfluo ricordarLe che cialis e simili nulla giovano nel mio caso.Grazie

Lascio gli aspetti ormonali al dott. Borri che potrà esprimersi da competente. Credo che molti dei suoi problemi siano legati ad un difficile rapporto con la figura femminile. Anche a Lei non posso far altro che consigliare una psicoterapia profonda. Segua il mio consiglio per favore. cordialmente
Scrive Zamo
Cava de’ Tirreni
Salve dottore! Siamo una coppia. Avremmo bisogno di risolvere dei problemi di carattere psico sessuale della lei. Prova piacere se la tocco e la penetrazione resta ancora leggermente un problema ma non riesce a lasciarsi andare salvo in situazioni particolari. Mi ha confessato che non ha mai elogiato fisicamente i ragazzi per il fisico ecc. ma la cosa che mi fa star male è che mi vuole bene ma fisicamente non mi guarda come magari fanno le altre esponendo a parole il desiderio oppure elogiando parti intime dei ragazzi. Siamo entrambi consapevoli di questi problemi e vorremmo avere l'opportunità di vivere serenamente (se Dio vuole), ci vogliamo molto bene e spero che ci possa aiutare. Vorrei renderla felice aiutandola a superare questi disagi. PS. Premetto che con lei sono molto superficiale, dicendole sempre che non si deve preoccupare di nulla è che è normale che non ha il mio stesso desiderio e che le ragazze in maggioranza hanno dei ritmi sessuali inferiori a noi uomini.

Avrei bisogno di maggiori dettagli per capire meglio la relazione: così, approssimativamente mi viene da considerare che forse avete due diversi modi di vivere la sessualità: lei, caro Zamo, vorrebbe una sessualità più “pesante” (più maschilista se mi consente), la sua partner è invece di sessualità più “leggera”, meno interessata ai particolari e più al vostro rapporto nel suo insieme. Sono però pronto a modificare ciò che le ho detto se mi manderà più dettagli.
Scrive Simona
Cava de’ Tirreni
Dottore, sono una ragazza di 30 anni. Fino ad oggi ho avuto sempre storie d'amore molto lunghe e soddisfacenti anche se quando facevo l'amore con i miei partners. Erano momenti molto romantici che andavano oltre l'atto sessuale e comunque ero appagata e vogliosa anche se sapevo perfettamente di non raggiungere l'orgasmo (le pulsazioni che ben conosco). Ma non mi importava perché stavo bene e i miei partners…, credo anche un po' inesperti (prime storie d'amore etc..), non me ne facevano un problema. Non avevo mai praticato la masturbazione fino ad oggi, quando finite le storie d'amore ho cominciato ad avere storie con uomini più grandi e molto attenti all'orgasmo femminile. Cominciando a diventare un problema. Con la masturbazione (da sola) e attraverso la stimolazione clitoridea riesco tranquillamente e senza molta difficoltà a raggiungere l'orgasmo. Durante i rapporti, invece, provo molto piacere ma non riesco a raggiungere l'orgasmo. La cosa mi crea molta ansia e spero ogni volta che si risolva anche perché le persone che sto frequentando mi sottolineano questa situazione chiedendomi spesso di avere l'orgasmo perchè altrimenti neanche loro l'avranno. Non so perchè mi blocco ho molto desiderio e mi piace la persona che sto frequentando in questo periodo, anche da un punto di vista fisico (perchè al momento di romanticismo c'è veramente poco e nulla), solo ho paura di essere anorgasmica e di non riuscire mai a dare la soddisfazione all'uomo e soprattutto a me stessa. Mi aiuti!

Non è anorgasmica; difatti con altre stimolazioni Lei raggiunge l’orgasmo. Ciò che ritengo più importante è invece il suo rapporto con la figura maschile che Lei deve in qualche modo “contentare”. Può essere che Lei viva una inconscia sudditanza verso il maschio: una paura di dispiacere che dentro non la fa sciogliere e non le rende possibile lasciarsi andare fino in fondo al suo piacere. Rifletta cara Simona, forse il problema non è dove sembra essere ma in qualche modo esso è solo la deriva di un problema di autoconsapevolezza e di stima, profonda, di se stessa.
Scrive Andrea
Cava de’ Tirreni
Salve sono un ragazzo di 20 anni io e la mia ragazza non abbiamo mai fatto sesso lei è vergine, è possibile che avvenga la fecondazione solo toccando il clitoride con il dito leggermente sporco di sperma e già da 2 o 3 minuti? Grazie dell’ attenzione.

No , Andrea, non ritengo ci sia questo rischio: comunque maggiori informazioni le potrà avere dal dott. Gianantonio Borri che è l’esperto in materia. Cordiali saluti
Scrive Paolo
Cava de’ Tirreni
Gentilissimo Dottore, ho 23 anni e sto vivendo una situazione assai complessa e credo di avere bisogno di aiuto. Cercherò di essere il più breve possibile. Da circa un anno frequento una ragazza di 21 che mi ha totalmente cambiato la vita... E vivo in funzione di lei. Andiamo perfettamente d'accordo su tutto e siamo contenti di condividere la storia d'amore che ci lega. Lei è timida e molto riservata e ha avuto poche esperienze sessuali (non è vergine e non sembra aver subito traumi particolari)... Ci frequentiamo da circa un anno e per tutta una serie di circostanze non abbiamo ancora avuto un rapporto completo. Ho provato a toccare l'argomento, ma lei non è molto incline a parlarne data la sua timidezza e io per mantenere “calmo” il rapporto ho deciso di non parlarne più... aspettando che si creino le condizioni giuste per questo "passo". Prima di innamorarmi di lei io avevo una vita sessuale normale sia con partner occasionali sia con storie di breve durata...Ora però sono preoccupatissimo, perchè io la amo davvero e vorrei dimostrarle anche fisicamente quello che provo per lei... Ma come fare? In più questo problema mi crea ansia, sono portato a controllarla,a pensare di tutto nella mia testa "se non lo fa con me lo fa con un altro?" e 1000 altri pensieri davvero tristi... Avrei bisogno di un serio aiuto.

Caro Paolo, rifacendomi a ciò che dicono gli antichi saggi stoici “l’amore” (come tutte le passioni incontrollate) può essere - quando non suffragato dal calmo godimento di una buona relazione - “una malattia” e mi pare che tu te ne stia facendo proprio una malattia o, per lo meno, un malessere costante. Un po’ più di calma e di riflessione (che sono ingredienti essenziali per tenere il timone della vita in maniera da evitare naufragi): a questo proposito ti consiglio vivamente di leggere, se non lo hai già fatto, le “lettere a Lucilio” di Seneca (i classici sono semplici e illuminanti, ne avrai forte giovamento). La vostra mi sembra una bella storia: peccato sciuparla con l’impazienza e con l’immaginare fantasmi che sono solo nella tua mente. Aspetta e distilla con voluttà e saggezza ciò che di importante sta crescendo tra voi: intesa ed alleanza. Il resto verrà: viene sempre.
Scrive Franco
Cava de’ Tirreni
Vorrei chiedere, per una donna le dimensioni del pene ha importanza? Cioè provano più piacere quando è grande?

È molto relativa la grandezza del pene, è invece fondamentale la grandezza della passione e del desiderio: le donne, a quanto ne so, vogliono soprattutto questo.
Scrive Cinzia
Cava de’ Tirreni
Buongiorno Dottore, sono Cinzia, ho 22 anni, vivo a Milano da 4 anni e sono da + o - 5 anni fidanzata con un mio coetaneo. Ho seri dubbi, e forse seri problemi: non so se nella mia infanzia ho ricevuto delle violenze sessuali o è solo frutto della mia mente per soffocare qualcosa di brutto, terribile che ho subito... mi rendo perfettamente conto che non riesco a vivere a pieno, serenamente la mia vita sessuale, i miei rapporti e me stessa. Ho anche un altro serio dubbio, che mi pongo di tanto in tanto e ultimamente un po’ più spesso: mi piacciono le donne o gli uomini? Soffro forse di bisessualità/omosessualità repressa? Un punto importante: non riesco, anzi riesco con fatica, a raggiungere l'orgasmo con il mio ragazzo, mi chiedo se è lui il problema o io. Ecco il motivo per cui mi pongo anche l'interrogativo se mi piacciono gli uomini o le donne, ed ecco anche perchè ho dubbi se ho subito da piccola violenze, e se ciò fosse vero, può essere un motivo valido dei miei problemi sessuali. Come posso risolverli e iniziare a vivere a pieno felicemente il mio sesso?

Cara Cinzia una delle fondamentali attività della mente è la ricerca del senso di ciò che accade dentro e fuori di noi: anche tu cerchi il senso delle cose che vivi e a cui tenti di dare una spiegazione. Ma per lo più quando ci spingiamo dentro di noi lo facciamo con ansietà e preoccupazione quindi in qualche modo inquiniamo il campo e lo strumento della nostra ricerca: campo e strumento che in noi si identificano nella nostra mente. Anche tu probabilmente non sfuggi a quest'inquinamento e cerchi in eventi "forti" - come il trauma della violenza sessuale nell'infanzia - il senso delle preoccupazioni che ti affannano. Non so ovviamente quanto possa essere vera l'ipotesi del trauma (istintivamente propendo per il no) credo invece che più probabilmente ti trascini dietro qualche ansia di fondo che si riversa nella dimensione sessuale e alimenta una fondo di dubbiosità su te stessa (chissà quanto può essere stata significativa la tua emigrazione e la conseguente angoscia di separazione che, non vissuta consapevolmente, può essere defluita in altre rappresentazioni mentali di una fondamentale " carenza di sé”). Questo per quanto riguarda la difficoltà dell'orgasmo (dico questo ma comunque mi manca il sapere che cosa, in tutto questo, mette in campo il tuo partner come, ad esempio, quali sono le modalità passionali e altro). Per quanto attiene la paura della bisessualità devi sapere che questa è latente in ciascuno di noi: nel tuo caso credo che non si tratti di una oscillazione dell'identità di genere in attesa di una sua stabilizzazione ma invece è possibile che in questa attrazione per il tuo stesso sesso possa avere rilevanza il forte bisogno di una figura femminile in cui abbandonarsi e da cui essere rassicurata. Se puoi, ritengo utile che tu faccia ricorso a dei colloqui con uno psicoterapeuta.
Scrive Valentina
Cava de’ Tirreni
Egregio Dottore, ho bisogno di una sua opinione in merito alla mia vita di coppia. Mi spiego: io e mio marito siamo sposati da ormai tre anni, dopo un fidanzamento di otto e in tutto questo arco di tempo l'unica cosa che non mi soddisfaceva nel nostro legame era ed è la frequenza e la modalità dei nostri rapporti sessuali (1 volta al mese al massimo 2 e senza un pizzico di fantasia). Questa cosa, che mi fa soffrire molto, gliel'ho fatta presente tante volte e ho cercato in vari modi di stimolarlo di più, ma alla fine non cambia nulla, tutto ritorna come prima. Non abbiamo problemi fisici o blocchi psicologici, ma questo stato di cose mi ha portata alla lunga a tradirlo e adesso mi ritrovo ad essere innamorata di un altro con cui ho un'intesa sessuale e non molto forte, che mi ha messo seriamente in crisi, arrivando a non ricercare più mio marito e addirittura a pensare di lasciarlo. Gli voglio molto bene, abbiamo anche un figlio di 2 anni, ma così non sono felice. Ora sono io sbagliata che non apprezzo un uomo che mi ama e mi è fedele solo perchè a letto non sono soddisfatta? È possibile che la vita sessuale condizioni così profondamente un legame?

Credo che lei invece apprezzi molto suo marito ma non l'ami. È difficile darle un consiglio: ma non può andare avanti a lungo così. Si dia tempo ma alla fine scelga. Questo tipo di relazioni diventano troppo complesse da reggere ed alla fine non fanno felici nessuno.
Scrive Stefania
Cava de’ Tirreni
Salve sono una ragazza di 23 anni vorrei chiederle un parere. Il mio ragazzo ha dei problemi quando siamo in intimità, ha una voglia pazzesca di fare l'amore ed è pure molto eccitato ma poi si blocca, non riesce a darsi una spiegazione visto che la voglia c'è Lei può aiutarci grazie.

Cara Stefania dovrei saperne un po' di più sul tuo fidanzato: la perdita dell'erezione in corso di rapporto è in genere relativa ad un'angoscia dovuta ad un difficile sviluppo della sessualità per interferenze di uno sfavorevole clima familiare (intorno alla sessualità intendo). Fammi sapere qualcosa direttamente dal tuo ragazzo.
Scrive Maria
Cava de’ Tirreni
Gentilissimo dottor Borgherese, ho 33 anni e vivo a Cava, sono impegnata sentimentalmente da 15 anni con il mio compagno, fra tanti alti e bassi stiamo ancora insieme, premetto che gli voglio molto bene, ma ho bisogno di sapere un suo parere su dei sogni che faccio. Sono ben 10 anni che ho dei sogni ricorrenti, e cioè sogno di fare l’amore con diversi uomini, mi capita di sognare situazioni diverse, sempre con uomini diversi avvolte di avere rapporti anche con più di uno nello stesso tempo e tutti molto particolari. Ma tutti questi non sono mai con il mio compagno. Io ho rapporti con lui e sono anche abbastanza appagata. Però continuo ad avere questi sogni, in genere al risveglio li ricordo benissimo e mi sento benissimo.

Cara Maria, per tentare di capire ciò che ti accade (almeno relativamente ai sogni che fai) prima occorre un po’ di teoria. In sintesi quello che ci dice la psicologia psicoanalitica è che i sogni sono la rappresentazione dei desideri repressi e la narrazione che in essi si sviluppa è strutturata intorno a dei contenuti manifesti che sottendono ad un contenuto ed a significati latente (o non immediatamente esplicitati): oggi la nostra concezione del sogno, pur ancora nel solco della linea freudiana, è più sfaccettata e riteniamo che il sogno sia un modo per la psiche di autorappresentarsi nelle dinamiche fondamentali relative alla integrazione del sé. Ora non tutto ciò che appare è vero e la nostra funzione onirica si serve di situazioni diverse ,in genere sempre fortemente cariche di emozioni, per rappresentare qualcos’altro di sé: soprattutto relativamente allo sviluppo della propria autonomia. Ora, nel tuo caso, io credo che i sogni sessuali solo apparentemente si riferiscono al sesso mentre invece ritengo che si riferiscano ad una tua ricerca di “diversità” e di autonomia: una spinta ad essere altro da quello che sei o, meglio, in più e oltre quello che sei. Qualcuno ha detto: “La vera libertà non è essere quello che si è ma poter essere quello che si vorrebbe essere”. Probabilmente tu, pur essendo appagata dal tuo rapporto, vuoi invece da te “altro”. Se ti va ne riparleremo.
Scrive Grazia
Cava de’ Tirreni
Salve, dottore; ho un grande problema da risolvere, che ormai già da ben 7 mesi mi affligge. Sono una donna di 27 anni e sono sposata da quasi un mese. il problema è comparso nella mia testa quando nel mese di dicembre scorso ho detto ai miei parenti che mi sposavo; così nella mia testa iniziava a porsi il problema, del tipo riuscirò a fare sempre l'amore con mio marito, come lo facciamo adesso? Poi c'era la tesi di laurea che ho effettuato a marzo, poi i preparativi del mio matrimonio, e così il brutto sogno iniziava ad arrivare, non riuscivo più a fare l'amore, perché ero sempre stanca. Io prendo la pillola Vasmin, perché lo scorso anno c’è stata una gravidanza, ma poi subito dopo l'aborto spontaneo, e quindi sono stata anche molto male psicologicamente. Dicevo, quindi i preparativi del matrimonio, e poi il trasferimento dalla mia città di origine, per poi andare ad abitare a Bologna con mio marito. Così sono passati ben 7 mesi, dai bei momenti d'amore, e ora provo sempre la voglia di fare l'amore, la vagina è ben lubrificata, ma quando lui mi penetra non riesco a sentirlo, quando poi gli dico, cambiamo posizione, vado io sopra, ancora peggio, ciò che prima non succedeva, anzi ero io la prima a venire, poi lui, oppure anche insieme. poi io piango perché non riesco a spiegarmi tutto ciò, e mi sento un invalida...cosa può essere dottore, la prego mi risponda al più presto, e cosa devo fare per ritornare a essere come prima? Grazie.

Dovresti prendere in considerazione una psicoterapia ad orientamento psicoanalitico. Il tuo problema è complesso: bada bene, ho detto “complesso” non grave. L'avvenimento aborto, già di per sé evento di difficile elaborazione e superamento, si è inserito in un "tramestio" esistenziale durante il quale si sono succeduti importanti cambiamenti della tua vita. È probabile che il blocco della capacità di provar piacere possa essere collegato ad una mancata elaborazione ed integrazione di questo pezzo della tua storia (considera che la valenza simbolica è la cifra predominante di inscrizione nell' inconscio di ciò che viviamo - passato e presente nell'inconscio coesistono- ed i cosiddetti sintomi sono la ritrascrizione nel nostro corpo dei conflitti che si generano nelle incongruenze e discordanze tra la vita che viviamo e la storia che ci portiamo dentro; pensa, solo per fare un esempio di come è complessa la cifra simbolica (e le contraddizioni dei significati) della sessualità dell'uomo in genere e della donna in particolare, al fatto che la stessa parte del corpo che è deputata al piacere ed alla evacuazione è anche il luogo della procreazione o della sua assenza.
Cava de’ Tirreni
Sono un feticista dei collant indossati dalle ragazze, posso guarire? Ho rapporti normali con la mia ragazza ma non frequenti, se dipende da me. Il discorso cambia se lei indossa i collant, in questo caso potrei farlo anche tutti i giorni. Cosa posso fare per uscire da questa "dipendenza"? C'è qualche sostanza naturale che possa aiutarmi ad avere tale da poter vincere la mia dipendenza?

Il feticismo è una propensione sessuale che in particolari casi può diventare imperativa per quanto riguarda l'indispensabile presenza dell'oggetto feticcio. La psicoanalisi ritiene che, sulla base di una innata (o paleoculturale?!) tendenza ad un generico feticismo, il feticismo a scopo sessuale origini dalla fissazione ad una fase della sessualità infantile che non è stata superata nella successiva rielaborazione dello sviluppo sessuale adolescenziale; l'oggetto feticcio è insieme il rappresentante e l'occultamento di un’antica condizione relazionale che è stata rimossa. No, non vi è utilità nei farmaci, piuttosto, se questo problema le è di troppo, può servirsi di una psicoterapia che vada in profondità. Comunque non si faccia oscuri sensi di colpa: il problema non è eccessivo e fare qualcosa per risolverlo può aiutarla molto a capire se stesso anche su altri versanti.
Cava de’ Tirreni
Salve! Sono una ragazza di quasi 25 anni. Da sei mesi ho una relazione di tipo sessuale con un ragazzo di 19. Spesso mi ha proposto di fare l'amore in tre: io, lui e un suo amico (che variava di volta in volta). In questa pratica, i due uomini non si danno piacere, ma si alternano per fare l'amore con la donna. Mentre uno “agisce”, l’altro assiste alla scena e si masturba. Da cosa nasce questa fantasia? Lui mi ha detto che è una cosa sua personale, e mi ha fatto capire, visto che non stiamo insieme e che non prova amore per me, che gli piace di più una cosa a tre rispetto al normale incontro a due. Mi potrebbe aiutare a capire da cosa potrebbe nascere questo desiderio?

Ritengo la sessualità, in ogni sua variante (ma quando naturalmente non comporti ne' violenza o abuso su chicchessia ne' lo sfruttamento della sottomissione sopratutto di soggetti in condizioni di debolezza), un ambito di esclusiva libertà e creatività per ciascun individuo: quindi non ho niente da dire sulle propensioni del suo "parziale partner". Comunque, se la cosa non l'attira particolarmente (anche prendendo atto della deludente franchezza di lui) non si faccia passivamente strumento delle altrui pulsioni: eserciti la sua libertà di scelta anche nella sessualità che deve costituire e deve restare, insieme all’arte ed alla cultura, uno degli ultimi spazi di svincolo dal convenzionale delle relazioni sociali.
Scrive Valentina
Cava de’ Tirreni
Egregio Dottore, ho bisogno di una Sua opinione in merito alla mia vita di coppia. Mi spiego: io e mio marito siamo sposati da ormai tre anni, dopo un fidanzamento di otto e in tutto questo arco di tempo l'unica cosa che non mi soddisfaceva nel nostro legame era ed è la frequenza e la modalità dei nostri rapporti sessuali (1 volta al mese al massimo 2 e senza un pizzico di fantasia). Questa cosa, che mi fa soffrire molto, gliel'ho fatta presente tante volte e ho cercato in vari modi di stimolarlo di più, ma alla fine non cambia nulla, tutto ritorna come prima. Non abbiamo problemi fisici o blocchi psicologici, ma questo stato di cose mi ha portata alla lunga a tradirlo e adesso mi ritrovo ad essere innamorata di un altro con cui ho un'intesa sessuale e non molto forte, che mi ha messo seriamente in crisi, arrivando a non ricercare più mio marito e addirittura a pensare di lasciarlo. Gli voglio molto bene, abbiamo anche un figlio di 2 anni, ma così non sono felice. Ora sono io a sbagliare che non appezzo un uomo che mi ama e mi è fedele solo perchè a letto non sono soddisfatta? E’ possibile che la vita sessuale condizioni così profondamente un legame?

Sì, condiziona molto perché la sessualità non è solo la referente di se stessa ma di molte di quelle sostanze emotive, intellettive e fisiche che ci costituiscono: evidentemente in quest’uomo a cui si è legata ha trovato le ineffabili sintonie che fanno di una persona quella per noi speciale. Credo che la vita, quando non Vi sono ineludibili ostacoli di ordine pratico, debba essere vissuta senza ambivalenze. Scelga, se può e se è sicura di un solido sostegno da parte del suo nuovo affetto, la condizioni che darebbero alla sua vita maggiori probabilità di soddisfazione e di pienezza.
Scrive Lori
Cava de’ Tirreni
Gentile dottore, non so se questa domanda rientra fra i temi di sua competenza, ma a me e a mia moglie interesserebbe molto sapere quali sono le motivazioni generalmente alla base della diffusa fantasia maschile di eccitarsi per la presenza di un terzo uomo, magari più giovane o più bello o più virile, nei giochi sessuali della coppia. Paura di inadeguatezza? Scarsa fiducia nel partner? Omosessualità latente? bisogno di riconferma della solidità di un sentimento? Traumi infantili derivanti dal comportamento infedele della madre?

Mah, ogni comportamento umano di tipo complesso (la complessità si riferisce soprattutto ai comportamenti che implicano come meta lo stabilirsi ed il mantenimento di una relazione affettiva), il comportamento sessuale implica il trascinamento di tanti depositi inconsci ma non possiamo essere sicuri che siano questi i determinanti certi di questo o quel comportamento sessuale. Io la penso così: quando una coppia sa di avere una solida alleanza può permettersi in campo sessuale di fare e pensare ciò che vuole.
Scrive Paolo
Cava de’ Tirreni
Gent. mo dottore, ho 23 anni e sto vivendo una situazione assai complessa e credo di avere bisogno di aiuto. Cercherò di essere il più breve possibile. Da circa un anno frequento una ragazza di 21 che mi ha totalmente cambiato la vita... E vivo in funzione di lei. Andiamo perfettamente d'accordo su tutto e siamo contenti di condividere la storia d'amore che ci lega. Lei è timida e molto riservata e ha avuto poche esperienze sessuali (non è vergine e non sembra aver subito traumi particolari). Ci frequentiamo da circa un anno e per tutta una serie di circostanze non abbiamo ancora avuto un rapporto completo. Ho provato a toccare l'argomento, ma lei non è molto incline a parlarne data la sua timidezza e io per mantenere calmo il rapporto ho deciso di non parlarne più aspettando che si creino le condizioni giuste per questo "passo". Prima di innamorarmi di lei io avevo una vita sessuale normale sia con partner occasionali sia con storie di breve durata... Ora però sono preoccupassimo, perchè io la amo davvero e vorrei dimostrarle anche fisicamente quello che provo per lei... Ma come fare?

Caro Paolo, forse la tua ragazza, pur avendo avuto precedenti esperienze (e forse proprio per queste), considera – per suoi motivi – la sessualità qualcosa che deve avvenire dopo lo stabilirsi di una forte solidarietà e sicurezza. Non essere ansioso: fin qui ti stai comportando bene, amorevolmente. Continua così e lascia stare i dubbi e le ombre e tieni conto che tenerezza, premure e affetto sono i combustibili che danno il calore che scioglie ogni resistenza.
Scrive Cinzia
Cava de’ Tirreni
Sono Cinzia, ho 22 anni, e sono da + o - 5 anni fidanzata con un mio coetaneo. Ho seri dubbi, e forse seri problemi: non so se nella mia infanzia ho ricevuto delle violenze sessuali o è solo frutto della mia mente per soffocare qualcosa di brutto, terribile che ho subito... mi rendo perfettamente conto che non riesco a vivere a pieno, serenamente la mia vita sessuale, i miei rapporti e me stessa. Ho anche un altro serio dubbio, che mi pongo di tanto in tanto e ultimamente un pò più spesso: mi piacciono le donne o gli uomini? Soffro forse di bisessualità/omosessualità repressa? Altro punto importante: non riesco, anzi riesco con fatica, a raggiungere l'orgasmo con il mio ragazzo, mi chiedo se è lui il problema o io. Come posso iniziare a vivere a pieno felicemente il mio sesso?

Da ciò che mi espone cara Cinzia, credo che occorra un intervento psicoterapeutico che Lei possa utilizzare per mettere ordine nelle sue perplessità ed nei suoi dubbi: ricorra ad una psicoterapeuta anche presso i Consultori Familiari della Asl di domicilio. Comunque ricordi che un certo tasso di confusione nella sessualità è quasi “naturale” visto anche tutte le contraddizioni delle determinanti sociali in cui abbiamo vissuto e continuiamo a vivere. Nel Disagio della Civiltà, una delle sue ultime opere, Sigmund Freud (riporto in sintesi) descrive il dramma dell’uomo contemporaneo conteso in un perenne conflitto tra gli obblighi dell’appartenenza al gruppo e le spinte del suo desiderio.
     
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