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Il sogno di Cava Verde

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L’inaugurazione avvenuta il 30 marzo scorso della prima parte del parco urbano del Trincerone, denominato “La Città Europea”, da parte del presidente della Regione Vincenzo De Luca e del sindaco Vincenzo Servalli rappresenta un altro importante tassello della nuova Cava verde, sostenibile, accogliente che tutti i cavesi di buon senso sognano. L’ex strada “Nazionale”, come era chiamata un tempo, che attraversava il cuore di Cava, sta diventando infatti un polmone verde, con giardini, alberi, spazi per il tempo libero e le attività ludiche e un piccolo teatro openair e parcheggi e viabilità sotterranee.

Questo vuol dire una città più bella ma anche più pulita: meno smog, meno anidride carbonica e più riciclo dell’aria. De Luca ha anche annunciato che è già pronto il progetto esecutivo finanziato dalla Regione con oltre 3 milioni di euro per il prosieguo del Trincerone, la cui realizzazione sarà totalmente finanziata con 30 milioni di euro e che tra dicembre 2024 e gennaio 2025 inizieranno i lavori per il nuovo pronto soccorso e la cardiologia all’ospedale.

La strada è tracciata e chi, come me, vede e vive Cava a tappe, a distanza di tempo, può osservare meglio i suoi progressi che, seppur lentamente e a volte tra ritardi, problemi e ostacoli burocratici di ogni sorta, stanno favorendo lo sviluppo della sua vocazione turistica e commerciale. Tutto iniziò negli anni Novanta con la prima giunta di Raffaele Fiorillo e di Alleanza di Progresso, con il restauro dei portici e la pavimentazione e pedonalizzazione del corso, l’avvio del recupero dei cosiddetti contenitori culturali e poi la raccolta differenziata dei rifiuti. Quel disegno, anche se è passato quasi un trentennio, attraverso l’opera di varie amministrazioni sta prendendo forma.

Cava è sempre più bella. Il nostro patrimonio culturale e monumentale è notevole, e non è limitato ai portici e all’Abbazia Benedettina, nel dicembre scorso oggetto di una visita da parte del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, accompagnato dal viceministro degli Affari Esteri Edmondo Cirielli. Piazza Duomo, nel restyling a suo tempo voluto da Marco Galdi, ha una sua dignità ed eleganza. La giunta Servalli ha portato a termine il Teatro e ha restaurato il Castello, e da qualche tempo è attivo il prezioso Museo di Mamma Lucia. Piazza San Francesco sta cambiando volto e ci piacerebbe che anche in questo caso venisse prestata una particolare attenzione al verde, con la piantumazione di tanti alberi.

Certo, molto altro resta da fare. Come sostiene il CoBeCo, comitato beni comuni, e come ribadito da Flora Calvanese, non possiamo permetterci di tenere chiusi spazi come la Mediateca o villa Rende, o sottoutilizzati come San Giovanni e il Teatro comunale, o dimenticati come la Manifattura Tabacchi. Di qui la proposta di una Fondazione Culturale costituita dal Comune e da altri enti come Regione, Provincia, Università, e operatori privati per dare vita a un progetto complessivo di recupero e utilizzo dei contenitori pubblici.

Il cambiamento climatico si può combattere, a tutti i livelli, solo se ci sarà un aumento esponenziale del verde, nel centro della città e anche nelle frazioni. Le nostre colline, nonostante gli assalti della speculazione edilizia, che il sindaco Gigino Gravagnuolo in primis cercò di frenare, sono ancora gradevoli e vivibili, ma un’iniezione di ulteriore verde sarebbe utile. Una bella idea, per esempio, sarebbe far piantumare ogni anno scolastico a tutti i giovani studenti delle scuole di Cava un albero, facendolo da loro adottare.

Il futuro di Cava è necessariamente verde, ecologico, sostenibile, legato al turismo, alla cultura, all’innovazione, all’artigianato di qualità, alla ceramica, alla ristorazione legata alla filiera corta dei prodotti del territorio, all’agricoltura biologica che persone coraggiose come Franco Angrisani si sforzano di diffondere, ai percorsi archeologici e naturali che la neonata associazione Archeoclub Cava sta cercando di promuovere, e anche al commercio, come sostengono esponenti di rilievo del centrodestra. L’augurio è che tutti i partiti, le associazioni e i cittadini lavorino in questa direzione, proponendo ovviamente diverse opzioni programmatiche e culturali, ma senza divisioni pregiudiziali e polemiche deteriori.

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Lunedì, 27 Maggio 2024 -
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