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Livio Trapanese 2010
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Concerto della "piccola" Orchestra "A.Genovese"
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Cava [ 30 12 2010 ]
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di Livio Trapanese
Appendice culturale degli eventi natalizi, organizzati dal Palazzo di Città di Cava de' Tirreni per tutto il mese di Dicembre 2010:
Si esibirà oggi giovedì 30, presso la Chiesa di San Vito nuova, la "piccola" Orchestra "A. Genovese", della Scuola Media di Pellezzano, si esibirà in "Natale è Musica".
L'evento si realizzerà grazie alla collaborazione della Civica Amministrazione di Cava de' Tirreni, con l'Istituto Comprensivo di Pellezzano.
note bibliografiche:
L’Orchestra “A. Genovese” di Pellezzano nasce durante l’anno scolastico 2009/2010 per volontà dei docenti di Strumento Musicale: il prof. Gerardo Barone docente di Tromba, il cavese prof. Alfredo Capozzi docente di Pianoforte, la Prof.ssa Loredana Marotta docente di Flauto e il prof. Salvatore Lepre docente di Clarinetto.
Sostenuto dal Dirigente Scolastico Franca Masi, l’obiettivo principe dell’Orchestra, formata da circa 60 ragazzi della Scuola Media, è il vivere la musica collettivamente, attraverso un percorso di integrazione e socializzazione mirato al coinvolgimento di quanti vedono nella musica una speranza del vivere bene insieme.
Questo è potuto avvenire grazie alla possibilità di poter studiare brani popolari che, arrangiati appositamente dal direttore Alfredo Capozzi, e pur rispettando le capacità e le doti dei solisti, consentono anche a chi è entrato a far parte dell’Orchestra da poco tempo di potersi integrare con gli altri in un continuo scambio di elementi formativi, volti a migliorare lo studio della musica e l’esecuzione strumentale.
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Rapporto settimanale della Polizia di Stato
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Cava [ 13 12 2010 ]
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di Livio Trapanese
Numerosi interventi anche questa settimana da parte della Polizia di Stato. Di seguito il rapporto dettagliato degli interventi effettuati:
Reporter settimanale : dal 08.12.2010 al 14.12.2010
Posti di controllo effettuati nr. 56
Auto Controllate nr. 159
Persone controllate nr. 182
Con precedenti………………nr. 18
Contravvenzioni al cds………nr. 15
Controlli Arresti Domiciliari.. nr. 99
Interventi Volanti ……………nr. 08 (di cui 2 per incidenti stradali senza feriti )
Settore Passaporti : Rilasciati
Nr. 15 passaporti ordinari di cui 3 rinnovi.-
Nr. 04 Visti di Espatrio per minori.-
Settore Amministrativa : porto d'armi
Permessi uso caccia rilasciati nr. 02
Permessi uso caccia rinnovati nr.03
Permessi uso sportivo rilasciati nr.05
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Sequestrato a Cava un centro di scommesse Illegali
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Cava [ 13 12 2010 ]
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di Livio Trapanese
I militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Cava de' Tirreni, nell'ambito dei quotidiani servizi di controllo economico del territorio disposti dal Comando Provinciale di Salerno e finalizzati anche alla prevenzione e repressione di illeciti in materia di giochi e scommesse clandestine, hanno individuato in Cava de' Tirreni (SA) un'agenzia destinata alla raccolta ed accettazione di scommesse su eventi sportivi, priva delle necessarie concessioni ed autorizzazioni previste dalla normativa vigente.
Il blitz è scattato nella tarda mattinata di giovedì, a seguito di una preliminare ed approfondita attività info-investigativa e ricognitiva, allorquando i finanzieri notavano nel locale, la presenza di diversi computer e talune stampanti "p.o.s.", verosimilmente destinati all'attività di scommesse "on line".
L'esito dell'operazione si è concretizzato nel sequestro dell'intero esercizio commerciale al cui interno erano installati n. 4 postazioni di fatto funzionali alla raccolta delle scommesse ed utilizzati, altresì, per l'immissione delle puntate "on line", una stampante "p.o.s." destinata all'emissione delle ricevute sulle giocate, svariati tagliandi comprovanti le scommesse effettuate, una cospicua somma di denaro contante, documentazione amministrativo/gestionale posta a supporto della citata attività, nonché di un apparecchio e congegno da divertimento ed intrattenimento tipo "slot", privo dei prescritti titoli autorizzativi.
Il responsabile del punto scommesse, S. G. e un giocatore B. R., entrambi di anni 35, di nazionalità italiana, sono stati quindi denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di Salerno, e rischiano ora una severa sanzione di tipo detentivo per violazione dell'art. 4 della legge n. 401/1989 che vieta, infatti, questo genere di attività, degli artt. 718, 719 e 720 del C.P. (Gioco d'azzardo) e dell'art. 110, comma 9 del T.U.L.P.S., che regolamenta l'installazione degli apparati e congegni da divertimento ed intrattenimento.
L'attività di servizio che si aggiunge a recenti operazioni similari, conferma l'efficienza del presidio economico/finanziario esercitato dalle fiamme gialle su tutto il territorio di competenza e l'obiettivo di arginare il dilagante fenomeno delle scommesse clandestine, al fine di garantire e preservare il sano e regolare andamento dell'economia anche nello specifico settore, connotato da un forte impatto sociale e causa, sovente, di negative ripercussioni familiari nelle fasce meno abbienti della popolazione.
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Non solo truffe, ora anche rapine
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Cava [ 09 12 2010 ]
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di Livio Trapanese
Sì, perché si tratta proprio di rapina quella che, da poco passate le 19 di domenica 5 dicembre, ha visto vittima la signora Cosimina Muzzolo, vedova Fanetti, di anni 85 (nata a Cava de’Tirreni il 25 Dicembre 1925 - la notte di Natale) e residente in Cava de’Tirreni alla Via Gaetano Filangieri, 25, piano terra prospiciente l’Istituto Magistrale....
Ho udito dei rumori provenire dalla stan
za adiacente il salottino-cucina, ove era intenta a seguire un programma televisivo -ha dichiarato l’anziana signora Cosimina-, ma non vi ho prestato molta attenzione, poiché il figlio Rodolfo è aduso entrare in casa dalla porta che si apre sulla strada, anziché entrare da quella d’ingresso, alla quale vi si giunge dal portone del palazzo. Dopo alcuni secondi ha visto un fascio di luce, tipico di quelli proiettati da una torcia elettrica, dirigersi verso il salotto ed alzatasi si è resa subito conto che non era il figlio, ma tre giovani che forzando la porta d’alluminio del civico 29, erano entrati nell’appartamento. Gli intrusi, tutti di sesso maschile, dall’apparente età di 22/23 anni, nell’intimarle di non urlare, altrimenti l’avrebbero uccisa, le hanno chiesto di consegnare i soldi e gli oggetti preziosi tenuti in casa. L’anziana, con voce sommessa, perché impaurita, ha riferito che non aveva soldi in casa, mostrando loro dei conti correnti che avrebbe dovuto pagare, ma questo dopo aver riscosso la pensione. I tre rapinatori, senza perdersi d’animo, hanno sospinta l’anziana donna sul divano, sfilando, con forza, dall’anulare sinistro le due fedi nuziali (la sua e quella del defunto marito) e dopo averle strappato la collanina d’oro dal collo, al quale era agganciato un’immagine del defunto marito e presole il cellulare che era sul tavolo ed una collana di perle bianche, hanno iniziato a rovistare nei cassetti del salotto. La signora Cosimina, che sebbene l’età si presenta in buone facoltà fisiche ed ancor meglio intellettive, approfittando della distrazione dei tre malfattori, ha aperto la porta d’ingresso che “affaccia” nell’ingresso del portone ed ha iniziato ad urlare “aiuto, aiuto!”. I tre, visto che la signora si accingeva a salire le scale per chiamare i condomini che abitano al piano superiore, si sono dileguati uscendo di casa da dove erano entrati. L’anziana donna, accompagnata dal figlio Rodolfo ha esposto denunzia presso il Commissariato cittadino, sottolineando che i tre, forse, non sono italiani e questo espone l’opinione pubblica e le Forze dell’Ordine a riflettere sulla sicurezza cittadina.
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I germani Palmieri del Corpo di Cava Gli zampognari metelliani
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Cava [ 07 12 2010 ]
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di Livio Trapanese
Sono fratelli ultrasettantenni i due zampognari che di buon mattino, pomeriggio e sera vediamo e sentiamo suonare nei negozi, abitazioni e cortili cittadini, con la tradizionale zampogna e la ciaramella, le nenie natalizie.
Con queste note musicali, la nostra mente, seppur distratta da mille avversità, ci riporta al Santo Natale, ovvero alla venuta di Cristo Salvatore nel mondo. Sin dall'adolescenza ad oggi Tommaso e Raffaele Palmieri, entrambi nati e residenti nell'amena frazione del Corpo di Cava de'Tirreni, hanno portato nelle case le gioiose nenie natalizie, con strumenti da loro stessi costruiti. Tommaso, che oggi ha appena 74 anni, ha dichiarato che vorrà suonare la ciaramella sino all'ultim'ora, ovvero sino a quando Dio lo vorrà e lo stesso proposito l'ha suggellato in una promessa il fratello Raffaele, che da poco ha compito 71 anni. Tommaso, pastorello dietro il gregge di famiglia, l'incontravamo lungo i sentieri dell'Avvocata o di Monte Finestra o Pertuso, Raffaele, invece, è stato, per otto lustri, il cuoco dell'hotel Scapolatiello. Tommaso e Raffaele Palmieri sono impegnati nel suonare per le due novene natalizie, quella dell'Immacolata, che si suona dal 27 Novembre al 7 Dicembre e quella del Bambino Gesù, riproposta dal 16 al 24 Dicembre. Cava de'Tirreni può vantarsi di avere cavesi che, sebbene non giovanissimi, sono impegnati nel tramandare la tradizione natalizia ai contemporanei. Come diceva Carmine Santoriello dell'Informagiovani cavese, non sarebbe sbagliato “portare” nelle scuole l'uso della ciaramella e della zampogna, soprattutto se costruite dai nostri viri pastori metelliani.
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Cavesina, nelle classifiche nazionali degli anni ’40 e 50
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Cava [ 06 12 2010 ]
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di Livio Trapanese
Cavesina, fu questa la canzone che i nostri padri adottarono quale inno di Cava de’Tirreni e che dalla metà del ‘900 gli infiammò i loro palpitanti cuori. Accompagnata dal quintetto Abel e dal complesso del Maestro Umberto TUCCI, fu trasmessa, in diretta radio, dagli studi di Rete Rossa Rai Roma il 19 Maggio 1948. Lo spartito, pubblicato dalla Casa editrice “Astra”, è andato smarrito, ma sul motivo a tutti noto è stata riscritto, con arrangiamento per strumenti e voce, dalla Professoressa Luisa Rescigno, Docente di pianoforte classico, musica jazz canto, nonché Direttore Artistico del Centro Musicale “L'IO, IL NOI,
LA MUSICA”, che qui alleghiamo:
C A V E S I N A
Versi di Guido BERNARDO
Musica di Gustavo MARANO
1.
Dolce Cava, paese ridente,
dai riflessi di grande città…,
sempre allegra, gentile, accogliente,
incaten chiunque vien qua….
Ed il cuore che cerca un amore,
dalle donne tue belle l’avrà….
Ritornello:
Cavesina
soave bambina,
il mio cuore ti dice,
vuoi farmi felice?
T’aspetto ogni sera, cavesina mia bella,
sei dolce chimera, di felicità!
2.
Bella Svizzera del Mezzogiorno
che dolcezza il tuo cielo ci dà…,
alla verde Pineta ogni giorno
dolcemente a passeggio si va….
Ed a sera al “VITTORIA” danzando,
alla dama ogni cuore dirà…
Ritornello:
Cavesina
soave bambina,
il mio cuore ti dice,
vuoi farmi felice?
T’aspetto ogni sera, cavesina mia bella,
sei dolce chimera, di felicità!
Per finire:
Cavesina
soave bambina,
il mio cuore ti dice,
vuoi farmi felice?
La luna d’argento,
tra le foglie tremanti,
le bocche d’amanti
baciarsi vedrà….
Recuperare quest’altra pagina di storia cavese, perché torni ad essere l’inno della nostra amata Città di Cava de’Tirreni e riproporla dopo l’Inno Nazionale, all’inizio di ogni evento socio-culturale-sportivo cittadino, potrebbe essere motivo d'orgoglio per quanti realmente hanno nel cuore la nostra amata Città!
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Orfano di sogni Le poesie di Lucio Farano
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Cava [ 03 12 2010 ]
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di Livio Trapanese
Sarà presentato a Cava il libro di Poesie "Orfani di Sogni, per i tipi di Marilin Editore di Cava de'Tirreni, che l'indimenticabile amico Lucio Farano ci ha lasciato in eredità. L'evento, che sarà caratterizzato dagli interventi dell'emerita Professoressa Maria Olmina D'Arienzo, attenta Direttrice Didattica del Liceo Scientifico "Andrea Genoino" e dal Professore Franco Bruno Vitolo, accorto Docente dello stesso Istituto e dal Dr. Felice Scermino, Presidente Emerito della Corte di Cassazione, è stato fissato per Sabato 4 Dicembre c.m., alle ore 18.30, nel Salone delle Feste del Social Club Universitario Cavese. Le letture delle poesie saranno a cura di Vincenzo Casale. Per eventuali ulteriori informazioni, prego rivolgersi a Peppe Bisogno allo 338.1414082,
E' un evento culturale, squisitamente cavese, al quale non possiamo mancare.
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L’apertura della nuova chiesa di Sant’Alfonso
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Cava [ 03 12 2010 ]
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di Livio Trapanese
“Giove pluvio e le varianti strutturali volute dalle leggi emanate post-terremoto dell’Aquila”, ha dichiarato Don Gioacchino Lanzillo , accompagnato dagli attivi collaboratori, Avvocato Magrina Di Mauro e Valentino Vacchetto, nel corso della trasmissione Echi di Cava de’Tirreni, irradiata da Radio New Generation e condotta dal giornalista e ricercatore storico Livio Trapanese, “non ci aiutano”. “Era mia intenzione”, ha proseguito Don Gioacchino, “consacrare la nuova sala liturgica (la chiesa) l’11 settembre 2010, per far memoria, all’insegna della pace, del nefasto evento occorso lo stesso giorno e mese del 2001 a New York”. “Le nuove strutture religiose, che possono ospitare migliaia di pellegrini, devono essere realizzate secondo le norme che si sono susseguite agli eventi sismici, avvenuti nel tempo, ed i tecnici da me incaricati”, ha proseguito Don Gioacchino, “non mi consentono alcuna eccezione che non sia prevista dalle leggi, anche se l’80% delle opere strutturali sono state realizzate e per completarle mancano circa 700.000 euro destinati alle sottosoffittature, gli impianti elettrici, idrici ed antincendio e quant’altro essenziale a rendere “fruibile” l’intera struttura. Al sommo della navata che coprirà l’immensa sala liturgica, verrà posizionata una cupola in ferro con pannelli isolanti e controsoffittati, al cui centro vi sarà un grande e spesso occhio di vetro trasparente, con impressa una croce centrale, colorata di rosso, che, proiettata dal sole, s’irradierà sulla platea, a testimoniare che Dio è sempre in mezzo a noi. Sant’Alfonso come Medjugorie, è questo il proposito del Parroco della centralissima Parrocchia di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, del Rione Filangieri di Cava de’Tirreni, ove è in corso l’opera di costruzione della più grande sala liturgica con annessi saloni d’accoglienza destinati a quanti converranno, di un ampio oratorio per le attività non solo religiose dei giovani e meno giovani, della torre campanaria sulla quale svetterà una gigantesca corona di 12 stelle illuminate che diverranno il perpetuo simbolo della cristianità cavese e del circondario, della smisurata area di parcheggio che sarà gratuita per tutti e tant’altri locali d’accoglienza. Mercoledì 8 dicembre, giorno dedicato all’Immacolata Concezione, dopo la Santa Messa delle 11, la ditta Carmine Trezza, con una enorme gru, eleverà sul campanile la grande corona per ricordarci la “Signora Regina della Pace” che, apparsa a Medjugorie il 6 agosto 1981, lasciò il seguente messaggio: Pregate perché io possa pregare mio Figlio per voi. “La Diocesi, nella persona di Sua Eccellenza Orazio Soricelli”, ha continuato Don Gioacchino, “mi è molto vicina, ma per completare le opere in corso devo dare fondo alla sensibilità dei fedeli i quali, tengo a sottolinearlo, sono già membra vive di questo grande progetto, attraverso le sottoscrizioni dell’8 per mille, per cui questa chiesa sarà la casa di tutti i fedeli cattolici, da ogni parte del Mondo essi provengano”. Il programma degli eventi predisposti da Don Gioacchino Lanzillo, di concerto con i Consigli Pastorali ed Affari Economici, che al centro l’Immacolata Concezione, avrà inizio giovedì 2 dicembre e proseguiranno sino a domenica 12, con un susseguirsi di eventi religiosi, inframmezzati da non poche attività ludiche, fra le quali Sabato 4 dicembre, alle 20.30, in oratorio, la commedia “Uomo e galantuomo”, domenica 5 dicembre, l’Orchestra e balli de’ I Cantori Metelliani, da martedì 7 dicembre a venerdì 7 gennaio, i “Mercatini di Natale Valle Metelliana” ove verranno poste in mostra le molteplici tipicità artigianali di Cava de’Tirreni. Da non perdere il Nutella Party che i giovani della parrocchia organizzeranno nella sala dell’oratorio. Don Gioacchino Lanzillo ha indetto anche la seconda edizione del concorso a premi: “Presepe - Cultura e Tradizione”, al quale possono partecipare tutte le famiglie che, in casa, tramandano la tradizione del presepe artigianale. Una commissione, appositamente delegata dal parroco, si recherà nelle abitazioni dei concorrenti per fotografare e giudicare l’opera presepiale eseguita. Per iscriversi basta rivolgersi in sacrestia, oppure telefonare al 347.99.24.205 oppure inviare una e-mail a: santalfonsocava@alice.it. La premiazione avverrà sabato15 gennaio, alle re 20, nella Parrocchia di Sant’Alfonso del Rione Filangieri
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Gli anziani sotto l'occhio "criminale" dei truffatori
L'allarme dal Commissariato di Cava de'Tirreni
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Cava [ 26 11 2010 ]
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di Livio Trapanese
È il Dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cava de'Tirreni, il Vice Questore Aggiunto dr. Agostino Gallo, a lanciare l'allarme delle continue truffe che un ignoto, da oltre un mese, perpetra ai danni di anziani nella Città dei Portici. Dall'inizio del mese, fino ad oggi, l'Ufficio di Polizia di Corso Giovanni Palatucci ha raccolto ben 25 denunce-querele, a carico d'ignoto, per truffa, di cui 4 raccolte solamente nella tarda mattinata odierna dall'Ispettore Giuseppe Atripalda. Il truffatore, un giovane di corporatura magra, alto circa 1,70 cm., capelli corti e castani, dell'età apparente di 35/40 anni, vestito elegantemente e che parla correntemente l'italiano, verso le ore 10.30, dopo aver raggiunto la "vittima di turno" presso la propria abitazione, la signora S.G., di anni 72, di Via San Giovanni Bosco, e riferito d'essere un avvocato e che doveva consegnare un assegno di 4.500 euro al figlio, richiedeva alla sola nonnina di consegnargli 4.000 euro, poiché solamente 500 euro erano di spettanza del suo figliolo, tale D.C. di Cava de'Tirreni. L'anziana rappresentava al finto avvocato di non disporre, in casa, di detta somma ed a tale risposta il truffatore riferiva che si sarebbe accontentato anche di soli 2.000 euro. La povera donna consegnava 1.000 euro al malfattore, ma questi, non contento, insisteva per ricevere altro denaro. La signora S.G., gli consegnava, così, altri 500 euro. Il sedicente avvocato, intascati i soldi, si allontanava a bordo di un'autovettura di colore grigio, dichiarando all'anziana nonnina che si sarebbe portato personalmente dal figlio per consegnarli l'assegno e per convincerla la faceva colloquiare, col suo telefonino, con il presunto figliolo, che l'assicurava di tutto. Un'altra vittima, S.L. di anni 84 di via Biblioteca Avallone, avvicinata alle ore 11.00 odierne, dal medesimo malfattore, richiedeva alla vittima di turno se fosse la nonna dell'avvocato Massimo, poiché doveva consegnargli un assegno di 2.000 euro. L'Anziana, incuriosita e perplessa, veniva subito tranquillizzata dal truffatore, dopo che questi la faceva parlare, col suo telefonino, col presunto nipote. La donna, credendo che l'interlocutore fosse il nipote, consegnava al truffatore la somma di 250 euro il quale, non appena intascata, si allontanava frettolosamente asserendo che si sarebbe portato lui dal nipote per consegnargli l'assegno. Le altre due denunzie di oggi dalle ultrasettantenni S.I. e I.S., entrambe abitanti nel "cuore" della Città dei Portici, raccontano lo stesso "modus operandi" del malfattore. In breve, solamente oggi, il truffatore ha portato via a quattro anziane persone di Cava de'Tirreni la bella somma di 6.000 euro, che sommati a quanto sottratto ai restanti 21 malcapitati, fa raggiungere la cifra di 27.000 euro. La Polizia di Stato metelliana, che nei primi mesi dell'anno in corso ha arrestato un elegante truffatore napoletano, perché colto in flagranza di reato, è sulle tracce del malfattore odierno, che, come detto, solo in questo mese, ha avuto l'ardire di perpetrare, fino ad oggi, ben 25 truffe ai danni di anziani, soli ed indifesi. Una delle prime truffe di quest'anno ha riguardato un'anziana donna la quale lanciò dal balcone di casa la cospicua somma di 7.500 euro al "suo" impavido truffatore, anche questo d'origine partenopea. Il delinquente di oggi ha lasciato delle chiare tracce e gli uomini del dr. Agostino Gallo, in attesa di restringerlo nelle patrie galere, lanciano un monito ai familiari degli anziani cavesi che è quello di "vigilare" sui propri cari, affinché non si fidino di sconosciuti, a prescindere che parlino bene o meno la lingua italiana, e di allertare, senza indugio, la Polizia di Stato attraverso lo 089.340511.
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La Polizia di Stato cavese a scuola fra gli studenti Fuochi artificiali: “Prevenire è meglio che curare”
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Cava [ 24 11 2010 ]
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di Livio Trapanese
In prossimità delle festività natalizie e di fine anno, il Dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Corso Giovanni Palatucci, n. 4 di Cava de’Tirreni, Vice Questore Aggiunto Agostino Dr. Gallo, proseguendo nell’indirizzo del suo predecessore, Vice Questore Primo Dirigente, il Dr. Pietro Caserta, oggi Dirigente del Commissariato di Nola, e facendo sue le direttive impartite dal Viminale e dalla Questura di Salerno, di concerto con i Dirigenti Didattici Statali cittadini, ha previsto, come per il passato, che nelle scuole primarie di Cava de’Tirreni fossero impartite specifiche lezioni audiovisive, riferite alla “prevenzione e sicurezza dell’uso dei fuochi artificiali”.
L’incarico, anche per quest’anno, è stato confermato al cordiale Ispettore Capo Gerardo Rese, responsabile, fra l’altro, dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico (U.R.P.) dell’Ufficio di Polizia cavese. L’Ispettore Capo Rese, per l’attività preventiva che svolge nelle scuole, è molto noto fra i bambini cavesi. Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, Gerardo Rese conta 56 anni, di cui 38 trascorsi a garantire l’ordine e la sicurezza dei cittadini. Coniugato da oltre un ventennio con la signora Antonietta e padre dell’adorabile signorina Francesca, eccelsa studentessa al 1° anno della Facoltà di Psicologia dell’Università di Caserta, con cadenza quasi quotidiana, dal 21 Novembre è stato “l’accorto docente esterno” del 3° Circolo Didattico Statale, diretto dal dr. Mario Di Maio e dal Vicario Mario Foresta, offrendo paterni “moniti” ai giovani studenti delle scuole di Dupino, “San Nicola” di Pregiato, San Nicola “Simonetta Lamberti”, San Pietro e Santissima Annunziata.
Dal 1° Dicembre lo troveremo accanto al 1° Circolo, guidato dalla dr.ssa Ester Cherrj e dalla Vicaria Angelina Lambiase, presso le scuole primarie “Don Bosco” di Corso Giuseppe Mazzini, “Pisapia” di Passiano, “Mamma Lucia” di Via Gaetano Filangieri, “Roberto Virtuoso” del Corpo di Cava e Sant’Arcangelo. Alle adesioni manca quella della Direzione Didattica del 2° Circolo. Agli scolari, presenti i maestri, vengono mostrati i vari tipi di fuochi pirotecnici, tra cui i pericolosissimi “trakki”, del tipo intero e mezza botta. La pericolosità di detti trakki consiste nel fatto che questi non hanno più l’involucro di cartone pressato, ma di plastica dura e se dovessero esplodere vicino alla persona che ha acceso la miccia, oltre a sicure lesione, provocherebbero gravi ustioni, dovute proprio allo scioglimento della plastica. Altro oggetto che l’acuto Ispettore Rese mostra ai ragazzi è l’ormai noto, ma pericoloso, “pallone di Maradona”, visto che contiene da 1 a 3 Kg di polvere nera. La visione contempla anche le scatole pirotecniche ed i nefasti raudi, marca “Mefisto”, che, è bene ricordare, possono essere venduti solamente ai ragazzi che hanno raggiunto la “capacità di agire”, ovvero hanno 14 anni compiuti. L’Ispettore Rese mostra ai ragazzi anche la polvere nera e quanto occorre per confezionare i fuochi artificiali, come micce lunghe e corte e tutti gli altri componenti. Per l’annuale attività didattica svolta, la società civile di Cava de’Tirreni è grata alla Polizia di Stato, poiché: “prevenire è meglio che curare”. Ogni anno la stampa echeggia fatti e circostanze che, per l’uso sconsiderato od imprudente dei fuochi pirotecnici, vede crescere il numero delle vittime, con una negativa ricaduta sulle già magre risorse finanziarie destinati ai presidi sanitari ed alle disabilità che ne conseguono. Per ogni ulteriore notizia in merito all’uso dei fuochi pirotecnici, rivolgiamoci all’Ispettore Capo Gerardo Rese della Polizia di Stato di Cava de’Tirreni, contattando le e-mail - gerardo.rese@poliziadistato.it - comm.cavadetirreni.sa@pecps.poliziadistato.it - oppure lo 089.340511 - Fax 089.340520.
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A Cava de'Tirreni 250 presepi giunti da tutto il Mondo
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Cava [ 22 11 2010 ]
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di Livio Trapanese
Al via la II edizione de' “Presepi dal Mondo”, organizzata dal solerte Priore Francesco Di Salvio, attivamente cooperato dal dinamico Consiglio Direttivo della secolare Arciconfraternita di Santa Maria Assunta in Cielo e delle Anime del Purgatorio, sita in Via Canonico Aniello Avallone, n. 9. La mostra espositiva dell'arte presepiale mondiale, che ospiterà oltre 250 presepi giunti da tutto il mondo, oltre la collezione privata del mai tanto compianto dottor Arturo Infranzi, da Mercoledì 8 Dicembre 2010 a Mercoledì 2 Febbraio 2011, troverà ospitalità nel prestigioso e singolare scenario dell'Oratorio dell'Arciconfraternita (vicolo nei pressi della Piazza del Purgatorio, che porta in Via XXIV Maggio). L'orario di visita alla mostra, con ingresso gratuito, è fissato dall'8 Dicembre al 2 Febbraio: Venerdì e Sabato 18,00/20,30; festivi: 10,30/12,30 – 18,00/20,30. Dal 24 Dicembre al 9 Gennaio, tutti i giorni dalle ore 18,00 alle ore 20,30. L'inaugurazione avverrà Mercoledì 8 Dicembre alle ore 10,00, al termine della Santa Messa, officiata da S.E. Mons. Orazio Soricelli, Arcivescovo della Diocesi di Amalfi-Cava de'Tirreni. Per ogni altra utile informazione: Priore Francesco DI Salvio 089.345741 - 349.7178823.
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Via Nicola Di Marino a San Pietro, una porta della città degradata
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Cava [ 22 11 2010 ]
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di Livio Trapanese
La signora Maria, mamma colta e distinta, impiegata presso uno studio legale di Cava de'Tirreni, sabato mattina, alle 10.30, l'abbiamo vista conferire 11 bottiglie di vetro nella campana “raccogli vetro”, sita in via Nicola Di Marino, dopo il civico 47, che è il cancello d'ingresso alle palazzine realizzate dall’Istituto Autonomo Case Popolari (I.A.C.P.) di Salerno, nella Frazione di San Pietro, la quale ha voluto spontaneamente dichiarare: “...questa frazione, sebbene sia la porta d'ingresso della città, per chi viene da Salerno -via Croce-, come potete vedere, è stata abbandonata”. Con tanta pacatezza, forse perché esasperata, ha soggiunto: “come vedete, ma già da diversi giorni, vicino alla campana del vetro, vi sono 3 televisori, uno stendibiancheria di plastica (rotto) una damigiana di vetro e quant'altro d'indecoroso per questo ameno luogo, nonostante i ripetuti solleciti personalmente rivolti, nel tempo, alla Se.T.A., al Consorzio di Bacino ed a qualche amministratore locale. Prima delle elezioni avevano promesso che l'area sarebbe stata bonificata e poi videosorvegliata, ma, ad oggi, e voi lo constatate, nulla è cambiato. Si parlava di impiegare i lavoratori socialmente utili; questo settore, ovvero il mantenimento del decoro urbano, potrebbe essere un ruolo che potrebbero ben assolvere”. Intanto anche la signora Rosaria Carotenuto, residente nelle palazzine dell'I.A.C.P., unitamente alla signora Vincenza Romano, ha esposto, con non poca sofferenza, quanto tollerano da anni. . La signora Carotenuto, ha concluso: . La signora Romano, abitando al primo piano delle palazzine in questione, nel confermare, parola per parola, la “denuncia” della signora Carotenuto, ha aggiunto: . Con palese rabbia, le sfiduciate signore Carotenuto e Romano, tramite l'Ufficio Relazione con il Pubblico (U.R.P.) di Via Tommaso Cuomo, hanno voluto rassegnare all’attenzione del Palazzo di Città di Cava de'Tirreni e all’I.A.C.P. quanto “patiscono” da anni, chiedendo l'intervento delle citate Istituzioni affinché, anche chi abita nelle palazzine di San Pietro possa vivere decorosamente ed in pace, facendo eseguire una “radicale bonifica” e conseguente videosorveglianza dello spazio di conferimento dei rifiuti e allontanando i cavalli, le pecore ed i cani dalle vicine recinzioni, poiché arrecano fastidio notte e giorno alla collettività.




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L’ultima opera,di Aldo Amabile Abbiamo bisogno di Dio?
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Cava [ 19 11 2010 ]
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di Livio Trapanese
La passione morbosa per i libri, Aldo Amabile l’ha avuta fin da ragazzo e per appagarla, iniziando dagli anni dell’infanzia, con le poche lire disponibili, non poteva che portarsi da don Pietro Rispoli, ‘o scuppettiere (l’armaiolo), il quale ne vendeva usati. Taluni erano così malconci da presentarsi logori. Il nostro futuro scrittore non se ne curava, a lui interessava leggerne quanti più possibile, allora come faceva per riuscirci? Semplice! Al mattino presto, prima di andare a scuola, ne acquistava uno al quale dava una prima lettura in classe, per completarlo nel pomeriggio e riportarlo la sera stessa da don Pietro e con la scusa che trattavasi di un “doppione”, ovvero di un libro che aveva già letto, chiedeva di sostituirglielo. Tutto filava liscio, ma un bel giorno, il piccolo Aldo volle strafare e con un pizzico d’audacia chiese a don Pietro di cambiarne ben due di libri nella stessa giornata. Alla richiesta, l’armaiolo, nel cambiare i libri al piccolo Aldo, esclamò: “guagliò, a mme me pare ca mme faje fesso”. Fattosi più grande, il nostro scrittore, per appagare la sete del sapere, implorò il Commendatore Carmine Giordano, mitico Direttore della civica Biblioteca Comunale, di frequentare quel luogo di cultura e così divenne non un “topo di biblioteca”, ma ‘o suricillo, come affettuosamente lo definì lo stesso Direttore. I suoi primi lavori li pubblicò su il Castello, del buon don Mimì Apicella, ma la sbandata era in agguato! Datosi alla politica, con esiti disastrosi ed impietosi, fu don Eugenio Abbro, ‘o professore, come ci dichiara il nostro autore, ad aprirgli gli occhi, sentenziando: Guagliò, tu ‘a politica nun’a può fa; pe’ fa ‘a politica, s’adda sapè nganna a mamme e u pate, tu chesto nun ‘o ssaje fa”. Aveva ragione don Eugenio. La Città di Cava de’Tirreni perse un politico, ma acquistò un poeta-scrittore tanto che già nel 1978 uscì il suo primo lavoro, dal titolo: Poesia di un sovversivo. Nel 1980 pubblicò Ed è ancora maggio, un volumetto di versi fra i quali anche una poesia, in dodici lasse, dedicata alla memoria di Aldo Moro. Nel 1984 fu il Professore Tommaso Avagliano a pubblicargli 13 poesie, impreziosite da un disegno del maestro salernitano Mario Carotenuto. Nel 1995, la Parresìa, nota casa editrice napoletana, gli pubblicò Arrascianapoli, un libro sulla camorra, che non ha niente a che vedere con le stragi o gli ammazzamenti di massa, come ci mostra un certo cinema. Nel 1997 è ancora la Perresìa a pubblicargli I Gaglioffi, stuzzicante passerella di personaggi cavesi degli anni ’50 del secolo scorso. Nel 2004, a cura di Alfonso Bottone, esce La quarta profezia, una pubblicazione ambientata nel mondo dei cosiddetti cabalisti, ovvero i cultori del gioco del lotto. A partire dal 2008, l’editore in proprio Aldo Amabile, pubblica L’età del disonore, una storia in cui la morte di Pier Paolo Pasolini, che il nostro autore conobbe nel 1959, diviene simbolica. Quest’anno 2010 ha pubblicato Sunette d’ammore e senz’ammore, è uno sfizio che si voleva togliere, ci dice Aldo Amabile. L’ultima opera che ha visto la luce è questa: Abbiamo bisogno di Dio?. Un interrogativo col quale l’autore, con l’ausilio del carissimo amico Antonio, ha sistemato tutto il suo sapere sull’argomento, tentando di donarci una risposta autenticamente laica. Solamente leggendo il libro di Aldo Amabile, possiamo scoprire se è riuscito nel suo intento. Il volume è in distribuzione in tutte le edicole e librerie di Cava de’Tirreni.
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Le ecologiche escursioni de’ “I Cavalieri dei Monti Lattari”
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Cava [ 18 11 2010 ]
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di Livio Trapanese
Eravamo certi che Cava de’Tirreni vi fossero tre realtà equestri: la scuola di monta inglese “Keles” (con sede a San Pietro), le scuole di monta western e rinascimentale de’ “I Cavalieri della Pergamena Bianca” (in Viale Degli Aceri) e de’ “Città Regia” (in località Petrellosa), non sapendo che ve ne è una quarta, che è: l’Associazione Cavalieri dei Monti Lattari, ex Giacche Verdi, con sede a Sant’Arcangelo. Fondata nella primavera del 1999 da Domenico (Mimmo) Pellegrino, Gerardo e Gaetano Coda, Nicola Spatuzzi, Francesco (Franco) Pastore e Salvatore Sorrentino, con lo scopo statutario di espletare, in cooperazione con le Istituzioni e gli Enti locali, attività di protezione civile in zone pedemontane ed alta montagna, monitoraggio dei molteplici sentieri, costoni, valloni, colli e monti che cingono la “Piccola Svizzera”. Poiché gli obiettivi prefissatisi non sono stati accolti, i Cavalieri dei Monti Lattari, dismesse le uniformi delle Giacche Verdi, per motivazioni che non enunciamo per non incorrere in polemiche, forti del morboso legame con la natura, “ in groppa” a magnifici quadrupedi di varie razze, impegnano il tempo libero in escursioni montane, finalizzate al filantropico monitoraggio della catena dei Monti Lattari. È veramente dispersivo, per una Città come Cava de’Tirreni, non poter impiegare amazzoni e cavalieri che, posti in sinergia fra loro attraverso un’unica regia, potrebbero garantire alla collettività anche una maggiore prevenzione dei reati ambientali; non ultimo l’abbandono di rifiuti domestici, industriali, tossici e nocivi che “coprono”, indecorosamente, la flora mediterranea. Alcuni giorni or sono, i nostri cavalieri, durante una rituale escursione, nel percorrere Via Benedetto Bonazzi, che dall’incrocio di Via San Benedetto di Sant’Arcangelo prosegue per la Piazzetta della Pietrasanta del Corpo di Cava (la stessa che il 4 Settembre 1092 Papa Urbano II invitato dall’Abate Pietro Pappacarbone, percorse per giungere all’Abbazia Benedettina della Santissima Trinità di Cava per consacrare, il dì successivo, la Chiesa Cattedrale), dicevamo, i cavalieri metelliani si sono imbattuti in uno squallido scenario, posto nella “scarpata” di sinistra di detta strada. Descrivere quanto è stato vigliaccamente abbandonato da impavidi nostri concittadini (certamente non sono forestieri) non è cosa facile e non sarà facile neanche per madre natura disfarsi di tali ingombranti fardelli non biodegradabili. Attraverso questo scritto, i Cavalieri dei Monti Lattari, nel segnalare alle autorità competenti quanto deturpa l’ambiente, chiedono che sia fatta eseguire una bonifica al’intera area. La società civile cavese, grata per quanto anche i volontari a cavallo pongono in essere a salvaguardia della natura, esorta questi sconsiderati “distruttori” del verde cittadino a non sversare i rifiuti industriali, tossici e nocivi ove vogliono, ma di conferirli, gratuitamente, presso l’Isola Ecologica Comunale, sita in Via Petraro Santo Stefano della nostra Città, aperta il Lunedì, Giovedì, Venerdì e Sabato dalle 9 alle 12 ed il Lunedì, Martedì e Mercoledì dalle 15 alle 18.30. Auspichiamo che gli organi di vigilanza, avvalendosi anche del filantropico monitoraggio dei volontari, possano fermare questi continui “assalti” alla flora del nostro circondario, all’eco-sistema ed all’impareggiabile paesaggio naturalistico che caratterizza la nostra amata Cava de’Tirreni.






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Chiede soldi per un bimbo finto ammalato, rumena fermata dai vigili
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Cava [ 17 11 2010 ]
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di Livio Trapanese
Domenica mattinata, gli agenti della Sezione Motociclisti del Corpo di Polizia Locale di Cava de’Tirreni, Raffaele Masullo e Giovanni Ferrante, nel corso dell’espletare dell’attività di monitoraggio lungo le arterie viarie cittadine, nel percorrere Via XXV Luglio, che da Nocera Superiore si congiunge alla Città dei Portici, all’altezza del semaforo di Via Pasquale Santoriello, che è l’intersezione per le frazioni di Pregiato e Santa Lucia, notavano una giovane donna, che nel mostrare una figura, fermava gli automezzi in transito, arrecando intralcio alla circolazione stradale. Avvicinatisi alla giovane, la riconoscevano nell’avvenente ventenne Eva Andra Bacut, nata a Oradea (Romania) e residente a Sat Nojorid, ma di fatto dimorante in un campo nomadi del napoletano. La questuante, ben abbigliata, aveva fra le mani un numero imprecisato di tagliandi di colore rosso, con impressa l’immagine di un bimbo, dal nome Carlo, e la seguente scritta:”Scusate per il disturbo, vi preghiamo di aiutare questo bambino che vive senza un polmone. Dio benedica voi e la vostra famiglia. Grazie per la vostra offerta. Vi preghiamo di dare il biglietto indietro”. Gli agenti Masullo e Ferrante, riconoscendo nella giovane donna la medesima che avevano fermato, per analogo motivo, la sera del 30 settembre e che avevano accompagnata negli uffici di Via Ido Longo, la bloccavano e l’accompagnavano, per la seconda volta, presso il loro comando, per stilare i verbali conseguenti. La giovane Eva Andra Bacut, dopo il sequestro dei foglietti che la stessa impiegava per attuare l’accattonaggio, la compilazione e consegna (per la seconda volta) di un verbale di constatazione ed accertamento di violazioni alle norme dei regolamenti comunali ed ordinanze sindacali, con l’applicazione di una sanzione amministrativa da euro 25,00 ad euro 500,00, è stata accompagnata alla fermata degli autobus per Napoli ed allontanata dalla Città; coma la legge prescrive. L’Ingegnere Antonino Attanasio, nell’assumere la direzione del VI Settore, congiuntamente a quello di Comandante del Corpo di Polizia Locale di Cava de’Tirreni, ispirandosi agli indirizzi programmatici resi dell’Assessore alla Sicurezza, il dottor Alfonso Laudato, avvalendosi della conclamata cooperazione del vicecomandante Ten.Col. Giuseppe Ferrara, ha chiesto che la Sezione Motorizzazione, in particolare il Nucleo Motociclisti, acutamente diretto dal Tenete Antonio Minco, implementi l’attività di controllo del territorio, ponendo maggiore attenzione allo sconsiderato abbandono dei rifiuti, all’accattonaggio, all’affissione selvaggia, ovvero a tutte quelle condotte antigiuridiche, che lesive all’immagine ed al decoro della città. Resta da dire che la giovane Eva Andra Bacut, come nel verbale del 30 settembre scorso, che non pagherà mai poiché, da apolide, certamente non avrà cespiti o redditi certi, anche questa volta ha dichiarato: Non verrò più in questa Città! La società civile auspica che la norma che vieta l’accattonaggio, un tempo di natura penale, ma poi depenalizzata, venga riformulata affinché si diano maggiori poteri alle forze di polizia, altrimenti il tutto si condenserebbe in una mera perdita di tempo!
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Lo sparo di petardi e raudi danneggia la Concattedrale
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Cava [ 17 11 2010 ]
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di Livio Trapanese
"La Chiesa è sempre pronta a tendere la mano a chi esprime un disagio, anche esplodendo petardi. Riflettiamo insieme, vediamo come possiamo aiutare questi giovanissimi prima che accada qualcosa che possa dispiacerci. È una deriva culturale di un gruppetto di ragazzi, fra i quali (sono dispiaciuto, ma lo devo dire) anche adolescenti, che con la compiacenza dei genitori, che siedono placidamente lungo i bordi della "Fontana dei Delfini" di Piazza Vittorio Emanuele III, esplodono petardi di varia natura, fra i quali anche i pericolosi "raudi", danneggiando non solo le porte ed il sagrato della Concattedrale di Sant'Adjutore, ma anche la scalinata", così, pacatamente e col sorriso sulle labbra, esordisce il Parroco Don Rosario Sessa. Per l'esplosione di botti utilizzati per i festeggiamenti di fine anno i giovani metelliani hanno scelto, come spazio preferito, il sagrato della principale chiesa cittadina, la cui costruzione ultimò nel 1571. Con il loro serale censurabile comportamento, vengono costantemente infastiditi i frequentatori della secolare chiesa, quanti abitano nei palazzi che cingono "piazza salotto" di Cava de'Tirreni e quanti vi transitano. Domenica sera, intorno alle 21.30, al termine del "corso pre-matrimoniale", che si sostanzia nelle lezioni impartite alle giovani coppie che si uniranno in matrimonio, Don Rosario Sessa, assieme agli esperti laici del corso: Paolo Paolucci, Mario Manzo, Claudio Magliano ed un folto numero di futuri sposi, si sono visti attorniati da un gruppo di ragazzini che hanno fatto del sagrato della Concattedrale uno spiazzo dove dare sfogo all'esplosione di petardi, mortaretti, raudi, girandole e quant'altro, incuranti del luogo sacro. Don Rosario Sessa ha ricordato ad un ragazzino che poteva farsi male, ma per tutta risposta si è sentito dire, in vernacolo: "che vai truvann". L'Avvocato Giovanni Del Vecchio, Consigliere delegato alla Cultura della Civica Amministrazione Cavese, come gli altri "docenti del coso", testimoni oculari del'aberrante scena, sono rimasti allibiti. Del Vecchio, preso atto dell'inqualificabile comportamento di quei giovani, nel tranquillizzare il Parroco ed i presenti, si è fatto carico di sottoporre la problematica all'attenzione del Sindaco Marco Galdi. Noi è da tempo che lamentiamo l'assenza di controllo dei ragazzi da parte delle famiglie, anche se sedute a pochi metri; è da tempo che lamentiamo anche il non intervento delle forze dell'ordine, per scongiurare fastidiosi ed episodi di vandalismo, che proprio in prossimità del Santo Natale si moltiplicano anche a causa dello sparo dei botti. È giunta l'ora che venga posta in essere un'azione repressiva, in forze, da parte delle quattro istituzioni di polizia. Il Comandante della Polizia Locale, Ingegnere Antonino Attanasio, il Dirigente del Commissariato della Polizia di Stato, Vice Questore Aggiunto, dr. Agostino Gallo, il Comandante della Tenenza dell'Arma dei Carabinieri, Tenente Vincenzo Tatarella ed il Comandante della Tenenza della Guardia di Finanza, Luogotenente Donato Affinito, si concertino con l'Assessore alla Sicurezza, il dottore Alfonso Laudato e diano attuazione, sinergicamente, ad un piano repressivo, mirato ad infrenare questo ed altri subdoli comportamenti posti in essere, sempre più spavaldamente dai giovani e giovanissimi dei due sessi. Il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza e le Ordinanze Sindacali non lasciano spazi a fallaci interpretazioni, occorre attuare la rinomata "TOLLERANZA ZERO", poiché solo in tal modo si potrà ritornare ad avere un quotidiano avvolto dalla legalità. Fermare questi giovani, sequestrare il materiale esplodente, accompagnarli con gli Assistenti Sociali presso gli uffici o Comandi di competenza e procedere, alla presenza dei genitori, alla compilazione degli atti conseguenti sia per il risarcimento del danno causato al sagrato della Concattedrale o ad altra struttura pubblica o privata e sia per notiziare la Procura della Repubblica del Tribunale dei Minori di Salerno per l'adozione dei provvedimenti conseguenti, atteso che il reato commesso è quello di "violenza e/o danneggiamento di beni pubblici". Lo scorso anno, la notte di fine anno, i finestroni della Concattedrale che prendono luce da Largo Bonifacio IX, proprio a causa dell'esplosione di "cipolle", furono ridotti in frantumi, con un danno di diverse migliaia di euro, tanto che Don Rosario Sessa si vide costretto a sporgere denuncia, contro ignoti, proprio per il reato di danneggiamento, al Commissariato della Polizia di Stato di Corso Giovanni Palatucci. Tutti i giorni la secolare chiesa di Piazza Vittorio Emanuele III è presa di mira dai vandali, i quali stanno scalfendo la sua bellezza con scritte d'ogni genere e frasi irripetibili, la distruzione delle gradinate, panchine e pavimentazione, tanto che è divenuta una vera e propria emergenza educativa. Al fine di preservare l'integrità del secolare plesso cristiano, non sarebbe, a questo punto, arduo pensare alla realizzazione di una idonea recinzione.
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Il 3° Circolo Didattico proteso verso il futuro culturale cittadino
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Cava [ 17 11 2010 ]
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di Livio Trapanese
La scuola primaria, istituzione basilare per la crescita culturale dei nostri figli, per consentire loro di avvicinarsi alle future tematiche didattiche, che meglio approfondiranno nel corso degli studi futuri, è scesa in campo con specifiche programmazioni extracurriculari, svolte nelle ore pomeridiane del mercoledì e venerdì, fino a metà dicembre.
Anche le famiglie e la società civile sono concordi nel ritenere che i nostri giovani, per poter divenire buoni cittadini, nel prossimo futuro, devono poter conoscere, da subito, le prime nozioni di informatica, scienze, lingua inglese, teatro, scrittura creativa, ambiente, storia, folklore e religiosità della nostra Città.
Per fronteggiare tali bisogni è sceso in campo il 3° Circolo Didattico di Pregiato, diretto dal sagace dr. Mario Di Maio, cooperato dal valente vicario Mario Foresta e dai docenti.
Il percorso formativo è a metà percorso e già si può ben sostenere che i risultati sono ottimi, come hanno testimoniato i genitori dei giovani studenti delle IV e V classi dei plessi di San Nicola di Pregiato, Dupino, Santissima Annunziata, San Pietro e Pregiato "Simonetta Lamberti", che formano le realtà didattiche del III Circolo.
"Mio figlio, come tutti i suoi compagni di scuola sono entusiasti di questa attività didattica", dichiara la signora Maria, madre della piccolo Michele della scuola di Pregiato, "poiché da quando apprendono la storia, le tradizioni e gli eventi religiosi che sin dal lontano passato caratterizzano la nostra città, sono divenuti i nostri gioiosi oratori. Grazie agli insegnamenti della maestra Antonella e dell'esperto storico Livio Trapanese, non appena tornano a casa ci raccontano tutto quanto hanno appreso. Ci hanno insegnato anche una melodiosa canzone dal titolo "Cavesina", che dal 1947, irradiata dalla Rai, è stata per diversi anni fra i primi posti della classifica nazionale.
Il signor Giovanni, padre del piccolo Alessandro della scuola di Dupino, ha espresso profonda gratitudine al maestro Foresta ed all'esperto architetto Lorenzo Santoro, per le esperienze ambientali, artistiche ed architettoniche che stanno vivendo i giovani studenti di Dupino.
Plausi non sono mancati per gli insegnanti e per gli esperti in informatica, inglese, scienze, teatro e scrittura creativa: Antonio Rosario Di Martino, Antonella e Maria Alfano, Arianna Pisapia, Angelo Siani, Peppe (Giuseppe) Basta, Aida Arbia, per cui possiamo arguire che il 3° Circolo Didattico, diretto dal dr. Di Maio, continua a ben spendere le affermate esperienze a favore dei nostri giovani studenti.
L'elevato entusiasmo dei genitori, dei maestri, degli esperti esterni e del personale ATA tutto, lascia intendere che l'approccio dei ragazzi verso le prime nozioni di base di materie extra-programma, avrà come esito una prima conoscenza delle stesse, che saranno meglio approfondite nel corso delle scuole che poi frequenteranno.
Le "visite guidate" hanno interessato il Palazzo di Città, la millenaria Abbazia Benedettina, il Castello di Sant'Adjutore, la valle di San Liberatore o Buturnino, la chiesa parrocchiale di San Pietro, la sede dei Pistonieri Senatore ed il Borgo Porticato. In quest'ultimo sito è stato spiegato del perché i portici di Cava de'Tirreni sono diversi fra loro, contrariamente a quelli di Bologna, Bolzano, Trento ed altre Città d'Italia.
L'esperto storico Livio Trapanese, al termine di ogni lezione, ha omaggiato ai giovani studenti di Pregiato significative "cartoline illustrate" tratte dai volumi: "La Storia di Cava illustrata", 56 tavole a colori di Franco Senatore, e da "La Cava", dello stesso Trapanese. Al termine degli studi i frequentatori del corso avranno un libro ricco di storia, folklore e religiosità della Bologna del Sud, che potranno presentare ed illustrare ad amici, parenti e conoscenti.
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Il Tenente Tatarella disporrà di una Stazione Mobile
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Cava [ 16 11 2010 ]
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di Livio Trapanese
A partire dalla seconda quindicina di questo mese la Tenenza dell'Arma dei Carabinieri di Cava de'Tirreni, sita in Via Pasquale Atenolfi, guidata dal neo-comandante, il Tenente Vincenzo Tatarella, verrà potenziata di una speciale unità mobile con un equipaggio di tre o quattro carabinieri, fra i quali un ufficiale di polizia giudiziaria dalle confermate qualità ed esperienze professionali che si avvarrà di una potente stazione radio per i collegamenti con i reparti territoriali, di moderni personal computer per le connessioni, in tempo reale, con le banche dati interfoze e del Pubblico Registro Automobilistico e della Motorizzazione Civile per conoscere, istantaneamente, i "trascorsi" dei soggetti controllati e l'esatto intestatario degli auto-motomezzi ispezionati e se su di essi grava il "fermo amministrativo", poichè, se così dovesse essere, occorre procedere al sequestro del veicolo. Il personale operante dispone di ogni confort per ben autonomamente operare e garantire un maggiore (nonché migliore) e più inciso controllo del territorio metelliano. Scopo dell'impiego della Stazione Mobile dell'Arma dei Carabinieri nella Città di Cava de'Tirreni è quello di salvaguardare i principi democratici dettati dalla Carta Costituzionale e vigilare che le leggi ed i regolamenti, compreso quelli emanati dagli Enti locali, che salvaguardano e tutelano la sicurezza cittadina, vengano rispettati. Altra finalità è quella di presidiare il vasto territorio della Piccola Svizzera, che, com'è noto, consta del Borgo e venti frazioni, oltre numerose località. La Stazione Mobile svolgerà le medesime funzioni diuturnamente assolte dei comandi stanziali, ovvero può e deve, autonomamente, svolgere qualsiasi attività operativa, come la ricezione degli esposti-denunzie, con risvolti di natura penale, le denunzie di smarrimento documenti, le querele, la repressione dei reati flagranti perseguibili d'ufficio, per i quali sia previsto l'arresto o il fermo di polizia giudiziaria dei soggetti che si dovessero porre in conflitto con le norme dettate dal codice penale e dalle altre leggi che regolano la democratica vita comune. Un sicuro nonché prezioso ausilio per la società civile che è vittima della tracotanza di coloro (giovani e meno giovani, maschi e femmine) e sono purtroppo molti, che credono di poter liberamente porre in essere condotte illecite, a nocumento della collettività. La domenica potremo vedere la Stazione Mobile dei Carabinieri nella secolare frazione del Corpo di Cava, sia per l'afflusso di persone dirette presso la monumentale Basilica della Santissima Trinità e sia per ammirarne l'imponenza storico-religiosa che la caratterizza. Nei giorni seguenti certamente monitorerà le restanti frazioni e le arterie viarie del "fondovalle". La Città di Cava de'Tirreni, quale prima destinataria di tale innovazione, plaude all'iniziativa messa in campo dal Tenente Vincenzo Tatarella, che avallate dall'acuto Maggiore Gianfilippo Simoniello, neo-Comandante della Compagnia di Nocera Inferiore, subentrante al Ten. Col. Massimo Cagnazzo, destinato ad altro prestigioso incarico nel capoluogo partenopeo, poiché certamente sarà di prezioso ausilio alla risoluzione delle problematiche che diuturnamente investono la collettività cavese.
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Gli aranci ritornano in città
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Cava [ 15 11 2010 ]
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di Livio Trapanese
Che la segnalazione fatta al Palazzo di Città di Cava de'Tirreni dall'associazone Anteas Tirrenia e da Cittadinanza Attiva, a firma di Gianni Guida e di Livio Trapanese, abbia sortito l'effetto sperato dal dottore Alfredo Lamberti, nostro concittadino e primario del Monaldi di Napoli? Riteniamo di si, anche perché, come ci ricorda un vecchio adagio: "tutto viene a chi sà aspettare", ha dichiarato proprio Gianni Guida! Infatti, venerdì mattina e nelle prime ore del pomeriggio, due operai di una ditta del circondario, specializzata in vivaismo-frutticolo, per incarico del Consigliere Delegato al verde pubblico, l'attento Avvocato Pasquale Senatore, in sole poche ore, hanno piantato cinque alberelli di arancio amaro lungo i marciapidi della parte finale di Corso Giuseppe Mazzini e del proseguente Corso Umberto I, perchè mancanti o rinsecchitisi da tempo. Dinanzi allo storico hotel Vittoria-Maiorino ne sono stati piantumati due, mentre uno ha sostituito il solo tronco dinanzi al supermercato di Ciro Amodio, come uno davanti all'edicola Pinto ed uno nei pressi del cinema Metropol. I turisti od i forestieri che giungeranno nella nostra città per gli eventi natalizi, grazie all'attenzione posta anche dai cittadini che hanno sollecitato il delegato al verde pubblico a "rimpiazzare" gli alberelli mancanti o secchi da tempo, non vedranno più disadorna la "porta d'ingresso" dello storico Borgo Porticato, unico nel mezzogiorno d'Italia. La società civile, facendosi promotrice di utili suggerimenti verso chi amministra la città, rende un libero e spontaneo servigio all'intera comunità. Polemizzare e criticare è scarsamente edificante per chi lo fa e non apporta alcun beneficio alla collettività. "Se tutti i cittadini vivessero gli spazi pubblici come se fossero casa loro", ci dichiara il dottore Lamberti, "certamente avremmo un "salotto buono" (il borgo) sempre in ordine, i parchi sempre ordinati ed infiorati e le strade sempre pulite ed adorne, il utto a gaudio dell'economia e del buon nome della nostra amata Bologna del sud". "Un primo passo è stato fatto", ha dichiarato il dottore Lamberti, "e nel plaudire l'opera svolta dal delegato al verde pèubblico, l'avvocato Pasquale Senatore, aspettiamo la piantumazione degli alberi mancanti negli stalli dei marciapiedi antistanti la storica chiesa di San Vito Martire, in Corso Giuseppe Mazzini". La "nota amnara" poteva mai mancare? Alle 20,20 dello stesso venerdì, ovvero a poche ore della piantumazione dell'alberello posto a dimora dinanzi al supermercato di Ciro Amodio, ignoti vandali hanno vergognosamente reciso uno dei due rami coi frutti pendenti.
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Gli olmi abbattuti, solo sterili polemiche!
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Cava [ 12 11 2010 ]
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di Livio Trapanese
L’antico sacrato della Basilica Pontificia della Madonna dell’Olmo, come indicatoci dall’Architetto Pio Silvestro, necessita di urgenti opere di consolidamento strutturale ed ampliamento, per cui, previo autorizzazione degli organi preposti, si è reso necessario abbattere le due piante di olmo poste dietro l’edicola votiva. Non immaginavamo che ciò avesse potuto suscitare risentimenti e polemiche fra la popolazione, dettate anche dalla credenza popolare che gli stessi potessero essere quelli sui quali, circa mille anni fa, apparve il quadro della Vergine Maria e prima di portarci in loco, nel corso della trasmissione radiofonica “Echi di Cava de’Tirreni”, irradiata martedì mattina su Radio New Generation, nel rispondere a Salvatore, assiduo radioascoltatore, abbiamo ricordato quanto narra la leggenda circa il ritrovamento dell’icona bizantina raffigurante la Madonna e cioè: “in un’oscura notte dell’XI secolo, mentre i pastori del Distretto di Metelliano e di Sant’Adjutore pascolavano le greggi, videro nella valle un insolito bagliore. La visione si replicò anche nelle notti seguenti, tanto che i pastori avvertirono l’Abate Pietro, a quel tempo a capo dell’Ordo Cavensis (ordine benedettino cavense) della Santissima Trinità (1079-1123), il quale inviò in loco persone di sua fiducia, ma appena queste si avvicinavano alle luci scomparivano. L’Abate, saggio e prudente, vi si recò col clero ed il bagliore non scomparve e sulla pianta d’olmo, circondata dalle lucenti facelle (piccole fiaccole), vi era l’immagine della Madonna. La sacra icona, tolta dai rami, fu portata in pia processione nella chiesa di San Cesareo, ove si pregò lungamente. Alcuni giorni dopo l’Abate venne a conoscenza che l’immagine era tornata ad apparire sull’olmo ove fu tolta e così il futuro Santo monaco decise di far costruire una chiesa in quel sito, detto Panicuocolo”. Questa è la leggenda, ma l’occasione ci è grata per rimembrare anche che l’8 Aprile 1488 l’Università della Città di Cava (la civica amministrazione) approvò la proposta del sindaco Fabrizio de Curtis, relativa alla prosecuzone dei lavori per l’edificazione della chiesa. La delibera indicava: “…fabrica incepta in Ecclesia Sanctae Mariae Virginis de Panicuocolo…eget pecunia ad complendam ipsam fabricam…”. La traduzione ci ricorda che la costruzione abbisognava di altro denaro per essere ultimata. Il completamento si ebbe sul finire del 1500. Tornando agli olmi recisi, nella tarda mattinata di martedì, come detto, ci siamo recati presso la Basilica della Madonna dell’Olmo, ed accompagnati da Mario Farano, abbiamo incontrato Giannino Colella, Alba Murolo ed il consorte, Lorenzo (Renzino) Sorrentino (uno dei figli dello storico panettiere “vrasera”), tutti residenti nel attiguo “Palazzo Fiorillo” di Corso Principe Amedeo, i quali hanno asserito che i due olmi recisi furono fatti piantare nell’inverno del 1964 da Padre Lorenzo D’Onghia, Parroco della Parrocchia della Madonna dell’Olmo, dopo aver fatto svellere un ormai secco e grande olmo. Le due nuove piante furono fatte venire dal lontano Giappone, poiché, come si diceva, avrebbero avuto una vita più lunga degli olmi italiani. I citati testimoni oculari ci hanno, quindi, assicurato che le piante abbattute hanno poco più di cinque lustri (46 anni). Resta da dire anche che i Padri Filippini, nel 1980, per riportare alla memoria la leggenda dell’apparizione dell’icona sull’olmo, come confermatoci anche dai nostri tre interlocutori, fecero porre a dimora altri due olmi, tutt’ora vegeti dietro l’edicola. La storia ci ricorda che la prima pietra per l’edificazione della Basilica Pontificia Minore della Madonna dell’Olmo di Cava de’Tirreni fu posta il 2 Febbraio 1482 dal 70enne frate Francesco di Paola, quando questi, per ordine del Papa Sisto IV, transitò dalla Città di Cava (il toponimo Cava de’Tirreni origina dal 23 Ottobre 1862) per recarsi in Francia dal gravemente ammalato Re Luigi XI. Nel 1581 i sacri luoghi furono raggiunti dai Minimi, ordine mendicante fondato da San Francesco di Paola nel 1435. Nel 1672 l’Università, su proposta del Sindaco Fulvio Atenolfi, determinò che la Patrona della Città di Cava fosse la Madonna dell’Olmo e così, da quell’anno, l’8 Settembre, si celebrano i festeggiamenti in suo onore. Per dovere di cronaca dobbiamo ricordare che già dal 1520 la Diocesi di Cava venerava il suo patrone, nella figura di Sant’Adjutore, il Vescovo africano. Il Regio Decreto del 15 Novembre 1807 soppresse l’Ordine dei Minimi, per cui la Chiesa ed il Convento passarono al pubblico Demanio. Nel 1857 i frati fecero ritorno nel convento, ma lo ripersero nel 1866, quando le leggi di soppressione lo ridestinarono alla civica amministrazione, che lo vendette al Parroco della chiesa di Santa Maria dell’Olmo il 20 Settembre dello stesso anno. Il 31 Dicembre 1896, invitato dal Vescovo Monsignor Giuseppe Izzo, giunse a Cava de’Tirreni il pio sacerdote filippino Padre Giulio Castelli, oggi Servo di Dio. Papa Pio IX nel 1931 elevò la Chiesa di cui parliamo a Basilica Minore Pontificia.
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Operazione della Finanza contro le scommesse illegali
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Cava [ 10 11 2010 ]
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di Livio Trapanese
La Guardia di Finanza di Cava de’Tirreni, al comando del Luogotenente Donato Affinito, nell’ambito dei diuturni servizi di controllo economico del territorio, sempre più sagacemente disposti dall'attento Generale Salvatore De Benedetto, novello Comandante Provinciale del secolare Corpo, finalizzati alla prevenzione e repressione degli illeciti perpetrati anche in materia di giochi e scommesse clandestine, in Corso Principe Amdeo, poco distante dalla stazione ferroviaria, ha individuato un’agenzia dedita alla raccolta ed accettazione di scommesse su eventi sportivi, priva di qualsiasi titolo concessorio-autorizzativo, come invece la legge prescrive. Il blitz è scattato dopo una breve attività d'intelligence posta in essere dalle Fiamme Gialle metelliane e dopo che questa avevano constatato la presenza di diversi computer e stampanti “POS”, verosimilmente destinati all’attività di scommesse “on line”. L’attività ispettiva ha consentito il sequestro preventivo, ex art. 321 del Codice di Procedura Penale, dell’intero esercizio commerciale e quanto in esso contenuto e cioè: n. 6 personal computer, funzionali alla raccolta delle scommesse ed utilizzati per l’immissione delle puntate “on line”, n. 3 stampanti POS, destinate all’emissione delle ricevute sulle giocate, centinaia di tagliandi comprovanti le scommesse effettuate, una cospicua somma di denaro contante, nonché documentazione amministrativo/gestionale della citata attività; il tutto per diverse migliaia di euro. I quattro "gestori" del punto scommesse, che ora rischiano una sanzione detentiva, sono stati identificati in A. L. di anni 32, T. A. di anni 36, V. I. di anni 29 e P.B di anni 25. I giovani responsabili, tutti di nazionalità italiana, sono stati deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, la quale è deputata a proseguire l'azione intrapresa. L’attività svolta dalla Guardia di Finanza di Cava de'Tirreni, che si aggiunge ad altre similiari, conferma l’attenzione che il Corpo ha nel presidiare il territorio di competenza che, com'è noto, si estende sin sulla Divina Costiera. Arginare il dilagante fenomeno delle scommesse clandestine, garantisce e preserva il sano andamento dell’economia, anche nel settore dei giochi leciti. Quello clandestino o d'azzardo ha un negativo impatto sociale e causa negative ripercussioni anche nelle famiglie. Non è raro vedere oltre gli uomini, anche donne e pensionati, che per ore sono posizionati dinanzi alle "macchine mangia soldi" o che "grattano" tagliandi che si prestano a vane speranze.
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Imprenditori e residenti chiedono più attenzione per il Borgo Porticato
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Cava [ 09 11 2010 ]
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di Livio Trapanese
All'affissione selvaggia, al quotidiano accattonaggio (perpetrato sotto gli occhi di tutti) non solo lungo Corso Umberto I, ma anche dinanzi ai supermercati cittadini, come in Via Clemente Tafuri, Corso Giuseppe Mazzini, Via Vittorio Veneto ecc. da finti claudicanti o da giovani donne che “trascinano” bambini al seguito, anche i cartoni lasciati lungo il Borgo Porticato dai commercianti, e non raccolti nei tempi dovuti, ledono il decoro cittadino. Sabato mattina, intorno alle dieci, Corso Umberto I era percorso da una decina di uomini e donne facenti parte di un'orchestra che ha pernottato presso l'hotel Vittoria-Maiorino e certamente non abbiamo presentato una città che possa aspirare a riavere quel turismo che ha avuto fino all'inizio dei primi cinquant'anni del secolo passato. I dipendenti del Consorzio di Bacino SA 1, i cui uffici amministrativi sono allocati nel lussuoso Parco Beethoven, riteniamo, debbano tenere più a cuore il “Salotto Buono” di Cava de'Tirreni, provvedendo a ripulire la città prima dell'avvento dei turisti o forestieri. A questa personale constatazione si aggiunge anche la protesta di non pochi residenti e commercianti del borgo. “Molti di noi, com'è consuetudine”, ci riferisce il giovane imprenditore Alfonso D'Apuzzo della storica Casa della Luce “quando vediamo che i cartoni non vengono ritirati dai preposti del Consorzio, prima di chiudere i negozi, li riponiamo all'interno per ricacciarli il giorno dopo, sperando che vengano ritirati, altrimenti li rimetteremo nuovamente dentro”. “Si era parlato di un unico orario di conferimento e raccolta per noi commercianti e per i residenti” ci ricorda il noto imprenditore Luigi Trotta, Presidente del Centro Commerciale Naturale, “ma fino ad oggi alcun provvedimento è stato assunto al riguardo dall'amministrazione comunale. Con gli eventi che si susseguono e col Santo Natale che incalza, certamente non presentiamo una bella cartolina della città a quanti, ancora oggi, dall'interland nocerino-sarnese o dai diversi paesi vesuviani, vengono a fare acquisti a Cava de'Tirreni”. Un'imprenditrice del settore arredo-casa di Via Clemente Tafuri ci ha segnalato che per far ritirare i cartoni che stanziavano da giorni sotto quel porticato, ha dovuto effettuare ben tre telefonate. “Noi del settore commercio, ci teniamo a presentare ai nostri clienti una città pulita e decorosa”, ci riferisce l'imprenditrice, “ma vedo che senza il nostro costante interessamento non si riesce ad “operare nel pulito” poiché non basta l'etica professionale, occorre anche curare l'aspetto estetico del luogo ove si espleta l'attività. Dare un'immagine decorosa della città in cui operiamo, rispetto alle realtà a noi vicine, non solo Napoli e dintorni, che oggi soffrono il dramma della raccolta della spazzatura, anche per il mal costume di non differenziare come si deve, cosa che noi facciamo, è essenziale”. Sappiamo bene che soprattutto il sabato e la domenica il Borgo Porticato è maggiormente frequentato dai “ turisti e/o dai forestieri” e non ci spieghiamo perché gli operatori addetti alla raccolta della carta e dei cartoni, come quelli del vetro e della plastica, continuano a non essere puntuali nell'assolvere alle loro incombenze.
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Trapanese sul censimento degli immobili: Un aggravio di costi l'impiego di risorse umane esterne
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Cava [ 05 11 2010 ]
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di Livio Trapanese
L'Avvocato Angelo Trapanese, degno Funzionario responsabile dell'Ufficio Tributi del Palazzo di Città di Cava de'Tirreni, ci ha opportunamente informati del censimento degli immobili, al fine di coinvolgerci ad una fattiva collaborazione con la So.Ge.T., la società affidataria della predetta attività.
Poiché lo scopo dichiarato dell'Amministrazione comunale è quello di "stanare" gli evasori totali e/o parziali per il recupero di eventuali imposte locali evase, quali l'Imposta Comunale sugli Immobili e la Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani, in ragione, per quest'ultima, dell'effettiva consistenza dei cespiti, abbiamo chiesto al nostro concittadino, il dr. Vincenzo Trapanese, Professore universitario di ruolo (a r.) di Contabilità Pubblica dell'Università degli Studi Federico II di Napoli; Giudice Tributario, con funzione di Vice Presidente, della Commissione Tributaria Provinciale di Salerno e già Ispettore Tributario del Servizio Centrale degli Ispettori Tributari del Ministero delle Finanze e dell'Economia, di "chiarirci" la problematica ed i vantaggi che ne derivano.
Quanto ha in atto l'amministrazione comunale può essere considerata un'attività meritoria?
Certamente, l'obiettivo non è solo ambizioso, ma anche meritevole, perché mira a recuperare risorse finanziarie da un lato e rendere uniforme il carico tributario dall'altro.
È la prima volta che viene svolta tale attività?
No! Già in passato la civica Amministrazione metelliana ebbe a fare ricorso a siffatta procedura, i cui risultati non ebbero a dare l'esito sperato, atteso che si determinò unicamente un ulteriore aggravio per la finanza comunale, in ragione del compenso corrisposto alla società incaricata, senza poter registrare nessuna maggiore entrata per le casse comunali. L'esperienza maturata avrebbe dovuto indurre l'Amministrazione ad un diverso approccio al problema, particolarmente in un momento in cui i trasferimenti sono stati ridotti dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, in ragione del rispetto del "patto di stabilità" imposto dalla Comunità Europea, per cui il ricorso al recupero della maggiore imposta imponibile poteva e doveva essere affidato alle strutture interne dell'Amministrazione, stante le capacità e professionalità esistenti.
Il personale interno del Comune, come avrebbe potuto risolvere la questione senza un aggravio di spesa?
Adottando agli strumenti d'indagine già in essere presso gli Uffici tributari del Comune, quali il collegamento (in tempo reale) con l'Agenzia del Territorio, per acquisire sia le rendite catastali dei cespiti e sia i metri quadrati degli stessi, attraverso l'esame delle planimetrie catastali, nonché le costruzioni abusive rilevate "via satellite" e censite dall'Ufficio finanziario. Esistono, quindi, elementi oggettivi ed incontestabili a cui l'Amministrazione comunale può fare ricorso per ampliare la sfera degli accertamenti in rettifica, ovvero disporre di nuovi per gli evasori totali, senza far ricorso all'ausilio di soggetti esterni all'Amministrazione stessa, i quali, da non trascurare, finiscono con l'essere anche depositari di dati sensibili.
L'indagine, quindi, poteva essere svolta dall'Avvocato Trapanese dai "suoi" stretti collaboratori?
Sarebbe stato più ragionevole ed efficace, oltre che economico, delegare l'indagine agli impiegati comunali dediti al settore tributario, attraverso un progetto obiettivo, al fine di poter conseguire lo scopo prefissato e devolvere a detti impiegati un maggiore compenso rispetto a quello contrattuale, attualizzando la meritocrazia. Con l'avvento del "federalismo fiscale", la struttura preposta a fronteggiare l'evasione necessita di un maggiore potenziamento ed autonomia dirigenziale, per costituirsi ad elemento portante, in uno a quello economico-finanziario del futuro assetto organizzativo dell'Ente Comune, la cui sopravvivenza s'incardina prevalentemente, se non esclusivamente, sulla capacità di fare accrescere la proprie entrate comunali, senza fare ricorso all'aumento delle aliquote sulle imposte loro devolute dalla legge.
Per concludere: poteva essere questa l'occasione per valutare le potenzialità della struttura?
Certamente, questa poteva essere l'occasione per tastare la struttura esistente e realizzare gli ambiziosi obiettivi, senza ulteriormente gravare la spesa sul bilancio comunale, per i cui risvolti ritengo sussistere giusti elementi di "danno erariale".
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Il Parco dello Sport dedicato a Lord Robert Baden Powell, fondatore dello scoutismo
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Cava [ 03 11 2010 ]
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di Livio Trapanese
Domenica mattina, seppur poco soleggiata, con la nutrita partecipazione dei lupetti, guide e scouts, accompagnati dai Capi dei due Gruppi di Cava de’Tirreni (CAVA 1° e CAVA 3°) e numerosi genitori, la civica Amministrazione cavese ha intitolato il Parco dello Sport di Via Ido Longo, dirimpettaio del Comando di Polizia Locale, al fondatore dello scoutismo mondiale: Lord Robert Baden Powell, nato a Londra il 22 Febbraio 1857 e ritornato alla Casa del Padre l’8 Gennaio 1941. Una targa in ceramica arricchita con l’esatta partitura e colorazione dello stemma della nostra amata Città, fatta eccezione per la corona turrita che, com’è noto, dovrebbe essere regale dal 22 Settembre 1460. Cava de’Tirreni, che ha festeggiato i primi 100 anni di scautismo nazionale, ebbe il suo primo Gruppo Scuots (denominato Associazione Scoutistica Cattolica Italiana) il 9 Febbraio 1926, “clandestina” dal 1928 al 1945, per l’avvento del regime fascista prima e per la seconda guerra mondiale poi. Fu l’Assistente Ecclesiastico Don Emilio Papa, attuale Parroco di San Nicola di Bari in Dupino, ad indirizzare tanti giovani verso i cattolici insegnamenti scoutistici. Correva l’anno 1959, quando grazie all’indottrinamento dei fratelli scouts del Salerno 8°, i giovani cavesi: Francesco Gravagnuolo, Dante Manzo, Antonio Pagnotta, Gioacchino Senatore, Lello Della Monica, Bruno Pisapia, Guglielmo D’Alessio, Raffaele Carrino, Giuseppe Ferrara, Antonio Massa, Ninotto Alfieri, Tommaso Avallone e tant’altri giovanissimi cavesi del tempo, guidati dal Presidente Dottor Elia Clarizia e dal Capo Gruppo Ragioniere Fernando Pellegrino, riportarono in vita in locali adiacenti l’ex cinema Metelliano, presi in fitto dal buon Don Emilio, i valori dello scoutismo, mostrati nelle strade anglosassoni nel 1907 da Lord Robert Baden Powell, Generale di Divisione di Cavalleria. Da quale tempo, in tutto il mondo, uomini e donne, giovani e meno giovani, hanno vestito i corti pantaloni ed i tipici calzettoni dell’abbigliamento scoutistico. Anche noi, per due lustri, da scuot prima e da rover poi, insieme ad Umberto Zingarelli, Gennaro Limatore, Ciro Salsano, Peppe Pucciarelli, Enzo Di Bella, Aniello Costabile, Franco Plava (vedi foto del 1963), Antonio Di Marino, Franco Ciccullo, Franco Conzo, Giorgio De Fedele, Giannino Colella, Francesco Paolillo, Antonio Armenante, Fiorentino Memoli, Francesco Alfieri, Achille Mughini e Dio solo sa quanti ancora, ho indossato i colori del Cava 1°. Nel 1969, nella piccola cittadina di Scoglitti, in provincia di Ragusa, con l’Assistente Ecclesiastico don Eugenio (non ricordo il cognome) ho fondato lo Scoglitti 1°. Auguri, “buona caccia a tutti”, dentro o fuori dallo scoutismo, rivendicando l’onore di ripetere la promessa che feci al Sanbuco (località posta a nord della Basilica della Santissima Trinità di Cava de’Tirreni), insieme a Giovanni Romeo, il 21 Settembre 1963: “Con l’aiuto di Dio prometto sul mio onore di fare del mio meglio per compiere il mio dovere verso Dio e verso la Patria, per aiutare gli altri in ogni circostanza ed osservare la legge Scuot” ! Livio Trapanese
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Angelo Villani agli arresti domiciliari
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Cava [ 03 11 2010 ]
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di Livio Trapanese
I militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Salerno hanno dato esecuzione a quattro ordinanze applicative di misura cautelare agli arresti domiciliari, emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Salerno su richiesta della Procura della Repubblica, a carico di VILLANI Angelo, delle di lui sorelle VILLANI Elisa e VILLANI Giovannina e PAGANO Bartolomeo, per aver commesso nell’amministrazione della “SANNIO DISCOUNT S.r.l.” più fatti di bancarotta fraudolenta, aggravata dalla rilevante entità del danno patrimoniale.
L’attività in parola si inserisce in una più vasta e complessa indagine, articolata su diversi filoni investigativi, che trae origine dalla sentenza dichiarativa di fallimento del noto gruppo “ALVI S.p.A.”, di proprietà della famiglia VILLANI ed operante nel settore della distribuzione alimentare, nel cui alveo è inclusa anche la “SANNIO DISCOUNT S.r.l.”
Le complesse indagini condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Salerno hanno consentito di rilevare una pluralità di gravi condotte finalizzate al raggiungimento di un preordinato programma criminale che, nella loro successione temporale, hanno determinato il progressivo svuotamento del patrimonio aziendale, avvantaggiando altre società, rientranti nell’orbita del “Gruppo ALVI”, in modo da sottrarlo deliberatamente al ceto creditorio.
Prima facie, la condotta delittuosa si è concretizzata attraverso la dissimulazione degli assets aziendali, realizzata mediante operazioni di cessione e locazione a condizioni antieconomiche a favore di un soggetto giuridico, privo di una qualsiasi autonomia organizzativa e finanziaria, asservita al “Gruppo ALVI” per composizione societaria ed attività esercitata nel tempo.
La bancarotta fraudolenta si è realizzata, inoltre, mediante una sistematica opera di svilimento del patrimonio aziendale, attuata attraverso plurime distrazioni di merci, di attrezzature ed impianti, nonché con il materiale prelevamento degli incassi giornalieri dei diversi punti vendita, custoditi all’interno delle security bags, nel periodo immediatamente precedente la declaratoria di fallimento della società capogruppo “ALVI S.p.A, per un importo complessivo di circa 3 milioni di euro.
Tale modus operandi, privo di ogni valida ragione economica, ha avuto quale effetto, tra l’altro, quello di sottrarre cospicue disponibilità liquide dagli istituzionali canali bancari, ostacolando l’individuazione della successiva destinazione e del conseguente riutilizzo di tali somme.
Le misure cautelari di tipo personale hanno interessato i soggetti di cui sopra nei loro, rispettivamente, ruoli di:
amministratore di fatto e dominus dell’intero Gruppo, VILLANI Angelo;
legale rappresentante della “SANNIO DISCOUNT S.r.l.”, VILLANI Elisa;
soggetto investito della gestione degli incassi, VILLANI Giovannina;
legale rappresentante della società Al.Pa. srl che ha consentito la dissimulazione degli assets aziendali, PAGANO Bartolomeo.
Nel medesimo contesto investigativo, sono state eseguite altrettante perquisizioni domiciliari presso i luoghi di residenza degli arrestati, nel corso delle quali sono stati sottoposti a sequestro:
27 quadri d'autore, il cui valore sarà oggetto di valutazione;
48 orologi di valore (tra i quali Rolex, Bulova, IWC);
17 penne stilografiche di note marche e denaro contante, il tutto come rappresentato nelle foto già inviatevi.
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Raid vandalico nella città dei portici
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Cava [ 30 10 2010 ]
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di Livio Trapanese
In assenza di un costante reale coordinamento fra le forze dell’ordine
presenti sul territorio ed in presenza di atti vandalici od ancor peggio
di atti di (macro - micro) criminalità, la domanda ricorrente è sempre la
stessa: “Dopo le 22, quando la Polizia Locale smette l’attività operativa,
una sola autopattuglia della Polizia di Stato o dei Carabinieri può monitorare
l’intero territorio metelliano”? La risposta che ne consegue è, anch’essa, sempre
la medesima: “sicuramente no”! Infatti, nella tarda serata di sabato, poco prima
della mezzanotte, ignoti vandali hanno preso di mira le auto dei residenti della
centralissima Via Vincenzo Virno, in sosta nelle strisce blu. Tre auto di media
cilindrata di proprietà di altrettanti condomini del palazzo al civico 7 della
nota traversa di Corso Guglielmo Marconi, adiacente la sede del Tribunale.
Una Peugeot 106XR di colore rosso, una Renault Twingo grigia ed una Ford TD CI blu,
in sosta negli stalli prospicienti i civici dal 7 al 13, stamane sono state trovate
devastate e gli anonimi devastatori, per quanto è stato dato appurare, non hanno asportato
nulla. Un incomprensibile atto vandalico che non trova ragione se non nell’incivile devastazione
che sempre più spesso viene posta in essere da giovani balordi che non sanno proprio come impegnare
il tempo libero. Danni per diverse centinaia di euro che proprio di questi tempi non possono,
anzi non devono, essere destinati se non al decorso vivere quotidiano. Infranti i vetri degli
sportelli anteriori, lato guida, e quello del lunotto posteriore della Ford. “
Ho parcheggiato la mia autovettura verso le 21 di ieri sera”, ha dichiarato,
amareggiato, uno dei proprietari delle auto danneggiate, “come faccio da tempo
e mai avrei ipotizzato che un mattino l’avrei trovata così rovinata”. Il signor
Pugliese, proprietario di un’altra autovettura, anch’egli palesemente crucciato,
ha dichiarato la medesima cosa, aggiungendo che in una città civile, com’è Cava
de’Tirreni, questi atti di spavalda micro criminalità non devono accadere. Uno degli
ultimi episodi di vandalismo è avvenuto nel corso dell’estate, quando balordi
“strapparono” gli specchietti esterni a diverse autovetture in sosta.
Nella tarda mattinata, in Via Virno, è giunta una “gazzella” della locale
Tenenza dei Carabinieri i cui militari, dopo l’acquisizione delle prime
notizie, per poter notiziare l’Autorità Giudiziaria, attendono che i danneggiati
presentino i rispettivi esposti-denunzia a carico d’ignoti, per ora, ma non è
escluso che dalle videoregistrazioni delle telecamere di sorveglianza presenti in
loco si risalga agli autori della reiterata scelleratezza. |
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Gesù misericordioso nel Santuario francescano Il piangente bambinello e la Luce nel cuore
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Cava [ 29 10 2010 ]
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di Livio Trapanese
Ettore Senatore, noto ritrattista e paesaggista cavese, in umile silenzio, da parecchi lustri, realizza opere d’arte, sia in olio e sia in acquerello, raffiguranti anche immagini sacre, che adornano le Chiese di Cava de’Tirreni e non solo. Quest’oggi vi presentiamo un suo recente capolavoro: Gesù misericordioso. Questa meravigliosa immagine, che misura mt. 2,50 x mt. 1,20 la possiamo ammirare nella storica biblioteca del Santuario di San Francesco e Sant’Antonio. La figura è quella del “Salvatore Misericordioso” tratta dalle rivelazioni della suora polacca Maria Faustina Kowalska (1905-1938), la cui santità, risalente agli anni ’80, fu voluta da Papa Giovanni Paolo II. Il Maestro Ettore Senatore, un giovanotto di appena 61anni, da circa quattro lustri è coniugato con Lucia Senatore Di Giuseppe e dal loro matrimonio sono nati Tina, Francesco e Laura, attorniati dai piccoli nipotini Francesco,
Leonardo e Vincenzo Pio. Fra le “opere sacre” che il maestro Senatore ha realizzato ricordiamo Santa Lucia, che possiamo contemplare, assieme a Sant’Alfonso Maria de’ Liquori, nella secolare chiesa parrocchiale della frazione luciana, il Beato Paolo Cafaro nella chiesa di San Pietro a Siepi, Padre Giulio Castelli nella Basilica Minore della Madonna dell’Olmo, Sant’Adjutore e Cava Città Eucaristica dinanzi alla Concattedrale di Sant’Adjutore, Gesù il giorno dopo il sabato e San Pio da Pietrelcina nella secolare chiesa in San Giovanni Rotondo, l’avvento dei cinquanta frati che presero possesso del convento di San Francesco nel ‘500 nella prima pagina del calendario francescano. Arricchiscono il voluminoso retaggio pittorico del Maestro Senatore innumerevoli paesaggi della nostra Valle Metelliana e incalcolabili ritratti. Solamente un cattolico credente ed un amante del prossimo e della nostra terra,
com’è Ettore Senatore, può ben rappresentare, anche sulle tele, tante meraviglie del Creato.
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Operazione della Guardia di Finanza contro il gioco d'azzardo
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Cava [ 29 10 2010 ]
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di Livio Trapanese
L’aliquota dei militari del Nucleo Mobile della Tenenza della Guardia di Finanza di Cava de’Tirreni, agli ordini del Luogotenente Donato Affinito, nell’ambito dei quotidiani servizi di controllo economico-finanziario del territorio, acutamente disposti dal Generale Salvatore De Benedetto, neo Comandante Provinciale di Salerno, finalizzati anche alla prevenzione e repressione di reati posti in essere in tema di congegni ed apparecchi da divertimento ed intrattenimento, hanno scovato un’ulteriore attività commerciale che non disdegnava, però, di utilizzare illegalmente videogiochi. La preliminare attività info-investigativa e ricognitiva, anche questa volta, ha dato buoni frutti, poiché l’intervento delle Fiamme Gialle “cavesi” si è concretizzato col sequestro di 7 videogiochi e 3 apparecchi elettromeccanici, oltre, ovviamente, l’ingente somma di denaro contante rinvenuta all’interno degli stessi.
Il commerciante, il 29enne A. G., avendo violato l’art. 110, IX comma, del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, è stato segnalato all’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato di Salerno per l’irrogazione della rigorosa sanzione amministrativa oltre la chiusura dell’esercizio commerciale,. L’odierna attività di polizia si aggiunge alle recenti analoghe operazioni che hanno visto la Guardia di Finanza della Città dei Portici deferire all’Autorità Giudiziaria 14 persone resesi responsabili di “gioco d’azzardo”, non sottacendo i diuturni servizi svolti in materia di Polizia Stradale, conclusisi, ad oggi, col sequestro di 10 autovetture e 15 motomezzi perché circolanti senza la copertura assicurativa per la R.C. verso terzi e, in due casi, per guida senza patente, perché mai conseguita. Il Corpo della Guardia di Finanza, nell’arginare il dilagante fenomeno del gioco illegale, delle
scommesse clandestine e del mancato rispetto delle norme che regolano la disciplina del vigente Codice della Strada, mira a garantire e preservare il sano andamento sociale ed economico, infrenando anche le negative ripercussioni che investono le fasce meno abbienti della popolazione.
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La Guardia di Finanza a tutela di Cava
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Cava [ 27 10 2010 ]
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di Livio Trapanese
Non solo vigilanza sulle tasse, imposte e contributi, che noi cittadini siamo chiamati a pagare per riceve i servizi resici dallo Stato centrale, dalla Regione, dalla Provincia, dal Comune, ecc., ma anche attività istituzionale per assicurare il democratico vivere comune.
Con queste prerogative, gli uomini della Tenenza della Guardia di Finanza di Cava de’Tirreni, al comando del diligente Luogotenente Donato Affinito, diuturnamente cooperato dalle instancabili fiamme gialle del Nucleo Mobile (suo braccio armato), in ossequio alle direttive impartite dalla massima gerarchia provinciale, oggi rappresentata dal sagace Generale Salvatore De Benedetto, Ufficiale di vertice di elevato pregio non solo professionale, allo spirare dei mesi estivi, presidiando il cuore della Città dei Portici, ha sottoposto a sequestro ben 25 auto e moto, atteso che i conducenti circolavano senza la copertura assicurativa per la Responsabilità Civile verso terzi o perché sprovvisti di patente di guida (mai conseguita) o perché calzavano caschi protettivi non omologati, ovvero le note “scodelle”. Gravi violazioni che non devono essere passate sotto silenzio poiché implicano la sicurezza e la serenità degli automobilisti rispettosi delle norme del Codice della Strada, oltre che tutelate l’incolumità degli stessi centauri. Ben 4 i parcheggiatori abusivi “multati”, mentre 8 automobilisti circolavano, tranquillamente, senza aver provveduto a sottoporre l’autovettura alla periodica revisione; incuranti del fatto (salvo condizioni particolari espresse nella polizza per la R.C.), che in caso di sinistro le Compagnie assicuratrici potrebbero non indennizzare il proprietario del mezzo investito; qualora sia un automezzo od un motociclo e se fosse una o più persone? Meglio non pensarci! Le cinture di sicurezza verranno sicuramente allacciate ed i telefoni cellulari mai più adoperati, come i documenti di circolazione mai più dimenticati da 23 distratti automobilisti. Ma non basta! La Guardia di Finanza di Cava de’Tirreni, sequestrando una bisca clandestina e 4 apparecchi e congegni definiti “da divertimento e/o d’intrattenimento”, anche se, come tutti sappiamo sono le sanguisughe di tanti accaniti giocatori, ha assicurato alla giustizia 14 soggetti dediti al gioco d’azzardo; incuranti della crisi economica. Non sono mancati i sequestri di centinai di oggetti d’abbigliamento contraffatti, posti sul mercato da individui che minano l’economia nazionale e la salute pubblica, atteso che fra le merci sequestrate, non di rado, vengono tolte dal mercato clandestino prodotti cosmetici per uomini e donne. Il contrasto allo smercio di sostanze stupefacenti è stato segnato dal sequestro di 50 dosi di hashish ed un bilancino di precisione. La società civile di Cava de’Tirreni, come l’intera nazione, in attesa che la Guardia di Finanza (dal 1774 Polizia economico-finanziaria), l’Arma dei Carabinieri (fondata nel 1814), la Polizia Locale (costituita nel 1827) e la Pubblica Sicurezza (voluta nel 1852) diventino unica Forza di Polizia Nazionale, come nelle nazioni d’oltralpe, è grata agli uomini e donne che ne fanno parte per il costante lavoro svolto a tutela delle leggi e dei regolamenti che salvaguardano il vivere democratico.
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Cade rovinosamente a terra nel bosco; preso dal panico chiede aiuto alla Polizia Locale
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Cava [ 19 10 2010 ]
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di Livio Trapanese
Domenico Bottiglia, di anni 65, nel primo pomeriggio di venerdì scorso, nello raggiungere la sua abitazione (dopo aver raccolto della castagne nel suo fondo) in Via Petraro Santo Stefano, scendendo un gradino del terreno, alto oltre la norma perché il “confinante”, nel porre in opera una palificazione (che sorregge una rete) volta a chiudere il passaggio di autoveicoli, che dura da oltre 4 lustri, scivolava e rovinava a terra, battendo violentemente la spalla sinistra a la parte occipitale della testa. Stordito e spaventato, rimaneva a terra per lungo tempo, ma ripresosi si portava presso la sua dimora non potendo però allertare i soccorsi, poiché la linea telefonica era stata tranciata da ignoti. Disperato, si ricordava che in casa vi era un cellulure del figlio e, preso dal panico, per l'acuirsi dei lancinanti dolori alla spalla ed alla testa, provava a chiamare il 118, trovando le linee temporaneamente
occupate. Il primo numero telefonico che gli veniva in mente è stato quello della Sala Operativa della Polizia Locale di Cava de'Tirreni (089.341692), che chiamava senza indugio per richiedere aiuto. In meno di cinque minuti, erano le 14,25, un'autopattuglia dei Caschi Bianchi, ponendo in essere l'acclarato senso d'umanità, responsabilità e professionalità si portava, a piedi e di corsa, sul luogo dell'infortunio. Il malcapitato, noto fotografo cavese, riconosceva nei soccorritori il Tenente Franco Ferrara e gli Agenti Raffaele Masullo e Giovanni Ferrante, i quali, seppur affannati, tranquillizzavano l'infortunato perché di lì a breve sarebbe giunta un'autoambulanza del 118, allertata dall'operatore del loro Comando. Gli stessi lamentavano, però, che nel percorrere la strada per giungere all'abitazione del Bottiglia, trovavano due gravi impedimenti, consistenti in una sbarra metallica chiusa con lucchetto ed in un cancello, anch'esso metallico, chiuso a chiave, impedendo loro di giungere più rapidamente in loco, costretti a lasciare l'automezzo di dotazione molto lontano, palesando preoccupazione anche per gli operatori del 118 che stavano per giungere. Il Tenente Ferrara rappresentava altresì al Bottiglia che gli impedimenti posti lungo la strada inibiscono ogni sorta di pronto intervento da parte di qualsiasi Forza di Polizia o dei Vigili del Fuoco o della Protezione Civile, qualora, come nel caso di specie o malauguratamente peggio, dovesse essere necessario il loro intervento, non sapendo però che tali “ostruzioni” erano state poste in essere dal suo confinante, tale A.D.D.. Giunti gli operatori del 118, il malcapitato Bottiglia, non potendosi nemmeno spiegare la barella, veniva portato a piedi fino al luogo ove era stata fermata l'autoambulanza e di lì all'Ospedale Civile Santa Maria Incoronata dell'Olmo, ove i sanitari gli riscontravano TRAUMI CONTUSIVI. Un vecchio adagio ci ricorda che: “Tutto è bene quel che finisce bene”, per questa volta!. Al protocollo del Palazzo di Città, Domenico Bottiglia stamane, indirizzata al Comandante della Polizia Locale, al Sindaco ed all'Assessore Laudato, ha depositato una circostanziata lettera di ringraziamento per l'opera svolta dagli audaci soccorritori: il Tenente FERRARA e gli Agenti MASULLO e FERRANTE, per l'encomiabile opera svolta verso un cittadino che, seppur nella sua abitazione o nei suoi fondi, è “prigioniero” di unilaterali decisioni del suo confinante, incurante di quanto possa accadere alle persone ed all'abitazione, non consentendo l'intervento di soccorritori.
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Magnifici mosaici legnosi del veterano Maestro Salsano
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Cava [ 14 10 2010 ]
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di Livio Trapanese
Tutto sapevamo eccetto che i mosaici, oltre che con prodotti con materiali vari, potessero essere realizzati con micro elementi legnosi, dello spessore di 1 mm. e lunghi solo 6 mm., ciò per riprodurre, anche sul retro, l’effetto al contrario dell’immagine realizzata. Nella Sala Espositiva Comunale di Corso Umberto I, n. 169 di Cava de’Tirreni, l’acuto concittadino, il Maestro Roberto Salsano, un “ragazzo” di soli 73 anni, ha in mostra ben 25 opere lignee, fra le quali appare la Beata Vergine Maria, San Pio da Pietrelcina, i secolari monumenti della Città dei Portici, fra cui la millenaria Basilica Abbaziale Benedettina della Santissima Trinità, di cui nel 2011 ricorre il primo millennio dalla sua costituzione, panorami della vicina Vietri sul Mare, della Divina Costiera e tanto altro ancora. Il mosaico di San Pio consta di 47.212 mini tasselli (mm.2 X mm.6) di palissandro d’America, Tech birmano,
mogano thailandese, ramine malesiano, pang pang wegé ed altre qualità africane, oltre l’olmo, l’ulivo, il pero, l’acero, il frassino, il noce, il faggio, il pioppo, il tiglio italiano. Il mosaico di San Pio, per la cui realizzazione sono stati impiegati 14 mesi di filantropica attività, il 20 Ottobre 2006, il Maestro Salsano, l’ha omaggiato al Convento dei Frati Minori Cappuccini in San Giovanni Rotondo, ove i frati l’hanno posto in “bella vista” nella Sala d’Accoglienza. Per realizzare, invece, il collage ligneo che raffigura la magnifica “nostra” Abbazia Benedettina, il maestro Salsano ha impiegato 150.000 micro pezzi di legno delle indicate qualità. Cava de’Tirreni ha scoperto un ulteriore talento, palesando l’abilità che solo chi ama il buon gusto può realizzare.
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Ambiente, storia, folklore e religiosità della nostra Città, nei "piani didattici"
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Cava [ 11 10 2010 ]
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di Livio Trapanese
Il 3° Circolo apre le porte agli esperti esterni
Ancora oggi assistiamo ad una "latente" attenzione delle famiglie e della società civile in genere, verso le esigenze che i fanciulli hanno di conoscere, per amare e rispettare, le peculiarità della Città ove sono nati, crescono e studiano per essere pronti ad affrontare le ansiose quotidianità della vita, ma non tutto è andato smarrito poiché il 3° Circolo Didattico di Pregiato, "guidato" dal sagace dr. Mario Di Maio, cooperato dal valente Vicario Mario Foresta e da tutto il corpo docenti, è corso ai ripari.
Era immaginabile che i giovani studenti delle IV e V classi di San Nicola di Pregiato, Dupino, Santissima Annunziata, San Pietro e Pregiato "plesso Simonetta Lamberti", rientranti nella "responsabilità scolastica" del III Circolo, sin dalla prime lezioni di informatica, scienze, lingua inglese, teatro, scrittura creativa, ambiente, storia, folklore e religiosità della nostra Città, palesassero una profonda voglia di conoscere le beltà passate e presenti (d'ogni genere) di Cava de'Tirreni, per meglio divulgarle ai loro nonni, genitori e quant'altri si apprestano a raggiungere la Città dei Portici, nell'imminente evento del Millennio.
Gli esperti esterni Antonio Rosario Di Martino, Antonella e Maria Alfano, Arianna Pisapia, Angelo Siani, Peppe (Giuseppe) Basta, Aida Arbia, Lorenzo Santoro e Livio Trapanese non hanno potuto che esternare la loro gratitudine a chi ha avuto l'intuizione di "somministrare" settimanali pasticche di argomenti extra-curriculari ai giovanissimi scolari "cavoti".
L'entusiasmo dei ragazzi, come quello dei docenti, senza tema di smentita, può essere definito elevato, atteso che l'attività didattica svolta dai futuri cittadini cavesi fa comprendere loro che l'approccio verso materie extra-programma li arricchirà di conoscenze basilari di materie che approfondiranno nel corso delle scuole che poi frequenteranno.
Relativamente all'ambiente, l'architetto Lorenzo Santoro, quale esperto esterno, ed il docente Mario Foresta hanno programmato escursioni sul Colle di Sant'Adjutore, per conoscere, da vicino, l'imponenza del "castrum" (castello) realizzato nell'VIII secolo, per proseguire poi verso la secolare chiesa di San Pietro, la Valle di San Liberatore ed il Borgo Porticato, ove verrà spiegato loro del perché i portici di Cava de'Tirreni sono tutti diversi fra loro, contrariamente a quelli di Bologna ed altre Città.
Per la storia, il folklore e la tradizione, l'esperto esterno Livio Trapanese e l'abile docente Antonella Santoriello hanno già eseguito una particolareggiata "visita guidata" al Palazzo di Città, ove i ragazzi hanno potuto visionare le importanti testimonianze storiche ivi custodite, magnificate in significativi omaggi che Trapanese ha distribuito loro.
L'impegno profuso dagli addetti ai lavori, volto alla crescita ambientale, culturale, scientifica e morale dei giovani studenti, è gratificato dalle testimonianze dei genitori, poiché hanno acclarato che i loro figli, acquisendo tali nozioni extra-curriculari saranno, in futuro, eruditi propulsori dell'amore e della cultura "cavota" e non solo. Livio Trapanese
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Nasce Cava Sporting nuovo periodico sportivo cavese
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Cava [ 06 10 2010 ]
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di Livio Trapanese
Domenica 3 Ottobre, prima, durante e dopo l'incontro di calcio Cavese-Siracusa, conclusosi con un eccellente 3 a 1 per gli aquilotti (poteva essere 4 a 1, ma va bene così), è stato distribuito, gratuitamente, il numero 00 - Ottobre 2010 - di CAVA SPORTING, una realizzazione editoriale voluta da “tre ragazzi in gamba”, cavesi doc.: Luca Della Brenda Milito, Direttore Editoriale; Attilio Palumbo, Direttore Generale e Andrea De Caro, Direttore Responsabile dei Redattori: Giovanni Avagliano, Giusy De Rosa, Davide Lamberti Alessio Mannara e Simone Pecoraro e quanti li collaborano, tutti giovani di sicura professionalità giornalistica e non solo. Con l'impaginazione di Simone Capuano e la stampa della gloriosa Grafica Matelliana, Cava Sporting, nelle sue 32 pagine a colori, raccoglie le notizie di tutte le discipline sportive presenti nella nostra Città di Cava de'Tirreni. Dal Para Sport, rappresentata
dall'U.C.S.S. Cavesi a La Rondine, dalla S.S. CAVESE 1919 alla Cavese Giovanili con notizie relative ai Berretti, agli Allievi ed ai Giovanissimi. Seguono le pagine dedicate al Calcio di 1ª Categoria con la: Valle Metelliana e poi quelle per la 2ª Categoria con la Primavera Luciana, Pianese, Alba Cavese e Cava 2000. Chiude la pagina la 3ª categoria con le Speranze Cavese, l'Inter Sant'Anna e l'Eden Verde. Non manca il calcio a 5 della Sporting Cavese e quello femminile della Primavera Cavese. A centro pagina un meraviglioso poster della S.S. CAVESE 1919 - Stagione 2010/2011. Seguono le notizie relative alle squadre della Pallavolo Maschile e Femminile con la VB Cava Volley, ASD Cava Volley, Pianepa Sport Volley e Tramontina Volley. La Pallacanestro è presente con la Ginnica Don Bosco, Cava de'Tirreni Basketball e la Metelliana Basket. Per la Pallanuoto si può leggere dell'A.S.D. Cavasport, come il
Tennis ed il Tennis da Tavolo Cava e poi ancora l'atletica, con una bellissima testimonianza della nostra campionessa Antonietta Di Martino. Seguono il Club Podisti, il Tiro a Segno e le Bocce, ma si possono conoscere le attività svolte anche dagli atleti dediti alle arti marziali, iscritti al Kendokan Budo Cava, l'Extreme Fighters Academy, alla Star Body ed alla Beauty Form Energy. Chiudono le scuole di danza ritmica, con Danza e Ginnastica Metelliana, la Ginnic Sport e la Juvenilia. Da quanto abbiamo letto, possiamo dire che a Cava de'Tirreni, i nostri giovani e non solo, hanno la possibilità di praticare la disciplina sportiva che desiderano, occorre solamente ridurre i costi e renderli più “accessibili”. Questo impegno lo deve assumere chi ha la gestione delle strutture sportive, di concerto con il “proprietario” delle stesse, che, per buona parte, è la Città, attraverso i suoi rappresentanti
che siedono negli scranni del Palazzo di Città. Felicitazioni ed auguri vivissimi a quanti sono impegnati nella realizzazione di questa “opera” editoriale, la quale non manca di nulla!
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Incisioni dell’Abate Giovan Battista Pacichelli
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Cava [ 04 10 2010 ]
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di Livio Trapanese
Ettore Senatore, noto ritrattista e paesaggista cavese, in umile silenzio, sin dalla gioventù, ha realizzato numerose opere d’arte, sia in olio e sia in acquerello, non mancando di fissare sulle tele numerose immagini sacre che adornano le Chiese di Cava de’Tirreni e non solo.
Quest’oggi vi presentiamo il suo ultimo capolavoro, ovviamente in ordine di tempo: La Città de La Cava, come “incisa” dall’Abate Benedettino Giovan Battista Pacichelli (nato nel 1634 e spentosi nel 1695) nel corso dei 15 anni di permanenza nel Regno di Napoli, che girò in lungo e in largo, non mancando di gradire l’ospitalità dell’Abbazia Benedettina della Santissima Trinità.
Questa meravigliosa immagine, in misura ridotta, unitamente a tante altre che raffigurano “città del regno” ed i relativi cenni storici, fu pubblicata nel 1703 nel volume “Il Regno di Napoli in prospettiva, diviso in dodici Province”.
Per la Città de La Cava scrisse: ”Ella è nicchia vastissima ed assai capricciosa,scolpita dalla Natura o per la meraviglia o per più centinaia di Colossi, quanti appunto sono o si credono per il calcol0o de’ giorni dell’anno i piccioli suoi Casali. Crebbe così da’ frammenti dell’antica Città di Marcina, opera memorabile degli Etruschi, non affatto perduta in un luogo già della Licenza, fra l’Isole Sirenunse e Pesto o Posidonia, vicino al mare, ben ravvisata da Stradone e nel fondo de’ monti, qui detti Metelliani, vecchio ricovero de’ barbari nella tirannia di Genserico, giusta il racconto miglior di Procopio, ecc. ecc.”.
L’opera, un acquerello su carta d’Amalfi, che misura cm. 50 x cm. 40, è stata eseguita applicando le tecniche dei maestri delle antiche botteghe fiorentine, assimilate e rielaborate grazie all’ampia esperienza che Ettore Senatore ha conseguito dal 1966 ad oggi.
Il quadro, che raffigura la nostra Valle Metelliana in un pomeriggio di primavera, si differenzia da altro similare lavoro che il maestro realizzò nel 1994 e che noi abbiamo omaggiato a tutte le Istituzioni, oltre che ai sodalizi di pistonieri, sbandieratori e cavalieri, affiliati all’A.T.S.C. (Associazione Trombonieri, Sbandieratori e Cavalieri di Cava de’Tirreni).
Il maestro, come si può vedere dall’immagine, ha posto in prima evidenza il Borgo ed il colle di Sant’Adjutore, rispetto ai Casali retrostanti, ciò per dare solennità alla rocca sulla quale i marcinesi, nel 455 dopo Cristo, costruirono la dimora al primo evangelizzatore della valle: il Vescovo Adjutore; salito al soglio della santità e Compatrono, con Sant’Andrea, dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’Tirreni. Al centro del Colle vi è la Chiesa ed il Monastero dei Frati Cappuccini, cinti da alte mura, dette della “clausura”.
Il quadro,unica immagine di fine ‘600, ci fa ricorda che il Borgo porticato, nei due lati, era quasi com’è oggi.
L’opera così realizzata, puntualmente incorniciata, l’abbiamo donata al 3° Circolo Didattico di Pregiato, perché sia ammirata da tutti i giovani studenti, con l’intento di farli innamorare della nostra Città.
Solamente amando la nostra terra possiamo rispettarla, salvaguardarla ed echeggiarla come merita.
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Sempre più invasiva l'affissione selvaggia
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Cava [ 04 10 2010 ]
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di Livio Trapanese
Da oggi, fino all'11 ottobre c.a., in Via Antonio Gramsci della nostra Città, nell'area di sosta attigua al Distretto Sanitario, stazionerà il RONY ROLLER CIRCUS, la cui pubblicità abusiva, costituita da locandine, manifesti e murales, è stata affissa ovunque, oltre che negli spazi riservati ai manifesti per i quali è stata assolta la tassa di affissione all'A.I.P.A. e sui pali che reggono la pubblica illuminazione, “imbrattando”, senza alcuna soggezione, la nostra Valle Metelliana. La RONY ROLLER CIRCUS, nel predisporre le fasce verdi pubblicizzanti il luogo e gli orari dell’intrattenimento, non ha neanche ottemperato al disposto del Regio Decreto 23 Ottobre 1862, n. 935, che sancisce l’esatto toponimo della nostra Città che è: CAVA DE’TIRRENI.
Anche l'APEX, Consulenza e Formazione, la cui sede è ignota, ha fatto affiggere innumerevoli locandine lungo l'intero Corso Giuseppe Mazzini, Via Clemente Tafuri, Via Vittorio Veneto, Corso Umberto I ed oltre, pubblicizzando vari corsi formativi e dalla quale si rilevano solo numeri di utenze telefoniche.
Del pari ai due precedenti “imbrattatori”, anche il PARADIS CAFFÈ, sito alla Via Passeggiata Archeologica, 3 di Castellammare di Stabia, ha fatto esporre, ogni dove, non poche locandine e manifesti abusivi, pubblicizzando una serata canoro-musicale che nei prossimi giorni sarà tenuta dall'artista-cantante SMAILA.
Non tollerando oltre tale malcostume, abbiamo rimesso un’accorata segnalazione al Palazzo di Città di Piazza Eugenio ABBRO, 1, indirizzandola alla dr.ssa Mailyn Flores, Dirigente del VI Settore e Comandante della Polizia Locale di Cava de’Tirreni e, per i provvedimenti conseguenti, all’attenzione del Sindaco, dr. Marco prof. Galdi ed all’Assessore alla Polizia Locale, il tenace dott. Alfonso Laudato, affinchè adottassero tutte le azioni ritenute indispensabile, volte ad arginare il gravoso fenomeno dell’affissione selvaggia.
Auspicando che ai trasgressori venga addebitata anche la fattura o la nota spese per la relativa defissione, poiché solo in tal modo, a nostro sommesso avviso, si potrà arginare il proliferare di tali non più tollerabili comportamenti, ci auguriamo anche che venga adottato un rigido regolamento nel quale, per l'attività di defissione, se ritenuto opportuno e conveniente dall’Amministrazione, vengano impiegati i lavoratori socialmente utili (ancor meglio sarebbe poter disporre delle braccia dei cassi integrati e di quelli economicamente assistiti dalla società).
Se vogliamo salvaguardare il decoro della nostra amata Città, dobbiamo cooperare, fattivamente e scevramente, con la Pubblica Amministrazione e non rimanere “passivi osservatori e detrattori”. Livio Trapanese
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L'ultima opera letteraria, di Padre Giuseppe Lando.
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Cava [ 01 10 2010 ]
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di Livio Trapanese
Don Giuseppe Lando, dei Padri Filippini, nel mese di agosto, edito da' “il Castello 2010”, ha dato alle stampe della nota Tipolitografia De Rosa & Memoli di Cava de'Tirreni, la sua recente Guida Illustrata e Commentata della Basilica-Santuario Mariano di Santa Maria Regina Incoronata dell'Olmo (“sede” della nostra Santa Patrona dal 1685), arricchendola, con dovizia di particolari, della storia, tradizione, culto e folklore popolare cavese. Franco Bruno Vitolo, nostro acuto dotto amico, nel primo rigo della sua prefazione, ripete quanto affermato dal veterano autore, “Ministro della Chiesa”, in una delle prime pagine della sua guida: “... è un tesoro”. Sì, cari concittadini, la Chiesa della Madonna dell’Olmo è proprio un tesoro! Basilica Minore dal 1931, è stata da sempre un aperto scrigno di autentiche opere d’arte pittoriche, marmoree, lignee, ecc.. Varcata la nuova porta bronzea, che ci introduce
nella secolare chiesa, si respira un’aria di materna accoglienza, per la presenza della Sacra icona, di stile bizantino, raffigurante la Madre di Gesù, assisa al centro dell’olmo, costruito nel 1924 dallo scultore calabrese Francesco Ierace (lo stesso che nel 1929 costruì il monumento ai caduti di tutte le guerre, sito in Piazza Eugenio Abbro). Intorno all’albero, alla base, figurano quattro stature in marmo: l’Abate Sant’Alferio Pappacarbone (proto Vescovo delle Terre de La Cava); il Vescovo Sant’Adjutore ( primo evangelizzatore della Valle Metelliana e Patrono della Diocesi), San Francesco di Paola (che nel 1482 posò la prima pietra) e San Filippo Neri. Sede parrocchiale, retta da Padre Raffaele Spiezie, è promanatrice di secolari echi di storia e fede cristiana. Questi tesori, però, non erano noti a tutti e per colmare tale lacuna ci ha pensato Padre Lando, “spinto” da una parrocchiana la quale,
proprio di buon mattino, poco prima di celebrare messa, gli chiese di scrivere un libro dal quale si potevano riscontrare le testimonianze storico-religiose del Santuario Mariano. Padre Lando è stato attivamente cooperato da Padre Giuseppe Regalmuto e dal fotografo di Antonio Oliviero, tanto che la pubblicazione, che consta di 109 pagine, è ricca di 32 foto a colori. Molteplici e dettagliatissime esplicitazioni attengono le 24 cappelle che cingono la navata centrale.
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“Cavesina”, il melodioso inno di Cava de’Tirreni”
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Cava [ 30 09 2010 ]
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Si, cari concittadini, Cavesina! Fu questa la canzone che i nostri padri adottarono come inno di Cava de’Tirreni e che dalla metà del ‘900 gli infiammò i palpitanti cuori.
Accompagnata dal quintetto Abel e dal complesso del Maestro Umberto TUCCI, fu trasmessa (in diretta radio) dagli studi di Rete Rossa Rai Roma il 19 Maggio 1948. Lo spartito fu pubblicato dalla Casa editrice “Astra”.
L’inno dei Cavesi, dalla metà del ‘900, come ci hanno testimoniato tanti non più giovanissimi concittadini, veniva cantato e suonato nelle serate organizzate nei saloni dell’Hotel Victoria-Maiorino e del Circolo Sociale, quanto quest’ultimo era sito in Corso Umberto I, n. 279.
Testimonianze ci pervengono anche dagli scritti del mai tanto compianto giornalista e storico cavese, l’Avv. Domenico (Mimì) Apicella, lasciatici in eredità morale ne’ “il Castello”, da lui stesso stilati dagli anni ’40 in poi.
Negli anni ’70, in occasione degli eventi culturali o musicali, veniva presentata dai maestri cavesi Antonio Imparato, Salvo Esposito, Matteo Anastasio, Giuseppe (Peppino) Socci e Mario Pagano, sotto “l’egida animatrice” dello stimato “Manticiotto”, al secolo: Antonio Bisogno.
Il ritmo è ben noto a chi scrive, ai Cantori Metelliani: il tenore Raffaele Avagliano, il mandolinista Pasquale Rondinella, il chitarrista Luigi (Gigi) D’Anella, Gaetano Pisapia ed altri.
Nel 2007, il cantante e compositore cavese Emilio Socci, nel corso di una serata musicale, tenutasi presso l’Auditorium “Federico De Filipis”, presso l’Istituto Tecnico Commerciale “Matteo Della Corte” di Corso Guglielmo Marconi, la presentò rielaborata in stile jazz, riscuotendo l’ovazione della sala.
C A V E S I N A
Versi di Guido BERNARDO
Musica di Gustavo MARANO
1.
Dolce Cava, paese ridente,
dai riflessi di grande città…,
sempre allegra, gentile, accogliente,
incateni chiunque vien qua….
Ed il cuore che cerca un amore,
dalle donne tue belle l’avrà….
Ritornello:
Cavesina
soave bambina,
il mio cuore ti dice,
vuoi farmi felice?
T’aspetto ogni sera, cavesina mia bella,
sei dolce chimera, di felicità!
2.
Bella Svizzera del Mezzogiorno
che dolcezza il tuo cielo ci dà…,
alla verde Pineta ogni giorno
dolcemente a passeggio si va….
Ed a sera al “VITTORIA” danzando,
alla dama ogni cuore dirà…
Ritornello:
Cavesina
soave bambina,
il mio cuore ti dice,
vuoi farmi felice?
T’aspetto ogni sera, cavesina mia bella,
sei dolce chimera, di felicità!
Per finire:
Cavesina
oave bambina,
il mio cuore ti dice,
vuoi farmi felice?
La luna d’argento,
tra le foglie tremanti,
le bocche d’amanti
baciarsi vedrà….
Nel mentre noi ci siamo attivati per far riscrivere gli spartiti e visto che siamo all’alba del XXI secolo, vi chiediamo: “Sarebbe immensamente sbalorditivo, oggi, che tutto è proiettato verso il consumismo, recuperare quest’altra pagina di storia cavese”? “Cavesina, può tornare ad essere l’inno della nostra amata Città di Cava de’Tirreni, riproponendola, dopo l’Inno Nazionale, all’inizio di ogni evento socio-culturale-sportivo”? Livio Trapanese
Articolo di Livio Trapanese
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La Millenaria storia di Cava nei programmi scolastici del III circolo didattico
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Cava [ 30 09 2010 ]
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La famiglia, la scuola e la società civile, sono i perni principali per garantire buona educazione, cultura e proiezioni lavorative “senza confini”.
Le famiglie devono fare la loro parte, come la società civile, mentre per la scuola di base di Cava de’Tirreni, è scesa in campo il 3° Circolo Didattico, guidato dal dr. Mario Di Maio.
Con inizio da oggi e venerdì prossimo, fino a venerdì 3 dicembre, nelle ore pomeridiane, tutti gli alunni delle classi IV e V classi del 3° Circolo Cava de’Tirreni che, con sede in Via Aniello Salsano della Frazione San Nicola di Pregiato, ha complessi didattici “distaccati” nelle frazioni di Dupino, Santissima Annunziata, San Pietro e Pregiato nel “plesso Simonetta Lamberti”, voluto dal Dirigente Di Maio, attivamente coadiuvato dal Vicario, prof. Mario Foresta, e da tutti i docenti e genitori degli alunni, a seguito di deliberazione del Consiglio di Circolo, avranno luogo i percorsi formativi che porteranno i giovani alunni a conoscere, per poi approfondire in seguito, nozioni di base dell’informatica, delle scienze, della lingua inglese, del teatro, della scrittura creativa, dell’ambiente e dulcis infundo della storia, folklore e religiosità della nostra Valle Metelliana.
Gli esperti prescelti, che hanno dimostrato l’adeguatezza delle competenze in rapporto agli obiettivi specifici ed alle tematiche dell’azione da svolgersi, sono Antonio Rosario Di Martino, Antonella e Maria Alfano, Arianna Pisapia, Angelo Siani, Peppe (Giuseppe) Basta, Aida Arbia, Lorenzo Santoro e Livio Trapanese.
Tanto l’entusiasmo tra i discenti, ma anche fra i docenti, poiché proprio gli insegnanti hanno già fatto loro comprendere che l’approccio verso materie extra-programma, certamente li arricchirà di conoscenze basilari per poi meglio approfondirle nel corso delle scuole che poi frequenteranno.
La scuola è stata da sempre fucina della vita e, come tutti sappiamo, se si “lavora bene” con i ragazzi nell’età adolescenziale, sicuramente saranno dei protagonisti del domani.
Nel corso delle lezioni inerenti il modulo “Storia, folklore e religiosità della mia città” non mancheranno le uscite esterne, le quali serviranno ad illustrare ai ragazzi quanto patrimonio storico ed architettonico ha la nostra città, ereditato dai nostri avi, il quale solo con l’amore e la cultura può essere valorizzato, tutelato ed echeggiato.
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Poesie o realtà.
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Cava [ 24 09 2010 ]
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Chi di noi, nel corso delle nostre quotidianità, non vive eventi talvolta belli, che ricordiamo costantemente con gioia, e in certe circostanze meno belli, che facciamo fatica a dimenticare.
Ieri sera, nel rincasare, abbiamo incontrato il nostro fraterno amico di sempre Francesco (Franco) Senatore, autore di numerose mostre pittoriche e di tre volumi di poesie, scritte in dialetto, nel nostro dialetto, come indicato da Domenico (Mimmo) Venditti, in una sua prefazione, arricchiti di ben 21 opere d'arte, color seppia, raffiguranti i più suggestivi angoli della nostra amata Cava de’Tirreni.
Passioni, Sentimenti e … Filosofia nel 1999; Pensieri dell’anima nel 2002 e Voci dal Cuore nel 2008, tre opere che raccolgono 115 poesie pregne di cavesità, mista ad inconfondibile amore per questa Città, attaccamento alle tradizioni, il rispetto per la famiglia e per il prossimo, l’amicizia e la lealtà, ma ieri sera mi ha letto questi versi, il cui commento lo lasciamo al lettore:
“MORTE DI UNA CITTÀ”
ERAVAMO INVIDIATI DA PAISE CIRCOSTANTI.
CHESTA CAVA, L’HANN’ACCISE
E SO STATE ‘I SUOI ABITANTI
A DA ‘A MORTE A STA CITTÀ!
N’COPP’ ’O PALCO DO COMANDO,
S’ALTERNANNO ‘E MISICANTI,
MA ‘A CANZONE E SEMP’A STESSA,
FANNO OPERE DA MERCANTI.
SE VENNETTERO ‘E PEPIERNE,
PIETRA DOC VESUVIANA,
O’ PALAZZO VESCOVILE,
PIAZZA ROMA CA FUNTANA.
TRASLOCAINE PUR’ ‘O MERCATO,
STORIA E VOCE E MENESTARE,
COLLOCANDOLO ISOLATO
N’DA NU FUOSSO E MUNNEZZARE.
P’O TUCCAIE A ‘O TEATRO VERDI
CH’ERA ‘O VANTO DA CITTÀ
‘E LAMPIUNI LUMINARI
FATT’ A STILE ANTICHITÀ.
E ‘A VILLA COMUNALE?
È RIDOTTA A NA FORESTA,
FREQUENTATA DA COPPIETTE,
DEPRAVATI E DISONESTI.
M’HO STUREANO, FANNO CUNTE,
QUANTO SE P’O RICAVÀ
A SE VENNE E SANPIETRINI,
CALPESTIO DA CITTÀ.
SE DISCUTE E METTE FIRME,
PE PROTESTA E NU CAGNA!
MA È INUTILE, FANN’E SURDE:
SE L’HANNO VENNUTI GGIÀ!...
Francesco Senatore 20/09/2010
Caro Francesco, cari concittadini, carissimi depositari della storia, tradizione e cultura cavese, alziamo lo sguardo, diveniamo (tutti) vigili tutori della nostra amata terra, non consentiamo a nessuno di cancellare quanto ha caratterizzato per secoli e tutt’ora caratterizza la nostra Bologna del Sud.
Livio Trapanese
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La città imbrattata d'olio
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Cava [ 23 09 2010 ]
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di Livio Trapanese
Sabato mattina, alle ore 10,00, nel percorrere Corso Umberto I, per raggiungere la Concattedrale di Sant'Adjutore, ove avrei incontrato il Parroco, Don Rosario SESSA, giunto all'altezza dell'Edicola PINTO, sono stato “sorpassato” da un gruppo di nove turisti francesi (uno di essi teneva, sulla spalla, la bandiera francese) diretti anch'essi verso l'area sud della Città.
La reminiscenze scolastiche della lingua francese non mi hanno consentito di comprendere cosa dicessero, ma ho visto bene che nel transitare dinanzi ai civici 262, 266, 268, 278, 280, 298 e 300 hanno fissato lo sguardo a terra, rimanendo stupiti (spero solo stupiti) nel rilevare la presenza di enormi macchie di residui di lavorazione di torrone, mandarle e quant'altro posto in essere dai “bancarellari” che fino alla sera del 12 corrente mese hanno occupato quell'area, in occasione dei festeggiamenti in onore della nostra Santa Patrona.
Altre mega e medie macchie, come Lor Signori certamente avranno avuto già modo di sapere, sono sparse lungo l'intero Corso Umberto I, quello che deve essere il “Salotto Buono” della nostra amata Città, come dimostrato dalle seguenti immagini:
Non mi chiedo quanto sia stato incamerato dalle Casse Comunali per il pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico dall'8 al 12 Settembre 2010, mi chiedo, invece:
a. quanto verrà speso dalle Casse Comunali per far ripulire, dalla Se.T.A. S.p.A. o da altra impresa,
Corso Umberto I ed attigui marciapiedi?
b. è sperabile non far posizionare, mai più, le bancarelle lungo Corso Umberto I, iniziando a rispet-
tarlo e salvaguardarlo come è giusto che sia?
c. ai “bancarellari iper sudicioni”, che hanno lasciato a terra tale scempio, è ancora possibile comminare adeguate sanzioni?
auspico che le SS.LL. adotteranno un rigido regolamento per le attività da svolgersi nel Centro Storico e nella consapevolezza che quanto qui rispettosamente segnalato trovi accoglimento nei progetti futuri che Lor Signori hanno in animo di attuare, a salvaguardia del decoro della nostra Città.
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L'abbandono del parco Diecimare
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Cava [ 20 09 2010 ]
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di Livio Trapanese
Il Parco Diecimare è stato abbandonato a se stesso! Nella prime ore pomeridiane di sabato 18, come siamo adusi fare quando le quotidianità ci spingono a meditare, ci siamo recati, rigorosamente a piedi, presso l’Oasi WWF del Parco Naturale Diecimare, ma ahinoi, dopo la lunga ed assolata camminata, abbiamo trovato ad accoglierci un cartello affisso al cancello (chiuso) dal quale abbiamo appreso che, dallo scorso mese di Aprile, tutte le attività del parco sono sospese, a causa della scadenza, sin dal 2008, della convenzione tra il WWF Italia Onls e la civica Amministrazione di Cava de’Tirreni. Quanta amarezza nel vedere il cancello chiuso e non essere accolti, come in passato, dal sorriso dei volontari del WWF e dalla loro ampia disponibilità a fornire ogni sorta d’informazione, mista ad una buona tazza di caffé. Per conoscere meglio questa parte di “paradiso terrestre”, facciamo un ripasso della sua storia.
Vogliamo ricordare che i monti del Parco Diecimare appartenevano al Monastero dell’Abbazia Benedettina della Santissima Trinità di Cava (il toponimo Cava de’Tirreni origina il 23 Ottobre 1862), per averli ricevuti in donazione, nell’XI secolo, dal Principe Gisulfo II di Salerno. In seguito al distacco dal feudatario benedettino, sorsero non poche controversie sul come gestire tali beni, peraltro sassosi nella parte superiore e coperti, in quella inferiore, da piccoli faggi ed elci. Il Regio Consiglio del 23 Marzo 1580 decretò che ai monaci spettava il diritto di pascolo, mentre ai “cavoti” quello civico di legnare. Nel 1866, sappiamo, che i beni immobili degli Enti Ecclesiastici furono trasferiti allo Stato, quindi anche Diecimare divenne “area demaniale”. Il Parco Naturale Diecimare -versante Cava de’Tirreni-Baronissi- è stato istituito con Legge Regionale n. 45 del 1980, mentre quello Naturale Comunale di Mercato San Severino, normalmente aperto al pubblico, con delibera del Consiglio Comunale del 1999. Con la chiusura del cancello di accesso al Parco, che consta di 440 ettari, di cui 185 sono di proprietà ei noi cavesi, avviene l’abbandono a stesso e quindi vengono a finire le finalità istitutive che, come sancisce l’art. 3 della citata Legge, prevede “la tutela e la conservazione delle caratteristiche naturali, ambientali e paesistiche; la promozione e l’organizzazione della fruizione turistica a fini ricreativi, didattici, scientifici e culturali; la tutela e la valorizzazione delle specie faunistiche presenti nel territorio” le quali, di rilevanza europea, nazionale e regionale, sono: il barbagianni, il moscardino, l’averla capirossa, lo sparviero, il corvo imperiale, il gufo, il falco pellegrino, l’assiolo, il picchio verde, il topo quercino, la beccaccia ed il cervone; non trascurando la folta flora di faggio, roverella, castagno, biancospino, pioppo tremolo, acero, sorbo, ontano, frassino, mirto, ornello, leccio, cerro, olmo e carpino nero, oltre a dodici specie di orchidee. Noi non sappiamo le ragioni che hanno indotto le Istituzioni regionali e/o locali a non rinnovare la convenzione col WWF Italia, ma conosciamo la sensibilità umana e morale dell’On. Regionale Giovanni Baldi e del Sindaco Marco Galdi e siamo certi che si attiveranno, oltre l’impossibile, affinché l’Oasi WWF del Parco Naturale Diecimare riapra i cancelli a noi cavesi ed ai tanti turisti che hanno potuto apprezzarne la flora e la fauna metelliana, oltre un incantevole veduta della Città di Cava de’Tirreni, dal lato nord ovest. Livio Trapanese
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Lavori alla chiesa di San Rocco
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Cava [ 15 09 2010 ]
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di Livio Trapanese
E' don Rosario Sessa, parroco della Parrocchia di Sant'Adjutore, sede della Concattedrale di Santa Maria della Visitazione, a rivolgere un appello urgente ai cavesi, avente per tema la riapertura della chiesa di San Rocco, che diverrà la meta diuturna dell'esposizione di Gesù Eucaristica. Il sacro luogo, noto per la devozione a Santa Rita, per la presenza di una secolare statua, recentemente rimossa per l'avvio dei lavori, versa in precarie condizioni statiche, per la copiosa infiltrazione d'acqua che da anni cosparge il retro della stessa, sia per la presenza di numerosi tubi di scarico e sia per gli scarichi di un bagno di un appartamento sito nell'adiacente palazzo di via Armando Diaz, 8. Don Rosario, Rettore della ristrutturanda chiesa, ci ricorda che dov'è esposto Gesù Eucarestia, soprattutto nelle ore notturne, alla presenza di gruppi di preghiera, individuati dallo stresso Parroco, abbondano i prodigi
del Signore. La chiesa di San Rocco, stante la posizione centrale che occupa lungo il borgo di Cava de'Tirreni, rinverdendo il miracolo eucaristico del 1656, che ci rimembra ”Cava Città Eucaristica”, può divenire il fulcro di preghiera e la sede pastorale per l'accoglienza catechistica e liturgica dei quindici sodalizi di pistonieri, sbandieratori e cavalieri metelliani per vivacizzare, nella fede, quanto lega i cavesi ai festeggiamenti in onore del Santissimo Sacramento. Per il ripristino strutturale della chiesa di San Rocco, già ferita dai bombardamenti del 1943 e dal terremoto dell'80, necessitano 324.000,00 euro, di cui 162.000,00 euro già stanziati dalla C.E.I., prelevati dai fondi dell'8x1.000, ma altrettanti devono essere frutto delle offerte che, raccomanda don Rosario, possono essere consegnate in Concattedrale, affinché lui stesso possa rilasciarne ricevuta, atteso che nessuna persona è stata
autorizzata a tale raccolta.
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LOLITA D'ARIENZO AL TEATRO DELLE ARTI DI SALERNO
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Cava [ 15 09 2010 ]
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di Livio Trapanese
Nel salone delle feste del Club Universitario Cavese, con la partecipazione di un folto pubblico, oltre che di attori, ballerini, musicisti e scenografi, la regista Anna Maria Morgera ha presentato alla stampa lo spettacolo “Una libellula che continua a volare”, che sarà presentato alle 20 di giovedì 23 settembre 2010, presso il Teatro delle Arti di Salerno (zona Carmine, ex polo universitario). Lo spettacolo,ha dichiarato la Morgera, sarà un trionfo di gioia e di sentimenti, poiché va al di là del ballo, del canto e della recitazione, poiché metterà in scena la materializzazione dell'amore per la vita. L'opera teatrale nasce dal libro “Parole fra le ciglia” di Apollonia (Lolita per gli amici) D'Arienzo che, come molti sanno, da 13 anni è costretta a letto perché affetta da “Sclerosi Laterale Amiotrofica”, ma chi si aspetta uno spettacolo triste, sconvolgente o lacrimevole, si sbaglia perché assisterà ad un
evento di gioia travolgente. I ballerini e coreografi che prenderanno parte alla serata,
con la partecipazione straordinaria di Jenny Di Domenico, sono Maria Amoruso, Maria Luisa Bossone, Carmela Bucciarelli, Roberto D'Urso, Matteo Pastore, Roberta Bernacchia, Diego Waztke. I musicisti Clelia Vitaliano e Lucia di Sapio accompagneranno il soprano Margherita de Angelis. Gli allievi delle scuole di teatro di Anna Maria Morgera e Gertrude Barba arricchiranno la serata con non poche sorprese teatrali. Appuntamento a giovedì 23 settembre prossimo presso il Teatro delle Arti, ove è direttore artistico è l'attore-registra Gaetano Stella.
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L'INFIORATA COSTA LE AIUOLE NO
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Cava [ 10 09 2010 ]
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di Livio Trapanese
Martedì 7 settembre, dopo giorni di laborioso lavoro, in Piazza Eugenio Abbro, con la partecipazione di S.E. Mons. Orazio Soricelli, Arcivescovo della Diocesi di Amalfi-Cava de'Tirreni, del Sindaco Galdi ed altri civici amministratori, è stata completata l'icona raffigurante la Madonna dell'Olmo in un tappeto di fiori, mediante il posizionamento di un'immagine grafica e di piantine di diverse qualità floreali, le quali, ad evento ultimato, saranno poste a dimora in zone verdi e giardini cittadini. Un plauso al Consigliere Pasquale Senatore che con il risibile impegno di spesa di 5.000 euro, I.V.A. compresa, è riuscito a far realizzare, per la prima volta nella nostra città, un'infiorata raffigurante la Santa Patrona di Cava de'Tirreni e quant'altro funzionale alla promozione dell'evento. Non passi in sordina, però, quanto ha realizzato una veterana azienda floricola cavese: la Società Agricola AVAGLIANO S.n.c. & C., la quale, adottando due delle quattro aiuole prospicienti Piazza Bonifacio IX, attigua a Piazza Abbro, ha realizzato gratuitamente magnifiche composizioni con piante e fiori, rappresentando il panorama del Casale del Corpo di Cava (stante l'approssimarsi del millennio dell'Abbazia Benedettina della Santissima Trinità) e Cava Città Eucaristica, con la rappresentazione del Colle di Sant'Adjutore e l'Ostensorio, per rimembrarci il miracolo del 1656. I dipinti sono stati realizzati dal bravissimo Ivo Mercurio, noto col sinonimo de' “il Madonnaro”. Una terza aiuola è stata adottata da altra nota azienda cavese: il Centro Verde Luigi Senatore che, con la mega scritta floreale PER TE..., ha voluto donare a tutti i cavesi un angolo decoroso ed infiorato. Ai giovani metelliani l'appello di salvaguardare quanto gratuitamente ci è stato donato per abbellire la nostra secolare Città. Livio Trapanese
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Auguri Angelo, sono 108 candeline!
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Cava [08 09 2010 ]
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di Livio Trapanese
Eccezionale evento a Cava de'Tirreni per l'annuale traguardo dell’ultracentenario Angelo Valva. L’arzillo nonnino, nato a CICERALE (un paesino non lontano da Vallo della Lucania) il 12 Settem bre 1902, Domenica 12 Settembre 2010 compirà i suoi primi 108 anni. Cavese d’adozione, Angelo Valva da oltre nove lustri è ospite della Casa di Riposo ex O.N.P.I. di Pregiato in Cava de’Tirreni, per esservi giunto nel 1964 quando la struttura era ubicata nell’ex Hotel de Londres di Corso Giuseppe Mazzini. I festeggiamenti, curati con dovizia di particolari dalla direttrice Rosalba Malinconico, cooperata da tutto il personale socio-sanitario, avranno inizio alle ore 18, con la partecipazione dei figli, dei nipoti e parenti di Angelo, che giungeranno da Cicerale, sin dalle prime ore del mattino, col Sindaco, dr. Francesco Carpinelli, seguito dal Gonfalone del Comune e due Agenti della Polizia Locale, accolti dal Sindaco
della nostra Città, accompagnato da membri della giunta e del consiglio. La Città di Cava de’Tirreni si pone sin d’ora in attesa del 12 settembre del prossimo anno e poi di quello del 2012, per festeggiare i 110 anni del nonnino più longevo del Mezzogiorno d'Italia. Auguri ad Angelo da tutti i cavesi e dagli ospiti dell'ex O.N.P.I..
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L'incuria regna sotto i secolari portici
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Cava [01 09 2010 ]
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di Livio Trapanese
S.O.S. per i secolari portici. Ancora oggi, in tanti, soprattutto taluni imprenditori, non hanno ben compreso il valore storico, architettonico e commerciale che deve avere il nostro Borgo Porticato, unico nel Mezzogiorno d'Italia. Ultimato sul finire del XIX secolo, realizzato dai nostri padri a partire dalla metà del '500, ha svolto per secoli la funzione di protezione e “vetrina” delle mercanzie ivi prodotte. Tutto questo, però, prima del dopoguerra e dell'avvento del consumismo e della “calata” nella nostra città, a partire dal post-terremoto dell'80, di imprenditori, e non solo, d'oltre valle, i quali non conoscendone la storia, lo utilizzano secondo le loro egoistiche necessità. Tenere pulito il centro storico è divenuta un'opera impari per la Se.T.A. S.p.A., braccio igienico-operativo della civica Amministrazione Metelliana. Quest'ultima, sebbene nel tempo abbia emanato specifiche ordinanze in merito,
non riesce neanche a far rimuovere, entro i ventri metri dalla sede dei bar, paninoteche, rosticcerie ecc., quanto “buttano” per terra gli impavidi avventori, tanto che nel percorrere, di buon mattino, il borgo e le traverse attigue, ci sentiamo offesi da tanto incivile comportamento. In molti si chiedono a chi spetta far osservare le ordinanze. Noi addetti all'informazione sappiamo che è la Polizia Locale e visto che, come più volte hanno ribadito gli assessori Passa e Carleo, occorre attuare “tolleranza zero”, suggeriamo all'amministrazione di emettere un'ulteriore ordinanza che prescriva la pulizia, ovvero la lavatura, del pavimento prospiciente l'esercizio commerciale, ad opera degli stessi imprenditori, come buona parte già fanno, nonostante non svolgano la cessione di generi alimentari, atteso che proprio dinanzi a tali esercizi il pavimento del portico è divenuto nero, sia per il grasso degli alimenti
che cade e sia per le gomme masticanti che tanti maleducati avventori buttano a terra prima di consumare quanto hanno ivi acquistato. A quanti tengono a cuore il decoro cittadino, non resta che sperare!
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E' scomparso Francobruno Scotto di Quacquero
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Cava [23 08 2010 ]
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di Livio Trapanese
Inaspettatamente e prematuramente, ma con impari serenità, un altro cavese
doc è tornato alla Casa del Padre. Francobruno Scotto di Quacquero, energico
industriale ceramico, nelle prime ore del pomeriggio di ieri, domenica 22 agosto,
nella sua abitazione di Via Vittorio Veneto, 280 di Cava de'Tirreni, a seguito di
un lieve malore, immediatamente monitorato dagli operatori del 118, tempestivamente
giunti sul posto, ha lasciato gli affetti terreni per ricongiungersi a quanti l'hanno
preceduto nel Paradiso Celeste. Francobruno Scotto di Quacquero ed i suoi fratelli,
oltre ad eccellere nelle rispettive attività professionali, sono da annoverare fra
le pietre miliari della cultura sportiva nazionale, per essersi distinti nelle massime
categorie agonistiche, in particolar modo nel calcio e nel rugby. La Città metelliana,
consapevole della quotidiana attenzione che Francobruno poneva verso le problematiche
cittadine, fra le quali la cura del parco Schwerte di Via Vittorio Veneto, fornendo
filantropici suggerimenti risolutivi alle amministrazioni comunali che si sono succedute,
nell'apprendere la ferale notizia, è rimasta sgomenta; testimoniando alla moglie Bianca Mauro,
ai figli Felice ed Anna Carla, coi rispettivi consorti e prole, ai fratelli Antonio, Giovanni,
Pino e Carlo, il profondo cordoglio. La cerimonia funebre si svolgerà alle 17 odierne nella chiesa
del civico cimitero. |
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Quando vige il silenzio assenso!
Pedana si pedana no!
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Cava [ 19 08 2010 ]
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La disavventura del Bar "Caffèffè" di Livio Trapanese
Che corso Giuseppe Mazzini fosse una strada ad "alta viabilità"quanti cittadini cavesi lo sapranno, questo non è dato sapere! A saperlo in ritardo ed a farne le spese, sono stati i giovani Manzo e Rognetta, soci del "Caffèffè S.a.s.", sito al civico 26, i quali, analogamente ai loro colleghi di Corso Umberto I e non solo, nell'intenzione di collocare (dalle sette all'una) tavolini e sedie dinanzi al bar, per implementare la movida cavese e dare una mano all'economia locale, nell'area nord della città, lontana dall'attenzione delle amministrazioni comunali, che si sono succedute, nel proporre eventio in piazza, e quindi dagli avventori, prima porre in essere i loro intendimenti hanno chiesto, informalmente, ai preposti al rilascio delle autorizzazioni del Palazzo di Città, se la loro richiesta fosse stata poi accettata. Avuta conferma, dichiara Cristian Manzo, abbiamo conferito incarico ad un professionista cavese di predisporre la relativa richiesta, corredandola della relazione tecnica descrittiva, della planimetria (per posizionare 5 tavoli e 15 sedie), della copia dell'autorizzazione amministrativa e della copia dell'iscrizione alla camera di commercio. Il 26 giugno scorso, prosegue Manzo, il mio socio Rognetta, ha presentato la richiesta di concessione di occupazione di suolo pubblico all'ufficio protocollo del Palazzo di Città. Intanto una ditta esperta del settore, previo nostro incarico, ha predisposto una pedana in legno, lunga 5 metri e larga 1, completa fasce rifrangenti per la segnalazione dei veicoli in transito. L'area chiesta in concessone, aggiunge Manzo, avrebbe occupato solamente 5 degli 11 stalli parcheggio-motocicli, siti dinanzi al nostro Caffèffè. Decorso un mese e non avendo avuto risposta, ci siamo portati presso gli uffici comunali ed un impiegato mi ha assicurato, sostiene Manzo, che non vi sarebbero stati motivi ostativi al rilascio della concessione; previo, ovviamente, pagamento del corrispettivo dovuto. Sabato 7 scorso, verso le ore 19, dopo ancora 25 giorni, abbiamo montato la pedana, ma non appena ultimata la sistemazione dei 5 tavoli e delle 15 sedie, con l'addobbo di piante, è intervenuta una pattuglia della polizia locale diffidandoci dal rimuovere, senza indugio, quanto posizionato sul manto stradale; poiché, come detto, corso Mazzini è una strada ad "alta velocità". Senza indugio, conclude Manzo, con non poca amarezza, abbiamo ottemperato a quanto impostoci, ma certamente resta il fatto, che abbiamo speso non pochi soldi, nonostante la crisi economico-finanziaria in atto, per la parcella al professionista, la richiesta dei certificati da allegare all'istanza di concessione, la realizzazione della pedana per abbellire la città e renderla maggiormente ricettiva alla clientela!
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Livio Trapanese scopre due Toponimi errati nella targa
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Cava [ 13 08 2010 ]
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Lo storico cavese Livio Trapanese ha scritto all’assessore Alfonso Laudato e al consigliere Giovanni Del Vecchio in merito ad una serie di errori riportati nella targa commemorativa “scoperta” nell’atrio d’ingresso della stazione in occasione dei primi 150 anni della tratta ferroviaria Cava de’Tirreni - Vietri sul Mare che conterrebbe due toponimi inesatti della città di Cava. Di seguito potete leggere il testo integrale della missiva.
Perseguendo nel mero spirito di cooperazione che lo scrivente, come ogni cittadino, deve mantenere con la Pubblica Amministrazione, affinché questa nostra amata Città si presenti, soprattutto ai turisti, “diversa” dalle altre del circondario, per restare esempio e guida culturale in futuro, con la presente mi corre l’obbligo di segnalare all’acuta attenzione delle SS.LL. quanto segue:
“Sabato 31 Luglio 2010, nell’ambito della commemorazione dei primi 150 anni della realizzazione della tratta ferroviaria CAVA DE’TIRRENI - VIETRI SUL MARE, è stata scoperta una targa commemorativa indicante ben due toponimi inesatti della nostra Città.
Senza indugio ho rappresentato la gravità della cosa ai pochi presenti, atteso, com’è noto, che lo scrivente, promotore (sin dai tempi del sindacato del Prof. Eugenio Abbro) della rimozione dei toponimi cittadini errati, ha impiegato anni perché fossero rimosse le denominazioni Cava dei Tirreni impresse ogni dove e per lunghi anni anche presso la locale Stazione Ferroviaria e presso il Casello Autostradale, ricordando che l’unico ed esatto toponimo della “valle metelliana”, come sancisce il Regio Decreto n. 915 del 23 Ottobre 1862, firmato a Torino dal Re Vittorio Emanuele II, è: CAVA DE’ TIRRENI, se scritto in maiuscolo, o Cava de’ Tirreni, in minuscolo.
Per quanto precede, rivolgo vivo appello alle SS.LL. affinché la targa in questione sia riprodotta coi toponimi esatti, addebitandone il costo al responsabile e non certamente alle casse comunali”.
Certo che quanto segnalato attiene il decoro e la cultura della nostra Città e che possa trovare pieno e celere accoglimento dalle SS.LL., auguro buon lavoro.
Livio Trapanese
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Cava de' Tirreni
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Livio Trapanese, nasce a Cava de'Tirreni il 23 Settembre 1947. Dal 1976 al 1996 ha comandato articolazioni interne dei Nuclei di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Foggia e Salerno. Dal 1996 al 2000 ha comandato la storica Brigata della Guardia di Finanza di Amalfi e dal 2000 al 2003. Col grado militare apicale di Luogotenente e' stato il piu giovane Comandante della Sezione Operativa Volante della 1
Leggi la biografia
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I Patti Lateranensi ed il nuovo concordato
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Cava [ 12 09 2009 ]
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Ottanta anni fa ebbero fine le contrapposizioni fra lo Stato e la Chiesa
I Patti Lateranensi ed il nuovo concordato
Dal 1984 il cattolicesimo non è più la religione di Stato
Livio Trapanese
I media, recentemente, carpendo qualche "poca attenta dichiarazione" da parete di esponenti politici nei confronti della Chiesa, hanno posto l'accento sui rapporti Stato-Chiesa, ovvero Governo Chiesa.
Noi non osiamo entrare nel merito, anche perché sembra che le "cose" siano tornate al loro posto, ma vogliamo che si sapesse quanto è stato non facile addivenire prima ai Patti Lateranensi e poi al Nuovo Concordato fra Stato e Chiesa.
La storia ci ricorda che era l'11 febbraio 1929 quando a Roma, nel palazzo di San Giovanni in Laterano, i rappresentanti dello Stato italiano, nella persona del Primo Ministro, Cavaliere Benito Mussolini, e della Chiesa, rappresentata dal Cardinale Pietro Gasparri, s'incontrarono per la firma dei Patti Lateranensi, dai quali "scaturì", ufficialmente, il più piccolo paese del mondo: lo Stato della Città del Vaticano", a capo del quale vi era Papa Pio XI.
L'Italia, a differenza delle altre Nazioni, dovette risolvere il problema dei rapporti con la Chiesa di Roma. Tale esigenza, già sentita sin dai primi del ‘900, aveva spinto i liberali a muovere timidi tentativi riconciliatori, ma visto che la "Questione Romana" era materia molto delicata, tutti temevano di "scottarsi le dita".
Le vecchie ruggini tra il nostro Stato e la Chiesa incominciarono a dissolversi proprio con la prima guerra mondiale. Negli oltre cinquant'anni dall'entrata dei bersaglieri a Roma, molte ostilità si erano stemperate e fu proprio la Chiesa a capacitarsi che i tempi erano maturi per cui andava risolta la questione romana. La ferita apertasi nel 1870 doveva essere ineluttabilmente sanata e per il Vaticano era giunta l'ora di ritagliarsi un confine giuridico, ovvero un lembo di terra nello Stato italiano, in cui svolgere le proprie funzioni.
Per la firma dell'accordo fu scelta la data dell'11 febbraio 1929, quale ricorreva dell'apparizione di Nostra Signora di Lourdes.
I Patti vennero articolati in tre atti:
- Il Trattato, col quale la Santa Sede riconosceva la sovranità dello Stato italiano e Roma capitale.
Lo Stato italiano, dal canto suo, riconosceva la sovranità pontificia sulla Città del Vaticano.
- La Convenzione finanziaria, a mezzo della quale venne stabilita la somma risarcitoria che lo Stato doveva versare (a titolo d'indennità) alla Chiesa, per l'occupazione dello Stato Pontificio.
- Il Concordato, destinato a regolare i rapporti tra Stato e Chiesa, conferiva effetti civili al matrimonio religioso, garantiva l'autonomia dell'Azione Cattolica nell'educazione dei giovani e proclamava la dottrina cattolica "fondamento e coronamento dell'istruzione pubblica", ampliandone l'insegnamento anche nelle scuole secondarie.
Con la firma dei Patti Lateranensi, il Governo del tempo, ovviamente quello fascista, ottenne un'importante affermazione politica: il suo riconoscimento da parte della Chiesa Cattolica.
L'opinione pubblica riconobbe in Benito Mussolini "l'uomo della Provvidenza" od il "solutore" dell'annoso dissidio tra Stato italiano e Chiesa, mai affrontato prima, con decisione, dai politici liberali. Papa Pio XI, il 13 Febbraio 1929, commentando i Patti Lateranensi, disse: "Siamo stati nobilmente assecondati, forse ci voleva un uomo come quello che la Provvidenza ci ha fatto incontrare, un uomo che non avesse le preoccupazioni della scuola liberale (Mussolini)".
Con riguardo all'autonomia delle Associazioni Cattoliche, ritenute fucine di democrazia e di critica, non si può non sottolineare che non mancarono attriti e tensioni fra il Governo fascista e la Chiesa. Il fascismo, mirando ad un "pensiero unico", ovvero a monopolizzare l'educazione dei giovani, mal tollerava la competitiva apertura dei gruppi giovanili, come la Federazione Universitari Cattolici Italiani, tanto che il Governo, nel 1931, ordinò che venissero sciolte tutte le associazioni cattoliche, ad eccezione dell'Azione Cattolica, la quale fu "relegata" a svolgere attività puramente religiose.
I Patti furono riconosciuti ed inseriti nell'art. 7 della Costituzione, ove è detto che qualsiasi modifica deve avvenire di mutuo accordo tra Stato e Santa Sede.
Il 18 Febbraio 1984, l'On. Bettino Craxi, Presidente del Consiglio dello Stato italiano, ed il Cardinale Agostino Casaroli, per la Santa Sede, firmarono il Nuovo Concordato il cui articolo 1 fa esplicito richiamo all'impegno dello Stato e della Chiesa a lavorare insieme, di comune accordo, per il bene del Paese e per la crescita e la promozione dell'uomo.
Le principali modifiche furono: :
- la rimozione della clausola riguardante il cattolicesimo come religione di Stato;
- l'insegnamento nelle scuole della religione cattolica, da obbligatoria divenne facoltativa;
- il clero cattolico viene finanziato da una frazione del gettito totale dell'I.R.Pe.F.;
- la nomina dei Vescovi non richiede più l'approvazione del Governo italiano;
- l'istituzione del "matrimonio concordatario" (allorquando è celebrato dai Ministri della Chiesa (sacerdoti) ha valenza anche per lo Stato Civile italiano);
- il suono delle campane delle chiese, collegato con funzioni liturgiche in quanto tale sorgente sonora rientra nell'attività tutelata dall'art.2 dell'accordo tra Stato e Santa Sede del 18/02/84 ed è disciplinato dagli organi diocesani locali. Tale esclusione non si applica per il suono delle campane al di fuori del collegamento con funzioni liturgiche, quali lo scandire di ore o altro. Il suono delle campane al di fuori del contesto liturgico, la loro riproduzione mediante diffusori acustici, l'uso di amplificatori per riprodurre celebrazioni liturgiche e/o musica sacra rientrano nell'applicazione della normativa vigente sui limiti acustici come per qualsiasi altra fonte sonora.
Il cattolicesimo, purtroppo, come abbiamo detto, dal 1984 non è più religione di Stato, ma ciò non giustifica, a mio modesto avviso, la pretesa di appartenenti ad altre confessioni religiose di rimuovere dalle aule il "crocifisso" poiché i cattolici cristiani, allorquando si recano in terre ove vige la religione islamica, devono assoggettarsi, volenti o nolenti, ai dettami di tale dottrina, non solo se entrano nelle moschee, altrimenti sono guai seri.
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In attuazione il servizio di accompagnamento per ammalati di tumore
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Cava [ 17 11 2008 ]
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Il volontariato cavese non conosce confini
In attuazione il servizio di accompagnamento per ammalati di tumore
Cava de'Tirreni: Citta' della solidarieta'!
Livio Trapanese
Nella serata di mercoledi' 5 novembre, presso il Salone delle Conferenze del Corpo di Polizia Locale di via Ido Longo della
nostra citta', moderata da chi scrive, si e' tenuta la presentazione del Servizio di Accompagnamento per Pazienti in
Terapia Oncologica. L'iniziativa, fortemente voluta dalla concittadina Anna Sorrentino, Assistente di Polizia Locale,
e' stata promossa dalla L.I.L.T. (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), Sezione Provinciale di Salerno, guidata dal
dottore Giuseppe Pistolese, e dall'Associazione metelliana socio-sanitaria "Mani Amiche", presieduta dal dr. Antonio Lodato.
All'appuntamento, che stante il tema trattato non sono mancati momenti d'emozione, oltre al dott. Pistolese, sono
intervenuti l'Ematologo Edmondo Salerno, delegato cavese della L.I.L.T., l'Ufficiale Sanitario cittadino, il dott.
Giovanni Baldi, una folta rappresentanza del Corpo di Polizia Locale, dell'Associazione "Mani Amiche" e dell'A.V.O.
(Associazione Volontari Ospedalieri), diretta dall'amabile Ernestina D'Amico, e tanti altri volontari. "Il progetto
di accompagnamento", ha dichiarato la Sorrentino,"mira a dare un sostegno morale, affettivo ed economico a quanti
si sottopongono a chemio-terapia e non hanno parenti, amici e/o conoscenti che li accompagnano presso gli ospedali ove
sono in cura, quali il San Giovanni di Dio e Ruggi D'Aragona di Salerno e l'Umberto I di Nocera Inferiore". "L'idea
di avviare il servizio di accompagnamento per ammalati di tumore", ha proseguito la Sorrentino, "e' il frutto di una
mia esperienza vissuta a Milano, quando mi ci sono recata per sottopormi a cicli di chemio. Combatto con questo male
oscuro da 16 anni e quando ho dovuto sottopormi ad un ciclo di 22 giorni consecutivi di terapia nel capoluogo lombardo,
dopo il primo giorno, ho capito che era impossibile, per me, raggiungere l'Ospedale senza avere che fosse al mio fianco.
Le suore che mi ospitavano mi hanno segnalato un'associazione che, gratuitamente e con tanto amore, effettuava il servizio
di accompagnamento di noi ammalati. Contatto tale sodalizio, dal giorno stesso mi sono stati affidati 22 reali angeli
custodi. Ancora sono impressi nella mia mente i loro volti ed il loro signorile comportamento, trasmettendomi tanta carica
e serenita'". Sono numerose le persone ammalate di tumore che non hanno nessun familiare che possa prestare servizio di
trasporto e compagnia per il periodo dei trattamenti previsti e proprio allo scopo di confortarle e' "nato" il Servizio di
Accompagnamento per Ammalati di Tumore al quale chiunque puo' aderire, basta risolvere un semplice test attitudinale, volto
a verificare l'idoneita'. Quanti offriranno la propria disponibilita', dovranno indicare il mezzo di trasporto privato che
metteranno al servizio dei pazienti. Il veicolo verra' contrassegnato da un tesserino valido per l'accesso e la sosta
gratuita nelle aree ospedaliere. Il gratuito servizio e' reso ai residenti nella Citta' di Cava de'Tirreni. Per informazioni
e prenotazioni telefonare all'Associazione "Mani Amiche" al numero 089.444.222, dal lunedi' al venerdi', dalle
ore 15.00 alle ore 20.00. La Citta' di Cava de'Tirreni ha sempre generosamente risposto alle iniziative socio-sanitarie e siamo
certi che anche questa volta i volontari, nel segno della solidarieta', raggiungeranno un numero a tre cifre.
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Viale o Corso Guglielmo Marconi? Sciogliamo il dilemma!
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Cava [ 15 10 2008 ]
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Mai alcuna strada cavese e' stata denominata Corso Roma o Corso Italia
Viale o Corso Guglielmo Marconi? Sciogliamo il dilemma!
Piazza Vittorio Emanuele III viene erroneamente denominata Piazza Duomo!
Livio Trapanese
Nel quotidiano, troppo soventemente, nel leggere scritti e documenti, ci ritroviamo a rilevare le piu' svariate
denominazioni che inesperti, arbitrariamente, attribuiscono alle strade della nostra citta', ingenerando caos nella civica
toponomastica!
Per mere ragioni di chiarezza, dopo lo scrupoloso esame degli atti di segreteria delle Commissioni Toponomastiche
Cittadine ed a seguito del lungo colloquio intercorso col dr. Michele Di Lorenzo, emerito Ufficiale d'Anagrafe della
nostra Citta', vogliamo segnalare che non pochi, tutt'oggi, antepongono in modo inesatto l'appellativo di corso,
viale, piazza, via, piazzetta, largo e traversa alle strade di Cava de'Tirreni.

I corsi metelliani sono quattro: Corso Umberto I (mai denominato Corso Italia o Corso Roma) che congiunge
il Bar Garibaldi alla Farmacia Penza, attraversando Piazza Vittorio Emanuele III, che non e' mai stata
denominata Piazza Duomo.
Corso Principe Amedeo, invece, collega la Basilica Minore della Madonna dell'Olmo
alla piazza antistante la stazione delle FF.SS., appellata Piazza Enrico DE MARINIS e non Piazza Ferrovia.
Corso Giuseppe Mazzini unisce l'incrocio di Via XXV Luglio (l'ex Strada Statale n. 18, la Tirrena
Inferiore, nei pressi del casello autostradale) all'Hotel Vittoria o Maiorino. Corso Guglielmo Marconi
inizia da Via Marcello Garzia (uscita del parcheggio di Via Tommaso Cuomo) e finisce all'ex Comando della Polizia Locale.
Di li' in poi segue il Prolungamento Corso Guglielmo Marconi, che ultima all'incrocio di Via Cimitero.
I viali sono tre: Viale Giuseppe Garibaldi, Viale Degli Aceri e Viale Francesco Crispi
i quali, essendo ben delimitati, non necessitano di esplicazioni.

E' questa l'occasione per rimembrare alcune remote curiosita', quale: Via Alfonso Balzico era detta Vicolo della
Neve o Vicolo di Monsignore. Della neve: perche' al civico n. 24 veniva venduta la neve cavata dalle
neviere site su Monte Finestra (di proprieta' dei frati benedettini). Di Monsignore: poiche' buona parte dei fabbricati ivi
insistenti appartenevano alla mensa vescovile. Via Osvaldo Galione veniva indicata come: 'u vicolo de'
chianche (il vicolo delle chianche), per la presenza in loco di alcune macellerie.
Via Pasquale Atenolfi era detta 'u vicolo de' poste vecchie (il vicolo delle poste vecchie),
poiche' li' era ubicato l'unico Ufficio Postale cittadino, prima d'essere trasferito ove si trova.
Via Della Repubblica era detta ‘u vicolo du' municipio viecchio
(il vicolo del Municipio vecchio), poiche' cola', fino all'alba degli anni '50 del secolo scorso, era ubicata la sede del
Palazzo di Citta'. Via Gaetano Accarino era nota come ‘u vicolo du' turruzziello,
per la presenza di un artigiano tornitore del legno, mentre Via Armando Diaz era detta 'u vicolo i
San Rocco, poiche' costeggia la chiesa di San Rocco e San Sebastiano.
e' giunta l'ora di meditare, che ne dite!
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Furto al cimitero: rubati corone e cuscini di fiori
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Cava [ 08 08 2008 ]
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Ennesimo furto nei pressi del civico cimitero
In un lampo rubati corone e cuscini di fiori
Diventata insicura l'area antistante il camposanto

Livio Trapanese
Davanti al civico cimitero metelliano, nei giorni scorsi, e' stato perpetrato l'ennesimo, ma questa volta singolare,
episodio di furto. Ignoti ladri hanno portato via oltre una dozzina di corone e cuscini, che avevano accompagnato il
corteo funebre della defunta Assunta Di Matteo, giunta da Lancusi. Non appena il corteo funebre e' giunto dinanzi
al cimitero, si e' provveduto, com'e' prassi, a trasportare la salma nella tomba di famiglia, nel mentre taluni addetti
all'esequie hanno rimosso le corone ed i cuscini dal carro adibito al trasporto degli omaggi floreali, appoggiandoli
al muro adiacente l'ingresso del sacro luogo, ovvero ove poi la Se.T.A. avrebbe provveduto a rimuoverli.
Questo e' avvenuto sul finire del mese di luglio, ma, ancora oggi, a distanza di una settimana, Vittorio Emanuele
(Emanuele e' il cognome ndr), congiunto dell'estinta, originaria di Cava de'Tirreni,
non si spiega come sia possibile che avvengano gesti tanto ignobili. Il 31 luglio, alle 13.00, il corteo funebre della
Di Matteo giunto dinanzi al luogo ove noi mortali troviamo il riposo eterno, i necrofori, seguiti dai parenti, hanno
trasportato il feretro della donna sulla tomba di famiglia. Il nipote Vittorio Emanuele, dopo pochi minuti, al fine di
recuperare sia un po' di fiori dalle ghirlande e sia le fasce viola sulle quali erano riportati i nomi dei "mittenti"
degli omaggi floreali, si e' portato nel luogo ove erano state scaricate le ghirlande ed i cuscini, ornati da freschi
fiori. Giunto sul posto il giovane congiunto della Di Matteo non ha trovato piu' nulla. Con estrema celerita' ignoti
ladri avevano portato via tutto, anche le fasce riportanti i nomi dei conoscenti che avevano voluto tributare, con un
omaggio floreale, l'ultimo saluto alla defunta. Il giovane ha tentato di risalire ai responsabili dell'insano gesto,
i quali altri non sono potuti essere che addetti ai lavori, che, riciclando lo scheletro delle ghirlande e dei cuscini,
li "riutilizzano", per poi rivenderli. "Dover subire queste abominevoli situazioni, e' semplicemente assurdo",
ha dichiarato Vittorio Emanuele. "Se non avessi trovato le fasce in un secchio posto nei pressi, non avrei potuto
neanche ringraziare i conoscenti che avevano donato i fiori alla mia defunta congiunta". A distanza di due giorni
dal furto delle autovetture, quest'ennesimo episodio di malcostume, deve far riflettere, le istituzioni affinche'
l'area posta dinanzi al cimitero necessita di un frequente monitoraggio.
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Dupino in festa: mezzo secolo di sacerdozio di Don Emilio Papa
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Cava [ 02 08 2008 ]
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La storica parrocchia di Dupino e' in festa
Mezzo secolo di sacerdozio di Don Emilio Papa
La frazione metelliana raccolta dal suo tenace missionario

Livio Trapanese
Domenica 10 agosto, Don Emilio Papa, parroco dell'amena frazione di Dupino, posta alle falde di San Liberatore, il colle che un tempo era detto "Buturnino", incontrera', con i parenti e la comunita' parrocchiale, i tanti, cavesi e non, che l'hanno conosciuto e stimato (sono migliaia ndr), per festeggiare i suoi primi 50anni di sacerdozio.
La mamma Luisa Vassallo lo diede alla luce nell'abitazione di famiglia, sita al Borgo Scacciaventi di Cava de'Tirreni, il 9 novembre 1934. Papa' Federico era rinomato per l'arte ferriera.
Alle nostra domanda, Don Emilio cosi' ha esordito: "Poiche' gia' avevo conseguito la licenza liceale, presso il Liceo Statale di Cava de'Tirreni, la mia puo' definirsi una vocazione adulta".
Il primo anno di studi, era l'autunno del 1953, l'ho ben speso presso il Pontificio Seminario della Regione Salernitana-Lucana di Salerno, ove ho potuto apprendere, in fondo, cos'e' la filosofia scolastica; il secondo l'ho profuso in Posillipo, per conoscere la teologia scolastica. I successivi tre anni li ho trascorsi presso il seminario salernitano.
Fu S.E. Monsignor Alfredo Vozzi, Vescovo della Diocesi di Cava de'Tirreni, dieci lustri or sono, a consacrarlo sacerdote nella Basilica Minore della Madonna dell'Olmo.
Il primo incarico di Don Emilio Papa, oltre quello di Viceparroco presso la cattedrale di Sant'Adjutore e la chiesa del Purgatorio, fu quello d'interessarsi delle esigenze scolastiche dei seminaristi e di svolgere le mansioni di Assistente Ecclesiastico del numeroso Reparto Scuots CAVA 1°, pagando, personalmente, i fitti dei locali occupati dai giovani rovere, esploratori e lupetti, siti nel portone adiacente il cinema Metelliano, poi edicola Rondinella. Nel 1962, Don Emilio, fu "costretto" a lasciare tutti gli incarichi, per assumere la vicaria delle parrocchie di Rotolo, Maddalena e Dupino, in ossequio alle disposizione ricevute dal Pastore della Diocesi, Mons. Vozzi.
Dal 1963 e' parroco della sola comunita' di Dupino, ove, in questi nove lustri, con proprie risorse, ha istituito la scuola materna, accogliendo centinaia di bambini di Cava de'Tirreni e dei comuni viciniori; ha restaurato le unita' immobiliari parrocchiali, locandole, per pochi euro, a persone del luogo; ha istituito l'oratorio, punto di riferimento dei giovani cavesi e di quelli del vasto circondario, quando questo nulla offriva agli stessi giovani; ha realizzato un campo sportivo ed un circolo ricreativo; non tralasciando il famoso presepe interamente mobile.
Don Emilio Papa, e' stato non un sacerdote, ma il sacerdote che si totalmente proteso verso le esigenze altrui, destinando ogni risorsa personale ai bisogni della comunita'. A questo nobile e virtuoso esempio di elevate virtu' cristiane, non possiamo far mancare le nostre attestazioni di gratitudine, per cui, domenica mattina, come una parola d'ordine, tutti nella Chiesa di San Nicola di Dupino, per pregare, insieme al Don, il Signore perche' ci dia sempre piu' sacerdoti di tale stampo.
Personalmente, lo ricordiamo nel corso del nostro lungo sentiero scouts (1960/1966) e possiamo ben affermare quanto bene, il nostro Don Emilio, ha profuso verso quanti l'hanno conosciuto, restando uno dei rari fari, sempre accesi, verso tutti tutti.
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Rosa Medolla, 100 anni, la nonnina delle nonnine
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Cava [ 28 07 2008 ]
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Ha cent'anni e non li dimostra
Rosa Medolla, la nonnina delle nonnine
Festeggiata dai figli, nipoti, pronipoti, amici, parenti e conoscenti
Livio Trapanese
Sabato 2 agosto, la Citta' di Cava de'Tirreni vivra' un giorno eccezionale. La signora Rosa MEDOLLA, vedova di Alfredo DI MATTEO da circa mezzo secolo, compira' cento anni.
Chi l'ha conosciuta stenta a credere che nonna Rosa possa avere al suo attivo gia' 415.000 giorni di vita, stante la sua lucidita', memoria e dinamicita'.
I figli Assunta, Errico, Grazia, Raffaela e Giovina, cooperati dai rispettivi consorti, figli e nipoti, che formano un nutrito gruppo, ben noto nella Valle Metelliana per le attivita' professionali che svolgono, non hanno lasciato nulla al caso, organizzando tutto alla perfezione.
I primi a confermare la loro partecipazione all'evento sono stati l'Arcivescovo delle Diocesi di Amalfi-Cava de'Tirreni, S.E. Monsignor Orazio Soricelli ed il Sindaco Luigi Gravagnuolo.
Poiche' la chiesa parrocchiale di San Gabriele ai Pianesi non si presta a ricevere la massa di partecipanti, Don Pietro Ciuffi, parroco del secolare Piccolo Borgo, ha chiesto ai familiari della centenaria festeggiata di poter celebrare l'eucarestia, prevista per le ore diciannove dello stesso giorno, in un piu' ampio luogo. Detto fatto!
Il nipote Vittorio Emanuele, previa richiesta, ha immediatamente ottenuto dal Palazzo di Citta' di Cava de'Tirreni di far celebrare la Santa Messa nell'ampio salone dell'Istituto Scolastico "Alessandro Della Corte".
Siamo tutti invitati e quanti vorranno, dopo la celebrazione eucaristica, potranno dialogare con la signora Rosa e "toccar con mano" quanto e' bello poter compiere cent'anni in buona salute.
L'augurio che facciamo a nonna Rosa e' quello di restare con noi tanti anni ancora, rimembrando a noi stessi che Sant'Alferio (Pappacarbone, primo Abate Benedettino della SS. Trinita'), visse centovent'anni.
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Il Miracolo Eucaristico del 1656 nell'ultimo lavoro di Ettore Senatore
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Cava [ 23 05 2008 ]
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In memoria del Miracolo Eucaristico del 1656
Cava de'Tirreni, Citta' Eucaristica
Il religioso evento ritratto nell'ultimo lavoro di Ettore Senatore
Livio Trapanese
Il Maestro Ettore Senatore, figlio emerito di questa nostra amata Citta', non smette di stupirci. Con la sua ultima opera, un olio su tela di cm. 70 x cm. 100, apparsa in gigantografia alla sinistra del portone d'ingresso alla Concattedrale di Sant'Adjutore, al lato opposto del suo precedente lavoro che raffigura Sant'Adjutore, il Vescovo africano, Patrono della Diocesi di Cava de'Tirreni, giunto nel 455 per evangelizzare le anime della poi distrutta Marcina, di cui il geografo greco Strabone (64 o 63 a. C. - 21 d. C.) ce ne parla nel suo libro, "Historia", ha voluto rimembrarci che Cava de'Tirreni e' Citta' Eucaristica, come altre 65 del mondo, quali: Lanciano, Roma, Parigi ecc., ove Dio, nel tempo, ha mostrato il suo paterno amore.
L'opera del Maestro Senatore rappresenta undici elementi, fra cui un calice, un raggiante ostensorio, il castello, i portici e la chiesa madre dei cavesi.
Ma vediamoli in dettaglio. Nella parte alta del quadro, al centro degli otto luminosi raggi dell'ostensorio, solcati da molteplici fasci rossi, che rappresentano l'amore di Gesu' verso l'umanita', per aver versato il suo preziosissimo sangue sulla croce, e che ogni giorno continua a versare sull'altare, per la remissione dei peccati dell'umanita' e "condurla" alla vita eterna, appare un'ostia con impressa l'immagine di Gesu' crocifisso.
L'ostia ed il vino, come sappiamo, con la transustanziazione, ovvero la totale conversione delle sostanze che formano il pane ed il vino, diventano il Corpo ed il Sangue di Gesu'.
Sotto l'ostia v'e' il calice e su di esso appare una tondeggiante luce sulla quale si erge la croce e le lettere JHS, per confermare che Gesu', salvatore degli uomini, e' presente in mezzo a noi.
Alla sinistra del calice e' ben rappresentato il Castrum Sant'Adjutore, poggiato sul colle omonimo, dal cui terrazzo superiore, come ancor oggi avviene, sebbene siano trascorsi 352 anni, nell'autunno del 1656, nel corso della peste bubbonica, don Angelo Franco, parroco della Santissima Annunziata, con l'Ostensorio, imparti' la Santa benedizione alla Valle Metelliana, rivolgendosi verso i quattro punti cardinali, cio' affinche' la peste non mietesse piu' vittime; cosa che, per intercessione divina, avvenne!
Al lato destro del quadro, collegato dagli archi dei portici, che intrecciano il calice, l'uva bianca ed il grano, appare, maestosa, la cinquecentesca Concattedrale di Sant'Adjutore; testimonianze di fede e vita mercantile cavese.
Complimenti vivissimi al Maestro Ettore Senatore per questa ulteriore viva testimonianza di fede, storia e tradizione cavese, lasciata nella Chiesa madre di Cava de'Tirreni.
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L'origine dell'arte ceramica a Cava de'Tirreni
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Cava [ 23 05 2008 ]
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L'origine dell'arte ceramica a Cava de'Tirreni
Cenni storici
Livio Trapanese
Per conoscere le origini dell'arte ceramica della "nostra" Citta', che molti scrittori e saggisti le hanno dato gli appellativi di Valle Metelliana, Bologna del sud, Piccola Svizzera, Porta verde della Costa d'Amalfi e Citta' dei Portici, non dobbiamo prescindere dal rimembrare che l'Abbazia Bendettina della Santissima Trinita' di Cava, sin dalla meta' dell'XI secolo, inizio' ad esercitare il suo potere feudale sul vasto territorio avuto in dono dai Principi Longobardi, confermato ed ampliato dai Duchi Normanni.
Per completezza d'informazione, in questa ricerca storiografica, non ci resta che sottolineare quanto avvenne nell'anno 1058, ovvero quando il Principe Gisulfo II, concesse all'Abate Cavense la potesta' giurisdizionale sulla vasta area che formera' poi la Citta' di Cava, ovvero sui territori che tutt'oggi costituiscono l'attuale Citta' di Cava de'Tirreni ed i limitrofi Comuni di Vietri sul Mare e Cetara, che, ricordiamo, sino al 18 Gennaio 1807, era un'unica entita' politico-amministrativa, assumendo nel tempo le denominazioni di Marcina, Terre di Cava e, dal 7 Agosto 1394, Citta' di Cava. Il toponimo: Citta' di Cava de'Tirreni origina dal Regio Decreto del 23 Ottobre 1862, n. 935, firmato dal Re Vittorio Emanuele II a Torino, a quel tempo prima capitale d'Italia.
Presso il Cenobio Benedettino Cavense sono ancor'oggi custoditi un microvasetto ed un microboccale, che Giacinto Tortolani ascrive al XII secolo e che Paolo Peduto sostiene essere stati prodotti presso la citata Badia o da figuli (vasai) operanti nell'infeudata contigua vasta area.
Dai documenti raccolti dal filosofo Gaetano Filangieri, apprendiamo che:
Goffredo de Angelillo di Cava, maestro di cotto, il 29 Novembre 1491 rilascio' il "certificato di ben servito" ad Alessandro Russo di Cetara, della cui opera si era servito "nell'arte della greta (creta)" per parecchi anni; l 31 Marzo 1502 prese a lavorare Venzello Benincasa, anch'esso di Cava,"ad artem laborandi gretam ed faciendi lagienas ed alia" (lavorare con arte la creta, lancelle (anfore) ed altre cose);
Matteo Cassetta di Cava, figulo, il 3 Ottobre 1494 vendette 50 "lancelle per olio" a Franceschetto Longo; il 5 Giugno 1495 fitto' una bottega in Piazza dei Cantari a Napoli, per fabbricarvi vasi di creta;
Sallustio Lempa di Giffoni (Sa), cretaio, il 30 Ottobre 1567 compro' da Nicola Antonio Carola di Cava, una partita di piombo e stagno per ducati 40 e si obbligo' a consegnare a quest'ultimo, nella Marina di Vietri, tutti i piatti bianchi fabbricati in Giffoni, per un anno, settimana per settimana, a carlini 11 il migliaio;
Antonio de Pirro, cretaio di Sant'Angelo a Fasanella (Sa), il 5 Maggio 1580 si obbligo' a consegnare, per anni due, a Pietro Gulielmetto, un mercante calabrese dimorante in Cava, una fornace intera al mese, consistente in tutte le langelle ed altri vasi rustici, costruiti nella faenza (fornace) di Marina di Vietri.
Seguono tante altre annotazioni inerenti ceramisti operanti nel "Borgo" della Citta' di Cava e nella contigua Frazione di Vietri.
Dalle trascrizioni riportate nel Catasto Onciario, con riferimento al periodo dal 1752 al 1755, troviamo censiti molteplici faienzari (ceramisti) della Citta' di Cava, fra cui Andrea Cascietta, faienzaro, di anni 60; Lisidano, figlio faienzaro, di anni 25, abitante in localita' Giroppolo del Casale di Vietri; Andrea, figlio faienzaro, di anni 16, abitante nel Casale di Vietri; Antonio D'Arienzo ed Andrea Pinto, rispettivamente di anni 35 e 44, entrambi faienzari in Vietri.
Seguono altre 96 dettagliate annotazioni, di cui 38 inerenti l'attivita' ceramica esercitata al Borgo di Cava e 48 nella Frazione marinara.
Da quanto detto non e' arduo dedurre che l'arte della ceramica, come ben testimoniato dagli scritti e dai reperti antichi, "origina" nella Citta' di Cava de'Tirreni sin dal XII secolo.
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Terza tappa pittorica del cavese Franco Senatore
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Cava [ 19 05 2008 ]
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Terza tappa pittorica del cavese Franco Senatore
MEMORIE DI UNA CITTA'
Luoghi, usi ed eventi del XX Secolo

Livio Trapanese
Nell'ambito degli scopi che il Maestro Francesco (Franco) Senatore si e' prefisso sin dalla sua giovine eta', allo scopo anche di perseguire le tecniche creative tramandatagli dal mai tanto compianto genitore, don Salvatore, origina la promozione, la diffusione e la valorizzazione della storia, della cultura e delle tradizioni della nostra amata Citta' di Cava de'Tirreni.
Presentare ai contemporanei i luoghi, gli usi e gli eventi che hanno caratterizzato la secolare "Valle Metelliana", significa far memoria delle tradizioni culturali dei Cavesi, sublimate dall'ameno paesaggio cittadino.
La rappresentazione pittorica del Maestro Senatore, che consta di ben 31 tavole a colori, e' occasione, per le giovani generazioni, di far rinverdire l'assopito legame affettivo verso la nostra secolare "Bologna del Sud".
Corre l'obbligo segnalare che nei giorni 2 e 3 Marzo c.a. le opere pittoriche sono state poste all'attenzione dei giovani studenti della Scuola Media Inferiore "Giovanni XXIII".
Solo conoscendo com'era questa nostra "Piccola Svizzera" nel lontano passato, si possono valorizzare i plessi architettonici che la caratterizzano, per tramandarne l'immenso valore storico-scientifico.
Oggi, quanti ricordano il gioco con la trottola di legno (lo strummolo); il noleggio delle carrozzelle, trainate da magnifici quadrupedi, che consentivano ai nostri progenitori di raggiungere, dal Borgo, le frazioni che cingono la nostra amena valle; l'arte del lustrare le scarpe ad opera dei "lustrascarpe", detti "sciuscia'"; il variegato mercato di Viale Francesco Crispi, non trascurando la notissima fiera di San Germano, puntualmente svoltasi fino agli anni '30 in Piazza Giovanni Nicotera (Piazza San Francesco) e gli eventi bellici del Settembre 1943.
Vogliamo ricordare che il Maestro Franco Senatore dal 4 al 19 Maggio 2002, nel Complesso monumentale di Santa Maria del Rifugio, ci presento' "La Storia di Cava Illustrata" e dal 17 al 30 Settembre 2004, nell'atrio d'ingresso dell'ex Chiesa di San Giovanni Battista, ci presento' le "Immagini della memoria". Con questa terza "fatica" il maestro ci rivela anche scorci della frazioni di Pregiato, Santa Maria al Toro, Santissima Annunziata, Sant'Arcangelo, Pianesi, Arco, Corpo di Cava e Maddalena, prima della loro cementificazione.
Le opere di Senatore, esposte dal 3 al 17 c.m. nel portone dell'ex Scuola Elementare delle Suore di Santa Giovanna Anthida, pongono il visitatore a confrontare i luoghi ritratti da come erano nel remoto passato a come, con amara nostalgia, si presentano oggi. Esse occupano un'apposita pagina nel sito internet: www.archibugieritrombonierisenatore.it.
Ringraziamo il Maestro Franco Senatore per aver realizzato questa terza rassegna pittorica e per averci dato l'opportunita', seppur con labili ricordi, di "rivivere" i luoghi, gli usi e gli eventi della nostra fanciullezza.
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La lotta la caro vita, ma quando inizia?
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Cava [ 19 04 2008 ]
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Sempre crescente l'aumento ingiustificato dei prezzi
La lotta la caro vita, ma quando inizia?
Anche le addizionali I. R. Pe. F fanno la loro parte
Livio Trapanese
Crescono i prezzi dei prodotti alimentari, rincarano le bollette di energia elettrica e gas, aumentano i costi del carburante, degli interessi sui mutui, della Ta. R. S. U. (Tassa Rifiuti Solidi Urbani), dell'I. C. I. (Imposta Comunale sugli Immobili) dell'addizionale I. R. Pe. F. (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) Comunale e Regionale ecc..
Incrementi che non hanno risparmiato neanche il periodo natalizio e pasquale, entrambi trascorsi in un clima piu' austero, rispetto a quello dello scorso anno e che preoccupano, non poco, gli italiani monoreddito, i quali, per sopravvivere alla nuova stangata, sono costantemente alle prese coi conti per far quadrare il bilancio familiare,.
La famiglia italiana, gravata dalla mancata crescita dei salari e delle pensioni, peraltro non ancora riemersa dalla forte contrazione dei consumi, dovuta all'introduzione dell'euro, che non doveva assolutamente essere "valutato" 2.000 lire circa, visto che quanto costava 1.000 lire, oggi costa un euro, che e' pari a 1.936,27 lire, secondo il 41 Rapporto del CENSIS, sulla situazione sociale del Paese, si e' dovuta inventare una strategia di spesa basata su tre punti: gestire gli acquisti quotidiani in una logica "low cost", ovvero basso costo; usufruire del credito per comperare beni durevoli; dedicare quel poco che rimane dalla busta paga o dalla pensione, che e' niente o quasi, al temo libero ed alla cultura.
In questo clima d'incertezza, su cui grava il conseguente aumento del tasso d'inflazione, cresce, non solo per la massaia, il timore per le speculazioni nella filiera produttiva e per le frodi commerciali, soprattutto nel settore dei generi alimentari, il cui aumento dei prezzi, secondo una ricerca OCSE, non e' determinato soltanto da fattori contingenti, ma dai troppi passaggi intermedi che i prodotti fanno in Italia per arrivare dal produttore al consumatore, a differenza di quanto accade negli altri Paesi europei.
Per contrastare il fenomeno del "caro euro", nonche' l'ingiustificato ed indiscriminato aumento dei prezzi dei beni di largo consumo (pasta, pane, latte, benzina, ecc.), in presenza del libero mercato, occorre che il Governo impegni, con un'apposita Legge, la Polizia Locale e la Guardia di Finanza affinche' venga esercitato un costante monitoraggio, reale e capillare, sulla movimentazione delle merci, iniziando dal prezzo di vendita, risalendo, a ritroso, a tutti i passaggi intermedi, in modo da porter rilevare il "valore aggiunto" gravato, di volta in volta, sui singoli passaggi.
La tutela dei mercati puo' essere esercitata solamente col costante, oserei dire, pressante controllo dei beni in vendita, ricostruendo i singoli atti di cessione, che formano la lunga filiera che origina dalla produzione e finisce alla vendita.
Il Governo bene fa a tutelate il bilancio dello Stato, ma ha il sacro santo dovere di garantire il bilancio familiare, se non vogliamo che la soglia di poverta', in atto gia' alta, superi i livelli attuali.
Oggi la famiglia media, giunta all'inizio della quarta settimana del mese, s'imbatte nella fase della sopravvivenza. A breve tale stato iniziera' dalla terza settimana, sperando che si fermi.
L'inflazione, in atto, ha superato la soglia del 3,8%; il petrolio costa 114 dollari al barile e per acquistare un euro occorre un dollaro e 60 centesimi, ma come se non bastasse, amici salariati e pensionati, guardate cosa sta accadendo dal mese di marzo 2008.
Le ritenute fiscali relative alle Addizionali I.R.Pe.F. Comunali e Regionali sono state lievitate. La Civica Amministrazione Metelliana, sicuramente a giusta causa, ha operato un rincaro dal 0,4% allo 0,6%, con effetto retroattivo dal 1 Gennaio 2007. La Regione Campania, a sua volta, per far fronte al deficit gravante sul capitolo della sanita', ha rincarato l'addizionale dallo 0,9% all'1,4%, con effetto retroattivo dal 1 Gennaio 2006.
In buona sostanza, chi scrive, nel mese di Marzo 2008, dal suo appannaggio mensile, si e' visto rincarare le citate addizionali (ben sapendo che da Aprile sara' maggiormente oneroso) del 200/100%, rispetto al mese di Febbraio 2008 (es. se a Febbraio mi sono stati trattenuti 25 euro, a Marzo me ne sono stati trattenuti 75).
Pur sapendo che non servira' a nulla, esorto il lettore a vigilare, altrimenti si vedra' ridurre il salario o la pensione senza neanche accorgesene.
Trovandoci di fronte a casi di frodi in commercio e/o pubblicita' ingannevole dei prezzi, come avviene nel periodo dei saldi, fatte le dovute eccezioni, non esitiamo dal formulare il numero verde gratuito 800.166.661, attivato dall'Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato.
Fiducioso che qualche Istituzione interverra' in nostro soccorso, vi lascio con un noto adagio: "L'acqua e poca e l'oca non galleggia"!
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La Nostra Famiglia sempre piu protesa verso la solidarieta'
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Cava [ 12 02 2008 ]
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La Tombolata Grassa, nel 2009, vedra' la 18
La Nostra Famiglia sempre piu protesa verso la solidarieta'
Ancora fermi i lavori di ristrutturazione dell'ex albergo "Due Torri"
Livio Trapanese
L'Auditorium "Andrea Genoino" del Liceo Scientifico di Cava de'Tirreni, venerdi' sera e' divenuto, seppur per sole due ore, il fulcro della solidarieta'. Il "Gruppo Amici di don Luigi Monza" de' La Nostra Famiglia, ha portato in scena la 17
Alla presenza del Sindaco Gravagnuolo e del Consigliere forzista Adinolfi, i notai della serata, Ciro Fusco, Matteo Viviani ed Antonio Fiorillo, hanno assegnato 26 premi, di cui: 10 ambi, 7 terni, 4 quaterne, 3 cinquine, 1 tombola e 1 tombolino, offerti da generose imprese e ceramisti del circondario. Il conduttore della serata, il giornalista Livio Trapanese, ha consegnato speciali doni ai tanti bambini e ragazzi presenti.
La serata, inframmezzata da intrattenimenti d'ogni specie, donati dagli Amici della Musica, di Rita ed Angelo Fariello, dalla superba Sara Angiolino, da docenti di musica napoletana, I Via Toledo, dal mago Genius, al secolo Eugenio Bonacci, dai giovanissimi Giovanni Mannara e Filippo Avagliano e dal fantastico gruppo di ballo breakdance, Funk-Killrz, e' stata applaudita da migliaia di persone, a conferma del senso di umana solidarieta' che caratterizza quanti conoscono le difficolta' che quotidianamente affronta La Nostra Famiglia ed il Gruppo Amici di don Luigi Monza, a Cava de'Tirreni animato da Elvira Santin.
I dolcetti di mandorla, come tradizione vuole, sono stati preparati ed offerti dal pasticciere Enzo Senatore e signora, mentre il contenuto delle ceste e' stato elargito dai pastifici, salumifici, industrie conserviere e vinicole campane, raccolto dalla nota "Cava Market". Pari generosita' hanno confermato i titolari dei ristoranti il Giardino, la Fattoria, il Vesuvio ed Arcobaleno. La Grafica Metelliana, come per il passato, ha realizzato tutto il materiale divulgativo.
Nel 2009 l'edizione sara' la 18
Per esaudire le quotidiane richieste che i genitori dei bambini diversamente abili avanzano sempre con piu insistenza (trovandosi in eta' evolutiva necessitano d'intraprendere con urgenza le terapie), che La Nostra Famiglia, con le P.A.C., gli operatori sanitari ed i volontari, garantisce a Cava de'Tirreni e nei Centri dei cinque continenti del globo, occorre che gli Enti ed Istituzioni si adoperino affinche' sia attivato, senza ulteriore indugio, il Centro di Riabilitazione nell'ex albergo "Due Torri" di Rotolo-Maddalena!
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La pronta solidarieta' del Gruppo Amici de' La Nostra Famiglia
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Cava [ 31 01 2008 ]
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Al via la 17
La pronta solidarieta' del Gruppo Amici de' La Nostra Famiglia
Al palo i lavori di ripristino dell'ex albergo "Due Torri"
Livio Trapanese
Venerdi' 8 Febbraio, al calar del sole, l'Auditorium "Andrea Genoino" del Liceo Scientifico di Cava de'Tirreni diverra' l'anfiteatro della solidarieta' metelliana. Il Gruppo Amici de' La Nostra Famiglia, sostenuto dall'Associazione Genitori, per l'anno 2008, portera' in scena la 17
Scopo della tombolata, che raccoglie migliaia di persone, e' quello di consentire al Centro di Riabilitazione di Villa Ricciardi, sito in Rotolo alla Via Massimo Marghieri, di sopperire, seppur in parte, alle costanti esigenze finanziarie in cui versa la struttura metelliana e di consentire ai giovai diversamente abili, e loro accompagnatori, di giungere, a turno, presso la grotta di Lourdes, per impetrare alla Vergine Maria il suo costante sguardo materno su tutta l'umanita', sempre piu distratta verso le esigenze dei piu deboli e lontana dal riscoprire i veri valori sociali e morali.
Lo scorso anno sono stati raccolti circa 10.000 euro e ben dieci sono stati i giovani, ed altrettanti assistenti, che si sono potuti affiancare alle preghiere di Bernadette.
La dr.ssa Renata Zanella, direttrice de' La Nostra Famiglia cavese, con Linda, Minuccia, Rosetta e Simona (le cinque P.A.C. -Piccole Apostole della Carita'-, fondate dal Beato Don Luigi Monza) affiancate da 49 operatori sanitari e volontari, riescono a garantire il settimanale trattamento ambulatoriale riabilitativo ad oltre 250 giovani portatori di handicap, significando che per il solo inizio del trattamento terapeutico i tempi d'attesa, talvolta, superano l'anno e cio' per la mancata ristrutturazione dell'ex albergo "Due Torri" di Rotolo-Maddalena.
A tutti e' noto (compresi gli Enti ed Istituzioni locali, provinciali, regionali e nazionali), che l'attuale struttura cavese di Via Marghieri e' palesemente insufficiente a fronteggiare le pressanti richieste quotidianamente avanzate dai genitori dei bambini che, proprio per l'eta' evolutiva, necessitano di urgenti cure specialistiche, che solamente La Nostra Famiglia (attraverso le P.A.C., gli operatori sanitari ed i volontari) riesce a garantire non solo a Cava de'Tirreni, ma in tutte le attive strutture operanti nei cinque continenti. Ad oggi solo vane promesse! La "sofferenza" e' dei familiari di quei giovani che, allo stato, non possono beneficiare dei cicli terapici, in tempi rapidi!
Rivolgiamo un corale appello alle Istituzioni ed agli uomini di buona volonta', perche' sia dato il dovuto sostegno a' La Nostra Famiglia.
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Santa Lucia, vergine e martire
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Cava [ 31 01 2008 ]
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La Santa siracusana venerata dai cavesi
Santa Lucia, vergine e martire
La recente opera del Maestro Ettore Senatore
Livio Trapanese
Eccellente opera pittorica quella del Maestro Ettore Senatore, figlio emerito della Citta' di Cava de'Tirreni, presentata alla comunita' parrocchiale di Santa Lucia, la sera di giovedi' 6 dicembre 2007, da Don Beniamino D'Arco, Parroco del luogo, nella ricorrenza dei primi dieci anni di riapertura al culto della secolare chiesa luciana.
Il terremoto delle 19.30 di domenica 23 novembre 1980 non risparmio' neanche i sacri luoghi, come la chiesa di Santa Lucia, rimasta chiusa fino a lunedi' 6 dicembre 1997.
L'opera del Maestro Senatore, olio su tela delle dimensioni di cm. 70 x cm. 100, raffigura Lucia, la Santa siracusana, che, con la verde veste, nell'atto di protezione, avvolge la sommita' della secolare chiesa luciana e con essa il popolo d Dio.
Ettore Senatore ha "arricchito" il prezioso quadro con altre sette immagini laterali. A sinistra, in alto, troviamo il miracolo eucaristico, avvenuto nel 1412 nella Basilica di Bagno di Romagna Terme; subito sotto e' rappresentata la teca ove e' custodita la sacra reliquia di Santa Lucia ed infine il logo della comunita' parrocchiale luciana. A destra sono dipinti gli eventi verificatisi in questi due lustri (6.12.1997-6.12.2007) nella chiesa di Santa Lucia. In alto osserviamo il volto di Cristo, tratto dalla copia della Sacra Sindone, subito sotto la Madonna delle Lacrime di Siracusa (la lacrimazione, ricordiamolo, avvenne dal 29 agosto al 1
Il Maestro Ettore Senatore, cattolico praticante ed uomo dal cuore nobile, si distingue per la sua smisurata semplicita' e modestia. Sue opere, da lustri, arricchiscono i luoghi di culto metelliani e fra le tante indichiamo quelle esposte nelle chiese di Santa Lucia e di San Francesco, nella Basilica Minore della Madonna dell'Olmo e nella Concattedrale di Sant'Adiutore.
Ci felicitiamo col Maestro Ettore Senatore, sottolineando che la Citta' di Cava de'Tirreni e' fiera di avere fra i suoi figli diletti un artista dall'eccelsa maestria. Sebbene si ostini a celarsi dietro l'umilta', lo invitiamo a realizzare una personale affinche' i nostri concittadini possano plaudire alla sua conclamata bravura.
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Giovanni Pisapia, un talento cavese dall'immensa modestia
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Cava [ 18 01 2008 ]
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Il tenore Giovanni Pisapia
UN TALENTO CAVESE, DALL'IMMENSA MODESTIA
Applaudito in America, Germania e Svizzera
Livio Trapanese
Uno dei talenti metelliani, immensamente modesto perche' non suole pavoneggiarsi, e' certamente il Tenore Giovanni Pisapia. Secondo genito di sei figli, e' nato a Sant'Arcangelo, in localita' Ido Longo, il 16 Aprile 1931, ove XIII secoli or sono nascevano i germani e Regi Capitanei della Casa d'Aragona, Giosue' e Marino Longo. Il papa' Gerardo, carabiniere presso la Stazione di Cava de'Tirreni, viene ricordato per la sua umana severita'. La mamma Teresa Leonina, tabacchina della manifattura tabacchi cittadina, del pari allo sposo Gerardo, era orgoglioso del figlio Giovanni, poiche' gia' da giovinetto, interpretando romanze e canzoni classiche napoletane, era costantemente richiesto per gl'intrattenimenti familiari, come era uso a quale tempo, dopo la celebrazione di matrimoni, cresime e battesimi. Anche giovani innamorarti, che intendevano dedicare una serenata alla donna del cuore, invitavano il tenore Giovanni Pisapia a cantare, con la sua possente e timbrica voce, particolari canzoni alle future spose, realizzate sotto i balconi delle fanciulle, come tradizione voleva. La svolta del Tenore Giovanni Pisapia giunse inaspettata e cio' avvenne in un noto locale della Costiera Amalfitana e fu un ospite dell'albergo a richiedere al "Voce Cavese" di seguirlo in Germania, ove avrebbe effettuato una lunga serie di spettacoli canori, nelle principali citta' tedesche. La seconda tappa fu la Svizzera e poi la tanto ambita lunga stagione nelle piazze e teatri d'America. Rientrato in Italia, il Tenore Pisapia costitui' un singolare sodalizio col maestro Tonino Galione e suoi amici speciali furono il mai tanto compianto Maggiore Enrico Forte, Vice Comandante della Polizia Locale di Cava de'Tirreni, nonche' valente musicista, ed il Professore Siano. Il Tenore Giovanni Pisapia e' nipote di Lucia Pisapia Apicella, l'Ambasciatrice di Pace Internazionale, nota ai piu col vezzeggiativo di "Mamma Lucia" e lo ricordiamo quando interpreto' la canzone "Mamma Lucia", scritta e musicata dal Maestro Umberto Apicella, in occasione dell'inaugurazione del monumento realizzato in suo ricordo, posto dinanzi alla Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo e per le Anime del Purgatorio (piu comunemente detta: La Chiesa del Purgatorio); ancor oggi indecorosamente fruito da quanti usano il "sarcofago" come tavolo, per adagiarvi e poi consumare pizze e bibite. Certamente questi individui non sanno che il monumento e' dedicato ad una persona eccezionale, ambasciatrice di pace nel mondo prima di Maria Teresa di Calcutta. Speriamo che le istituzioni decidano, una volta e per sempre, di recintare lo spazio antistante la secolare Chiesa del Purgatorio, in modo da scongiurare il perpetuarsi della scellerata profanazione. Auguriamo al Tenore Giovanni Pisapia sempre migliori fortune e lo ringraziamo, con profonda cavesita', per aver portato il toponimo di Cava de'Tirreni oltre i confini nazionali; promuovendo la cultura, la storia, il folklore e bellezze della nostra amata Valle Metelliana.
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Bis della solidarieta' dei Pistonieri Santa Maria del Rovo |
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Cava [ 21 12 2007 ]
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Il Cinema Alambra trasformato nell'arena dell'amore
Bis della solidarieta' dei Pistonieri Santa Maria del Rovo
Ospiti d'eccezione il Presidente Pignata ed il Sindaco Gravagnuolo
Livio Trapanese
Il Cinema Al ambra di Cava de'Tirreni, giovedi' 20 dicembre, e' stato la sede dell'amore solidale. La Tombolata del Natale Insieme 2007, fermamente voluta dal Direttivo dei Pistonieri di Santa Maria del Rovo, animata da tre sagaci presentatrici del gruppo vessilli del sodalizio, anche quest'anno, per la settima volta, ha ottenuto uno strepitoso successo. Migliaia le persone che hanno risposto al corale appello di solidarieta' rivolto dal Presidente del Sodalizio, Antonio Luciano, e da Luigi del Buono, Alfredo Apicella, Francesco Luciano e Salvatore Luciano. Una VII Edizione colma d'eventi d'ogni genere, legati fra loro da un solo filo conduttore: la solidarieta'. Il Presidente Luciano, a coronamento del lungo lavoro svolto, stante il successo ottenuto, alla presenza del Presidente del Consiglio Provinciale Dott. Carmine Pignata e del Sindaco della Citta' di Cava de'Tirreni Dott. Luigi Gravagnuolo, accompagnati dal Consigliere Carmine Adinolfi, ha dichiarato: "L'associazionismo ha obiettivi precisi. Il Sodalizio che presiedo si e' fermamente votato alla solidarieta'." I Pistonieri di Santa Maria del Rovo, hanno consegnato una sofisticata postazione multimediale alla dr.ssa Anna Musumeci, Presidente de' La Rondine (operante da anni nella nostra Citta', nel delicato settore dello sport per diversamente abili), garantito a Don Carmine Satriano, Parroco di Santa Maria del Rovo, l'impegno economico per la copertura della chiesa container della storica frazione ed inviato un contributo economico all'AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.
Alla presenza dei Presidenti dell'Associazione Trombonieri Sbandieratori e Cavalieri di Cava de'Tirreni, viene presentato e consegnato alle autorita' il calendario associativo.
I Frati minori del Convento di Baronissi ed il Coro Polifonico Alfonsiano
Il Corpo di Ballo Rovese, formato da venti graziose portavessillo, ha presentato un singolare ballo, suscitando vivo entusiasmo fra i coetanei presenti in sala. I ricchi premi in palio, raccolti in cinque ambo, quattro terno, tre quaterne, due cinquine, una tombola ed una tombolina, miscelati a vivaci eventi di spettacolo, sono stati distribuiti ai fortunati vincitori.
Il Presidente Pignata, il Sindaco Gravagnuolo, Loretta Senatore, Madrina del Sodalizio, Don Carmine Satriano, al termine della serata, si sono voluti felicitare per le attivita' svolte dal Sodalizio, confermando la loro attenzione agli eventi posti in essere dal sodalizio.
In attesa della realizzazione della VIII Edizione del Natale Insieme 2008, formuliamo ai Pistonieri di Santa Maria del Rovo i nostri piu vivi ringraziamenti per quanta solidarieta' offrono alla comunita' di Cava de'Tirreni.
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Un Natale insieme per l'assistenza umanitaria
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Cava de' Tirreni
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SOLIDARIETA E FOLKLORE, E' QUESTO IL BINOMIO DEL 2007
UN NATALE INSIEME PER L'ASSISTENZA UMANITARIA
I PISTONIERI SANTA MARIA DEL ROVO AUTORI DI UNA SOLIDALE
Livio Trapanese
Giovedi' 20 dicembre, dalle ore 20.00, il cinema Alambra di Piazza Eugenio Abbro di Cava de'Tirreni, un tempo Teatro Mascotte, diverra' l'arena dell'amore solidale.
I Pistonieri di Santa Maria del Rovo, terranno la settima edizione del "NATALE INSIEME" che avra' lo scopo di portare un tangibile sostegno alla chiesa parrocchiale di Santa Maria del Rovo, con il rifacimento della copertura della chiesa prefabbricata, ed all'Associazione La Rondine.
La Rondine, iscritta al C. I. P. (Comitato Italiano Paraolimpico) ed al C. O. N. I., composta da genitori avente come obbiettivo l'assistenza di giovani disabili in attivita' sportive e che ha sede alla Via Vittorio Veneto, 184/A, ricevera' dai gloriosi pistonieri rovesi una postazione multimediale completa in ogni sua parte, cio' per agevolare le attivita' di segretaria e non solo. Ricordiamo che nelle edizioni precedenti, i nostri Pistonieri Santa Maria del Rovo hanno conferito attrezzature sanitarie ed altro ad organizzazioni ONLUS, quali La Nostra Famiglia, l'UNITALSI ed Il Germoglio.
La serata, organizzata dal Direttivo dei Pistonieri Santa Maria del Rovo, avra' come "centro d'attrazione" una tombolata di beneficenza, inframmezzata da interventi musicali ed altro, arricchita da artisti emergenti, dal gruppo musicale dei Frati minori del Convento di Baronissi e dal Coro Polifonico Alfonsiano
Il Presidente Antonio Luciano, ed i membri del Direttivo del Santa Maria del Rovo, invitano la cittadinanza cavese a confermare i sentimenti d'amore cristiano, sempre manifestati verso quanti si donano agli altri, aspettandoli giovedi' 20 c.m. nel Cinema Alambra.
L'evento, per l'acclarata valenza acquista nelle trascorse attivita', ha ottenuto il Patrocinio dell'Amministrazione Provinciale di Salerno e della Citta' di Cava de'Tirreni e il sostegno morale delle Amministrazioni comunali di Agropoli, Capaccio-Paestum, Giungano, Nocera Superiore, Oliveto Citra, Pagani, Sarno, Vallo della Lucania, e dell'A.A.S.T. di Cava de'Tirreni.
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I Presepi Viventi a Cava de'Tirreni
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Cava de' Tirreni
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Otto eventi, tutti suggestivi
I Presepi Viventi a Cava de'Tirreni
La rievocazione storico-religiosa della nascita di Gesu
Livio Trapanese
Con l'approssimarsi delle festivita' natalizie, la memoria di religione cattolica, ritorna anche ai presepi, distinti in statici, ovvero realizzati con statuine di legno, rivestite con singolari abiti; di creta, abilmente decorati, e viventi.
Per gli statici c'e' poco da dire, son tutti belli e caratteristici, con speciali movimenti ed ambientazioni.
Come esempio, ma vale anche per tutti quelli realizzati a Cava de'Tirreni, indichiamo il monumentale allestito dai Frati Francescani, sin dall'inizio del secolo XVI, nella Chiesa di San Francesco e Sant'Antonio.
In tutt'Italia, e nel mondo, se ne possono visitare a migliaia, ricordando che il primo a realizzarlo fu San Francesco d'Assisi, a Greggio (Rieti), nel 1223.
Per i presepi viventi, proprio perche' ne abbiamo visitati tanti, anche in piu paesi limitrofi, v'e' qualcosa da dire! Nel percorrere le strade dei luoghi ove vengono realizzati, siamo rimasti sconcertati quando abbiamo notato approssimazioni scenografiche e vestiarie, oltre la vendita di generi alimentari vari, cosa ancor piu grave!
Avremmo voluto rivivere, seppur in forma scenico-teatrale, quanto ha realizzato, per cinque anni consecutivi, Padre Antonio Francesco D'Urso, dei Frati Cappuccini cavesi, con la Comunita' Parrocchiale del Casale di Santa Croce, posta al confine delle Citta' di Cava de'Tirreni e Salerno.
Il viandante-visitatore poteva realmente comprendere quanto e' avvenuto 2007 anni or sono a Nazareth, allorquando Giuseppe e Maria vi giunsero da Betlemme, per osservare l'editto del Governatore Cesare Augusto, cioe' il censimento degli abitanti della Galilea. Maria era incinta, e di li' a poco avrebbe dato alla luce Gesu, il figlio di Dio, il Salvatore del mondo, come annunziatoLe dall'Arcangelo Gabriele.
I sacri testi provano che gli sposi, non avendo trovato alloggio in Betlemme, furono costretti ad allestire una mangiatoia per il giaciglio del Celeste nascituro, posta in una grotta, adibita a stalla, sita fuori dalle mura cittadine e riscaldata dalla presenza di un bue e di un asinello.
Cosi', in un misero luogo, venne alla luce Gesu, Colui che, poi, con la sua cruenta morte, riscatto' i peccati dell'umanita'. I profeti predissero che tutto cio' non sarebbe stato compreso dagli uomini, come pure l'avvento dei Re Magi: Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, i quali, avviatisi da localita' diverse, dell'immensa regione giudaica, s'incontrarono ad un trivio, proseguendo, insieme, alla volta di Betlemme, seguendo la scia di una stella.
Giunti dinanzi alla grotta della Nativita', deposero oro (il dono riservato ai re), incenso (usato per adorare l'altare di Dio) e la mirra (il balsamo per i defunti), trasgredendo la richiesta di Erode, il quale, ritenendo che il Nascente gli avrebbe potuto usurpare il trono, mentendo, aveva chiesto loro di fargli conoscere il luogo ed il nome del Nascituro, affinche' lui stesso potesse, poi, adorarlo. Dinanzi alla capanna, chiamati dagli Angeli, giunsero i pastori con le greggi; i poveri di quel tempo!
Betlemme, scelta dal governo di Roma per la "rilevazione statistica", disponeva di aree di ristorazione, pernottamento e svaghi, come e' per noi oggi, quando ci rechiamo a venerare la vergine Maria (Lourdes, Fatima, ecc.), i santi o miracolosi eventi eucaristici. Quanto qui sintetizzato era possibile ascoltare e vedere nel corso della visita che i "contemporanei viandanti'' eseguivano nel luogo della rievocazione storico-religiosa attuata nel casale di Croce. Angeli guida appositamente istruiti secondo i messaggi profetici ed evangelici, precedendo i "pellegrini'' lungo l'itinerario, esplicitavano cosa avrebbero visto ed udito, cio' per far si' che nei cuori si fermasse il divino credo. Il viandante-visitatore, non avendo modo di assistere od ascoltare quanto potesse essergli di disturbo, con un "pizzico'' di fantasia, poteva evocare nel suo cuore il mistero celeste, poiche' nulla di profano veniva rappresentato, cosa, che, invece, nostro malgrado, accade nel corso delle rappresentazioni di taluni "presepi viventi'', oltre alla cessione di generi alimentari. Ricordiamo un vecchio adagio: il sacro non deve essere mischiato al profano! L'evento crocese, quest'anno avrebbe registrato la VI edizione, che per ragioni logistiche non e' stato possibile replicare.
Giorni e luoghi delle rievocazioni storico-religiose:
Centro Medico di Riabilitazione Mentale "Villa Alba'':
Venerdi' 21.12.2007 e Sabato 05.01.2008;
Associazione "Il Campanile" di San Pietro:
Lunedi' 24.12.2007 e Domenica 06 e 13.01.2008;
Comitato Presepe d'Alessia:
Mercoledl 26.12.2007, Domenica 30.12.2007, Martedi e Domenica 01 e 06.01.2008;
Associazione San Gabriele - Pianesi:
Mercoledi' 26.12.2007 e Domenica 06.01.2008;
Comunita' Parrocchiale di Sant'Anna:
Mercoledi 26.12.2007, Venerdi 28.12.2007, Sabato e Domenica 05 e 06.01.2008;
Comunita' Parrocchiale di Pregiato:
Domenica 30.12.2007 e Sabato 05.01.2008;
Comunita' Parrocchiale di Sant'Arcangelo:
Domenica e Lunedi 06 e 07.01.2008;
Comunita' Francescana di San Francesco e Sant'Antonio:
Domenica 20 e 27 Gennaio 2008.
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Un caro Natale quello del 2007
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Cava de' Tirreni
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La festa di fine anno all'insegna dell'austerita'
UN CARO NATALE QUELLO DEL 2007
Con i consigli del Maitres Luciano Apicella, ancora si puo'
Livio Trapanese
E' inutile negarlo, il numero dei poveri e' in aumento, che non sono solo quelli che chiedono l'elemosina per alimentarsi, vestirsi e riscaldarsi, ma sono anche i tantissimi che sopravvivono con pensioni da fame, originate per l'errata conversione della lira in euro, per l'aumento indiscriminato dei prezzi, che nessuno puo' controllare per assenza di una legge specifica, e per il dimezzato potere d'acquisto dell'euro rispetto alla lira. Quanto costava 1.000 lire, oggi ha un valore di mercato di un euro, cioe' 2.000 lire circa. Coi riti religiosi, il Santo Natale, da sempre, e' l'evento che riunisce le famiglie. Per il pranzo di Natale, in tanti, potranno portare a tavola quasi niente. Per illuderci che qualcosa deve cambiare, ci siamo rivolti al Maitres d'Hotel Luciano Apicella il quale, forte della vasta esperienza in materia, ci ha suggerito questo menu, realizzabile con un dozzina di euro a persona.
Aperitivo-Antipasto: Vino dolce o ammiccato del contadino, frittelle di alici, pane raffermo passato al forno o sulla brace (bruschetta), condito con pomodoro;
Minestra: Cicoria paesana in brodo, con patate e salsiccia suina;
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bouffet: frutta secca e fresca di stagione, struffoli, panettone, spumante italiano, vino rosso e caffe'.
Se dovessimo avere bisogno delle ricette, il maitres Apicella e' a nostra disposizione nel Parco Schwerte (la villa nuova) di Cava de'Tirreni.
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La cellulosa sconfigge l'obesita'
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Cava de' Tirreni
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Presto in farmacia un prodotto rivoluzionario
LA CELLULOSA SCONFIGGE L'OBESITA
Gli idrogeli ci cambieranno la vita
Livio Trapanese
Visto che la sedentarieta' e la sregolatezza nel consumare i pasti ci porta all'obesita', vediamo cosa la farmacologia ha in cantiere per aiutarci. Dieci anni or sono, nei laboratori dell'Universita' "Federico II" di Napoli, l'ingegnere chimico Prof. Luigi Nicolais, attuale Ministro per le Riforme e l'Innovazione nella Pubblica Amministrazione, intraprese il coordinamento della ricerca nel settore degli idrogeli, cioe' materie plastiche in grado di assorbire elevate quantita' d'acqua. Il Prof. Nicolais, affiancato da due emeriti scienziati: l'Ing. Alessandro Sannino, ricercatore presso l'Universita' di Lecce ed il Prof. Luigi Ambrosio, Direttore dell'Istituto per i Materiali Biomedici e Compositi del Centro Nazionale delle Ricerche, diede inizio ad una bella storia, tutta italiana, il cui protagonista era, appunto, l'idrogelo, se si pensa che un grammo secco (una punta di un cucchiaino) assorbe un litro d'acqua. L'idrogelo o polimero, e' impiegato nella produzione di pannolini per bambini ed assorbenti igienici per donne, ma, essendo a base acrilica e non biodegradabili, fu necessario ricorrere ai ricercatori. Gli scienziati, rilevato che il polimero sintetizzato e' a base di cellulosa, constatarono che esso e' totalmente biodegradabile e biocompatibile. Posto a contatto con l'acqua si gonfia, trasformandosi in gelatina trasparente ed ingerendolo in forma secca, con due bicchieri d'acqua, circa 30 minuti prima dei pasti, si gonfia nello stomaco, dando senso di sazieta', aiutando a mangiare meno, venendo poi regolarmente espulso per via fecale.
La prima sperimentazione sull'uomo s'e' conclusa con successo. Nessun rischio od acidita' post ingestione, atteso che il materiale, a base di cellulosa, non interagisce con l'organismo.
A breve l'industria farmaceutica ci consentira' di ricorrere ai ripari, ma, nel mentre, visto che prevenire e' meglio che curare e che l'obesita' c'insidia sin dall'infanzia, attuiamo i suggerimenti dell'esperto.
Il parere dell'esperto:
Dott. Domenico Viaggiano, pediatra, studioso delle problematiche correlate all'obesita' infantile.
Finalizzata all'obesita', proprio Sabato 27 Ottobre, a Napoli, ma contestualmente in tutte le regioni d'Italia, organizzato dalla Societa' Italiana di Endocrinologia Pediatrica, si e' tenuto uno specifico convegno nel corso del quale, da relatore, ho potuto relazionare sull'aumento, negli ultimi anni, del numero dei bambini obesi od in soprappeso, soprattutto nella Regione Campania, postasi, per incidenza del problema, ai primi posti in Europa. Ad esito dei lavori, abbiamo registrato e, quindi, divulghiamo, che e' aumentato il rischio negli adolescenti di essere obesi anche da adulti, presentando, conseguentemente, malattie metaboliche e cardiovascolari, quali: il diabete, l'infarto e l'ictus, essendo gia' affetti, a volte ignari, da insulino-resistenza, bassi livelli di colesterolo buono (HDL), aumento di trigliceridi ed ipertensione. Gia' in eta' adolescenziale e' necessario intraprendere misure dieto-terapeutiche, consistenti nell'assunzione di meno carboidrati a rapido assorbimento, quali i dolci, le patatine, le merendine, ecc. e modificare, da subito, lo stile di vita quotidiano, riducendo al massimo la sedentarieta' e praticare piu sport e/o attivita' fisica.
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