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Dibattito Politico
L'ex sindaco Gravagnuolo contesta le modalità di selezione del nuovo segretario comunale da parte del sindaco Galdi
Cava [ 19 05 2010 ]
La Giunta Comunale di Cava de’Tirreni, nella sua seduta del 14 maggio u.s., con Delibera n. 112 (rinvenibile sul sito istituzionale del Comune), ha adottato un atto a dir poco singolare, relatore il Sindaco Marco Galdi.

Nella sua relazione il Sindaco dichiara di volersi avvalere della potestà, attribuitagli dalla legge, di revoca dell’attuale Segretario Generale dell’Ente e di nomina di un nuovo Segretario. Fin qui tutto normale.

Il fatto è che il Sindaco, per scegliere il nuovo Segretario Generale propone alla Giunta – che, previo parere di regolarità tecnica del Dirigente del Primo Settore, acconsente - di declassificare il Comune di Cava de’Tirreni dalla Classe A alla Classe B.

Il Comune di Cava, per fascia demografica, apparterrebbe alla classe B, ma dal ’97 ha otenuto la classificazione come fascia A, il gli ha consentito da sempre, dall’entrata in vigore della Legge 127/97 e del successivo Dpr 465/97, di attingere all’Albo dei Segretari Generali di alta professionalità, in grado cioè di gestire Comuni di fascia demografica superiore, purché abbiano espletato minimo due anni di servizio in Comuni di fascia B ed abbiano superato apposito corso abilitante di idoneità alla funzione per Comuni di classe A. Si tratta di un corso tenuto dalla SSPAL a Roma della durata di sei mesi, con obbligo per partecipanti di risiedere ivi in college della stessa SSPAL, e che si conclude con esami scritti ed orali più una tesi.

Va da sé che questo ha rappresentato negli anni un consolidato vantaggio per il nostro Comune, che ha potuto avvalersi di figure professionali tutte di alto profilo, in grado di far fronte con competenza ed imparzialità alle problematiche generali di un Ente con oltre quattrocento dipendenti, impegnato in progetti territoriali e processi gestionali di rilevante complessità.

Ora il Sindaco e la Giunta hanno deliberato di attingere invece a professionalità meno esperte, appartenenti alla Classe B con la motivazione di voler scegliere “tra un numero più alto di Segretari” e per darsi l’opportunità di prelevare il Segretario in “una fascia di età mediamente inferiore”, presupponendo che l’essere più giovani comporti automaticamente di essere più capaci di sapere meglio adattarsi ai cambiamenti socio-economici in atto.

Tale motivazione è assolutamente risibile, la Fascia A dell’Albo dei Segretari è numerosissima e vi sono professionisti di tutte le età, con una particolarità non trascurabile: hanno esercitato la funzione per lo meno per un biennio in Comuni di fascia B, ma soprattutto hanno superato il corso abilitante di idoneità al ruolo.

Quanto poi alla freschezza mentale dei giovani rispetto agli anziani, mi permetterei di osservare che, con questo criterio, parecchi nostri governanti, a cominciare dal Presidente del Consiglio, dovrebbero ipso facto essere considerati buoni solo per la rottamazione.

Tra le motivazioni la Giunta ha avuto il pudore di non menzionare eventuali risparmi per l’Ente, in quanto ciò sarebbe stato assolutamente falso. Per lo meno questo.

Insomma un atto sbagliato che, al di là dello spirito da talent scout proclamato dal Sindaco, ha un solo obiettivo: assumere a Cava un giovane che avrà l’unico merito che conta per questa amministrazione, essere protetto dal protettore del Sindaco.

Chiudo chiedendomi: ma l’Agenzia dei Segretari, a cui l’atto è stato come da legge inviato, non ha niente da dire su questa delibera?"
L'ex sindaco Luigi Gravagnuolo sull'interrogazione parlamentare De Angelis
Cava [ 18 05 2010 ]
L'ex sindaco Luigi Gravagnuolo con un comunicato stampa, con annesso documento parlamentare, fa luce su alcune accuse mosse nei suoi confronti dal centrodestra.

Di seguito il comunicato di Gravagnuolo:
"Qualcuno ricorderà, perché ad essa fu dato ampio risalto su alcuni organi di stampa locale, che lo scorso 21 luglio 2009, poco dopo la conclusione della campagna elettorale per le provinciali, un tale on.le Marcello De Angelis, componente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, presentò al Ministro dell'Interno una interrogazione parlamentare nella quale, raccontando a suo modo alcuni episodi, chiedeva allo stesso Ministro se il comportamento tenuto durante la suddetta campagna elettorale dal Sindaco di allora, che ero io, fosse stato censurabile in quanto scorretto, "dispotico ed arbitrario, tanto da inficiare sia l'indipendenza degli organi tecnici comunali che la regolarità delle consultazioni elettorali". Lo stesso interrogante concludeva chiedendo al Ministro "quali provvedimenti di propria competenza intenda adottare".

Cosa mi imputava l'on.le De Angelis? "Tre differenti episodi che avrebbero fortemente condizionato non solo il corretto svolgimento della propaganda elettorale sul territorio, ma anche la trasparenza stessa dell'attività amministrativa dell'ente comunale".

Primo episodio: "[…] il sindaco avrebbe esercitato pressioni su alcuni componenti del collegio di revisione […], i due componenti del collegio di revisione, i dottori Roberto Bellizia e Domenico Allocca, rivendicando la loro autonomia di organi tecnici, avrebbero invece espresso parere negativo […] , il primo cittadino, sulla base della presunta vicinanza politica tra i revisori e l'assessore Cioffi, avrebbe revocato in modo drastico ed improvviso l'incarico assessorile […] attraverso un provvedimento non motivato".

L'interrogante on.le De Angelis tiene ad informare il Ministro che le mie "pressioni" sui revisori sarebbero state denunciate "nella seduta del consiglio comunale del 21 maggio 2009 dal consigliere Antonio Barbuti".

Secondo episodio: il sindaco "anche al fine di esporre pubblicamente le sue ufficiali giustificazioni in merito alla revoca assessorile […] avrebbe impropriamente utilizzato il sito istituzionale del comune di Cava de' Tirreni, per svolgere un'attività di comunicazione politica del tutto personale e non consentita, avvalendosi dell'autonoma rubrica definita <>, in onda on line attraverso <> […]".

Terzo ed ultimo episodio incriminato: "[…] a ridosso delle operazioni di voto, il sindaco avrebbe indebitamente esercitato pressioni sui dipendenti della Metellia Service […] al fine di indurre gli stessi alla defissazione di numerosi manifesti elettorali commissionati da alcuni candidati dell'opposizione". L'interrogante, citando un intervento del consigliere comunale Luigi Napoli nella seduta del 1° luglio 2009, denuncia che io avrei fatto defiggere i manifesti dei candidati a me contrari, per agevolare i candidati a me vicini, consentendo l'affissione solo a quelli della mia coalizione, in particolare in località Pregiato di Cava de' Tirreni.

Non commento la palese alterazione dei fatti, così come ricostruiti dalla versione dell'on.le De Angelis, in particolare quest'ultima davvero strabiliante, sulla quale a suo tempo ho fornito ampia documentazione, anche fotografica, alla Prefettura; né torno ora sulla questione dei revisori, per la quale sto ansiosamente aspettando di poter parlare ad un giudice. Voglio solo segnalare che finalmente, dopo mesi, lo scorso 8 aprile il Ministro dell'Interno, per via del Sottosegretario di Stato per l'Interno, on.le Michelino Davico, ha dato risposta scritta all'interrogante.

Cosa risponde Davico?

Sull'uso "improprio" dei mezzi di comunicazione durante la campagna elettorale, rimanda come da legge 28/2000 alla Autorità per le garanzie delle comunicazioni; tuttavia afferma: "[…] il sindaco, interpellato al riguardo dal prefetto di Salerno, ha precisato che <> è uno strumento di comunicazione istituzionale diretta con i cittadini ed ha ritenuto, quindi, di utilizzarlo, prima dell'inizio della campagna elettorale, anche per informare sulla vicenda della revoca dell'incarico all'Assessore ai lavori pubblici".

Sulle "pressioni e revoca dell'incarico" allo stesso assessore, l'on.le Davico "evidenzia che la nomina e la revoca degli assessori comunali rientrano nelle prerogative del sindaco e che il ministero dell'interno non può esercitare alcuna forma di sindacato su di esse".

Infine sulla defissazione dei manifesti elettorali: "Per quanto concerne, infine, le presunte pressioni sui dipendenti della società <> del comune <>, il sindaco ha dichiarato al prefetto di Salerno di aver ordinato ai medesimi la rimozione di tutti i manifesti affissi abusivamente nella notte tra venerdì 5 e sabato 6 giugno 2009, al solo fine di ripristinare la par condicio e di tutelare la regolarità del voto, prevenendo possibili incidenti e turbative".

Interrogazione e risposta sono rinvenibili senza alcuna difficoltà sul sito della Camera dei Deputati.

Per quanto mi riguarda prego cortesemente la stampa cittadina di voler dare notizia della risposta scritta del Sottosegretario Davico, dandole analogo rilievo a quello già concesso a suo tempo all'interrogazione dell'on.le De Angelis. Ciò a fini di tutela della mia onorabilità.

Clicca qui per leggere il testo dell'interrogazione parlamentare
Il centrosinistra cavese si lecca le ferite e si prepara all’opposizione
Cava [ 30 04 2010 ]
La dura sconfitta delle elezioni comunali azzera i giochi nel centrosinistra cavese. Un risultato così mediocre (36 per cento) era inatteso da parte del Pd e dei suoi alleati e ora si apre la discussione tra coloro che, nonostante tutto, vogliono ripartire da Gravagnuolo e chi invece vuole voltare pagina, tornando tra la gente e scegliendo un nuovo leader attraverso le primarie. Intanto l’ex sindaco Gravagnuolo annuncia su Facebook la sua “determinazione a continuare la battaglia per una Cava migliore”, chiama a raccolta i numerosi fan che gli hanno inviato messaggi di solidarietà e avverte: “Non mi arrendo”. Abbiamo rivolto alcune domande ad alcuni esponenti del centrosinistra sul futuro della coalizione a Cava.

1. Elezioni comunali: per il centrosinistra è stata una disfatta. Che errori sono stati commessi?

Pino Foscari: Gli errori? Aver puntato troppo sulla propria persona (mi riferisco al sindaco), aver omesso i partiti (ma si è perso proprio contro i partiti!), non aver comunicato a dovere e per tempo quanto di positivo era stato fatto, aver accettato qualche ricatto politico sin dall'inizio del mandato ed essere intervenuto per rimuovere assessori cadendo nuovamente nella trappola del "ricatto politico", aver perso il consenso di larghi segmenti della società (medici, imprenditori, associazionismo sportivo e culturale).
Nunzio Senatore: Cava è nota come una città moderata, la storia ci insegna che nelle competizioni elettorali il centrosinistra è riuscito a prevalere sul centrodestra solo quando si è presentato alla città in maniera compatta e senza dissidi interni, cosa che non è avvenuta in questa tornata elettorale. Inoltre sono stati commessi alcuni importanti errori di valutazione che non sto qui a precisare, le nostre liste erano palesemente più deboli rispetto alle loro ed in campagna elettorale è stato utilizzato un linguaggio non rispondente alle aspettative dei cittadini.
Rossana Lamberti: Credo che l'errore più grosso sia stato quello di pensare che la lotta per la legalità, la trasparenza potesse, concretamente, ripagare. Non è stato così, evidentemente Cava è una città che ha come principale obiettivo la tranquillità, è come se tutte le fibrillazioni sociali l'avessero infastidita. Tutto il resto fatto dall'amministrazione Gravagnuolo - ed è stato veramente tanto e di altissima qualità - è stato dimenticato. Sono poi convinta che sia stata deleteria la polemica innescata da alcuni rappresentanti della sinistra su una lista con un candidato sindaco contrapposto a Gravagnuolo. La città ci ha guardato come se fossimo dei marziani.
Mimmo Laudato: La disfatta arriva da lontano: a Cava il Pd è quasi allo sfascio in quanto in questi anni non c’è stato un vero dibattito sulla sua costruzione e quando c'è stato il primo congresso cittadino, vi è stato solo la celebrazione dell'elezione di un sedicente organo di governo locale che rappresentava solo dei baroni con tessere.
Antonio Armenante jr: Quando si perde con 25 punti di scarto si è di certo commesso qualche errore e la disamina dei problemi palesatisi è la base di partenza per ricostruire. Di certo siamo ad un "anno zero" del centro-sinistra cavese.
Enrico Polichetti: Non serve fare polemiche, ma alcuni elementi non andavano candidati, perché il voto e i cavesi ci hanno dimostrato che non li vogliono più vedere. Sono anche sicuro che alcuni esponenti del Pd cavese non hanno fatto campagna elettorale, almeno per le nostre 2 civiche di progetto. Penso che le colpe non vanno attribuite solo a Luigi Gravagnuolo ma tutti noi dovremmo fare un mea culpa, a partire da me, anche se personalmente mi sento con la coscienza pulita e rifarei tutte le scelte fatte.
Marco Ascoli: Quando nonostante una buona azione amministrativa il voto ti punisce in modo così netto, significa che di errori se ne sono fatti tanti, specie dal punto di vista comunicativo. Cava è un intreccio di relazioni, di legami che mal sopportano ostilità e asprezza nei rapporti. Avere polso fermo e saper dire dei "no" non presuppone né giustifica atteggiamenti arroganti, bensì necessita di doti di mediazione e di pazienza che spesso sono mancate. Gravagnuolo si è assunto la totale responsabilità della disfatta: non sono d'accordo. L'appiattimento eccessivo sulle posizioni dell'Amministrazione da parte di molti dirigenti politici della maggioranza ha aggravato la situazione.


2. Gravagnuolo ha sbagliato a dimettersi?

Pino Foscari: Credo di no, ma dimettersi per condurre una battaglia solitaria è stato un errore.
Nunzio Senatore: Bisogna ricompattarsi, fare quadrato e cercare dare risposte concrete ai cavesi sia per i problemi spiccioli, giornalieri sia a quelli più importanti come il lavoro, la sanità, l'ambiente e, cosa non secondaria, bisogna recuperare il rapporto con i cittadini delle zone periferiche della città.
Rossana Lamberti: Gravagnuolo ha sempre avuto il bene della città come scopo unico. Quindi non ha affatto sbagliato a dimettersi. Da gennaio non avremmo avuto di fatto più i numeri per reggere autonomamente in consiglio comunale, ma avremmo avuto bisogno di appoggi esterni e, alla luce di quanto accaduto (la vittoria di Caldoro), o saremmo andati ugualmente a elezioni anticipate lasciando la città nelle mani di un commissario per un periodo troppo lungo oppure il sindaco non sarebbe stato in grado di amministrare in piena indipendenza.
Mimmo Laudato: Sono stato sempre contrario alle dimissioni di Gravagnuolo, si doveva aspettare la scadenza naturale e non giocare d'azzardo... lui non è stato mai un bravo giocatore di poker!!! In ogni caso lui doveva, prima di comunicarlo alla stampa e quindi alla città, parlarne con il suo partito e con gli alleati. Ciò non è successo. Lui ha solo imposto le sue dimissioni e le sue scelte "strategiche". I dittatori alla fine perdono sempre!
Antonio Armenante jr: Assolutamente no. Il suo è stato un gesto molto coraggioso. La vittoria di Caldoro avrebbe reso gli equilibri politici ancora più precari in seno all'esigua e debole maggioranza. Inoltre, il tradimento di alcuni uomini e donne all'indomani delle dimissioni, ha reso ben chiari i motivi della decisione di Gigi.
Enrico Polichetti: Se ci fossimo intestarditi ad andare avanti, avremmo prodotto solo danni alla nostra città, avremmo perso tempo nelle contrattazioni di potere, creato divisioni che avrebbero recato solo danni. Sono quindi orgoglioso per la scelta fatta perché non ricordo nessun politico che negli ultimi 20 anni abbia lasciato la poltrona 1 anno e mezzo prima di spontanea volontà.
Marco Ascoli: Non credo l'abbia fatto a cuor leggero, ma non credo neanche che immaginasse la proporzione della sconfitta e questo è il dato più sconfortante, perché evidenzia uno scollamento dalla realtà.


3. Come si fa in futuro a recuperare il consenso perduto?

Pino Foscari: Bisogna ritornare tra la gente, affrontare i problemi del quotidiano, dialogare ed ascoltare, insomma, scendere sul territorio.
Nunzio Senatore: A fine 2009 la maggioranza era di 16 consiglieri a 15, Gravagnuolo poteva "tirare a campare" fino al risultato elettorale delle regionali di marzo, distribuendo prebende a qualche consigliere insofferente, ma dopo l'assegnazione della Regione avrebbe sicuramente subito ricatti più continui non più gestibili. Tutto questo avrebbe causato sicuramente il tracollo all'amministrazione con un commissariamento non di soli 2 mesi ma molto più lungo e certamente deleterio per la nostra città.
Rossana Lamberti: Per tre anni e mezzo si è discusso al nostro interno se il Pd dovesse o meno essere "appiattito" sull'amministrazione come se questo fosse la "vera" questione che il partito dovesse affrontare per dimostrare di esistere. La dialettica è stata forte, ma la diatriba sterile. Il partito invece deve radicarsi sul territorio, tornare a fare quello che fa un partito che vuole essere popolare, avvicinare le persone, spiegare loro cosa accade a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale; sentire i problemi di ognuno e farsene carico.
Mimmo Laudato: Sarà duro. Se chi vorrà costruire davvero il nuovo centrosinistra a Cava de' Tirreni ritornerà a parlare con la gente, forse riuscirà a recuperare elettori. Però, non bisogna dimenticarsi che le esigenze dei cittadini vanno interpretate e governate...
Antonio Armenante jr: Bisogna uscire dai circoli autoreferenziali. C'è urgenza di ritornare tra la gente, di star vicino ai tanti che perdono il posto di lavoro o ai tantissimi che non riescono ad arrivare alla terza settimana del mese col proprio salario o a programmare un futuro sotto la spada di Damocle del "tempo determinato". Noi giovani, attraverso l'associazionismo, dobbiamo arginare i problemi sociali e lottare per essere portavoce delle istanze dei nostri coetanei.
Enrico Polichetti: Si deve ripartire tra la gente e con la gente, in questa campagna elettorale ho trovato enormi problemi: c’è chi non arriva a fine mese, chi non riesce a mangiare, le parrocchie hanno pochi fondi per aggregare le fasce deboli, i disabili, i giovani e gli anziani non hanno abbastanza spazi e luoghi di svago. La gente chiede piccole cose, non vuole opere stratosferiche.
Marco Ascoli: Costruire un progetto che "includa", che faccia sentire protagonisti e partecipi tutti i cittadini ancora di più di quanto fatto in questi tre anni. La politica attuale vive una distanza enorme dal comune sentire dei cittadini ed è spesso poco lungimirante e lontana dai bisogni da coloro che intende rappresentare.


4. Gravagnuolo è il leader per ripartire o ci vuole un candidato nuovo?

Pino Foscari: La sconfitta peserà come un macigno su Gravagnuolo, e per cercare un nuovo leader si dovranno organizzare per tempo le primarie.
Nunzio Senatore: Penso che dopo il dato elettorale neanche lui abbia voglia di ricandidarsi alla guida della città, ora bisogna lavorare per individuare un candidato nuovo, capace di sintetizzare le aspettative di tutto il centrosinistra cavese.
Rossana Lamberti: Parlare di nuovo candidato mi sembra senz'altro prematuro. Quindi occorrerà ripartire da dove eravamo rimasti. Al momento moltissimi dei giovani che hanno sostenuto la battaglia elettorale insieme a Gravagnuolo vogliono continuare a fare politica, li vedo determinati e uniti intorno al leader che avevano scelto e che è riuscito a entusiasmarli nello spendersi per il futuro. Si ricomincia da lì. Allo stato, del resto, non riesco a trovare altra personalità dello stesso calibro ed esperienza di Gravagnuolo.
Mimmo Laudato: NO! Gravagnuolo, per il momento, per me deve stare in garage. Anche se adesso sparare su Gravagnuolo è come sparare sulla croce rossa… Il nuovo candidato, perché sono sicuro che Marco Galdi non durerà molto, bisognerà costruirlo insieme a tutto il centrosinistra.
Antonio Armenante jr: E' presto per parlare di candidati. Gigi è sicuramente un grande leader, un amministratore senza eguali ed un uomo coraggioso e forte. La sua voglia di legalità l'ha allontanato dalla gente. Purtroppo, nella nostra terra, spesso non c'è spazio per uomini come lui. Peccato.. una grande occasione persa per Cava de' Tirreni, che ha preferito "l'insalata mista" targata centro-destra. Alcune posizioni bisognerà concordarle con Gigi stesso, personalmente sarei entusiasta qualora egli decidesse di rimanere in gioco e di guidare le nuove leve.
Enrico Polichetti: Gravagnuolo per me è stato ed è un grande leader, per me è stata una guida, mi ha insegnato tante cose, mi ha trasmesso valori importanti. Penso che possa essere il leader del centro-sinistra per ripartire. C’è bisogno di creare una squadra nuova, unita dentro e fuori al Consiglio Comunale, di persone perbene e non dei soliti che mangiano e che hanno mangiato pane e politica, di proporre iniziative e idee per il bene comune alla nuova amministrazione, proprio come un buon politico dovrebbe fare, c’è bisogno di persone serie, che non badano agli interessi personali, di destra e di sinistra non importa, ma che vogliono collaborare solo per il bene di Cava.
Marco Ascoli: L'esperienza amministrativa e le progettualità di Gravagnuolo saranno preziose dal punto di vista dei contenuti anche per l'attuale maggioranza, figurarsi per noi; ma la sentenza elettorale mi pare sia stata senza appello.


5. Che tipo di opposizione deve fare il centrosinistra a Galdi?

Pino Foscari: Un'opposizione dura, senza pregiudizi, costruttiva, ma integerrima e rigorosa.
Nunzio Senatore: Un'opposizione non disfattista ma attenta e vigile sull'operato dell'ammistrazione Galdi cercando, con buon senso, di individuare ed approvare gli atti che contengono provvedimenti positivi per lo sviluppo della nostra città.
Rossana Lamberti: Un'opposizione sistematica, puntuale, severa e forte sia dai banchi dell'opposizione (e i nostri consiglieri ne sono ampiamente capaci), altrettanto determinata tra la gente.
Mimmo Laudato: L’opposizione da fare a Galdi, sempre se questi sedicenti consiglieri eletti grazie alla sconfitta di Gravagnuolo resteranno con il centrosinista, dovrà essere basata soprattutto sulla legalità e sulle nuove opportunità di crescita imprenditoriale, commerciale ed artigianale della città.
Antonio Armenante jr: Nonostante la disfatta, in consiglio comunale siederanno 10 consiglieri provenienti dalle civiche, compreso Gravagnuolo. Di lui e di pochi altri mi fido ciecamente, su qualcun altro ho dei dubbi. Ma la vera opposizione bisogna organizzarla dal basso, e molti dei giovani che credevano e credono tuttora nel progetto per il quale hanno lottato, me compreso, sono già al lavoro.
Enrico Polichetti: Sono stato eletto con una lista civica che si chiama Solo per Cava e anche in Consiglio Comunale porterò alta questa bandiera, perché il lavoro svolto in questi anni non vada buttato a mare, perché la città non torni indietro, perché i progetti in corso non si fermino. Se l’amministrazione Galdi lavorerà come spero, non penso che si possa chiamare opposizione la mia perché sarò responsabile, costruttivo e rispettoso e continuerò a lavorare per il bene di Cava e i cavesi.
Marco Ascoli: Bisogna far comprendere alla nuova maggioranza l'importanza di molti progetti avviati in questi anni in modo da non perdere tempo e denaro dei contribuenti interrompendo lavori già avviati. Votare con la maggioranza quando si è d'accordo, essere vigili quando c'è qualcosa di poco chiaro o che va contro l'interesse della Città. Non c'è posto per il manicheismo nella politica del 2010.
     
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