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Città Nuova
Gravagnuolo: "Sarei io la causa della presunta malattia del Vice Sindaco?"
Cava [ 20 05 2011 ]
Non sapendo che pesci prendere, gli amministratori di Cava, presi con le mani nel sacco su una presunta e non ancora dimostrata "malattia" che avrebbe impedito al Vice Sindaco di partecipare ad una riunione della Commissione Controllo e Garanzia, la cui convocazione gli era stata recapitata da due mesi senza che lui avesse mai manifestato una qualche difficoltà di sorta a garantire la sua presenza nella data indicata, ora insinuano addirittura che io sia stato la causa di una patologia arteriosa del Vice Sindaco, essendo stato in pratica io il mandante morale dell'aggressione da lui subita ad opera di uno sconsiderato lo scorso 10 marzo 2011. Cito le parole testuali di un comunicato stampa sottoscritto dal Sindaco e dai capigruppo consiliari del Pdl, Cava per Le Libertà- Principe Arechi, Vento di Cambiamento e lanciato dall'Ufficio Stampa del Comune:
"Il clima pesante creato dalle insinuazioni dell'ex sindaco sulle assegnazioni delle case ha provocato l'aggressione al vicesindaco dello scorso mese di marzo, e proprio quell'aggressione ha determinato ripercussioni significative sulla sua salute (pressione arteriosa), imponendo continui controlli documentabili dai relativi referti".
Ovviamente querelerò i firmatari di tale ignobile insinuazione per i reati di cui agli articoli 594, 595 e 596/bis del C.P. chiamandoli a documentare davanti alla giustizia le loro affermazioni.
Per parte mia da mesi denuncio e lancio l'allarme sul clima di tensione nei campi container della città, innescato dalla maldestra politica dell'Amministrazione di Cava de' Tirreni, senza peraltro essere mai stato ascoltato. Fino al punto che, insieme ad altri cinque consiglieri comunali, ci siamo visti costretti a sporgere denuncia verso l'Amministrazione per abuso di ufficio.
Addirittura, quando il Vicesindaco subì l'aggressione lo scorso 10 di marzo - ricordo al riguardo che immediatamente chiamai il Presidente del Consiglio Comunale per invitarlo a redigere ed a pubblicare un comunicato congiunto di solidarietà e di ferma condanna dell'episodio sottoscritto da tutti i capigruppo consiliari, tra i quali me stesso - lo stesso Vice Sindaco si affrettò a precisare che la questione delle case da assegnare non c'entrava nulla con quell'episodio e che l'aggressore era uno che aveva perso la testa perché pretendeva un posto di lavoro come autista alla SETA. Ora gli smemorati e bugiardissimi amministratori affermano che invece era uno dei prefabbricati istigato da me".
Ex Cofima: Gravagnuolo presenta una denuncia alla Corte dei Conti
Cava [ 10 03 2011 ]

L'ex sindaco di cava Luigi Gravagnuolo ha pèresntato una denuncia scritta alla corte dei conti campana sulla vicenda dell'acquisto da parte del Comune di Cava dell'ex Cofima. Pubblichiamo di seguito l'intera denuncia presentata dall'ex sindaco di Cava

Il Sindaco e il Consiglio Comunale di Cava de’ Tirreni, contrari tra i presenti solamente i consiglieri Luigi Gravagnuolo, Nunzio Senatore e Sabato Sorrentino, in data 11.11.2010, atto deliberativo n.87 (allegato n.1), con un farneticante e sicuramente fantasioso proclama hanno deliberato di acquisire l’ex Cofima (impianto industriale dismesso) posto nella zona ASI del Comune di Cava de’ Tirreni per la cifra di € 3.500.000 circa, senza che l’investimento fosse stato precedentemente previsto nei piani sia annuale che triennale.
Il bene in oggetto rientrava nel fallimento Cofima, Tribunale fallimentare di Salerno n.22/88, e per la sua valutazione diversi consulenti tecnici, sia C.T.U. che C.T.P., negli anni erano intervenuti, dando indicazioni non univoche. Ma il Comune, nonostante le diversità delle stime tecniche, mai ha prodotto una propria stima del valore dell’immobile.
In data 10 novembre 2010 si riuniva il Collegio dei Revisori dei Conti, verbale n.11 (all. n.2) che esprimeva, in previsione del CC dell’11.11.2010, il seguente parere sulla “partecipazione all’asta pubblica per l’acquisto dell’ex Cofima”: <…raccomanda, che ai fini dell’equilibrio di bilancio è necessario prevedere, fin d’ora, che una presunta operazione di massimo 5.000.000,00 di euro, si debba prevedere una riduzione di spesa corrente o un incremento di entrate tali da fronteggiare una spesa corrente annua di euro 400.000,00, per l’operazione in esame. Inoltre, nella relazione si evidenzia che l’operazione stessa possa pregiudicare il rispetto dei limiti del patto di stabilità….>.
Non è stato mai chiarito quale è il fine dell’acquisto dell’area ex Cofima.
Da premettere che il fabbricato, individuato dalla p.lla catastale n.1945 del f.16, ricade in zona D4 dell’ASI dove sono ammesse solo piccole industrie, artigianato e attività terziarie (certificato di destinazione urbanistica con foto aeree, all. n.3).
Nel verbale, allegato, della suindicata adunanza consiliare, si formulano le più diverse e disparate ipotesi per l’utilizzazione dell’area che ricade in zona ASI: a) area movida; b) case, anche in vista dell’allora emananda legge regionale cd. Piano Casa, ma senza indicare i fondi né i finanziamenti a cui attingere, né, se mai ce ne fossero stati, gli eventuali progetti esistenti, con l’indicazione degli interessati-proponenti; c) imprese; d) uffici comunali; e) addirittura la localizzazione, sul suolo ex Cofima, di un nuovo ospedale a costruirsi anche con l’istituzione di una Fondazione che comprenda soggetti pubblici e privati (delibera di Giunta del 02.12.2010 n.360, all. n.5), in netto e totale contrasto col Piano di ristrutturazione e di riqualificazione della rete ospedaliera predisposta dal Sub Commissario ad Acta per la prosecuzione del Piano di Rientro del Settore Sanitario, dott. Giuseppe Zuccatelli (in stralcio, all. n.4) che prevede espressamente l’accorpamento dell’ospedale di Cava de’ Tirreni, S. Maria dell’Olmo, all’Azienda Ospedaliera Universitaria Ruggi d’Aragona e al Presidio ospedaliero Villa Malta di Sarno. Ma in ogni caso, a detta del Sindaco, come leggesi nel verbale di cui al CC, ogni singola fantasiosa eventuale utilizzazione <…sarà una grande operazione per la città>.
Inoltre tutti gli interventi prospettati sono difformi dalle normative urbanistiche vigenti (PRG) e in fieri (PUC).
Il Comune ha dovuto accedere ad un mutuo per poter acquisire l’area ex Cofima e ha “scelto” per tale operazione il Monte dei Paschi di Siena, già suo tesoriere.
Il mutuo suddetto è stato contratto in violazione del Dlg 163/06 (codice dei contratti).
Il mutuo non poteva essere contratto direttamente e senza gara col MPS perché di €4.644.000; facente parte, quindi e senza ombra di dubbio, della categoria dei “contratti di rilevanza comunitaria” rientrante tra i servizi di natura finanziaria indicati nella categoria 6 dell’allegato IIA del Codice.
Per il contratto in esame, la soglia di rilevanza comunitaria è fissata ai sensi dell’art.28, comma 1, lett. b) del Dlg. n.163/06, in € 211.000,00.
Ancora: l’art.29, comma 12 del Codice, per i servizi bancari e finanziari, individua, quali elementi da assumere a base del valore stimato dall’appalto, gli onorari, le commissioni, gli interessi e altre forme di remunerazione. I soli interessi per il mutuo in esame (senza cioè tener conto degli onorari, delle commissioni e delle altre forme di remunerazione) calcolati prendendo a riferimento un prestito ventennale a tasso fisso erogabile dalla Cassa DD.PP, ammonterebbe ad € 2.644.876,00.
Solamente la Cassa Depositi e Prestiti, ente finanziario controllato al 70% del capitale sociale dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, e al 30% da diverse fondazioni bancarie, non partecipa alle gare per la concessione dei mutui perché trattasi di organismo di diritto pubblico (art.19, comma 2 del Codice), che fornisce un servizio di interesse pubblico con criteri di universalità ed uniformità di trattamento e pertanto con condizioni non negoziabili.
Pertanto il Comune non poteva stipulare direttamente e senza gara europea il mutuo con il proprio tesoriere Monte dei Paschi di Siena.
D’altronde, l’art 14 della convenzione di tesoreria (all. n.6) erroneamente invocata a supporto dell’operazione in palese violazione di legge, prevede che il tesoriere abbia facoltà di concedere mutui alle stesse condizioni offerte dalla Cassa Depositi e Prestiti “ nel rispetto della normativa vigente”. E non avrebbe potuto essere altrimenti, in quanto, diversamente, la stessa convenzione di tesoreria sarebbe stata illegittima.
Ma la Cassa Depositi e Prestiti, nel rispetto della normativa, a tutela dell’investimento e a garanzia dei cittadini, avrebbe preteso che il Comune comunicasse e fornisse particolareggiata e specifica documentazione in merito alla destinazione dell’area ex Cofima, e alle possibili e legittime realizzazioni. Ma poiché il Sindaco e il Consiglio Comunale vagheggiano ancora le più disparate opzioni, hanno deciso di non rivolgersi alla Cassa Depositi e Prestiti per ottenere la somma di denaro loro occorrente e di stravolgere le norme dell’indebitamento dell’ente, perché allo stato si ha solamente la certezza dell’ammontare dell’indebitamento, ma non quella dei presunti, pretesi benefici attesi.
Con determina dirigenziale 1° settore, Affari Generali-legali-economico finanziario, del Comune di Cava n.2559 del 17.11.2010 (all. n.7) si procedeva alla costituzione del deposito cauzionale mediante assegno circolare n.t. dell’importo di € 324.000,00 intestato a procedura fallimentare n.22/88, per la partecipazione all’asta pubblica.
In data 25.11.2010, con verbale n.13 (all. n. 8), il Collegio dei Revisori dei Conti, in previsione della proposta di deliberazione di CC su “Presa d’atto aggiudicazione lotto unico fallimento COFIMA”, pur ribadendo tutte le deduzioni riportate nel verbale n.11 (all. n. 2), visto il verbale di vendita del Tribunale di Salerno, sez. fallimentare, vista la proposta di variazione di bilancio e quant’altro, esprime parere favorevole alla ratifica della stessa variazione.
Il CC in data 29.11.2010 con delibera n. 97 (all. n. 9), ad oggetto “Presa d’atto aggiudicazione lotto unico fallimento COFIMA. Provvedimenti”, con il voto contrario tra i consiglieri presenti di Luigi Gravagnuolo, Pasquale Scarlino, Nunzio Senatore, Vincenzo Servalli e Sabato Sorrentino, <…prendeva atto dell’aggiudicazione, provvisoria, in favore del Comune di Cava de’ Tirreni del lotto unico appartenente al Fallimento n.22/88 della CO.FI.MA…>; e deliberava <….di dare mandato al Sig. Sindaco e al Dirigente del I Settore,…, di procedere, …., alla contrazione del mutuo dell’importo di €4.644.000,00 per la durata di anni 20 a tasso fisso – con decorrenza dell’ammortamento del 1° gennaio 2011- avvalendosi del tesoriere comunale dei Monte dei Paschi di Siena spa, a norma dell’art.14 della Convenzione di tesoreria,…., nel rispetto della normativa vigente ed alle medesime condizioni offerte dalla Cassa Depositi e Prestiti,…>.
In data 29.12.2010 con Determina n.2922 (all. n.10) del Dirigente del 1° Settore, Affari generali-legali-economico finanziario, il Comune di Cava contrae con il Monte dei Paschi di Siena spa mutuo di €4.644.000,00 per l’acquisto dell’immobile ex Cofima, per la durata di 20 anni, con decorrenza 01.01.2011 a tasso fisso e, altresì, impegna la spesa presunta pari a € 2.000.000,00 per la stipula del contratto di mutuo in forma pubblica.
Gli atti della procedura di acquisizione del mutuo sono, quindi, viziati da palese violazione di legge e vanno annullati.
Pertanto si invoca un intervento di codesto Ufficio perché tutto possa essere incanalato nel rispetto delle leggi.
Luigi Gravagnuolo
Consigliere Comunale
Comune di Cava de’Tirreni
Alienazione dei beni comunali: La replica di Luigi Gravagnuolo
Cava [ 09 12 2010 ]

La vita è davvero bella, anche perché sorprendente. Dopo aver pazientemente ascoltato per due sedute della Commissione Bilancio e Patrimonio scemenze in quantità industriali, tali da indurre a serie riflessioni sulla qualità del sistema formativo ed universitario italiano, visto che provenivano da diplomati e laureati addirittura in diritto; dopo aver invano tentato di suggerire alcuni elementari accorgimenti per evitare futuri contenziosi nei quali inevitabilmente l'Ente si impegolerà, quando andrà a trasformare in bando il cervellotico Regolamento per le Alienazioni Immobiliari approvato in Commissione dalla Maggioranza questa mattina (come d'altra parte già accaduto in autunno scorso, quando il Sin daco è stato costretto a ritirare il a suo primo bando al riguardo); torno a casa e leggo un fantascientifico comunicato stampa di vari scienziati esponenti dell'Amministrazione secondo il quale le mie "menzogne" sarebbero state smascherate in Commissione per mia stessa ammissione. Detti scienziati - peraltro assenti ai lavori - non hanno avuto neanche l'accortezza di considerare che la stessa riunione della commissione è stata molto partecipata, quindi che ci sono testimoni a iosa. Ad ogni buon conto, per quanto attiene le mie dichiarazioni, rinvio ai verbali ufficiali della Commissione di stamane e di quella di martedì scorso.
Distinti saluti
Luigi Gravagnuolo
Luigi Gravagnuolo:
"Diffido a procedere dalle deliberazioni del 10 dicembre"
Cava [ 09 12 2010 ]

"Gli atti relativi agli argomenti da trattare sono depositati, per la consultazione, in Segreteria Comunale almeno 48 ore prima delle riunioni del Consiglio o almeno 24 ore nei casi di convocazioni d'urgenza, con esclusione dei giorni festivi, salvo che per le sessioni ordinarie, per le quali il deposito avviene tre giorni prima. I Consiglieri comunali hanno il diritto di prendere visione di precedenti delibere e degli atti preparatori, nonché di avere tutte le informazioni necessarie per l'espletamento del mandato".
Il Presidente del Consiglio Comunale il giorno 3 dicembre 2010 convocava il Consiglio Comunale in sessione straordinaria per il giorno 10 dicembre 2010 alle ore 16.00 con un nutrito odg su materie molto delicate, cui altri se ne sarebbero aggiunti con successive comunicazioni.
Il sottoscritto consigliere comunale, capogruppo del gruppo "La Città Nuova", si recava presso l'ufficio di segreteria del CC alle ore 16.30 del giorno 7 dicembre 2010 allo scopo di prendere visione e di esaminare gli atti da discutersi nel CC già convocato per il 10 dicembre '10.
Che alle ore 16.35 risultavano prive di contenuti le cartelle relative ai punti 1-2-3-5-6-7-8-9-10-11-12-13-14-17-18-19-20, mentre la cartella relativa al punto 4 era incompleta.
Che lo stesso sottoscritto Consigliere Comunale evidenziava con una attestazione in tal senso la carenza di documentazione, con nota di cui al prot. N. 72779 del 7.12.10 del Comune di Cava de' Tirreni, indirizzata al Presidente del Consiglio Comunale ed al Sig. Sindaco, in cui lamentava di non aver potuto esercitare il diritto di cui al citato art. 33 del Regolamento per le Adunanze Consiliari.
Che il Sig. Sindaco comunicava di lì a poco per le vie brevi che avrebbe con sua disposizione monocratica reso agibile il Comune per la consultazione degli atti anche nel giorno 8 dicembre 2010, giorno di festività nazionale.
Che con nota via pec del 7 dicembre 2010, ore 20.14, il Presidente del Consiglio Comunale comunicava formalmente: "Per consentire una maggiore conoscenza della documentazione agli atti dei fascicoli relativi agli argomenti iscritti all'ordine del giorno del Consiglio Comunale del 10/12/2010, ivi compreso quelli suppletivi,ed attesa la loro delicatezza, vi informo che l'Ufficio Giunta e Consiglio e ovviamente anche il sottoscritto sono a vostra disposizione anche dalle ore 8,30 alle ore 13,00 del giorno 8/12/2010. Cordiali saluti".
Che all'atto della convocazione del CC non era in alcun modo indicata tale facoltà per i consiglieri comunali.
CONSIDERATO:
Che la arbitraria soppressione della giornata di festività appare essere una tardiva misura volta a riparare ad un vulnus già consumato e comunque che essa è inefficace a costituire deroga dal disposto del citato art. 33 del Regolamento per le Adunanze Consiliari.
DIFFIDA
il Sig. Presidente del Consiglio Comunale nella seduta del CC del 10 dicembre p.v. a procedere al dibattito ed alle conseguenti votazioni consiliari relativi alle delibere di cui ai punti 4-5-6-7-8-9-10-11-12-13-14-17-18-19-20 dell'odg, in quanto ogni atto assunto dal CC su tali argomenti sarebbe palesemente illegittimo e nullo.
Riservandosi di adire, in caso di palesi forzature procedurali in dispregio ai diritti democratici dei Consiglieri Comunali, gli organi della Giustizia Amministrativa, il sottoscritto consigliere Luigi Gravagnuolo invita altresì l'Autorità Territoriale di Governo, nella persona del Sig. Prefetto dottor Sabatino Marchione a voler vigilare sul rispetto del Regolamento vigente nonché su eventuali responsabilità erariali connesse all'inutile ed ingiustificato pagamento delle spettanze straordinarie ai dipendenti che dovranno essere presenti in Comune durante la festività dell'otto dicembre '10, e si impegna a relazionare allo stesso sig. Prefetto sull'accaduto in CC nella seduta del 10.12.2010.
Con osservanza
Luigi Gravagnuolo
Luigi Gravagnuolo:
"Arrogante reazione fascista di Marco Galdi"
Cava [ 11 10 2010 ]

Il Sindaco Marco Galdi questa mattina, replicando ai Consiglieri di Opposizione, rei a suo avviso di non volerlo seguire in una scelta letteralmente folle, quale quella di impegnare circa 5 milioni di euro del bilancio comunale (cioè dei soldi dei cittadini), da reperire tramite un mutuo, per mettere in essere una operazione immobiliare rischiosissima e su cui non ha alcuna idea ferma circa le finalità dell'operazione - si tratta dell'acquisto all'asta fallimentare dei capannoni ex CoFiMa - si è lasciato andare ad insulti e minacce ai limiti del codice penale.
In particolare, rivolgendosi a me, ha dichiarato: "Gravagnuolo è un morto che parla. Il problema è che parla. Bisogna mettergli un tappo per impedirgli di farlo".
Per analoghe dichiarazioni nei confronti di un suo ex collaboratore, peraltro non rese in un pubblico consesso, l'on.le Sandra Lonardo Mastella è stata condannata ai domiciliari. Per quanto mi riguarda non sono solito trasferire la battaglia politica nelle aule dei tribunali e non lo farò neanche adesso. Lo farò senz'altro nel caso il Sindaco reiterasse queste volgari minacce. Posso però assicurargli che non mi farò metter a tacere da nessuno, tanto meno da un bugiardello come lui. Ha dichiarato agli inquilini che risiedono nelle case del Comune messe all'asta, ed ha confermato in CC, che lui è stato costretto a ritirare il bando per la loro vendita perché la mia Amministrazione aveva sopravvalutato la stima degli gli immobili. Nella sua direttiva dell'8 novembre u.s., con la quale sospende il bando, però afferma, a sua firma, che ciò è dovuto alla necessità di un "approfondimento dal punto di vista del rispetto delle disposizioni normative di cui alla L. 360/93, nonché per quanto espressamente riportato nelle norme regionali regolanti la specifica materia dell'E.R.P., ove applicabili". Esattamente alcuni dei rilievi mossi da me nel CC del 29 settembre u.s., i cui verbali sono facilmente consultabili sul sito dell'Ente. Ha anche attribuito a me la responsabilità dell'indecoroso stato in cui si trova l'igiene pubblica in città, dicendo che io avevo voluto l'assegnazione al Consorzio della Raccolta Differenziata ed alla Seta delle altre frazioni di rifiuti, cosa che avrebbe comportato disfunzioni organizzative. A parte che questa era una situazione da me ereditata, ricordo allo smemorato sig. Sindaco che io ho trovato la città senza un sito di stoccaggio temporaneo dei rifiuti, senza isola ecologica, con la R.D. al 14% e per di più sommersa di rifiuti fino ai primi piani delle case. E che, insieme al sub commissario del Consorzio, Raffaele Fiorillo, ed ai CdA da me nominati della SETA avevamo portato la città a livelli di pulizia che ci venivano invidiati oltre che ad una raccolta differenziata al 68%, peraltro cominciando a ridurre la TARSU per i cittadini. Ciò in presenza di quella organizzazione.
Ha infine, questo bugiardissimo signore che si trova a fare il Sindaco pro tempore, addebitato a me diseconomie che deriverebbero al Comune a causa dei termini contrattuali che legano all'Ente la Società AIPA, società che notoriamente ha partecipato e vinto una gara più che trasparente di pubblico incanto, gestita nella totale autonomia dai dirigenti e senza alcuna ingerenza della parte politica, come la legge prevede e come succedeva finquando sono stato sindaco. Invio queste mie dichiarazioni sotto forma di comunicato stampa in quanto nel nostro Consiglio Comunale è sistematicamente disatteso il diritto di replica da parte dei consiglieri previsto dall'art. 42 c.2 del vigente Regolamento per le Adunanze Consiliari. Ho cercato comunque di replicare telegraficamente alla caterva di bugie profferite dal Sindaco a scopo denigratorio nei miei confronti, sotto forma di dichiarazione di voto. Ma il Presidente del CC mi ha interrotto ripetutamente ed intimato di chiudere il mio intervento. In ossequio peraltro al democratico ordine del Sindaco di chiudermi la bocca.

Luigi Gravagnuolo
Riceviamo e pubblichiamo.
Città Nuova: Convocate le commissioni
Cava [ 04 10 2010 ]
Sig. Sindaco, Sig. Presidente del Consiglio, sigg Presidenti Commissioni IV ed VIII, sigg. Capigruppo, sono venuto a conoscenza da fonti sindacali della convocazione in Prefettura per il giorno 12 ottobre p.v. di un tavolo di concertazione sulla crisi del gruppo SILBA, di cui fa parte anche Villa Alba. In vista di tale impegnativo appuntamento, in cui l'Amministrazione Comunale dovrà esprimere l'orientamento del nostro Ente sulla complessa vicenda, reitero la richiesta - più volte avanzata in precedenza - di una riunione congiunta delle commissioni IV (Sviluppo, Attività Produttive, Innovazioni) ed VII (Ambiente e Sanità) nella quale l'Amministrazione possa raccogliere gli orientamenti dei gruppi consiliari.
Riceviamo e pubblichiamo.
Citta Nuova: Cantiere ancora fermo a Pregiato
Cava [ 22 09 2010 ]
Ad oltre una settimana dall'annunciato sblocco dei finanziamenti per il cantiere di Pregiato, dove è in corso la realizzazione di 72 alloggi per la sistemazione delle famiglie dei Cavesi che da trenta anni vivono nei prefabbricati leggeri, il cantiere è ancora fermo! Richiamo ancora una volta l'Amministrazione della città ad abbandonare la pratica dei proclami trionfalistici ed ad impegnarsi concretamente perché il cantiere riparta immediatamente. Così come è necessario aprire una vertenza più generale con la Regione per lo sblocco di tutti i finanziamenti per la realizzazione degli alloggi per la dismissione delle baracche.
Riceviamo e pubblichiamo.
Gravagnuolo: SINDACO ASSENTE SUL CANTIERE
Cava [ 15 09 2010 ]
Nella seduta del Consiglio Comunale del tredici settembre, abbiamo approvato con voto unanime il Regolamento che definisce i criteri per l'assegnazione provvisoria degli alloggi in via di ultimazione in via Luigi Ferrara. Nel corso della seduta, svoltasi alla presenza di numerosi Cavesi residenti nei prefabbricati, il Sindaco, dopo aver rivendicato il suo impegno e quello di altri politici a lui vicini al fine di ottenere lo sblocco dei fondi regionali per consentire la ripresa dei lavori sul cantiere di Pregiato, ha rassicurato i presenti ed il Consiglio Comunale che stamattina sarebbe stato sul cantiere per verificare di persona la ripresa dei lavori. I Cavesi dei prefabbricati si sono quindi allontanati dall'aula consiliare soddisfatti per l'evoluzione della vicenda che li coinvolge in prima persona. Questa mattina, fiduciosi, molti di loro sono stati sul cantiere per aspettare il Sindaco e per poter eventualmente visitare con lui il cantiere, ma del primo cittadino non hanno visto nemmeno l'ombra per tutta la giornata. Rivendicando lo spirito di collaborazione che ha caratterizzato fin dal primo momento la mia posizione su questa questione che ferisce profondamente centinaia di famiglie e la città tutta, ritengo necessario richiamare il Sindaco e l'Amministrazione alla coerenza dei comportamenti. Domani pertanto, con una delegazione di residenti nei prefabbricati leggeri, alle ore 9.00, mi recherò sul cantiere sperando di ritrovarvi il Sindaco e soprattutto la ditta al lavoro.
Riceviamo e pubblichiamo:
Gravagnuolo interviene sulla rimozione dei due assessori
Cava [ 10 09 2010 ]
"Leggo un esilarante comunicato del Sindaco in cui annuncia che "ha invitato Marilyn Flores, Segretario Generale del Comune, ad avviare la procedura di revoca nei confronti degli assessori alla Polizia Locale e alle Attività Produttive, rispettivamente Vincenzo Passa e Carmine Salsano". Il Sindaco, che non ha preventivamente controllato, sorvegliato, coordinato le attività degli assessori e degli uffici, a frittata fatta abbandona i suoi assessori additandoli come responsabili unici delle disfunzioni e gettandoli in pasto all'opinione pubblica. Era già capitato qualche giorno fa quando, essendo stati chiusi contemporaneamente il ponte del Mattatoio e quello di Via Atenolfi con conseguente caos, ed essendo lui oltre che sindaco anche assessore ai LL.PP., aveva pensato bene di scaricare il barile su un malcapitato vigile urbano verso il quale aveva avviato un procedimento disciplinare. Alla stessa stregua ora mostra muscoli di latta annunciando nientedimeno che l'avvio di procedure inesistenti per giungere alla revoca degli assessori scapestrati. Insomma, si tratta di un maldestro tentativo di salvare se stesso dirottando sui due suoi assessori le critiche della città, sempre più insofferente al caos amministrativo e politico che sta caratterizzando la nuova Amministrazione. Sulla base dell'inventata procedura, i due assessori sono ora chiamati entro tre giorni a "giustificarsi" di fronte al Sindaco e, se non lo faranno, saranno revocati. Non credo ci si debba rivolgere ad un mago per pronosticare che - salvo inaspettati scatti d'orgoglio di Passa e di Salsano - tutto finirà a tarallucci e vino. Resta l'amarezza per una città allo sbando. Mi permetto solo di segnalare che da circa venti giorni, con un articolo pubblicato anche su un quotidiano locale oltre che sul mio blog (http://luigigravagnuolo.ilcannocchiale.it) avevo sollecitato l'Amministrazione ad organizzarsi per tempo per evitare confusioni e disordini in occasione della Festa Patronale. Sollecitazione caduta nel vuoto. D'altra parte l'amministrazione gli articoli della stampa li censura, non li legge".
     
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