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Barbara Kluhspies Pisapia
Cava de' Tirreni
Barbara Kluhspies Pisapia
"Una tedesca cavajola"


Anna Maria Morgera
Barbara Kluhspies Pisapia, nata a Monaco di Baviera giunse a Cava nel 1949. "Esploratrice, come tutti i tedeschi" - cosi' si e' definita in una recente intervista. "Tedesca - continua - amo la mia Patria, ma mi sto bene in Italia, dove mi sono inserita con disciplina, rispetto e adattamento". Segretaria d'azienda a Monaco, Barbara sposo' in Germania, in prime nozze un medico italiano. Rimasta vedova, sposo' Mario Pisapia, noto commerciante cavese e con lui condivise ben 40 anni di matrimonio e prima la gestione del negozio in Corso Umberto e per altri 10 anni un campeggio estivo. Madre e nonna, Barbara oggi e' un'austera signora che, come tante altre concittadine, non si ferma mai. Di Cava, Barbara dice: "Ho dato tanto a questa citta', sono piu' cavese dei cavesi", infatti e' una "Tedesca- cavatola" che piu' cavajola non si potrebbe. Barbara si e' sempre fatta apprezzare per la disponibilita', la signorilita', l'intraprendenza. Traduttrice e insegnante di tedesco fu interprete di Mamma Lucia per la quale traduceva e scriveva lettere e documenti. Fu proprio questa "signora tedesca" ad adoperarsi per il recupero della chiesetta di San Giacomo (chiesa di Mamma Lucia), danneggiata dal terremoto del 1980. "Avevo promesso a Mamma Lucia di non abbandonare la sua chiesa e i 'figli 'e mamma' che qui aveva sistemato, mantenni la promessa – racconta Barbara, nel suo inconfondibile accento tedesco-cavajuolo - Raccolsi ben 40 milioni di lire, che servirono al primo consolidamento". In seguito Barbara costitui' un "Comitato per il restauro della Chiesa di Mamma Lucia", del quale, fecero parte anche Flora Pepe, Stella De Martino Parano, Emma Cumici Papa, Teresa Barba e la signora Turino Pisapia. Fu coinvolta nella raccolta di fondi anche la citta' tedesca di Schwerte, del cui gemellaggio si era fatta ideatrice e promotrice. Nell'ottobre 1980 a Barbara Kluhspies Pisapia giunse la preghiera da parte del professor Wolfgang Andreas della Berufliche Schu'len des Hochsanerlandkreiser di Oisberg, di far conoscere ai suoi alunni Mamma Lucia (Mutter Luzia). Barbara Kluhspies ed il marito Mario Pisapia furono ben lieti di organizzare l'incontro. Cosa non ha fatto Barbara a Cava e per Cava! Come lei stessa ci racconta: "Tutto quello che potevo e senza mai chiedere nulla in cambio". Durante i giorni del terremoto si prodigo' facendo giungere da Monaco due camion carichi di generi di prima necessita'. Non a caso nel 1994 la "Federcasalinghe" riconobbe in lei "La donna dell'anno".
Combattiva, tenace, determinata, vero spirito teutonico, Barbara e' stata fra l'altro fondatrice della Universita' della Terza Eta'. Direttrice della medesima dal 1990 al 1998 riusci' a portare gli iscritti da 15 a 120 e ad ottenere, dopo ripetuti traslochi, una sede definitiva. Vicepresidente e segretaria della F.I.D.A.P.A. consigliere in Ars Concentus, C.A.I., Italia Nostra, Donne al volante, socia del tennis club, collaboratrice della Azienda di Soggiorno, dell'A.V.O, delle Vincenziane. "Quanto lavoro - dice - per esempio l'iniziativa 'Fiori al balcone' e' stata una mia proposta, mia anche la realizzazione delle panchine al cimitero, documentate in una delle 'Pillole' del professor Vitolo. Ho sempre operato con grande entusiasmo, talvolta arrabbiandomi e criticando, ma la mia e' stata sempre una critica costruttiva e propositiva". Da Barbara, "cittadina dell'Europa Unita" ante litteram, abbiamo imparato che, (...) la conoscenza delle persone e dei Paesi, concorre all'amicizia fra le genti(...) (Levy Strauss). E.. Barbara, proprio lei, tedesca, che veniva fra noi in un momento di grande difficolta', ci ha dimostrato cosa significano integrazione, tolleranza, amicizia. La riflessione sull'esempio di Barbara, ci dice che in ogni luogo e in ogni tempo ci sono state tragedie, ci sono stati coloro che uccisero, ma anche quelli che seppero vivere e morire, pertanto la pace puo' risultare solo dal libero dibattito culturale e dalla positiva convivenza, non dalle speculazioni, non dai verdetti demonizzanti della storia.
     
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