Amalia Coppola

Anna Maria Morgera
Difficile definire Amalia Coppola, una donna che ha amato e dato tanto a questa nostra Cava. Carattere forte e generoso, Amalia precorse i tempi incarnando il prototipo della donna libera, infatti, ha vissuto con coraggio, passione, tenacia e in prima persona la propria esistenza, ben consapevole delle proprie scelte, spesso drastiche e controcorrente.
Amalia ha avuto il dono della cultura che ha permesso a molte donne di vivere attivamente le guerre e le lotte di potere maschilista, che hanno sempre cercato di rendere invisibile l'opera di civilta' delle donne.
Amalia Coppola eredito' dai genitori la forza di carattere e gli ideali: Il padre Mario Coppola, proveniente dalle fila di Giustizia e Liberta', milito' nel partito d'Azione. Poi, dopo lo scioglimento del partito, conflui' nel PRI di Ugo La Malfa. Nato nel 1889, Mario Coppola aveva studiato nel collegio Cicognini di Prato, lo stesso dove furono educati Gabriele D'Annunzio e Curzio Malaparte, sposo' una nobildonna di origine tedesca, Ines Von Schoeder.
Amalia Coppola e' stata la prima donna a sedere in consiglio comunale. In un'intervista rilasciata a Mario Avagliano su Panorama Tirreno racconta: Alle amministrative del 1966 il simbolo del PRI non si presento'. Il PRI non poteva svanire nel nulla. Percio' accettai di candidarmi nella DC come indipendente. Ma subito dopo le elezioni, alla prima seduta del consiglio comunale feci dichiarazione di appartenenza al gruppo repubblicano .
La sua candidatura riscosse un successo clamoroso: quasi mille e trecento voti, ma provoco' anche molte polemiche. Durante la campagna elettorale, fu pesantemente attaccata dall'avvocato Peppino Della Monica, che la accuso' di aver tradito gli ideali del padre.
Nulla di piu falso, vero e' che negli anni successivi, Amalia, insieme al compianto dottor Mario Scotto, rifondo' la sezione del PRI con una base costituita da professionisti ed esponenti del ceto medio. Quante cariche e quanti incarichi, ovvero quanto e quanto lavoro:
Presidente della F.I.D.A.P.A. nei difficili anni del terremoto, presidente di Italia Nostra, consigliere del Social Tennis Club, e chi piu ne ha ne metta. Con Amalia Coppola possiamo ben dire che a Cava negli anni '80 ci fu un vero 'cambio di civilta'', che comincio' ad orientare le donne in quella ricerca storica, che punta lo sguardo sui contesti relazionali, fa dei rapporti tra donne, fra donne e uomini - rapporti anche conflittuali - il filo della storia.
Con Amalia Coppola noi donne: abbiamo potuto imparare ad agire in un contesto che vive di relazioni, prima di tutto fra di noi e poi con altre e altri, condividendo interessi, lavoro, affettivita', tutte e tutti inserite in un dato luogo e in un dato tempo. Da qui il seme gettato da Amalia dal quale e' germinata la teoria secondo cui il contesto relazionale - che, oltre ai rapporti tra donne e uomini, raffigura l'ambiente temporale, geografico, sociale, antropologico - non e' solo storia locale, ma vera storia di una societa' in costante procedere.
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