I Granatieri di Sardegna compiono 350 anni
Gerardo Ardito
Salvatore Carrara (nella foto a lato), pensionato, di 71 anni, residente in via Luigi
Ferrara e' stato presidente dell'associazione Granatieri di Cava per anni. In occasione del 350° anniversario della
fondazione del corpo, che si e' svolto il 18 aprile a Torino, ha formulato richiesta alla Presidenza Nazionale Granatieri
di portare a Cava un carosello storico dei granatieri. Chi sono i Granatieri?
Si tratta di un corpo speciale dell'Esercito italiano. Espletano servizio di Rappresentanza nel corso delle maggiori
manifestazioni della capitale. Li caratterizza, tra l'altro la loro altezza, minimo 1,80.
Hanno svolto servizio in questo corpo personaggi del mondo della tv come il giornalista Giletti e politici come l'on.
Buttiglione, ma anche personaggi cavesi, come il sindaco Luigi Gravagnuolo (granatiere di Sardegna, con funzioni di
"servente al pezzo", alla Caserma Pasquali de L'Aquila. Anni 1974/75) e il consigliere comunale Artemio Baldi e
altri nostri concittadini, come i fratelli Mario, Antonio e Goffredo Nunziante originari di Pregiato, Lucio Palma, Mario
Bisogno, Salvatore D'Amato, Giuseppe Ferrigno. Tra gli altri, il compianto capitano Antonio Senatore, scomparso a 44 anni
di recente... A Cava e' anche sepolto il generale dei granatieri Pico Manfredi, scomparso nel '90 all'eta' di 80 anni.
Il corpo Granatieri di Sardegna fu fondato dai Savoia nel 1659.
La storia dello stemma di un glorioso Corpo militare
Livio Trapanese
Il nostro concittadino, Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Salvatore Carrara, che per un trentennio
(1963-1993) e' stato il Presidente della Sezione Provinciale di Salerno dell'Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna,
ci ha fatto conoscere che il 18 Aprile 2009, il Corpo dei Granatieri di Sardegna compira' 350 anni.
Fondato il 18 Aprile 1659, ancor prima delle Truppe Leggere, l'odierna Guardia di Finanza, che data la sua costituzione al
1774, il Cavaliere Carrara ci ricorda che la Divisione Granatieri di Sardegna, distintasi in tanti eventi bellici per
temerarieta' e professionalita', si caratterizza anche per il particolare distintivo: croce rossa, in campo bianco,
con ai lati quattro teste di moro bendate, con al centro la granata d'oro.
Le origini della bandiera si ricollegano a gloriose vicende storiche della Sardegna.
Nell'anno 720 i saraceni di Spagna, riavutisi dalle grandi sconfitte subite da Carlo Martello e dal figlio Pipino, entrambi
Re di Francia, allestirono una grande flotta per invadere la Sardegna. Dopo lo sbarco fiaccarono la valorosa resistenza
degli isolani i quali nel Luglio 728, ribellatisi al dominio saraceno, annientarono il presidio arabo di Cagliari e dopo
aver inseguito i mori fin giu' il paese di Sillori, uccisero anche l'Emiro. A questi gli tagliarono la testa ed infilzatola
ad un longo bastone, la portarono (in segno di trionfo) fino a Cagliari.
Nell'809 vi fu un nuovo attacco all'isola da parte dei saraceni, ma questa volta l'accanita resistenza dei sardi impedi'
l'invasione dell'isola. Quasi tutti i nemici rimasero uccisi sulle spiagge di Sulcis, compreso il loro "generale".
Mozzatagli la testa ed infissa ad una pertica, fu portata a Cagliari, come avvenne nel 728 al suo predecessore.
Fu allora che i capi sardi decisero di raffigurare le steste recise dei due Principi Saraceni in una bandiera e servirsene
nelle future guerre.
Nell'813 un'altra armata di arabi sbarco' sulle spiagge di Torres. Anche questa volta le truppe sarde sbaragliarono i mori,
massacrandone la maggior parte, compreso il loro comandante a cui tagliarono la testa, raffigurata come terza sulla
bandiera di combattimento dei sardi.
La quarta testa fu aggiunta nell'849, quando i sardi respinsero un altro tentativo d'invasione saraceno, distruggendoli
allo sbarco ed uccidendone l'emiro invasore, il quale fu decapitato, come i suoi tre predecessori. Il campo di battaglia
fu chiamato: Campo Bianco.
La bandiera sarda, quindi, vuole ricordare le quattro vittorie riportate dai sardi sugli arabi nelle battaglie di:
Sillori, Sulcis, Torres e Campo Bianco.
Perche' le quattro teste siano bendate, questo non si sa! Le ipotesi sono due: o che le bende fossero state impiegate per
fasciare gli occhi dei quattro principi mori, prima della loro decapitazione o che le stesse avessero un significato
spirituale, stante la condizione religiosa dei saraceni, essendo "infedeli"e pertanto ciechi alla Luce di Cristo.
La bandiera sarda sventolo' sulle citta', sulle fortezze e sulle navi sarde, coprendosi nei secoli seguenti sempre di
nuova gloria e cio' fino al 1848, quando lo storico vessillo sardo, nella visione di una nuova Patria, sempre piu' grande,
venne sostituito dal nascente tricolore.

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