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CavaNotizie n.28
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Tratto dal n.28 di CavaNotizie.it
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16 Giugno 2008
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Tenente Marco Pittoni, eroe dei nostri tempi
Per evitare una strage tenta di fermare i rapinatori senza estrarre la pistola
La rapina
Assassinato nel corso di una rapina in un ufficio postale il Tenente Marco Pittoni, comandante della stazione dei Carabinieri di Pagani.
Venerdi' 6 giugno, il tenente Pittoni, intorno alle 11,00 accompagnato in auto da due carabinieri della Tenenza di Pagani si era recato nell'ufficio postale di Corso Padovano, per concordare con la direttrice, misure di sicurezza piu' efficaci. Dopo avere parcheggiato all'esterno dell'ufficio, i tre militari, tutti in borghese, si sono separati. Il tenente ha raggiunto la direttrice nel suo ufficio ma, pochi minuti dopo, sono arrivati anche i malviventi. Erano in tre, forse un quarto era alla guida, una Volkswagen Fox di colore nero. Azionate le 4 frecce laterali, i malviventi, che indossavano sciarpe e berretti, hanno fatto irruzione in posta. Uno dei tre con un salto e' andato al di la' del bancone; quello con la pistola, ha tenuto sotto tiro clienti e dipendenti mentre il terzo complice faceva da palo all'ingresso. "Ho sentito delle urla provenire dal salone", racconta un dipendente. Le urla le ha sentite anche Pittoni, e ha urlato: "Carabinieri, arrendetevi, posate le armi". Poi si e' lanciato sul rapinatore che impugnava la pistola, ha fatto da scudo alla gente e lo ha immobilizzato. Sembrava fatta. Invece, un altro bandito si e' lanciato sull'ufficiale, ne e' nata una colluttazione, Pittoni e' finito sul pavimento. A questo punto la tragedia. Un altro dei banditi ha premuto il grilletto, ferendo all'addome l'ufficiale. Poi lo ha ferito mortalmente sparandogli alla gola. e' successo tutto in 10–15 secondi al massimo, in pochi metri quadrati, tra la folla terrorizzata. I rapinatori sono fuggiti, ripresi dalle telecamere delle Poste, ma all'esterno il maresciallo dei carabinieri ha sparato contro la loro auto, ritrovata piu' tardi tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia.
Chi era Marco Pittoni
Il sottotenente Marco Pittoni era nato a Sondrio il 30 settembre del 1975, ma la sua famiglia e' originara di Giba, nel Sulcis in Sardegna, dove tutt'ora vivono i genitori e una sorella.
Nel 1997 si era arruolato nei carabinieri: aveva vinto il concorso per diventare maresciallo e, indossato il grado, era stato destinato in Piemonte, quale istruttore alla scuola allievi di Fossano. Da qui fu inviato per due anni alla stazione carabinieri di Lesa, in provincia di Novara e poi tre anni al Nucleo operativo della Compagnia di Bitti, in provincia di Nuoro. Era cosi' tornato nella sua amata Sardegna. Ma piu' che il richiamo dei luoghi di infanzia pote' il desiderio di diventare ufficiale: il maresciallo Pittoni riusci' a vincere il concorso e a indossare i gradi di ufficiale. Dopo aver frequentato il 46°corso ruolo speciale della Scuola ufficiali carabinieri di Roma fu nominato sottotenente. Il 10 settembre dello scorso anno aveva assunto il Comando della Tenenza Carabinieri di Pagani, in sostituzione del Tenente Giuseppe Castrucci.
Chi ha conosciuto il tenente Marco Pittoni lo descrive molto riservato, uno che amava agire piuttosto che parlare. Ma l'animo generoso e la caparbieta' che metteva nel suo lavoro lo avevano fatto presto diventare un punto di riferimento per i paganesi che in lui nutrivano forti speranze. In diverse occasioni aveva mostrato piu' il cuore che la forza. Come quando, nel corso di un'operazione, constatate le condizioni di estrema poverta' di una famiglia di Pagani e uscito da quell'abitazione vi fece ritorno pochi minuti dopo con una nuovissima bicicletta che aveva appena acquistato per il bambino con il quale si era intrattenuto a chiacchierare.
La sua famiglia.
E' una famiglia che vive per l'Arma, quella del sottotenente dei carabinieri Marco Pittoni. Il padre, Giovanni, di 66 anni, e' un appuntato in congedo, e anche il fratello Matteo, piu' giovane di tre anni, presta servizio nell'Arma, a Sondrio. E' stato proprio il padre il primo ad apprendere, in modo quasi fortuito, la tragica notizia. Quando, infatti, i militari del comando Provinciale l'hanno cercato per telefono hanno appreso che si trovava a Cagliari in ospedale per un day hospital di controllo. Un sottufficiale dell'Arma si e' subito recato all'ospedale, ma proprio mentre entrava nella camera dove stava concludendo la visita medica papa' Pittoni ha sentito al Tg5 la notizia della morte del figlio.
Tragica la notizia anche per Tiziana Zurro, fidanzata del Tenente Pittoni, nota giornalista dell'emittente televisiva di Pagani Quarto Canale che ha ricevuto dapprima la notizia di un carabiniere ferito. "Forse e' Marco", le hanno detto e lei si e' precipitata in ospedale. Il sottotenente e' morto poco dopo il ricovero nell'ospedale Umberto I di Nocera Inferiore.
Dopo 48 ore i Carabinieri scovano i primi tre giovani sospettati di aver preso parte alla rapina.
I tre rapinatori fermati sono: Giovanni Fontana, 21 anni, Fabio Prete, 19 e Antonio Palma, 33 (che nel corso delle indagini risultera' estraneo ai fatti e rimesso in liberta'), 33, tutti di Torre Annunziata.. I nomi sono stati resi noti dai comandi provinciali di Napoli e Salerno. Un quarto, sul quale gravano concreti elementi di colpevolezza, e' ricercato ma dopo poche ore viene catturato, e' il 36enne Gennaro Carotenuto che si era rifugiato nell'abitazione di un parente a Torre Annunziata. Dopo una breve latitanza, si e' costituito anche il presunto assassino di Marco Pittoni, e' l'ultimo componente della banda della rapina di Pagani, un 17enne, ferito a un braccio, probabilmente nel corso della sparatoria, figlio del boss di Torre Annunziata, si e' consegnato alle forze dell'ordine accompagnato dalla madre che non lo ha mai abbandonato nei 5 giorni successivi alla rapina. Il giovane si e' consegnato ai Carabinieri vicino a Sabaudia, nel Lazio. Con lui c'era anche il suo avvocato. Sara' la magistratura ad accertarne i fatti e le responsabilita'.
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Tratto dal n.28 di CavaNotizie.it
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16 Giugno 2008
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Villa Alba, con Eliseo Lizzalla medaglia d'oro ai campionati interregionali di equitazione

Da sinistra: Pietro, Eliseo e Giuseppe
Gerardo Ardito
Eliseo Lizzalla e' medaglia d'oro al XI Trofeo "Villa Silvia", valido per il campionato interregionale C.I.P. Dir-p (deficit intellettivo e relazionale) di equitazione, specialita' gimkana.
La partecipazione di ospiti del centro di riabilitazione cavese "Villa Alba" al campionato equestre e' stata fortemente voluta dall'amministratore della struttura, il dottor Giovanni di Giura, e mira, come le numerose iniziative in atto, all'integrazione dei diversamente abili nel tessuto sociale.
Eliseo Lizzalla, primo classificato, partecipera' ai campionati nazionali che si terranno dal 26 al 29 giugno a Citta' di Castello in provincia di Perugia.
Eliseo, 56 anni, e' nato ad Avellino e vive a Villa Alba a Cava dal 1970. Ad Eliseo chiediamo se ha mai praticato altri sport: "Cammino sempre molto", ci risponde fiero. Una persona disponibile, dalla figura esile e un sorriso dolce, questo il suo breve ritratto.
Al secondo posto, alla stessa gara alla quale ha preso parte Eliseo, tra ben 23 concorrenti provenienti anche da Potenza, Napoli e Frosinone: Pietro Lo Piccolo, anche lui della grande famiglia di Villa Alba. Pietro e' nato a Palermo 62 anni fa. "Da quanti anni sei qui?", gli chiediamo. "Da parecchio", risponde. Entusiasta Mario Macedonia, 43 anni, responsabile e preparatore tecnico CIP (Comitato Italiano Paraolimpico) di equitazione del centro di riabilitazione di Villa Alba dal '92. "Ci alleniamo due volte la settimana a Villa Silvia a Roccapiemonte che dispone di maneggio - ci informa il signor Macedonia -. e' dal '94 che partecipiamo a gare e questo risultato e' frutto dell'impegno dei nostri ragazzi".
Anche il quarto classificato e' un ospite di Villa Alba si chiama Giuseppe Di Gianni ed ha 45 anni.
Un sincero in bocca al lupo ai ragazzi di Villa Alba e un grazie all'amministrazione del centro che ha dato fiducia allo sport veicolo d'integrazione.
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