di Emilio Lambiase (Architetto)
L'Amministrazione che vince le elezioni è legittimata a disegnare la "Sua" città ideale. E' una regola di democrazia.
Un sospetto nasce per il probabile "scambio di favori" avvenuto tra le istituzioni sacre e quelle profane: il cancello e l'indulgenza divina per salvarsi eventualmente l'anima. (Ironico)
E' improponibile la concessione edilizia allo sbarramento presso l'Abbazia Benedettina; lecita invece la richiesta da parte dei prelati alla Pubblica Amministrazione.
E' anacronistica e contraddittoria una Chiesa che si barrica tra le proprie mura e quella dell'abbraccio di Piazza San Pietro. Pensate al sacrificio che fu necessario per realizzare le braccia berniniane eliminando il tessuto edilizio dei quartieri medievali lungo Via della Conciliazione!
Ricordo che la chiusura dello spazio antistante il sagrato dell'Abazia e la relativa via d'accesso che porta alla sorgente della Frestola, fu discussa già negli anni '80, allora facevo parte della Commissione edilizia Comunale, e al nostro preventivo rifiuto ci fu detto che loro, i monaci, non avevano fretta e per essere un'istituzione millenaria, potevano aspettare tranquillamente anche molti anni e che terminassimo il nostro percorso terreno, per riproporre in tempi migliori la realizzazione di quel progetto. Il caso ha voluto che nonostante siano trascorsi più di trent'anni, e fossimo ancora in vita, le condizioni si sono rese favorevoli e la proposta è stata accettata e attuata.
E' l'involuzione dei tempi!
Mi piacerebbe, però, leggere la motivazione che ha sicuramente accompagnato il parere favorevole da parte della Soprintendenza innanzitutto, e degli altri organi poi, compreso il Parco dei Monti Lattari. (Non faccio una questione di "linea moderna" del ferro impiegato, ma di inopportunità di quella barriera).
Ricordo, come ho già affermato in un post del 22 luglio scorso su Il Portico, che il cancello elimina la possibilità di fruire la strada carrabile che porta alla sorgente della Frestola e introduce le rampe di scala che sono una barriera architettonica per i portatori di handicap. Uno strano modo di utilizzare il denaro della collettività a beneficio di alcuni. (A questo punto lascio lo spazio per inserire il parere prossimo delle associazioni dei portatori di handicap).
Da ultime voglio ricordare al Sindaco che il porfido impiegato per pavimentare il piazzale dell'Abazia è costato 150 euro circa (centocinquanta euro) al metro quadrato compreso gli oneri a fronte di 50 euro circa (cinquanta euro) che pensa di ricavare dalla vendita di quelli esistenti. Un buon affare per quelle imprese che li compra dall'Amministrazione e li rimette magari nel nostro stesso Comune.
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