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Patologie neoplastiche del colon-retto e Gruppi Oncologici Multidisciplinari (GOM)

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Intervista al Dott. Alfredo Giordano, specialista in Chirurgia Generale, perfezionato in Laparoscopia, Master in Colon-proctologia, incarico aziendale di alta specializzazione in Proctologia, referente per la provincia di Salerno della Società Italiana di Colon-proctologia, coordinatore delle unità di colon-proctologia italiane.

Dottore, ci spiega come al giorno d’oggi le Aziende sanitarie si prendono cura dei pazienti affetti da patologie oncologiche?
Certo, anzi grazie della domanda, che mi consente di fare chiarezza su questo importante argomento. Oggi qualsiasi soggetto che sia affetto da una patologia neoplastica, a prescindere dalla localizzazione e dalla branca medica di interesse, viene preso in carico dal medico che per primo effettua la diagnosi e viene inserito tra i pazienti da affidare al GOM, ossia il Gruppo Oncologico Multidisciplinare.

Quindi il GOM è formato da varie figure professionali? Esattamente. Tali gruppi sono formati da medici specialisti in varie branche che, attraverso incontri a cadenza settimanale, affrontano in maniera corale il percorso diagnostico-terapeutico del paziente, al fine di individuare il trattamento migliore per ogni singolo caso. Questa modalità rappresenta il modo migliore di offrire a ogni singolo soggetto la terapia più appropriata al suo caso specifico in base a linee guida internazionali coerenti con la EBM (Evidence Based Medicine).

Sembra chiaro che esistono percorsi specifici e che nessun paziente dovrebbe essere sottratto al GOM a favore di indicazioni terapeutiche “personali”, basate su esperienze ristrette. Ci può fare un esempio inerente al GOM del Colon-retto?
Il GOM in questione si riunisce con cadenza settimanale e i pazienti sono accompagnati in questo percorso da una infermiera professionale della nostra unità operativa di Chirurgia di Mercato San Severino, afferente all’Azienda Universitaria “Ruggi” di Salerno. Questa infermiera ha le funzioni di “case manager”, una sorta di coordinatrice. Il GOM del Colon-retto vede la contemporanea presenza di Chirurgo, Radioterapista, Oncologo, Anatomo-patologo ecc. Ogni caso clinico viene affrontato singolarmente e meticolosamente fino ad arrivare alla definizione del percorso migliore. Ad esempio, se un paziente è affetto da un tumore del retto, non verrà subito sottoposto a un intervento chirurgico come nei tempi passati, ma verrà preventivamente effettuata una chemio-radio-terapia cosiddetta “neoadiuvante”, con l’obiettivo di ridurre e sottostadiare la massa neoplastica e affrontare quindi il successivo intervento di asportazione del tumore in condizioni più favorevoli. Nondimeno, una volta effettuato l’esame istologico della neoplasia e la stadiazione post-operatoria della malattia, si può decidere, se occorre, di effettuare una nuova chemioterapia post-operatoria.

Per concludere, cosa può consigliare ai pazienti affetti da neoplasia?
Sicuramente di affidarsi a una struttura ad alto volume di casi all’anno, inserita nel GOM di riferimento per la propria patologia, con l’obiettivo di beneficiare del miglior trattamento che la medicina oggi possa offrire. Presso la struttura ospedaliera dove lavoro, affrontiamo circa 100/120 casi di tumori del colon-retto ogni anno, trattati in maggioranza con tecniche laparoscopiche o robotiche.

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Giovedì, 23 Maggio 2024 -
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