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Monte Castello, una festa cavese che attraversa i secoli

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Se c’è una festa religiosa e civile che unisce tutta Cava attraverso i secoli, tra fede, folklore e orgoglio cittadino, è sicuramente quella di Monte Castello. Il 1° giugno è stato acceso il Grande Ostensorio al Castello di Sant’Audiutore, finalmente restaurato. Giovedì 6 giugno, nell’Ottava del Corpus Domini, una folla di migliaia di cavesi ha partecipato con commozione alla processione dalla SS. Annunziata al Castello, con in testa il Vescovo Monsignor Orazio Soricelli e il sindaco Vincenzo Servalli. Ed eguale partecipazione hanno avuto, nei giorni successivi, i cortei storici e la benedizione dei trombonieri e dei gruppi folkloristici, fino allo spettacolo pirotecnico da Monte Castello del 15 giugno.

Un rituale che si ripete da 368 anni e che, come ha scritto Tommaso Avagliano nel libro C’era una volta a Cava, edito da Marlin, ha attratto cronisti, storici e viaggiatori fin dal Settecento. Filippo Della Monica, in uno scritto del 1765, affermava: «Fin dall’anno 1657, che questa città della Cava non men delle altre di questo Regno di Napoli soffrì la memorabile stragge del contagio, e vedova restò di molto novero di suoi naturali, fu introdotto da’ RR. Parrochi, Maestri della Chiesa Parrocchiale della Santissima Annunziata e figliani patrizi del Casale, un lodevole costume, di celebrare una magnifica e devota Processione del Venerabile nella sera, all’imbrunire del cielo, ottava del Corpus Domini». Parroci e sacerdoti, che guidano le salmodie e gli inni sacri, sono accompagnati da «trombe e suoni boscarecci» e «Fan plauso tratto tratto le ordinate file dei sparatori con di loro replicate scariche, e le illuminazioni di qualsivoglia particolar cosa non solo, ma bensì d’ogni tugurio e narrano le glorie del Signore, e invitano ciascuno alle tenerezze e alle lodi».

Non molti anni dopo, nel 1784, Andrea Carraturo annotava che il Castello di S. Adiutore non essendo più utilizzato per fini bellici, fin dalla metà del XVII secolo «ha […] servito ad uso di festa», con la processione religiosa che dalla parrocchia della SS. Annunziata arriva «fin sulla Cappella di detto Castello, per quindi felicitar di lassù colla benedizione del medesimo tutta la sottoposta Città e suo territorio». Lo spettacolo della festa coinvolge tutta la valle, non solo le «mura, torri e bastioni» del castello che «si veggono vagamente illuminati e ripieni di più centinaia di persone, che con grossi archibugi a mano (volgarmente chiamati pistoni), e con regolari ed incessanti scariche di più ore, prevengono e sussiegono l’incendio delle molte e vaghe macchine di fuochi artifiziali», ma anche il centro della città e i «circostanti casali», con «spari e fuochi di gioia delle vicine e lontane contrade, che tutte gustano insieme ed entrano a parte del giocondo e religioso spettacolo», rendendo «questa festa veramente unica nel suo genere», tanto da meritare il plauso del sovrano e dei «numerosi forestieri che vi concorrono».

E a fine mese inizia il programma della XLVIII edizione della Disfida dei trombonieri, che prevede il 28 giugno, nel complesso di San Giovanni, prima un convegno sull’evoluzione delle armi ad avancarica e poi la rievocazione storica dei fatti della Pergamena bianca, il 29 e il 30 giugno allo Stadio il Trofeo Città Fedelissima, il 6 luglio il Corteo storico nel borgo e infine domenica 7 luglio sempre allo Stadio la Disfida. Buona festa a tutti i cavesi!!

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Venerdì, 19 Luglio 2024 -
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