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Dal “Premio Strega” a Cava, il libro della Marlin “L’azzurro dentro”

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«Messina scrive con gentilezza antica, rincorrendo modelli letterari riconoscibili che tuttavia ha saputo far propri in un romanzo agile ed esteticamente ben costruito. Lo si segue quasi musicalmente, con l’affetto di un disco che ascoltavamo da bambini e un giorno spunta tra carte, ricordi e vecchie foto che neanche il giallore del tempo è riuscito a sbiadire.» A sostenerlo è lo scrittore e sceneggiatore Diego De Silva nelle sue motivazioni per le proposte degli “Amici della Domenica” al Premio Strega 2024 per “L’azzurro dentro”. Il nuovo romanzo storico di Raffaele Messina, on line e in tutte le librerie nella collana “Vulcano” (Marlin editore), è stato presentato a Cava de’ Tirreni, sabato 23 marzo nell’Aula Consiliare del Comune, in Piazza Abbro, 1. Dopo i saluti di Armando Lamberti, docente universitario e Consigliere delegato alla Cultura del Comune di Cava de’ Tirreni, di Emiliano Amato, giornalista de’ “Il Mattino” e componente del direttivo dell’Associazione Giornalisti Cava-Costa d’Amalfi e dell’editore Sante Avagliano, Maria Gabriella Alfano, architetto e presidente dell’Associazione L’Iride, ha dialogato con l’autore; splendide e coinvolgenti le letture recitate da Renata Fusco, attrice, regista e doppiatrice.

Nel libro sono in piano l’evoluzione sentimentale e politica del protagonista Domenico, che si sviluppa tra Capri e Napoli, negli anni delle leggi razziali, della Seconda guerra mondiale e della nascita della Repubblica. Pagine struggenti e intense sono, poi, dedicate alla condizione degli ebrei trasferiti nel campo di lavoro forzato a Tora, nel Casertano, e alla figura di Eduardo De Filippo ritornato stabilmente in città nel 1944, con il proprio carico di successi professionali e di sofferenze private.

«“L’azzurro dentro” – ha dichiarato Messina – vuole essere un omaggio a quella generazione di italiani nata sul finire degli anni Venti. Generazione che intorno ai dieci anni si ritrovò a vivere la guerra, le discriminazioni razziali, la Resistenza. La generazione che poi, nata la Repubblica, è stata artefice del ‘miracolo economico’, cioè della trasformazione del nostro Paese, prevalentemente agricolo, in potenza industriale tra le prime al mondo. Ecco di questa generazione, a suo modo ‘eroica’ nel quotidiano, ho inteso indagare non tanto l’età adulta, quanto la formazione negli anni dell’adolescenza. In qualche modo è un omaggio anche a mio padre, che fu di quella generazione, pur senza alcun riferimento alla sua biografia.»

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Lunedì, 27 Maggio 2024 -
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