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Livio Trapanese
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Auguri Angelo, sono 108 candeline!
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Cava [08 09 2010 ]
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di Livio Trapanese
Eccezionale evento a Cava de'Tirreni per l'annuale traguardo dell’ultracentenario Angelo Valva. L’arzillo nonnino, nato a CICERALE (un paesino non lontano da Vallo della Lucania) il 12 Settem bre 1902, Domenica 12 Settembre 2010 compirà i suoi primi 108 anni. Cavese d’adozione, Angelo Valva da oltre nove lustri è ospite della Casa di Riposo ex O.N.P.I. di Pregiato in Cava de’Tirreni, per esservi giunto nel 1964 quando la struttura era ubicata nell’ex Hotel de Londres di Corso Giuseppe Mazzini. I festeggiamenti, curati con dovizia di particolari dalla direttrice Rosalba Malinconico, cooperata da tutto il personale socio-sanitario, avranno inizio alle ore 18, con la partecipazione dei figli, dei nipoti e parenti di Angelo, che giungeranno da Cicerale, sin dalle prime ore del mattino, col Sindaco, dr. Francesco Carpinelli, seguito dal Gonfalone del Comune e due Agenti della Polizia Locale, accolti dal Sindaco
della nostra Città, accompagnato da membri della giunta e del consiglio. La Città di Cava de’Tirreni si pone sin d’ora in attesa del 12 settembre del prossimo anno e poi di quello del 2012, per festeggiare i 110 anni del nonnino più longevo del Mezzogiorno d'Italia. Auguri ad Angelo da tutti i cavesi e dagli ospiti dell'ex O.N.P.I..
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L'incuria regna sotto i secolari portici
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Cava [01 09 2010 ]
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di Livio Trapanese
S.O.S. per i secolari portici. Ancora oggi, in tanti, soprattutto taluni imprenditori, non hanno ben compreso il valore storico, architettonico e commerciale che deve avere il nostro Borgo Porticato, unico nel Mezzogiorno d'Italia. Ultimato sul finire del XIX secolo, realizzato dai nostri padri a partire dalla metà del '500, ha svolto per secoli la funzione di protezione e “vetrina” delle mercanzie ivi prodotte. Tutto questo, però, prima del dopoguerra e dell'avvento del consumismo e della “calata” nella nostra città, a partire dal post-terremoto dell'80, di imprenditori, e non solo, d'oltre valle, i quali non conoscendone la storia, lo utilizzano secondo le loro egoistiche necessità. Tenere pulito il centro storico è divenuta un'opera impari per la Se.T.A. S.p.A., braccio igienico-operativo della civica Amministrazione Metelliana. Quest'ultima, sebbene nel tempo abbia emanato specifiche ordinanze in merito,
non riesce neanche a far rimuovere, entro i ventri metri dalla sede dei bar, paninoteche, rosticcerie ecc., quanto “buttano” per terra gli impavidi avventori, tanto che nel percorrere, di buon mattino, il borgo e le traverse attigue, ci sentiamo offesi da tanto incivile comportamento. In molti si chiedono a chi spetta far osservare le ordinanze. Noi addetti all'informazione sappiamo che è la Polizia Locale e visto che, come più volte hanno ribadito gli assessori Passa e Carleo, occorre attuare “tolleranza zero”, suggeriamo all'amministrazione di emettere un'ulteriore ordinanza che prescriva la pulizia, ovvero la lavatura, del pavimento prospiciente l'esercizio commerciale, ad opera degli stessi imprenditori, come buona parte già fanno, nonostante non svolgano la cessione di generi alimentari, atteso che proprio dinanzi a tali esercizi il pavimento del portico è divenuto nero, sia per il grasso degli alimenti
che cade e sia per le gomme masticanti che tanti maleducati avventori buttano a terra prima di consumare quanto hanno ivi acquistato. A quanti tengono a cuore il decoro cittadino, non resta che sperare!
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E' scomparso Francobruno Scotto di Quacquero
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Cava [23 08 2010 ]
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di Livio Trapanese
Inaspettatamente e prematuramente, ma con impari serenità, un altro cavese
doc è tornato alla Casa del Padre. Francobruno Scotto di Quacquero, energico
industriale ceramico, nelle prime ore del pomeriggio di ieri, domenica 22 agosto,
nella sua abitazione di Via Vittorio Veneto, 280 di Cava de'Tirreni, a seguito di
un lieve malore, immediatamente monitorato dagli operatori del 118, tempestivamente
giunti sul posto, ha lasciato gli affetti terreni per ricongiungersi a quanti l'hanno
preceduto nel Paradiso Celeste. Francobruno Scotto di Quacquero ed i suoi fratelli,
oltre ad eccellere nelle rispettive attività professionali, sono da annoverare fra
le pietre miliari della cultura sportiva nazionale, per essersi distinti nelle massime
categorie agonistiche, in particolar modo nel calcio e nel rugby. La Città metelliana,
consapevole della quotidiana attenzione che Francobruno poneva verso le problematiche
cittadine, fra le quali la cura del parco Schwerte di Via Vittorio Veneto, fornendo
filantropici suggerimenti risolutivi alle amministrazioni comunali che si sono succedute,
nell'apprendere la ferale notizia, è rimasta sgomenta; testimoniando alla moglie Bianca Mauro,
ai figli Felice ed Anna Carla, coi rispettivi consorti e prole, ai fratelli Antonio, Giovanni,
Pino e Carlo, il profondo cordoglio. La cerimonia funebre si svolgerà alle 17 odierne nella chiesa
del civico cimitero. |
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Quando vige il silenzio assenso!
Pedana si pedana no!
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Cava [ 19 08 2010 ]
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La disavventura del Bar "Caffèffè" di Livio Trapanese
Che corso Giuseppe Mazzini fosse una strada ad "alta viabilità"quanti cittadini cavesi lo sapranno, questo non è dato sapere! A saperlo in ritardo ed a farne le spese, sono stati i giovani Manzo e Rognetta, soci del "Caffèffè S.a.s.", sito al civico 26, i quali, analogamente ai loro colleghi di Corso Umberto I e non solo, nell'intenzione di collocare (dalle sette all'una) tavolini e sedie dinanzi al bar, per implementare la movida cavese e dare una mano all'economia locale, nell'area nord della città, lontana dall'attenzione delle amministrazioni comunali, che si sono succedute, nel proporre eventio in piazza, e quindi dagli avventori, prima porre in essere i loro intendimenti hanno chiesto, informalmente, ai preposti al rilascio delle autorizzazioni del Palazzo di Città, se la loro richiesta fosse stata poi accettata. Avuta conferma, dichiara Cristian Manzo, abbiamo conferito incarico ad un professionista cavese di predisporre la relativa richiesta, corredandola della relazione tecnica descrittiva, della planimetria (per posizionare 5 tavoli e 15 sedie), della copia dell'autorizzazione amministrativa e della copia dell'iscrizione alla camera di commercio. Il 26 giugno scorso, prosegue Manzo, il mio socio Rognetta, ha presentato la richiesta di concessione di occupazione di suolo pubblico all'ufficio protocollo del Palazzo di Città. Intanto una ditta esperta del settore, previo nostro incarico, ha predisposto una pedana in legno, lunga 5 metri e larga 1, completa fasce rifrangenti per la segnalazione dei veicoli in transito. L'area chiesta in concessone, aggiunge Manzo, avrebbe occupato solamente 5 degli 11 stalli parcheggio-motocicli, siti dinanzi al nostro Caffèffè. Decorso un mese e non avendo avuto risposta, ci siamo portati presso gli uffici comunali ed un impiegato mi ha assicurato, sostiene Manzo, che non vi sarebbero stati motivi ostativi al rilascio della concessione; previo, ovviamente, pagamento del corrispettivo dovuto. Sabato 7 scorso, verso le ore 19, dopo ancora 25 giorni, abbiamo montato la pedana, ma non appena ultimata la sistemazione dei 5 tavoli e delle 15 sedie, con l'addobbo di piante, è intervenuta una pattuglia della polizia locale diffidandoci dal rimuovere, senza indugio, quanto posizionato sul manto stradale; poiché, come detto, corso Mazzini è una strada ad "alta velocità". Senza indugio, conclude Manzo, con non poca amarezza, abbiamo ottemperato a quanto impostoci, ma certamente resta il fatto, che abbiamo speso non pochi soldi, nonostante la crisi economico-finanziaria in atto, per la parcella al professionista, la richiesta dei certificati da allegare all'istanza di concessione, la realizzazione della pedana per abbellire la città e renderla maggiormente ricettiva alla clientela!
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Livio Trapanese scopre due Toponimi errati nella targa
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Cava [ 13 08 2010 ]
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Lo storico cavese Livio Trapanese ha scritto all’assessore Alfonso Laudato e al consigliere Giovanni Del Vecchio in merito ad una serie di errori riportati nella targa commemorativa “scoperta” nell’atrio d’ingresso della stazione in occasione dei primi 150 anni della tratta ferroviaria Cava de’Tirreni - Vietri sul Mare che conterrebbe due toponimi inesatti della città di Cava. Di seguito potete leggere il testo integrale della missiva.
Perseguendo nel mero spirito di cooperazione che lo scrivente, come ogni cittadino, deve mantenere con la Pubblica Amministrazione, affinché questa nostra amata Città si presenti, soprattutto ai turisti, “diversa” dalle altre del circondario, per restare esempio e guida culturale in futuro, con la presente mi corre l’obbligo di segnalare all’acuta attenzione delle SS.LL. quanto segue:
“Sabato 31 Luglio 2010, nell’ambito della commemorazione dei primi 150 anni della realizzazione della tratta ferroviaria CAVA DE’TIRRENI - VIETRI SUL MARE, è stata scoperta una targa commemorativa indicante ben due toponimi inesatti della nostra Città.
Senza indugio ho rappresentato la gravità della cosa ai pochi presenti, atteso, com’è noto, che lo scrivente, promotore (sin dai tempi del sindacato del Prof. Eugenio Abbro) della rimozione dei toponimi cittadini errati, ha impiegato anni perché fossero rimosse le denominazioni Cava dei Tirreni impresse ogni dove e per lunghi anni anche presso la locale Stazione Ferroviaria e presso il Casello Autostradale, ricordando che l’unico ed esatto toponimo della “valle metelliana”, come sancisce il Regio Decreto n. 915 del 23 Ottobre 1862, firmato a Torino dal Re Vittorio Emanuele II, è: CAVA DE’ TIRRENI, se scritto in maiuscolo, o Cava de’ Tirreni, in minuscolo.
Per quanto precede, rivolgo vivo appello alle SS.LL. affinché la targa in questione sia riprodotta coi toponimi esatti, addebitandone il costo al responsabile e non certamente alle casse comunali”.
Certo che quanto segnalato attiene il decoro e la cultura della nostra Città e che possa trovare pieno e celere accoglimento dalle SS.LL., auguro buon lavoro.
Livio Trapanese
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Cava de' Tirreni
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Livio Trapanese, nasce a Cava de'Tirreni il 23 Settembre 1947. Dal 1976 al 1996 ha comandato articolazioni interne dei Nuclei di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Foggia e Salerno. Dal 1996 al 2000 ha comandato la storica Brigata della Guardia di Finanza di Amalfi e dal 2000 al 2003. Col grado militare apicale di Luogotenente e' stato il piu giovane Comandante della Sezione Operativa Volante della 1
Leggi la biografia
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I Patti Lateranensi ed il nuovo concordato
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Cava [ 12 09 2009 ]
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Ottanta anni fa ebbero fine le contrapposizioni fra lo Stato e la Chiesa
I Patti Lateranensi ed il nuovo concordato
Dal 1984 il cattolicesimo non è più la religione di Stato
Livio Trapanese
I media, recentemente, carpendo qualche "poca attenta dichiarazione" da parete di esponenti politici nei confronti della Chiesa, hanno posto l'accento sui rapporti Stato-Chiesa, ovvero Governo Chiesa.
Noi non osiamo entrare nel merito, anche perché sembra che le "cose" siano tornate al loro posto, ma vogliamo che si sapesse quanto è stato non facile addivenire prima ai Patti Lateranensi e poi al Nuovo Concordato fra Stato e Chiesa.
La storia ci ricorda che era l'11 febbraio 1929 quando a Roma, nel palazzo di San Giovanni in Laterano, i rappresentanti dello Stato italiano, nella persona del Primo Ministro, Cavaliere Benito Mussolini, e della Chiesa, rappresentata dal Cardinale Pietro Gasparri, s'incontrarono per la firma dei Patti Lateranensi, dai quali "scaturì", ufficialmente, il più piccolo paese del mondo: lo Stato della Città del Vaticano", a capo del quale vi era Papa Pio XI.
L'Italia, a differenza delle altre Nazioni, dovette risolvere il problema dei rapporti con la Chiesa di Roma. Tale esigenza, già sentita sin dai primi del ‘900, aveva spinto i liberali a muovere timidi tentativi riconciliatori, ma visto che la "Questione Romana" era materia molto delicata, tutti temevano di "scottarsi le dita".
Le vecchie ruggini tra il nostro Stato e la Chiesa incominciarono a dissolversi proprio con la prima guerra mondiale. Negli oltre cinquant'anni dall'entrata dei bersaglieri a Roma, molte ostilità si erano stemperate e fu proprio la Chiesa a capacitarsi che i tempi erano maturi per cui andava risolta la questione romana. La ferita apertasi nel 1870 doveva essere ineluttabilmente sanata e per il Vaticano era giunta l'ora di ritagliarsi un confine giuridico, ovvero un lembo di terra nello Stato italiano, in cui svolgere le proprie funzioni.
Per la firma dell'accordo fu scelta la data dell'11 febbraio 1929, quale ricorreva dell'apparizione di Nostra Signora di Lourdes.
I Patti vennero articolati in tre atti:
- Il Trattato, col quale la Santa Sede riconosceva la sovranità dello Stato italiano e Roma capitale.
Lo Stato italiano, dal canto suo, riconosceva la sovranità pontificia sulla Città del Vaticano.
- La Convenzione finanziaria, a mezzo della quale venne stabilita la somma risarcitoria che lo Stato doveva versare (a titolo d'indennità) alla Chiesa, per l'occupazione dello Stato Pontificio.
- Il Concordato, destinato a regolare i rapporti tra Stato e Chiesa, conferiva effetti civili al matrimonio religioso, garantiva l'autonomia dell'Azione Cattolica nell'educazione dei giovani e proclamava la dottrina cattolica "fondamento e coronamento dell'istruzione pubblica", ampliandone l'insegnamento anche nelle scuole secondarie.
Con la firma dei Patti Lateranensi, il Governo del tempo, ovviamente quello fascista, ottenne un'importante affermazione politica: il suo riconoscimento da parte della Chiesa Cattolica.
L'opinione pubblica riconobbe in Benito Mussolini "l'uomo della Provvidenza" od il "solutore" dell'annoso dissidio tra Stato italiano e Chiesa, mai affrontato prima, con decisione, dai politici liberali. Papa Pio XI, il 13 Febbraio 1929, commentando i Patti Lateranensi, disse: "Siamo stati nobilmente assecondati, forse ci voleva un uomo come quello che la Provvidenza ci ha fatto incontrare, un uomo che non avesse le preoccupazioni della scuola liberale (Mussolini)".
Con riguardo all'autonomia delle Associazioni Cattoliche, ritenute fucine di democrazia e di critica, non si può non sottolineare che non mancarono attriti e tensioni fra il Governo fascista e la Chiesa. Il fascismo, mirando ad un "pensiero unico", ovvero a monopolizzare l'educazione dei giovani, mal tollerava la competitiva apertura dei gruppi giovanili, come la Federazione Universitari Cattolici Italiani, tanto che il Governo, nel 1931, ordinò che venissero sciolte tutte le associazioni cattoliche, ad eccezione dell'Azione Cattolica, la quale fu "relegata" a svolgere attività puramente religiose.
I Patti furono riconosciuti ed inseriti nell'art. 7 della Costituzione, ove è detto che qualsiasi modifica deve avvenire di mutuo accordo tra Stato e Santa Sede.
Il 18 Febbraio 1984, l'On. Bettino Craxi, Presidente del Consiglio dello Stato italiano, ed il Cardinale Agostino Casaroli, per la Santa Sede, firmarono il Nuovo Concordato il cui articolo 1 fa esplicito richiamo all'impegno dello Stato e della Chiesa a lavorare insieme, di comune accordo, per il bene del Paese e per la crescita e la promozione dell'uomo.
Le principali modifiche furono: :
- la rimozione della clausola riguardante il cattolicesimo come religione di Stato;
- l'insegnamento nelle scuole della religione cattolica, da obbligatoria divenne facoltativa;
- il clero cattolico viene finanziato da una frazione del gettito totale dell'I.R.Pe.F.;
- la nomina dei Vescovi non richiede più l'approvazione del Governo italiano;
- l'istituzione del "matrimonio concordatario" (allorquando è celebrato dai Ministri della Chiesa (sacerdoti) ha valenza anche per lo Stato Civile italiano);
- il suono delle campane delle chiese, collegato con funzioni liturgiche in quanto tale sorgente sonora rientra nell'attività tutelata dall'art.2 dell'accordo tra Stato e Santa Sede del 18/02/84 ed è disciplinato dagli organi diocesani locali. Tale esclusione non si applica per il suono delle campane al di fuori del collegamento con funzioni liturgiche, quali lo scandire di ore o altro. Il suono delle campane al di fuori del contesto liturgico, la loro riproduzione mediante diffusori acustici, l'uso di amplificatori per riprodurre celebrazioni liturgiche e/o musica sacra rientrano nell'applicazione della normativa vigente sui limiti acustici come per qualsiasi altra fonte sonora.
Il cattolicesimo, purtroppo, come abbiamo detto, dal 1984 non è più religione di Stato, ma ciò non giustifica, a mio modesto avviso, la pretesa di appartenenti ad altre confessioni religiose di rimuovere dalle aule il "crocifisso" poiché i cattolici cristiani, allorquando si recano in terre ove vige la religione islamica, devono assoggettarsi, volenti o nolenti, ai dettami di tale dottrina, non solo se entrano nelle moschee, altrimenti sono guai seri.
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In attuazione il servizio di accompagnamento per ammalati di tumore
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Cava [ 17 11 2008 ]
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Il volontariato cavese non conosce confini
In attuazione il servizio di accompagnamento per ammalati di tumore
Cava de'Tirreni: Citta' della solidarieta'!
Livio Trapanese
Nella serata di mercoledi' 5 novembre, presso il Salone delle Conferenze del Corpo di Polizia Locale di via Ido Longo della
nostra citta', moderata da chi scrive, si e' tenuta la presentazione del Servizio di Accompagnamento per Pazienti in
Terapia Oncologica. L'iniziativa, fortemente voluta dalla concittadina Anna Sorrentino, Assistente di Polizia Locale,
e' stata promossa dalla L.I.L.T. (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), Sezione Provinciale di Salerno, guidata dal
dottore Giuseppe Pistolese, e dall'Associazione metelliana socio-sanitaria "Mani Amiche", presieduta dal dr. Antonio Lodato.
All'appuntamento, che stante il tema trattato non sono mancati momenti d'emozione, oltre al dott. Pistolese, sono
intervenuti l'Ematologo Edmondo Salerno, delegato cavese della L.I.L.T., l'Ufficiale Sanitario cittadino, il dott.
Giovanni Baldi, una folta rappresentanza del Corpo di Polizia Locale, dell'Associazione "Mani Amiche" e dell'A.V.O.
(Associazione Volontari Ospedalieri), diretta dall'amabile Ernestina D'Amico, e tanti altri volontari. "Il progetto
di accompagnamento", ha dichiarato la Sorrentino,"mira a dare un sostegno morale, affettivo ed economico a quanti
si sottopongono a chemio-terapia e non hanno parenti, amici e/o conoscenti che li accompagnano presso gli ospedali ove
sono in cura, quali il San Giovanni di Dio e Ruggi D'Aragona di Salerno e l'Umberto I di Nocera Inferiore". "L'idea
di avviare il servizio di accompagnamento per ammalati di tumore", ha proseguito la Sorrentino, "e' il frutto di una
mia esperienza vissuta a Milano, quando mi ci sono recata per sottopormi a cicli di chemio. Combatto con questo male
oscuro da 16 anni e quando ho dovuto sottopormi ad un ciclo di 22 giorni consecutivi di terapia nel capoluogo lombardo,
dopo il primo giorno, ho capito che era impossibile, per me, raggiungere l'Ospedale senza avere che fosse al mio fianco.
Le suore che mi ospitavano mi hanno segnalato un'associazione che, gratuitamente e con tanto amore, effettuava il servizio
di accompagnamento di noi ammalati. Contatto tale sodalizio, dal giorno stesso mi sono stati affidati 22 reali angeli
custodi. Ancora sono impressi nella mia mente i loro volti ed il loro signorile comportamento, trasmettendomi tanta carica
e serenita'". Sono numerose le persone ammalate di tumore che non hanno nessun familiare che possa prestare servizio di
trasporto e compagnia per il periodo dei trattamenti previsti e proprio allo scopo di confortarle e' "nato" il Servizio di
Accompagnamento per Ammalati di Tumore al quale chiunque puo' aderire, basta risolvere un semplice test attitudinale, volto
a verificare l'idoneita'. Quanti offriranno la propria disponibilita', dovranno indicare il mezzo di trasporto privato che
metteranno al servizio dei pazienti. Il veicolo verra' contrassegnato da un tesserino valido per l'accesso e la sosta
gratuita nelle aree ospedaliere. Il gratuito servizio e' reso ai residenti nella Citta' di Cava de'Tirreni. Per informazioni
e prenotazioni telefonare all'Associazione "Mani Amiche" al numero 089.444.222, dal lunedi' al venerdi', dalle
ore 15.00 alle ore 20.00. La Citta' di Cava de'Tirreni ha sempre generosamente risposto alle iniziative socio-sanitarie e siamo
certi che anche questa volta i volontari, nel segno della solidarieta', raggiungeranno un numero a tre cifre.
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Viale o Corso Guglielmo Marconi? Sciogliamo il dilemma!
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Cava [ 15 10 2008 ]
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Mai alcuna strada cavese e' stata denominata Corso Roma o Corso Italia
Viale o Corso Guglielmo Marconi? Sciogliamo il dilemma!
Piazza Vittorio Emanuele III viene erroneamente denominata Piazza Duomo!
Livio Trapanese
Nel quotidiano, troppo soventemente, nel leggere scritti e documenti, ci ritroviamo a rilevare le piu' svariate
denominazioni che inesperti, arbitrariamente, attribuiscono alle strade della nostra citta', ingenerando caos nella civica
toponomastica!
Per mere ragioni di chiarezza, dopo lo scrupoloso esame degli atti di segreteria delle Commissioni Toponomastiche
Cittadine ed a seguito del lungo colloquio intercorso col dr. Michele Di Lorenzo, emerito Ufficiale d'Anagrafe della
nostra Citta', vogliamo segnalare che non pochi, tutt'oggi, antepongono in modo inesatto l'appellativo di corso,
viale, piazza, via, piazzetta, largo e traversa alle strade di Cava de'Tirreni.

I corsi metelliani sono quattro: Corso Umberto I (mai denominato Corso Italia o Corso Roma) che congiunge
il Bar Garibaldi alla Farmacia Penza, attraversando Piazza Vittorio Emanuele III, che non e' mai stata
denominata Piazza Duomo.
Corso Principe Amedeo, invece, collega la Basilica Minore della Madonna dell'Olmo
alla piazza antistante la stazione delle FF.SS., appellata Piazza Enrico DE MARINIS e non Piazza Ferrovia.
Corso Giuseppe Mazzini unisce l'incrocio di Via XXV Luglio (l'ex Strada Statale n. 18, la Tirrena
Inferiore, nei pressi del casello autostradale) all'Hotel Vittoria o Maiorino. Corso Guglielmo Marconi
inizia da Via Marcello Garzia (uscita del parcheggio di Via Tommaso Cuomo) e finisce all'ex Comando della Polizia Locale.
Di li' in poi segue il Prolungamento Corso Guglielmo Marconi, che ultima all'incrocio di Via Cimitero.
I viali sono tre: Viale Giuseppe Garibaldi, Viale Degli Aceri e Viale Francesco Crispi
i quali, essendo ben delimitati, non necessitano di esplicazioni.

E' questa l'occasione per rimembrare alcune remote curiosita', quale: Via Alfonso Balzico era detta Vicolo della
Neve o Vicolo di Monsignore. Della neve: perche' al civico n. 24 veniva venduta la neve cavata dalle
neviere site su Monte Finestra (di proprieta' dei frati benedettini). Di Monsignore: poiche' buona parte dei fabbricati ivi
insistenti appartenevano alla mensa vescovile. Via Osvaldo Galione veniva indicata come: 'u vicolo de'
chianche (il vicolo delle chianche), per la presenza in loco di alcune macellerie.
Via Pasquale Atenolfi era detta 'u vicolo de' poste vecchie (il vicolo delle poste vecchie),
poiche' li' era ubicato l'unico Ufficio Postale cittadino, prima d'essere trasferito ove si trova.
Via Della Repubblica era detta ‘u vicolo du' municipio viecchio
(il vicolo del Municipio vecchio), poiche' cola', fino all'alba degli anni '50 del secolo scorso, era ubicata la sede del
Palazzo di Citta'. Via Gaetano Accarino era nota come ‘u vicolo du' turruzziello,
per la presenza di un artigiano tornitore del legno, mentre Via Armando Diaz era detta 'u vicolo i
San Rocco, poiche' costeggia la chiesa di San Rocco e San Sebastiano.
e' giunta l'ora di meditare, che ne dite!
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Furto al cimitero: rubati corone e cuscini di fiori
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Cava [ 08 08 2008 ]
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Ennesimo furto nei pressi del civico cimitero
In un lampo rubati corone e cuscini di fiori
Diventata insicura l'area antistante il camposanto

Livio Trapanese
Davanti al civico cimitero metelliano, nei giorni scorsi, e' stato perpetrato l'ennesimo, ma questa volta singolare,
episodio di furto. Ignoti ladri hanno portato via oltre una dozzina di corone e cuscini, che avevano accompagnato il
corteo funebre della defunta Assunta Di Matteo, giunta da Lancusi. Non appena il corteo funebre e' giunto dinanzi
al cimitero, si e' provveduto, com'e' prassi, a trasportare la salma nella tomba di famiglia, nel mentre taluni addetti
all'esequie hanno rimosso le corone ed i cuscini dal carro adibito al trasporto degli omaggi floreali, appoggiandoli
al muro adiacente l'ingresso del sacro luogo, ovvero ove poi la Se.T.A. avrebbe provveduto a rimuoverli.
Questo e' avvenuto sul finire del mese di luglio, ma, ancora oggi, a distanza di una settimana, Vittorio Emanuele
(Emanuele e' il cognome ndr), congiunto dell'estinta, originaria di Cava de'Tirreni,
non si spiega come sia possibile che avvengano gesti tanto ignobili. Il 31 luglio, alle 13.00, il corteo funebre della
Di Matteo giunto dinanzi al luogo ove noi mortali troviamo il riposo eterno, i necrofori, seguiti dai parenti, hanno
trasportato il feretro della donna sulla tomba di famiglia. Il nipote Vittorio Emanuele, dopo pochi minuti, al fine di
recuperare sia un po' di fiori dalle ghirlande e sia le fasce viola sulle quali erano riportati i nomi dei "mittenti"
degli omaggi floreali, si e' portato nel luogo ove erano state scaricate le ghirlande ed i cuscini, ornati da freschi
fiori. Giunto sul posto il giovane congiunto della Di Matteo non ha trovato piu' nulla. Con estrema celerita' ignoti
ladri avevano portato via tutto, anche le fasce riportanti i nomi dei conoscenti che avevano voluto tributare, con un
omaggio floreale, l'ultimo saluto alla defunta. Il giovane ha tentato di risalire ai responsabili dell'insano gesto,
i quali altri non sono potuti essere che addetti ai lavori, che, riciclando lo scheletro delle ghirlande e dei cuscini,
li "riutilizzano", per poi rivenderli. "Dover subire queste abominevoli situazioni, e' semplicemente assurdo",
ha dichiarato Vittorio Emanuele. "Se non avessi trovato le fasce in un secchio posto nei pressi, non avrei potuto
neanche ringraziare i conoscenti che avevano donato i fiori alla mia defunta congiunta". A distanza di due giorni
dal furto delle autovetture, quest'ennesimo episodio di malcostume, deve far riflettere, le istituzioni affinche'
l'area posta dinanzi al cimitero necessita di un frequente monitoraggio.
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Dupino in festa: mezzo secolo di sacerdozio di Don Emilio Papa
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Cava [ 02 08 2008 ]
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La storica parrocchia di Dupino e' in festa
Mezzo secolo di sacerdozio di Don Emilio Papa
La frazione metelliana raccolta dal suo tenace missionario

Livio Trapanese
Domenica 10 agosto, Don Emilio Papa, parroco dell'amena frazione di Dupino, posta alle falde di San Liberatore, il colle che un tempo era detto "Buturnino", incontrera', con i parenti e la comunita' parrocchiale, i tanti, cavesi e non, che l'hanno conosciuto e stimato (sono migliaia ndr), per festeggiare i suoi primi 50anni di sacerdozio.
La mamma Luisa Vassallo lo diede alla luce nell'abitazione di famiglia, sita al Borgo Scacciaventi di Cava de'Tirreni, il 9 novembre 1934. Papa' Federico era rinomato per l'arte ferriera.
Alle nostra domanda, Don Emilio cosi' ha esordito: "Poiche' gia' avevo conseguito la licenza liceale, presso il Liceo Statale di Cava de'Tirreni, la mia puo' definirsi una vocazione adulta".
Il primo anno di studi, era l'autunno del 1953, l'ho ben speso presso il Pontificio Seminario della Regione Salernitana-Lucana di Salerno, ove ho potuto apprendere, in fondo, cos'e' la filosofia scolastica; il secondo l'ho profuso in Posillipo, per conoscere la teologia scolastica. I successivi tre anni li ho trascorsi presso il seminario salernitano.
Fu S.E. Monsignor Alfredo Vozzi, Vescovo della Diocesi di Cava de'Tirreni, dieci lustri or sono, a consacrarlo sacerdote nella Basilica Minore della Madonna dell'Olmo.
Il primo incarico di Don Emilio Papa, oltre quello di Viceparroco presso la cattedrale di Sant'Adjutore e la chiesa del Purgatorio, fu quello d'interessarsi delle esigenze scolastiche dei seminaristi e di svolgere le mansioni di Assistente Ecclesiastico del numeroso Reparto Scuots CAVA 1°, pagando, personalmente, i fitti dei locali occupati dai giovani rovere, esploratori e lupetti, siti nel portone adiacente il cinema Metelliano, poi edicola Rondinella. Nel 1962, Don Emilio, fu "costretto" a lasciare tutti gli incarichi, per assumere la vicaria delle parrocchie di Rotolo, Maddalena e Dupino, in ossequio alle disposizione ricevute dal Pastore della Diocesi, Mons. Vozzi.
Dal 1963 e' parroco della sola comunita' di Dupino, ove, in questi nove lustri, con proprie risorse, ha istituito la scuola materna, accogliendo centinaia di bambini di Cava de'Tirreni e dei comuni viciniori; ha restaurato le unita' immobiliari parrocchiali, locandole, per pochi euro, a persone del luogo; ha istituito l'oratorio, punto di riferimento dei giovani cavesi e di quelli del vasto circondario, quando questo nulla offriva agli stessi giovani; ha realizzato un campo sportivo ed un circolo ricreativo; non tralasciando il famoso presepe interamente mobile.
Don Emilio Papa, e' stato non un sacerdote, ma il sacerdote che si totalmente proteso verso le esigenze altrui, destinando ogni risorsa personale ai bisogni della comunita'. A questo nobile e virtuoso esempio di elevate virtu' cristiane, non possiamo far mancare le nostre attestazioni di gratitudine, per cui, domenica mattina, come una parola d'ordine, tutti nella Chiesa di San Nicola di Dupino, per pregare, insieme al Don, il Signore perche' ci dia sempre piu' sacerdoti di tale stampo.
Personalmente, lo ricordiamo nel corso del nostro lungo sentiero scouts (1960/1966) e possiamo ben affermare quanto bene, il nostro Don Emilio, ha profuso verso quanti l'hanno conosciuto, restando uno dei rari fari, sempre accesi, verso tutti tutti.
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Rosa Medolla, 100 anni, la nonnina delle nonnine
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Cava [ 28 07 2008 ]
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Ha cent'anni e non li dimostra
Rosa Medolla, la nonnina delle nonnine
Festeggiata dai figli, nipoti, pronipoti, amici, parenti e conoscenti
Livio Trapanese
Sabato 2 agosto, la Citta' di Cava de'Tirreni vivra' un giorno eccezionale. La signora Rosa MEDOLLA, vedova di Alfredo DI MATTEO da circa mezzo secolo, compira' cento anni.
Chi l'ha conosciuta stenta a credere che nonna Rosa possa avere al suo attivo gia' 415.000 giorni di vita, stante la sua lucidita', memoria e dinamicita'.
I figli Assunta, Errico, Grazia, Raffaela e Giovina, cooperati dai rispettivi consorti, figli e nipoti, che formano un nutrito gruppo, ben noto nella Valle Metelliana per le attivita' professionali che svolgono, non hanno lasciato nulla al caso, organizzando tutto alla perfezione.
I primi a confermare la loro partecipazione all'evento sono stati l'Arcivescovo delle Diocesi di Amalfi-Cava de'Tirreni, S.E. Monsignor Orazio Soricelli ed il Sindaco Luigi Gravagnuolo.
Poiche' la chiesa parrocchiale di San Gabriele ai Pianesi non si presta a ricevere la massa di partecipanti, Don Pietro Ciuffi, parroco del secolare Piccolo Borgo, ha chiesto ai familiari della centenaria festeggiata di poter celebrare l'eucarestia, prevista per le ore diciannove dello stesso giorno, in un piu' ampio luogo. Detto fatto!
Il nipote Vittorio Emanuele, previa richiesta, ha immediatamente ottenuto dal Palazzo di Citta' di Cava de'Tirreni di far celebrare la Santa Messa nell'ampio salone dell'Istituto Scolastico "Alessandro Della Corte".
Siamo tutti invitati e quanti vorranno, dopo la celebrazione eucaristica, potranno dialogare con la signora Rosa e "toccar con mano" quanto e' bello poter compiere cent'anni in buona salute.
L'augurio che facciamo a nonna Rosa e' quello di restare con noi tanti anni ancora, rimembrando a noi stessi che Sant'Alferio (Pappacarbone, primo Abate Benedettino della SS. Trinita'), visse centovent'anni.
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Il Miracolo Eucaristico del 1656 nell'ultimo lavoro di Ettore Senatore
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Cava [ 23 05 2008 ]
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In memoria del Miracolo Eucaristico del 1656
Cava de'Tirreni, Citta' Eucaristica
Il religioso evento ritratto nell'ultimo lavoro di Ettore Senatore
Livio Trapanese
Il Maestro Ettore Senatore, figlio emerito di questa nostra amata Citta', non smette di stupirci. Con la sua ultima opera, un olio su tela di cm. 70 x cm. 100, apparsa in gigantografia alla sinistra del portone d'ingresso alla Concattedrale di Sant'Adjutore, al lato opposto del suo precedente lavoro che raffigura Sant'Adjutore, il Vescovo africano, Patrono della Diocesi di Cava de'Tirreni, giunto nel 455 per evangelizzare le anime della poi distrutta Marcina, di cui il geografo greco Strabone (64 o 63 a. C. - 21 d. C.) ce ne parla nel suo libro, "Historia", ha voluto rimembrarci che Cava de'Tirreni e' Citta' Eucaristica, come altre 65 del mondo, quali: Lanciano, Roma, Parigi ecc., ove Dio, nel tempo, ha mostrato il suo paterno amore.
L'opera del Maestro Senatore rappresenta undici elementi, fra cui un calice, un raggiante ostensorio, il castello, i portici e la chiesa madre dei cavesi.
Ma vediamoli in dettaglio. Nella parte alta del quadro, al centro degli otto luminosi raggi dell'ostensorio, solcati da molteplici fasci rossi, che rappresentano l'amore di Gesu' verso l'umanita', per aver versato il suo preziosissimo sangue sulla croce, e che ogni giorno continua a versare sull'altare, per la remissione dei peccati dell'umanita' e "condurla" alla vita eterna, appare un'ostia con impressa l'immagine di Gesu' crocifisso.
L'ostia ed il vino, come sappiamo, con la transustanziazione, ovvero la totale conversione delle sostanze che formano il pane ed il vino, diventano il Corpo ed il Sangue di Gesu'.
Sotto l'ostia v'e' il calice e su di esso appare una tondeggiante luce sulla quale si erge la croce e le lettere JHS, per confermare che Gesu', salvatore degli uomini, e' presente in mezzo a noi.
Alla sinistra del calice e' ben rappresentato il Castrum Sant'Adjutore, poggiato sul colle omonimo, dal cui terrazzo superiore, come ancor oggi avviene, sebbene siano trascorsi 352 anni, nell'autunno del 1656, nel corso della peste bubbonica, don Angelo Franco, parroco della Santissima Annunziata, con l'Ostensorio, imparti' la Santa benedizione alla Valle Metelliana, rivolgendosi verso i quattro punti cardinali, cio' affinche' la peste non mietesse piu' vittime; cosa che, per intercessione divina, avvenne!
Al lato destro del quadro, collegato dagli archi dei portici, che intrecciano il calice, l'uva bianca ed il grano, appare, maestosa, la cinquecentesca Concattedrale di Sant'Adjutore; testimonianze di fede e vita mercantile cavese.
Complimenti vivissimi al Maestro Ettore Senatore per questa ulteriore viva testimonianza di fede, storia e tradizione cavese, lasciata nella Chiesa madre di Cava de'Tirreni.
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L'origine dell'arte ceramica a Cava de'Tirreni
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Cava [ 23 05 2008 ]
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L'origine dell'arte ceramica a Cava de'Tirreni
Cenni storici
Livio Trapanese
Per conoscere le origini dell'arte ceramica della "nostra" Citta', che molti scrittori e saggisti le hanno dato gli appellativi di Valle Metelliana, Bologna del sud, Piccola Svizzera, Porta verde della Costa d'Amalfi e Citta' dei Portici, non dobbiamo prescindere dal rimembrare che l'Abbazia Bendettina della Santissima Trinita' di Cava, sin dalla meta' dell'XI secolo, inizio' ad esercitare il suo potere feudale sul vasto territorio avuto in dono dai Principi Longobardi, confermato ed ampliato dai Duchi Normanni.
Per completezza d'informazione, in questa ricerca storiografica, non ci resta che sottolineare quanto avvenne nell'anno 1058, ovvero quando il Principe Gisulfo II, concesse all'Abate Cavense la potesta' giurisdizionale sulla vasta area che formera' poi la Citta' di Cava, ovvero sui territori che tutt'oggi costituiscono l'attuale Citta' di Cava de'Tirreni ed i limitrofi Comuni di Vietri sul Mare e Cetara, che, ricordiamo, sino al 18 Gennaio 1807, era un'unica entita' politico-amministrativa, assumendo nel tempo le denominazioni di Marcina, Terre di Cava e, dal 7 Agosto 1394, Citta' di Cava. Il toponimo: Citta' di Cava de'Tirreni origina dal Regio Decreto del 23 Ottobre 1862, n. 935, firmato dal Re Vittorio Emanuele II a Torino, a quel tempo prima capitale d'Italia.
Presso il Cenobio Benedettino Cavense sono ancor'oggi custoditi un microvasetto ed un microboccale, che Giacinto Tortolani ascrive al XII secolo e che Paolo Peduto sostiene essere stati prodotti presso la citata Badia o da figuli (vasai) operanti nell'infeudata contigua vasta area.
Dai documenti raccolti dal filosofo Gaetano Filangieri, apprendiamo che:
Goffredo de Angelillo di Cava, maestro di cotto, il 29 Novembre 1491 rilascio' il "certificato di ben servito" ad Alessandro Russo di Cetara, della cui opera si era servito "nell'arte della greta (creta)" per parecchi anni; l 31 Marzo 1502 prese a lavorare Venzello Benincasa, anch'esso di Cava,"ad artem laborandi gretam ed faciendi lagienas ed alia" (lavorare con arte la creta, lancelle (anfore) ed altre cose);
Matteo Cassetta di Cava, figulo, il 3 Ottobre 1494 vendette 50 "lancelle per olio" a Franceschetto Longo; il 5 Giugno 1495 fitto' una bottega in Piazza dei Cantari a Napoli, per fabbricarvi vasi di creta;
Sallustio Lempa di Giffoni (Sa), cretaio, il 30 Ottobre 1567 compro' da Nicola Antonio Carola di Cava, una partita di piombo e stagno per ducati 40 e si obbligo' a consegnare a quest'ultimo, nella Marina di Vietri, tutti i piatti bianchi fabbricati in Giffoni, per un anno, settimana per settimana, a carlini 11 il migliaio;
Antonio de Pirro, cretaio di Sant'Angelo a Fasanella (Sa), il 5 Maggio 1580 si obbligo' a consegnare, per anni due, a Pietro Gulielmetto, un mercante calabrese dimorante in Cava, una fornace intera al mese, consistente in tutte le langelle ed altri vasi rustici, costruiti nella faenza (fornace) di Marina di Vietri.
Seguono tante altre annotazioni inerenti ceramisti operanti nel "Borgo" della Citta' di Cava e nella contigua Frazione di Vietri.
Dalle trascrizioni riportate nel Catasto Onciario, con riferimento al periodo dal 1752 al 1755, troviamo censiti molteplici faienzari (ceramisti) della Citta' di Cava, fra cui Andrea Cascietta, faienzaro, di anni 60; Lisidano, figlio faienzaro, di anni 25, abitante in localita' Giroppolo del Casale di Vietri; Andrea, figlio faienzaro, di anni 16, abitante nel Casale di Vietri; Antonio D'Arienzo ed Andrea Pinto, rispettivamente di anni 35 e 44, entrambi faienzari in Vietri.
Seguono altre 96 dettagliate annotazioni, di cui 38 inerenti l'attivita' ceramica esercitata al Borgo di Cava e 48 nella Frazione marinara.
Da quanto detto non e' arduo dedurre che l'arte della ceramica, come ben testimoniato dagli scritti e dai reperti antichi, "origina" nella Citta' di Cava de'Tirreni sin dal XII secolo.
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Terza tappa pittorica del cavese Franco Senatore
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Cava [ 19 05 2008 ]
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Terza tappa pittorica del cavese Franco Senatore
MEMORIE DI UNA CITTA'
Luoghi, usi ed eventi del XX Secolo

Livio Trapanese
Nell'ambito degli scopi che il Maestro Francesco (Franco) Senatore si e' prefisso sin dalla sua giovine eta', allo scopo anche di perseguire le tecniche creative tramandatagli dal mai tanto compianto genitore, don Salvatore, origina la promozione, la diffusione e la valorizzazione della storia, della cultura e delle tradizioni della nostra amata Citta' di Cava de'Tirreni.
Presentare ai contemporanei i luoghi, gli usi e gli eventi che hanno caratterizzato la secolare "Valle Metelliana", significa far memoria delle tradizioni culturali dei Cavesi, sublimate dall'ameno paesaggio cittadino.
La rappresentazione pittorica del Maestro Senatore, che consta di ben 31 tavole a colori, e' occasione, per le giovani generazioni, di far rinverdire l'assopito legame affettivo verso la nostra secolare "Bologna del Sud".
Corre l'obbligo segnalare che nei giorni 2 e 3 Marzo c.a. le opere pittoriche sono state poste all'attenzione dei giovani studenti della Scuola Media Inferiore "Giovanni XXIII".
Solo conoscendo com'era questa nostra "Piccola Svizzera" nel lontano passato, si possono valorizzare i plessi architettonici che la caratterizzano, per tramandarne l'immenso valore storico-scientifico.
Oggi, quanti ricordano il gioco con la trottola di legno (lo strummolo); il noleggio delle carrozzelle, trainate da magnifici quadrupedi, che consentivano ai nostri progenitori di raggiungere, dal Borgo, le frazioni che cingono la nostra amena valle; l'arte del lustrare le scarpe ad opera dei "lustrascarpe", detti "sciuscia'"; il variegato mercato di Viale Francesco Crispi, non trascurando la notissima fiera di San Germano, puntualmente svoltasi fino agli anni '30 in Piazza Giovanni Nicotera (Piazza San Francesco) e gli eventi bellici del Settembre 1943.
Vogliamo ricordare che il Maestro Franco Senatore dal 4 al 19 Maggio 2002, nel Complesso monumentale di Santa Maria del Rifugio, ci presento' "La Storia di Cava Illustrata" e dal 17 al 30 Settembre 2004, nell'atrio d'ingresso dell'ex Chiesa di San Giovanni Battista, ci presento' le "Immagini della memoria". Con questa terza "fatica" il maestro ci rivela anche scorci della frazioni di Pregiato, Santa Maria al Toro, Santissima Annunziata, Sant'Arcangelo, Pianesi, Arco, Corpo di Cava e Maddalena, prima della loro cementificazione.
Le opere di Senatore, esposte dal 3 al 17 c.m. nel portone dell'ex Scuola Elementare delle Suore di Santa Giovanna Anthida, pongono il visitatore a confrontare i luoghi ritratti da come erano nel remoto passato a come, con amara nostalgia, si presentano oggi. Esse occupano un'apposita pagina nel sito internet: www.archibugieritrombonierisenatore.it.
Ringraziamo il Maestro Franco Senatore per aver realizzato questa terza rassegna pittorica e per averci dato l'opportunita', seppur con labili ricordi, di "rivivere" i luoghi, gli usi e gli eventi della nostra fanciullezza.
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La lotta la caro vita, ma quando inizia?
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Cava [ 19 04 2008 ]
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Sempre crescente l'aumento ingiustificato dei prezzi
La lotta la caro vita, ma quando inizia?
Anche le addizionali I. R. Pe. F fanno la loro parte
Livio Trapanese
Crescono i prezzi dei prodotti alimentari, rincarano le bollette di energia elettrica e gas, aumentano i costi del carburante, degli interessi sui mutui, della Ta. R. S. U. (Tassa Rifiuti Solidi Urbani), dell'I. C. I. (Imposta Comunale sugli Immobili) dell'addizionale I. R. Pe. F. (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) Comunale e Regionale ecc..
Incrementi che non hanno risparmiato neanche il periodo natalizio e pasquale, entrambi trascorsi in un clima piu' austero, rispetto a quello dello scorso anno e che preoccupano, non poco, gli italiani monoreddito, i quali, per sopravvivere alla nuova stangata, sono costantemente alle prese coi conti per far quadrare il bilancio familiare,.
La famiglia italiana, gravata dalla mancata crescita dei salari e delle pensioni, peraltro non ancora riemersa dalla forte contrazione dei consumi, dovuta all'introduzione dell'euro, che non doveva assolutamente essere "valutato" 2.000 lire circa, visto che quanto costava 1.000 lire, oggi costa un euro, che e' pari a 1.936,27 lire, secondo il 41 Rapporto del CENSIS, sulla situazione sociale del Paese, si e' dovuta inventare una strategia di spesa basata su tre punti: gestire gli acquisti quotidiani in una logica "low cost", ovvero basso costo; usufruire del credito per comperare beni durevoli; dedicare quel poco che rimane dalla busta paga o dalla pensione, che e' niente o quasi, al temo libero ed alla cultura.
In questo clima d'incertezza, su cui grava il conseguente aumento del tasso d'inflazione, cresce, non solo per la massaia, il timore per le speculazioni nella filiera produttiva e per le frodi commerciali, soprattutto nel settore dei generi alimentari, il cui aumento dei prezzi, secondo una ricerca OCSE, non e' determinato soltanto da fattori contingenti, ma dai troppi passaggi intermedi che i prodotti fanno in Italia per arrivare dal produttore al consumatore, a differenza di quanto accade negli altri Paesi europei.
Per contrastare il fenomeno del "caro euro", nonche' l'ingiustificato ed indiscriminato aumento dei prezzi dei beni di largo consumo (pasta, pane, latte, benzina, ecc.), in presenza del libero mercato, occorre che il Governo impegni, con un'apposita Legge, la Polizia Locale e la Guardia di Finanza affinche' venga esercitato un costante monitoraggio, reale e capillare, sulla movimentazione delle merci, iniziando dal prezzo di vendita, risalendo, a ritroso, a tutti i passaggi intermedi, in modo da porter rilevare il "valore aggiunto" gravato, di volta in volta, sui singoli passaggi.
La tutela dei mercati puo' essere esercitata solamente col costante, oserei dire, pressante controllo dei beni in vendita, ricostruendo i singoli atti di cessione, che formano la lunga filiera che origina dalla produzione e finisce alla vendita.
Il Governo bene fa a tutelate il bilancio dello Stato, ma ha il sacro santo dovere di garantire il bilancio familiare, se non vogliamo che la soglia di poverta', in atto gia' alta, superi i livelli attuali.
Oggi la famiglia media, giunta all'inizio della quarta settimana del mese, s'imbatte nella fase della sopravvivenza. A breve tale stato iniziera' dalla terza settimana, sperando che si fermi.
L'inflazione, in atto, ha superato la soglia del 3,8%; il petrolio costa 114 dollari al barile e per acquistare un euro occorre un dollaro e 60 centesimi, ma come se non bastasse, amici salariati e pensionati, guardate cosa sta accadendo dal mese di marzo 2008.
Le ritenute fiscali relative alle Addizionali I.R.Pe.F. Comunali e Regionali sono state lievitate. La Civica Amministrazione Metelliana, sicuramente a giusta causa, ha operato un rincaro dal 0,4% allo 0,6%, con effetto retroattivo dal 1 Gennaio 2007. La Regione Campania, a sua volta, per far fronte al deficit gravante sul capitolo della sanita', ha rincarato l'addizionale dallo 0,9% all'1,4%, con effetto retroattivo dal 1 Gennaio 2006.
In buona sostanza, chi scrive, nel mese di Marzo 2008, dal suo appannaggio mensile, si e' visto rincarare le citate addizionali (ben sapendo che da Aprile sara' maggiormente oneroso) del 200/100%, rispetto al mese di Febbraio 2008 (es. se a Febbraio mi sono stati trattenuti 25 euro, a Marzo me ne sono stati trattenuti 75).
Pur sapendo che non servira' a nulla, esorto il lettore a vigilare, altrimenti si vedra' ridurre il salario o la pensione senza neanche accorgesene.
Trovandoci di fronte a casi di frodi in commercio e/o pubblicita' ingannevole dei prezzi, come avviene nel periodo dei saldi, fatte le dovute eccezioni, non esitiamo dal formulare il numero verde gratuito 800.166.661, attivato dall'Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato.
Fiducioso che qualche Istituzione interverra' in nostro soccorso, vi lascio con un noto adagio: "L'acqua e poca e l'oca non galleggia"!
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La Nostra Famiglia sempre piu protesa verso la solidarieta'
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Cava [ 12 02 2008 ]
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La Tombolata Grassa, nel 2009, vedra' la 18
La Nostra Famiglia sempre piu protesa verso la solidarieta'
Ancora fermi i lavori di ristrutturazione dell'ex albergo "Due Torri"
Livio Trapanese
L'Auditorium "Andrea Genoino" del Liceo Scientifico di Cava de'Tirreni, venerdi' sera e' divenuto, seppur per sole due ore, il fulcro della solidarieta'. Il "Gruppo Amici di don Luigi Monza" de' La Nostra Famiglia, ha portato in scena la 17
Alla presenza del Sindaco Gravagnuolo e del Consigliere forzista Adinolfi, i notai della serata, Ciro Fusco, Matteo Viviani ed Antonio Fiorillo, hanno assegnato 26 premi, di cui: 10 ambi, 7 terni, 4 quaterne, 3 cinquine, 1 tombola e 1 tombolino, offerti da generose imprese e ceramisti del circondario. Il conduttore della serata, il giornalista Livio Trapanese, ha consegnato speciali doni ai tanti bambini e ragazzi presenti.
La serata, inframmezzata da intrattenimenti d'ogni specie, donati dagli Amici della Musica, di Rita ed Angelo Fariello, dalla superba Sara Angiolino, da docenti di musica napoletana, I Via Toledo, dal mago Genius, al secolo Eugenio Bonacci, dai giovanissimi Giovanni Mannara e Filippo Avagliano e dal fantastico gruppo di ballo breakdance, Funk-Killrz, e' stata applaudita da migliaia di persone, a conferma del senso di umana solidarieta' che caratterizza quanti conoscono le difficolta' che quotidianamente affronta La Nostra Famiglia ed il Gruppo Amici di don Luigi Monza, a Cava de'Tirreni animato da Elvira Santin.
I dolcetti di mandorla, come tradizione vuole, sono stati preparati ed offerti dal pasticciere Enzo Senatore e signora, mentre il contenuto delle ceste e' stato elargito dai pastifici, salumifici, industrie conserviere e vinicole campane, raccolto dalla nota "Cava Market". Pari generosita' hanno confermato i titolari dei ristoranti il Giardino, la Fattoria, il Vesuvio ed Arcobaleno. La Grafica Metelliana, come per il passato, ha realizzato tutto il materiale divulgativo.
Nel 2009 l'edizione sara' la 18
Per esaudire le quotidiane richieste che i genitori dei bambini diversamente abili avanzano sempre con piu insistenza (trovandosi in eta' evolutiva necessitano d'intraprendere con urgenza le terapie), che La Nostra Famiglia, con le P.A.C., gli operatori sanitari ed i volontari, garantisce a Cava de'Tirreni e nei Centri dei cinque continenti del globo, occorre che gli Enti ed Istituzioni si adoperino affinche' sia attivato, senza ulteriore indugio, il Centro di Riabilitazione nell'ex albergo "Due Torri" di Rotolo-Maddalena!
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La pronta solidarieta' del Gruppo Amici de' La Nostra Famiglia
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Cava [ 31 01 2008 ]
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Al via la 17
La pronta solidarieta' del Gruppo Amici de' La Nostra Famiglia
Al palo i lavori di ripristino dell'ex albergo "Due Torri"
Livio Trapanese
Venerdi' 8 Febbraio, al calar del sole, l'Auditorium "Andrea Genoino" del Liceo Scientifico di Cava de'Tirreni diverra' l'anfiteatro della solidarieta' metelliana. Il Gruppo Amici de' La Nostra Famiglia, sostenuto dall'Associazione Genitori, per l'anno 2008, portera' in scena la 17
Scopo della tombolata, che raccoglie migliaia di persone, e' quello di consentire al Centro di Riabilitazione di Villa Ricciardi, sito in Rotolo alla Via Massimo Marghieri, di sopperire, seppur in parte, alle costanti esigenze finanziarie in cui versa la struttura metelliana e di consentire ai giovai diversamente abili, e loro accompagnatori, di giungere, a turno, presso la grotta di Lourdes, per impetrare alla Vergine Maria il suo costante sguardo materno su tutta l'umanita', sempre piu distratta verso le esigenze dei piu deboli e lontana dal riscoprire i veri valori sociali e morali.
Lo scorso anno sono stati raccolti circa 10.000 euro e ben dieci sono stati i giovani, ed altrettanti assistenti, che si sono potuti affiancare alle preghiere di Bernadette.
La dr.ssa Renata Zanella, direttrice de' La Nostra Famiglia cavese, con Linda, Minuccia, Rosetta e Simona (le cinque P.A.C. -Piccole Apostole della Carita'-, fondate dal Beato Don Luigi Monza) affiancate da 49 operatori sanitari e volontari, riescono a garantire il settimanale trattamento ambulatoriale riabilitativo ad oltre 250 giovani portatori di handicap, significando che per il solo inizio del trattamento terapeutico i tempi d'attesa, talvolta, superano l'anno e cio' per la mancata ristrutturazione dell'ex albergo "Due Torri" di Rotolo-Maddalena.
A tutti e' noto (compresi gli Enti ed Istituzioni locali, provinciali, regionali e nazionali), che l'attuale struttura cavese di Via Marghieri e' palesemente insufficiente a fronteggiare le pressanti richieste quotidianamente avanzate dai genitori dei bambini che, proprio per l'eta' evolutiva, necessitano di urgenti cure specialistiche, che solamente La Nostra Famiglia (attraverso le P.A.C., gli operatori sanitari ed i volontari) riesce a garantire non solo a Cava de'Tirreni, ma in tutte le attive strutture operanti nei cinque continenti. Ad oggi solo vane promesse! La "sofferenza" e' dei familiari di quei giovani che, allo stato, non possono beneficiare dei cicli terapici, in tempi rapidi!
Rivolgiamo un corale appello alle Istituzioni ed agli uomini di buona volonta', perche' sia dato il dovuto sostegno a' La Nostra Famiglia.
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Santa Lucia, vergine e martire
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Cava [ 31 01 2008 ]
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La Santa siracusana venerata dai cavesi
Santa Lucia, vergine e martire
La recente opera del Maestro Ettore Senatore
Livio Trapanese
Eccellente opera pittorica quella del Maestro Ettore Senatore, figlio emerito della Citta' di Cava de'Tirreni, presentata alla comunita' parrocchiale di Santa Lucia, la sera di giovedi' 6 dicembre 2007, da Don Beniamino D'Arco, Parroco del luogo, nella ricorrenza dei primi dieci anni di riapertura al culto della secolare chiesa luciana.
Il terremoto delle 19.30 di domenica 23 novembre 1980 non risparmio' neanche i sacri luoghi, come la chiesa di Santa Lucia, rimasta chiusa fino a lunedi' 6 dicembre 1997.
L'opera del Maestro Senatore, olio su tela delle dimensioni di cm. 70 x cm. 100, raffigura Lucia, la Santa siracusana, che, con la verde veste, nell'atto di protezione, avvolge la sommita' della secolare chiesa luciana e con essa il popolo d Dio.
Ettore Senatore ha "arricchito" il prezioso quadro con altre sette immagini laterali. A sinistra, in alto, troviamo il miracolo eucaristico, avvenuto nel 1412 nella Basilica di Bagno di Romagna Terme; subito sotto e' rappresentata la teca ove e' custodita la sacra reliquia di Santa Lucia ed infine il logo della comunita' parrocchiale luciana. A destra sono dipinti gli eventi verificatisi in questi due lustri (6.12.1997-6.12.2007) nella chiesa di Santa Lucia. In alto osserviamo il volto di Cristo, tratto dalla copia della Sacra Sindone, subito sotto la Madonna delle Lacrime di Siracusa (la lacrimazione, ricordiamolo, avvenne dal 29 agosto al 1
Il Maestro Ettore Senatore, cattolico praticante ed uomo dal cuore nobile, si distingue per la sua smisurata semplicita' e modestia. Sue opere, da lustri, arricchiscono i luoghi di culto metelliani e fra le tante indichiamo quelle esposte nelle chiese di Santa Lucia e di San Francesco, nella Basilica Minore della Madonna dell'Olmo e nella Concattedrale di Sant'Adiutore.
Ci felicitiamo col Maestro Ettore Senatore, sottolineando che la Citta' di Cava de'Tirreni e' fiera di avere fra i suoi figli diletti un artista dall'eccelsa maestria. Sebbene si ostini a celarsi dietro l'umilta', lo invitiamo a realizzare una personale affinche' i nostri concittadini possano plaudire alla sua conclamata bravura.
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Giovanni Pisapia, un talento cavese dall'immensa modestia
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Cava [ 18 01 2008 ]
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Il tenore Giovanni Pisapia
UN TALENTO CAVESE, DALL'IMMENSA MODESTIA
Applaudito in America, Germania e Svizzera
Livio Trapanese
Uno dei talenti metelliani, immensamente modesto perche' non suole pavoneggiarsi, e' certamente il Tenore Giovanni Pisapia. Secondo genito di sei figli, e' nato a Sant'Arcangelo, in localita' Ido Longo, il 16 Aprile 1931, ove XIII secoli or sono nascevano i germani e Regi Capitanei della Casa d'Aragona, Giosue' e Marino Longo. Il papa' Gerardo, carabiniere presso la Stazione di Cava de'Tirreni, viene ricordato per la sua umana severita'. La mamma Teresa Leonina, tabacchina della manifattura tabacchi cittadina, del pari allo sposo Gerardo, era orgoglioso del figlio Giovanni, poiche' gia' da giovinetto, interpretando romanze e canzoni classiche napoletane, era costantemente richiesto per gl'intrattenimenti familiari, come era uso a quale tempo, dopo la celebrazione di matrimoni, cresime e battesimi. Anche giovani innamorarti, che intendevano dedicare una serenata alla donna del cuore, invitavano il tenore Giovanni Pisapia a cantare, con la sua possente e timbrica voce, particolari canzoni alle future spose, realizzate sotto i balconi delle fanciulle, come tradizione voleva. La svolta del Tenore Giovanni Pisapia giunse inaspettata e cio' avvenne in un noto locale della Costiera Amalfitana e fu un ospite dell'albergo a richiedere al "Voce Cavese" di seguirlo in Germania, ove avrebbe effettuato una lunga serie di spettacoli canori, nelle principali citta' tedesche. La seconda tappa fu la Svizzera e poi la tanto ambita lunga stagione nelle piazze e teatri d'America. Rientrato in Italia, il Tenore Pisapia costitui' un singolare sodalizio col maestro Tonino Galione e suoi amici speciali furono il mai tanto compianto Maggiore Enrico Forte, Vice Comandante della Polizia Locale di Cava de'Tirreni, nonche' valente musicista, ed il Professore Siano. Il Tenore Giovanni Pisapia e' nipote di Lucia Pisapia Apicella, l'Ambasciatrice di Pace Internazionale, nota ai piu col vezzeggiativo di "Mamma Lucia" e lo ricordiamo quando interpreto' la canzone "Mamma Lucia", scritta e musicata dal Maestro Umberto Apicella, in occasione dell'inaugurazione del monumento realizzato in suo ricordo, posto dinanzi alla Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo e per le Anime del Purgatorio (piu comunemente detta: La Chiesa del Purgatorio); ancor oggi indecorosamente fruito da quanti usano il "sarcofago" come tavolo, per adagiarvi e poi consumare pizze e bibite. Certamente questi individui non sanno che il monumento e' dedicato ad una persona eccezionale, ambasciatrice di pace nel mondo prima di Maria Teresa di Calcutta. Speriamo che le istituzioni decidano, una volta e per sempre, di recintare lo spazio antistante la secolare Chiesa del Purgatorio, in modo da scongiurare il perpetuarsi della scellerata profanazione. Auguriamo al Tenore Giovanni Pisapia sempre migliori fortune e lo ringraziamo, con profonda cavesita', per aver portato il toponimo di Cava de'Tirreni oltre i confini nazionali; promuovendo la cultura, la storia, il folklore e bellezze della nostra amata Valle Metelliana.
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Bis della solidarieta' dei Pistonieri Santa Maria del Rovo |
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Cava [ 21 12 2007 ]
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Il Cinema Alambra trasformato nell'arena dell'amore
Bis della solidarieta' dei Pistonieri Santa Maria del Rovo
Ospiti d'eccezione il Presidente Pignata ed il Sindaco Gravagnuolo
Livio Trapanese
Il Cinema Al ambra di Cava de'Tirreni, giovedi' 20 dicembre, e' stato la sede dell'amore solidale. La Tombolata del Natale Insieme 2007, fermamente voluta dal Direttivo dei Pistonieri di Santa Maria del Rovo, animata da tre sagaci presentatrici del gruppo vessilli del sodalizio, anche quest'anno, per la settima volta, ha ottenuto uno strepitoso successo. Migliaia le persone che hanno risposto al corale appello di solidarieta' rivolto dal Presidente del Sodalizio, Antonio Luciano, e da Luigi del Buono, Alfredo Apicella, Francesco Luciano e Salvatore Luciano. Una VII Edizione colma d'eventi d'ogni genere, legati fra loro da un solo filo conduttore: la solidarieta'. Il Presidente Luciano, a coronamento del lungo lavoro svolto, stante il successo ottenuto, alla presenza del Presidente del Consiglio Provinciale Dott. Carmine Pignata e del Sindaco della Citta' di Cava de'Tirreni Dott. Luigi Gravagnuolo, accompagnati dal Consigliere Carmine Adinolfi, ha dichiarato: "L'associazionismo ha obiettivi precisi. Il Sodalizio che presiedo si e' fermamente votato alla solidarieta'." I Pistonieri di Santa Maria del Rovo, hanno consegnato una sofisticata postazione multimediale alla dr.ssa Anna Musumeci, Presidente de' La Rondine (operante da anni nella nostra Citta', nel delicato settore dello sport per diversamente abili), garantito a Don Carmine Satriano, Parroco di Santa Maria del Rovo, l'impegno economico per la copertura della chiesa container della storica frazione ed inviato un contributo economico all'AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.
Alla presenza dei Presidenti dell'Associazione Trombonieri Sbandieratori e Cavalieri di Cava de'Tirreni, viene presentato e consegnato alle autorita' il calendario associativo.
I Frati minori del Convento di Baronissi ed il Coro Polifonico Alfonsiano
Il Corpo di Ballo Rovese, formato da venti graziose portavessillo, ha presentato un singolare ballo, suscitando vivo entusiasmo fra i coetanei presenti in sala. I ricchi premi in palio, raccolti in cinque ambo, quattro terno, tre quaterne, due cinquine, una tombola ed una tombolina, miscelati a vivaci eventi di spettacolo, sono stati distribuiti ai fortunati vincitori.
Il Presidente Pignata, il Sindaco Gravagnuolo, Loretta Senatore, Madrina del Sodalizio, Don Carmine Satriano, al termine della serata, si sono voluti felicitare per le attivita' svolte dal Sodalizio, confermando la loro attenzione agli eventi posti in essere dal sodalizio.
In attesa della realizzazione della VIII Edizione del Natale Insieme 2008, formuliamo ai Pistonieri di Santa Maria del Rovo i nostri piu vivi ringraziamenti per quanta solidarieta' offrono alla comunita' di Cava de'Tirreni.
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Un Natale insieme per l'assistenza umanitaria
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Cava de' Tirreni
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SOLIDARIETA E FOLKLORE, E' QUESTO IL BINOMIO DEL 2007
UN NATALE INSIEME PER L'ASSISTENZA UMANITARIA
I PISTONIERI SANTA MARIA DEL ROVO AUTORI DI UNA SOLIDALE
Livio Trapanese
Giovedi' 20 dicembre, dalle ore 20.00, il cinema Alambra di Piazza Eugenio Abbro di Cava de'Tirreni, un tempo Teatro Mascotte, diverra' l'arena dell'amore solidale.
I Pistonieri di Santa Maria del Rovo, terranno la settima edizione del "NATALE INSIEME" che avra' lo scopo di portare un tangibile sostegno alla chiesa parrocchiale di Santa Maria del Rovo, con il rifacimento della copertura della chiesa prefabbricata, ed all'Associazione La Rondine.
La Rondine, iscritta al C. I. P. (Comitato Italiano Paraolimpico) ed al C. O. N. I., composta da genitori avente come obbiettivo l'assistenza di giovani disabili in attivita' sportive e che ha sede alla Via Vittorio Veneto, 184/A, ricevera' dai gloriosi pistonieri rovesi una postazione multimediale completa in ogni sua parte, cio' per agevolare le attivita' di segretaria e non solo. Ricordiamo che nelle edizioni precedenti, i nostri Pistonieri Santa Maria del Rovo hanno conferito attrezzature sanitarie ed altro ad organizzazioni ONLUS, quali La Nostra Famiglia, l'UNITALSI ed Il Germoglio.
La serata, organizzata dal Direttivo dei Pistonieri Santa Maria del Rovo, avra' come "centro d'attrazione" una tombolata di beneficenza, inframmezzata da interventi musicali ed altro, arricchita da artisti emergenti, dal gruppo musicale dei Frati minori del Convento di Baronissi e dal Coro Polifonico Alfonsiano
Il Presidente Antonio Luciano, ed i membri del Direttivo del Santa Maria del Rovo, invitano la cittadinanza cavese a confermare i sentimenti d'amore cristiano, sempre manifestati verso quanti si donano agli altri, aspettandoli giovedi' 20 c.m. nel Cinema Alambra.
L'evento, per l'acclarata valenza acquista nelle trascorse attivita', ha ottenuto il Patrocinio dell'Amministrazione Provinciale di Salerno e della Citta' di Cava de'Tirreni e il sostegno morale delle Amministrazioni comunali di Agropoli, Capaccio-Paestum, Giungano, Nocera Superiore, Oliveto Citra, Pagani, Sarno, Vallo della Lucania, e dell'A.A.S.T. di Cava de'Tirreni.
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I Presepi Viventi a Cava de'Tirreni
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Cava de' Tirreni
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Otto eventi, tutti suggestivi
I Presepi Viventi a Cava de'Tirreni
La rievocazione storico-religiosa della nascita di Gesu
Livio Trapanese
Con l'approssimarsi delle festivita' natalizie, la memoria di religione cattolica, ritorna anche ai presepi, distinti in statici, ovvero realizzati con statuine di legno, rivestite con singolari abiti; di creta, abilmente decorati, e viventi.
Per gli statici c'e' poco da dire, son tutti belli e caratteristici, con speciali movimenti ed ambientazioni.
Come esempio, ma vale anche per tutti quelli realizzati a Cava de'Tirreni, indichiamo il monumentale allestito dai Frati Francescani, sin dall'inizio del secolo XVI, nella Chiesa di San Francesco e Sant'Antonio.
In tutt'Italia, e nel mondo, se ne possono visitare a migliaia, ricordando che il primo a realizzarlo fu San Francesco d'Assisi, a Greggio (Rieti), nel 1223.
Per i presepi viventi, proprio perche' ne abbiamo visitati tanti, anche in piu paesi limitrofi, v'e' qualcosa da dire! Nel percorrere le strade dei luoghi ove vengono realizzati, siamo rimasti sconcertati quando abbiamo notato approssimazioni scenografiche e vestiarie, oltre la vendita di generi alimentari vari, cosa ancor piu grave!
Avremmo voluto rivivere, seppur in forma scenico-teatrale, quanto ha realizzato, per cinque anni consecutivi, Padre Antonio Francesco D'Urso, dei Frati Cappuccini cavesi, con la Comunita' Parrocchiale del Casale di Santa Croce, posta al confine delle Citta' di Cava de'Tirreni e Salerno.
Il viandante-visitatore poteva realmente comprendere quanto e' avvenuto 2007 anni or sono a Nazareth, allorquando Giuseppe e Maria vi giunsero da Betlemme, per osservare l'editto del Governatore Cesare Augusto, cioe' il censimento degli abitanti della Galilea. Maria era incinta, e di li' a poco avrebbe dato alla luce Gesu, il figlio di Dio, il Salvatore del mondo, come annunziatoLe dall'Arcangelo Gabriele.
I sacri testi provano che gli sposi, non avendo trovato alloggio in Betlemme, furono costretti ad allestire una mangiatoia per il giaciglio del Celeste nascituro, posta in una grotta, adibita a stalla, sita fuori dalle mura cittadine e riscaldata dalla presenza di un bue e di un asinello.
Cosi', in un misero luogo, venne alla luce Gesu, Colui che, poi, con la sua cruenta morte, riscatto' i peccati dell'umanita'. I profeti predissero che tutto cio' non sarebbe stato compreso dagli uomini, come pure l'avvento dei Re Magi: Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, i quali, avviatisi da localita' diverse, dell'immensa regione giudaica, s'incontrarono ad un trivio, proseguendo, insieme, alla volta di Betlemme, seguendo la scia di una stella.
Giunti dinanzi alla grotta della Nativita', deposero oro (il dono riservato ai re), incenso (usato per adorare l'altare di Dio) e la mirra (il balsamo per i defunti), trasgredendo la richiesta di Erode, il quale, ritenendo che il Nascente gli avrebbe potuto usurpare il trono, mentendo, aveva chiesto loro di fargli conoscere il luogo ed il nome del Nascituro, affinche' lui stesso potesse, poi, adorarlo. Dinanzi alla capanna, chiamati dagli Angeli, giunsero i pastori con le greggi; i poveri di quel tempo!
Betlemme, scelta dal governo di Roma per la "rilevazione statistica", disponeva di aree di ristorazione, pernottamento e svaghi, come e' per noi oggi, quando ci rechiamo a venerare la vergine Maria (Lourdes, Fatima, ecc.), i santi o miracolosi eventi eucaristici. Quanto qui sintetizzato era possibile ascoltare e vedere nel corso della visita che i "contemporanei viandanti'' eseguivano nel luogo della rievocazione storico-religiosa attuata nel casale di Croce. Angeli guida appositamente istruiti secondo i messaggi profetici ed evangelici, precedendo i "pellegrini'' lungo l'itinerario, esplicitavano cosa avrebbero visto ed udito, cio' per far si' che nei cuori si fermasse il divino credo. Il viandante-visitatore, non avendo modo di assistere od ascoltare quanto potesse essergli di disturbo, con un "pizzico'' di fantasia, poteva evocare nel suo cuore il mistero celeste, poiche' nulla di profano veniva rappresentato, cosa, che, invece, nostro malgrado, accade nel corso delle rappresentazioni di taluni "presepi viventi'', oltre alla cessione di generi alimentari. Ricordiamo un vecchio adagio: il sacro non deve essere mischiato al profano! L'evento crocese, quest'anno avrebbe registrato la VI edizione, che per ragioni logistiche non e' stato possibile replicare.
Giorni e luoghi delle rievocazioni storico-religiose:
Centro Medico di Riabilitazione Mentale "Villa Alba'':
Venerdi' 21.12.2007 e Sabato 05.01.2008;
Associazione "Il Campanile" di San Pietro:
Lunedi' 24.12.2007 e Domenica 06 e 13.01.2008;
Comitato Presepe d'Alessia:
Mercoledl 26.12.2007, Domenica 30.12.2007, Martedi e Domenica 01 e 06.01.2008;
Associazione San Gabriele - Pianesi:
Mercoledi' 26.12.2007 e Domenica 06.01.2008;
Comunita' Parrocchiale di Sant'Anna:
Mercoledi 26.12.2007, Venerdi 28.12.2007, Sabato e Domenica 05 e 06.01.2008;
Comunita' Parrocchiale di Pregiato:
Domenica 30.12.2007 e Sabato 05.01.2008;
Comunita' Parrocchiale di Sant'Arcangelo:
Domenica e Lunedi 06 e 07.01.2008;
Comunita' Francescana di San Francesco e Sant'Antonio:
Domenica 20 e 27 Gennaio 2008.
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Un caro Natale quello del 2007
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Cava de' Tirreni
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La festa di fine anno all'insegna dell'austerita'
UN CARO NATALE QUELLO DEL 2007
Con i consigli del Maitres Luciano Apicella, ancora si puo'
Livio Trapanese
E' inutile negarlo, il numero dei poveri e' in aumento, che non sono solo quelli che chiedono l'elemosina per alimentarsi, vestirsi e riscaldarsi, ma sono anche i tantissimi che sopravvivono con pensioni da fame, originate per l'errata conversione della lira in euro, per l'aumento indiscriminato dei prezzi, che nessuno puo' controllare per assenza di una legge specifica, e per il dimezzato potere d'acquisto dell'euro rispetto alla lira. Quanto costava 1.000 lire, oggi ha un valore di mercato di un euro, cioe' 2.000 lire circa. Coi riti religiosi, il Santo Natale, da sempre, e' l'evento che riunisce le famiglie. Per il pranzo di Natale, in tanti, potranno portare a tavola quasi niente. Per illuderci che qualcosa deve cambiare, ci siamo rivolti al Maitres d'Hotel Luciano Apicella il quale, forte della vasta esperienza in materia, ci ha suggerito questo menu, realizzabile con un dozzina di euro a persona.
Aperitivo-Antipasto: Vino dolce o ammiccato del contadino, frittelle di alici, pane raffermo passato al forno o sulla brace (bruschetta), condito con pomodoro;
Minestra: Cicoria paesana in brodo, con patate e salsiccia suina;
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bouffet: frutta secca e fresca di stagione, struffoli, panettone, spumante italiano, vino rosso e caffe'.
Se dovessimo avere bisogno delle ricette, il maitres Apicella e' a nostra disposizione nel Parco Schwerte (la villa nuova) di Cava de'Tirreni.
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La cellulosa sconfigge l'obesita'
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Cava de' Tirreni
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Presto in farmacia un prodotto rivoluzionario
LA CELLULOSA SCONFIGGE L'OBESITA
Gli idrogeli ci cambieranno la vita
Livio Trapanese
Visto che la sedentarieta' e la sregolatezza nel consumare i pasti ci porta all'obesita', vediamo cosa la farmacologia ha in cantiere per aiutarci. Dieci anni or sono, nei laboratori dell'Universita' "Federico II" di Napoli, l'ingegnere chimico Prof. Luigi Nicolais, attuale Ministro per le Riforme e l'Innovazione nella Pubblica Amministrazione, intraprese il coordinamento della ricerca nel settore degli idrogeli, cioe' materie plastiche in grado di assorbire elevate quantita' d'acqua. Il Prof. Nicolais, affiancato da due emeriti scienziati: l'Ing. Alessandro Sannino, ricercatore presso l'Universita' di Lecce ed il Prof. Luigi Ambrosio, Direttore dell'Istituto per i Materiali Biomedici e Compositi del Centro Nazionale delle Ricerche, diede inizio ad una bella storia, tutta italiana, il cui protagonista era, appunto, l'idrogelo, se si pensa che un grammo secco (una punta di un cucchiaino) assorbe un litro d'acqua. L'idrogelo o polimero, e' impiegato nella produzione di pannolini per bambini ed assorbenti igienici per donne, ma, essendo a base acrilica e non biodegradabili, fu necessario ricorrere ai ricercatori. Gli scienziati, rilevato che il polimero sintetizzato e' a base di cellulosa, constatarono che esso e' totalmente biodegradabile e biocompatibile. Posto a contatto con l'acqua si gonfia, trasformandosi in gelatina trasparente ed ingerendolo in forma secca, con due bicchieri d'acqua, circa 30 minuti prima dei pasti, si gonfia nello stomaco, dando senso di sazieta', aiutando a mangiare meno, venendo poi regolarmente espulso per via fecale.
La prima sperimentazione sull'uomo s'e' conclusa con successo. Nessun rischio od acidita' post ingestione, atteso che il materiale, a base di cellulosa, non interagisce con l'organismo.
A breve l'industria farmaceutica ci consentira' di ricorrere ai ripari, ma, nel mentre, visto che prevenire e' meglio che curare e che l'obesita' c'insidia sin dall'infanzia, attuiamo i suggerimenti dell'esperto.
Il parere dell'esperto:
Dott. Domenico Viaggiano, pediatra, studioso delle problematiche correlate all'obesita' infantile.
Finalizzata all'obesita', proprio Sabato 27 Ottobre, a Napoli, ma contestualmente in tutte le regioni d'Italia, organizzato dalla Societa' Italiana di Endocrinologia Pediatrica, si e' tenuto uno specifico convegno nel corso del quale, da relatore, ho potuto relazionare sull'aumento, negli ultimi anni, del numero dei bambini obesi od in soprappeso, soprattutto nella Regione Campania, postasi, per incidenza del problema, ai primi posti in Europa. Ad esito dei lavori, abbiamo registrato e, quindi, divulghiamo, che e' aumentato il rischio negli adolescenti di essere obesi anche da adulti, presentando, conseguentemente, malattie metaboliche e cardiovascolari, quali: il diabete, l'infarto e l'ictus, essendo gia' affetti, a volte ignari, da insulino-resistenza, bassi livelli di colesterolo buono (HDL), aumento di trigliceridi ed ipertensione. Gia' in eta' adolescenziale e' necessario intraprendere misure dieto-terapeutiche, consistenti nell'assunzione di meno carboidrati a rapido assorbimento, quali i dolci, le patatine, le merendine, ecc. e modificare, da subito, lo stile di vita quotidiano, riducendo al massimo la sedentarieta' e praticare piu sport e/o attivita' fisica.
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