Informazione  
 
Il numero in edicola
Archivio cartaceo
Editoriali
 
 
Archivio cronaca
Comunicati comunali
Il sindaco risponde
Lettere al giornale
 
  Sport  
 
Cavese Calcio
Arti marziali
Atletica e C.S.I
Altri sport
 
  Ritratti  
 
La Giunta Comunale
I Consiglieri comunali
Personaggi cavesi
Foto di Cava
Scorci metelliani
 
  Consulenti  
 
Avvocato
Commercialista
Immobiliare
Lavoro
Dentista
Nutrizionista
Sessuologo
 
  Medicina  
 
Distretto sanitario SA1
Articoli
Centro di salute mentale
Consultorio
Sert
Diabetologia
Il medico risponde
 
  Istituzioni  
 
Palazzo di Citta'
Comunicati comunali
Associazioni
Consorzio di Bacino SA1
Intermedia
Scuola
 
  Servizi  
 
Farmacie
Numeri utili
Orari autobus
Orario treni
Siti istituzionali
 
  Annunci  
 
Compro e vendo
Immobiliari
Cerco e offro lavoro
 
  Rubriche  
 
Lettere
Cultura
Speciali
Mondo Giovani
Cavesi nel mondo
Immigrazione
Mostra fotografica
Scadenze fiscali
Umorismo e satira
Chi siamo
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
torna in cima
Livio Trapanese 2011
Le plurime operazioni di Polizia a Cava de'Tirreni
[08 12 2011 ]
Livio Trapanese
Nei sette giorni appena trascorsi, il Corpo di Polizia Locale di Cava de'Tirreni, pur mantenendo l'impiego di un cospicuo numero dei 26 viabilisti, negli ultimi tempi assunti, in attività non solo burocratiche presso il Comando di Via Ido Longo, ma anche in impieghi nei vari uffici e staff del Palazzo di Città, spiegando le scarse risorse umane disponibili nelle molteplici incombenze demandate al Corpo, ottenendo, col personale indirizzo dei rispettivi Comandanti di Sezione, i Tenenti: Annamaria Adinolfi, Gerardo Avagliano, Angelo D'Acunto, Vincenzo (Enzo) Della Rocca, Francesco (Franco) Ferrara, Michele Lamberti, Antonio Minco, Giuseppe (Pino) Senatore, Maria Troiano e Claudio Zito, i seguenti apprezzabili risultati: rimosse e concentrate presso l'autoparco di una ditta "custode", ben 4 autovetture trovate in stato d'abbandonate in Via Canale e nelle Frazioni di Cesinola e Santa Lucia, con l'applicazione della conseguente sanzione amministrativa di €. 826,28, mentre è stata rimossa 1 autovettura, anche questa con carro attrezzi, trovata parcheggiata nello stallo riservato ai diversamente abili di Corso Giuseppe Mazzini, come 2 affissioni selvagge, con l'applicazione della sanzione di €. 839,20, sono state contestate ad imprese metelliane. Con l'ausilio di agenti della Stazione del Corpo Forestale dello Stato e di un volontario, i Caschi Bianchi hanno tentato di catturare un toro che, girovagando, stava cagionando seri danni nei fondi di coloni residenti nelle Frazioni di Sant'Anna e Petrellosa.
L'animale, all'arrivo degli operanti, stante l'assenza di veterinari, quali esperti nelle manovre d'avvicinamento e presa, a pancia piena, si è allontanato! Le infrazioni al codice della strada sono state 127 di cui 69 per l'irregolare transito su Corso Umberto I, quale Zona a Traffico Limitato. I cittadini che hanno pagato le sanzioni per violazioni al Codice della Strada, sono stati 33, mentre i verbali registrati, per violazione allo stessa Legge, sono risultati essere 495. La Polizia Edilizia, oltre a rimettere all'Autorità Giudiziaria 5 comunicazioni di reato ed espletato 44 attività connesse, ha sequestrato un manufatto abusivamente edificato.
La vigilanza relativa alle svendite, senza rilevare alcuna violazione, è stata espletata verso 11 imprese del Borgo. Nella mattinata di Mercoledì è stato sequestrato circa un quintale di frutta e verdura (illecitamente posta in vendita); devoluta, dopo la confisca, alla Casa Famiglia "Nazaret" di San Pietro. Due "vigilesse" hanno cooperato i militari della Tenenza dell'Arma dei Carabinieri nell'esecuzione di perquisizioni personali a donne, tratte in arresto, per aver rubato merce in un supermarket cittadino.
La stessa Arma ha sequestrato un'autovettura circolante sprovvista di assicurazione e deferito, in stato di libertà, 10 persone responsabili di truffa, ingiuria, minaccia e furto. La Polizia di Stato, dal controllo di 316 auto-motomezzi in transito per la Città, denominata, sin dal lontano passato: "valle metelliana, piccola Svizzera, Bologna del sud, porta verde della costa d'Amalfi e città dei portici", ha registrato la presenza di 410 persone a bordo, di cui 17 con precedenti penali e/o di polizia, ed elevato 11 violazioni al Codice della Strada.
Sversatoio a cielo aperto la provinciale Croce-Pellezzano!
[08 12 2011 ]
Livio Trapanese
Percorrendo la Strada Provinciale 129 b, che dalla Frazione di Croce giunge a Pellezzano, non si percorre un'arteria fra il verde delle colline che la circondano, ma fra pattume d'ogni genere!
Muniti di macchina fotografica, si possono ritrarre siti di stoccaggio a cielo aperto! Ancora oggi, fra il Km 6 e l'8, ovvero il tratto di strada di "competenza" della Città di Cava de'Tirreni, abbiamo constatato, nostro malgrado e di tutti i cavesi virtuosi, la presenza di un a serie di sversatoio "fuorilegge": Lungo la strada ed i bordi della medesima, abbiamo rilevato la presenza di ogni genere di rifiuti, sebbene in Via Leonardo Angeloni, della Località Petraro Santo Stefano, ve ne uno perfettamente funzionante, attivato dalla Civica Amministrazione, ed aperto dal Lunedì al Venerdì dalle 09,00 alle 12,00 al quale ci si può rivolgere per ogni informazioni telefonando anche allo 089.461825. Ecco cosa abbiamo trovato: mucche che pascolavano allo stato brado, pneumatici di varie misure, materassi, mobili, suppellettili, elettrodomestici, materiale edili di risulta, calcinacci, tubi di plastica coprirame, fogli d'asfalto catramato e tantissimo altro!
Un biglietto da visita che la collettività di Cava de'Tirreni non merita. Altro che boschi e verde incontaminato! Sappiamo bene che lo sversamento avviene nelle ore più disparate, ma nel mentre la Sezione Ambiente della Polizia Locale di Cava de'Tirreni, al comando del Tenente Vincenzo Della Rocca, consta di sole tre unità, ci chiediamo quanti interventi repressivi ha posto in essere la Polizia Provinciale al comando del solerte Colonnello Saverio Valio?
Nel rivolgerci agli energumeni che hanno abbandonato tali rifiuti, sicuramente residenti nel circondario, chiediamo loro: vi rendete conto del danno ambientale che arrecate? Vi siete chiesto quanti quattrini pubblici si devono spendere per sanificare l'arteria e valloni limitrofi? Auspicando che prima o poi qualche Agente di Polizia nel deferirvi al Magistratura per l'abbandono dei rifiuti speciali o al Comune di Cava de'Tirreni e alla Provincia di Salerno per i restanti, facendovi provare cos'è la vergogna, confidiamo nell'attento monitoraggio del territorio da parte di tutte le forze di polizia locale e provinciale.
Vedi tutte le foto
Ricercatore di funghi cavese da ascrivere nei "Guinness dei primati"
[08 12 2011 ]
Livio Trapanese
Quello che non accede in sessant'anni, può succedere una mattina di un qualunque giorno d'autunno o di primavera. E' questo quanto ha "vissuto" il nostro concittadino, Giuseppe Sorrentino, residente in Via Dante Alighieri, n. 5 di Cava de'Tirreni che da dodici lustri si diletta nella ricerca dei funghi. Giuseppe, un uomo alto circa due metri, accanito ricercatore di funghi, Venerdì 11 novembre, sui monti di Castelgrande (Potenza) ha rinvenuto un esemplare di fungo porcino "boletus edulis", del peso di circa 3 chilogrammi; cosa alquanto rara per la sua esperienza. Sorrentino, nato a Lettere (Napoli) in piena seconda guerra mondiale, munito di tesserino per raccolta funghi n° 00334, rilasciatogli dalla Regione Campania il 25.06.2008, avuto tra le mani il "mega fungo" e non conoscendone la specie, si è precipitato negli uffici dell'A.S.L. competente per territorio per sottoporlo a "visita" da parte del micologo, il quale, com'è noto, è l'unico titolato ad accettarne la purezza e/o commestibilità.
Il micologo, per sfortuna del Sorrentino, era assente, per cui, il nostro concittadino è ancora oggi in attesa di conoscere se quanto rinvenuto o idoneo alla cucina.
Se qualcuno dovesse riconoscerne la specie, è pregato di comunicarlo attraverso la mail aduegrafica@gmail.com.

Parco Schwerte: distrutti i primi due derattizzatori
[01 12 2011 ]
Livio Trapanese
Ritornano i vandali nel parco Schwerte. Dopo lo "smantellamento" dei 33 cestini metallici, ora tocca ai derattizzatori. Lunedì 7 Novembre, dopo che non pochi concittadini ci aveva chiesto cosa fossero i contenitori in acciaio inossidabile, alti e larghi circa 8 centimetri e lunghi 30, di forma regolare, che vediamo posizionati lungo le strade cittadine, ed altri, in plastica (detti HDPE) a forma di "T" rovesciata, di colore nero, posizionati nei parchi (Schwerte, cito da Via Clemente Tafuri, Via Vittorio Veneto e Viale degli Aceri, e Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (cinto dal Viale Francesco Crispi) e vicino ai contenitori verdi destinati alla raccolta della F.O.U. (Frazione Organica Umida), la cui raccolta è affidata alla Se.T.A. S.p.A., noi ci siamo premurati d'informare la cittadinanza con appositi comunicati stampa, ritenendo, e ne siamo certi, che è questo l'unico modo, per la Civica Amministrazione di derattizzare l'intero territorio cittadino, visto che l'Assessorato di competenza si è preoccupato di farne installare ben 500.
Come detto li vediamo lungo le strade, nei parchi, nei pressi delle scuole, accanto alle campane per la raccolta del vetro e dell'umido sia nel Borgo e sia a San Giuseppe al Pozzo, a Santa Lucia, Pregiato, a San Nicola, alla Petrellosa, a San Giuseppe al Pennino, a Sant'Anna, a San Lorenzo, alla Santissima Annunziata, alla Pineta la Serra, a San Pietro, a Croce, alla Maddalena, a Rotolo, a Dupino, a Santi Quaranta, a Marini, ad Alessia, ad Arcara, a Vetranto, a Castagneto, a San Cesareo, al Corpo di Cava, a Li Curti, a Sant'Arcangelo, a Passiano, a Santa Maria del Roco, a San Martino ed ai Pianesi. Tale opera meritoria, utilissima per la derattizzazione di ambienti civili, industriali e domestici (interni ed esterni), adatti a contenere diversi tipi di esca rodenticida, in bustine, in pasta fresca, sfarinati e paraffinate, sono inattaccabili dagli agenti atmosferici e dallo smog, ma non alla distruzione degli Unni, che guidati dal solito Attila, ne hanno già distrutti due nel Parco Schwerte. Nel ricordare che Mercoledì 3 Novembre, nostro malgrado, un nostro turpe concittadino, non tanto giovane, incurante che stava perpetrando il furto aggravato di un bene comunale, esposto alla fede pubblica, reato punito dall'art. 624 e seguente del Codice Penale, sebbene più volte redarguito dal Signor Francesco D. A., nostro stimato conterraneo, ha avuto l'ardire di smontare dal suolo stradale dove era stato fissato (accanto ai bidoni verdi destinati alla raccolta della F.O.U., siti all'altezza del semaforo di Via Vittorio Veneto, incrocio con Viale Degli Aceri) un Hard Rat Acciaio Inox portandoselo via, rispondendo, con tono anche infastidito al nostro attento amico Francesco D. A., che, furto durante, si era attivato ammonendolo ripetutamente, nel mentre continuava, inerme, ad osservarlo, che quello oggetto gli abbisognava nel suo giardino, quando avrebbe potuto contattare l'azienda produttrice ed acquistarlo, la notte fra Domenica 27 e Lunedì 28 Novembre 2011, gli Unni hanno distrutto 2 del tipo di plastica (detti HDPE) a forma di "T" rovesciata, di colore nero. La Città, quindi, non dispone più di 500 derattizzatori, bensì di 497! Auspicando che resti un caso "isolato", segnaliamo l'ennesima distruzione alle Forze dell'Ordine cittadine affinché, nel corso dei loro servizi d'istituto, vigilino sui bei comuni, in particolare i parchi Schwerte, cito da Via Clemente Tafuri, Via Vittorio Veneto e Viale degli Aceri, e Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, cinto dal Viale Francesco Crispi.
Americani a Cava de'Tirreni per "esaminare" la salute del 109enne Angelo Valva
[ 27 11 2011 ]

Livio Trapanese
Nella mattinata di sabato 26 novembre 2011, presso la Casa di Riposo "Casa Serena" di Pregiato, assistito dalla Direttrice, la dr.ssa Rosalba Malinconico, che scherzosamente definisce la sua fidanzata, e da personale medico dell'Istituto, il 109enne Angelo Valva, ospite della struttura pubblica cavese sin dal 1965, quando questa aveva sede in Corso Giuseppe Mazzini (ex Hotel de Londres), è stato sottoposto ad un prelievo venoso da parte di un tim medico, guidato dal ricercatore scentifico statunitense Dr. James Clement il quale, in cooperazione con uno dei maggiori genisti degli Stati Uniti, il Dr. George Churchla, e la Harvard Medical School di Boston, Massachusets, ha in corso una ricerca volta a scoprire, tramite lo studio del DNA dei soggetti sottoposti agli esami, il segreto della longevità e l'immunità alle principali malattie quali il cancro, l'infarto, il diabete, l'alzheimer etc..
Il gruppo di ricercatori è in Italia per eseguire "accertamenti" sul conto di cinque soggetti che hanno già compiuto 107 anni. Due donne, una residente in Sicilia ed una in Puglia,che hanno già compiuto 115 anni, sono state anch'esse sottoposte al prelievo venoso, la terza, che risiede in Lombardia, completerà il giro italiano del Dr. Clement.
Angelo Valva è uno dei due maschi italiani che hanno circa 110 anni, per cui il suo contributo è fondamentale ai fini della ricerca sulle malattie genetiche.
Da sottolineare anche la collaborazione prestata dal dr. Raffaele Masullo il quale, svolgendo la funzione d'interprete, ha consentito un costruttivo colloquio fra il tim americano, Angelo Valva, Rosalba Malinconico e la stampa.
Per il disturbo e la disponibilità a contribuire a tale ricerca, il Dr. Clement ha consegnato ad Angelo Valva la somma di 500 Euro.


La "conversione" adulta di Padre Vincenzo Gaudio
[ 26 11 2011 ]
Livio Trapanese
È stato un incontro a dir poco strabiliante quello che ha avuto la Città di Cava de'Tirreni con Padre Vincenzo (Enzo) Gaudio, uno dei suoi figli prediletti. Nell'assiepata Chiesa di San Francesco e Sant'Antonio, dei Frati Minori della nostra Città, Sabato 5 Novembre 2011, Sua Ecc.za Mons. Michele Castoro, Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, l'ha ordinato Sacerdote. Un secondo appuntamento con i cavesi si è materializzato negli studi di Radio New Generation di Via Alcide De Gasperi, già sede della storica Radio Cava Centrale. In prima fila, com'è d'obbligo, nella Chiesa di Piazza San Francesco, sedeva il papà Mario, la mamma Elisa Balzano, la sorella Raffaela e le nipoti Rosalba e Brigitte, attorniate da tutti i parenti, amici e conoscenti di Frà Enzo, tanto che il Sacro Tempio, anche per il nutrito stuolo di Frati Cappuccini convenuti dal Convento cittadino di San Felice da Cantalice, con in testa il Padre Guardiano, Padre Antonio Francesco D'Urso, oltre che dalle Provincie Monastiche di Basilicata-Salerno e Foggia-San Giovanni Rotondo. La Chiesa era assiepata del pari al 14 Marzo 2009, giorno della riapertura al culto, ad esito dei lavori post-terremoto del 23 Novembre 1980.
Frà Enzo, dopo una breve "missione" in Terra Santa, raggiungerà la fraternità del Convento dei Frati Cappuccini di Cerignola (FG). All'incontro radiofonico di Martedì 22 Novembre, nel corso della trasmissione Echi di Cava de'Tirreni, condotta da Livio Trapanese è stato presente il direttore Roberto Pedone, nelle vesti di padrone di casa, Ida Di Marino, "cresciuta" negli studi di Radio Cava Centrale, oggi acclamata speaker di noti programmi propagati da Kiss Kiss Italia, Gerardo Ardito, Direttore di Cavanotizie, Giuseppe (Pino) Senatore e Nunzio Siani, pietre miliari dell'emittente metelliana.
L'unico volto nuovo a Frà Vincenzo era proprio quello del conduttore Livio Trapanese il quale ha dovuto dare fondo a tutte le sue energie per trattenere, trasmissione durante, l'emozione profusa da Frà Enzo.
Ci piace segnalare che Padre Vincenzo Gaudio, per tanti anni, è stata la voce ufficiale ed inconfondibile di Radio Cava Centrale, non disdegnando di "prestare" i suoi versi anche alla RAI.
In premessa abbiamo detto "maturo", ma l'arcano, se così lo si può definire, è presto spiegato! La conversione del cavese Frà Enzo Gaudio, nato a Cava de'Tirreni il 10 gennaio 1964, è principiata dopo che egli era già un affermato funzionario di un noto Istituto Bancario.
Quando era nella sede bancaria di Salerno, Piero, uno dei tanti clienti della Banca, gli chiese di seguirlo in un pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo, cosa che avvenne Venerdì 17 Marzo 2000, quando Enzo Gaudio aveva compiuto già 36 anni! Nel corso delle frequenti preghiere sulla tomba di Padre Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione, nel provare un senso di pace profonda, inspirava un profumo di viole, questa situazione per lui era quasi irreale, tanto da non udire neanche il frastuono generato dai pellegrini che si alternavano intorno alla recinzione che cingeva la tomba del futuro Santo.
Da San Giovanni Rotondo Enzo portò seco una bellissima statua di Padre Pio, che non scelse fra le tante esposte nei negozi del luogo o nel punto vendita del Santuario, ma in un modesto bar del paesino del Gargano. Statua realizzata dal fratello della titolare del bar, il cui sguardo folgorante, solare e profondo, irradiava pace e serenità al futuro Frate Cappuccino metelliano. Avvolta nella giacca di Enzo Gaudio, la scultura entrò nell'abitazione di famiglia di Via Gaetano Filangieri, come un familiare e solo dopo l'assenso del condominio fu riposta nell'androne del palazzo del civico 125, accanto a quella della già presente Madonna, ove tutt'ora si trovano! Qualcosa in Enzo Gaudio era già avvenuto, tanto che per comprendere cosa fosse quel conflitto interiore che tanto lo "crucciava", iniziò a recarsi dal suo Direttore Spirituale, Padre Francesco Toppi, Frate Cappuccino e Vescovo di Pompei, e poi da Frà Modestino e poi ancora da un Sacerdote Carismatico di Tursi di Matera e tutti gli dicevano: "Il Signore ha un progetto per te, diventerai Sacerdote!". Trascorsi tre anni di travagliati SI e NO alla conversione, una notte, Enzo Gaudio sognò Gesù sul Golgota, come presentatoci nel film diretto da Franco Zeffirelli, che gli disse: "Vedi come sono conciato, perché non mi dai una mano!" Lo stesso Padre Pio, strumento che lo ha "traghettato" all'amore del Signore Gesù, una notte, andatogli in sogno, quasi adirato, dopo averlo abbracciato, gli disse "'Uagliò, dammi una mano, non vedi che ho bisogno di te! " Iniziato il cammino vocazionale coi Frati Cappuccini di San Giovanni Rotondo e poi nella Gioventù Francescana ed in seguito nello studentato Cappuccino e l'Università, dopo aver pronunziato l'ambita promessa semplice, nella prima decade di Maggio 2011 è stato ordinato Diacono. Pronunziata la promessa solenne, è giunto all'Ordinazione Sacerdotale. Per quanto ci dato sapere segnaliamo che almeno altri due Frati Cappuccini, del pari a Padre Vincenzo Gaudio, hanno natali cavesi: Padre Nello Scaramella e Frà Sabatino Rispoli, che sicuramente rivolgono il loro quotidiano sguardo e le corali preghiere anche al futuro della Città natia: Cava de'Tirreni.














Gli Unni cavesi devastano il Parco Schwerte
[ 26 11 2011 ]
Livio Trapanese
Ulteriore notte brava ad opera di vandali! Pensavamo che dopo la risistemazione generale che la Civica Amministrazione, coi soldi dei contribuenti, ha fatto realizzare nel Parco Schwerte, la Città di Cava de'Tirreni l'avrebbe goduto ed "offerto" ai turisti come una vera area verde attrezzata.
Un'aspettativa fallita sul nascere, visti i continui danni che gli Unni, guidati dall'Attila di turno, ovvero nostri giovani concittadini, in tarda serata o nottetempo, vi arrecano!
Eravamo certi che quel popolo guerriero e selvaggio si fosse estinto nel V secolo dopo Cristo, ma ci eravamo sbagliati poiché, ed è una costante constatazione oggettiva, a Cava de'Tirreni ve n'è, inspiegabilmente, una discendenza! Dopo la distruzione della panchina ad opera dei "trialisti" ed i graffiti oltraggiosi sulle pareti maiolicate che rivestono il "Plesso Ristoro", peraltro ancora non fruibile, come i servizi igienici, la notte fra Giovedì 24 e Venerdì 25 Novembre del corrente anno 2011, hanno divelto, con dolo grave, direbbero i giuristi, tutti i "micro cestini" che l'Assessore Alfonso Carleo, Assessore alla Manutenzione, ha fatto posizionare lungo i viali dell'esteso giardino.
Non se ne è salvato nessuno! Gli unici superstiti sono i cinque di "grossa taglia", diligentemente incatenati alla palificazione dell'illuminazione! Un ulteriore danno al patrimonio cittadino che, come i precedenti, resterà impunito! Ci corre l'obbligo segnalare che l'area verde viene puntualmente chiusa al pubblico alle 20.00 di sera, per essere riaperto alle 07.30 del mattino seguente. Il grido di sdegno che leva la società civile cavese è assordante e se l'Amministrazione non corre ai ripari, solo Dio sa dove andremo a finire! Gli Unni, ovvero i giovani devastatori del Parco Schwerte, approfittando della bassa recinzione metallica (rete) che divide il parco dall'area retrostante l'impianto di distribuzione carburante che affaccia su Via XXV Luglio, la scavalcano comodamente e perpetrano quanto di peggio si possa fare. I malintenzionati, qualora non volessero scavalcare la recinzione del parco dall'area citata, si servono della "cassette" della pubblica illuminazione, posizionate all'esterno della lunga recinzione del medesimo pubblico giardino. I frequentatori del Parco Schwerte, a gran voce, auspicando che le forze di polizia cittadine (Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza), nel rivolgere un attento sguardo ai beni pubblici, sorprendano, in flagranza di reato, i persistenti danneggiatori dei manufatti comuni li deferiscano all'Autorità Giudiziaria (sicuramente minorile) in uno ai genitori, primi responsabili degli indegni comportamenti dei figli, atteso che non esercitano alcuna vigilanza sull'operato dei loro discendenti, chiedono alla Polizia Locale di esercitare un attento monitoraggio del territorio, poiché è passato il tempo di "bruciare risorse economiche" per riparare alle scellerate azioni dei giovani, che non sanno proprio come impegnare il troppo tempo libero di cui dispongono! L'operatrice della Sala Operativa della Polizia Locale di Via Ido Longo, alle 08.50 di oggi 25 Novembre 2011, nell'accogliere il risentimento di chi scrive, ha riferito che la segnalazione dei danni era già stata inoltrata, a mezzo fax, per quanto di competenza, all'Ufficio Tecnico del Palazzo di Città. Per riparare i danni causati nel Parco Schwerte dagli Unni cavesi, che devono essere necessariamente fermati, la Civica Amministrazione deve distrarre quattrini e personale da impegni volti al miglior vivere civile e democratico della Città!








Padre Antonio: 16 lustri di vita,
di cui 12 di sacerdozio, ma non li dimostra!
[ 20 11 2011 ]
Livio Trapanese


Il 15 Marzo 1527 ed il 9 Agosto 1648 i militi cavoti o cavajuoli liberarono, rispettivamente, Salerno e Vietri sul Mare dal nemico invasore.
Padre Antonio Francesco D'Ursi, dei Frati Minori Cappuccini, del Convento di San Felice da Cantalice di Cava de'Tirreni ieri, 15 Novembre 2011, sebbene non li dimostri, sia per la perfetta prestanza fisica, lucidità mentale-teologica e sia per le tante virtù che lo caratterizzano, ha tagliato il traguardo degli 80anni, di cui ben 61 di "vita sacerdotale". A festeggiarlo coi suoi confratelli, giunti anche dalla vicina Salerno, è accorsa, numerosa e festante, la Comunità Parrocchiale di Santa Croce di Cava de'Tirreni, ove Padre Antonio è Parroco sin dall'autunno del 1999. L'ampio salone dei Frati Cappuccini è stato appena sufficiente a contenere gli intervenuti.
Ad allietare la serata è accorso, con quanto necessario per la bisogna, il giovanissimo Fiorenzo De Rosa, facendo ascoltare, prima, durante e dopo il taglio della torta, ogni genere di musica, ma anche il Gruppo Folk "La Vecchiarella" non ha mancato di apportare musica, folklore ed allegria. Era il 15 Novembre 1931, quando Giovanna Verrone, consorte di Luigi D'Ursi, nella modesta abitazione di famiglia in Sant'Angelo a Fasanella, ridente paesino sito alle pendici degli imponenti Monti Alburni, diede alla luce il piccolo Antonio.
Da piccolo, come tutti i ragazzi del luogo, con l'insegnamento dei genitori, frequentava assiduamente la parrocchiale chiesa, ove un bel giorno giunse a predicare la Parola di Dio un Frate Predicatore dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, Padre Fortunato da Calitri, il quale aveva il carisma di affascinare quanti l'ascoltavano.



Lo stesso frate era già noto anche alla comunità della Città di Cava de'Tirreni, per aver predicato in numerose chiese cittadine, tanto che Francesco D'Ursi, zio paterno del piccolo Antonio, in servizio presso uno degli Ospedali Militari cavesi e più propriamente quello allestito nell'attuale Casa di Cura "Villa Alba", rimase anch'egli attratto dalla figura del Frate Predicatore.
Lo zio Francesco, all'indomani dell'ultima guerra mondiale, come tutti i soldati, non sapendo come tornare a Sant'Angelo a Fasanella, suo paese d'origine, per circa quattro mesi prestò la sua arte di cuoco a tutti gli "sfollati" accolti nel Convento di San Felice da Cantalice dei Frati Minori Cappuccini di Cava de'Tirreni, destinando, secondo le disposizioni del Padre Guardiano, una patate bollita ed un tozzo di pane a tutti i rifugiati. Intanto il giovane Antonio D'Ursi, anche su sollecitazione dello zio Francesco, dopo aver frequentato la scuola primaria, per completare gli studi e "seguire" Padre Fortunato, il 6 Gennaio 1944 si trasferì nel Seminario del Convento dei Frati Cappuccini di Cava de'Tirreni, indossando l'abito di "fratino" il 19 Marzo dello stesso anno 1944. Nel Settembre 1947, per sostenere l'anno di prova a cui gli "aspiranti frati" devono sottoporsi, fu trasferito presso la sede del noviziato del Convento dei Frati Cappuccini di Vietri di Potenza.
Sul finire del 1948, completato favorevolmente l'anno di noviziato, fu ammesso alla "professione semplice" e per completare gli studi fu trasferito presso il Convento dell'ordine di Nicastro (CZ) e da lì presso il Convento del Santissimo Crocifisso di Cosenza e poi ancora, nel 1950, in quello di Eboli, ove fu ammesso definitivamente all'Ordine, pronunciando la "professione solenne". Dopo soli due anni di permanenza nel Convento di Eboli fu destinato a quello di Sicignano degli Alburni, ove poté completare gli studi teologici.



Nel Settembre 1955, ordinato Sacerdote, giunse nel Convento di San Felice da Cantalice dei Frati Minori Cappuccini di Cava de'Tirreni, rimanendovi fino al 1958, insegnando Lettere ai seminaristi. Nel Settembre 1958 fu ritrasferito presso il Convento di Eboli, ove costituì il Seminario Serafico; restandovi fino al 1970, quando giunse nel Convento dell'Immacolata dei Frati Cappuccini di Salerno.
In quegli anni, intrapresi gli studi universitari, fu anche Cappellano degli Ospedali Riuniti di Salerno ed Assistente Spirituale della locale Legione Carabinieri. Laureatosi nel 1974 in Pedagogia, gli venne assegnato l'incarico di Definitore e Consigliere del Ministro Provinciale dei Frati Cappuccini della Provincia di Basilicata e Salerno, assolvendo dal 1984 al 1990 il delicato compito di Ministro Provinciale. Nel Settembre 1993 venne trasferito ove si trova, ovvero presso il Convento di San Felice da Cantalice in Cava de'Tirreni.








Storia, 1527 - 1648: La Città di Cava
in soccorso di Salerno e Vietri sul Mare
[ 19 11 2011 ]
Livio Trapanese
Il 15 Marzo 1527 ed il 9 Agosto 1648 i militi cavoti o cavajuoli liberarono, rispettivamente, Salerno e Vietri sul Mare dal nemico invasore.


Se la "gente" delle confinanti realtà cittadine di Salerno e Vietri sul Mare conoscesse gli accadimenti storici che hanno caratterizzato il loro lontano passato, sicuramente non investirebbe i cavesi con parole ingiuriose, ovvero con l'uso, secondo essi denigratorio, dei nomi comuni di popolazione, quali: "cavajuolo/a", quando, sin dall'alto Medio Evo, come "cauto/a o cavoto/a", sono le corrette denominazioni del popolo della Città di Cava (il toponimo di Città di Cava de'Tirreni origina dal 23 Ottobre 1862). In più occasioni i cavoti o cavajuoli, la denominazione cavese principia con l'adozione del dizionario della lingua italiana, non hanno lesinato dal porsi a difesa del patrio suolo e di quello delle "terre" viciniore, pagando anche con caro prezzo di sangue. Fra i vari episodi, due non possono, anzi non devono, essere sottaciuti.
Il primo risale al 1527, quando le Truppe della Lega, costituite da ben armati francesi, svizzeri, veneziani e pontifici, avevano già occupato Salerno, battendola da terra e da mare. Ad esito di ciò, il Regio Consiglio Collaterale, che Re Calo III di Borbone, nel '700, sostituì con la Camera di Santa Chiara, ponendola alla dirette dipendenze della Segreteria di Stato da lui stesso istituita durante il Vice Regno di Napoli per attuare le direttive che giungevano dalla Capitale: Madrid, oggi paragonabile al Consiglio dei Ministri, il 15 Marzo 1527, deliberò che la Città di Cava, con a capo il Sindaco don Pietro Jacopo Capova, divenisse la "base tattico-operativa" per le operazioni militari, tese a liberare la vicina Salerno, stretta dalla morsa nemica. L'ordine ricevuto dal Palazzo Reale di Napoli, così recitava: "Si fa capo at questa Cità de la Cava, quale tene tanti privilegi per sua feidelità grandissima et perché si tene tanta speranza in voi. quanto in un grande exercito, sia per la fidelità et sia per la bona gente de questa stessa Cità et Casali, che adesso è lo tempo de havere la confirmatione (conferma) di tanta vostra antiqua ed continua fidelità (fedeltà) et perché semo certi che con la vostra gente haverimo la recuperatione (libertà) de Salerno et de le terre predette". Il tenace attacco cavese si poté attuare percorrendo la secolare strada cittadina che da Castagneto, attraverso Vetranto, giungeva a Molina, proprio affianco alla Chiesa Parrocchiale. Abbiamo detto giungevano perché detta millenaria strada, nel tratto Vetranto-Molina, non è più interamente percorribile, essendo divenuta, inspiegabilmente, "proprietà privata".
Tornando alla storia, rimembriamo che l'assalto cavoto che sbaragliò il nemico, si concluse con la liberazione di Salerno e delle terre ad essa vicine. La soldataglia del Generale Valdemont fu messa in fuga. Fu tale l'irruenza de li cavajuoli che il 19 Marzo 1527 all'Università di Cava (alla Civica Amministrazione) fu partecipata la tregua delle armi, all'uopo convenuta fra il nostro Sovrano, il Papa, il Re di Francia ed i Veneziani. Al naviglio veneziano venne imposto di levare le ancore entro il 23 Marzo 1527, mentre a quello francese fu concesso di issare le vele entro e non oltre il 10 Aprile 1527. Il secondo episodio che ricorda il valore dei Cavesi, a difesa delle vicina Città di Salerno, è quello del 9 Agosto 1648, quando il Principe Tommaso di Savoia, alleatosi ai Francesi, contro gli Spagnoli, attaccò Salerno. Egli aveva assalito e preso anche Vietri Borgo e la Marina, saccheggiando le Chiese di Santa Maria di Portosalvo e di San Francesco di Paola (rammentiamo che sino al 18 Gennaio 1807, Vietri Borgo e la Marina, come Molina, Albori, Raito, Benincasa, Fuenti o Fondi e Cetara, sono stati Casali della Città di Cava de'Tirreni).
L'irrefrenabile avanzata del Savoia si concluse, loro malgrado, al cinquecentesco ponte di San Francesco della Città di Cava. Il Savoia voleva entrare in Città per far guasti assai (danni e saccheggi), ma l'Università, con il Sindaco Giulio Angrisano, non mancò di predisporre una vigile e ferma difesa di tutta la valle. Il valoroso Pietro Carola, posto a capo degli armati cavoti, non consentì all'invasore di forzare le barricate cavajole, poste, anche questa volta, al Ponte di San Francesco, tanto che molti inimici (nemici) vi perirono.
Il Principe Tommaso di Savoia, con i suoi malconci soldati, fu ricacciato oltre il Casale di Vietri, verso Salerno, e mai più osò profanare il suolo cavese.
Cava de'Tirreni è una Città sicura,
con l'impegno delle Forze di Polizia!
[ 19 11 2011 ]
Livio Trapanese
Con l'appassionato impegno delle Forze di Polizia operanti nella "Città dei Portici", possiamo affermare, senza tema di smentita, che Cava de'Tirreni, comparata a tante altre realtà della provincia di Salerno e di Napoli, è una città sicura! Le quattro Forze di Polizia cavesi, quali: il Commissariato di Pubblica Sicurezza, la Tenenza dell'Arma dei Carabinieri, la Tenenza della Guardia di Finanza ed il Corpo di Polizia Locale, da Lunedì 7 al successivo 14 Novembre 201l, per assicurare l'ordine e la sicurezza pubblica, hanno conseguito, complessivamente, i seguenti risultati operativi: nei 61 posti di controllo del territorio e coll'ispezione di 474 auto-motomezzi e 806 conducenti e trasportati, di cui 41 pregiudicati, sono state constatate 122 violazioni al Codice della Strada, oltre al sequestro di una moto ed un'autovettura, perché circolanti prive di copertura assicurativa. Nelle aree ove la sosta gratuita è di soli 60 minuti (strisce bianche), come in Viale Degli Aceri, Via Pietro De Ciccio, Corso Giuseppe Mazzini, Corso Guglielmo Marconi e Via Vittorio Veneto (per le ultime tre la gratuità origina dall'incrocio di Viale Degli Aceri e Via Pietro De Ciccio, in direzione nord) non ci è stato comunicato quante autovetture sono risultate parcheggiate in violazione al corretto uso del "disco orario". È sotto gli occhi di tutti, ci segnalano non pochi cittadini, che la sosta in dette aree avviene, impunemente, da mane a sera, "in barba" ai tanti cittadini rispettosi delle leggi, che sostano la propria autovettura negli stalli blu, pagando 0,50 centesimi di euro, per 2 ore di sosta. Ricordiamo che la sosta gratuita, senza limiti di tempo, è consentita in svariate strade, quali, fra le tante, Corso Giovanni Palatucci e Via Gino Palumbo; ambedue nell'area Nord della Città! Segnaliamo che, come comunicato alla Sala Operativa della Polizia Locale di Via Ido Longo, un furgone della DHL, di coloro giallo, dal mattino di Giovedì 10 al mattino di Martedì 15 Novembre, quindi per ben 5 giorni, è stato lasciato parcato in Viale Degli Aceri, dinanzi al Civico 64. Per ordine dell'Autorità Giudiziaria salernitana 2 persone sono state tratte in arresto, per espiazione pena, mentre 9 soggetti sono stati deferiti, in stato di libertà, all'Autorità Giudiziaria di Salerno, di cui 7 per rissa aggravata, col sequestro di diverse "armi improprie". I giovani sorpresi a fare uso di sostanze stupefacenti sono nettamente diminuiti; infatti un solo soggetto è stato segnalato, per l'adozione delle prescrizioni conseguenti, al Prefetto di Salerno. Per l'affissione selvaggia sono stati verbalizzati 3 imprenditori, con l'applicazione complessiva della sanzione di €. 1.294,80, mentre 1 cittadino comunitario (rumeno) è stato sorpreso ad esercitare la questua molesta ai passanti.
Sorpreso anche 1 titolare di un esercizio pubblico di Viale Degli Aceri, sanzionato con 250,00 euro di ammenda, perché intento a conferire, erroneamente, i rifiuti della propria attività.


In Via Guglielmo Mascolo è stata eseguita la rimozione coatta di 1 autovettura; parcheggiata dinanzi ad un passo carrabile. La mandria di mucche vaganti, in Via Rotolo-Maddalena, non ha cagionato guai, grazie all'intervento dei nostri vigili "angeli custodi". In Via Antonio Gramsci è stata rinvenuta un'autovettura rubata a Salerno e subito restituita al legittimo proprietario. Nessuna istruttoria è stata posta in essere per il rilascio di permessi ad aventi diritto a transitare nella Z.T.L. (Zona a Traffico Limitato) e per portatori di handicap. I verbali registrati per il successivo iter della riscossione delle sanzioni, sono stati 184 come 60 quelli pagati, mentre 85 sono stati i transiti illeciti di mezzi nella Z.T.L.. Per quanto attiene i portatori di handicap, confidiamo nel severo controllo della Polizia Locale, dichiarano i bene informati, affinché i "beneficiari" non vadano ad incrementare la lunga lista dei tanti che ne fanno un uso scorretto, sia perché lo cedono a non aventi diritto, consentendo a questi di sostare la propria autovettura dove e per quanto tempo vogliono, e sia perché, pur se il titolare del permesso è colà residente, come in Corso Umberto I, sostano l'autovettura al centro del "salotto cittadino", nonostante, in situ, non vi sia un area di sosta destinata a tale bisogna e dispongano di uno slargo retrostante il portone d'ingresso all'attiguo palazzo. A tal riguardo corre l'obbligo segnalare che gli operatori della Metellia Servizi S.r.l., come annunciatoci dal Presidente della medesima, Giovanni Muoio, hanno recentemente accertato ben 4 abusi d'utilizzo di permessi per portatori di handicap, provvedendo al ritiro degli stessi! Per il trasporto funebre in violazione al Regolamento Cimiteriale, sono state 17 le infrazioni contestate, col pagamento di €. 50,00 cadauna.
Per l'occupazione di suolo pubblico sono state ingiunte 4 sanzioni ad altrettanti titolari di esercizi pubblici. Nonostante l'assidua vigilanza, i cavesi continuano a porre in essere abusi edilizi, atteso che sono state trasmesse 4 Comunicazioni di Reato all'A.G. salernitana, oltre l'espletamento di altre 34 attività correlate. Per il mancato rilascio di ricevute o scontrini fiscali sono stati sanzionati 5 imprenditori. Questa la sintesi dei risultati conseguiti dalla Forze di Polizia cittadine, dalla cui lettura si può arguire che il territorio cavese è ben monitorato. Stante le segnalazioni che ci pervengono, vogliamo esprimere la nostra gratitudine ai Dirigenti ed al personale tutto della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale cavesi, aggiungendo il personale sentimento di stima agli operatori metropoliti, guidati, dopo il commiato, senza eco, del Capitano Mario Sellitto, dai Tenenti Annamaria Adinolfi, Gerardo Avagliano, Angelo D'Acunto, Vincenzo (Enzo) Della Rocca, Francesco (Franco) Ferrara, Michele Lamberti, Antonio Minco, Giuseppe (Pino) Senatore, Maria Troiano e Claudio Zito.
L'eccezionale 50° anniversario di matrimonio fa ancora notizia!
10 11 2011 ]


Livio Trapanese
Con le sempre più crescenti crisi matrimoniali, come non può far notizia il 50° anniversario di vita matrimoniale! Un raro traguardo che pochissimi raggiungono! Le eccezionali Nozze d'Oro, confermate dai pimpanti Francesco Forte e Lucia Bisogno , sono un esempio da non sottovalutare! Francesco e Lucia, dopo otto anni di amorevole fidanzamento, iniziato grazie ad una conoscenza adolescenziale, il 12 Ottobre 1961, con la benedizione impartita loro, dal "tavolo eucaristico", dal Ministro della Chiesa, Monsignor Giuseppe Zito , allora Don Peppino, Pastore della Parrocchiale di San Nicola di Bari in Dupino , amena Frazione della Città di Cava de'Tirreni, coronarono il loro sogno d'amore, giurandosi, dinanzi a Dio nostro Padre ed agli uomini, eterna fedeltà, nella salute e nella malattia; valore morale quotidianamente alimentato dal calore familiare di questi primi 50anni di vita coniugale. La stessa Chiesa collinare, il 12 Ottobre 1986, dopo 25anni di vita coniugale, vide nuovamente protagonisti Francesco e Lucia, quando davanti al mai dimenticato Parroco del luogo, Don Emilio Papa , pietra miliare del Clero Cittadino, passato a miglior vita, confermarono la loro promessa d'amore.
Mezzo secolo di vita insieme, con la nascita di Rino e Mariarosa i quali hanno donato a Francesco e Lucia i nipoti: Francesco, Alessandro e due gemelle: Federica e Roberta , perle morali, etiche e scolastiche. Francesco Forte è stato per lustri il riferimento principe della rinomata Piaggio , della ditta Cacciatore di Mercatello di Salerno, avendo svolto la professionale attività di capo-officina ed il poco tempo libero lo dedicava alla vita parrocchiale, tanto da divenire "il braccio operativo" di Don Emilio, per averlo collaborato, per oltre sei lustri, nelle attività parrocchiale. Il tenace sacerdote era solito definirlo: " o mast 'e fest " .
Domenica 16 ottobre 2011, allo scoccare del 50° anniversario di matrimonio, Francesco e Lucia Forte si sono ripetuti, per la terza volta, " SI ", fulgido esempio per le nuove generazioni. Parenti ed amici li hanno festeggiati nel Ristorante " Il Piccolo Paradiso ". A Francesco e Lucia auguriamo ogni bene.
Riapre al culto la secolare Chiesa nel Casale di Vetranto
10 11 2011 ]


Livio Trapanese
All'indomani degli eventi bellici della seconda guerra mondiale ed acuiti dagli ingenti danni del mai dimenticato terremoto delle ore 19,35 di Domenica 23 Novembre 1980, la Chiesa di Santa Maria della Purificazione in Vetranto, una delle Chiese cattolico-cristiane più antiche dell'allora terra di "Marcina", dal'anno 1000, "Terre di Cava" e dal 7 Agosto 1394 "Città di Cava" per Bolla di Papa Bonifacio IX Tomacelli (il toponimo: Città di Cava de'Tirreni origina dal 23 Ottobre 1862), sita al Largo Palmieri dell'amena Frazione di Castagneto, della nostra amata Città di Cava de'Tirreni, già ultrasecolare sede parrocchiale, Mercoledì 1° Febbraio 2012, a conclusione della solenne consacrazione, che verrà celebrata dal Pastore dell'Arcidiocesi di Amalfi-Cava de'Tirreni, Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Orazio Soricelli, verrà riaperta al culto. Stante l'elevata importanza storico-artistica del Sacro Tempio, chiuso al culto nel 1946, ad accogliere il Prelato officiante vi sarà il Parroco, Padre Giuseppe Ragalmuto, dei Padri Filippini od Oratoriani, presenti dal 31 Dicembre 1896 nella Basilica Pontificia Minore di Santa Maria dell'Olmo (già nel '500 nota con la denominazione di Chiesa di Santa Maria Vergine di Panicuocolo).
Non mancherà il folto popolo fedele di Dio, che converrà sia dalle popolose Frazioni di Castagneto e San Cesareo e sia da tutta la Città, con in testa il Sindaco Marco Galdi. Il novello Parroco è subentrato al confratello Padre Raffaele Spiezie, entrambi successori del Beato Padre Giulio Castelli e del fondatore dell'Ordine: San Filippo Neri. A Padre Raffaele Spiezie è rimasto il gravoso incarico di Rettore della Basilica della Madonna dell'Olmo, ove, sin dall'8 Settembre 1672, si venera la Madonna dell'Olmo; Santa Patrona della Città. Padre Giuseppe Ragalmuto, dopo lunghissimi anni d'abbandono della riattivando Chiesa Parrocchiale, ha ricevuto da S. E. Monsignor Soricelli la missione di richiamare intorno all'altare del Signore, nella Chiesa di Santa Maria della Purificazione in Vetranto, le anime accolte in tutti questi anni dalle comunità parrocchiali del circondario cavese, incluse quelle della confinante Frazione di Molina del Comune Vietri sul Mare, che sino al 18 Gennaio 1807 era, con la stessa Vietri Borgo e Marina, Albori, Benincasa, Iaconti, Raito, Fuenti e Cetara, sotto la giurisdizione politico-amministrativa della Città dei Portici.
Il protrarsi del tempo e l'incuria hanno sottratto alla Comunità Parrocchiale di Castagneto le opere più belle del Tempio, frutto dei continui atti vandalici distruttivi. All'Amministrazione Comunale di Cava de'Tirreni l'appello dei residenti affinché, prima della riapertura del Sacro Tempio, risistemi il breve tratto di strada che collega Via Antonio Orilia di Castagneto alla Chiesa. A testimoniare la storicità della Chiesa di Santa Maria della Purificazione in Vetranto, è ora che in essa facciano ritorno gli arredi marmorei che le appartengono, ancor oggi (7 Novembre 2011) custoditi nell'atrio del Palazzo Vescovile di Piazza Vittorio Emanuele III come, fra gli altri, la lastra tombale dell'Abate Pascasio, morto nell'anno XIII dopo il Consolato di Basilio, cioè nel 554 dopo Cristo. La storia ci ricorda che l'Abate Pascasio morì alla veneranda età di novant'anni e sulla sua "lastra funebre" è indicato che egli non era il fondatore della Chiesa di Vetranto, ma l'Abate; ciò vuole testimoniare che la citata Chiesa era colà già esistente da tempo! Nel X secolo la Chiesa di cui parliamo passò nella disponibilità dei beni ecclesiastici dell'Abbazia Benedettina della Santissima Trinità di Cava.
Dal 1050 i Ministri della Chiesa della Parrocchia di Vetranto hanno avuto anche la cura delle anime di Molina. Dal 1657, per voler del Vescovo della Diocesi di Cava, Monsignor Girolamo Lanfranchi, la Chiesa di Molina divenne sede Parrocchia autonoma.
Ulteriori informazioni inerenti la riapertura della Chiesa di Vetranto, le possiamo richiedere direttamente a Padre Giuseppe Ragalmuto - cellulare 333.71.23.094 - oppure 089.44.56.926 o, invece, attraverso la e-mail: parrocchia purificazione@virgilio.it
Costantemente profanato il sacrato della Chiesa del Purgatorio
03 11 2011 ]
Livio Trapanese
Prima d'addentrarci nella titolata tematica, lasciateci evidenziare l'interrogativo postoci, di sovente, dalla società civile cittadina, che, per volere Celeste, è la stragrande maggioranza della nostra bella Italia: "dove ci condurrà il continuo vilipendio dei siti ed oggetti sacri?" Seppur indignati, dobbiamo ammettere che ci distanzierà, sempre di più, dai valori di pace, concordia e solidarietà cristiana; essenziale per il vivere in uno Stato democratico! Sono ancora indelebili nella nostra mente le sequenze filmate ed irradiate da tutte le televisioni nel primo pomeriggio di Sabato 15 Ottobre, a Roma, attraverso le quali abbiamo saputo della barbara devastazione posta in campo dai blak bloc dinanzi alla capitolina Basilica Maggiore di San Giovanni, oltre che in altri quartieri della "città eterna". L'evento sul quale si deve riflettere è la spavalda distruzione della statua in gesso della Madonna, rimossa con inaudita violenza dagli stessi facinorosi, dall'altarino d'ingresso della Chiesa dei Santi Marcellino e Pietro, sotto l'inerme sguardo del viceparroco, Don Marco Gandolfo. Al tempo, ma siamo sicuri che nella nostra "bella Cava de'Tirreni" non avviene qualcosa che, se non del pari, comunque d'irriverente verso la Santa Madre Chiesa avviene? Cosa proviamo nel vedere, anche noi inermi, il costante profanare da parte di giovani scalmanati dei sacrati della settecentesca Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo e delle Anime del Purgatorio, comunemente detta: Chiesa del Purgatorio ed, ancor peggio, della cinquecentesca Concattedrale di Santa Maria della Visitazione, sede della Parrocchia di Sant'Adjutore. Il primo sacro luogo, che ha sede nel "cuore" della Città dei Portici, e più esattamente nella Piazzetta Nicola Di Mauro di Corso Umberto I, dalla quale principia il cinquecentesco Borgo Scacciaventi, è diuturnamente vittima di occasionali avventori che hanno scelto quel luogo per banchettare; neanche se a pochi passi non vene fossero! La storia ci ricorda che la Chiesa ed il sacrato di cui parliamo è di proprietà dell'Arciconfraternita di Santa Maria Assunta in Cielo e delle Anime del Purgatorio, fondata nel 1596, ancor prima detta Confraternita di San Carlo, oppure Confraternita della Natività di Maria Santissima, ovvero Confraternita di Santa Maria del Monte della Misericordia, ossia Confraternita della Natività della Beata Vergine e degli Artisti del Monte della Misericordia, solitamente nota come Confraternita degli Artisti e degli Artefici. Il pio Sodalizio, il 24 Maggio 1752, pagandoli 750 ducati, acquistò dalla Confraternita di Santa Maria della Pietà di Sant'Arcangelo alcuni magazzini ed un quartino, annessi alla Chiesa di San Giacomo al Borgo (ai nostri tempi detta Chiesa di Mamma Lucia). Da notare che l'Arciconfraternita, con atto del 9 Novembre 1635, rogato dal Notaio Giuseppe Cantarella della Città di Cava (il toponimo: Città di Cava de'Tirreni origina il 23 Ottobre 1862), ottenne da Monsignor Matteo Granito, Vescovo della Diocesi cittadina, il diritto di celebrare le Sante Messe nella Cappella del Crocifisso, sita nell'odierna Concattedrale di Piazza Vittorio Emanuele III, oltre a seppellire innanzi ad essa i confratelli e le consorelle trapassati. Per memoria storica ricordiamo che già nel 1400, accanto alla Chiesa di San Giacomo al Borgo, esisteva un nosocomio detto "Ospedale San Giacomo".
Tornando all'Arciconfraternita, segnaliamo che essa, nel 1753, Priore Francesco Miraldi, rilevato che la Cappella del Crocifisso nel Duomo era divenuta insufficiente, sia per la celebrazione delle Sante Messe e sia per le sepolture, di concerto col Pastore della Diocesi, Monsignor Nicola Borgia, decise di edificare una Chiesa accosto alla sede dell'Oratorio dell'allora Confraternita, da sempre sita nell'attuale Via Canonico Aniello Avallone, 9.
La Chiesa fu costruita arretrata rispetto al margine della Via Regia (Corso Umberto I), dovendosi rispettare un'adeguata distanza dalla Chiesa e Convento di San Giovanni, sede delle Monache Clarisse.
La costruzione costò circa 8.000 ducati ed ebbe termine nel 1755 con la titolazione di: Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo e delle Anime del Purgatorio, consacrata dal Vescovo Borgia. La Confraternita, Priore l'Avvocato Vincenzo Mascolo, nel 1885 costruì una grandiosa Cappella nel civico cimitero cittadino, attivato nel 1839. La Cappella cimiteriale venne terminata nel 1888 e fu benedetta del Vescovo Monsignor Giuseppe Carrano. Evidenziamo, per futura memoria, che nel Gennaio 1889 la Confraternita, conscia che lo slargo antistante la Chiesa era di sua esclusiva proprietà, come documentato da ben 3 (tre) atti notarili del 1751, sicuramente ancora ben custoditi presso la Segreteria del Sodalizio religioso, deliberò di chiuderlo con una cancellata.
La decisione non sarà stata adottata per scongiurarne l'uso improprio da parte di taluni? Il 27 Aprile dello stesso 1751, il Consiglio Comunale, Sindaco il Marchese Carlo Genoino, riunitosi in assise straordinaria, approvò tale proposta, ma non ci è dato sapere il perché l'opera non fu mai realizzata!
L'ultima nota storica che qui vogliamo menzionare è del 20 Gennaio 1910, quando Papa Pio X, con sua Breve dello stesso dì, conferì alla Confraternita il titolo di Arciconfraternita.
Le vicende del terremoto del 23 Novembre 1980 e l'autonoma ricostruzione tenacemente voluta dal Priore Attilio Trapanese prima e dal germano Alfonso Trapanese poi, conclusasi con la riapertura al culto nell'Ottobre 1997, sono ben note al Clero ed alla Comunità cittadina.
Ci piace qui evidenziare che la questione della chiusura del sacrato della Chiesa del Purgatorio, venne riproposta durante il "sindacato" dell'Avvocato Alfredo Messina, ma il progetto, sebbene avesse il parere favorevole della Soprintendenza ai Beni Artistici, Storici ed Architettonici di Salerno, non trovò accoglimento. Oggi più che, e credo siamo tutti d'accordo, è necessario correre ai ripari e provvedere alla chiusura dei Sacrati della Concattedrale di Sant'Adjutore e della Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo e delle Anime del Purgatorio poiché sono divenuti luoghi costantemente profanati, per quanto diuturnamente vi accade! Non solo gioco del pallone, scritte disdicevoli ed altro, ma, per quanto attiene quello dinanzi alla Chiesa del Purgatorio, consumazione di pasti e bevande, col conseguente abbandono degli avanzi, da parte di "avventori" adusi a sedersi sul "sarcofago" in marmo di Carrara, realizzato nel 2006 da Ugo Marano, oggi al cospetto del Signore, secondo cui avrebbe dovuto costituire "una pausa urbana, un luogo di meditazione e un ricordo in onore dell'illustre nostra amata concittadina": Lucia Pisapia in Apicella. Per noi cavesi, quanto realizzato col rilevante contributo della popolazione cavese, dell'A.A.S.T. metelliana, a quel tempo diretta dal mai dimenticato dr. Raffaele (Lello) Senatore, del Palazzo di Città ed altri Enti pubblici, non esprime la grandezza di Mamma Lucia e non dà ai forestieri la giusta percezione della sua memoria! Nell'auspicare che la diuturnamente cristiana tolleranza palesata da Don Rosario Sessa, per la Concattedrale, e dal Priore Francesco Di Salvio, per la Chiesa del Purgatorio, non abbia mai fine, per porre la parola FINE a quanto di disdicevole avviene, ogni giorno, sotto gli occhi di tutti nei due sacrati, la società civile di questa nostra nobile Città, chiede alla Civica Amministrazione, attenta custode dei beni storici cittadini, di provvedere alla chiusura di entrambi luoghi consacrati, previa installazione di artistici cancelli, come è stato voluto per la Basilica della Santissima Trinità, contigua al Monastero Benedettino al Corpo di Cava.
Freno dell'illegalità a Cava de'Tirreni
[ 16 10 2011 ]
Livio Trapanese
E' più che meritato il plauso che l'Assessore alla Polizia Locale, Alfonso Laudato, ha indirizzato a mezzo stampa al Vice Questore Aggiunto, dr. Giuseppe Marziano, Dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Corso Giovanni Palatucci, 4 (Questore e Servo di Dio) di Cava de'Tirreni, auspicando in un prossimo e definitivo coordinamento, come paventato per tutto il territorio nazionale dal Ministro degli Interni Maroni, fra le quattro forze di polizia presenti in Città, che in ordine di costituzione sono: Guardia di Finanza, Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia Locale.
Nel corso della settimana appena trascorsa gli uomini di Giuseppe Marziano, in soli 29 posti di controllo, hanno controllato ben 407 autovetture in transito nel territorio metelliano, non mancando di monitorare anche i 542 occupanti di cui 28 con precedenti penali. 91 sono stati i controlli alle persone agli arresti domiciliari, e 18 le sanzioni amministrative contestate per violazioni al codice della strada, col sequestro di 2 autovetture sorprese a circolare prive della copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi, mentre 4 piante di cannabis indica, oltre a 3 secche all'interno di un casolare ed una ancora interrata, dalla quale, com'è noto, vengono estratti i semi da impiegarsi per la produzione di novelle piante sono state sequestrate nell'amena Località di San Felice della Frazione di Sant'Anna, in parte già spoglie della rigogliosa infiorescenza. Eccellente l'azione svolta dalla Polstato verso i titolari dei locali pubblici che "ospitano" la movida cavese, infatti i poliziotti di Corso Palatucci hanno contravvenzionato 2 titolari di bar del centro città poiché nonostante la vigenza dell'ordinanza del Sindaco Galdi di non vendere bevande (birra, vino od altro) in bottiglie dopo le 22, questi, impunemente, non osservavano l'ordinanza in parola, approfittando che i Caschi Bianchi (la Polizia Locale), come avviene in non molte Città del Mezzogiorno d'Italia, proprio alle 22 smettono l'attività operativa.
E' qualcosa di scandaloso che una forza di polizia smetta il lavoro alle 22, quando quasi in tutte le Città del nord Italia, i metropoliti sono operativi nelle ventiquattr'ore della giornata.
Gli incidenti stradali che avvengono dalle 22 alle 8 del mattino seguente, qui a Cava de'Tirreni, vengono rilevati dalla Polizia di Stato o dai Carabinieri.
Il titolate di un altro noto locale cavese è stato sanzionato perché emetteva musica ad elevato volume, incurante dell'ora notturna e del rispetto del riposo di quanti abitano nel vicinato, ma gli uomini di Marziano l'hanno sanzionato anche perché il locale in questione, abilitato ad ospitare 125 persone, è stato trovato con 400 avventori, atteso che era in corso una serata danzante non autorizzata e per tale motivo sanzionata. Anche un 25enne tossicodipendente ha avuto quello che meritava dagli Agenti di Polizia, essendo stato sorpreso ad estorcere denaro ai propri genitori.
La Sezione Annona della Polizia Locale, al comando del Tenente Francesco (Franco) Ferrara sabato scorso ha elevato ben 62 verbali per occupazione abusiva del suolo pubblico, 57 dei quali nella sola Via Aldo Moro o viene svolto il mercato settimanale.
Da Sabato 5 Novembre, da quanto è stato dato apprendere da fonte certa, i mercatali di Via Aldo Moro, ogni eccezione rimossa, troveranno definitiva allocazione nell'area mercatale di Corso Giovanni Palatucci; in tal modo verranno scongiurati tutti i disservizi, non solo di viabilità, "tollerati" per oltre un ventennio.
La Sezione Ambiente e Degrado Urbano, al comando del Tenente Vincenzo (Enzo) Della Rocca, cooperata dalla Sezione Viabilità del Tenente Antonio Minco, con i pochi uomini a loro assegnati, atteso che alcune unità, neo assunte col concorso di "viabilisti", sono stati destinati alla Protezione Civile, allo Staff del Sindaco ed all'attività burocratica, ha elevato 8 verbali per l'affissione selvaggia, di cui 5 in Corso Umberto I. Le autovetture rimosse dagli stalli destinati ai diversamente abili, sono state solo 2. Resta il fatto, ed è sotto gli occhi di tutti, che il servizio "disco orario" per gli stalli bianchi di Viale Degli Aceri, Via Clemente Tafuri, Via Vittorio Veneto e Corso Giuseppe Mazzini, ove è consentita la sosta gratuita di 30 e 60 minuti, vengono raramente monitorati, tanto che in dette arterie vengono viste parcheggiate, da mane a sera, sempre le stesse autovetture.
E' Anche sotto gli occhi di tutti l'eccellente lavoro svolta dal personale della Metellia Servizi S.r.l., diretti da Giovanni Muoio, i quali, con garbo, ma con fermezza, ottengono il "rispetto delle regole" da parte degli automobilisti che mal accettano il civile vivere comune.
Gli uomini del Tenente Vincenzo Tatarella, comandante della Tenenza dell'Arma dei Carabinieri di Via Pasquale Atenolfi hanno tratto in arresto un 56enne per l'espiazione di 3 anni e 4 mesi di detenzione, per cumulo pena passata in giudicato, ma hanno anche sorpreso 3 giovani assuntori di sostanze stupefacenti, tipo hashish, segnalandoli, per l'adozione dei provvedimenti conseguenti, al Prefetto di Salerno.
7 i verbali elevati dalla Tenenza della Guardia di Finanza, retta dal Luogotenente Donato Cavaliere Affinito per la constatazione di violazioni al codice della strada e mancato rilascio di ricevute e/o scontrini fiscali.
E' noto che la Guardia di Finanza, quale polizia economico-finanziaria dello Stato, attende, in modo specifico, a compiti di natura puramente diversi dalla prevenzione e repressione delle violazioni prima illustrate, represse dalla Polizia di Stato, dall'Arma dei Carabinieri e dalla Polizia Locale.
La Polizia Locale è la custode degli oggetti smarriti
[ 12 10 2011 ]
Livio Trapanese
Le Città, com'è noto, dispongono di un ufficio ove vengono "raccolti" gli oggetti smarriti.
Quello della nostra amata Cava de'Tirreni, sin dal 2005, ha sede presso il Comando del Corpo di Polizia Locale di Via Ido Longo. Chi avesse smarrito le chiavi di casa, dell'ufficio, dell'automobile o del ciclomotore, oppure la tessera sanitaria o il tesserino indicante in codice fiscale od altro, prima di preoccuparsi di far sostituire le serrature, col conseguente esborso di cospicue somme di denaro, o richiedere il duplicato dei documenti perduti, impiegando ore ed ore per il prosieguo burocratico, farebbe bene a rivolgersi, ma senza indugio, al simpatico Nello Avella, valido ed operoso collaboratore del Corpo di Polizia Locale più antico della Regione Campania, ben sapendo che la sua istituzione risale al 7 Aprile 1827, per Reale Decreto di Francesco I di Borbone.
A quel tempo gli appartenenti all'istituito Corpo venivano denominate "guardie comunali"; con l'attuale ordinamento la denominazione corretta è Corpo di Polizia Locale.
L'ultimo ritrovamento avveratosi nella nostra Città è quello di una serie di chiavi, Domenica 2 Ottobre 2011, in Piazza Vittorio Emanuele III, solitamente detta Piazza Duomo, poiché Nello Avella, vicino ad ogni oggetto ritrovato, sia esso una serie di chiavi od altro, stante la sua scrupolosità, suole applicare un cartellino indicante la data ed il luogo del rinvenimento dell'oggetto. Chiunque, sapendo di aver smarrito chiavi od altro, come detto, si rechi presso il Comando del Corpo di Polizia Locale di Via Ido Longo di Cava de'Tirreni - tel. 089.34.16.92 - oppure numero verde 800.279.221 (gratuito da fisso e da cellulare), nei giorni di Lunedì e Martedì dalle ore 9 alle ore 12 ed il Giovedì dalle ore 16 alle ore 18 e verrà accolto dall'affabile Nello Avella, ritirando quanto ha smarrito, ovviamente se è stato rinvenuto e consegnato ad un Agente della Polizia Locale.
Un appello lo facciamo a quanti rinvengono oggetti smarriti: a ritrovamento avvenuto, non riponeteli nelle cassette postali, ma consegnateli ad un agente della Polizia Locale, affinché questi, poi, lo consegni al buon Nello Avella, geloso custode degli oggetti smarriti nella Città di Cava de'Tirreni.

Iniziata la distruzione nel Parco Schwerte
[ 12 10 2011 ]
Livio Trapanese
Non molte settimane or sono, pur non essendo profeti, avevamo lanciato un secondo S.O.S. per lo stato d'abbandono in cui è lasciato, non solo nottetempo, il massimo polmone verde cittadino dell'area nord della nostra amata Città, il Parco Schwerte, che i cavesi che non si voglio erudire individuano ancora col sinonimo di "villa nuova", cinta da Via Vittorio Veneto, Viale Degli Aceri e Via Clemente Tafuri. Il Sindaco Marco Galdi, certamente per tacitare le pressanti richieste dei cittadini, alle 10.00 di Sabato 2 luglio corrente anno, attorniato da uno stuolo di residenti ed amministratori, dopo lunghi lavori di rifacimento, seppur incompleto negli arredi, nella non apertura del "punto ristoro" e dei servizi igienici ed in assenza di vigilanza, nell'inaugurarlo e restituirlo alla pubblica fruizione, lo raccomandò alla cura dei frequentatori; parole al vento! Da mesi siamo destinatari di ogni sorta di segnalazione da parte di quanti quotidianamente frequentano il parco e noi, con i mezzi a nostra disposizione, quale la novella ed unica televisione cittadina: Quarto Canale Cava de'Tirreni (frequenza 666,00 MHZ, canale digitale 45, le frequenze variano a seconda del tipo di decoder installato), con sede in Via Della Repubblica, 12, la storica Radio New Generation (frequenza 936 MHZ), ubicata in Via Alcide De Gasperi, 4, le testate giornalistiche on-line: ilportico.it, cavanotizie.it e vivimedia.eu e quelle della carta stampata, abbiano dato il maggiore eco possibile alle giuste pretese cittadine. Finalmente (seppur in parte) le pubbliche aspettative sono state ascoltate dalla civica amministrazione la quale ha chiesto ed ottenuto dalla ditta esecutrice dei lavori la collocazione di altre 10 panchine, in ghisa e legno, in aggiunta alle 18 già posizionate lunghi i viali del parco, al costo di circa 320,00 euro cadauna, I.V.A. al 21% e trasporto compreso; sono stati posizionati anche altri 10 cestini per la raccolta dei micro rifiuti, assieme a cinque contenitori di maggiore capienza, da destinarsi a contenere i cartoni delle pizze, le lattine e bottiglie di birra e quant'altro "gli avventori" del parco, la sera di sabato e domenica, dopo aver consumato il tutto comodamente seduti sulle panchine, avevano il malcostume di abbandonare gli avanzi ed i vuoti delle bevande nei pressi dei piccoli cestini presenti nella malcapitata oasi verde, uno addirittura insistente nell'area giochi per i bambini.
Oggi non dovremmo più vedere cartoni di pizze, bottiglie e lattine (sebbene per quest'ultime è vietato l'asporto) accostate ai micro contenitori, come abbiamo visto fino a qualche settimana fa, poiché i rifiuti dovrebbero, il condizionale è d'obbligo, essere lasciati nei cestini di maggiore dimensione.
Resta da direzionare meglio gli irrigatori delle aiuole, aprire il punto ristoro ed i servizi igienici per evitare che piccoli e grandi, facciano la pipì e non solo, lungo la siepe che costeggia la proprietà Del Buono, approfittando che tutta l'area è stata privata d'illuminazione, cosa che prima c'era, provvedere alla severa vigilanza dell'intero parco, poiché come calano le tenebre vi accade di tutto: Alle 22,00 chiuderlo, per riaprirlo alle 08,00 del mattino successivo. Cosa accede? I viali sono divenuti piste da motocross e le panchine sono gli ostacoli da valicare o superare, tanto che nella notte fra Giovedì e Venerdì 6-7 Ottobre 2011, un "ignoto inqualificabile centauro", incoraggiato da giovani supporter, seppur redarguiti da taluni residenti, ha "frantumato" una delle 28 panchine, individuabile in quella posta alle spalle dell'altarino che accoglie la madonnina. 320,00 euro buttai al vento, oltre il lavoro d'installazione!
Ci è stato spiegato anche del perché della presenza delle nuvole di zanzare: le caditoie che raccolgono l'acqua piovana o quella degli irrigatori, non sono state dotate di sifoni, per cui l'acqua, stagnando, diviene fertile culla delle ostili zanzare. I fruitori del Parco Schwerte lanciano un ulteriore S.O.S. al Sindaco Marcio Galdi affinché non consentita a pochi nostri "barbari" concittadini di distruggere i beni comuni, disponendo un'immediata severa vigilanza dei pubblici giardini, da svolgersi dall'apertura alla chiusura degli stessi, unica soluzione per salvaguardarli e non dover assistere al loro lento, ma costante degrado, considerato anche i soldini pubblici già spesi!



Origini sull'esatto toponimo di Cava de' Tirreni
[10 09 2011 ]
Livio Trapanese
Affinché chiunque possa attivare le Istituzioni od altre amichevoli fonti istituzionali, perché sia le POSTE ITALIANE S.p.A. e sia TRENITALIA S.p.A. modifichino l'errato toponimo di questa nostra amata Città, visto che imperterriti sia gli annulli postali e sia gli elenchi od orari da questi pubblicati, continuando ad indicare il toponimo di Cava de'Tirreni in Cava dei Tirreni, invio copia anastatica del Regio Decreto 23 Ottobre 1862, n. 935, firmato in Torino (prima capitale d'Italia) dal Re Vittorio Emanuele II, raccolto nelle Leggi vigenti italiane e da me acquisito presso la biblioteca della Suprema Corte di Cassazione nell'anno 1972.



Storia delle confraternite cavesi
[07 09 2011 ]
Livio Trapanese
Giugno 1583 Il Vescovo della Diocesi di Cava (la denominazione Cava de'Tirreni origina il 23 Ottobre 1862), Monsignor Cesare Alemagna, per dirimere le controversie sorte fra le tante Confraternite cittadine, per la partecipazione delle stesse alle processioni, decretò l'ordine sequenziale che queste dovevano osservare.
Monsignor Cesare Alemagna de Cardona, successore nell'Episcopato cavese del domenicano ed insigne teologo Monsignore Tommaso Caselli, si trovò costretto a dover decretare l'ordine che nelle processioni le Confraternite cavesi avrebbero dovuto pacificamente osservare, visto che fra esse era in atto una violenta ed immotivata disputa.
Rilevato che nella Città de La Cava vi erano 14 (quattordici) Congreghe, che nessuna era stata ancora elevata ad Arciconfraternita e che le loro sedi insistevano nei Distretti di Corpo di Cava, Passiano, Sant'Adjutore e Metelliano, con decreto del Giugno 1583 dispose che allorquando prendevano parte alle Sante Processioni, le stesse dovevano osservare il seguente ordine:
Il primo posto fu assegnato al Distretto del Corpo di Cava, con l'unica Confraternita di Santa Maria dei Martiri del Casale di Trasbonea (oltre il fiume Bonea), cioè l'attuale Dragonea.
Il secondo posto fu concesso al Distretto di Passiano, le cui 3 (tre) Confraternite dovevano procedere nel seguente ordine: prima quella di San Giovanni Evangelista della Chiesa del Santissimo Salvatore di Passiano, poi quella di Santa Maria della Pietà della Chiesa di San Michele Arcangelo e poi quella di Sant'Antonio della Chiesa di Santa Lucia.
Il terzo posto fu dato al Distretto di Sant'Adjutore. Le 4 (quattro) Confraternite non potevano prescindere dal procedere nel seguente ordine: prima quella di Santa Maria al Quadruviale della Chiesa di San Pietro a Siepi, poi la Sant'Andrea della Chiesa della Santissima Annunziata, seguiva quella di San Bernardino della Chiesa di San Nicola di Pregiato ed infine quella di Sant'Antonio della Chiesa di San Nicola in Dupino.
Il quarto posto restò al Distretto di Metelliano. Le 3 (tre) Confraternite in processione dovevano seguire quest'ordine: prima quella di Santa Maria della Peschiera della Chiesa di San Cesareo seguita da quella di Santa Maria dell'Obbedienza del Casale di Vietri e per ultima quella di Santa Maria del Ponte del Casale di Molina.
Decretò altresì che le 3 (tre) Congreghe del Borgo avevano preminenza su tutte quelle prima elencate, ma le stesse dovevano osservare il seguente ordine: prima quella del Santissimo Rosario, eretta presso la Cattedrale, seconda quella della Santissima Concezione, eretta presso la Chiesa di San Francesco e terza quella del Santissimo Nome di Dio o dei Giuramenti, eretta nella Chiesa di Santa Maria dell'Olmo.
A 428 anni di distanza, oggi 28 Agosto 2011, da quanto abbiamo rilevato dal sito dell'Arcidiocesi Amalfi-Cava de'Tirreni, salvo errori od omissioni, nella Città di Cava de'Tirreni sono attive solo 7 (sette) realtà, ovvero 4 (quatto) Arciconfraternite: Santa Maria al Quadruviale nella Frazione di San Pietro, Santa Maria Assunta in Cielo e per le Anime del Purgatorio nell'omonima Chiesa al Borgo, Santissima Concezione e San Francesco e Sant'Antonio, presso l'omonima riaperta Chiesa, ed infine Santissimo Rosario preso la Concattedrale di Sant'Adjutore al Borgo. Le 3 (tre) Confraternite sono: Sant'Andrea Apostolo presso la Frazione della Santissima Annunziata, Sant'Anna all'Oliveto presso la Frazione di Sant'Anna e Santi Giovanni e Tommaso Apostoli presso la Frazione di Passiano.







Viale degli Aceri: ripristinata l'ambita segnaletica stradale
[07 09 2011 ]
Livio Trapanese
Martedì 30 Agosto 2011, dopo oltre quattro anni, il trafficato Viale degli Aceri, una delle vie di comunicazione primarie della Città di Cava de'Tirreni, ha visto il totale rifacimento dell'intera segnaletica stradale orizzontale e verticale. I quattro perspicaci e meticolosi addetti alla "Sezione Segnaletica Stratale" del Corpo di Polizia Locale della Città dei Portici: Vincenzo Senatore, Raffaele Attanasio, Domenico Pisapia e Giuseppe Lamberti, in ossequio alle scrupolose direttive impartite loro dal Tenente Michele Lamberti, Ufficiale responsabile dell'Ufficio Viabilità dei Caschi Bianchi di Via Ido Longo, in poche ore, dopo oltre quattro anni, hanno ridisegnato l'essenziale segnaletica stradale orizzontale. Rifatte le ormai inesistenti strisce pedonali all'altezza dei semafori siti agli incroci di Via Gino Palumbo e Via XXV Luglio, ma anche quelle all'incrocio di Corso Giuseppe Mazzini. Rinnovate le strisce bianche per la sosta gratuita degli automezzi, per 60 minuti, lungo l'intero lato nord della carreggiata.
Agli incroci delle citate strade sono state disegnate le strisce gialle, a triangolo, ovvero quelle che segnano il divieto assoluto della sosta o fermata degli automezzo, per scongiurare che la carreggiata subisca il restringimento della corsia, consentendo in tal modo un più agevole e sicura transito degli automezzi in entrata ed in uscita dal Viale in predicato.
Nella mattinata del giorno seguente, i quattro "specialisti della segnaletica" hanno posizionato anche la segnaletica monitrice verticale, consistente nella poso in opera delle paline metalliche e l'applicazione dei cartelli indicanti la sosta gratuita per 60 minuti.
È finito il caos anche in Viale degli Aceri, certamente non saranno contenti quanti lasciavano la propria autovettura di buon mattino e la ritiravano la sera, ma sono certamente contenti tanti altri cittadini i quali potranno sostare il proprio automezzo senza dover girovagare per trovare un posto libero.
A completare l'opera è intervenuta anche la Metellia Servizi S.r.l., coll'Amministratore Giovanni Muoio, la quale, in attuazione al piano di sosta della precedente Amministrazione Gravagnuolo, ha fatto disegnare anche le strisce blu per la sosta a pagamento: 50 centesimi per le prime due ore e dalla terza l'onere è frazionabile.
Ai residente la stessa Metellia ha rilasciato il permesso di sosta gratuito per una sola autovettura, per la seconda o terza autovettura di famiglia è possibile contrarre un abbonamento a poco prezzo; cosa che avviene in tutte le città d'Europa.
Oggi in Viale degli Aceri si trova comodamente parcheggio! Resta una sola nota dolente: i soliti furbi, ovvero quelli che dissentono dall'osservare le leggi ed i regolamenti, approfittando dell'insufficiente vigilanza della Polizia Locale, anche se passa e ripassa da tale strade per altre ragioni di servizio, continuano a parcheggiare le loro autovetture agli incroci, cioè sulle novelle strisce gialle, e dinanzi ai passi carrabili.
Auspichiamo in una ferrea attenzione da parte dei Caschi Bianchi, poiché solo col rispetto delle regole si potrà avere una Cava de'Tirreni vivibile a misura d'uomo, ovvero ordinata e democraticamente vivibile!



Ostensorio a Monte Finestra: devozione dei Trombonieri Senatore
[07 09 2011 ]
Livio Trapanese
All'indomani di quella nefasta Domenica del 23 Novembre '80, quando alle 19.35 la terra tremò in più Regioni del Mezzogiorno d'Italia, fra le quali la Campania, ove venne rilevato l'epicentro, un nutrito manipolo di giovani e meno giovani dell' Associazione Trombonieri Archibugieri Senatore, del Distretto di Pasculano, guidati dall'esperto Francesco (Franco) Senatore, Presidente nonché, a quale tempo, Regio Capitaneo del Casale, dopo aver fatto realizzare un Ostensorio in ferro battuto, con al centro, in un tondo, le sigle JHS, che ricordano "Gesù Salvatore dell'Uomo" perché quanto accaduto non accadesse più, dopo tre ore di marcia forzata, dotandosi d'ogni sorta d'utensile per la bisogna, si portarono al lato sinistro della finestra di Monte Pertuso, ricordando che è il monte più alto della alto della Città di Cava de'Tirreni: 1.138 metri sul livello del mare. Ivi giunti, da dove si domina la vasta "Piccola Svizzera", dopo un meticoloso lavoro, fissarono l'arredo sacro, in cui è raffigurato, per l'adorazione, il Santissimo Sacramento.
Il Casale Senatore Archibugieri, memore dell'operato di Don Angelo Franco, unico superstite dei quattro Parroci della Santissima Annunziata, quando nell'autunno del 1656, per volontà divina, per impetrare a Dio nostro Padre la ferale cessazione della "peste bubbonica", che tante vittime aveva mietuto non solo nella Città de La Cava (la denominazione Cava de'Tirreni origina dal 23 Ottobre 1862), ma in tutto il Regno di Napoli, con poche pie donne si recò il sacro Ostensorio, in processione, sul terrazzo superiore del Castello di Sant'Adjutore da dove impartì la Santa Benedizione alla "Valle Metelliana".
Nel Dicembre dello stesso anno, la peste cessò!
Quella stessa pia processione, rammentiamo, Giovedì 30 Giugno 2011, è stata replicata per la 355ª volta! I Pistonieri Senatore, Sabato 3 Settembre 2011, come annualmente riproposto sin dal 1980 nell'ultimo fine settimana di Agosto o nel primo di Settembre, in numero di 31 associati, guidati dal Presidente Franco Senatore, dal primogenito e Regio Capitaneo, Salvatore Senatore, con la partecipazione straordinaria del Presidente Onorario Livio Trapanese e del suo germano minore, il Diacono Lucio, hanno ripetuto l'annuale manutenzione al metallico Ostensorio, attuando una variante all'annuale programma.
Stante la presenza delle infanti Tina ed Antonella, figlie del citato Salvatore Senatore, rispettivamente di 11 e 7 anni, e dell' undicenne Michelangelo, figlio del socio Giuseppe Salsano, alle 07.45, nell'ampio piazzale sovrastante il Distretto Sanitario di Via Antonio Gramsci, alla presenza dell'Ufficiale Responsabile della Sezione Viabilità della Polizia Locale, il diligente Tenente Michele Lamberti, è atterrato un elicottero, a sei posti, dell'ELISORRENTO, che, con quattro voli consecutivi, ha accompagnato quanti non hanno percorso il sentiero n. 308, da lustri tracciato dal Club Alpino Italiano, Sezione di Corso Giuseppe Mazzini di Cava de' Tirreni, che congiunge l'amena Frazione del Corpo di Cava a Monte Pertuso, solitamente denominato Monte Finestra.
Al primo atterraggio, ma anche per quelli successivi, per l'azione del rotore centrale e quello di coda dell'aeromobile, dalla vetta si è alzata una nuvola di polvere, che i detrattori (che non mancano mai) hanno confuso con un incendio!
Allorquando la folta rappresentanza del Casale Pistonieri Senatore s'è ricongiunta con quelli che sono saliti a piedi, è stata recitata una comunitaria preghiera di ringraziamento, come all'inizio degli incontri conviviali, che hanno visto la gioiosa partecipazione di taluni soci de'"Gli Amici di Monte Finestra", un sodalizio indigeno costituito Sabato 28 Dicembre 2009 e che accoglie 18 laboriosi soci, tutti imprenditori, artigiani e pubblici dipendenti, dell'età media di 35 anni.
Nel primo pomeriggio il "gruppo di lavoro" degli Archibugieri Senatore dal sommo del monte è sceso presso la finestra, effettuando l'annuale manutenzione all'Ostensorio, eseguita dalla recita di una corale preghiera al Signore perché, quale Padre buono e misericordioso, vigili sull'intera umanità.
"E' il minimo che noi sostenitori della fede cattolico-cristiana possiamo fare! Alla preghiera uniamo il perdono terreno", ha dichiarato il Presidente Franco Senatore. Vivere delle ore in assoluta tranquillità, sul Monte più alto che sovrasta la Città di Cava de'Tirreni, a contatto della flora e fauna mediterranea, oggi che il mondo è pregno di frastuoni, è come vivere un sogno", ha dichiarato il dinamico Daniele Sorrentino, Presidente de'"Gli Amici di Monte Finestra. "Con le sole nostre risorse e dopo tanta fatica, senza alcuna costrizione, abbiamo realizzato un rifugio ligneo di 9 metri quadri, la cui chiave d'accesso è stabilmente nella toppa della serratura d'ingresso.
È stata realizzata anche un area attrezzata, con un tavolo in legno per 28 persone, perché chiunque sale quassù possa trovare il comfort necessario", ha proseguito Sorrentino.
"Noi non chiediamo niente a nessuno, Enti compresi, poiché viviamo un sogno che avrebbero voluto vivere anche i nostri ascendenti e che non hanno potuto realizzare per il susseguirsi degli impegni". Chi vuole, ha concluso il Presidente Sorrentino, "salendo una seconda volta ed altre in seguito, se lo riterrà, può lasciare un pacco di zucchero ed uno di caffè; g liene siamo grati sin d'ora!" Il giovane socio Luigi (Giggino) Siani, nel ricordare che il Sodalizio espleta anche la volontaria attività di pulizia del sottobosco, di avvistamento e spegnimento incendi, essendo dotato d'idonea attrezzatura, al gran completo, partirà per raggiungere Punta Campanella, posta al confine fra il Golfo di Salerno e Napoli, con una percorrenza di 90 Km., per ripristinare parte del lungo sentiero, come già viene fatto per quelli distinti dai numeri 300 ed il 308, entrambi colleganti la cima di Monte Pertuso a Cava de'Tirreni, ma con itinerari diversi! Vivissime felicitazioni ai nostri 18 concittadini che costituiscono l'Associazione "Amici di Monte Finestra", per il diuturno volontario lavoro svolto, a gaudio della natura e della comunità di Cava de'Tirreni. Arrivederci all'estate 2012 per la 32ª manutenzione al metallico Ostensorio di "Monte Finestra", eseguita dal Casale Trombonieri Archibugieri Senatore.











L'agonia del Parco Schwerte
[07 09 2011 ]
Livio Trapanese
Non occorre essere profeti per presagire il futuro dei beni comuni se osserviamo quanto accade nei fine settimana presso il polmone verde posto a nord della "Città dei Portici", il noto "Parco Schwerte", riaperto alla fruizione di grandi e piccini solamente alcuni mesi or sono.
L'area verde si presenta abbandonata a se stessa, che, se paragonato ad un essere umano la si potrebbe definire in agonia! Non è semplice esplicitare con nuove parole cosa gli occhi dei cavesi e dei forestieri che vi recano per fronteggiare la calura di questi giorni, hanno visto.
È un'ormai vecchia ed irrisolta problematica! Quando gli abitanti del posto e gli assidui frequentatori né reclamavano l'apertura, noi li esortavamo ad avere pazienza e far completare i lavori, anche se si stavano protraendo da mesi. La caparbietà non ha limiti!
Oggi osserviamo ad aiuole inesistenti, ad illuminazione incompleta, all'irrigazione dei viali e non delle aiuole ed alla carenza degli arredi, oltre al punto di ristoro e de bagni che restano chiusi.
Il Sindaco Marco Galdi, Sabato 2 luglio, inaugurando il riaperto Parco Schwerte, seppur incompleto, l'ha raccomandato alla cura dei frequentatori. Oggi se ne contano sempre meno, sia per la presenza di nuvole di zanzare e mosche, sia per la presenza dei colombi e ratti di varie misure e sia per il lerciume che i fagocitatori di pizze ed altri alimenti lasciati a terra, compreso le bottiglie di vetro delle birre e vino, anche se palesano la volontà di "cestinare" i cartoni e le bottiglie nei "micro cestini in ferro"; fanno eccezione quelli che lasciano il tutto a terra nei pressi delle panchine e sulle aiuole. I frequentatori del parco, in tarda serata di Sabato e Domenica, ritenendo di trovarsi in un locale pubblico e non in un Parco (luogo e non locale pubblico), hanno ripreso, comodamente seduti sulle nuove panchine e con palese maleducazione, a consumare pizze ed altri alimenti, oltre che bere bibite in vetro e lattine, ben sapendo che l'asporto è stato vietato con apposita severa ordinanza sindacale; abbandonando gli avanzi di cibo, i cartoni ed i vuoti delle bevande nei pressi dei pochi cestini presenti nell'agonizzante polmone verde cittadino, uno addirittura collocato nell'area parco-giochi per i bambini. La vista di tanti cartoni, bottiglie e lattine accostate ai contenitori ci suggerisce che gli "avventori del Parco Schwerte", dopo essersi riempiti la pancia e bevuto quello che hanno voluto, vorrebbero lasciare i rifiuti nei cestini, ma questi, stante la quantità di rifiuti prodotti nei fine settimana, non riescono a contenerli. Urge, quindi, che l'Amministrazione provveda, dopo l'installazione di contenitori di maggiori dimensioni, possibilmente rettangolari e realizzati con fasce di finto-legno all'esterno, tanto da divenire arredi del parco, a far eseguire un'accurata disinfestazione e derattizzazione. L'Amministrazione comunale, nei giorni scorsi, ha fatto recidere l'erba cresciuta a dismisura nelle povere aiuole, ma eccetto per qualcuna di esse, i fiori posti a dimora all'atto della riapertura sono appassiti. Gli idranti devono essere meglio posizionati, ci dichiarano gli anziani che giocano a carte sotto l'unico attrezzato gazebo (l'altro è spoglio). I servizi igienici sono chiusi, ma noi riteniamo che è bene che restino serrati, poiché, a nostro sommesso avviso, non siamo ancora civilmente pronti a gestire, da soli, tali servizi. L'area orinatoio per l'esigenza dei grandi e dei piccini, uomini e donne, è stata localizzata nella fascia d'aiuola ove insiste una folta siepe che confina con la proprietà Del Buono, visto che è completamente buia, nonostante prima dei lavori fosse ben illuminata. La seconda area per orinare è quella posta alle spalle del plesso che dovrà ospitare la sala ristoro. I fruitori del Parco Schwerte lanciano un ennesimo S.O.S. alla Civica Amministrazione, affinché dia dignità all'oasi verde di Via Veneto ed a quanti la frequentano, cavesi e non, disponendo un'immediata severa vigilanza dei giardini, da svolgersi dall'apertura alla chiusura, quest'ultima quando avviene, atto indispensabile alla salvaguardia del patrimonio comunale, per non assistere alla sua lenta, ma quotidiana agonia, non trascurando i non pochi soldini pubblici spesi sin'ora!







Mostra collettiva di Alberobello primo posto per il maestro cavese Roberto Salsano
[17 08 2011 ]

Livio Trapanese
Conoscendo il Maestro Roberto Salsano (nella foto col Maestro Filippo Cacace e la Professoressa Maria Giulia Bagnuolo, organizzatori della mostra pugliese), un giovanotto cavese di soli 73 anni, possiamo ben affermare che le opere musive possono essere realizzate non solo col vetro, ferro, plastica, carta, cartone e stoffa, ma anche con micro tessere lignee, larghe e spesse solamente un millimetro e lunghe cinque. È questo che da lustri, per scevra passione, realizza il nostro pacato concittadino. Mettere insieme migliaia e migliaia di minuscole tessere di legno, dai diversi colori, allineandole una accanto all'altra, per realizzare figure, paesaggi o natura morta, non è cosa facile.
Altra caratteristica di Salsano, ad opera compiuta, è quella di non applicare alcuna copertura sul retro del manufatto e ciò perché possa essere ammirata anche da tergo e questo perché se ne tragga una suggestiva immagine capovolta. Non si contano più le vittorie ai concorsi e mostre collettive conseguite dal Maestro Salsano, tenutesi in ambito regionale e nazionale. L'ultima ascesa al primo posto del podio, con un distacco di 28 voti sul secondo classificato, è la vittoria conseguita alla Mostra Collettiva Nazionale, dal tema: "I colori del Sud", tenutasi presso il noto Museo di Alberobello (Bari) dal 24 Luglio al 6 Agosto 2011.
La giuria popolare, formata dai quotidiani visitatori, votava con voto segreto l'opera più bella.
La scelta, stante le conclamate qualità artistiche di Roberto Salsano, non poteva non cadere sul suo capolavoro.
Il mosaico ligneo, che rappresenta il caratteristico paesaggio di Alberobello, con in primo piano gli storici trulli e che misura cm. 96 x cm. 71, consta di 65.000 micro tessere (mm.1 x mm. 5) di legno palissandro d'America, tech birmano, mogano thailandese, ramine malesiano, pang pang wegé, olmo, ulivo, pero, acero, frassino, noce, faggio, pioppo, tiglio italiano.
La penultima vittoria conseguita dal maestro Salsano è quella del 30 Giugno 2011, quando presso il Salone Bottiglieri di Palazzo Sant'Agostino, sede della Provincia di Salerno, si tenne il VII Concorso di Pittura, Scultura e Ceramica "Alfonso Grassi". Giusto un anno prima, nella Sala Espositiva Comunale di Corso Umberto I, 169 di Cava de'Tirreni, il Maestro Salsano ha esposto 25 opere, fra le quali la Beata Vergine Maria, San Pio da Pietrelcina, la Basilica Benedettina della Santissima Trinità, molteplici monumenti della "Piccola Svizzera", oltre che suggestivi panorami della "Divina Costiera", come Vietri sul Mare, Atrani ecc..
Il mosaico di San Pio, il 20 Ottobre 2006, Salsano l'ha offerto al Padre Guardiano del Convento dei Frati Minori Cappuccini, presso il Santuario di Santa Maria delle Grazie di San Giovanni Rotondo il quale, quel giorno stesso, lo fissò sulla parete -lato confessioni- della Sala Accoglienza. Roberto Salsano, nel corso dei lunghi anni di passione mosaica lignea, concorrendo per la nostra Città dei Portici, come innanzi detto, ha partecipato a numerose mostre e concorsi fra le quali, più recentemente: anno 2010, 1° posto della Mostra Collettiva d'Arte Contemporanea "Galleria Alfonso Grassi", 1° posto, Sezione Pittura, nel Concorso Internazionale di Poesia, Pittura, Cultura e Ceramica "Premio Alfonso Grassi", Palazzo Sant'Agostino di Salerno; 2° posto, Sezione Pittura, nella IV Edizione Rassegna Artistico-Culturale "Alfonso Grassi", Villa Carrara; Premio Speciale della Critica alla Rassegna d'Arte "I Colori del Sud", Alberobello (BA); Mostra Collettiva d'Arte Contemporanea "Galleria Alfonso Grassi" di Salerno; 1° Posto -Sezione Pittura- Concorso Internazionale d'Arte Contemporanea "Alfonso Grassi" VII Edizione; dicembre-gennaio 2010-2011, Mostra Nazionale del Presepe Artistico e Tradizionale -3° classificato, Sezione Speciale. La Città di Cava de'Tirreni, nel Maestro Roberto Salsano, artista di comprovata abilità manuale e creativa, ha scoperto un altro suo geniale figlio, dall'eccelso talento, il quale conferma che talune opere d'arte possono essere realizzate solamente da chi ha un animo nobile.



Gli Sbandieratori Cavensi adottano Largo Bonifacio IX
[09 08 2011 ]

Livio Trapanese
Non solo storia, folklore e tradizioni, ma anche impegno per il sociale Largo Bonifacio IX adottato dagli Sbandieratori Cavensi
Sapevamo dell'adozione di bambini, per le note drammatiche ragioni, quella a distanza, per assistere bambini svantaggiati, quella dei monumenti e delle aiuole, per concorrere con la pubblica amministrazione allo loro cura e salvaguardia, ma quella delle Strade, Piazze e Larghi è proprio una novità a cui è corsa ai ripari l'Ente Storico Educativo Culturale "Sbandieratori Cavesi" di Cava de'Tirreni, presieduto dall'operoso Antonio Della Rocca, affermato Promotore Finanziario della Città dei Portici e non solo.
L'"Associazione Sbandieratori Cavesi", allo stato, è l'unica realtà associativa metelliana ad aver conseguito la "Personalità Giuridica". Il 20 Gennaio 2011, S. E. il Signor Prefetto di Salerno, dr. Sabatino Marchione, in ossequio al disposto dell'art. 2 del Decreto del Presidente della Repubblica 10 Febbraio 2000, n. 361, l'ha iscritta al n. 388 del Registro delle Persone Giuridiche dell'Ufficio Territoriale del Governo di Salerno. Antonio Della Rocca, che gli piace definirsi "il presidente operaio" sagacemente, attivamente ed instancabilmente cooperato dal rinnovato qualificato Consiglio Direttivo, ha posto fra gli obiettivi del "suo" programma la realizzazione di una serie d'innovazioni, prima fra tutte la "ristrutturazione" della storica sede sociale di Via Armando Lamberti, 2; posta accanto al rinomato Hotel Vittoria-Maiorino.

L'"Associazione Sbandieratori Cavesi", con lo spontaneo concorso di "Nonno Leo" (Leonardo Pellegrino), dinamico socio simpatizzante-sostenitore del Sodalizio, aiutato da altri validi giovani e meno giovani associati, ha totalmente rinnovato l'ampia residenza sociale, arricchendola di testimonianze del passato, raccolte nei circa quattro lustri di vita associativa. Altra lodevole iniziativa è stata quella di adottare il malandato Largo Bonifacio IX (il Papa della nobile Famiglia Tomacelli, che il 7 Agosto 1394, ben 617 anni o sono, elevò le Terre di Cava, costituite dagli attuali territori di Cava de'Tirreni, Vietri sul Mare e Cetara, al rango di Città), tanto mal ridotto da giovani impudenti che non disdegnano, anche sotto gli occhi delle forze dell'ordine, non solo di giocarvici a pallone, ma anche di distruggere parte delle panchine e finestroni dell'adiacente memorabile manufatto, e insudiciare, con scritte ingiuriose e lesive della comune morale, le sacre pareti della Concattedrale di Sant'Adjutore. Ebbene nonno Leo, aiutato dai giovani Cipriano Carratù, Mariano Lamberti, Gabriele Capuano e Mario Palazzo, venerdì 5 e sabato 6 Agosto, incuranti della calura, munitisi di scala, raschietti, pennelli e pittura (colore giallo canarino), hanno rimesso a nuovo l'intero Largo Bonifacio IX. Un impegno, ha dichiarato il presidente Antonio Della Rocca a Don Rosario Sessa, Parroco della Concattedrale, che l'"Associazione Sbandieratori Cavesi" manterrà in perpetuo. Il Ministro della Chiesa, grato per il nobile gesto, ha definito i giovani Cavensi."eucaristici ed evangelizzatori". Il famoso attore-regista Domenico (Mimmo) Venditti, Direttore Artistico del veterano Piccolo Teatro al Borgo, domenica 7 Agosto, al termine della Santa Messa, a cui hanno preso parte i giovanissimi della Scuola di Bandiera "Luigi Santoriello", al gran completo ed in costume rinascimentale, con gonfalone in testa, nel prendere atto della filantropica opera svolta dai Cavensi, ha testimoniato al Presidente Antonio Della Rocca la stima e la gratitudine che l'intera Città deve nutrire verso gli autori di tali lodevoli iniziative, soprattutto quando vengono svolte da giovani appartenenti all'universo del volontariato e miranti alla salvaguardia del blasonato patrimonio storico-architettonico-ecclessiale cavese, oggi più che mai troppo impunemente oltraggiato dalle "mani sacrileghe" di giovani disamorati della nostra diletta Cava de'Tirreni.


E' Cavese doc la "Miss Stella del Tirreno 2011"
[05 08 2011 ]

Nella foto, Piera di Salvio Miss Tirreno 2011

Piera di Salvio, appena quattordicenne, è la cavota vincitrice del Primo Concorso "Miss Stella del Tirreno 2011", tenutosi domenica 31 luglio 2011 nella stupenda Piazza Eugenio Abbro di Cava de'Tirreni.
Le 36 giovani concorrenti, giunte da ogni parte della Regione Campania e non solo, hanno sfilando a più riprese dinanzi ad una qualificata giuria, presieduta da Livio Trapanese, giornalista, conduttore radiotelevisivo e stimato ricercatore storico, e composta da: Tony Palma, noto attore cavese, e da Massimiliano Bruno, Professore di musica e corista di fama nazionale.
Sebbene l'ora tarda, la folta platea, nell'apprendere il verdetto finale, ha applaudito lungamente la giovane Piera, la quale è riuscita, a stento, a trattenere l'emozione. Pari e palese stato d'animo del papà e della mamma. La 14enne vincitrice, che ha frequentato con eccellente giudizio il I anno del Liceo Scientifico "Andrea Genoino" di Cava de'Tirreni, e che è all'ottavo anno di danza classica, riferimento principe di una nota scuola metelliana, a breve dovrà sottoscrivere, per un anno, un contratto con l'Agenzia di moda "4 Model di Milano".
La Disfida dei Trombonieri: quale futuro?
Il folklore cavese, per eccellenza, verso l'oblio
[02 08 2011 ]
Livio Trapanese
Incerto, agonizzante, oscuro, ma andiamo con ordine! La Disfida dei Trombonieri, ricordiamolo, è originata nel 1974 dalle ceneri della "gara di sparo" che l'Ente Montecastello realizzava (dal 1968) nel Campo Sportivo di Corso Giuseppe Mazzini, divenuto, ad esito degli ampliamenti, Stadio cittadino, intitolato poi alla piccola Simonetta Lamberti, uccisa dalla camorra nel primo pomeriggio di quel funesto sabato 29 maggio 1982. Luca Barba la volle attuare con l'assenso dei Sodalizi di Pistonieri e degli sbandierati, in sinergia e sotto l'egida della sagace ed iperattiva Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo cittadina, diretta dall'acuto dr. Raffaele (Lello) Senatore, oggi anch'egli al cospetto del volto santo di Dio. Un evento che dopo 35 edizioni, (nel 1976 e 1982 non è stata eseguita) non trova una sua giusta identità provinciale, regionale e nazionale, sebbene impegni in campo poco meno di 1.000 figuranti in costumi del '400, fra i quali 300 pistonieri "armati" di archibugi ad avancarica, regolarmente dichiarati al Commissariato di Pubblica Sicurezza cavese, i cui possessori sono provvisti di regolare porto d'armi (l'ottenimento delle "licenze": dichiarazione di possesso e porto d'armi costano soldoni), tantissimi figuranti con magnifici costumi costantemente "migliorati" nel corso degli anni, tante chiarine, tamburi, vessilli, cavalli, amazzoni e cavalieri, ma con quale eco! Solamente cittadino! Ad onor del vero, vogliamo segnalare l'edizione svoltasi domenica 10 luglio 2011 ha visto, quali spettatori, centinai di camperisti giunti da ogni parte dello Stivale.
Dall'edizione appena citata, stante a quanto accaduto a fine gara, non posiamo non ammettere di essere rimasti a dir poco turbati, ma come noi anche gli oltre 15.000 spettatori, col conseguente condannabile agire di non poche persone, anche di sesso femminile con i figli in braccio, che sin dall'aggiudicazione della vittoria, annunciata dallo speaker, hanno indirizzato verso il Casale Senatore, vincitore dell'edizione, parole irripetibili (da querela), sputi, spintoni e tentativi di aggressioni, scongiurati dalla Forza Pubblica presente, al comando del Dirigente del Commissariato di P.S. metelliano, il dr. Giuseppe Marziano. Un comportamento ingiustificabile e non più intollerabile! Spieghiamo il perché! I Pistonieri, coordinati dai vertici dell'A.T.S.C. (Associazione Trombonieri, Sbandieratori e Cavalieri di Cava de'Tirreni) non possono svolgere, evento durante, due ruoli: quello di calciatore e l'altro di arbitro. Il verdetto della giuria di sparo, com'è noto, é insindacabile e nessuno deve arrogarsi l'ardire di condizionarlo! I suggerimenti dati allo speaker nell'annunciare la vittoria al Casale Senatore, da parte di un esponente dei Pistonieri, consistente nella dichiarazione che la vittoria al Casale Senatore veniva assegnata con riserva, poiché vi era da valutare il reclamo prodotto da altro Casale, anziché dire qual'era l'argomento oggetto della contestazione avanzata da quel Sodalizio, che era quella che un giovane tamburino, da oltre due anni (già aveva partecipato all'edizione 2010), era passato tra le fila dei musici dei Senatore, senza ottenere il placet (il consenso), manco fosse un legato, del Presidente del Sodalizio di provenienza.
In tal modo il pubblico non sarebbe insorto e sarebbe incorso in dubbi, perplessità ed illazioni, sfociate in atti irriguardosi alla morale umana contro il Casale Senatore.
Il Casale che ha tentato di contestare il verdetto, incurante dell'esito dei giudici, ma ciò accade in ogni edizione della Disfida (se vinta dai Senatore), incitando altri, tanto da indurli in errore, nell'abbandonare lo Stadio Simonetta Lamberti prima della conclusione dell'evento, ha arrecato nocumento alla manifestazione stessa, alle Autorità Civili, Militari e Religiose presenti, al pubblico, fra i quali gli "ospiti" camperisti e non solo, ed a Cava de'Tirreni, prima ed unica (allo stato) Città del Folklore d'Italia.
Non è stato certo un errore non far irradiare la Disfida 2011 in diretta TV! Non è possibile interpretare i regolamenti secondo propri convincimenti e siamo certi che quanto accaduto sarà oggetto di attenta valutazione da parte di coloro che sono deputati ad assumere conseguenti provvedimenti!
Tornando all'evento Disfida, dobbiamo aggiungere che non è stato gradevole vedere il Regio Capitaneo del Casale Santissimo Sacramento, il Ragioniere Maurizio Bottiglieri, ritirate una coppa metallica, quale trofeo destinato alla vittoria "Città Fedelissima".
Le coppe e le targhe, per quanto ci è dato sapere, non erano state abolite e sostituite da trofei che dessero una maggiore dignità ai Sodalizi vincitori, quale riconoscimento di tanto lavoro svolto nel corso di un intero anno! Quel tipo di coppa è tipico delle vittorie di corse ciclistiche, podistiche, calcistiche ecc.! Non è stato neanche piacevole vedere il Casale Senatore, dall'uscita dallo stadio e sino al Parco Beethoven, accerchiato da facinorosi/se (in maglietta dei sodalizi d'appartenenza), inveire contro i fermi vincitori, invitandoli alla rissa! Stante lo stato di democrazia in cui viviamo, è necessario che Corso Giuseppe Mazzini, nel tratto porta carraia del Simonetta Lamberti - Parco Beethoven, sia opportunamente e rigorosamente transennato e vigilato da un apposito Staff dell'A.T.S.C. e dalle Forze dell'Ordine! Una nota positiva deve essere segnalata: manifestazione durante, abbiamo saputo che ben 9 ragazze/i dei Casali: Borgo Scacciaventi-Croce, Santissimo Sacramento, Sant'Anna All'Oliveto e Santa Maria del Rovo, improvvisamente colte/i da "lipotimia da disidratazione" sono svenute/i. Nelle ambulanze non vi era un medico, ma solo infermieri. A soccorrere i giovani figuranti è accorso la "prima chiarina" del Casale Senatore, il Dottore Raffaele Giordano (vedi foto), Medico Chirurgo, in specializzazione presso il Policlinico Federico II di Napoli in Cardiochirurgia Pediatrica. Nato nel 1981, Raffaele Giordano ha conseguito la Laurea nei tempi fissati (6 anni) con votazione 110 e lode e plauso accademico. L'ultima nota da segnalare è questa: il Casale Sant'Anna all'Oliveto, nell'abbandonare il manto erboso del Simonetta Lamberti, ha lasciato una sua figurante alle cure del Dottor Giordano del Casale Senatore. La Disfida dei Trombonieri, se deve avere un onorevole futuro, per uscire dall'agonia e dall'oscurità, e non divenire un caso di cronaca per violazioni all'Ordine e Sicurezza Pubblica, deve essere necessariamente avocata dal Palazzo di Città di Cava de'Tirreni. I Pistonieri, Sbandieratori e Cavalieri devono divenire dei meri "invitati".
Quattro giovani cavesi oltre l'Oceano
New York accoglie gli Sbandieratori Cavensi
[01 08 2011 ]

Livio Trapanese
All'alba di "lunedì in albis", quattro campioni degli Sbandieratori Cavensi di Via Armando Lamberti di Cava de'Tirreni, presieduta dal dinamico Antonio Della Rocca, i noti: Marco Senatore, Frederico Pisapia ed i fratelli Giuseppe e Vincenzo Schiavo, dall'Aeroporto Intercontinentale di Roma-Fiumicino, invitati dal "Cirque du Soleil" del Canada, hanno raggiunto gli Stati Uniti d'America e più esattamente New York, ove nel "Radio City Hall" hanno posto in luce, con grazia e professionalità, il loro innato talento nel volteggio delle bandiere.
Sincronizzati come i campioni di nuoto, i "nostri" giovani talenti consentono ai visitatori di ammirare le bandiere in un volteggio aereo.
Dal New York Tims apprendiamo che i giovani campioni di bandiera: Marco, Federico, Giuseppe e Vincenzo, coi loro avvincenti esercizi, pregni di difficoltà e perfetto tempismo, riuscivano a rappresentare, ad altezze anche elevate, enormi e bellissime farfalle, facendole volteggiare sul palco. I nostri giovani cavesi in trasferta americana, salvo possibile ulteriori proroghe, rientreranno a Cava de'Tirreni per la prossima Santa Pasqua.
La Città di Cava e i quattro distretti
[ 19 07 2011 ]
Livio Trapanese
La Città di Cava (la denominazione: Cava de'Tirreni origina dal 23 Ottobre 1862), sul finire del XIV secolo, era l'insieme di Quattro Distretti, denominati: Sant'Adjutore, Mitiliano, Corpo di Cava e Pasculano.
Sul finire del XIV secolo, per l'elevata crescita demografica, artigianale e mercantile delle Terre di Cava, elevate al rango di Città da Papa Bonifacio IX Tomacelli, con Bolla del 7 Agosto 1394, non più gestibile dai consiliari dei tre quartieri, l'ampio territorio cavese venne suddiviso in Quattro Distretti, che assunsero le denominazioni di: Sant'Adjutore, Mitiliano, Corpo di Cava e Pasculano, riuniti in un unico Corpo civile, già a quel tempo noto oltre il Regno di Napoli, col toponimo di: Città di Cava o de La Cava o della Cava. Nei Quattro Distretti erano compresi i seguenti Casali, villaggi e luoghi abitati:

Distretto di Sant'Adjutore: comprendeva la parte orientale del Borgo, in altre parole quella tra la poi costruita Chiesa di San Francesco da Paola, più nota con il nome di Basilica Minore della Madonna dell'Olmo, e San Vito, oltre Pregiato, San Pietro, Santissima Annunziata ed i Casali: Adinolfi, Genovese, Rocca, Cafari, Sparani, Galise, Costa (Croce), Ferrari, Vitale, Iovene, Casa Rosi, Casa Grimaldi, Casa Falco, Casa Abe­nante, Casa Franco, Casa Grisi, la Sala, Orilia e Pié la Selva (ai piedi della selva).

Distretto di Mitiliano: univa San Cesareo, Ce­sinola, Castagneto, Casa Costa, Casa Davide, Casa Campanile, Vetranto, Molina, Vietri, l'Anna (Maddalena), Casaburi (Rotolo), Dupino, Marini, Santi Quaranta, Alessia ed Arcara.

Distretto del Corpo di Cava: includeva l'omonimo casale del Corpo di Cava, Dragonea con i vicini luoghi abitati di Jaconti, Vallone, Tresara, Raccio, Benincasa, Raito, Marina di Vietri, Marina Borgo, Albori, Fonti o Fuenti e Cetara. La gente del Casale di Cetara, per aver trascurato la guardia lungo il litorale cetarese nella notte tra il 20 ed il 21 Maggio 1531, fu sorpresa dallo sbarco dei Turchi di Sinam, il giudeo, fedele ad Ariadeno Barbarossa.

Distretto di Pasculano: noto anche coi toponimi di Pasculanum e Pasciano, racchiudeva la parte occidentale del Borgo, cioè quella compresa fra la poi costruita Chiesa ed il Convento di Santa Maria del Gesù, noto quale Chiesa e Convento di San Francesco e Sant'Antonio, i Pianesi, li Curti, Sant'Arcangelo, Casa Longo, Passiano, Sant'Anna e Santa Lucia. Monsignor Pietro Sanfelice, ordinato Vescovo della Diocesi di Cava da Papa Leone X (il 5 Marzo 1515), non appena giunse in città, concordò con gli Eletti e l'Università de La Cava l'edificazione di una Cattedrale in "capite burgi" (al Borgo), ove oggi si trova. La costruzione ebbe inizio nel 1517 ed ultimata nel 1571.
I colori dei Distretti e dei Casali sono stati deliberati nel 1974 dall'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Cava de'Tirreni, di concerto con le presidenze dei sodalizi di Pistonieri e trasmessi, come più volte ha ricordato il compianto dr. Raffaele (Lello) Senatore, emerito Direttore dell'A.A.S.T. cittadina, per aver trasmesso, a quel tempo, tale determinazione all'Assessorato al Turismo della Regione Campania.

Alfredo D'Amico nella rosa dei silenziosi pittori cavesi
[ 19 07 2011 ]


Livio Trapanese
E' cavese uno degli ultimi esaltatori della scuola vedutista napoletana del'800. Quarto di cinque figli Alfredo D'Amico, nasce nell'immediato dopoguerra nell'amena Località di Licurti della Frazione di Sant'Arcangelo di Cava de'Tirreni. La madre, Immacolata Manzo, ed il papà Martino lo accolgo fra le loro braccia nella soleggiata casa di famiglia all'alba del 21 Gennaio 1944. Alfredo D'Amico, all'età di 22 anni, assolti gli obblighi di leva a Palmanova, a pochi passi fra Udine e Gorizia, emigra in Germania e più esattamente a Colonia. Dopo tre anni di esperienza lavorativa, colto dalla nostalgia, come accade ai cavesi che per qualsiasi ragione sono "costretti" a lasciare la terra natia, la Valle Metelliana, torna fra i suoi cari, dando fondo alla passione di pittore paesaggista.
Coniugato con Maria Fortunata Manzo, hanno due splendidi figli, oggi adulti: Laura e Martino, entrambi noti e stimati nella "nostra" Bologna del sud e non solo, del pari ai genitori.
Molteplici sono state le mostre dei suoi lavori, ospitate non solo nella "sua" Piccola Svizzera, ma in ogni parte d'Italia. Il maestro Alfredo D'Amico lo possiamo incontrare nello studio di Corso Umberto I, n. 108. Il nipote del mai tanto compianto nostro concittadino Avv. Domenico (Mimì) Apicella, nonché noto critico d'arte metelliano Antonio Apicella, definisce l'artista pittore cavese Alfredo D'Amico uno degli ultimi "cantori" della scuola vedutista napoletana dell'800. Il maestro Alfredo D'Amico, da vero artista, predilige dipingere in luoghi aperti, carpendo da questi il "soggetto" da realizzare sulla tela. Per tale ragione, ci piace definire l'artista Alfredo D'Amico uno storico della città dei portici, atteso che tramanda ai posteri non con lo scritto, ma con pregevoli tavole pittoriche, fatti ed eventi della "sua" Cava de'Tirreni. Eccelle nel disegno e nella prospettiva di base. Raffinato e poetico nell'impostazione scenografica del paesaggio e nella scelta delle figure da ritrarre. Le sue opere sono molto apprezzate per la delicatezza dei colori pastello che usa e per le svariate tonalità di verde che solo lui riesce a riprodurre. Belli i contrasti fra luci ed ombre, la veristica rappresentazione di rocce assolate, i cieli azzurri e celestini, a volte solcati anche da batuffoli di nuvole. Si distingue anche per gli intonaci di muri decrepiti, ornati di pallide roselline, e per quella rasserenante sensazione di benessere che la visione dei suoi delicati e romantici paesaggi trasmette.
Le rocce di alcune sue opere assumono un aspetto umano, come le erbe diventano capelli e barba, mentre le nuvole rappresentano esseri diabolici, vaganti nel cielo, il tutto in un crescendo susseguirsi di scene fantasmagoriche.
La prediletta pittura di Alfredo D'Amico, creativo ed estroso, sono i paesaggi nostrani.
A lui spetta infatti il merito di aver tramandato ai posteri, attraverso i tanti lavori eseguiti, immagini di luoghi, paesaggi, casali e cortili della valle metelliana, che oggi ahinoi, non esistono più.

Guarda le opere
Riaperto il Parco Schwerte
[ 03 07 2011 ]




Livio Trapanese
Sabato 2 Luglio 2011, alle ore 11.00, il sindaco Marco Galdi, cinto dalla gran parte degli assessori (assente il vice sindaco ed assessore al territorio Luigi Napoli) e da quasi tutti i consiglieri comunali, fra i quali Giovanni Del Vecchio e Matteo Monetta, dopo un breve discorso augurale, ha tagliato il nastro tricolore posto all'ingresso del Parco Schwerte di Via Vittorio Veneto.
Fra il nucleo degli amministratori, spiccava la presenza del Consigliere Regionale, On. Giovanni Baldi. A precedere il taglio del nastro, la benedizione officiata dal Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Amalfi-Cava de'Tirreni, Monsignor Osvaldo Masullo, nonché Parroco (perché competente per territorio) della Parrocchia di San Vito Martire di Via Salvo d'Acquisto, il quale, nell'impetrare l'intercessione della Santissima Trinità su quanti frequenteranno i giardini pubblici, non ha mancato di sottolineare che i beni comuni vanno rispettati e che la Madonnina di Lourdes, presente ai bordi dell'aiuola prospiciente la fontana, nel vigilare sui frequentatori dell'ampio spazio verde, attende le preghiere dei grandi e dei piccoli fedeli.
Il Sindaco Galdi ha ricordato che dopo l'inaugurazione del Parco secolare, ovvero quello cinto da Viale Francesco Crispi, intitolate a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, morti per mano della mafia, il Parco Schwerte è la seconda opera che viene restituita alla fruibilità dei cittadini, dopo radicali lavori di ripristino, che hanno interessato il totale rifacimento della fontana, del manufatto che ospita la centrale elettrica di zona, i bagni per diversamente abili, uomini e donne, ed il "sito di ristoro", che verrà assegnato a chi si aggiudicherà la gara d'appalto. Rifatta l'intera rete fognaria, l'impianto d'illuminazione ed idrico. Quest'ultimo, con l'ausilio di un orologio a tempo, irrigherà le aiuole automaticamente. Ovviamente non tutto è stato ultimato, segnalano i frequentatori dell'oasi verde, infatti mancano ancora numerose panchine, i cestini per la raccolta differenziata dei rifiuti, l'apertura dei bagni ed il "chiosco-bar", ma soprattutto, aggiunge il signor Vincenzo, "avendo vissuto lo scempio che ha visto vittima l'intero parco prima della ristrutturazione, auspichiamo che l'Amministrazione Comunale individui subito le persone, l'associazione o l'istituzione che deve vigilare l'intera area, altrimenti saranno stati soldi pubblici buttati al fuoco".







































L'unico polmone vero cittadino
non sempre è aperto in orario
Cava [ 14 06 2011 ]

di Livio Trapanese
L'unico parco verde cittadino, quello adiacente al Parco Beethoven di Corso Guglielmo Marconi, il più delle volte resta interdetto alla regolare fruizione degli anziani e delle mamme che, stante la persistente umida calura, trovano, in q uel luogo, un minimo di refrigerio. E' questa la protesta levata sabato mattina, a gran voce, da taluni anziani e mamme. "Ci avevano detto", ha dichiarato il signor Pasquale Lodato a nome di tutti i presenti, "che i lavori nel Parco Schwerte, cinto da Via Vittorio Veneto, Viale Degli Aceri e Via Clemente Tafuri, sarebbe stat i ultimati entro il 1° Giugno, volendo non considerare la prima scadenza indicata nei cartelli monitori posti dinanzi ai quattro cancelli d'ingresso, ai cui lati non mancano mai cumuli di spazzatura d'ogni genere. Ci è stato confermato, poi, che a causa di una variante dei lavori in corso d'opera, la struttura verrebbe aperta sabato 2 Luglio; speriamo che sia così! Come se non bastasse, il secolare parco attiguo al Palazzo di Città, verrebbe aperto, stante a quanto ci è stato detto", ha proseguito il signor Lodato, attorniato da molti anziani e mamme", sabato 25 giugno e noi non p iù giovanissimi, come tante mamme e bambini che vedete, ci "rifugiamo" nel parco verde di Corso Guglielmo Marconi, adiacente il parco Beethoven, l'unico aperto in Città. Stamane, intorno alle ore 8,30, ma non è la prima volta, giunti dinanzi al cancello del pa rco, l'abbiamo trovato ancora una volta chiuso. Il cartello monitore apposto dal Palazzo di Città all'ingresso della villa, indica che il parco deve essere aperto alle 7,30 e chiuso alle 22, ma ciò non avviene. L'apertura", ha concluso il signor Lodato, "avviene a seconda della disponibilità di una operatrice, che quando la interpelliamo, si rivo anche con modi e toni non molto garbati". Domenica 12, alle ore 10,15 il parco di cui non era stato ancora aperto! Auspichiamo che, quando prima, la Civica Amministrazione faccia rimuovere la cartellonistica orizzontale di colore blu, indicante l'errato toponimo della Città e gli orari, estivi ed invernali, di apertura e chiusura dei Parchi di Viale Francesco Crispi, Viale Guglielmo Marconi e Schwerte. Auspichiamo, altresì, visto che sono stati imbrattati, la sostituzione dei segnali monitori, anch'essi posizionati all'ingresso dei citati parchi, ove è espressamente indicato che nono è consentito l'accesso ai cani ed alle bici.
Allarme smottamenti alla Frazione Sant'Arcangelo
Urgono lavori stradali in Via Pigno di Casa Riceri
Cava [ 14 06 2011 ]

di Livio Trapanese
Sono oltre quindicina le famiglie, per oltre sessanta persone, senza voler sommare le persone che quotidianamente si recano all'agriturismo posto all a falde di Monte Finestra, che nel percorrere Via Pigno, in località Casa Riceri, della Frazione di Sant'Arcangelo, da anni, ma soprattutto dall'autu nno scorso, chiedono alla Civica Amministrazione la messa in sicurezza della s trada rurale, tutt'oggi in pessime condizione. Mai asfaltata e piena d'insidie, anche a causa della mancanza di manutenzione e delle piogge, in più punti è fr anata dal lato costeggiante l'attiguo torrente, col serio rischio, soprattutto al calare della sera, che percorrendola ci si possa ritrovare nel dirupo, con l e conseguenze che ne scaturirebbero. Complice anche la scarsa illuminazione.
A complicare a ncora di più la vita dei residenti è il concreto rischio di ritrovarsi, come già capitato, bloc cati lungo l'impervia strada per la caduta di alberature, frascame, con la conseguenza di vedersi cost retti a lasciare l'auto lungo l'itinerario stradale e raggiungere le proprie abitazioni a piedi.
Qualc he residente di buona volontà ha ripristinato il transito, tagliando i rami caduti e penduli, ma a mantene re ancora con il fiato sospeso di quanti vi transitano, sono non pochi alberi che si reggono solo grazie a d esile cavo della Telecom.
"Fino a quando deve durare tale condizione contestano i residenti è mai possibile che bisogna aspettare che accada qualche disgrazia, come capitato recentemente alla Badia, dove rimase vittima dalla caduta di un albero il compianto Antonio Di Martino, detto Totò Togliatti, semplicemente perché stava passeggiando lungo una strada con ai lati una copiosa alberatura". A nulla sono serviti, finora, gli esposti e le richieste d'intervento presentate all'amministrazione comunale, verso i proprietari dei fondi che non provvedono al taglio delle alberature, lasciandole pericolosamente penzolare sulla strada. "Abbiamo pregato aggiungono i residenti che il Palazzo di Città si faccia carico della manutenzione della strada, ma anche della potatura degli alberi, richiedendo il rimborso dei costi a quanti, da tempo, fanno orecchio da mercante".
Alcol -Test preventivi per i giovani della movida cavese
Cava [09 06 2011 ]
di Livio Trapanese
Il Comando Polizia Locale di Cava de'Tirreni stato coinvolto in una iniziativa della Regione Campania, Assessorato alle Politiche Sociali, che si svilupperà tramite le varie Aziende Sanitarie Locali presenti nei Comuni più importanti della Regione Campania. Nei giorni scorsi, il Tenente Giuseppe (Pino) Senatore, Ufficiale Responsabile della Centrale Operativa del Corpo di Via Ido Longo della "Città dei Portici" è stato contattato dalla Dr.ssa Zampetti, responsabile dell'Unità Operativa, Servizio Adolescenti dell'A.S.L. Sa1 affinché i "caschi bianchi metelliani" cooperassero nella fase operativa del progetto che prevede la presenza della Polizia Locale, in ore serali, nei luoghi maggiormente frequentati dal "popolo giovanile", in ausilio e supporto agli operatori dell'A.S.L., per diffondere le conoscenze dei possibili effetti negativi derivanti dall'eccessivo consumo di bevande alcoliche, prima di mettersi alla guida di veicoli.
Sono previsti altresì incontri di sensibilizzazione con i ragazzi delle scuole che effettuano il corso per il rilascio del patentino nell'anno scolastico 2011/12 e incontri di formazione con gli operatori delle autoscuole che prevedono anche il coinvolgimento della Polizia Locale.
In poche parole, sotto il profilo operativo, saranno individuate una decina di serate di fine settimana nei mesi di Luglio-Ottobre, in cui un camper dell'A.S.L., con personale medico/sanitario, fra cui psicologi ed esperti di comunicazione, sosterà nei pressi dei locali maggiormente frequentati dai giovani cavesi, come la congiungente Piazza Eugenio Abbro - Piazza Vittorio Emanuele III, conosciuta nel gergo giovanile come: "la curva". I giovani, volontariamente si potranno sottoporre all'Alcool Test, prima di porsi alla guida di un mezzo.
Alla conferenza di servizi tenutasi mercoledì 9 andante, nella Sala Gemellaggi del Palazzo di Città di Cava de'Tirreni hanno partecipato funzionari dell'A.S.L., della Regione Campania e tutte le Istituzioni chiamate a collaborare. Un notevole contributo collaborativo è stato reso dai gestori dei locali pubblici più frequentati dai giovani cavesi, oltre l'Assessore Vincenzo Lamberti per le Politiche Sociali ed Alfonso Laudato per la Polizia Locale.
E io pago, diceva Totò, ma le Istituzioni oggi cosa fanno?
Aut aut ai giovani cavesi che distruggono ed imbrattano!
Cava [04 06 2011 ]
di Livio Trapanese
Tutti ricordiamo l'asprezza nel volto e nel tono di Totò, Antonio De Curtis, il "principe della risata", quando, in una scena di un noto film, pronunziò: e io pago! Il resto non serve rimembrarlo! Tale risentimento, però, dovremmo esternarlo tutti noi quando veniamo chiamati, con l'esborso di somme sotto forma di tasse, imposte e contributi, a sostenerne i costi che la civica Amministrazione impiega per rendere decorosa la nostra amata Città di Cava de'Tirreni. Quanti di noi ricordano come era Largo Papa Bonifacio IX e la congiungente sino a Piazza Vittorio Emanuele III, prima che venisse realizzato un vero e proprio restyling.
A termine dei lavori del largo dedicato poi al Papa che il 7 Agosto 1394 elevò le Terre di Cava al rango di Città, sebbene sia passato qualche anno, è veramente riduttivo.
Le antistanti magnifiche aiuole, curate dai fioristi cittadini che l'hanno adottate, e le panchine di pietra lavica collocate sotto gli archi del lato ovest della Concattedrale di Sant'Adjutore, hanno ingentilito quell'angolo della Città che per troppi anni era stato destinato a ben altro, come la congiungente che costeggiando la chiesa primaria della Città, ci porta nel salotto buono della valle, ove "splende" l'ottocentesca fontana dei delfini.
Tutto bello ed ordinato sino a quando taluni nostri giovani (e se non loro chi), armati di una grossa pietra viva, dando corso ad un vero e proprio disegno criminoso, premeditato (l'arma della distruzione, ovvero l'enorme pietra viva è stata appositamente portata in loco), hanno distrutto, oltre quelle già demolite e site fronte alla chiesa, altre ben due panchine di marmo, dello spessore di ben dieci centimetri, poste alle spalle del chiosco dei giornali, per non parlare del continuo imbrattamento delle pareti e del costante gioco del pallone.
L'amara constatazione l'abbiamo fatta alle ore 12,00 di venerdì 3 Giugno 2011, alla presenza del Maitre Luciano Apicella, di Franco Vitale, già dipendente comunale, di Michele Lamberti, Tenente della Polizia Locale cittadina e del giovane Alfredo De Bonis, viro pistoniere del Casale Senatore. Noi che crediamo nell'alto senso di civismo del popolo cavese e che non possiamo tollerare il perpetuarsi di tali atti vandalici, aggravati dalla premeditazione, chiediamo, con forza, alle istituzioni d'intervenire, nel rispetto delle leggi vigenti, verso quanti non hanno compreso che distruggere il patrimonio cittadino è un danno verso l'intera collettività, che deve essere indennizzato, oltre che essere penalmente perseguito.









L'eterno dilemma su come scrivere correttamente il nome di Cava De'Tirreni
Cava [ 26 05 2011 ]

di Livio Trapanese
Il signor Ferdinando Bottiglia, che ringrazio per avermelo comunicato, ha scritto la seguente molto garbata lettera al Direttore della Redazione de Il Mattino di Salerno, Gianni Molinari perché si adoperi verso i redattori che ancora oggi non scrivono in modo corretto la denominazione della città di Cava de' Tirreni.
ecco la lettera inviata da Ferdinando Bottiglia


Gentile Direttore Molinari,
sono un cavese, quotidiano lettore de' IL MATTINO. Ieri, venerdì 27, nel mentre leggevo la pagina 40 del giornale, mio figlio Davide si è avvicinato e, molto serenamente, mi ha detto: “Papà, la maestra, a scuola, proprio oggi, ci ha detto che è sbagliato scrivere Cava, si deve scrivere Cava de' Tirreni, quando si vuole indicare il nome della nostra città”.
Ho risposto al piccolo Davide che sarà stata una disattenzione, ma non le nascondo che anch'io avevo notato, con stupore, ben 8 Cava e non Cava de'
Tirreni (oltre il titolo) nell'articolo della redattrice Maria Senatore, 3 in quello di Francesco Romanelli, 2 in quello di Antonio Ioele. Giuseppe Muoio ha riportato addirittura un Cava dei Tirreni oltre che un Cava. Sono certo che Lei è a conoscenza che la Città di Cava il 23 Ottobre 1862, con l'emanazione del Regio Decreto n. 935, a firma del Re Vittorio Emanuele II, ovviamente tutt'ora vigente, mutò definitivamente toponimo in: Cava de' Tirreni.
Atteso che anche i ragazzi, grazie agli insegnamenti delle tutor d'aula e degli esperti esterni, nell'espletamento di appositi progetti incominciano a “prendere coscienza” dei trascorsi inerenti la storia della Città di Cava de'Tirreni, La prego di voler sensibilizzare i “suoi redattori” prima citati di scrivere correttamente la denominazione della valle metelliana. Certo che Ella si adopererà com'è giusto che sia, colgo l'occasione per salutarLa.
Cava de'Tirreni, sabato 28 maggio 2011
Ferdinando Bottiglia
I Festeggiamenti in Onore del Santissimo Sacramento
Cava [ 26 05 2011 ]

di Livio Trapanese
Premettiamo che Cava de’Tirreni, come altre sessantacinque del Mondo, è Città Eucaristica, del pari a Lanciano, Siena, Parigi ecc..
Ricordiamo che era il 20 febbraio 1656 quando nella Città(*) di Cava(**) giunse la prima ferale notizia che a Napoli, allora capitale del Regno, molta gente era rimasta contagiata del morbo della peste bubbonica. Il contagio fu diffuso da quaranta soldati spagnoli giunti nel porto partenopeo, a bordo di una galea proveniente dalla Sardegna.
Nella sola Città di Napoli, già sul finire di giugno del 1656 si contarono quarantamila morti.
I primi morti nella Città di Cava si registrarono a Casa Costa di San Cesareo, nel Distretto di Metelliano, a Casa Vallone in Dragonea, a Casa Angrisani in Sant’Arcangelo, entrambe nel Distretto del Corpo di Cava ed il 25 maggio 1656, giorno dell’Ascensione, a Casa Rosi, nel Casale della Santissima Annunziata, del Distretto di Sant’Adiutore. In breve tempo vi furono innumerevoli vittime, tanto che non fu più possibile seppellirle nelle chiese parrocchiali. I poveri resti venivano abbandonati lungo le strade cittadine, nelle corti dei palazzi, nei poderi e nei pozzi. Solo in un secondo tempo, i miseri corpi, raccolti dai beccamorti, venivano deposti in fosse comuni, ricoperte da calce bianca e terra.
Nel XV secolo la popolazione cavese contava trentanovemila abitanti, ma già sul finire del secolo XVI, a causa delle guerre, deportazioni, carestie, invasioni e pestilenze, si ridusse ad ottomila anime. Il 24 giugno 1656, nella sola chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari in Dupino, furono seppellite ventidue persone.
Il clero fece processioni, pubbliche orazioni ed esposizione di sacre reliquie, tenute nelle chiese cittadine, quali la testa di Santa Felicita, patrona del casale del Corpo di Cava, donata ai Padri Benedettini da Papa Urbano II (il Papa della prima crociata) il 4 Settembre 1092, quando da Melfi, ove era in corso il Concilio, giunse appositamente al Cenobio cavense, per consacrare la primitiva chiesa abbaziale. I numerosi padri benedettini della Santissima Trinità, assieme al Clero Diocesano, portarono in pia processione le reliquie della martire Felicita, percorrendo la strada che dalla Chiesa Abbaziale del Corpo di Cava mena al Borgo, per giungere nell’attuale Concattedrale di Sant’Adjutore, in Piazza Vittorio Emanuele III.
Si portò in processione anche la statua di Sant’Adjutore (il Vescovo africano), primo evangelizzatore (nel 445) della “valle metelliana”, e l’effigie della Madonna dell’Olmo, ma il contagio non cessò! Per contar meno morti, bisognò attendere il mese di settembre.
Don Angelo Franco, unico superstite dei quattro parroci del Casale della Santissima Annunziata, al principiare dell’autunno del 1656, come si racconta, nel mentre celebrava la Santa messa, giunto alla consacrazione del pane e del vino, che per la transustanziazione divengono il Corpo ed il Sangue di Gesù Cristo, andò in estasi, tanto da suscitare un forte stupore fra le sole donne presenti al rito religioso.
Al termine della celebrazione, come per aver ascoltato una “Voce Celeste”, con quelle stesse donne, Don Angelo condusse l’Ostensorio sul terrazzo del Castello di Sant’Adjutore. Ivi giunto, portatosi nei quattro lati del vetusto maniero, impartì la Santa Benedizione alla valle sottostante. Nel mese di dicembre il morbo cessò, mentre continuò a propagarsi nei centri abitati limitrofi alla Città di Cava!
Dall’anno seguente, era il 1657 la processione seronita, eseguita nella ricorrenza del Corpus Domini, non fu più effettuata per le vie del Casale della Santissima Annunziata, come da secoli avveniva, ma verso la sommità del Colle di Sant’Adjutore, affinché li parroci, colli divoti fedeli e li sparatori (gli odierni pistonieri, trombonieri od archibugieri), raggiungessero la diruta cappella e da lì il terrazzo superiore del secolare Castello, onde impartire la Santa Benedizione allo popolo de La Cava affinché, per intercessione Divina, non si replicasse quanto avvenuto l’anno precedente.
Da 355 anni i cavesi, con i Festeggiamenti in Onore del Santissimo Sacramento, denominati, troppo genericamente, dal dopoguerra: festa di castello, che ricadono nei giorni di giovedì e sabato successivi alla domenica del Corpus Domini (quest’anno si replicheranno giovedì 30 Giugno e Sabato 2 Luglio 2011), rievocano il Miracolo Eucaristico, che portò alla cessazione delle peste bubbonica.
Dal 1950, grazie alla costituzione dell’Ente Montecastello la rievocazione, un tempo di natura puramente religiosa, con la realizzazione di cortei e rievocazioni collaterali, che coinvolgono oltre mille figuranti, in singolari costumi del ‘600, ha assunto risvolti anche folkloristici, con la sempre più crescente attrazione di turisti.
L’Ente Montecastello, col suo nutrito corteo storico, avvalendosi della spontanea e preziosa partecipazione dei sodalizi di pistonieri, cuore pulsante dell’Associazione Trombonieri, Sbandieratori e Cavalieri di Cava de’Tirreni, dei Cavalieri della Pergamena Bianca e quelli di Città Regia in groppa a magnifici destrieri, dei figuranti dell’Ente Sbandieratori Cavensi, dell’Ente Culturale Sbandieratori e Musici Città Regia, degli Sbandieratori delle Torri Metelliane e degli Sbandieratori San Nicolò de Priato - Le Cinque Contrade, oltre la Santa Messa celebrata il giovedì dell’ottava del Corpus Domini, alle ore 8, sul terrazzo inferiore del castello di Sant’Adjutore, la sera del sabato seguente porta in scena:
la tradizionale benedizione degli otto Casali di Pistonieri: Sant’Anna e Sant’Anna allo Oliveto per il Distretto di Sant’Adjutore; Borgo Scacciaventi-Croce e Monte Castello per il Distretto di Metelliano; Santissimo Sacramento e Filangieri per il Distretto Corpo di Cava; Senatore e Santa Maria del Rovo per il Distretto di Pasculano, impartita dal sagrato della Concattedrale di Sant’Adjutore, dall’Arcivescovo della Diocesi di Amalfi-Cava de’Tirreni;
lo sparo di oltre 300 salve di pistone (arma ad avancarica del XVI secolo), nel secolare parco cittadino di Viale Francesco Crispi;
il corteo lungo le principali vie del Borgo, a cura dei sodalizi di pistonieri, sbandieratori, dame e cavalieri prima elencato, per oltre 1.200 partecipanti, in costume del 1600;
lo spettacolare sparo dei fuochi pirotecnici dal Cono di Sant’Adiutore.
I Festeggiamenti in Onore del Santissimo Sacramento, ancor oggi, sono l’occasione d’incontro tra famiglie sui terrazzi, balconi e cortili delle abitazioni, per consumare le specialità tipiche del momento quali: pastiera di maccheroni, milza cotta nel vino e aceto, zucchine alla scapece, soppressata, provolone piccante, melanzane al cioccolato, ciliegie e buon vino.











Il 3° Circolo Didattico di Pregiato “occupa” la piana di Sarno
Cava [ 21 05 2011 ]

di Livio Trapanese
Si è conclusa quest'oggi, mercoledì 18 Maggio 2011, la programmata attività extracurriculare posta in campo dal 3° Circolo Didattico di Cava de'Tirreni, attentamente gestito dal Dirigente Scolastico, il dr. Mario Di Maio, con la preziosa e fattiva cooperazione della Direttrice dei Servizi Generali ed Amministrativi, Maria Pia Plaitano e degli Assistenti Amministrativi Biagio Masi e Letizia Spinelli.
Per consentire ai giovani discenti di meglio avvicinarsi alle future tematiche didattiche, che approfondiranno nel corso dei futuri studi, come per gli altri anni, è sceso in campo il 3° Circolo di Pregiato che nelle ore pomeridiane del mercoledì e venerdì, sin dall'autunno scorso, ha avvinto i ragazzi delle IV e V classi dei plessi scolastici di San Nicola di Pregiato, Dupino, Santissima Annunziata, San Pietro e Pregiato “Simonetta Lamberti”, assistiti dai tutor d'aula e dagli esperti esterni nello sviluppo
dei moduli: pianete scienze, l'inglese per essere cittadino del mondo, cittadini d'Europa: impariamo la lingua francese, il cantastorie, storia, folklore e religiosità della mia città e dalle colline ai portici.
Le famiglie e la società civile sono pienamente concordi nel ritenere che i nostri giovani, nel prossimo futuro, onde poter divenire buoni cittadini del mondo, devono poter conoscere, da subito, le prime nozioni dei moduli citati.
Per il modulo “storia, folklore e religiosità della mia città”, i ragazzi di San Nicola di Pregiato: Alfredo Adamo, Armando Avella, Michele Berritto, Mattia Francesco Pio Bisogno, Alessia e Sara Cammarota, Giuseppe D'Arienzo, Anna Di Domenico, Alessandra Di Martino, Achille Antonio Di Salvatore, Alessia ed Errico Ferrara, Nicolò Ignoto, Carmen Lamberti, Erika Memoli, Simone Paolillo, Natalia Piccirillo, Mattia Adinolfi, Vincenzo De Luca, Gerardo Senatore e
Vitale Raffaele, accompagnati dalla tutor d'aula, la maestra Antonella Santoriello, e dal ricercatore storico ed esperto esterno, Livio Trapanese, con l'ausilio del collaboratore scolastico Aldo Della Monica, hanno avuto modo di recarsi sulla secolare via Maggiore, località sopr'Arco, alle spalle del Castello di Sant'Adjutore, ove hanno “vissuto”, seppur in forma scenica, da loro stessi recitata, il pagamento del “plateatico”, ovvero il versamento delle gabelle a cui i viandanti erano sottoposti per attraversare, nei secoli passati, la Città di Cava.
Sono andati poi lungo la strada che da Vetranto reca a Molina, ripercorrendo la stessa strada che l'imperatore Carlo V percorse il 22 Novembre 1535, al ritorno da Tunisi. Non è mancata la visita al Palazzo di Città, ove Trapanese e Santoriello, con la disponibilità del dipendente comunale Filippo Gigantino, hanno mostrato l'immacolata pergamena in bianco e gli altri tesori in mostra nel salone d'onore del palazzo, quali le tele del 1950 del maestro Clemente Tafuri, ove sono ben rappresentati i gloriosi passi storici del 4 Settembre 1460, del 27 Aprile 1799 e la riproposizione pittorica della Città di Cava. Quest'oggi i giovani studenti, previo assenso dei genitori, del consiglio d'istituto e del dirigente del circolo, accompagnati dai due citati incaricati del progetto, si sono portati in località Foce di Sarno, ove hanno vissuto quanto avvenne la notte fra il 6 e 7 Luglio 1460, ovvero quando 500 militi cavoti giunsero spontaneamente nel cuore della battaglia, liberando il giovane Re Ferrante I d'Aragona dall'accerchiamento dell'esercito di Giovanni d'Angiò, suo cugino e pretendente al trono di Napoli. Appuntamento al 31 Maggio prossimo per la cerimonia di chiusura, ma già i ragazzi ed i genitori auspicano che per l'anno scolastico 2011/2012 si ripetano gli istruttivi moduli informativi. “Mio figlio, come tutti i suoi compagni di scuola, sono entusiasti di questa attività didattica”, dichiara la madre del giovane Achille della scuola di San Nicola, “poiché da quando apprendono la storia, le tradizioni e gli eventi religiosi, che sin dal lontano passato caratterizzano la nostra città, nel tornare a casa, diventa il nostro gioioso oratore, deliziandoci anche con una melodiosa canzone che ha insegnato loro l'esperto Livio Trapanese, dal titolo “Cavesina”, che dal 1947, irradiata dalla Rai, è stata, per molti e molti anni, fra i primi posti della classifica nazionale. Plausi non sono mancati per gli insegnanti: Antonella Ruggiero, Maria Cristina Gaudiosi, Maria Grazia Salerno, Luisa Russo, Anna Lucia Catuogno, Rita Mannara, Maria De Marco, Maria Giordano, Antonella Santoriello, Donato Lomiento, Agnese Milione, Giovanna Vitale, Maria Cristina Ferrara, Maria Pia Plaitano, Anna e Giovanna Senatore e per gli esperti: Antonella e Maria Alfano, Arianna Pisapia, Angelo Siani, Brunella Ricciardi, Peppe (Giuseppe) Basta, Gianluca Santangelo, Livio Trapanese, Maria Siani e Bruno Bertone, per cui possiamo ben arguire che il 3° Circolo Didattico, diretto dal dr. Mario Di Maio, a conferma delle esperienze passate, continua a ben spendere le risorse ed energie a favore dei nostri giovani studenti.



Solidarietà e Salute
Cava [ 17 05 2011 ]

di Livio Trapanese
Al motto "Solidarietà e Salute", Sabato 21 Maggio 2011, alle ore 10,00, nell'Aula Consiliare del Palazzo di Città di Piazza Eugenio Abbro, 1 di Cava de'Tirreni, il Professore Dottore Mariano AGRUSTA, Direttore U.O.D. di Endocrinologia e Diabetologia dell'Ospedale "Santa Maria Incoronata dell'Olmo" di Cava de'Tirreni, nonchè Presidente Onorario del Sodalizio, unitamente al Presidente di fatto, la dinamica Ragioniera Elena SPATUZZI SORRENTINO, presenteranno alla cittadinanza della "valle metelliana" l'Associazione di Volontariato O.N.L.U.S.
"SOLIDARIETA' E SALUTE", codice fiscale 9513011 065 3. Altre notizie le possiamo attingere dal sito: www.amicodiabete.com. L'instancabile attività del dr. Riccardo DI MAURO, tesoriere del Sodalizio, ma "fondatore" di numerosi altre realtà associative cittadine, tutte O.N.L.U.S., anche questa volta ha avuto ragione.
Al neo-Sodalizio, nel corso della cerimonia di presentazione, verrà donata la testata giornalistica "IL PUNGOLO". La sede della nascente Associazione è stata fissata in Cava de'Tirreni alla Via Caliri, n. 36, presso lo Studio Della Modica, mentre l'Ufficio di Rappresentanza lo troveremo in Corso Umberto I, n. 283, presso lo Studio del Geometra Domenico (Mimmo) SORRENTINO. La E-mail è: solidasalute@gmail.com











Educazione stradale: le primarie del IV Circolo "sotto esame"
Cava [ 14 05 2011 ]

di Livio Trapanese
Nella soleggiata mattinata di Sabato 14 Maggio 2011, presso l'Area Fieristico-Mercatale di Corso Giovanni Palatucci di Cava de'Tirreni, ben 131 ragazzi delle prime, seconde e terze classi della Scuola Primaria "Epitaffio", muniti delle rispettive bici e casco regolamentare, grazie al lungo lavoro svolto dall’insegnante referente, la maestra Daniela Romano, con l'ausilio odierno delle colleghe Silvana Rossi, Mariella Petruzzelli, Fiorangela Salerno, Patrizia Pisapia, Tina Sorrentino, Carmela Gallo e Filomena Amato, di concerto con la Direzione Didattica del IV Circolo di Santa Lucia, guidata dalla Dr.ssa Stefania Lamberti, nell'ambito del progetto "Educazione Stradale - anno 2010/1011", alla presenza dei genitori e dei nonni, col paterno ma severo giudizio del Tenente Giuseppe (Pino) Senatore, Comandante della Centrale Operativa del Corpo di Polizia Locale della "Città dei Portici", cooperato dall'affabile Vincenzo Senatore, addetto alla segnaletica stradale cittadina, e del sempre presesnte e disponibile operatore Ettore Ruggiero, della Metellia Servizi S.r.l., sono stati sottoposti all'esperimento pratico di guida per il conseguimento, a breve, del "patentito di guida" che li abilita a percorfrere le strade cittadine. Semafori, strisce pedonbali, curve a gomito, segnali triangolari verticali a terra, quali stop e dare precedenza, ed altri di monito verticali, non hanno distratto gli impegnati gioiosi fanciulli dall'esperimento in atto; "perfettamente riuscito", come dichiarto dal Tenente Senatore, unico esaminatore. Il progetto educazione stradale per gli "studenti in erba", sin dal 2005, è stato diligentemente sviluppato dal Comandante pro-tempore del Corpo di Polizia Locale metelliano, il Tenente Colonnello Giuseppe Dr. Ferrara, destinato oggi ad altro incarico, e, come per gli anni passati, le lezioni teoriche sono state tenute presso le aule degli "aspiranti patentati". Anche quest’anno, l’Assessorato alla Pubblica Istruzione, diretto dal sagace Professore Vincenzo (Enzo) Passa, si sono tenuti i corsi di educazione stradale, il cui programma delle lezioni teoriche e pratiche, concordate fra il Comandante della Polizia Locale, Ten. Col. Saverio Dr. Valio e la referente scolastica, signora Daniela Romano, nell’ambito del progetto di “Educazione alla Legalità” prevede il coinvolgimento degli alunni sulle: "Norme comportamentali su strada", "Nozioni elementari del Codice della Strada" ed "Educazione civica (con particolare riferimento alla raccolta differenziata dei rifiuti)". Il ciclo di lezioni, come detto, tenute dal Tenente Giuseppe Senatore, avrà termine il prossimo 9 Giugno ed alla prova pratica su strada parteciperanno circa mille alunni, assistiti dai docenti e familiari. Stante l’indisponibilità del Parco Schewrte di Via Vittorio Veneto, ove sono in corso gl'interminabili lavori di riattazione e dove negli anni passati si sono tenute le manifestazioni in argomento, quest'anno l'evento lo si è dovuto "dirottare" nella degradata area fieritsico-mercatale ove, nostro malgrado, campeggiano orrende scritte, che mal si conciliano con l'educazione didattica. Le restanti lezioni pratiche si terranno:
Giovedì 19 Maggio
Ore 10,00
Scuola Elementare Sant' Anna
Piazza B. Lamberti- Santa Anna
Giovedì 26 Maggio
Ore 10,00
Scuola Elementare Santa Lucia
Largo Nuove Coop-Santa Lucia
Sabato 28 Maggio
Ore 10,00
Scuola Elementare San Giuseppe al Pozzo
Area Mercatale
Lunedì 6 Giugno
Ore 10,00
Scuola Elementare San Martino
Area Mercatale
Giovedì 9 Giugno
Ore 10,00
Scuola dell’Infanzia “Mamma Lucia”
Area Mercatale



















Anche per le cavesi Marika e Claudia Lodato, oro a Bellaria
Cava [ 12 05 2011 ]

di Livio Trapanese
Plaudire campioni nazionali ed europei adulti, come la Fiamma Gialla cavese Antonietta Di Martino, è divenuto un gioioso rituale per la comunità di Cava de’Tirreni, ma entusiasmarsi per due giovanissime campionesse nazionali, anch’esse cavesi doc, come Marika e Claudia Lodato, dell’amena Frazione di San Martino della nostra millenaria “valle metelliana” è qualcosa d’inverosimile. L’età media delle nostre magistrali campionesse, diciamolo subito, non raggiunge i due lustri, eppure, quando il 30 Aprile scorso, a Bellaria (Rimini), sono salite sul podio delle prime classificate ai Campionati Nazionali organizzati dal “Centro Sportivo Educativo Nazionale 2011”, ove hanno partecipato campioni e campionesse di balli sincronizzati e coreografici di tutte le Regioni d’Italia, nessuna esclusa, vi è stata un’ovazione irrefrenabile, tanto che i vertici capitolini del Centro Sportivo Italiano, hanno confermato che l’annuale evento ha raggiunto una valenza ultranazionale. Le piccole Marika e Claudia, figlie di Enzo e Katiuscia Lodato, già pregne di ottimi profitti didattici-educativi, congiuntamente ai compagni di squadra dell’Associazione Sportiva Danza New Latin Club Forever, con sede nel Centro Orizzonte dell’amena Frazione di Passiano di Cava de’Tirreni, presieduta dal dinamico Giovanni Avagliano, hanno portato a casa il meglio dei trofei posti in palio, oltre le menzioni nazioni d’obbligo. Gilda Avagliano e Rachele Di Mauro, maestre d’impari professionalità, a fine gara, ascoltati i verdetti, non hanno retto all’emozione, tanto che non hanno potuto frenare l’inattesa lacrimuccia. L’A. S. D. New Latin Club Forever, costituitasi dieci anni or sono, che oggi consta di settanta giovanissimi iscritti, sin dal 2005 si è fatta temere per le costanti “salite sul podio dei vincitori”, tanto che dal 2007 partecipa, a testa alta e mento teso, ai Campionati Nazionali pianificati dal “Centro Sportivo Educativo Nazionale”. Visitarne la sede in Passiano, non è escluso che potrebbe essere un’esperienza da ripetersi; proviamoci!



















Passiano:Gesù Cristo giacente è tornato a casa
Cava [ 09 05 2011 ]

di Livio Trapanese
Sapevamo che nell'area museale della secolare chiesa parrocchiale del Santissimo Salvatore della Frazione di Passiano in Cava de'Tirreni
vi è gelosamente custodita una nutrita collezione di opere d'arte d'inestimabile valore storico-clericale, ma quando abbiamo appreso che il Parroco Don Vincenzo Di Marino, Sabato 26 febbraio 2011,
con non poca trepidazione diede incarico al Maestro cavese Domenico (Mimmo) Sorrentino, ceramista di nota fama, con laboratorio al “passaggio al livello” di Santa Lucia della nostra amata Città dei Portici,
di approntargli un bozzetto che rappresentasse “nostro Signore Gesù Cristo deposto”, il più possibile simile a quella trafugata da ignobili sciacalli dopo il sisma del 23 Novembre '80, ci siamo posti in allerta.
L'opera ceramica, realizzata con dovizia di particolari in dimensioni e fattezze anatomiche naturali, doveva essere ultimata e consegnata alla comunità parrocchiale passianese entro il giorno del “Venerdì Santo”, cioè il 22 Aprile 2011; cosa regolarmente avvenuta! Ci è stato riferito che taluni presenti, nel mentre la statua veniva sistemata sull'apposito “tavolato”, nel vederla, rimasero stupefatti ed emozionati per l'effetto drammatico che essa profondeva. La cerimonia dell'unzione con olio di “nardo essenziale” della statua in terra cotta, avvenuta secondo quanto indicato nel Vangelo di Matteo, è stata svolta in mistico silenzio dal Ministro della Chiesa e Parroco della comunità di Passiano Don Vincenzo Di Marino e dal Maestro Sorrentino, cooperati da tre pie donne, fra le quali due suore, alla presenza di una “frastornata” folla di fedeli, raccolta in preghiera. L'opera, che per la sua accorta realizzazione ha avuto un costo rilevante per una comunità parrocchiale di confine, posta ai piedi del maestoso Monte Finestra o Pertuso, anche per com'è stata magistralmente allocata nella storica Chiesa del Santissimo Salvatore, merita una maggiore attenzione da parte della Città di Cava de'Tirreni e non solo, considerato che nell'ammirarla si percepisce una speciale tranquillità d'animo, che solo “Gesù Cristo giacente” può irradiare nei nostri cuori, esortandoci a mantenere ferma l'umana attenzione verso i bisognosi.







































“Pedalando con… l’Assunta” - VI edizione anno 2011
Cava [ 06 05 2011 ]

di Livio Trapanese
L’Arciconfraternita di Santa Maria Assunta in Cielo e delle Anime del Purgatorio, anche quest'anno non farà mancare il puntuale appuntamento verso la solidarietà con “Pedalando con… l’Assunta”, VI edizione, che si svolgerà domenica 29 maggio 2011.
“Pedalando con…l’Assunta” è una manifestazione dove l’aggregazione, espressa come comunità, famiglia e fratelli in Cristo in fervente comunitaria preghiera, attraverso un breve momento ricreativo, che si sostanzia in un giro in bici per la Città, ha per "motto" la solidarietà, con donazioni profuse verso Enti ed Istituzioni del territorio cittadino, utilizzando risorse del Pio secolare Sodalizio.
Dopo la donazione del Ventilatore Polmonare all’Associazione di volontariato Mani Amiche, il defibrillatore semiautomatico al Corpo di Polizia Locale, l’elettrocardiografo all’Unità Operativa di Pronto Soccorso dell’Ospedale "Santa Maria Incoronata dellOlmo" e taluni utensili da cucina alla comunità Casa Nazareth della Frazione di San Pietro avvenute nel corso delle edizioni precedenti, quest’anno, è la volta delle Suore Francescane Alcantarine di Villa Formosa e di Casa famiglia “Orizzonte “di Passiano, attraverso la donazione, alle prime, di un Personal Computer per la formazione didattica dei minori in accoglienza, e di un’affettatrice professionale da cucina, alle seconde.
Inoltre, poi, all’Associazione sportiva disabili “La Rondine“ verranno donate attrezzature ginniche, utile alla formazione atletica degli sportivi diversamente abili.
"È inutile ribadire", ha dichiarato il Priore dell'Arciconfraternita Francesco Di Salvio, "che la partecipazione è gratuita e che, anzi, si riceverà in regalo anche una t-shirt ed un cappellino ricordo, che promuoveranno uno slogan particolare dettato dall’Arcivescovo dell'Arcidiocesi di Amalfi-Cava de'Tirreni, Monsignor Orazio Soricelli".
Un connubbio tra fede, sport, cultura e solidarietà.
Solidali come il Buon Samaritano, aiutiamoci ad aiutare e crescere in santità.







Telecamere Z.T.L: sono 7000 le multe elevate in un mese
Cava [ 04 05 2011 ]

di Livio Trapanese
Dalle frequenze di Radio New Generation (Fm 93.200) di Via Alcide De Gasperi a Cava de’Tirreni, oggi, martedì 3 maggio, nel corso della settimanale trasmissione “Echi di Cava de’Tirreni”, condotta da Livio Trapanese, come puntualmente avviene da anni, sono stati irradiati i consuntivi delle Forze dell’Ordine metelliane e, con nostra somma meraviglia, ma certamente anche con la vostra, abbiamo appreso e divulgato che su Corso Umberto I, da quando è divenuta Z.T.L. (Zona a Traffico Limitato), sono stati rilevati 7.060 “transiti vietati”, che moltiplicati per 86 euro cadauno, porteranno nella casse comunali oltre 600mila euro, ma non finisce qui.
Nel corso della settimana appena trascorsa, cioè dal 26 aprile al 2 maggio, gli agenti della Polizia Locale, del Commissariato di Pubblica Sicurezza, della Tenenza dell’Arma dei Carabinieri e di quella del Corpo della Guardia di Finanza hanno rilevato, complessivamente, 172 violazioni al codice della strada, con l’attuazione di 108 posti di controllo lungo le arterie in entrata ed in uscita dalla “Città dei Portici” e nelle 20 popolose frazioni collinari che la circondano, consentendo anche il monitoraggio sulla liceità del transito di 261 auto-motomezzi, di 301 persone, di cui 48 con precedenti penali. Gli interventi a richiesta dei cittadini sono stati 24 ed hanno interessato “liti di vicinato”, truffa, rissa, reati di danneggiamento ed attività predatoria.
La Sezione Motorizzata della Polizia Locale, coordinata del Tenente Antonio Minco, ha elevato il maggior numero di verbali, con riferimento al perdurare del divieto di sosta lungo via XXV Luglio e Corso Principe Amedeo, cioè lungo l’intero tratto dell’ex Strada Statale 18, che collega Camerelle alla Basilica Pontificia Minore della Madonna dell’Olmo, oltre Via Biblioteca Avallone, Via XXIV Maggio, Via Corradino Schreiber, Via Canale, Corso Giuseppe Mazzini, Corso Guglielmo Marconi, Corso Giovanni Palatucci, Viale degli Aceri e Viale Giuseppe Garibaldi, ma non sono mancate le contestazioni per sosta negli stalli riservati ai portatori di handicap in Via Corradino Biagi, Via Biblioteca Avallone e Corso Giuseppe Mazzini.
Un’autovettura priva di assicurazione è stata sequestrata ed una persona è stata denunziata all’Autorità Giudiziaria salernitana perché guidava un autoveicolo con falsi documenti di circolazione.
La Sezione Degrado Urbano ed Ambiente, al comando del Tenente dei Caschi Bianchi Vincenzo (Enzo) Della Rocca, ha elevato ben 5 verbali per “affissione selvaggia”, comminando nei confronti di altrettanti imprenditori cavesi e non la complessiva sanzione amministrativa di 1.255,80 €.
Gli stessi agenti del Tenente Della Rocca hanno redatto anche un verbale nei confronti di un residente in Via XXV Luglio (altezza Bar Radio Londra) per errato conferimento di rifiuti; comportamento che prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa da 25 a 500 euro, che può essere estinta, entro 60 giorni, col pagamento di 150,00 €.
Due i verbali per occupazione di suolo pubblico riscontrata nel corso del mercato settimanale del mercoledì, che, com’è noto, si tiene nell’area mercatale di Corso Giovanni Palatucci. Quattro comunicazioni all’A.G. salernitana sono state trasmesse per reati che interessano abusi edilizi e 30 sono stati i sopralluoghi urbanistici eseguiti dai Caschi Bianchi della Sezione Polizia Edilizia.
La Guardia di Finanza ha elevato anche 8 verbali per omesso rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale.
La valutazione dei dati appena elencati, e per le responsabilità di pochi, ci deve far ritenere che questa Città non è pronta per essere annoverata fra quelle che aspirano ad essere di “vocazione turistica”. I danni arrecati da pochi si riflettono sull’immagine della Città di Cava de’Tirreni e se è vero che l’amiamo questa “nostra Valle Metelliana”, all’assistere ad atti ci scarso civismo non indugiamo, telefoniamo alla Polizia Locale all’800.279.221 (gratuito dai telefoni fissi e cellulari) od allo 089.34.16.92, alla Polizia di Stato allo 089.34.05.11, alla Tenenza dei Carabinieri allo 089.44.10.10 o alla Tenenza della Guardia di Finanza allo 089.46.37.97 e, nel declamare il nostro nome, cognome e numero di telefono da dove chiamiamo, dettagliamo quanto stiamo nostro malgrado osservando e richiediamo il loro tempestivo intervento.
Randagismo:serrati controlli della Polizia Locale
Cava [ 02 05 2011 ]

di Livio Trapanese
Il randagismo urbano è uno dei fenomeni da tenere a freno e per tale motivo la civica Amministrazione di Cava de’Tirreni, alcuni giorni or sono, in attuazione dell’ordinanza del Ministro della Salute, che obbliga i proprietari dei cani ad iscriverli nell’anagrafe canina regionale,
ha commesso incarico al Corpo di Polizia Locale del comandante Saverio Valio, di espletare specifici controlli.
La normativa mira ad arginare il dilagante fenomeno dell’abbandono dei cani, attraverso il quale, com’è ovvio, si alimenta il randagismo, spesso causa di aggressioni a persone e di gravi incidenti stradali.
Ad espletare le verifiche sugli animali è stata chiamata l’unità operativa ambiente e degrado urbano, guidata dal Tenente Vincenzo Della Rocca il quale, con due collaboratori, è stato visto controllare i cani che i “conduttori” recano a spasso per la città.
Scopo dell’ordinanza ministeriale è quello di verificare che i cani siano “dotati” del microchip e per fare ciò la Polizia Locale si è dotata di appositi rilevatori magnetici che consentono di verificare, in tempo reale, l’identificazione dell’animale che, se smarrito, viene subito restituito al legittimo proprietario.
Diversa proceduta viene attuata in caso di abbandono dell0animale, poiché ne consegue una severa sanzione.
I controlli eseguiti sinora, che assommano ad alcune decine, hanno fatto rilevare che tutti gli animali sottoposti al riscontro strumentale sono risultati regolarmente muniti di microchip.
L’attività ispettiva espletata sui cani portati al guinzaglio dai relativi conduttori, non presenta particolare rischi per i caschi bianchi, cosa diversa per quella svolta sui randagi i quali, per essere sottoposti al rilevamento, devono essere necessariamente “fermati”.
Per far ciò occorre una specifica abilità da parte del personale operante poiché l’approccio verso un animale randagio non è sempre agevole.
Occorre saper utilizzare bene le attrezzature e conoscere le modalità di avvicinamento verso gli animali. Il dottore Claudio Amore, responsabile della clinica veterinaria di Viale Degli Aceri, nonché rappresentante dei veterinari cittadini, si è reso disponibile ad addestrare gli agenti della Polizia Locale che dovranno continuare a svolgere tale delicato servizio a tutela dell’ordine e della salute pubblica.
Sport & Natura con Alema 2011,
un'edizione speciale per i 27 anni di attività
Cava [ 02 05 2011 ]

di Livio Trapanese
La 25ª edizione di "Sport & Natura con Alema 2011", festeggiati quest'anno dall'associazione Alema, rappresenta, non solo per l'illustre sodalizio collinare metelliano, un traguardo importante.
Questo ultraventicinquennale sodalizio, ricco di laboriosi soci d'ogni età, è uno dei vanti della Città di Cava de'Tirreni sia per le iniziative socio-culturali che costantemente pone in campo e sia per la lodevole attenzione all'ambiente che arricchisce la nostra "Bologna del sud".
Il presidente dell'Associazioen Alema, Domenico (Mimmo) Lambiase, l'Assessore allo Sport Carmine Adinolfi ed il Presidente Regionale del Coni, Pasquale Scarlino, nel corso dell'odierna conferenza stampa, hanno espresso le loro soddisfazioni per le attività svolte e per quelle che il sodalizio svolgerà per "portare in scena" la 25ª edizione dell'annuale mafestazione. Domenica 8 Maggio è dedicata ai "diversamente abili".
Alle ore 9 appuntamento, per tutti, nella piazzetta de' Marini per partecipare alla Santa Messa nella secolare chiesa di San Marco per proseguire con la manifestazione e premiazione.
Mercoledì 11, alle ore 18, nella sede dell'Alema si svolgerà la "serata incontro" per sapere di più sulle torri saracene di cui resti, del XVI secolo, sono tutt'ora presenti sul Colle di San Liberatore, detto anche Buturnino.
Relatore del convegno sarà l'architetto Lorenzo Santoro, nostro emerito concittadino ed autore del volume "Le Torri Costiere del Principato Citra".
Nei locali sarà allestita una mostra inerente il ciclo dei cereali, dalla semina alla lavorazione, con l'esposizione di antichi strumenti di lavoro dei campi; oggi in disuso.
Domenica 15 seguente, alle ore 9, nella Valle di San Liberatore, si svolgerà la giornata socio-culturale del sodalizio Alema con giochi, escursioni, celebrazione eucaristica e pranzo a sacco. La maglietta ricordo dell'avento reca impresso la Basilica della Santissima Trinità di Cava de'Tirreni, di cui quest'anno si festeggia il primo millennio, il tricolore nazionale, per rimembrare i primi 150 anni dell'Unità d'Italia (1861/2011) ed il 25° evento socio-sportivo-culturale-ecclesiale-naturalistico 2011.











A Cava de'Tirreni la "Gerbera Gialla"
Cava [ 30 04 2011 ]

di Livio Trapanese
Martedì 10 maggio, alle ore 9, lo Stadio Comunale "Simonetta Lamberti" di Corso Giuseppe Mazzini di Cava de'Tirreni verrà invaso da oltre duemila giovani proveniuenti da ogni parte d'Italia perché, con un corteo lungo quanto l'interro secolare "borgo porticato metelliano", si alzi un fiore, la gerbere gialla, per non dimenticare ed esprimere, con forza, l'amore sull'odio e sulla violenza.
Forza che non conosce resa e che supera qualsiasi barriera, vincendo anche sulla morte. "Un fiore che nasce dal dolore e dalle lacrime di lutti, ma che consente la rinascita della vita democratica, attraverso l'impegno di ognuno, per prendersi la propria rivincita contro il quotidiano minato dalle morti violente per mano della mafia,
della camorra e dalla mala vita organizzata", questo, in sintesi, il messaggio che ha lanciato l'Assessore alla Pubblica Istruzione, il professore Vincenzo (Enzo) Passa, nel corso della conferenza stampa tenutasi nella Sala Gemellaggi del Palazzo di Città di Piazza Eugenio Abbro, con la fattiva partecipazione delle Forze dell'Ordine cittadine, chiamate a cooperare.
Presenti, fattivamente, il Dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza, Vice Questore Aggiunto Giuseppe Marziano, il Comandante Interinale della Tenenza dell'Arma dei Carabinieri, Maresciallo Aiutante S.U.P.S. (Sostituto Ufficiale di Pubblica Sicurezza) Giovanni Cavaliere Rescigno, l'Ufficiale di collegamento del Corpo di Polizia Locale, il Tenente dr. Claudio Zito, il Comandante della Stazione del Corpo Forestale dello Stato, Sovrintendente Mario Grimaldi, il rappresentante della Metellia Servizi S.r.l., Ettore Ruggiero, accolti dall'Assessore Passa, dalla Dirigente del Settore, dr.ssa Assunta Medolla, e dal segretario dr. Matteo Fasano.
Il percorso nazionale della "Gerbera Gialla 2011" avrà la base di partenza da Cava de'Tirreni per proseguire poi per Santa Maria La Carità, Oppido Mamertina, Roma, Palermo, Firenze e Bardolino sul Lago di Garda.
I giovani partecipanti, appartenenti alle scuole medie inferiori e superiori, verranno accolti nello Stadio Simonetta Lamberti ed alle 9,30 percorreranno Corso Giuseppe Mazzini e Corso Umberto I per fermarsi in Piazza Vittorio Emanuele III ove, sul palco, verranno salutati dalla signora Annamariua Procaccini, mamma della mai tanto compianta nostra concittadina Simonetta Lamberti e dalle massime autorità civili, militari e religiose che converranno da tutta la Regione Campania.
Cava de’Tirreni è off limit per chi trasgredisce
Cava [ 19 04 2011 ]

di Livio Trapanese
Dagli studi di Radio New Generation, siti in Via Alcide De Gasperi, 3 di Cava de’Tirreni, Martedì 19 aprile, nel corso della settimanale trasmissione “Echi di Cava de’Tirreni”, condotta da chi scrive, come avviene da diversi anni, sono stati irradiati sulla frequenza Fm 93.200, oltre i programmi sportivi, culturali e d’approfondimento, inerenti la “Valle Metelliana”, anche i “report settimanali”, ovvero i consuntivi periodici
, delle Forze dell’Ordine cittadine e, con nostra grande meraviglia, certamente anche con la vostra, abbiamo appreso e divulgato che in soli sette giorni, cioè dall'11 al 18 Aprile, gli agenti della Polizia Locale
, del Commissariato di Pubblica Sicurezza, della Tenenza dei Carabinieri e quella della Guardia di Finanza hanno rilevato, complessivamente, 188 violazioni al codice della strada, con l’attuazione di 127 posti di controllo lungo le arterie in entrata ed in uscita dalla “Città dei Portici” e nelle venti popolose frazioni collinari che la circondano,
consentendo anche il monitoraggio sulla liceità del transito di 320 auto-motomezzi, di 426 persone, di cui 45 con precedenti penali.
Gli interventi a richiesta dei cittadini sono stati 53 ed hanno interessato reati di danneggiamento ed attività predatoria.
Nel corso della settimana, nell’arco delle ventiquattrore (notti comprese), sono stati effettuati 179 controlli ai soggetti agli arresti domiciliari.
Il maggior numero dei verbali elevati dalla Sezione Motorizzata della Polizia Locale, coordinata del Tenente Antonio Minco, attiene il divieto di sosta lungo via XXV Luglio e corso Principe Amedeo, ovvero lungo l’intero tratto dell'ex Strada Statale 18, che da Camerelle si spinge sino alla Basilica Pontificia Minore della Madonna dell’Olmo, oltre via Biblioteca Avallone, via XXIV Maggio, via Corradino Schreiber, via Canale, corso Giuseppe Mazzini, corso Guglielmo Marconi, corso Giovanni Palatucci, viale degli Aceri e viale Giuseppe Garibaldi, ma non sono mancate le contestazioni per sosta negli stalli riservati ai portatori di handicap ed in quelli del carico/scarico merci, con la conseguente rimozione anche dei veicoli ai quali vanno aggiunti quelli “levati” perché parcati sulle strisce pedonali od in curva.
Le auto sequestrate, perché sprovviste di assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, trovate normalmente circolanti, sono state due.
La Sezione Degrado Urbano ed Ambiente, al comando del Tenente dei Caschi Bianchi Vincenzo (Enzo) Della Rocca, ha elevato ben 5 verbali per “affissione selvaggia” comminando nei confronti di altrettanti imprenditori cavesi e non la sanzione amministrativa complessiva di 1.255,80 €.; gli stessi Caschi Bianchi hanno redatto anche 3 verbali nei confronti di titolari di attività commerciali, di cui uno in via Talamo e due nel Centro Commerciale Cavese di Via XXV Luglio, per aver conferito rifiuti, omettendo di differenziarli, sanzionandoli con 250,oo €. cadauno.
Una media, dunque, di oltre 31 verbali al giorno, oltre un arresto in flagranza di reato per spaccio di cocaina e quattro soggetti denunziati in stato di libertà per “reati minori” o “fuori flagranza”.
Troppo per una cittadina protesa a raggiungere elevati traguardi di civismo.
Gli eventi del millenario dell’Abbazia Benedettina della Santissima Trinità non ci hanno fatto comprendere che la Città di Cava de’Tirreni, per colpa di taluni suoi concittadini, non è ancora pronta all’accoglienza degli “ospiti”, come avveniva quando era la nota quale “Bologna del sud”, fino agli albori degli anni ’60, perché meta di turisti, artisti, scrittori e saggisti di fama.
L’indisciplina di pochi penalizza i tanti cittadini virtuosi.
Quanti di noi sono spettatori inermi dell’uso sconsiderato del clacson da parte di chi, all’apparire del “segnale verde” al semaforo, pretendono di attraversare contestualmente l’incrocio, senza trascurare gli energumeni che conducono i loro amici a quattro zampe a spasso per la città e non raccolgono le loro deiezioni o quanti lasciano cadere a terra i volantini delle pubblicità che i giovani ragazzi ci offrono, nel corso del “volantinaggio selvaggio” oppure osserviamo, pavidamente (noi no!), che non pochi affiggono manifesti e locandine ogni dove; basti vedere le colonne rivestite di lastre d’acciaio del noto Parco Beethoven, ecc. ecc..
Valutiamo tutti insieme quanto qui sinteticamente minimizzato.
I danni dell’ineducazione di pochi arreca seri danni all’immagine della Città e se è vero che l'amiamo questa “nostra Cava de’Tirreni”, all’assistere a qualcosa che la offende, telefoniamo alla Polizia Locale all’800.279.221 (gratuito dai telefoni fissi e cellulari) od allo 089.34.16.92, alla Polizia di Stato allo 089.34.05.11, alla Tenenza dei Carabinieri allo 089.44.10.10 o alla Tenenza della Guardia di Finanza allo 089.46.37.97 e, nel declamare il nostro nome e cognome ed il numero di telefono da dove chiamiamo, dettagliamo quanto stiamo osservando.
La comunità di Croce riunita per l’Osanna il Figlio di Davide
Cava [ 18 04 2011 ]

di Livio Trapanese
Dall’alto dei colli d’oriente della “Valle Metelliana”, una domenica delle Palme vissuta dalla comunità locale all’insegna dell’accoglienza. La piazzetta dell’ameno “Casale Borgo Croce” di Cava de’Tirreni, che fonda le sue origini nel lontano passato e che è posto al confine della “Bologna del sud”, Pellezzano, Salerno e Vietri sul Mare, alle 11 di domenica delle Palme è divenuta il “centro di raccolta” di una moltitudine di fedeli, giunti sia dalle limitrofe località, quali: “il piano, camerapenta, costa, telegrafo, cargarone, colombaccia, i milione e curva Apicella” e sia oltre la “Città dei Portici”, quale occasione privilegiata per i “crocesi”, che risiedono altrove, per ragioni di lavoro e studio, di riunirsi alle famiglie d’origine. All’ora stabilita, il veterano Parroco della Chiesa di Sant’Elena Regina, Padre Antonio Francesco D’Urso, del seicentesco convento dei Frati Minori Cappuccini “San Felice da Cantalice” di Cava de’Tirreni, accompagnato dai giovani ministranti, ha raggiunto i fedeli in piazzetta, già con in mano i rami d’ulivo, cantando insieme: “Osanna al Figlio di Davide”. Come giornata di preludio alla Santa Pasqua del Signore, Padre Antonio ha esortato i presenti, penitenti sin dall’inizio della Quaresima, a profondere sempre più opere di carità verso i “fratelli bisognosi”. La mistica processione dalla piazzetta alla storica chiesa di Sant’Elena, ha ricordato quando Gesù, oltre duemila anni or sono, entrò nella “città santa”, Gerusalemme, per dare compimento al mistero della sua morte e risurrezione. Con l’aspersione dei rami d’ulivo con l’acqua benedetta, ha avuto inizio la liturgia che, nel silenzio assoluto, con impari attenzione dei fedeli, è stato ascoltato il “Passio”, ovvero la narrazione che l’evangelista Matteo ci ha lasciato per ricordarci cosa accadde a Gesù a Gerusalemme, a Getsemani e sul Golgota, quando si materializzò la sua passione, morte e risurrezione. La composta voce del cronista, il toccante eco dei “giovani del coro” che impersonavano il popolo e la marcata declamazione del frate celebrante, che ripeteva le parole profferite da Gesù, ha suscitato profonda commozione nei numerosissimi partecipanti alla celebrazione, sensibilizzando, di certo, le coscienze dei pochi che non hanno ancora compreso che la sublimazione celeste si ottiene col distacco dalle materialità terrene, professando, nel contempo, il perdono conciliatore, la fede, la speranza e la carità cristiana.











La Parrocchia di Santa Croce “sentinella della natura”
Cava [ 12 04 2011 ]

di Livio Trapanese
Nella prima mattina di domenica, nell’antistante piazzale della secolare chiesa di Santa Croce, sita nell’omonima amena frazione collinare confinante con il territorio della città di Salerno, intorno al veterano Parroco, l’arzillo ottantenne Padre Antonio Francesco D’Urso, del Convento dei Frati Minori Cappuccini di Cava de’Tirreni, guidati da Michele Forte, loro responsabile, si sono riuniti i trenta ragazzi dell’Azione Cattolica del luogo, per attuare la “1ª giornata ecologica -anno 2011- a Croce”. In ausilio dei ragazzi, come avvenuto in passato, sono spontaneamente giunti i loro genitori e nonni, alla guida di trattori e carrelli stradali. Tre generazioni per dar vita alla periodica raccolta di pattume abbandonato da sconsiderati deturpatori, quando a Cava de’Tirreni, in Via Leonardo Angeloni, già da anni, è perfettamente ricettiva un’attrezzatissima “Isola Ecologica”. Consci che a breve verrà effettuata la 2ª edizione, in prossimità anche dei festeggiamenti in onore di Sant’Elena Regina, madre dell’imperatore Costantino, noto per l’editto che consentì ai cristiani di professare liberamente la fede, fra le famiglie sempre presenti, si segnalano quelle di Giulio Senatore, Matteo Avagliano e Giovanni Plaitano, capitanate dall’iperattivo ultrasettantenne Vincenzo Senatore. A raccolta appena intrapresa, inaspettatamente, sono giunti in loco il Sindaco Marco Galdi, l’Assessore all’Ambiente Carmine Salsano ed il Consigliere delegato al verde pubblico Pasquale Senatore i quali, senza indugio, felicitatisi con i convenuti per la lodevole iniziativa, calzati i guanti protettivi ed il giallo copricapo di Legambiente, profondendo entusiasmo fra i presenti, si sono uniti ai volontari ecologisti, raccogliendo di tutto e di più. Tutto il materiale rastrellato è stato conferito nei cassoni metallici che la Se.T.A. S.p.A. aveva posizionato nella piazzetta di Croce. Anche questa volta, Padre Antonio ed i suoi fidi parrocchiani si sono avvalsi della scevra cooperazione dell’impresa edile Forte, nota nella Frazione di San Pietro, la quale ha impiegato due macchine operatrici. Lungo la strada che conduce a Pellezzano e Salerno, nei sentieri, nei boschi, alle pendici delle colline circostanti la chiesa di Sant’Elena e nella valle (ove fino agli anni ’50 veniva svolto il “gioco dei colombi migratori”) è stata eseguita una capillare bonifica. Tanti televisori, ma anche numerosi piccoli e medi elettrodomestici, parti d’auto, reti metalliche per letti, materassi, calcinacci, piccoli e grandi contenitori di alluminio, plastica e ferro, numerosissime bottiglie e tanto altro ancora, è stato portato via dal verde manto del Borgo Croce. Il trasferimento della nutrita “pattuglia ecologica parrocchiale”, da un lato all’altro del vasto territorio crocese, è stato agevolato dagli otto Rangers d’Italia di Cava de’Tirreni, coordinati dal Maresciallo Aiutante Mario D’Ursi. Non vogliamo omettere di segnalare la presenza di due volontari della protezione civile cittadina, con automezzo. I parrocchiani di Santa Croce, al termine della lunga mattinata ecologica, stanchi, ma contenti per l’opera svolta, hanno ascoltato con attenzione le significative parole d’elogio del Sindaco Galdi e del loro Parroco, Padre Antonio Francesco D’Urso, vedendosi elevare al rango di “sentinelle della natura” di una vasta area della “Valle Metelliana”, confinante con i comuni di Salerno, Vietri sul Mare e Pellezzano.



































Aumentano le violazioni al codice della strada
Cava [ 07 04 2011 ]

di Livio Trapanese
Tutti i giorni i telegiornali ci informano delle inottemperanze alle leggi e regolamenti nazionali, regionali, provinciali e comunali che i cittadini dello stivale pongono in essere, a nocumento della collettività. Per quanto attiene la nostra amata Città di Cava de'Tirreni, martedì 5 aprile, come avviene tutti i martedì dell'anno, dagli studi di Radio New Generation di Via Alcide De Gasperi, 3, nel corso della trasmissione “Echi di Cava de’Tirreni”, condotta da chi scrive, sulla frequenza FM 93.200, vengono irradiati, oltre a programmi sportivi, culturali e d’approfondimento, inerenti la “Città dei Portici”, anche i “report”, ovvero i consuntivi settimanali, dell'attività preventiva e repressiva posta in campo dalle Forze di Polizia cittadine a salvaguardia dell'interesse collettivo, ma, leggete, leggete, solamente dal 28 marzo al 4 aprile 2011, nostro malgrado, abbiamo appreso ed irradiato che la Polizia Locale, il Commissariato di Pubblica Sicurezza e la Tenenza della Guardia di Finanza hanno contestato, ad altrettanti cittadini di questa Repubblica, di cui buona parte cavesi, complessivamente, nientepopodimenochè ben 166 violazioni al codice della strada, ma non solo quello. Il maggior numero dei verbali contestati attiene il divieto di sosta lungo le strade di maggior traffico veicolare, come Via XXV Luglio e Corso Principe Amedeo, ovvero lungo l'intera ex Strada Statale 18, che dal confine nord di Cava de'Tirreni, ovvero da Camerelle, si spinge sino al confine di Vietri sul Mare, quindi oltre la Basilica Pontificia Minore della Madonna dell’Olmo. Violazioni contestate anche in Via Biblioteca Avallone, Via XXIV Maggio, Via Corradino Schreiber, Via Canale, Corso Giuseppe Mazzini, Corso Guglielmo Marconi, Corso Giovanni Palatucci, Viale degli Aceri e Viale Giuseppe Garibaldi. Non sono mancate contestazioni per guida col contestuale uso del telefonino, come pure per l’omesso utilizzo delle cinture di sicurezza ed il non calzare il casco protettivo da parte dei centauri. Le autovetture rimosse dal carro-gru per sosta dinanzi ai passi carrabili, negli stalli riservati ai diversamente abili o perché d'intralcio alle operazioni di potatura degli alberi in Corso Giuseppe Mazzini, sono state ben 7. Il conducente di una betoniera, carica di calcestruzzo, è stato sanzionato perché, nel percorrere le strade cittadine le imbrattava con la fuoriuscita di malta cementizia. Allo stesso, oltre all'applicazione della severa sanzione amministrativa, è stato intimato il ripristino dello stato dei luoghi, ovvero gli è stato imposto di ripulite il manto stradale. Finalmente un'azione repressiva buona e giusta! La polizia locale, mercoledì scorso, ha anche elevato 5 verbali per occupazione di suolo pubblico nei confronti di altrettanti “mercatari” presenti, senza titolo alcuno, nelle tre aree mercatali di Corso Giovanni Palatucci. L'affissione selvaggia è stata contestata a 5 imprenditori cavesi e del circondario, che consentiranno alla casse comunali di escutere 2.093 euro. La Polizia di Stato, fra l'altro, ha implementato i “posti di controllo”, monitorando diuturnamente la “valle metelliana” e le venti frazioni che l'attorniano; ma ha anche denunziato, in stato di libertà, un 45enne romano, dimorante a Roccapiemonte, resosi responsabile di “danneggiamento aggravato” per aver, con una bomboletta spray di colore rosso, scritto su una vasta area di un capannone dell'ex arti grafiche Di Mauro, scritte oscene, ricalcando il “caso Ruby”. La Tenenza della Guardia di Finanza ha elevato 15 verbali di constatazione di cui 7 per violazioni al codice della strada ed 8 per omesso rilascio di scontrini o ricevute fiscali, ma ha anche, a conclusione dell'attività istruttoria espletata dalla Procura della Repubblica di Salerno, previa denunzia sporta dall'imprenditore Carmine D'Alessio, amministratore unico della MTN Internet Company S.r.l. di Cava de'Tirreni, individuato in sette dirigenti della Banca Intesa del Parco Beethoven della “città dei portici”, le responsabilità penali di usura bancaria oggettiva e soggettiva. I dati dei consuntivi citati, mancano dei risultati ottenuti dalla Tenenza dell’Arma dei Carabinieri metelliana. L’indisciplina stradale è uno dei segnali che palesa lo scarso senso civico di una popolazione, nonostante gli Organi di Polizia provvedono anche alla segnalazione per la decurtazione, quando prevista, dei punti dalla patente di guida. Un deterrente che non sempre ha dato i suoi frutti, basta leggere la cronaca quotidiana e ci si rende conto che si guida in stato di ebbrezza e non solo. Chi di noi non è stato spettatore (purtroppo inerme) dell’uso sconsiderato del clacson da parte di quanti, fermi al semaforo, all’apparire del segnale verde, non vede la colona di macchine che lo precede ripartire e quanti di noi vedono autovetture parcheggiate in prossimità degli incroci od in doppia fila, col conseguente restringimento della carreggiata o che trovandosi in piazza Enrico De Marinis (stazione FF.SS.) o davanti alla Basilica della Madonna dell’Olmo, non ha visto automobilisti omettere di dare la precedenza a quanti ne hanno titolo, causando non poche turbative alla circolazione. Fermiamoci un istante e valutiamo quanti danni arreca l’indisciplina stradale alla collettività, ma non solo quella, con conseguenti riflessi negativi sul premio annuale assicurativo per la responsabilità civile verso terzi.
Per il Sacerdote Osvaldo Masullo, il passo da Don a Monsignore non è stato breve
Cava [ 06 04 2011 ]

di Livio Trapanese
Concordiamo con la modestia e col riserbo degli uomini, virtù insite nei Sacerdoti, ma non possiamo non divulgare, avendolo appreso solamente quest’oggi per pura casualità, che ad un anno dalla nomina a Vicario Generale dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, la Santa Sede ha emesso il “Decreto di Nomina a Monsignore” al Ministro della Chiesa, Don Osvaldo Masullo. Il presule, da circa due lustri, è il “pastore” della vasta Parrocchia di San Vito Martire, di Via Salvo D’Acquisto di Cava de’Tirreni, dopo aver lasciato, con non poca nostalgia, anche dei parrocchiani, la Chiesa di San Lorenzo Martire, retta poi da Don Raffaele Conte. Monsignor Masullo, per “volere” di S.E. l’Arcivescovo dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, Monsignor Orazio Soricelli, nel Dicembre 2009 ereditò l’Ufficio di Vicario Generale, retto da Monsignor Carlo Papa, posto in quiescenza per limiti di età. Come per “disegno Divino”, la signora Maria Apicella, il 24 Settembre 1955, nell’Ospedale Santa Maria Incoronata dell’Olmo, Patrona della Città, diede alla luce il piccolo Osvaldo, ignara che il neonato sarebbe poi divenuto il Vicario Generale dell’Arcidiocesi metelliana. Fra i tanti incarichi che gli Arcivescovi hanno affidato, nel tempo, a Monsignor Osvaldo Masullo, si segnalano quelli di: “Direttore Spirituale” del Centro di Riabilitazione de’ “La Nostra Famiglia”, retto dalle Piccole Apostole della Carità, Ordine Religioso fondato nel 1947 dal Beato Don Luigi Monza; “Direttore dell’Ufficio Catechistico” e “Delegato Episcopale della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali”, nonché Vicario della Forania Cava Centro. Per quanti non lo conoscono nel profondo, ovvero poco, Monsignor Osvaldo Masullo sembrerebbe una persona “distaccata e scontrosa” quando, invece, da un dialogo costante, emerge dalla sua una persona un Ministro della Chiesa innamorato fortemente di Gesù e del modo d’essere della prima cristianità, non mancando di esaltare la condivisione e la fratellanza nei rapporti umani, salvaguardando, a volte anche con durezza, i Sacramenti, quali fari del religione cattolica. I restanti Monsignori della chiesa cavese, per la cronaca, oltre a Monsignor Carlo Papa, sono: Monsignor Giuseppe Caiazza e Monsignor Giuseppe (Peppino) Zito, Rettore della storica Chiesa di San Vito Martire, di Corso Giuseppe Mazzini, e della Cappella del civico Cimitero.
L'alba del cinema in Campania.
Dalle origini alla Grande Guerra (1895-1918)
Cava [ 06 04 2011 ]

di Livio Trapanese
Venerdì 15 aprile, con inizio alle ore 17,30, nel Salone delle Conferenze della Biblioteca Comunale "Canonico Aniello Avallone" di Corso Guglielmo Marconi, 54 di Cava de'Tirreni, organizzato dalla Soprintendenza Archivistica per la Campaniua e dal 2° Settore -Archivio Storico- della Civica Amministrazione metelliana, vi sarà la presentazione del volume: "L'alba del cinema in Campania - Dalle origini alla Grande Guerra (1895-1918)" a cura di Pasquale Iaccio. Il libro, recentemente pubblicato dalla Casa Editrice "Liguori di Napoli", ricostruisce la "nascita" delle prime sale cinematografiche della Regione Campania, dai primi anni del '900, fino alla Grande Guerra. Il volume, scritto a più mani, contiene saggi sulle città di Napoli, Salerno, Avellino, Benevento, Caserta e Cava de'Tirreni. Relativamente alla Città di Cava de'Tirreni, le ricerche sono state condotto dalla coautrice Mariangela Palmieri presso l'Archivio Storico della Biblioteca Comunale "Canonico Aniello Avallone, attentamente coadiuvata dalla dr.ssa Beatrice Sparano Paolucci. I saluti della Direttrice della Soprintendenza Archivistica per la Campania, dr.ssa Maria Luisa Storchi, e del Sindaco della Città di Cava de'Tirreni, Prof. Avv. Marco Galdi, precederanno gli illuminanti interventi degli autori, acutamente moderati dalla dr.ssa Beatrice Sparano Paolucci, Responsabile dell'Archivio Storico cavese, che, com'è noto, custodisce atti, delibere e documenti dal XIV al XIX secolo. Nel corso della serata vi sarà anche la proiezione del tanto atteso documentario: "Le origini del cinema a Napoli", di Mario Franco, prodotto dal Forum Universale delle Culture e presentato a Valparaiso, in Cile.
Nel convento cavese il "raduno generale"
Cava [ 04 04 2011 ]

di Livio Trapanese
Per la prima volta in assoluto, nella terza decade del decorso mese di marzo, presso il seicentesco Convento dei Frati Minori Cappuccini di Cava de'Tirreni, sito in Via Antonio Siani, intitolato a "San Felice da Cantalice", è stato celebrato il Capitolo Ordinario, a suffragio universale, presieduto dal Ministro Generale, Frate Mauro Jöhri, appositanente giunto dalla Casa Generalizia della capitale, per eleggere il "nuovo" Ministro Provinciale della Provincia “Basilicata-Salerno”, la cui sede è in Salerno. A celebrare il significativo evento organizzativo, sono giunti a Cava de'Tirreni, dalle nove fraternità della Provincia “Basilicata-Salerno”, cinquant frati. Una cinque giorni pregna di preghiere ed incontri, sin quando lo Spirito Santo, ispirando i convenuti, ha fatto cadere la scelta su (vedi foto, da sinistra): frate Valentino Incampo, 1° Definitore (consigliere); frate Angelo Di Vita, Ministro Provinciale (neoeletto); frate Mauro Jöri, Ministro Generale; frate Daniele Stabile, Vicario provinciale; frate Salvatore Mancino, 3° Definitore e frate Sabato Rispoli, 2° Definitore. I frati convenuti, per quanti non avevano avuto, in precedenza, occasione di dimorare, per qualche tempo, nel Convento cavese, hanno potuto ammirare la valle della "piccola Svizzera", attorniata dal verde manto dei colli e dei monti. I Frati giunti per celebrare il Capitolo, stante l'impraticabilità della strada che conduce al Convento di San Felice, ed alla contigua "Casa di Riposo per anziani", perchè percorribile solamente a piedi, a causa della frana che impediva il transito di qualsiasi mezzo, hanno raggiunto l'amena posizione del convento, osservando: a sinistra, la veduta del Golfo di Salerno, insinuato tra il Colle di San Liberatore o Buturnino e quello di Iaconti della Costa d'Amalfi; a destra, la piana dell'agro Nocerino-Sarnese con in fondo il Vesuvio, e di fronte la maestosità di Monte Finestra o Pertuso (alto 1.139 mt. s.l.m.). Il nuovo Consiglio provinciale rimarrà in carica per tre anni, secondo la regola dei Frati Minori Cappuccini.



Il "Caso Ruby" infesta le mura cittadine
Cava [ 30 03 2011 ]

di Livio Trapanese
Via Vittorio Veneto è la strada che dal centro della "città dei portici" collega la periferia nord della stessa o il casello autostradale. Come in altre città del globo, dovrebbe essere un'arteria che, percorsa dai visitatori d'oltre valle e non solo, dovrebbe lasciare un eccellente ricordo della permanenza nella "valle metelliana"; portoppo, però, ciò non avviene! Sapete perché non avviene? Perchè taluni concittadini, nostro malgrado, continuano, imperterriti, a sversare i rifiuti d'ogni genere, umido compreso, nei giorni ed orari non consentiti dal calendario della raccolta stilato dalla Se.T.A. S.p.A. e dal Consorzio di Bacino Salerno1. Fermarsi nei pressi del muro di cinta dell'ex Arti Grafiche Di Mauro è notevolmente sconveniente, soprattutto se si è in compagnia di bambini in età scolare, sia per i rifiuti che noteranno intorno alle campane per la raccolta del vetro e sia per le scritte che campeggiano dappertutto. L'ultima, in ordine di tempo, è una reale vergogna, non perché è stata scritta a caratteri cubitali ed in rosso, ma per il contenuto, che è questo: "SONO UN VERO ZOCCO.... - ESCORT – HO BISOGNO DI AIUTO! PER PIACERE! POM... RUBY MUBARAQ 2716669 COME MEGLIO PREFERISCI CELL=272727161616696969 DAI CHE HO ANCHE IL BOROTALCO PREFERITO TI VOGLIO BE.....ecc.". Colui che ha scritto tutto ciò, ha impiegato non poco tempo e si è dovuto servire di una scala, la quale sarà stata sicuramente "tenuta" da un complice. Domanda? Nel tempo che questo inqualificabile individuo ha realizzato la scritta, è possibile che nessuno l'abbia visto? Se per caso qualcuno l'ha visto e non ha allertato la Polizia di Stato o l'Arma dei Carabinieri, poiché certamente è stato realizzato di notte, non può non essere ritenuto pavido complice! Tutto il vicinato, proprio per la presenza di non pochi bambini ivi residenti, si chiede: "chi deve cancellare quello scempio ed a spese di chi?" Ammettiamolo, non se ne può più! La città di Cava de'Tirreni, quanti hanno un'età matura lo ricorderanno, nei tempi, è stata rinomata sia per le bellezze architettoniche e sia per l'eleganza che esprimeva, oggi come si palesa, per colpa di pochi sconsiderati fannulloni. Ditelo voi e fatene monito agli altri!







Sequestrati stupefacenti dai Carabinieri di Cava de'Tirreni
Cava [ 28 03 2011 ]

di Livio Trapanese
Un fine settimana movimentato a Cava de'Tirreni, soprattutto nel triangolo Via Tommaso Cuomo - Piazza Eugenio Abbro, congiungente con Piazza Vittorio Emanuele III e Piazza Vittorio Emanuele II, per l'acquisto di sostanze stupefacenti, che adolescenti "ricevono" da altri giovanissimi spacciatori; non valutando il grave danno che arrecano alla salute. Nel corso della notte fra venerdì e sabato della decorsa settimana, i Carabinieri della Tenenza di Cava de’Tirreni, al comando del Tenente Vincenzo Tatarella, in seguito a specifici servizi info-investigativi, miranti a frenare lo smercio di sostanze stupefacenti verso i giovani in età scolare, nel "cuore" della Città dei Portici, proprio alle spalle ed intorno alla Concattedrale di Sant'Adjutore, Patrono dell'Arcidiocesi, hanno messo a segno non pochi sequestri, salvando i giovani acquirenti da un danno certo alla propria salute. L'assenza totale dei genitori consente "agli spacciatori", peraltro anch'essi giovanissimi, di proliferare in tale malcostume. Il primo a cadere della rete tesa dai Carabinieri del Tenente Tatarella è stato un giovanissimo, già esperto in materia per i noti precedenti a suo carico, il quale per quantità dello stupefacente trovato in suo possesso, diviso e suggellato in tre bustine di cellophane di pari peso, per come è risultato confezionamento e per il continuo animato disquisire perdurare con due minori, ha fatto giustamente ritenere agli uomini della Benemerita che lo stupefacente non fosse destinato ad uso personale, bensì ad essere ceduto a giovani occasionali acquirenti. Il diciannovenne, alla luce dell'avanzata giurisprudenza vigente, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria di Salerno perché dovrà rispondere del reato di “tentato spaccio” di sostanze stupefacenti ai danni dei due giovani acquirenti. I restanti sequestri, pari ad numero di otto, sono stati operati nella stessa area posta sotto controllo e stante l’età scolare dei possessori dello stupefacente, non è escluso che gli stessi frequentino istituti superiori cittadini. Tutti segnalati alla Prefettura di Salerno per il prosieguo di competenza, non sottacendo che tutti i giovani delle "notte brava" cascati nella rete dell'Arma dei Carabinieri si sono impressi un neo sulla loro candida "fedina penale". Nella notte fra sabato e domenica i Carabinieri di Tatarella, presente anch'egli, hanno eseguito numerosi posti di controllo, in più punti della Città, attuando nei confronti degli automobilisti in transito anche il controllo con l’etilometro, dal quale non sono emerse violazioni di sorta e ciò depone bene per il popolo degli automobilisti cavesi. Unitamente ad Ufficiali dell’Esercito Italiano e dell’Aeronautica Militare, il Tenente Tatarella, Giovedì 7 aprile, sarà presso l’Istituto Professionale “Gaetano Filangieri”, di Via XXIV Maggio di Cava de'Tirreni, per esplicitare agli studenti del quinto anno, che volessero arruolarsi nell’Arma dei Carabinieri, quali sono le prerogative ed i vantaggi fissati dai bandi di concorso pubblico.
Il 3° Circolo Didattico proteso verso
il futuro culturale cittadino
Cava [ 28 03 2011 ]

di Livio Trapanese
Le istituzione didattiche, basilari, per la crescita culturale, civica e morale dei nostri figli, sono la scuola dell'infanzia e quella primaria. Per consentire ai giovani discenti di meglio avvicinarsi alle future tematiche didattiche, che approfondiranno nel corso dei futuri studi, è sceso in campo, con specifiche programmazioni extracurriculari, il 3° Circolo Didattico di Cava de'Tirreni, sagacemente “gestito” dal Dirigente Scolastico, Mario dr. Di Maio, che abbiamo scoperto essere stato, ai tempi della scuola media, compagno di classe del noto cantante partenopeo Pino (Giuseppe) Daniele. Nelle ore pomeridiane del mercoledì e venerdì, fino a metà maggio, i ragazzi delle IV e V classi, assistiti dai tutor d'aula, nei rispettivi plessi scolastici di San Nicola, Dupino, Santissima Annunziata, San Pietro e Pregiato “Simonetta Lamberti” incontreranno “esperti esterni”, per sviluppare, insieme, i seguenti moduli: pianete scienze, l'inglese per essere cittadino del mondo, cittadini d'Europa: impariamo la lingua francese, il cantastorie, storia, folklore e religiosità della mia città e dalle colline ai portici. Le famiglie e la società civile sono pienamente concordi nel ritenere che i nostri giovani, nel prossimo futuro, onde poter divenire buoni cittadini del mondo, devono poter conoscere, da subito, le prime nozioni dei moduli citati. Un impegno al quale, già da anni, è sceso in campo il 3° Circolo Didattico di San Nicola di Pregiato, il cui Dirigente è attivamente cooperato dal valente vicario Mario Foresta e da tutti i docenti. Il percorso formativo, iniziato il 2 marzo, ha già ottenuto ottimi risultati, come testimoniano i genitori dei giovani studenti quando li accompagnano o li prelevano dalle scuole che costituiscono le realtà didattiche del III Circolo. “Mio figlio, come tutti i suoi compagni di scuola, sono entusiasti di questa attività didattica”, dichiara la signora Marta, madre della piccolo Michele della scuola di San Nicola, “poiché da quando apprendono la storia, le tradizioni e gli eventi religiosi, che sin dal lontano passato caratterizzano la nostra città, nel tornare a casa, diventano i nostri gioiosi oratori, deliziandoci anche con una melodiosa canzone che ha insegnato loro l'esperto Livio Trapanese, dal titolo “Cavesina”, che dal 1947, irradiata dalla Rai, è stata, per molti e molti anni, fra i primi posti della classifica nazionale. Il signor Carlo, genitore del piccolo Alessandro della scuola di Dupino, ha espresso profonda gratitudine al vicario Mario Foresta ed all’esperto esterno, per le esperienze ambientalistiche, artistiche ed architettoniche che vivono i giovani studenti. Plausi non sono mancati per gli insegnanti: Antonella Ruggiero, Maria Cristina Gaudiosi, Maria Grazia Salerno, Luisa Russo, Anna Lucia Catuogno, Rita Mannara, Maria De Marco, Maria Giordano, Antonella Santoriello, Donato Lomiento, Agnese Milione, Giovanna Vitale, Maria Cristina Ferrara, Maria Pia Plaitano, Anna e Giovanna Senatore e per gli esperti: Antonella e Maria Alfano, Arianna Pisapia, Angelo Siani, Brunella Ricciardi, Peppe (Giuseppe) Basta, Gianluca Santangelo, Livio Trapanese, Maria Siani e Bruno Bertone, per cui possiamo ben arguire che il 3° Circolo Didattico, diretto dal dr. Di Maio, a conferma delle esperienze passate, continua a ben spendere le energie a favore dei nostri giovani studenti. L’elevato entusiasmo dei genitori, dei maestri, degli esperti esterni e del personale A.T.A. tutto, lascia intendere che l’approccio dei ragazzi, verso le prime nozioni di base di materie extra-programma, avrà, come esito, una prima buona conoscenza delle stesse, che meglio approfondiranno nel corso delle scuole che poi frequenteranno. Le visite guidate verranno svolte presso il Palazzo di Città, la millenaria Abbazia Benedettina, il Castello di Sant’Adjutore, la valle di San Liberatore o Buturnino, la Chiesa Parrocchiale di San Pietro, la località Arco, ove veniva riscosso il “plateatico” dai mercanti che attraversavano la “valle metelliana”, ed il Borgo Porticato, ove verrà spiegato del perché i portici di Cava de’Tirreni sono diversi fra loro, contrariamente a quelli di Bologna, Bolzano, Trento ed altre Città d’Italia. L’esperto storico Livio Trapanese, prima di ogni “lezione” ha omaggiato ai giovani studenti del Plesso di San Nicola, significative cartoline illustrate, tratte dai volumi: “La Storia di Cava illustrata”, 56 tavole a colori di Franco Senatore, e da “La Cava”, dello stesso Trapanese. Al termine degli studi i frequentatori del corso avranno una raccolta completa di storia, folklore e religiosità della Bologna del Sud, che potranno presentare ed illustrare ad amici, parenti e conoscenti.
Anche al Corpo di Cava abbandono
di amianto ed oggetti di varia natura
Cava [ 28 03 2011 ]

di Livio Trapanese
Percorrendo, a piedi, l'ultimo tratto di Via Benedetto Bonazzi, provenienti dalla frazione di Sant'Arcangelo di Cava de'Tirreni, dopo aver costeggiato la storica chiesa della Pietra Santo, non si può non rimembrare quanto accadde il 4 Novembre 1092, quando il Papa della prima crociata, Urbano II, proveniente da Melfi, diretto a consacrare la primitiva chiesa che diverrà poi l'Abbazia Benedettina della Santissima Trinità di Cava, con al seguito 19 cardinali e non solo, scese da cavallo ed invitando il seguito a fare altrettanto, disse: "procediamo a piedi, il suolo che calpestiamo è sacro". Dal monastero benedettino l'Abate Pietro, nipote dell'Abate Alferio (fondatore dell'Abbazia) e successore dell'Abate Leone da Lucca, accompagnato da tutti i monaci del cenobio, lo raggiunse in tal luogo ed insieme ritornarono nel pio monastero. Oggi, in occasione delle celebrazioni del millennio, se dovesse giungere nella nostra città il Santo Padre, Papa Ratzinger, e diretto all'Abbazia Benedettina Cavense dovesse vedere lo sconsiderato abbandono di rifiunti, disseminati dappertutto, anche sui colli che fiancheggiano il Corpo di Cava, pensiamo che non esiterebbe dal chiedere all'autista d'invertire la marcia e ritornare nella Città Vaticana. All'apice della collinetta che precede l'incrocio con la strada statale che collega il borgo cittadino all'ameno Corpo di Cava o che prosegue per San Cesareo, si può osservare una vera e propria discarica di oggetti d'ogni genere, certamente non "piovuti dal cielo", ma se non bastasse a turbare l'intimo della vostra persona, fermatevi ad osservare i tubi di eternit e quant'altro "offende" l'ambiente nel campetto che non pochi pensionati "utilizzano" per esercitarsi nel gioco delle bocce. Ritornando verso il centro cittadino, non attraversate la Località Pella di Sant'Arcangelo, ovvvero non percorrete la stradiuna che conduce alle spalle della secolare chiesa. Perché? Resterete stupiti ed amareggiati! Sulla sinistra troverete uno sversatoio "ricco" di tutto e di più. Non chiedetevi se le leggi vigenti, che prevedono l'arresto nella flagranza del reato e la conseguente condanna fino a 3 anni e 6 mesi di reclusione vengono rispettate? La risposta non può essere che no! Il senso civico in taluni nostri concittadini non è mai stato loro "inoculato", visti i frutti che producono. Cosa necessita fare? Presto detto! Le Forze dell'Ordine presenti a Cava de'Tirreni (Polizia Locale in primis, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Corpo Forestale dello Stato poi) nel corso dell'assolvimento dei rispettivi compiti istituzionali, pongano in essere tutte le iniziativevolte a scongiurare il perpetuarsi di tali incivili comportamenti, avvalendosi anche del personale della Se.T.A. S.p.A. di Via Clemente Tafuri o del Cosorzio di Bacino Salerno 1 nel Parco Beethoven di Corso Guglialmo Marconi, non escludendosi l'opportunità di eseguire "ricognizioni ambientali postume", affinché gli autori di tali scempi vengano deferiti all'Autorità Giudiziaria ed attratti alle severe leggi vigenti. La consegna di servizio che i tutori dell'ordine devono far osservare è: "tolleranza zero"!



























Core, parole e penzieri...
Cava [ 28 03 2011 ]

di Livio Trapanese
Dedicato alla "sua" Cava de'Tirreni ed ai suoi cari, Franco (Francesco) Senatore, cavese doc, noto ritrattista, paesaggista, costumista d'epoca e non solo, nonché viscerale poeta e divulgatore della storia cittadina, ha dato alla luce il quarto lavoro in vernacolo. Alle precedenti tre opere letterarie, si aggiunge, in pregevole carta d'Amalfi, "Core, parole e penzieri..", rimarcando ai destinati dell'opera che il cuore, le parole ed i pensieri, quelli sani, devono essere al centro dell'essere umano. La prima poesia della raccolta è "Ritratto", dedicata alla mamma e la descrive come se l'avesse dinanzi ai suoi occhi, sottolineandone il delicato "naso alla francesina". "Amicizia" indica che non si sfrutta, non si baratta e non si acquista, poiché discende dalla stima verso gli altri e quando è sincera è una vera rarità. "'O sole" poche, ma significative strofe che il Maestro Senatore dedica alla stella madre del sistema solare, non mancando d'indicare che riscalda e consente la vita ad ogni essere vivente, per consegna avuta da Dio onnipotente. Il "poeta" si rivolge poi alla donna del cuore: "Tu", scritta nel 1966, sempre in vernacolo, scrive: "dentro i miei pensieri soltanto tu, figura dolce e amara di questa vità, che questo cuore ti sei preso, levandomi la pace, ecc.ecc.". Non mancano rimembranze vissute in gioventù dal poeta, come "Piazza Vescovado" ovvero Piazza Vittorio Emanuele III, significando che era bella 'a piazza Vescovado! Oggi è ancora bella, anche se vi è qualche scempio di modernità, ricordando le tante carrozze e carrozzelle con magnifici cavalli. Una piazza dove i "beccai" s'incontravano per l'acuisto dei bovini da macellare, il tutto avvolto dall'inebriante profumo del caffè tostato nella torrefazione di don Peppe De Pisapia; anch'essa parte della storia remota di questa Città. Trentadue poesia che Francesco Senatore ha scritto nel "nostro" dialetto, per riproporci, col pulsare del cuore, parole e pensieri da tramandare ai posteri, affinchè, tenuti in buona evidenza, esprimano i reali valori etici, morali e civici da porre al "servizio degli altri", per avere una collettività sempre più pregna di cristiana condivisione.
Rappresentazione della Passione e morte di Gesù nella Parrocchia di Santa Maria del Rovo
Cava [ 23 03 2011 ]

di Livio Trapanese
Don Francesco Della Monica,Parroco della Storica Parrocchia di Santa Maria del Rovo, amena località della Città di Cava de'Tirreni, posta "ai piedi" del Colle di San Martino, un tempo detto "de Forma", in accoglimento delle richieste del Consiglio Pastorale e dal Gruppo Giovani, Domenica delle Palme e Venerdì Santo (17 e 22 Aprile 2011) dalle ore 20.30, per circa 60 minuti, con l'impegno di oltre 100 figuranti, fra protagonisti e comprimari, "porterà in scena" la 1ª edizione della Via Crucis Vivente". Con la Regia dell''abile Alfonso Bisogno, grazie alla sua incommensurabile sapienza, vivremo quanto accadde 2011 anni or sono sul Golgota.
Don Emilio Papa è tornato alla Casa del Padre
Cava [ 21 03 2011 ]

di Livio Trapanese
Nella tarda serata di giovedì, erano le 23,30, nel mentre l’Italia tutta era attenta a solennizzare i primi 150 anni dell’unità nazionale, don Emilio Papa, esalava l’ultimo respiro e, staccandosi da questa terra, ha raggiunto la Casa del Padre. La parrocchia di San Nicola di Bari in Dupino, come l’intera “valle metelliana” e non solo, rimpiange un Ministro della Chiesa che ha dato tutto se stesso, ma anche tantissimo del patrimonio familiare, agli altri. Parroco di “vecchio stampo”, diceva qualcuno, poiché, per don Emilio, ma come dovrebbe essere nella norma, la Santa Messa domenicale doveva essere la “costante medicina” dell’anima dei cristiani. Al divulgarsi della ferale notizia, la Città è rimasta sgomenta e non è stato facile per don Rosario Sessa, Parroco della parrocchia di Sant’Adjutore nella Concattedrale dover l'Arcivescovo, S.E. Orazio Soricelli, il Capitolo, i sacerdoti, religiosi e religiose della valle. La mamma, Luisa Vassallo, lo diede alla luce nell’abitazione di famiglia, come un tempo avveniva, sita al Borgo Scacciaventi di Cava de’Tirreni, il 9 novembre 1934. Papà Federico era rinomato per l’arte ferriera. Quando il 10 agosto scorso, don Emilio, attorniato dai parenti, i religiosi, la comunità parrocchiale e tanti, ma tanti cavesi e non, festeggiò i primi 50 anni di sacerdozio, alle nostre domande, dichiarò: “La mia può definirsi una vocazione adulta, poiché già avevo conseguito la licenza liceale presso il Liceo Statale di Cava de’Tirreni. Il primo anno di studi, era l’autunno del 1953, lo spesi bene presso il Pontificio Seminario della Regione Salernitana-Lucana di Salerno, ove appresi cos’è la filosofia scolastica; il secondo l’ho profuso a Posillipo, per conoscere la teologia scolastica. I successivi tre anni li trascorsi presso il Seminario salernitano”. Fu S.E. Monsignor Alfredo Vozzi, Vescovo della Diocesi di Cava de’Tirreni, oltre dieci lustri or sono, a consacrarlo sacerdote nella Basilica Minore Pontificia della Madonna dell’Olmo. Il primo incarico di don Emilio Papa, oltre quello di viceparroco presso l’allora Cattedrale di Sant’Adjutore e la Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo e delle Anime del Purgatorio, fu quello d’interessarsi delle esigenze scolastiche dei seminaristi, presso il seminario cavese, e di svolgere le mansioni di Assistente Ecclesiastico del folto Gruppo Scuots CAVA 1°, pagando anche i fitti dei locali occupati dai giovani lupetti, esploratori e rover, siti in un appartamento (con annesso guardino) con accesso nel piccolo portone adiacente il cinema Metelliano. Nel 1962, don Emilio, in ossequio alle disposizione ricevute dal Pastore della Diocesi, dovette lasciare tutti gli incarichi, per assumere la Vicaria delle parrocchie di Rotolo, Maddalena e Dupino. Dal 1963 ad oggi è stato il Parroco della sola comunità di Dupino, ove, in tutti questi lustri, con proprie risorse, ha istituito la scuola materna, accogliendo centinaia di bambini di Cava de’Tirreni e dei comuni viciniori; ha restaurato le unità immobiliari parrocchiali, locandole (con fitti magri) a persone del luogo; ha istituito l’oratorio, punto di riferimento dei giovani cavesi e di quelli del vasto circondario, quando questo nulla offriva agli stessi; ha realizzato un campo sportivo ed un circolo ricreativo; non tralasciando il primo famoso presepe interamente mobile. Don Emilio Papa, è stato non un sacerdote, ma il sacerdote che si è totalmente proteso verso le esigenze altrui, destinando ogni risorsa ai bisogni della comunità. A questo nobile e virtuoso esempio di elevate virtù cristiane, non possiamo far mancare le nostre attestazioni di gratitudine, per cui, sabato mattina, alle 9.30, come una parola d’ordine, tutti nella “sua” chiesa parrocchiale in Dupino, per pregare il Signore affinché lo accolga fra le sue paterne braccia e ci dia sempre più sacerdoti di tale “vecchio stampo”. Noi lo ricordiamo nel corso del nostro lungo sentiero scouts (1959/1966) e possiamo ben affermare l'inestimabile bene che il nostro don Emilio Papa ha profuso verso quanti l’hanno conosciuto, quale raro faro, sempre acceso, verso le necessità altrui.
L'Alza Bandiera a Cava de'Tirreni
Cava [ 18 03 2011 ]

di Livio Trapanese
Il 17 marzo a Cava de'Tirreni ha avuto un inizio diverso dagli altri giorni. La festa nazionale, voluta per rimembrare i primi 150 anni dell'unità nazionale, ha visto in scena la prima "alza bandiera" cittadina. Mai prima d'oggi, in qualsiasi altra occasione, è stata eseguita tale significativa cerimonia. Il Sindaco Marco Galdi ha voluto che alle ore 6,15 venisse issato il tricolore sul pennone appositamente installato al lato destro del monumento ai caduti di tutte le guerre, realizzato dal maestro Ierace e che per l'inaugurazione, avvenuta il 9 giugno 1929, vide a Cava de'Tirreni la partecipazione di Sua Maestà il re Vittorio Emanuele III, che nell'occasione inaugurò anche la casa del balilla; l'attuale club universitario cavese nel parco di via Francesco Crispi. Gli onori sono stati resi dal Corpo di polizia locale al gran completo, ovvero costituito da tutti gli ufficiali, in alta uniforme (con sciarpa azzurra e sciabola), gli ispettori, i sovrintendenti ed agenti, agli ordini del comandante facente funzione, tenente colonnello Saverio Valio. Presenti, con un folto pubblico, amministratori cittadini e una rappresentanza del Reggimento Guide, con il ten.col. Carlo De Martino ed altri militari, della Tenenza della Guardia di Finanza, con il comandante Donato Cavaliere Affinito ed altre fiamme gialle, della Tenenza dell'Arma dei Carabinieri, con il Luogotenente Daniele Trezza ed altri militari, del Commissariato della Pubblica Sicurezza, con sovrintendenti ed agenti, oltre la protezione civile, le associazioni d'arma e dei bersaglieri. Alle 7, nella concattedrale di Sant'Adjutore, don Rosario Sessa, cappellano del corpo della polizia locale, ha celebrato la Santa Messa. Subito dopo, il corteo tutto, ritornato in Piazza Eugenio Abbro, ha assistito alla deposizione di una corona, eseguita dal Sindaco Galdi, in onore di tutti i caduti nelle guerre che si sono succedute dal 1915 in poi, per garantire alla nostra amata Italia, con la carta costituzionale del 1947, la tanto bramata democrazia.







Richiesta la vigilanza al parco giochi
di Via Corradino Schreiber
Cava [ 16 03 2011 ]

di Livio Trapanese
Nel primo pomeriggio di martedì 14 marzo, taluni concittadini residenti in via Corradino Schreiber, e via XXIV Maggio, richiamati dai continui schiamazzi di una moltitudine di giovani studenti di scuola media superiore, forse del "Gaetano Filangieri" di Via XXIV Maggio, intenti a fare di tutto nel parco giochi adiacente il "parcheggio ecologico", realizzato dalla Metellia Servisi S.r.l., dopo l'acquisizione di un appezzamento di terreno incolto, nonché "sede" di ogni sorta di animale, fra i quali serpenti e pantecane. Espresse le loro rimostranze, atteso che non era la prima volta che assistevano, impotenti, a tale discutibile "spettacolo", richiedevano l'intervento dei preposti all'informazione. Noi, recatici sul posto, abbiamo assistito a tale increscioso comportamento di tali giovani. Senza indugio allertavamo la Polizia Locale, il cui preposto alla Sala Operativa ci confermava che avrebbe inviato in loco un'autopattuglia. Troscorso un ragionevole periodo di tempo e visto che parte dei giovani si era allontanata e che alcun intervento della Polizia Locale era avvenuto, allertavamo la Sala Operativa del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Via Giovanni Palatucci, il cui solerte operatore, raccolte le prime notizie, inviava sul posto le volanti destinate al "controllo territorio". Il tempestivo intervento degli operatori della Polizia di Stato, ha scongiurato che taluni giovani dei due sessi, arrampicatisi sugli alberelli che arricchiscono il verde parco, potessero ferirsi. Gli stessi poliziotti hanno proibito ad altri giovani di usare, in modo anomalo, ovvero maldestro, i giochi destinati ai bambini. Il personale della volanti, con la fermezza che li caratterizza, ha provveduto ad allontanare quanti erano ancora presenti nel parco, ammonendoli che quei beni sono destinati al gioco dei bambini e non certo degli adulti. Torna attuale la necessità che la Metellia Servizi S.r.l. provveda a far alzare la rete di recinzione che cinge il parco, se non vogliamo che "questi giovani d'oggi", per nostra fortuna non tutti, distruggano ogni cosa, non solo i giochi destinati ai bambini; acquistati coi soldi dei contribuenti. L'utilizzo delle telecamere di sorveglianza e la richiesta di risarcimento danni ai genitori, attraverso l'identificazione dei "distruttori", potrebbe essere un sicuro monito per quanti credono di danneggiare ogni cosa, a nocumento della collettività.
Il vescovo Soricelli incontra il Comandante Valio
Cava [ 14 03 2011 ]

di Livio Trapanese
Venerdì 11 marzo, alle 11 del mattino, in Piazza Vittorio Emanuele III di Cava de'Tirreni, dinanzi al Palazzo Vescovile, è stata notata la presenza (per alcuni minuti ed in perfetta uniforme) del Comandante del Corpo di Polizia Locale della "Città dei Portici", Ten.Col. Saverio avv. Valio, cosa inusuale, poiché sin dal giorno dell'assunzione del prestigioso incarico, in sostituzione del Ten.Col. Giuseppe avv. Ferrara (destinato ad altra mansione), era stato visto rare volte "in piazza". La curiosità dei presenti è stata subito appagata dal sopraggiungere di don Rosario Sessa, Cappellano della Polizia Locale e Parroco della Parrocchia di Sant'Adjutore nella Concattedrale e dal Ricercatore Storico cavese e giornalista Livio Trapanese, già "cerimoniere" dei Sindaci Messina e Gravagnuolo. Scopo dell'incontro era quello che il Comandante Valio rendesse "omaggio" all'autorità vertice della Chiesa locale: S.E. Mons. Orazio Soricelli, Pastore dell'Arcidiocesi di Amalfi-Cava de'Tirreni. A fare gli onori di casa è stato il Prof. Antonio De Caro, addetto stampa della Curia episcopale e Direttore del periodico "Fermento", annunciando gli intervenuti al Prelato. L'incontro, protrattosi per circa un'ora, è stato altamente proficuo sia per Mons. Soricelli, al quale il dr. Valio ha illustrato, con dovizia di particolari, i molteplici compiti a cui il Corpo di Polizia Locale deve quotidianamente attendere e sia per il neo-Comandante Valio al quale il Pastore dell'Arcidiocesi ha sottolineato talune problematiche che si abbattono, non positivamente, sull'emisfero giovanile, con serie ripercussioni sulle famiglie. Il Cappellano Don Rosario Sessa, ha sintetizzato il grande lavoro già svolto e quello che svolge verso i "poliziotti locali", perché si fortifichi in loro la condivisione dei primi cristiani e l'amore fraterno; a prescindere dalle mansioni espletate. Il Professore De Caro ha ricordato ai presenti la sinergia che un tempo vigeva fra le forze di polizia cittadine, sottolineando che l'ingresso mattutino dei giovani alunni nelle scuole primarie veniva "tutelato" dall'istituzione al momento presente sul posto, sia essa Polizia di Stato, Guardia di Finanza o Carabinieri, quindi non solo dalla Polizia Locale. Il Prelato, al termine dell'incontro, ha affidando alla guida di San Sebastiano, Patrono della Polizia Locale italiana, il sereno futuro personale, familiare e professionale di tutti i componenti del Corpo di Polizia Locale metelliano.



L'auditorium "Andrea Genoino" accoglie la Nostra Famiglia
Cava [ 14 03 2011 ]

di Livio Trapanese
Il “Gruppo Amici de’ La Nostra Famiglia del Beato don Luigi Monza”, animato da Elvira Della Monica Santin, ieri sera, nell’assiepato Auditorium del Liceo Scientifico “Andrea Genoino” di Cava de’Tirreni, ha portato in scena la 20ª Edizione della Tombola Grassa.
Le Apostole della Carità”, attive operatrici (sin dalla costituzione) de’ “La Nostra Famiglia”, presenti nei cinque continenti del mondo, non si stancano mai di ricordare che il Beato Don Luigi Monza, loro fondatore, asseriva che “il bene deve essere fatto bene”; ciò che è avvenuto nel corso dell'intera manifestazione Raggiunta la capienza dell'Auditorium, cuore pulsante della cristiana solidarietà.
Sono stati raccolti oltre 8mila euro che serviranno a fronteggiare le esigenze del Centro di Riabilitazione de’ La Nostra Famiglia, "ospitata" nella Villa Ricciardi di via Massimo Marghieri - Località Rotolo - di Cava de’Tirreni, tel. 089.44.10.94 e far partecipare un numero sempre maggiore di ragazzi diversamente abili all'annuale pellegrinaggio a Lourdes. La dr.ssa Renata Zanella, Direttrice del Centro cavese, a tal proposito, tra l’altro, ha dichiarato: “le offerte raccolte questa sera verranno impiegate per contestualizzare le iniziative già avviate presso il Centro di Rotolo e consentire la partecipazione di ragazzi diversamente abili al pellegrinaggio a Lourdes”. I veterani notai della serata saranno i ragionieri Fusco, Viviani e Fiorillo hanno avuto il loro ben da fare per assegnare i 10 ambi, 7 terni, 4 quaterne, 3 cinquine, 1 tombola ed 1 seconda tombola, detta “tombolino”, costituiti da beni offerti dal noto ceramista cavese Enzo Lodato, da altre imprese cittadine e del circondario. La serata di beneficenza è stata “aperta” con la proiezione di un DVD presentato dalla dr.ssa Gabriella Zanella, già Direttrice Generale de’ “La Nostra Famiglia” e realizzato dal “nonno” del Centro cavese, il signor Mario Avosso, accompagnato dalla melodia del “Trio di Fiati” del Teatro Giuseppe Verdi di Salerno, i professori: Antonio Rufo, oboe; Antonio Senatore, flauto ed Antonello Capone, fagotto. Estrazione durante si sono esibiti gli artisti: Ciro Triassi, I Via Toledo, Eugenio Bonacci, in arte “Mago Genius”, Antonella Milite ed il giovanissimi Daniel Mannara”. E' stata notata l'assenza del corpo di ballo e canto del Centro Orizzonte delle Suore Francescane Alcantarine di Passiano di Cava de’Tirreni, impegnate in attività liturgiche. La serata, del pari alle 19 edizioni precedenti, è organizzata e realizzata dal Gruppo Amici della Nostra Famiglia del Beato don Luigi Monza, animato da Elvira Santin. Il pasticciere Enzo Senatore, come prassi, ha offerto dolcetti a mandorla; i noti “mostaccioli”. Con riferimento all’anno 2008, sono stati 1.382 i contribuenti residenti in Campania, per 23.812,00 euro, che indicando il Codice Fiscale 00307430132 nella dichiarazione dei redditi (Finanziamento della ricerca sanitaria), hanno destinato il 5xmille all’Associazione “La Nostra Famiglia”. Appuntamento al 2012 per la 21ª edizione, ribadendo quanta attenzione la dr.ssa Renata Zanella, direttrice de’ La Nostra Famiglia cavese, cooperata da Gabriella, Linda, Minuccia, Agnese e Simona, le sei Piccole Apostole della Carità (Ordine Religioso fondato dal Beato Don Luigi Monza), affiancate da 49 operatori sanitari e volontari, pongono quotidianamente in atto verso centinaia di giovani e giovanissimi diversamente abili, provenienti anche oltre la Campania.
Scende in campo il III circolo didattico;
progetti per l'arricchimento dei giovani studenti
Cava [ 11 03 2011 ]

di Livio Trapanese
Dal 2 marzo al 4 maggio 2011, nell'ambito delle iniziative didattiche attuate per i giovani discenti delle Scuole Primarie, il Dirigente Scolastico del III Circolo Didattico (con sede in Pregiato), dr. Mario Di Maio, di concerto col Vicario Mario Foresta, l'intero Corpo Docenti ed il Consiglio Scolastico, anche quest'anno, ha posto in campo i P.O.N. finalizzati all'apprendimento dei giovani studenti delle discipline extra-curriculari, quali: la storia, il folkore e la religiosità di Cava de'Tirreni, l'informatica, l'arte teatrale, le arti ed i mestieri d'un tempo, la lingua inglese, ecc., coinvolgendo "esperti esterni" nei plessi di Pregiato, San Nicola, Santissima Annunziata, Rotolo e Marini. “Le esperienze passate hanno dato eccellenti risultati”, ha dichiarato il Dirigente Di Maio, “tanto che i progetti, sebbene realizzati in orari pomeridiani, quindi oltre l'orario scolastico, sono sempre più ambiti e frequentati, raccogliendo sia l'entusiasmo e l'attenzione dei giovani discenti e sia il plauso dei genitori, soprattutto quelli che confidano nel futuro culturale dei loro figli”. L'apprendimento di tematiche che si differenziano dai programmi scolastici, lascia insorgere una diversa curiosità nell'animo dei ragazzi, i quali, se ben "guidati", anche dai genitori, possono meglio affrontare o scegliere, dopo la frequenza della scuola media, quale “percorso formativo” perseguire, onde trarre migliori risultati, utili ai fini universitari o lavorativi. La scuola primaria deve essere intesa, dai genitori e dagli alunni, come il punto di partenza di un fruttuoso percorso scolastico e di vita. I genitori, quali attenti osservatori dei loro figli, in presenza di un giovane poco incline allo studio, non deve crucciarsi, anzi, stante proprio la carenza di figure artigianali, devono "esortarlo" ad una libera scelta verso una sicura attività lavorativa. Il figlio, completato il ciclo scolastico d'obbligo, essenziale per relazionarsi col mondo che lo circonda e con la famiglia che poi costituirà, deve realizzare nel suo futuro una pratica professione, oggi mancante. Parliamo del mondo delle arti e dei mestieri in via d'estinzione. Nella certezza che dobbiamo arrestare il modo di gestire il quotidiano con l'invalso “uso e getta” delle cose e che a breve non avremo più sarti, calzolai, falegnami, ceramisti, pittori, antennisti, tecnici del suono ecc., che possano sopperire alle esigenze della società, valutiamo bene quale dovrà essere il futuro dei “nostri figli”!
Quanto sono indisciplinati gli automobilisti cavesi?
Cava [ 04 03 2011 ]

di Livio Trapanese
Da anni, dagli studi di Radio New Generation di Cava de’Tirreni, siti in Via Alcide De Gasperi, 3, vengono irradiati programmi sportivi, culturali e d’approfondimento, inerenti la “Città dei Portici”, sulla frequenza FM 93.200. Da circa un lustro, tutti i martedì, in diretta alle ore 11 ed in replica il mercoledì alle ore 15, viene trasmessa “Echi di Cava de’Tirreni”, condotta da chi scrive, nel corso della quale, oltre ad approfondire i temi degli accadimenti cittadini, verificatisi durante la settimana precedente,
il Maitre Luciano Apicella, cavese doc, presenta la “ricetta della settimana”; molto attesa dalle ascoltatrici del gentil sesso. Ma non basta!
Vengono irradiati anche i consuntivi settimanali delle Forze di Polizia cittadine e, leggete, leggete, solamente nei giorni dall'1 al 7 marzo, nostro malgrado, abbiamo appreso ed irradiato che la Polizia Locale, il Commissariato di Pubblica Sicurezza e la Tenenza della Guardia di Finanza hanno rilevato, complessivamente, niente di meno che: 156 violazioni al codice della strada.
Il maggior numero dei verbali attiene il divieto di sosta lungo via XXV Luglio e corso Principe Amedeo, ovvero l’intero tratto dell'ex strada statale 18, che da Camerelle si spinge sino alla Basilica Pontificia Minore della Madonna dell’Olmo, oltre via Biblioteca Avallone, via XXIV Maggio, via Corradino Schreiber, via Canale, corso Giuseppe Mazzini, corso Guglielmo Marconi, corso Giovanni Palatucci, viale degli Aceri e viale Giuseppe Garibaldi, ma non sono mancate le contestazioni per guida con uso (contestuale) del telefonino, come pure l’omesso utilizzo delle cinture di sicurezza e le irregolarità dei documenti di circolazione,
ma anche rimozione di due autoveicoli parcati in stalli riservati ai conducenti diversamente abili. Non sono stati sommati i dati della Tenenza dell’Arma dei Carabinieri perché non pervenuti! Una media, dunque, di circa 23 verbali al giorno;
troppi per una popolazione protesa a raggiungere elevati traguardi di civismo. Stiamo “vivendo” gli eventi del millenario dell’Abbazia Benedettina della Santissima Trinità, ma la Città di Cava de’Tirreni, per disattenzione di taluni suoi concittadini, non è ancora pronta all’accoglienza degli “ospiti” come ha caratterizzava quando questa “Valle Metelliana”, nel periodo del Gran Tour, fino agli albori degli anni ’60, era meta di turisti, artisti, scrittori e saggisti di fama. L’indisciplina stradale è uno dei segnali che palesa lo scarso senso civico di una popolazione, nonostante gli Organi d Polizia provvedono anche alla segnalazione per la decurtazione, quando prevista, dei punti dalla patente di guida. Un deterrente che non sempre ha dato i suoi frutti, basta leggere la cronaca quotidiana e ci si rende conto che si guida in stato di ebbrezza e non solo. Chi di noi non è stato spettatore (inerme) dell’uso sconsiderato del clacson da parte di chi, fermo al semaforo, all’apparire del segnale verde, non vede la colona di macchine che lo precede ripartire e quanti di noi vediamo autovetture parcheggiate in prossimità degli incroci od in doppia fila, col conseguente restringimento della carreggiata e che, trovandosi in piazza Enrico De Marinis (stazione FF.SS.) o davanti alla Basilica della Madonna dell’Olmo, non ha visto automobilisti omettere di dare la precedenza a quanti ne hanno titolo, causando non pochi incidenti o, ben che vada, turbativa alla circolazione. Fermiamoci un istante e valutiamo, tutti insieme, quanti danni arreca l’indisciplina stradale, non tralasciando gli effetti negativi anche sul premio annuale assicurativo per la responsabilità civile verso terzi.
Fogne a cielo aperto, sversano nel Selano e nel Bonea
Cava [ 04 03 2011 ]

di Livio Trapanese
Ritenevo che a Cava de’Tirreni non vi fossero più miei concittadini da potersi definire uomini, come li intendo io ovviamente e chi mi conosce ha inteso bene a cosa mi riferisco. Sbarcato per un breve periodo di riposo dalla “sua“ petroliera, ove assolve l’alto incarico di comandante, il nostro concittadino Giovanni Desiderio, si è reso conto che in diversi chilometri dell’area ovest della nostra “Valle Metelliana”, persone inqualificabili sversano nel torrente Bonea quanto dovrebbe confluire nelle fogne e da queste nei depuratori. Un gesto inqualificabile di non pochi “soggetti” residenti nei più antichi borghi cittadini: il Corpo di Cava, Sant’Arcangelo, i Pianesi e Tolomei, che facendo defluire lungo i terreni di proprietà i “loro liquami”, perchè privi di vasche di depurazione, irresponsabilmente le fanno scorrere verso il basso e cioè nel torrente Selano prima e nel Bonea poi. Un tempo fresco torrente dal quale noi bois scouts attingevamo l’acqua per le esigenze delle squadriglie, oggi, invece, percorrendo il suo tortuoso cammino, nel bagnare i terreni, lascia assorbire liquidi inquinanti, proseguendo per il litorale di Vietri sul Mare. Il Comandante Desiderio, certo del danno ambientale, è notevolmente impensierito per il nocumento alla salute che ne potrebbe derivare e da noi interpellato, ha dichiarato: “È un inquinamento di grandi proporzioni, che potrebbe cagionare gravi conseguenze sulla salute. Sona papà di bambini e come tanti genitori, in estate, li porto a Vietri sul Mare. Le fogne, talvolta anche nascoste dalla vegetazione, causano danni alla vegetazione, alla fauna ed al mare”. Alcune denunce sporte da privati cittadini hanno già messo in “stato d’allerta” il Palazzo di Città che ha in programma la bonifica dell’area, la messa a punto di depuratori e l’individuazione degli scarichi abusivi dei privati, verso i quali, come impone la legge, verranno applicate le giuste sanzioni, incaricando l’ingegnere Giuseppe Vitagliano di redigere lo stato di consistenza delle fogne in questione, “appostando” nel bilancio 2011 un fondo di rotazione di 100.000 euro per realizzare, in danno a privati, fosse biologiche, atte ad eliminare gli scarichi abusivi. Plaudiamo all’alto senso civico del nostro Comandante Desiderio, per aver “denunciato” tale nocivo agire di nostri concittadini e della Civica Amministrazione per l’azione repressiva che andrà a porre in essere a gaudio dell’intera comunità.
Alla Guardia di Finanza il riconoscimento "Legalità e Sicurezza"
Cava [ 28 02 2011 ]

di Livio Trapanese
Nel gremito "Salone delle Conferenze" del Palazzo di Città, l'Associazione Forense di Cava de'Tirreni, presieduta dall'Avvocato Antonio Russo, con la presidenza onoraria dell'Avvocato Artemio Baldi, ospitata dal Sindaco, Avvocato Marco Galdi, venerdì mattina, ha conferito alla Tenenza della Guardia di Finanza cavese, guidata dal Luogotenente Donato Cavaliere Affinito (nella foto con l'avvocato Artemio Baldi), il premio della 3^ Edizione "Legalità e Sicurezza", promosso dal medesimo sodalizio. Un riconoscimento, quello degli avvocati cavesi, che mira a far emergere le operazioni di servizio che le Forze dell'Ordine metelliane pongono diuturnamente in essere a garanzia della sicurezza della comunità cavese e non solo. Alla cerimonia erano presenti, in rappresentanza di S.E. Monsignor Orazio Soricelli, impegnato in altra sede per ragioni pastorali, il Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Amalfi-Cava de'Tirreni e Parroco di San Vito Martire, Don Osvaldo Masullo, e Don Beniamino D'Arco, Parroco dell'amena Frazione di Santa Lucia, oltre ai vertici del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Corso Giovanni Palatucci, della Tenenza dei Carabinieri di Via Pasquale Atenolfi, della Tenenza della Guardia di Finanza di Via Generale Luigi Parisi, della Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Largo Mascolo, della Polizia Locale, della Protezione Civile, del Nucleo Antincendio Boschivo della Provincia di Salerno, delle Guardie Ecozoofile dell'ANPA e dell'ANTA e dei Rangers d'Italia, con rispettive rappresentanze, e numerosi coinvolti discenti dell'Istituto Tecnico Commerciale "Matteo Della Corte", ai quali il Dirigente del Tribunale metelliano di Corso Guglielmo Marconi, la dottoressa Francesca Tritto, ha invitato loro ad avvicinarsi sia alle Forze dell'Ordine e sia alla Giustizia, sottolineando che la porta del Tribunale è aperta a tutti e, nell'invitarli a visitarlo, ha offerto agli stessi la possibilità di poter acquisire utili nozioni, che poste in essere, garantiscono un sereno futuro. Gli avvocati presenti hanno testimoniato il diuturno impegno profuso dalle Forze dell'Ordine cittadine che, proprio da lunedì, con l'implemento di "nuovi" agenti presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza e, in un imminente futuro, di militari presso la Tenenza dell'Arma dei Carabinieri, la salvaguardia nella "Città dei Portici" potrebbe dirsi assicurata, non trascurando il concreto apporto stabilmente reso dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia Locale.







La Tenenza della Fiamme Gialle cavese impegnata a 360° gradi
Cava [ 23 02 2011 ]

di Livio Trapanese
Prosegue incessante l'attività info-operativa della Tenenza della Guardia di Finanza d Via Generale Luigi Parisi di Cava de'Tirreni la cui attività istituzionale, oltre alla "Città dei Portici" si estende sino a Minori, Vietri sul Mare compresa. Non solo lotta al sommerso e recupero a tassazione (I.V.A. ed Imposte Dirette) di introiti evasi od elusi al fisco, ma anche lavoro nero, gioco d'azzardo, stupefacenti, trasporto merci, codice della strada ecc.. La scorsa settimana, in attuazione a quanto disposto dalla Direzione Regionale delle Imposte, la Guardia di Finanza metelliana ha notificato un provvedimento di chiusura esercizio commerciale ad un imprenditore esercente l'attività di pizzeria nei pressi del nuovo mercato coperto. L'esercente, a cui è stata imposta la chiusura "coatta", ha omesso di rilasciare 4 scontrini fiscali nel corso degli anni dal 2005 al 2010. Una violazione reiterata nell'ultimo quinquennio che è costata all'imprenditore, come detto, la chiusura della pizzeria per 3 giorni e l'irrogazione delle distinte sanzioni pecuniarie, comminate per ben quattro volte, con l'applicazione della sanzione da 500 a 2.000 euro; regolarmente estinte dal trasgressore. I tre giorni di chiusura, sono disposti dalla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate, unica competente ad emettere il provvedimento di chiusura. I militari della Tenenza della Guardia di Finanza, per eseguire il dispositivo di chiusura, devono apporre apposite fascette alle porte di ingresso delle attività, oltre, poi, monitore, quotidianamente il locale, affinché venga rispettata la disposta chiusura. Quello di non emettere scontrini o ricevute fiscali è "un vizietto" diffuso tra gli esercenti che ne sono obbligati per legge, eludendo all'erario gli effettivi introiti. Diversa è l'azione che le Fiamme Gialle pongono in essere per le prestazioni rese dai professionisti, come avvocati, odontoiatri, medici specialisti, ecc.. Ricordiamo che le prestazioni ricevute dai medici sono esenti da I.V.A.. Un'attività a cui la Guardia di Finanza vigila da 236 anni ed alla quale pone sempre maggiore impegno, nella certezza che pagando tutti, pagheremmo meno! Nell'ultimo fine settimana la Tenenza cavese ha redatto 4 verbali per mancato rilascio dello scontrino-ricevuta fiscale nei confronti di esercenti del centro e della periferia. Ripetere la violazione in parola costa, come detto, la chiusura dell'esercizio commerciale, dal quale per 4 volte sono usciti clienti senza scontrino e ciò certamente non favorisce la crisi commerciale in atto. È sull'evasione fiscale che si stanno concentrando le operazioni dei militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Via Generale Luigi Parisi, la quale, nel solo nel mese in corso, ha elevato 20 verbali per il mancato rilascio di scontrini o ricevute. La chiusura della pizzeria segue le ultime due eseguite dalla stesse Fiamme Gialle metelliane, che hanno interessato una salumeria di Cetara ed una gelateria del centro città. Da Gennaio di quest'anno sono già 3 gli esercizi commerciali chiusi per "evasione fiscale", ma nel corso del 2010 i "finanzieri cavesi" hanno eseguito ben 7 chiusure di altrettanti esercizi, fra cui una pasticceria ed un bar. Non sono mancati i sequestri di vari centri di scommesse e slot machine illegali, come la repressione del lavoro nero, scoperto a Minori, presso due cantieri edili.
Isolata la Casa per anziani ed i Frati Cappuccini
Cava [ 22 02 2011 ]

di Livio Trapanese
Un assordante tonfo, nella notte fra mercoledì e giovedì, ha posto in allarme la comunità dei Franti Minori Cappuccini, del Convento annesso alla seicentesca Chiesa di San Felice da Cantalice”, e gli ospiti nell’attigua Casa per Anziani di Cava de’Trreni. Il muro che delimita gli ultimi gradoni con la strada che lambisce i secolari archi che sostengono l’orto dei frati, è crollato, impedendo l’accesso alla Casa per Anziani, che ospita oltre quaranta persone, fra le quali talune con disabilità, al Convento, ove sono presenti sei frati, non più tanto giovani, ed alla Chiesa, quotidianamente frequentata da numerosi fedeli, che partecipano alle celebrazioni ed alle particolareggiate catechesi per adulti. Gravi disagi, quindi, per i frati, gli anziani ospitati della casa ed i residenti di alcune abitazioni private. Le abbondanti piogge della scorsa settimana hanno aggravato la già precaria situazione viaria che conduce al Convento. Precedenti segnalazioni dei frati, avevano spinto i tecnici del Palazzo di Città a transennare buona parte della strada, in attesa di metterla in sicurezza, consentendo il solo transito pedonale. Gli ospiti della Casa di Riposo, qualora dovessero necessitare di soccorsi urgenti, non solo sanitari, sarebbero “isolati”. Cosa dire dell’approvvigionamento dei beni da distribuire agli anziani. Il crollo non ha risparmiato neanche una “postazione” della storica Via Crucis, che com’è noto, da lustri, è situata in appositi altarini lungo la scala a gradoni che da Vai Abbro conduce “ai piedi” del Convento. Un crollo annunciato, vista la scarsa attenzione che soprattutto negli ultimi anni è stata posta alle storiche strutture site alla base del Castello di Sant’Adjutore. I successori del Fraticello d’Assisi, com’è nello spirito francescano, non si sono persi d’animo. Vista l’impossibilità per i mezzi di trasporto di consegnare i materiale necessari alla regolare “vita monastica e della casa per anziani”, perché costretti a fermarsi a metà strada, hanno installato un montacarichi nell’area sovrastante i secolari archi, consentendo la consegna delle derrate a destinazione. I Frati Cappuccini, già da alcuni anni, ospitano comunità parrocchiali provenienti da ogni parte d’Itala, per l’espletamento di “campi scuola”. Padre Antonio Francesco D’Urso, che ha la responsabilità di tale accoglienza, ha dovuto disdire non poche prenotazioni, già fissate per le feste pasquali e per i mesi estivi. Diverse realtà parrocchiali erano e sono desiderose di raggiungere Cava de’Tirreni per prendere parte agli eventi “legati” al Millenario dell’Abbazia Benedettina della Santissima Trinità. “Noi Frati Cappuccini”, ha dichiarato Padre Antonio, “disponendo di un Centro d’Accoglienza, ospitiamo fedeli da tutt’Italia. Il cedimento della strada ci ha portato a segnalare il disagio che in atto “patiamo” a quanti avevano prenotato. Ho fatto intendere che la mia disponibilità è massima e che aspettiamo interventi di messa in sicurezza, per poter svolgere agevolmente le nostre azioni di fraternità”. La forzata chiusura della strada, ci ricorda l’altra chiusa al transito pedonale che giunge al Convento, parliamo di quella a gradoni, al bordo dei quali vi è un’antica “Via Crucis” maiolicata. Non da sottovalutare l’inibizione dell’uscita degli ospiti dalla Casa per Anziani”, fra i quali anche taluni diversamente abili e la Direttrice, Professoressa Rosanna Cristofano, certamente vivrà giorni d’ansia. I frati Cappuccini, i parenti dei nonnini ospitati nella casa per anziani ed i residenti del posto, rivolgono un vivo appello ai Civici Amministratori, affinché mettano in sicurezza la strada. Ripristinando anche la secolare gradinata, si darebbe a questa parte della città, la valenza religiosa-storico-culturale che ha avuto dal ‘600 sino al dopoguerra; oggi sversatoio a cielo aperto.











101anni in perfetta salute, ma poi… Carmelina Siani, silenziosamente, si è spenta
Cava [ 17 02 2011 ]

di Livio Trapanese
L'ultracentenaria Carmela Siani, vedova Benigno, ospite da qualche anno della residenza per anziani "Casa Albergo San Felice", posta accanto alla seicentesca Chiesa e Convento dei Frati Minori Cappuccini di Cava de'Tirreni, oggi ha raggiunto il nostro Padre Celeste, al cui cospetto, da cinque anni, le ha conservato un posto la figlia Maria. La signora Carmelina, così la chiamavano gli ospiti della residenza, aveva una memoria lucidissima, tanto da rammentare perfettamente vari accadimenti vissuti durante la seconda guerra mondiale e l'alluvione del 1954. La direttrice Rosalba Cristofano la ricorda come una "nonnina" dalla spiccata vivacità, sempre pronta a suscitare allegria fra gli attempati ospiti della casa. La rimpiangono i figli Enzo, Bruno e Vanda, consorte dell'amico di tutta la valle metelliana, il maestro Gigi Danella, prima chitarra de' I Cantori Metelliani, la nuora Amalia Baldi, gli 11 nipoti ed i 18 pronipoti, fra i quali Michele, eccelso funzionario della Coin capitolina. La cerimonia funebre sarà celebrata da Padre Luigi Petrone, alle 9.30 di domani, nel Santuario di San Francesco e Sant'Antonio.



Destinata a parco dell'amore l'area di parcheggio cimiteriale
Cava [ 17 02 2011 ]

di Livio Trapanese
Certamente si resta sgomenti quando si giunge nell'area di parcheggio attigua all'ingresso principale della nuova area del cimitero, inaugurata appena lo scorso anno e dove, a breve, entrerà in pieno esercicio anche l'inceneritore per la cremazione dei nostri cari. "Vedere, a terra, non pochi fazzolettini di carta e profilattici, certamente non è un bel biglietto da visita per la nostra nuova struttura cimiteriale", ha dichiarato Mimmo, de' I Cavalieri dei Monti Lattari, quando domenica mattina ha accompagnato dei parenti provenienti dalla vicina Svizzera a far visita a loro congiunti, recentemente trapassati. La stessa scena si presenta anche nell'area adiacente il Santuario dell'Avvocatella, lungo la strada che reca al Santuario di San Vincenzo in Dragonea e per l'intero tratto di Via Oreste Di Benedetto, che com'è noto collega l'amena Frazione di Sant'Arcangelo alla seicentesca chiesa della "Pietra Santa", come ci ha testimoniato il Maitre Luciano Apicella. "Non è un bello spettacolo, ma la soluzione quale dovrebbe essere per i giovani innamorati, i quali non si ricordano d'incontrarsi solo il 14 febbraio, festa di San Valentino, ma ricorrentemente", ha dichiarato il signor Marco, nel corso di una pacato discussione sorta sotto il gazebo librario di Mimmo. E' una provocazione che già qualche pubblico amministratore del nord Italia lanciò qualche anno addietro, quando, taluni "malati" aggredivano le giovani coppiette, allorquando queste si appartavano per "vivere attimi d'intimità".
Salta il tavolo tecnico:L'0rdine e la sicurezza pubblica è una prerogativa del Prefetto
Cava [ 14 02 2011 ]

di Livio Trapanese
Alla luce degli eventi malavitosi registratisi negli ultimi giorni nella "Valle Metelliana", l'Assessore alla Sicurezza della Città di Cava de'Tirreni, il dr. Vincenzo Lamberti, a conferma dei buoni propositi che l'animano, ha convocato, per questa mattina, nella Sala Gemellaggi del Palazzo di Città, il Tavolo sulla Sicurezza, allo scopo di poter continuare la proficua e sinergica collaborazione di rafforzamento del coordinamento tra le Forze dell'Ordine, operanti nella Città dei Portici, e la Civica Amministrazione. All'incontro, tenutosi nell'Ufficio del Sindaco Avvocato Marco Professore Galdi, "seppur informalmente", sono convenuti l'Assessore Vincenzo Lamberti, il Dirigente del Commissariato della Pubblica Sicurezza, il Vice Questore Aggiunto Giuseppe dr. Marziano, il Comandante della Tenenza della Guardia di Finanza, il Luogotenente Donato Cavaliere Affinito, il Dirigente del Corpo di Polizia Locale, il Professore Claudio De Giacomo, il Comandante del Corpo di Polizia Locale, Ten. Col. Saverio dr. Valio ed il Responsabile alla Sicurezza Urbana e Protezione Civile, Vincenzo dr. Salsano. Sono risultati assenti l'Assessore alla Polizia Locale, il dottore Alfonso Laudato ed il Comandante della Tenenza dell'Arma dei Carabinieri, il Sottotenente Vincenzo Tatarella. Come era ovvio, non è stata "partorita" alcuna determinare, atteso che ogni azione sinergica fra le Forze dell'Ordine e le Istituzioni locali è demandata, in via esclusiva, a S.E. il Prefetto di Salerno, che, a seconda delle evenienze, convoca il "Comitato Provinciale dell'Ordine e della Sicurezza Pubblica". Le determinazioni che ne conseguono vengono poi impartite, per l'esecuzione, ai Comandi della Guardia di Finanza, dei Carabinieri e Commissariati competenti per territorio, come dislocati in ambito provinciale. E' sotto gli occhi di tutti il laborioso diuturno lavoro svolto dalle quattro Istituzioni di Polizia cittadine, come dimostrato dagli arresti di soggetti colti in flagranza di reato, dalle numerose denunzie in stato di libertà, dai sequestri di mezzi e dalle numerose contestazioni per violazione alle vigenti disposizioni legislative, poste in essere da quanti avversano il democratico ossequio delle leggi nazionali e dei regolamenti cittadini.
Tanta gente ha tributato l'ultimo saluto alla signora Maria Siani
Cava [ 09 02 2011 ]

di Livio Trapanese
Il Santuario di San Francesco e Sant'Antonio,ieri pomeriggio, ancor prima delle 15,30, era già assiepato da amici e parenti del Colonnello Giuseppe (Peppino) Ferrara e della sorella Carmela, per partecipare al rito funebre celebrato da Padre Luigi Petrone e da Don Rosario Sessa, Parroco della Parrocchia di Sant'Adjutore e Rettore di quella di San Gabriele ai Pianesi. Fra i partecipanti al rito religioso numerosi gli ex collaboratori del Dr. Ferrara Avv. Giuseppe, che per anni ha ricoperto, con zelo, l'incarico di Vice Comandante dell'ottocentesco Corpo di Polizia Locale della Città di Cava de'Tirreni. Col Capitano Mario Sellitto ed il Tenente Pino Senatore, erano presenti altri Ufficiali, Ispettori, Sovrintendenti ed Agenti del Corpo di Polizia Locale metelliano, fra cui le Ispettrici Anna Sorrentino e Silvana Giordano, con numerosi Comandanti delle Polizie Locali del circondario. Ci è stato riferito la presenza del Comandante Saverio Valio. Non potevano mancare i "polizziotti di quartiere" del locale Commissariato di Pubblica Sicurezza dinanzi al Santuario Francescano ove, commossi, si sono visti avvicinare al Colonnello Peppino Ferrara ed ai suoi familiari: la dr.ssa Assunta Medolla, Dirigente del Palazzo di Città, il Colonnello Dr. Filippo Avv. Meluso, il dr. Sebastiano Coppola, Vice Questore Primo Dirigente di Pubblica Sicurezza, l'Onorevole Regionale Giovanni Baldi, l'ex Sindaco Luigi Gravagnuolo, gli Assessori Vincenzo Lamberti e Carmine Salsano ed il consigliere Enzo Bove. L'omelia di frate Luigi ha commosso tutti i presenti, poiché ha ricordato che la dipartita della mamma segna in modo particolare il distacco terreno dai nostri cari. Alle 14,20 di ieri lunedì 7 febbraio, fu proprio il dr. Giuseppe (Peppino) Ferrara, già Vice Comandante del Corpo di Polizia Locale di Cava de'Tirreni, nel tornare presso la sua dimora di Via Ernesto De Marinis, 81, ove abitava con la genitrice, signora Maria Siani, vedova Ferrara, di anni 81, compiuti il 13 gennaio scorso, ha constatarne il decesso, intervenuto per un'accidentale caduta. In Città è stato il mesto argomento del giorno ed in Via De Marinis, 81 di Passiano, sin dalle prime ore del mattino, è stato un continuo via vai di amici, parenti e conoscenti della famiglia Ferrara-Siani. Il Colonnello Giuseppe Ferrara, che tra l'altro è abilitato al patrocinio legale (essendo Avvocato), come la sorella Carmela ed il cognato Gerardo Di Salvatore, sono noti e stimati in Città ed oltre per la loro estrema semplicità e filantropica disponibilità.
Lo stadio Simonetta Lamberti è inagibile
Cava [ 07 02 2011 ]

di Livio Trapanese
Qualche giorno fa, nell'uscire da casa, nella buca della posta, ho trovato una copia del verbale n. 6 / 2011 del 1° Febbraio 2011, redatto dalla Commissione Provinciale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo, composta dal dr. Giuseppe Forlenza, Presidente; dal Vice Questore Aggiunto, Dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cava de'Tirreni, dr. Giuseppe Marziano; dall'Ing. Vincenzo D'Andrea, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco di Salerno; dall'Ing. Giuseppe Nappo, esperto in elettronica, dalla dr.ssa Giuseppina Lamberti, Dirigente Sanitario A.S.L. Salerno; dal Geometra Giuseppe Gismondi del Genio Civile, dall'Ing. Alfredo Ferrara del C.O.N.I.; dall'Assessore Carmine Adinolfi in rappresentanza del Sindaco di Cava de'Tirreni e dal dr. Matteo Pastore, Segretario. La commissione, nel verbale in parola, ha dato atto che non sono state ottemperate le prescrizioni impartite dalla stessa Commissione con verbale n. 94 / 2009 del 2 Ottobre 2009 e dalla Commissione Integrata di esperti dell'Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive con verbale del 15 Gennaio 2010. Per detti motivi la Commissione sospende il parere favoirevcole all'agibilità dello stadio SImonetta Lamberti, adottato con verbale n. 94 del 2009.
Festeggiato il 90enne Pasquale Rondinella, mandolinista de’ I Cantori Metelliani
Cava [ 28 01 2011 ]

di Livio Trapanese
Un folto stuolo di fans de’ “I Cantori Metelliani” di Cava de’Tirreni, Venerdì 28 Gennaio festeggeranno i primi 18 lustri di vita, ovvero le 90 primavere di Pasquale Rondinella, famoso e apprezzato mandolinista, ospite da alcuni anni, come l’ultracentenario Angelo Valva (108 anni) e tant’altri nonnini e nonnine della Casa di Riposo “Villa Serena” ex O.N.P.I. di Pregiato. Pasquale Rondinella è nato il 28 Gennaio 1921, in località “Sgobbo” dell’amena frazione cavese di Santa Lucia, vissuto poi a “Casa Costa” di San Cesareo. Ultimata la scuola media, Rondinella cooperò col papà Matteo, abile artigiano calzaturiero. Matteo Rondinella era anche scrupoloso maestro di musica e le sue puntuali lezioni di chitarra e mandolino le impartiva a numerosi giovani cavesi, della vicina Salerno e dell’agro nocerino sarnese. Sin dall’adolescente Pasquale Rondinella seppe far tesoro degli insegnamenti del padre, tanto che fu presto richiesto e conteso dai componenti dei complessi musicali cittadini, per suonare nelle feste nuziali, compleanni e serenate sotto i balconi di innamorate. Compiuto 19 anni, nonostante avesse brillantemente superato gli esami teorico-pratici per l’incorporamento nel Corpo della Guardia di Finanza, il 1° Gennaio 1940, imperversando la seconda guerra mondiale fu inviato ad assolvere l’obbligo di leva presso il C.A.R. (Centro Addestramento Reclute) di Bari, per essere destinato, dopo il giuramento alla Patria, negli istituti militari di Altamura e Caserta dove conseguì la promozione a sergente. Aggregato al 139° Reggimento Artiglieria, quale “mitragliere”, fu destinato a Civitavecchia, poi a Cagliari e nelle aspre località nuoresi. Per dare supporto alla già famosa 8ª Armata americana, fece rientro a Napoli dovendo svolgere funzioni di “polizia militare”. Pasquale Rondinella, al comando di un contingente di “suoi” militari, nell’affiancare le truppe alleate destinate a “risalire l’Italia, per liberarla dai nazisti, giunse in prossimità di Pisa, ove ebbe il difficile compito di vigilare 34.000 prigionieri tedeschi ed italiani, quest’ultimi sostenitori della Repubblica di Salò, raccolti in un unico vasto campo di concentramento, diviso in otto aree nell’immensa pineta di Coltano. Nella mente di Pasquale Rondinella tornò vivo l’adagio: Passeri, fringuelli e cavajuoli, ovunque vai li trovi e ciò perche fra i prigionieri italiani vi erano anche dei compaesani per i quali fece di tutto per aiutarli a superare le privazioni che solo chi è stato nei campi di concentramento può conoscere, rischiando d’essere scoperto e patirne le conseguenze per “alto tradimento”. Nella primavera del 1946, ultimata la guerra, ritornò nella Valle Metelliana e poiché aveva una forte passione di produrre gelati, si cimentò nello storico Bar Ponte di Salerno, sito per moltissimi anni in Corso Garibaldi, nei pressi della stazione ferroviaria. Rondinella preferiva svolgere i turni di notte, nel corso dei quali, avendo più tempo disponibile, poteva meglio lavorare i “suoi” gustosi gelati. Trascorsi alcuni anni, insistentemente richiesto dal cognato Ernesto Palladino, noto in tutt’Italia per l’arte calzaturiera, ebbe modo di rappresentare il rinomato calzaturificio cavese nei migliori negozi di Roma. Per Rondinella non era quello il suo futuro lavorativo, infatti, dopo soli sette anni, decise, senza ripensamenti, insieme a don Ignazio Armenante, di dar vita (nel cuore del Borgo porticato metelliano) al famigerato Bar Armenante. I gelati di Pasquale Rondinella erano divenuti famosi in tutta la provincia di Salerno, tanto che il titolare del Bar Ponte lo “supplicò” di ritornare, trascorrendo colà lunghi anni di lavoro notturno, fin quando, sopraggiunta un’invalidità, fu costretto a lasciare il lavoro, per collocamento in quiescenza. La vita coniugale di “zio Pasquale Rondinella”, così è rinomato a Cava de’Tirreni, non è stata serena come avrebbe voluto, poiché da Carmela Salsano, che sposò nel 1951, ebbe tre figli: la maggiore, a 25 anni, si tolse la vita per una delusione amorosa, il secondogenito, colpito da “poliomelite”, morì prima che compisse un anno ed analoga sorte toccò all’ ultimo nato, morto di “bronchite capillare”. La consorte l’ha lasciato vedovo nel 1993 e Pasquale Rondinella, questi ultimi diciotto anni, li ha trascorsi donandosi in maggior misura agli altri, suonando i suoi melodiosi mandolini in eventi pubblici e privati, ma anche in svariati studi televisivi. Quando siamo andati a trovarlo nella Casa di Riposo di Pregiato, l’abbiamo sorpreso a suonare, seduto sul cofano della sua storica Fiat 500 gialla (vedi foto), con uno dei suoi mandolini, l’antico motivo di “Cavesina”, la carezzevole canzone che i cavesi cantano dal 1947, anno della sua composizione.







Dieci secoli segnati da Alferio Pappacarbone
a Giuseppe Garibaldi
Cava [ 21 01 2011 ]

di Livio Trapanese
Quest’anno, come sappiamo, congiuntamente al millenario dell’Abbazia Benedettina della Santissima Trinità (1011-2011), ricorrono anche i primi 150anni dell’unità d’Italia (1861-2011) ed a farne memoria, sin dallo spirare dell’anno appena passato, ci ha pensato Gino Montella e Tiziano Di Martino, titolari del bar Garibaldi, sito al 318 di Corso Giuseppe Mazzini; di fronte allo storico “Palazzo Coppola”. Entrando nel bar, sotto la volta, realizzati da “Giotto”, all’anagrafe Antonio Lambiase, nostro abile concittadino, artisticamente formatosi nel nord Italia, si possono ammirare quattro grandi dipinti. Di fronte all’ingresso, appare il mistico Sant’Alferio Pappacarbone, che smesse le vesti di principe longobardo salernitano e vestito l’umile saio di San Benedetto da Norcia, nella “Cava Arsicia o Cava di Metello”, nel 1011, fondò l’Abbazia Benedettina. Alla sinistra si palesa l’Eroe dei due Mondi, “il Generale Giuseppe Garibaldi”, quando Venerdì 7 Settembre 1860, alle ore 11.00, reduce dalle battaglie di Milazzo, Calatafimi e d’Aspromonte, nel risalire lo Stivale per raggiungere Napoli, accompagnato dallo Stato Maggiore e dai Sindaci di Salerno e Vietri, don Sergio Pacifico e don Pietro Avallone, si fermò nella Città di Cava (il toponimo Città di Cava de’Tirreni origina il 23 Ottobre 1862). Ad accoglierlo fu il Vicesindaco, il Marchese Giuseppe Trara Genoino, in assenza del Sindaco, il Marchese Pasquale Atenolfi, che con un manipolo di ufficiali garibaldini si era portato a Napoli per prendere possesso della ”postazione telegrafica”. Alla destra dell’arcata, in tutta la sua bellezza, appare la “fontana dei delfini”, sita in Piazza Vittorio Emanuele III, la cui primitiva realizzazione (priva, ovviamente, dei marmorei delfini, di cui non se ne conosce l’esatta data di collocazione) si ebbe a seguito della Delibera Consiliare del 29 Maggio 1865. I lavori vennero ultimati il 21 Aprile 1866, con la realizzazione anche di una ringhiera in ferro, resasi necessaria, come ci ricorda la Delibera stessa, “per evitare l’inconveniente che potrebbe sorgere con le vetture o animali bovini, che tutt’ora si avvicinano ad abbeverarsi”. Nella volta soprastante l’ingresso, si evidenzia il “Castum Sanct’Adjutore, con al centro del Colle lo Stemma della nostra Città, concessoci dal Re Ferrante I d’Aragona con la sua seconda epistola del 22 Settembre 1460. Il quinto quadro, per finire, è dipinto sulla parete di sinistra del corridoio che conduce ai “locali servizi”. Esso rappresenta il maestoso Monte Finestra o Pertuso (alto 1.139 mt.) ai cui “piedi” si spande l’abitato cittadino. Adornare i locali commerciali di Cava de’Tirreni, con la rappresentazione di pagine di storia cittadina, è una tangibile espressione di vivo amore per la propria terra.























Cambio al vertice della polizia di Cava.
Da Napoli il subentrante Dirigente
Cava [ 13 01 2011 ]

di Livio Trapanese L’Ufficio di Polizia di Cava de’Tirreni, diretto fino a domenica dal Vice Questore Aggiunto dr. Agostino Gallo, chiamato presso la Questura di Genova per assolvere altro rilevante incarico, da lunedì mattina è diretto dal “parigrado” dr. Giuseppe Marziano, proveniente dall’impegnato Dipartimento della Polizia Ferroviaria di Napoli. Domenica, il dr. Marziano è stato visto al “Simonetta Lamberti” in qualità di “osservatore” dell’attività di prevenzione-repressione, posta in campo dall’acuto Questore di Salerno, dr. Antonio De Iesu, in occasione dell’incontro di calcio Cavese-Nocerina, conclusasi, ahinoi, 2 a 0 per i rosso-neri. Lunedì, di buon ora, nell’ufficio di Polizia di Corso Giovanni Palatucci è giunto il dr. Marziano, che accolto dal personale in servizio, ha preso cognizione del lavoro che l’attende. Martedì, invece, nella tarda mattina, in un incontro molto sobrio, sia per l’augurio di buon lavoro e sia, soprattutto, per dargli ufficialmente il benvenuto nella Bologna del Sud, è giunto negli Uffici di Polizia della Città dei Portici il Questore De Iesu, il quale ha sottolineato le vaste e profonde esperienze info-investigative del dr. Giuseppe Marziano, perfezionatesi presso la Questura di Milano prima ed il Reparto Mobile di Napoli poi. Il dr. Marziano, cinquant’anni (che non dimostra), consorte della dr.ssa Donatella Grassi, anch’essa eccelso Vice Questore Aggiunto presso un noto Commissariato campano (impegnato diuturnamente nella lotta alla criminalità organizzata), genitori di due bellissimi figli, è entrato in Polizia dopo aver conseguito, a pieni voti, la laurea in giurisprudenza. Da lunedì, al Dipartimento della Polfer di Napoli, ove si è distinto, in modo particolare, per la costante lotta alla criminalità predatoria e non solo, i “suoi” fidi uomini e donne poliziotti che quotidianamente lo cooperavano, ne lamentano l’assenza.
L'ispettore Fabio De Marco Cavaliere della Repubblica
Cava [ 04 01 2011 ]

di Livio Trapanese Poter avere presso la Tenenza della Guardia di Finanza di Cava de'Tirreni un Ispettore d'alto pregio etico-professionale e, nel contempo, d'impari modestia, non è poca cosa per i cavesi e non solo.
Lunedì 20 dicembre 2010, nel corso di una solenne cerimonia svoltasi nel Teatro Augusteo di Salerno, S.E. il Signor Prefetto, dr. Sabatino Marchione, alla presenza delle massime autorità civili, militari e religiose provinciali, ha conferito al dr. Fabio De Marco, sagace Ispettore del secolare Corpo della Guardia di Finanza, in servizio presso la Tenenza del Corpo della "Piccola Svizzera" l'alta onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, conferitagli dal Signor Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano. Il neo-Cavaliere De Marco, per l'occasione, era accompagnato dallo stimato Comandante Provinciale di Salerno, Generale di Brigata Salvatore dr. De Benedetto.
Il dr. Fabio De Marco, da oltre quattro lustri nel ruolo Ispettori delle Fiamme Gialle, ha raffinato le esperienze professionali in più Reparti sia dell'Italia Settentrionale, tanto che in quelli di Napoli ove si è distinto nella peculiare attività di contrasto al crimine organizzato.
Da qualche anno alla Tenenza della Guardia di Finanza di Cava de'Tirreni, abilmente comandata dal Luogotenente Donato Cav. Affinito, l'Ispettore dr. Fabio De Marco ricopre il delicato incarico di "Capo Squadra Comando" e, quale Ufficiale di Polizia Giudiziaria e Tributaria, anche quello di delegato alle plurime attività info-investigative-operative richieste dall'Autorità Giudiziaria salernitana e nazionale e diuturnamente (d'iniziativa) dalla Tenenza cavese.
Distintamente laureatosi in Giurisprudenza e Specialistica in Economia & Management, è Cultore del Diritto degli studi universitari, ha frequentato corsi specialistici "post laurea" in Diritto.
Coniugato con due figli (in tenera età), è decorato della Medaglia al Valor Civile per aver, sul litorale della Costa d'Amalfi, salvato un ragazzo da morte certa.
Encomiato per i molteplici meriti di servizio, è qualificato "Investigatore Economico Finanziario", grazie alla vasta e profonda formazione professionale negli svariati settori istituzionali della Guardia di Finanza.
     
  Contattaci  
 

 
Contattaci
Chi siamo
 
  Commerciali  
 
Industrie
Artigiani
Ristorazione
Alberghi
Shopping
Salute
Arredamenti
Servizi
Immobili
Commercio
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
torna in cima