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Vincenzo Lamberti
Tratto dal n.34 di CavaNotizie.it del 2 Febbraio 2009
Egr. rag. Lamberti, e' possibile sapere quali sono le scadenze del bonus straordinario, e la relativa approvazione dei modelli per la richiesta da utilizzare?

Risposta: Con provvedimento dell'Agenzia delle Entrate del 5/12/2008 sono stati approvati, con le relative istruzioni, i modelli per la richiesta al sostituto d'imposta e agli enti pensionistici (primo modello, da utilizzare se il beneficio e' erogato dal sostituto d'imposta) a all'Agenzia delle Entrate (secondo modello, da utilizzare se il beneficio non e' erogato dal sostituto d'imposta) del bonus straordinario da parte di cittadini residenti, lavoratori e pensionati, inclusi i soggetti non autosufficienti, facenti parte di una famiglia a basso reddito ( art. 1, D.L. 185/2008 - c.d. decreto anti-crisi).
Si ricorda che tale bonus, il cui ammontare varia da euro 200 ad euro 1000 in funzione del reddito e dei componenti del nucleo familiare, compete per il solo 2009 e non costituisce reddito ne' ai fini fiscali, ne' a quelli previdenziali.
Termini di presentazione: le scadenze per richiedere il bonus dipendono dall'anno d'imposta che viene preso a riferimento per la verifica dei requisiti richiesti. In particolare:
  • Il primo modello va presentato al sostituto d'imposta e agli enti pensionistici, direttamente dai soggetti interessati o tramite intermediari:
    1. entro il 28/02/2009, se il beneficio e' richiesto in base al numero dei componenti del nucleo familiare e al reddito complessivo riferiti al 2007;
    2. entro il 31/03/2009, se il,beneficio e' richiesto in base al numero dei componenti del nucleo familiare e al reddito complessivo riferiti al 2008.

  • Il secondo modello va inviato in via telematica all'Agenzia delle Entrate, direttamente dai soggetti interessati o tramite intermediari:
    1. entro il 31/03/2009, se il beneficio e' richiesto in base al numero dei componenti del nucleo familiare e al reddito complessivo riferiti al 2007;
    2. entro il 30/06/2009, se il beneficio e' richiesto in base al numero dei componenti del nucleo familiare e al reddito complessivo riferiti al 2008, solo da parte dei contribuenti esonerati dall'obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi.
Cava de' Tirreni
Un circo privato ha al proprio interno un bar per la somministrazione di bevande e alimenti ai solo soci (non e' aperto al pubblico). In questo caso, per gli incassi del bar, deve installare un registratore di cassa? Se la risposta e' negativa, quali adempimenti fiscali (Iva Irpef) sono da operare sugli incassi?

Il bar interno del club se non ha un affiliazione con ente riconosciuto sul territorio nazionale, deve certificare i corrispettivi tramite il registratore di cassa o ricevuta fiscale. con la circolare nimero 27 del 30 settembre 1981, il ministero delle Finanze ebbe modo di precisare che sono soggetti all'obbligo di ricevuta fiscale anche i circoli interni di enti ed associazioni riservate ai soci. Dopo la riforma introdotta con il Dpr 696/96 il contribuente, esonerato dall'emissione di fatture, puo' alternativamente emettere scontrino o ricevuta fiscale.
Cava de' Tirreni
Nel mio condominio si e' deliberato il rifacimento di tutte le tubazioni dell'impianto di riscaldamento centralizzato.la caldaia esistente e' gia' a condensazione. Per fruire della detrazione del 55% e' necessario sostituire la caldaia anche se ha tre anni di vita?

La rispsta e' affermativa. Come precisato nella circolare 36/E del 31 maggio 2007 ai sensi dell'articolo 1, commi 344-349 della legge 296/2006, la detrazione del 55% per la sostituzione della caldaia condominiale compete alle seguenti condizioni: l'edificio deve essere gia' dotato di impianto di riscaldamento; l'impianto di riscaldamento esistente deve essere sostituito da caldaia a condensazione. I benefici si estendono anche per tutti gli interventi conseguenti alla sostituzione della caldaia, eseguiti sul sistema di distribuzione.
Scrive Marco
Cava de' Tirreni
Un distributore di carburante che vende anche oli lubrificanti e piccoli gadget( deodoranti per auto, additivi, eccetera), ha l'obbligo della certificazione dei corrispettivi per la vendita di questi beni, considerata la scarsa rilevanza dell'ammontare dei ricavi derivanti da questa attivita'?

Per la vendita al minuto, da parte di un distributore di carburante, di beni diversi dal carburante stesso e dai lubrificanti per autotrazione, vi e' l'obbligo della certificazione fiscale dei corrispettivi (scontrino fiscale o ricevuta fiscale) non essendo tali operazioni comprese nei casi di esclusione dall'obbligo medesimo previsti dall'articolo 2 del Dpr 969/96.
Scrive Sandro
Cava de' Tirreni
Siamo una societa' che costruisce segnaletica verticale ed orizzontale (codice attivita' 28.75.3 E 45.23). Dobbiamo applicare il Reverse Charge? Se si' in quali casi?

La realizzazione di segnaletica si configura nei contratti d'opera (articolo 2222 del Codice Civile). Per cui, se il subappaltatore svolge la propria attivita' con un codice della sezione F, della tabella Ateconfin 2004 deve essere applicato il Reverse Charge.
Scrive Claudio
Cava de' Tirreni
Vorrei sapere se le agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni possono essere applicate anche nella seconda casa (appartamento ricevuto in eredita' e in comproprieta').

La risposta e' affermativa. La detrazione Irpef del 36% ai sensi dell'articolo 1, commi 387/388 della legge 296/2006, si applica per tutti gli interventi di recupero eseguiti su edifici residenziali e relative pertinenze. In particolare, il proprietario o detentore del fabbricato (locatario o comodatario) fruiscono della detrazione in 10 anni delle spese sostenute in relazione a tutti i fabbricati abitativi posseduti o detenuti a prescindere dal fatto che trattasi di lavori eseguiti sull'abitazione principale (dimora abituale) o su una seconda casa circolari 121/E e 57/E del 1998) .
Scrive Floriana
Cava de' Tirreni
Sono titolare di una ditta termoidraulica. Vorrei sapere se e' possibile fatturare con Iva al 4% un climatizzatore o altri beni (caldaia, vasca idro, box, doccia, radiatori, rubinetteria o sanitari) installati in un'abitazione acquistata dal cliente con Iva al 4%.

La risposta e' affermativa, a condizione che si tratti di beni finiti volti al completamento dell'abitazione che e' stata ceduta non ancora ultimata. Cio' vale non solo per l'aliquota ridotta del 4%, ma anche per quella del 10%, ad esempio nel caso di alcuni interventi di recupero.
Scrive Giulio
Cava de' Tirreni
Un medico fattura in esenzione Iva, ai sensi dell'articolo 10 del D.P.R. 633/72, ed e' esonerato dall'allegare la dichiarazione annuale Iva al modello Unico. La dichiarazione Iva va comunque predisposta e compilata, quindi conservata e non inoltrata, oppure non va neppure predisposta?

Il medico che effettua esclusivamente operazioni esenti e' esonerato dall'obbligo di presentazione della dichiarazione Iva e , conseguentemente, anche dall'obbligo di compilazione e conservazione della stessa.
Scrive Elisa
Cava de' Tirreni
Una S.n.c. svolge l'attivita' di scuola di ballo. I soci della S.n.c. insegnano tenendo corsi sia collettivi che individuali, sia presso la propria sede che in altri locali. La Societa' puo', in alternativa alle fatture, emettere ricevuta fiscale? E qual e' l'esatto codice Atecofin da utilizzare?

La scuola di ballo rientra tra le attivita' della Societa' per cui puo' essere emessa ricevuta fiscale, considerato che la prestazione e' svolta in locale "aperto al pubblico" con le caratteristiche esemplificate nella risoluzione n. 119 del 12 luglio 1996. Secondo le indicazioni del volume atecofin 2004 l'attivita' svolta da istruttori di ballo rientra nel codica 93.34.1
Scrive Francesco
Cava de' Tirreni
Siamo una S.r.l. che opera nel settore giardinaggio. Un impianto di irrigazione ex novo puo' essere fatturato con l'iva al 10%?

La risposta e' negativa. La realizzazione di un impianto di irrigazione sconta l'aliquota del 20% non essendo qualificabile come intervento di manutenzione ordinaria o straordinaria relativo a edifici a destinazione abitativa (articolo 7, comma 1, lettera b,) della legge 448/1999. Infatti, possono essere fatturati con aliquota del 10% i lavori riferibili ad un edificio: si veda, in proposito, l'elencazione, pur esemplificata, contenuta nella circolare 57 del 24 febbraio 1998.
Scrive Marco
Cava de' Tirreni
Nel caso di scioglimento anticipato di un'associazione sportiva dilettantistica, e' sufficiente la registrazione all'ufficio del registro oppure occorre un atto notarile?
Lo scioglimento di un qualunque ente e cosi' pure di una societa' sportiva dilettantistica deve essere coerente con le modalita' della sua costituzione. In questo senso, se la costituzione era avvenuta per atto notarile, cosi' dovra' essere anche per lo scioglimento.
Scrive Oberhuber Alois
Cava [ 02 01 2007 ]
Egregio signore,
Io noleggio la macchina che mi serve per il lavoro. La ditta che mi noleggia l'auto mi mette in fattura i costi dei chilometri percorsi con la macchina. Posso detrarre le spese o meglio queste fatture dalla dichiarazione dei redditi?
Vorrei chiederle inoltre: e' possibile creare una sola posizione, avere una sola partita IVA, per esempio: mia moglie fa la parrucchiera ed io ho la posizione come Servizio per varie imprese, e' possibile questo? Viene accettato una cosa simile o cosa potremmo fare? Perche' cosi' paghiamo le tasse insieme.


Non e' possibile dedurre le fatture per il servizio dei chilometri percorsi in sede di dichiarazione dei redditi se non e' titolare di Partita IVA. Per fare tale adempimento si ha bisogno di aprire partita I.V.A. ed impiantare una contabilita' con relativi registri ed annotare sia i costi (in caso specifica fatture di noleggio autovettura) che i ricavi. E' possibile creare una sola posizione I.V.A. pero' scegliendo l'attivita' permanente che fattura di piu ( tra il servizio o l'attivita' artigianale di parrucchiera di sua moglie. Dopo tale precisazione, si fa comunicazione all'Agenzia delle Entrate scegliendo i due codici attivita' (sia per il servizio prestiti che per l'attivita' artigiana di parrucchiere).
Scrive Scarcio
Cava [ 30 12 2006 ]
Salve, ho comprato nel 2006 un monolocale accatastato come deposito con annesso un garage, ora io ho intenzione di vendere entrambi i locali. Vorrei sapere, con le nuove leggi in vigore, se sono tenuto a pagare una plusvalenza, in caso di vendita, anche se e' accatastato come deposito e di quanto e' la percentuale.

Per risponderle avrei necessita' di conoscere il valore della rendita catastale acquisita all'atto dell'acquisto e della vendita degli immobili. Se c'e' una plusvalenza bisognera', di regola, versare in base al maggior valore conseguito.
Scrive Daniela Presti
Cava [ 15 12 2006 ]
Caro dottore, le chiedo se puo' delucidarmi sugli adempimenti fiscali ed iter per l'apertura di un distributore carburanti e relativo bar anneso. Grazie e buon lavoro.

Per l'apertura di un distributore di carburante si deve prendere contatti con:
  • una compagnia di carburanti (IP, ESSO,TOTAL ecc)
  • ricercare in zona dove impiantare tale distributore (non e' concesso in luoghi storici o centrali)
  • recarsi all'ufficio (ex. Utif) per ottenere le dovute autorizzazioni per l'istituzione del registro dei carburanti
  • per apertura del bar annesso chieda al Comune di residenza se esiste un piano di commercio per il rilascio a zone della licenza di somministrazione di alimenti e bevande.(Altrimenti fare richiesta di licenza presentando planimetrie, certificato igienico sanitario, e quant'altro le verra' richiesto dall'ufficio per il commercio del Comune).
  • Scrive Gladstone
    Cava [ 07 12 2006 ]
    Salve, sono un programmatore informatico, volevo domandare se fosse possibile vendere software da me prodotto fornendolo direttamente (ed esclusivamente) tramite download online (dunque senza supporti digitali di alcun tipo). In particolar modo volevo sapere se potevo adottare la "tattica" di vendere esclusivamente le licenze del mio software, mentre il software stesso sarebbe fornito "gratuitamente", in modo da evitare che i programmi vengano considerati come beni (e quindi evitare di dover aprire ditta individuale). In questo caso l'unica cosa ad essere venduta sarebbe la licenza per *utilizzare* il programma e non il programma stesso, rientrando cosi' nel campo di applicabilita' dell'opera di ingegno e agendo dunque come libero professionista invece che, come accennato, ditta individuale. E' possibile farlo? Grazie

    Tale vendita di software da te prodotto puo' essere venduto solo come opera di ingegno per una sola volta occasionalmente, come tua invenzione. Per la vendita on line devi essere titolare di partita I.V.A. o come ditta individuale o come libero professionista.
    Scrive Vistalli
    Cava [ 27 11 2006 ]
    Egregio ragioniere, sono stata socio accomandante in una societa' S.a.s. (lavoravo da un commercialista) e per fargli un favore sono entrata in societa'. Mi sono tolta un anno dopo.
    Ora e' arrivato dall'agenzia dell'entrate un accertamento, chi ne risponde? Potrebbe arrivare anche a me personalmente?
    La prego di rispondermi. Grazie.


    Mi pare di aver capito che e' stato notificato avviso di accertamento alla S.a.s, pertanto bisogna sapere che tipo di accertamento e' stato inviato dall'Agenzia dell'Entrate (se per gli studi del settore o altro) se il reddito della societa' viene modificato dall'Agenzia (es.dichiarato 5.000,00 ma accertato 10.000,00) sara' inviato un avviso di accertamento anche al socio accomodante in percentuale alla quota posseduta. E' da conoscere anche la data precisa dall'uscita della societa'.
    Scrive il dott. Luca Thesi
    Cava [ 23 11 2006 ]
    Spett.le Ragioniere, vorrei sapere quali sono i provvedimenti o le circolari INPS in base alle quali un socio accomandante non e' tenuto a versare i contributi.

    Poiche' il socio accomandante si presume che non collabora all'attivita' (solo socio di capitale) l' Inps ha dato disposizione che il socio non e' soggetto al pagamento dei contributi I.N.P.S ad eccezione di chi porta a libro paga (cioe' i soci dipendenti).
    Scrive Fausto Bontempi
    Cava [ 22 11 2006 ]
    Iva per auto di importazione.

    Salve, sono un ragazzo di 29 anni e vorrei avere qualche informazione riguardo l'IVA sulle auto di importazione.
    Innanzitutto parto dal concetto, appurato a mezzo di ricerche fatte da me su internet ed articoli vari del Sole 24ore, che le automobili si definiscono usate quando hanno 6 mesi di vita a partire dalla data di prima immatricolazione e 6000 km percorsi. Detto cio', essendo titolare di una S.a.s. quindi con un numero di partita IVA, vorrei sapere cosa mi converrebbe fare nel caso acquistassi un auto in Germania: se, acquistare l'auto come se fossi un privato, quindi costretto a pagare l'imponibile piu l'IVA al 16% (in Germania l'IVA e' del 16%), oppure acquistare l'auto a nome della mia societa' e quindi pagare solo il prezzo dell'imponibile?
    Nel caso poi acquistassi l'auto a nome della mia societa', pagando di conseguenza solo il prezzo dell'imponibile, cosa dovrei fare dopo aver nazionalizzato l'auto in Italia, nel caso la volessi rivendere?
    Dovrei aggiungere l'IVA del 20% sulla fattura di vendita al cliente che la acquista o applicare qualche articolo da me poco conosciuto tipo l'IVA a margine? Mi piacerebbe avere le idee chiare ed essere informato il piu possibile a riguardo perche' vorrei fare una societa' che si occupi esclusivamente dell'importazione di auto dall'estero ed attenermi strettamente alle leggi vigenti per non incorrere in errori non voluti. Grazie.


    La nuova normativa sull'importazione di auto usate da nazione sia che facciano parte della comunita' europea o non e' cosi' regolamentata:
  • le auto per entrare in Italia devono aver versato la tassa di immatricolazione Mod F/24 allegato.
  • importazione con aliquota 16% fosse Germanica o altri Paesi come privato si puo' fare per una volta, ma non come importazione abituale (commercio)
  • La soluzione ideale per importazione di auto e lavorare con la S.A.S. in suo possesso con relativa licenza rilasciata dal comune di residenza, applicando il regime I.V.A a margine per la rivendita delle stesse.
  • Scrive Silvana Pepe
    Cava [ 19 11 2006 ]
    Gentile Dottore, sono vedova di dottore commercialista deceduto nel settembre 1994 e percepisco la pensione di reversibilita'. Alcuni mesi prima del decesso mio marito aveva fatto richiesta di pensione di invalidita'. Vorrei sapere se ho diritto ad un aumento di pensione essendo vedova da prima del 1995. Grazie.

    Le consiglio di recarsi da un patronato; e' necessario verificare la convalida e la percentuale di invalidita' riconosciuta dall'ente preposto.
    Scrive Picci Stefania
    Cava [ 15 11 2006 ]
    Salve, Io sono dipendente con co.co.pro presso una societa', lavoro per questa 8 ore dal lunedi' al venerdi' con un netto mensile di circa 900 .
    Ho da poco aperto la partita iva in quanto mi occupo di e-commerce.
    Chi paga i contributi?
    Continua a farlo l'azienda presso cui lavoro?
    Non ho ancora un volume d'affari per poter quantificare le entrate che provengono dal mio sito, mi e' stato detto che supero i 5000 all'anno allora devo pagare io come titolare di partita iva? E nel frattempo paga anche la societa' dove lavoro?


    I dipendenti con contratto C.O.C.O con societa' private, i contributi devono essere versati dai datori di lavoro in base al netto mensile concordato.Nel quesito proposto aprendo la partita Iva, si ha l'obbligo di versare i contributi Inps sulla parte eccedente il superamento dei 5000,00 euro, pertanto a mio avviso bisogna fare un opzione o rimanere alle dipendenze con contratto C.O.C.O, oppure versare i contributi Inps chi e' in possesso di partita Iva con iscrizione alla gestione separata Inps.
    Scrive Franco Portati
    Cava [ 05 11 2006 ]
    Egregio Dottore,Le chiedo un consiglio circa l'apertura di un'attivita' professionale che alcuni amici ed io abbiamo intenzione di dare vita.
    Si tratta di uno studio di consulenza, gestione e compravendita immobiliare costituita da tre persone di cui uno in possesso dell' abilitazione di agente immobiliare, l'altro amministratore immobiliare/condominiale ed il terzo avvocato. Le chiedo: e' opportuno costituire una societa' e se SI di che tipo ?
    Occorre che tutti e tre siano in possesso della partita IVA ?


    Leggendo il vostro quesito mi pare di capire che siete tutti professionisti, pertanto la forma di societa' che potete creare e' uno studio associato, con oggetto sociale intermediazione immobiliare e con amministratore il socio che ha l'abilitazione di agente immobiliare avendo una sola partita Iva, in modo da fatturare tutti su di essa.
    Scrive Nicola La Notte
    Cava [ 19 10 2006 ]
    Salve, fino all'anno 2005 ero titolare di una ditta individuale che operava nel campo dell'informatica, nel 2006 ho chiuso la mia ditta individuale e ho aperto con un'altra persona una societa' srl sempre nel campo dell'informatica, l'altra persona nel medesimo mio modo ha chiuso la sua ditta individuale per aprire l'srl. Siamo soci al 50%, pero' abbiamo ripartito gli utile del 2006 con percentuali diverse in base al reddito dell'anno 2005 e al numero di clienti delle 2 ditte individuali. Nel 2005 io ho fatturato circa 12.000 euro e il mio socio 24.000. Come clienti io avevo circa 15 clienti e lui circa 80. Le spese le dividiamo al 50%.
    Secondo lei come dovrebbe essere calcolato il diverso avviamento delle 2 ditte individuali, al fine di calcolare le percentuali di ripartizione dell'utile della srl, in modo che progressivamente nel giro di qualche anno si arrivi al 50% per entrambi?
    Noi abbiamo previsto 5 anni, con la seguente ripartizione dell'utile:
  • 1 anno, io 32%, altro socio 68%
  • 2 anno, io 36%, altro socio 64%
  • 3 anno, io 39%, altro socio 61%
  • 4 anno, io 42%, altro socio 58%
  • 5 anno, io 45%, altro socio 55% Nel 6 anno le percentuali saranno 50-50. Secondo lei e' corretto tale calcolo, oppure gli anni sono troppi? O troppo pochi?

    Sommariamente le percentuali sono corrette con i relativi anni proposti.
  • Scrive Diraimo Maurizio
    Cava de' Tirreni
    La mia professione e' carrozziere, ho una ditta individuale a me intestata, vorrei sapere, gentilmente, le spese mediche, di ristorante (in particolare) in quale misura possono essere detratte dalla denuncia dei redditi?

    Le spese mediche vi e' riconosciuta una detrazione pari a 19% sul modello Unico Persone Fisiche, mentre per le spese di ristorante devono essere dedotte in contabilita' e non oltre il 5% del costo sostenuto.
    Scrive Luciano Raccuia
    Cava de' Tirreni
    Spett.le rag.re, in qualita' di socio assegnatario ho acquistato da cooperativa un appartamento (prima casa).
    In data 19 gennaio c.a. presso lo studio del notaio ho rogitato. Successivamente mi e' pervenuta la fattura pagata presso lo studio del notaio. La seguente fattura e detraibile fiscalmente?


    La fattura del notaio non e' fiscalmente detraibile, anche se trattasi di appartamento (Prima Casa) in cooperativa. Puo essere detraibile parte del costo della parcella notarile solo in presenza di mutuo ipotecario.
    Scrive Pierluigi Carugati
    Cava de' Tirreni
    Sono stato invitato dell'agenzia delle entrate a portare la documentazione relativa alle spese sanitarie della mia dichiarazione del 2003 (730).
    Mi e' venuto un dubbio: Alcuni scontrini relativi all'acquisto di medicinali non hanno la ricetta medica in quanto noi spesso acquistiamo medicine da banco. Ho compilato una distinta per questi acquisti, ma mi e' venuto un dubbio: moltissimi scontrini non riportano il nome del farmaco ma semplicemente: medicine, o farmaco o reparto n. x, o num. pezzi (comunque tutti acquistati in farmacia).
    Nell' elenco dovevo indicare il nome del famaco (ora...chi se lo ricorda?). Ho messo la data, il nome della farmacia e l'importo, e firmato il tutto. E' corretto? Vorrei evitare problemi con il fisco prima di consegnare quanto richiesto! Cordiali saluti.


    Egre. Sig. Carugati puo' inviare tranquillamente all'agenzia delle Entrate gli scontrini fiscali senza ricetta medica, anche quelli da banco. L'unica accortenza e' di compilare un'autocertificazione indicandovi, semplicamente la data,importo sostenuto, e se e' possibile il nome della farmacia.
    Scrive Mario
    Cava de' Tirreni
    Gentile dottore faccio parte di uno studio tecnico che negli ultimi due anni ha fatturato mediamente 100.000 euro. Nello studio esistono due Partite Iva e per l'anno 2007 ho pensato di caricare il tutto in parti uguali sulle due Partite. Esiste un modo piu conveniente per gestire il tutto.....

    Avere due partite Iva nello stesso studio ed esercitare la stessa professione puo' essere ambiguo per l'anagrafe tributaria, la procedura di fatturare i compensi al 50% puo' essere conveniente ai fini Irpef ed Irap, ma rimene sempre come divideri gli utili con gli studi di settore. Il mio suggerimento e' costituire uno studio associato, con una sola partita Iva, compilando il modello Unico SP. ed ogni socio dichiarare i propri redditi nel modello Unico PF.
    Scrive Olliva Maria
    Cava de' Tirreni
    Qualora in una s.a.s., con cinque soci di cui uno accomandatario, un creditore dovesse riscuotere un suo debito, dovra' rifarsi al patrimonio della societa', e in seconda istanza al patrimonio del socio accomandatario. Ma se quest'ultimo non ha nessun patrimonio, come viene estinto questo debito?

    Il socio accomandatario nelle sas e' l'unico che ne risponde in prima linea, anche con i beni personali, la procedura esatta e' quella di accredite prima il patrimonio della societa', e poi quello dell'amministratore. Non avendo nulla come il lettore asserisce, il debito non puo' mai essere estinto.
    Scrive Giovanna
    Cava de' Tirreni
    Un bar che effettua operazioni imponibili ha all'interno del suo locale un videogioco per cui effettua operazioni esenti (articolo 10, comma 6, Dpr 633/72). Queste operazioni, non rientrando nell'attivita' propria del bar, costituiscono o meno pro-rata?

    In base all'articolo 11-quinquiesdecies del Dl 203/2005,convertito dalla legge 248/2005, l'effettuazione di operazioni esenti di cui all'articolo 102, numeri 6 e 7, Dpr 633/72 non comporta limitazioni del diritto alla detrazione. Queste operazioni, sempre in base all'articolo 11-quiquiesdecies, di cui sopra, non concorrono neppure alla formazione del rapporto di detrazione ( pro-rata) di cui al quinto comma dell'articolo 19, Dpr 633/72.
    Scrive Giacomo
    Cava de' Tirreni
    Siamo produttori di semilavorati per gelateria e utilizziamo, tra gli ingredienti, cacao e zuccheri.I nostri prodotti finiti sono soggetti all'aumento dell'Iva dal 10% al 20% previsto dal decreto legge 223/2006?

    L'originaria formulazione del decreto legge 223/2006 e' stata modificata in modo da escludere l'aumento dell'aliquota per i prodotti cui fa riferimento il lettore. Quindi, si continua ad applicare l'aliquota del 10% sia per i prodotti a base di zucchero sia per il cioccolato e gli altri prodotti alimentari contenenti cacao.
    Scrive Gennaro
    Cava de' Tirreni
    In base alla normativa sulla privacy, chi emette fattura manualmente (come meccanici, idraulici. elettricisti e commercianti in genere) e' tenuto a rilasciare l'informativa prevista dall'articolo 13 del Dlgs 196/2003 ai propri clienti?

    Chiunque utilizza dati personali durante lo svolgimento della propria attivita', prima di procedere al relativo trattamento, deve sempre rilasciare l'informativa prevista dall'articolo 13 del Dlgs 196/2003.Questo a prescindere dalle modalita' con cui le informazioni personali vengono gestite e raccolte.Nel caso prospettato, non sara' invece necessario richiedere il consenso ai clienti, in quanto il trattamento e' necessario per adempiere alle prestazioni oggetto del contratto stipulato tra prestatore d'opera o commerciante e cliente. (articolo 24, lettera b, Dlgs 196/2003).
    Scrive Filippo Iovino
    Cava de' Tirreni
    salve, ho un quesito da porre....
    in una azienda (industria) 'snc' composta da due soci di cui 1 amministratore. L'Inps sostiene che l'amministratore deve versare i contributi come artigiano.... per me e' un controsenso in quanto e' socio si, pero' di fatto non e' che lavora manualmente all'interno della societa', ma si occupa solo della firma degli assegni e di funzioni direttive. Per me sarebbe corretto inquadrarlo o come Quadro (quindi lavoro dipendente) anche se non avrebbe senso, o alla gestione separata (18,20%). Sono contrario a versare i contributi come artigiano sia perche' sono pochi, sia perche' mi sembra di sottovalutare l'amministratore.
    Secondo voi, come va inquadrato?


    Se ritiene che i contributi Inps, da versare come artigiano, siano pochi e sottovalutata la figura dell'amministratore, trasformi la Snc in Sas (sempre di societa' di persone si tratta), in questo modo lei diventa socio accomandatario mentre l'altro socio diventa accomandante (non soggetto a versamenti Inps) e lo assume come addetto all'aministrazione con poteri di firma (specificandolo anche nell'atto notarile). Unico inconveniente e' che le quote sociali non devono essere al 50%, ma cosi' suddivise:
    Il socio accomandante al 5% (e in sede di modello Unico dichiarando appunto il 5% + redditi relativi al modello Cud della suddetta societa'.
    Il socio accomandatario dichiara la parte restante.
    Scrive Vincenzo
    Cava de' Tirreni
    Avendo ritrovato delle fatture di acquisto datate 2005, mi e' consentito registrarle nel 2006? L'IVA e il costo relative a queste fatture sono detraibili?

    Si', e' possibile registrare le fatture datate 2005 entro il secondo anno successivo alla effettuazione dell'operazione e comunque prima della liquidazione periodica o della dichiarazione annuale nella quale si esercita il diritto alla detrazione(articolo 19, comma 1 del Dpr 633/72). L'Iva sara' detraibile o indetraibile a seconda del trattamento riservato all'operazione nel momento in cui si originata infatti, l'articolo 19, comma 1, prevede che la detraibilita' opera alle "condizioni esistenti al momento della nascita del diritto".
    Scrive Francesca
    Cava de' Tirreni
    Un' azienda esercita commercio al minuto di materiali termoidraulici con installazione. Utilizza un computer per collegamenti Internet e si serve di programmi excell e word per scrivere e stampare fatture senza salvare dati, conservati solo su carta e consegnati al proprio consulente.
    L'azienda e' obbligata a redigere il Dps (legge 196/2003)?


    Il Codice della privacy pone l'obbligo di redigere il Dps a carico soltanto dei titolari che trattino dati sensibili e/o giudiziari con supporti elettronici. Poiche' i dati utilizzati per compilare la fattura non rientrano nella categoria dei dati sensibili o giudiziari e poiche' questi dati non restano memorizzati sul pc, il caso prospettato dal lettore sembra escludere l'obbligo di predisporre il documento programmatico per la sicurezza.
    Scrive Nicola
    Cava de' Tirreni
    Sono un dipendente di un'azienda del settore credito. Sto costituendo con un socio una s.a.s. per la gestione degli immobili. E' vero che i soci sono poi tenuti al versamento dei bollettini Inps per contributi?

    Lo svolgimento di una attivita' commerciale nella forma della Sas obbliga all'iscrizione alla gestione previdenziale presso l'Inps e al pagamento dei contributi a condizione che si tratti del socio accomandatario(mentre l'accomandante non e' obbligato) e che l'attivita' svolta sia abituale e prevalente rispetto ad altra. Se ad esempio nel caso sottoposto, l'attivita' di dipendente bancario fosse prevalente rispetto a quella commerciale, non sorgerebbe alcun obbligo di iscrizione all'Inps.
    Scrive Roberto da Padova
    Cava de' Tirreni
    Per favore, potete dirmi che retribuzione spetterebbe ad un commis di sala (livello 6) e anche ad un banconiere. Entrambi hanno il seguente orario di lavoro:
  • lunedi' mercoledi' domenica: 18.30 - 02.00
  • martedi' 17.00 - 02.00
  • venerdi sabato: 18.30 - 03.00
    C.C.N.L. applicato: Turismo - Pubblici Esercizi, Zona di lavoro: periferia di Padova Distinti saluti .


    PAGA BASE COMMIS DI SALA- LIVELLO 6
    BANCONIERE LIVELLO 6
    PAGA LORDA MENSILE EURO 1.075,00=(PAGA ORARIA Euro 6,25)
    LAVORO STRAORDINARIO MENSILE Nr.50 ORE EURO 310,00=( SECONDO L'ORARIO che lei mi ha ESPOSTO )
    MAGGIORAZIONE LAVORO FESTIVO EURO 25,00
    MAGGIORAZIONE LAVORO NOTTURNO EURO 48,00
    TOTALE PAGA LORDA MENSILE EURO 1.458,00.
  • Scrive Lorenzo
    Cava de' Tirreni
    Un ente non commerciale che non svolge,neanche occasionalmente attivita' commerciale, deve essere in possesso del codice fiscale?

    La risposta e' affermativa. Infatti, l'ente non commerciale deve comunque possedere il codice fiscale. L'obbligo di usare il codice fiscale e' scattato dal 01.01.1978 La normativa, dopo una serie di modifiche al decreto originario (D.P.R. 29.09.1973, n. 605), e' stata interamente disciplinata dal D.P.R. 02.11.1976, n. 784, cui hanno fatto seguito il D.M. 23.12.1977, n. 955, contenente disposizioni per l'attuazione dell'Anagrafe tributaria. Anche per gli enti non commerciali che non svolgono attivita' fiscalmente rilevante, il codice fiscale e' indispensabile, ad esempio, per acquistare beni con fattura, per stipulare contratti di locazione, per erogare compensi a terzi, per versare le ritenute fiscali, ecc
    Scrive Antonella
    Cava de' Tirreni
    Quest'anno non ho potuto scaricare le spese mediche mie e delle mie figlie perche' lavoro part-time e con il mio reddito non compilo la dichiarazione dei redditi. Posso essere a carico di mio marito? Oppure, invece di avere le due figlie a carico al 50%, puo' uno solo dei due chiedere le deduzioni?

    Purtroppo perla lettrice, le detrazioni fiscali per le spese non sono recuperabili in qaunto il reddito del lavoratore e' interamente abbattuto dalla no tax area; inoltre, il soggetto non puo' essere considerato a carico del marito se ha un reddito superiore a 2.840,51 euro. Per quanto riguarda invece le deduzioni e le spese delle figlie, queste possono essere recuperate interamente dal marito nella sua dichiarazione dei redditi.
    Scrive Flaviano
    Cava de' Tirreni
    A chi spetta il pagamento dell'imposta comunale sugli immobili in caso di abitazione costruita da una cooperativa edilizia?

    A questo proposito, si osserva che, con riferimento alle abitazioni realizzate da cooperative edilizie, si distinguono due ipotesi: a)cooperative a proprieta' divisa: il soggetto passivo Ici e' la cooperativa fino al giorno di assegnazione delle abitazione ai soci; b)cooperative a proprieta' indivisa: soggetto passivo Ici e' sempre la cooperativa, in quanto i soci non sono titolari delle abitazioni loro assegnate. Per i fabbricati realizzati su terreni concessi dal Comune ad una cooperativa edilizia per la realizzazione di alloggi economici e popolari, l'Ici e' a carico non piu del Comune con diritto di rivalsa sul fondo, ma della stessa cooperativa o degli assegnatari quali proprietari del manufatto (Cassazione 12.06.1999, n. 5802; Cassazione 10.07.1999, n. 7273)
    Scrive Vincenzo
    Cava de' Tirreni
    Ho iniziato la ristrutturazione della mia casa nell'ottobre 2005 con l'Iva al 10%. Ora con la nuova Finanziaria, l'Iva e' stata elevata al 20%. Come mi devo comportare con le fatture che verranno emesse nel 2006? E' ancora valido il 10% o dovro' adeguare tutto al 20%?

    Tutte le fatture emesse dopo il 31 dicembre 2005 devono essere con aliquota ordinaria, a nulla influendo la circostanza che riguardano interventi realizzati nel 2005. Parimenti, le fatture emesse fino al 31.12.2005 scontano l'aliquota ridotta al 10% anche se sono relative a lavori che devono essere ancora terminati o addirittura non sono ancora iniziati.
    Scrive Francesco
    Cava de' Tirreni
    Alla morte dell'unico genitore titolare di pensione di anzianita', il figlio a carico ha diritto alla pensione di reversibilita' e in che misura percentuale rispetto alla stessa?

    Scatta il diritto alla pensione di reversibilita' a favore del figlio minore, studente anche universitario durante il corso legale di laurea e fino al limite di eta' di 26 anni, oppure al figlio maggiorenne inabile a carico del pensionato defunto. La misura e' del 70% della pensione lorda diretta; questo, quando il figlio e' l'unico beneficiario della pensione di reversibilita'. Se il figlio concorre con il coniuge del pensionato defunto si divideranno l'80% (60 al coniuge e 20 al figlio) ; il 100% nell'ipotesi del coniuge con due figli o piu figli.
    Scrive Nicola
    Cava de' Tirreni
    L'amministratore di una Srl, iscritto anche alla gestione separata Inps (percepisce un compenso mensile), e' obbligato a versare i contributi alla gestione artigiani o commercianti sul reddito, eccedente il minimale, derivante dalla Srl?

    Se si tratta di socio lavoratore, come tale iscritto alla gestione speciale previdenziale, il contributo va versato sulla globalita' dei redditi di impresa (compresi i redditi di partecipazione) nel rispetto del minimale e massimale di reddito stabiliti. Questo contributo va versato, quindi anche sulla parte del reddito eccedente il minimale nei limiti del massimale.
    Scrive Andrea
    Cava de' Tirreni
    Diversi anni fa ho acquistato una prima casa con le agevolazioni fiscali; lo scorso anno ho finito di pagare il mutuo e contemporaneamente ho acquistato un box annesso al fabbricato. Posso continuare a detrarre gli interessi passivi relativi al mutuo del box?

    La risposta e' negativa; infatti, non e' possibile detrarre gli interessi passivi in caso di mutuo stipulato solo per acquistare il box pertinenziale; tale chiarimento e' presente anche nelle istruzioni del modello Unico 2005.
    Scrive Vincenzo
    Cava de' Tirreni
    Se una fattura, soggetta a ritenuta d'acconto viene saldata in piu rate: qual e' il momento dal quale decorre l'obbligo di versare la ritenuta medesima?

    Il sostituto d'imposta ha l'obbligo di operare la ritenuta all'atto del pagamento (articolo 25, comma 1 del Dpr 600/73). Nel caso in esame, pertanto, la ritenuta deve essere determinata su ogni singolo pagamento e operata al momento della corresponsione di ogni singola rata.
    Scrive Luciano
    Cava de' Tirreni
    Vorrei cambiare gli infissi del mio appartamento. L'agenzia delle Entrate dice che devo allegare al loro modulo copia dell'autorizzazione rilasciata dal Comune, ma questo tipo d'intervento non necessita dell'autorizzazione del Comune in quanto si tratta di manutenzione ordinaria. Per accedere all'agevolazione fiscale, cosa devo fare?

    La sostituzione degli infissi come intervento idoneo a conseguire risparmio energetico, non necessita di Dia (denuncia di inizio attivita') e risulta agevolato ai fini della detrazione di cui all'articolo 1 della legge 449/97, a prescindere dal fatto che si tratta di un intervento di manutenzione ordinaria o straordinaria in effetti nella comunicazione, prima dell'inizio dei lavori, occorre indicare che si tratta di un intervento idoneo a conseguire risparmio energetico e farsi rilasciare una certificazione tecnica dall'installatore sulle caratteristiche degli infissi (esempio: doppi vetri).
    Scrive Rino Striano
    Cava de' Tirreni
    Alcune farmacie emettono scontrini di cassa su carta chimica che sbiadisce nel giro di uno o due mesi. Per poter fruire della detrazione d'imposta del 19% e' possibile fare le fotocopie di questi scontrini?

    La risposta e' affermativa (anche se si consiglia, comunque, di conservare fino alla scadenza dei termine per accertamento da parte dell'amministrazione finanziaria gli originali seppur illeggibili) Si ricorda, altresi' che per i medicinali acquistati senza prescrizione medica, oltre allo scontrino, occorre un'autocertificazione attestante la necessita all'acquisto e, qualora lo scontrino non recasse la dicitura "medicinale o farmaco", dovra' anche essere auto-certificato che l'importo pagato e' riferito all'acquisto degli stessi farmaci necessari al contribuente o ai familiari a suo carico e non all'acquisto di altri prodotti non sanitari disponibili in farmacia(circolare 24/E del 10 giugno 2004).
    Scrive Lorenzo
    Cava de' Tirreni
    Vorrei sapere se e' sanzionabile un titolare di partita Iva che emette fattura, priva, rispettivamente, di codice fiscale o partita Iva, del proprio cliente.

    Ai sensi dell'articolo 21 del DPR 633/72, e' obbligatorio indicare nella fattura la denominazione delle parti tra le quali e' effettuata l'operazione. Il cliente va individuato indicando la completa ragione sociale ma non e' necessario che venga riportato anche il codice fiscale e la sua partita Iva occorre, invece, indicare il numero di partita IVA del cedente o del prestatore.
    Scrive Luigi
    Cava de' Tirreni
    Quali adempimenti fiscali deve eseguire un agente di commercio al fine di poter detrarre l'IVA sul carburante per la macchina utilizzata esclusivamente per l'attivita', visto che i distributori non emettono fattura?

    Per l'acquisto di carburanti per autotrazione presso gli impianti stradali di distribuzione e' fatto divieto di emettere la fattura con l'eccezione del gasolio acquistato da autotrasportatori. Per documentare l'acquisto di carburante, i soggetti Iva che possono e vogliono esercitare il diritto alla detrazione devono utilizzare una scheda carburante mensile, o (dal 01.03.1998) trimestrale per ogni veicolo impiegato nell'esercizio dell'attivita'. Sulla scheda carburante va indicato la propria intestazione, completa di partita Iva, gli estremi di individuazione del veicolo (targa, o numero di telaio) nonche' il mese o trimestre di riferimento. Si osserva che dal 01.03.1998 gli esercenti attivita' di impresa devono indicare sulla scheda carburante prima della registrazione il numero di chilometri risultanti dal contachilometri alla fine del mese o trimestre di riferimento.
    Scrive Pino Foscari
    Cava de' Tirreni
    Il socio di una snc e' obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi nel caso in cui la societa' non ha ne' redditi ne' perdite? Si precisa che il socio in questione non ha altri tipi di reddito.

    Nel caso specificato, non ricorre l'obbligo di presentazione della dichiarazione (Modello Unico). Il comma 4 dell'articolo 1 Dpr 600/73 prevede espressamente questo esonero per le persone fisiche che non possiedono alcun reddito, sempre che non siano obbligate alla tenuta delle scritture contabili.
    Scrive Santolo
    Cava de' Tirreni
    Un autotrasportatore per conto terzi puo' ai fini delle imposte dirette, dedurre tra i costi le spese per il ristorante?

    Le spese per il vitto sostenute dall'imprenditore individuale sono da ritenere relative alla sfera personale dello stesso e, pertanto, non deducibili dal reddito d'impresa . Sono invece deducibili, nella misura di un terzo in cinque anni, le spese per vitto qualora rientrino tra quelle di rappresentanza sostenute per aumentare il prestigio della propria impresa.
    Scrive Anonimo
    Cava de' Tirreni
    Anonimo L'assemblea condominiale decide a maggioranza di sostituire la tastiera dei citofoni accanto al portone esterno dello stabile, poiche' le linee elettriche che collegano i citofoni dei vari appartamenti all'unica tastiera sono di diversa lunghezza, come deve essere divisa, fra i conIl socio di una snc e' obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi nel caso in cui la societa' non ha ne' redditi ne' perdite? Si precisa che il socio in questione non ha altri tipi di reddito.

    Nel caso specificato, non ricorre l'obbligo di presentazione della dichiarazione (Modello Unico). Il comma 4 dell'articolo 1 Dpr 600/73 prevede espressamente questo esonero per le persone fisiche che non possiedono alcun reddito, sempre che non siano obbligate alla tenuta delle scritture contabili.
         
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