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Franco Bruno Vitolo
L’Assostampa “Barone” batte il cinque
Fuoco estivo con tre giornalisti e due scrittori
[26 07 2013 ]
Franco Bruno Vitolo
Le ultime settimane sono state uno sprint continuo e proficuo per l’Associazione Giornalisti di Cava e Costa d’Amalfi “Lucio Barone”, che ha organizzato ben cinque manifestazioni pubbliche: due presentazioni di libri e tre incontri con giornalisti della serie Pagine di parole.
Il 5 giugno, nella Mediateca Marte, Flora Calvanese e Emiliano Amato hanno conversato con la quirinalista dell’Unità Marcella Ciarnelli un fiorire di aneddoti scherzosi e serie riflessioni sulla sua vicinanza professionale ed umana con il Presidente Giorgio Napolitano ed in particolare sul suo rapporto conflittuale con Silvio Berlusconi, che, bollandola come stalinista, una volta l’ha stoppata prima della domanda in una conferenza stampa e, pur se con la sua giocosa canzonante cavalleria, non ha mancato di punzecchiarla sul contrasto tra la sua eleganza signorile e l’appartenenza al mondo per lui nefando dei “comunisti”.
L’11 giugno, al Social Tennis Club, Franco Romanelli, coadiuvato da Antonio Di Giovanni, ha condotto con conviviale intelligenza una brillante conversazione col Caporedattore del Mattino Luciano Pignataro sul giornalismo gastronomico. Si è passeggiato con appetitose parole sulle indagini effettuate in loco dai giornalisti esploratori in assaggio nei ristoranti esaminandi, ma si è anche riflettuto sulla possibilità di trasformare la gastronomia in opportunità economica anticrisi, come è capitato alla collettività cetarese, che per fronteggiare la riduzione drastica dei proventi da pesca ha puntato sulla qualità e l’originalità dei suoi prodotti, colatura in testa.
L’11 luglio, in piena, estate, conversazione in Mediateca sulla spettacolarizzazione dell’informazione con Marco De Marco, direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno, giornale locale allegato al Corriere della Sera, con una personalità autonoma tale da far tremare con la sua forza di fare opinione. Ne sa qualcosa il Presidente della Regione Campania Bassolino: la Gazzetta di De Marco disse che il re era nudo quando gli osanna si sprecavano e lo rivestì in parte quando invece si sprecarono le invettive. Molto stimolante questo incontro fin dall’introduzione: un collage di frammenti di satira televisiva preparato con classe e brillantezza dalla spigliata intervistatrice Imma della Corte (coadiuvata dal Presidente Walter Di Munzio), attiva e fattiva vicepresidente della “Barone”, a cui ha poi fatto da pendant nel finale un altro collage ispirato alla spettacolarizzazione della cronaca nera, in testa il giallo di Avetrana con frammenti illuminanti sulle figure dei protagonisti attraverso le loro voci, colte in particolare prima del coinvolgimento giudiziario.
Tra i numerosi temi trattati, oltre alla spettacolarizzazione, che De marco non ama ma non senza riconoscerne l’efficacia (vedi Saviano), di spicco le tecniche moderne di informazione, che alcuni demonizzano come spersonalizzanti e segni di un tramonto. Per De Marco invece sono comunque albe di un nuovo mondo ancora da decifrare nelle sue specificità, così come lo era la nascita della scrittura ai tempi di Platone e Socrate, che pure fu maledetta in quanto assassina della comunicazione a memoria. E invece…
Interessantissima anche l’analisi sulle diverse modalità di comunicazione tra la generazione vicina alla Terza Età e quella degli under 30. Secondo De Marco, non c’è mai stato un fossato così grande tra le due fasce, neppure nel ’68, quando, sia pure per contestare, i giovani facevano degli anziani un punto di riferimento, mentre invece oggi si sono superdiversificati interessi, linguaggi e purtroppo anche prospettive. Altro che cambiare il mondo, come nel ’68: oggi i giovani sono costretti a stare in trincea per far sopravvivere esangui speranze ed opportunità…, con la presenza dell’Ass. alla Cultura Teresa Sorrentino, che ha portato un acuto saluto “formato Mac Luhan”.
Non solo pagine di parole, ma anche libri. Il 12 giugno Teresa Fasano, intervistata nel grande Salone del Palazzo
Vescovile da Walter Di Munzio e Magrina Di Mauro (foto 4), ha emozionato con la sua opera prima, Crollo di un’identità, in cui, con una scrittura articolata e istintiva, suggestiva e profonda, rievoca il suo difficile cammino purgatoriale dall’inferno di un terribile trauma infantile: la perdita della famiglia in seguito al crollo della casa in cui abitava.
E poi, il 25 giugno, un tuffo nella Lingua Napoletana e nella Letteratura Italiana del Seicento: al Social Tennis, con la superdotta relazione dell’Isp. Agnello Baldi, è stato presentato Lo Tasso Napoletano (Edizioni Area Blu), in cui, a cura di Vito Pinto , Dirigente della “Barone”, viene riproposto in edizione anastatica Gerusalemme Liberata, il grande poema che Torquato Tasso scrisse per esaltare le Crociate e che concepì non solo nella natia Sorrento ma anche nella ricca Biblioteca dell’Abbazia Benedettina. La trasformazione (non proprio una traduzione) è di Gabriele Fasano, un intellettuale di spicco nell’epoca , ben conosciuto anche a livello nazionale (ad es. dal Redi, che lo cita nel suo Bacco in Toscana). Tra le curiosità legate al libro, sia la conferma documentata che Fasano è di Dragonea (allora appartenente a “La Cava”) e non di Solofra, come viene riferito anche dalle fonti librarie più accreditate, sia la traslocazione in Cava e dintorni di episodi e situazioni, con riferimenti molto gustosi, tra l’altro, anche all’eterna contesa tra Cava e Salerno, che facevano tra loro come cani e gatti (per approfondimenti, vedi il servizio specifico su CavaViva).
Insomma, una conclusione alla grande della prima fase della gestione del neopresidente Walter Di Munzio, ben degna di quelle pur degnissime di Antonio Di Giovanni ed Antonio De Caro. Si è caratterizzata per una grande ricchezza e qualità di iniziative, svoltesi in strutture aperte (in primis il Marte) e quindi con maggiore possibilità di partecipazione dei cittadini. Gli incontri sono stati abbastanza affollati (più di pubblico che di giornalisti…), ma si può ancora dare di più. Pagine di parole, incontri di giornalismo,in precedenza aveva visto la presenza di figure di prestigio come la free lance Laura Silvia Battaglia, corrispondente nei paesi arabi, e lo straordinario Renzo Rossellini, figlio di del regista Roberto e lui stesso giornalista d’assalto, e l’accoppiata- legalità del prof. Isaia Sales (prestigioso docente di storia della criminalità) e della giornalista Amalia De Simone, fondatrice della Radio dedicata a Giancarlo Siani, giornalista martirizzato della camorra.
In particolare, la Barone vorrà caratterizzarsi ancor più per un’azione costante a difesa dei diritti dei giornalisti, soprattutto quelli giovani, ed a promozione di un ‘attività che sta vivendo un tempo di epocali trasformazioni, con annessi rischi paurosi e nello stesso tempo fascinose prospettive.
Appuntamento a settembre, ora, con la ripresa di Pagine di parole, che concluderà la prima serie con due incontri in linea con la qualità di sempre: sempre in Mediateca, Luigi Caramiello il 13 settembre parlerà con Walter Di Munzio di Giornalismo e Cinema, e a distanza di una settimana gran botto finale con Pino Aprile, che converserà con Vito Pinto di giornalismo nell’ottica del Meridione.
E poi, ripartenza per nuovi e ambiziosi obiettivi qualificanti, con l’augurio e la speranza che si raggiungano tutti. Alla fine, il cinque battuto sarebbe un applauso di congratulazioni capace di andare ben oltre il numero…
Tratto da CavaNotizie.it n. 42
del 21 Novembre 2009
I magnifici 18 del Premio "Badia"


Ambra Salsano, Roberta Costabile, Rosita Senatore, Bernadetta Di Domenico, Raffaella Guariniello, Yole Gentile, Enza Califano, Dante Giulivo, Anita Vitale, Danila Gargiulo, Valerio Barbuto, Elena Santoriello, Francesca Baldi, Maria Lucia Milite, Rosa Nacchia Crescenzo, Giuseppe Ferrara, Giovanni Di Domenico, Gennaro Ferrentino. Eccoli qui, i magnifici diciotto del Premio "Badia" 2009, organizzato come sempre dal Comune e dal Distretto Scolastico, selezionati dai loro Istituti, le sei scuole superiori di Cava, per partecipare alla finale del Concorso, che si è svolta presso il Liceo Scientifico "Genoino" e che consisteva nell'analisi del testo di un passo di uno dei romanzi finalisti ed in una prova creativa ad essa ispirata.
Chi ha vinto? Lo si saprà solo il 26 novembre, nel corso del gran finale, nella giornata più attesa. Lì infatti incontreranno gli scrittori e da loro e con loro saranno premiati. I nostri ragazzi fanno infatti parte di un gruppo di circa cento studenti, che ha letto cinque romanzi (Un posto nel mondo, di Fabio Volo, Vite bugiarde, romanzo d'appendice, di Vincenzo Cerami, La voce di noi due, di Loredana Frescura, Più lontana della Luna, di Paola Mastrocola, Mille anni che sto qui, di Mariolina Venezia), selezionati da un Comitato Scientifico presieduto dall'Ass. alla Pubblica istruzione Daniele Fasano, guidato dal prof. Antonio Avallone, ex Presidente del Distretto, composto dai prof. Alfredo Della Corte, Rosa Rocco, Graziana Realfonzo, Fabrizia Ricciardi, Franco Bruno Vitolo, Anna Sergio, da Mena Ugliano, rappresentante della Biblioteca ed anche coordinatrice tecnica, dagli esperti esterni. Emanuele Occhipinti, Agnello Baldi e Chiara D'Amico. Questa grande giuria di giovani ha letto, giudicato e votato i cinque romanzi, mettendo sul podio nell'ordine Fabio Volo, Loredana Frescura e Mariolina Venezia.
Tra gli scrittori, la classifica è nota, ma, per i ragazzi, incertezza fino all'ultimo secondo, fino a quel fatidico giovedì 26, durante la festa serale nell' aula del Consiglio Comunale. Ma prima del galà, la mattina del 26 ci sarà da divertirsi in uno stimolante incontro con Loredana Frescura. Parleranno infatti del suo libro, "La voce di noi due", e delle sue suggestive tematiche: la difficoltà di sentirsi brutti, la pornografia via Internet, la liberazione dai complessi attraverso la radio e l'amicizia, le sorprese del cammino verso la "prima volta", i problemi nei rapporti tra ragazzi e con i genitori.
Un romanzo ricchissimo, un programma ricchissimo, la festa del libro e della lettura. Una festa proprio significativa, in un periodo in cui al libro ed alla lettura si cerca proprio di fare la festa..
Tratto da CavaNotizie.it n. 34
del 2 Febbraio 2009
Manina Consiglio ricevera' il Premio Mamma Lucia alle Donne Coraggio.
Presto i nomi delle altre premiate


Manina, l'angelo delle scuole malgasce


Primo verdetto per il la terza edizione del "Premio Mamma Lucia alle Donne Coraggio", che sara' consegnato ufficialmente sabato 28 marzo. Una delle premiate sara' Manina Consiglio, l'angelo delle scuole del Madagascar. Vietrese di origine, laureata in filosofia, in poco più di dieci anni, in un'isola del Madagascar, ha fondato oltre cento scuole e favorito la creazione di strutture mediche per i bambini e gli abitanti del posto. Un'azione, decisa, diretta, continua, che ha rivoluzionato la vita di un territorio bello ma ancora troppo povero. Un'azione che apparentemente richiede fondi impossibili da sostenere per una persona sola, ma che diventa realizzabile e spiegabile se si pensa che nelle zone del Terzo Mondo con trenta euro al mese si paga lo stipendio di un docente e che il costo della vita e' proporzionato. Ovviamente, ci vuole la grande benzina della solidarieta', dell'impegno, del radicamento sociale. Manina e' riuscita in tutto questo ed in poco tempo ha conquistato non solo il cuore e l'appoggio della popolazione malgascia, ma anche l'attenzione e l'aiuto della Caritas internazionale, oltre naturalmente al convinto sostegno di chi ha voglia e soldi da offrire in azioni di solidarieta'. Soldi che pero', anche a costo della vita basso, non bastano mai, percio' ci auguriamo che questo premio dia a Manina un'ulteriore spinta per crescere ancora e diffondere quel bene invisibile ma inestimabile che e' la cultura.
In attesa della cerimonia ufficiale, durante una breve vacanza nella sua Vietri, Manina ha preso contatti col Comune di Cava. Una visita breve, ma calda e piena di luce, come i suoi occhi che sanno di mondo. Eccola, al centro, circondata dal Sindaco Luigi Gravagnuolo, dall'ass. Antonio Armenante, padre del Premio Mamma Lucia, dal consigliere Sabato Sorrentino, dal Presidente e da esponenti della Caritas di Cava, da alcuni membri del Comitato che assegna e gestisce il Premio Mamma Lucia.
Tratto da CavaNotizie.it n. 34
del 2 Febbraio 2009
Carla, un angelo per le scuole del Congo


Nella foto, Carla Mauro, a sinistra, col marito Nzumbu,
uno dei tre figli, il papa' e Mamma Anna nella loro casa di Licurti

Se da Vietri Manina Consiglio, novello Premio Badia, e' andata in Madagascar a fondare cento scuole, e non solo, da Cava proviene Carla Mauro, romana di vita e residenza, congolese di cuore. Nella Repubblica del Congo, nelle pause di orribili guerre civili, ha fondato scuole per oltre 6000 bambini dei villaggi, insieme col marito Nzumbu e attraverso la loro Associazione Magic Amor. Periodicamente vanno a far visita alle "loro scuole" con viaggi di giorni tra strade sterrate, tracciati impervi, vie d'acqua. Ma ne vale la pena. Anche con una matita lì si fa festa. E se li aiutiamo ad aiutare la festa sara' ancora più grande. Nell'attesa, grazie Carla, grazie Nzumbu, grazie di cuore, nel nome dell'Uomo...
Tratto da CavaNotizie.it n. 32
del 15 Novembre 2008
Alla trasmissione della Carra' Regina Lambiase
rivede le sue figlie "argentine" dopo venti anni
Carramba, che serata da Regina!



Nella foto: Regina Lambiase con le figlie Silvia, Eva ed Elide, il genero Mario, i nipoti Gianni, Alessandro e Marco, tutti insieme, al Ristorante "La lucertola", subito dopo la "carrambata".

(l'autointervista di Franco Bruno Vitolo)
Allora, prof. Franco Bruno Vitolo, contento di aver fatto da gancio a "Carramba che fortuna", con Raffaella Carra'?
" Contentissimo, ci mancherebbe altro, ma lo sono ancora di piu' per chi e' stato agganciato. L'apparire come gancio e' apparenza, quindi piacevole ma assolutamente facoltativa, gli incontri di una mamma con le figlie dopo vent'anni, e di una signora con le sorelle dopo quasi quarant'anni, sono sostanza, di gioia e di affetti, e quindi assolutamente insostituibili".
Non ha avuto problemi a prendere contatti con una trasmissione forzatamente strappalacrime come Carramba?
" Beh, non e' mica un delitto. Non si aprono finestre di ingiustizia, ma di gioia".
Gia', la gioia che fa spettacolo.
" Non dimentichiamo che qui, alla fine, lo spettacolo diventa vita. E non e' poco".
Allora e' tutto vero? Non ci sono state finzioni?
" Tutto vero, anzi verissimo. A fine estate ho inviato una lettera alla Redazione di Carramba, con il beneplacito di Silvia, la figlia della signora Regina Lambiase, alla quale abbiamo fatto la carrambata. Dopo tre giorni, mi telefona Paola, la regista-programmista, che chiede ulteriori ragguagli. Trova interessante che Regina, dopo aver lasciato l'Argentina con la figlia Silvia quasi quarant'anni fa insieme col marito Mario, poi sia ritornata a Cava (dove si erano conosciuti e fidanzati in zona Casa David) e per motivi soprattutto economici il distacco prima provvisorio sia diventato definitivo. Un distacco che io trovo profondamente ingiusto, perche', anche se oggi si sono almeno per qualche giorno ritrovati, il tempo perduto degli affetti strappati non potra' mai essere sostituito e recuperato".
Un po' di sole...
" Buono, giusto e meritato, ma non e' che nella vita di Regina sia solo buio. Anzi, a colorare i suoi ottant'anni ci sono la bella famiglia della figlia Silvia e una rete di affetti comunque calda. E poi, nel palazzo le vogliamo tutti bene. Prima, era "la portinaia", la moglie di Mario il portinaio, ma oggi, dopo che la portineria e' stata chiusa da anni, per noi e' solo Regina, e' un'amica, la persona che incontriamo sempre nel corridoio dell'androne, dove poggia la casa del portierato, in cui tuttora vive con Silvia, Mario, Gianni, Alessandro e Marco".
Gia', Marco, l'altro gancio, il nipotino, quello per cui si festeggiava il compleanno all'Hotel Lucertola per nascondere la sorpresa, il collezionista di santini e statue di santi e madonne.
" e' un bambino vivace e simpatico, che, dopo che lo zio da piccolo gli regalo' una statua di Padre Pio (quella che ha mostrato in trasmissione), ha sostituito pupazzi, supereroi e Playstation con figure religiose. e' un gioco,naturalmente, che non significa piu' di tanto, anche se lui da grande vuole fare il santo.."
Ma torniamo alla serata..tutto come previsto?
" Tutto sommato si'. Il pomeriggio ci siamo visti per le prove tecniche (tempi, posizioni, controlli degli originali di tutti i documenti e autorizzazioni inviati, compreso l'elettrocardiogramma di Regina). La sera, in trasmissione, prima la brevissima intervista sul terrazzo de "La lucertola", poi la grande festa del riconoscimento durante la cena. Una festa tiratissima e sospirata fino all'ultimo.. Eva ed Elide, le due figlie di Regina venute dall'Argentina col piccolo Adrian, erano gia' arrivate da due giorni. Pensa un po'.."
E con chi si erano viste, della famiglia?
" Con nessuno, naturalmente. Guarda che il concetto di sorpresa deve essere vero".
Ma la signora Regina non sapeva proprio niente?
" No, te l'ho gia' detto. Qualcosina vagamente ha cominciato a sospettarla vedendo tanti preparativi strani. Ma e' stato tutto nuovo e tutto bello. Ed emozionante e commovente. E a te, cosa si e' mosso?
" Fuori ben, poco..."
Allergia alle telecamere?
" No, nevralgia al braccio, per uno strappetto alla spalla. Come vedere le stelle, e non perche' era notte... Ma, a parte questo, come non essere emozionati per quella gioia che sbocciava, per quegli abbracci che volavano, per quei sorrisi pieni di lacrime lunghi quarant'anni? E non solo.."
E facevano spettacolo...
" Si', ma era soprattutto la vita che esplodeva e il cuore che scoppiava..."
Tratto da CavaNotizie.it n. 32
del 15 Novembre 2008
Giovani attori cavesi recitano
in latino e greco all'Universita' di Strasburgo



Nella foto: i Kalohagathoi, con Puccio e Fasano al centro.
La voce di Cava nel cuore dell'Europa.
Il 6 ottobre scorso, all'Universita' di Strasburgo, su invito ufficiale del referente Laurent Pernot, ordinario di retorica classica, due giovani e brillanti attori cavesi, Francesco Puccio e Simona Fasano, in rappresentanza del Gruppo Teatrale Universitario "I Kalokagathoi" ( fondato dallo stesso Puccio e diretto con la consulenza scientifica del professor Luigi Spina dell'Universita' "Federico II" di Napoli") si sono esibiti davanti ad un qualificatissimo pubblico di docenti e studenti nella recitazione di passi di passi dal greco e dal latino sui temi della retorica e delle filosofie antiche. Autori selezionati: Demostene, Eschine, Marco Aurelio, Cicerone, Sant'Agostino, Virgilio, Plauto.
Lo show, preparato in un atto unico da Francesco Puccio, che si sta formando anche come regista teatrale, e' durato un'ora circa ed ha raggiunto in pieno il suo obiettivo, che era quello di sperimentare la divulgazione e la cultura delle lingue e delle civilta' classiche attraverso nuove forme di comunicazione. Non a caso lo spettacolo e' stato ripreso dalle telecamere ed inserito sul sito dell'Universita' di Strasburgo.
Ai nostri due brillanti rappresentanti, ed all'intero Gruppo dei Kalokaghatoi, che si sta affermando a livelli alti (vedi il recente spettacolo "MatriArche" nella suggestione degli scavi di Velia) i più vivi complimenti, con tanti auguri per il loro cammino da gabbiani.
     
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