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Cava de' Tirreni
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Desiderate porre quesiti all'avvocato de Scianni?
Scrivete una e-mail a: redazione@cavanotizie.it
e riceverete una risposta su questo sito
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Chi e' l'avvocato Maria Teresa de Scianni?
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Cava de' Tirreni
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L'avvocato Maria Teresa de Scianni, vive a Cava de' Tirreni, e' sposata e ha due figli.
Si occupa esclusivamente di Diritto di Famiglia e Minori da circa 20 anni.
E' Presidente della Sezione di Salerno dell'Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia - Avvocati di Famiglia - con
sede presso il suo studio di Cava.
Da qualche tempo si sta impegnando per sensibilizzare le Scuole del territorio ad approfondire lo studio della Dislessia,
troppo frequente tra i ragazzi e poco conosciuta tra gli adulti.
Studia e si interessa di problematiche legate alla famiglia sia nei momenti di crisi conclamata che di difficolta'
momentanea quali: separazioni, divorzi, affidamenti, riconoscimenti e disconoscimenti di paternita', decadenza o
provvedimenti limitativi della patria potesta', nonche' di tutele minorili.
Collabora con psicologi, mediatori familiari e psicoterapeuti.
Ha dato la sua disponibilita' per il Gratuito Patrocinio presso il Tribunale Civile ed il Tribunale per i Minorenni
nonche' all'inserimento nell'elenco degli Avvocati del Minore.
Leggi l'intervista
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Quesito 4
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Cava [ 04 05 2009 ]
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Gentile Avvocato, Mio fratello ha convissuto fino a tre mesi fa con una donna. Tra venti giorni, nascera' un bambino.
Si nutrono dubbi sulla paternita' di questo bimbo, pertanto mio fratello vorrebbe che si effettuasse la prova del Dna. e'
preferibile farlo al momento della nascita o successivamente?
Gentile Signora,
dalla sua lettera credo di capire che suo fratello non convive piu' con la persona dalla quale presume di aspettare un
figlio che, pertanto, dovrebbe riconoscere, se fosse certo che sia suo. Dal momento che per la legge, (art. 256 c.c.) il
riconoscimento di un figlio naturale non e' revocabile, cioe' se un figlio e' nato fuori dal matrimonio e viene riconosciuto
dal padre naturale, non puo' piu' essere disconosciuto, sarebbe opportuno che suo fratello non riconosca subito il bambino,
chieda l'esame del DNA per accertare la paternita' dello stesso e solo dopo, se risulti essere suo figlio, potra'
riconoscerlo, anche se occorrera' il consenso della madre del neonato. Naturalmente e' prevedibile che la ex compagna di
suo fratello non sia felice che si metta in dubbio la sua fedelta' quindi non sara' facile nč ottenere la prova del DNA con
il suo consenso, nč, successivamente, avere il suo assenso al riconoscimento. Bisognera' agire con molto tatto e diplomazia,
possibilmente evitando lunghi e penosi procedimenti giudiziari ai quali bisognerebbe ricorrere nell'ipotesi di mancato
accordo.
Buona Fortuna
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Quesito 3
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Cava de' Tirreni
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Sono la madre biologica di un bambino avuto con il mio ex compagno, due anni fa. Poiche' ho deciso di non vivere piu'
insieme al padre di mio figlio per diversi motivi, a quale Giudice mi devo rivolgere per farmi affidare il bambino e farmi
riconoscere un assegno di mantenimento?
In quanto insieme al suo compagno Lei aveva formato una famiglia "di fatto", competente a decidere dell'affidamento
del bambino e' il Tribunale per i Minorenni che, in base a una recente legge di riforma del diritto di famiglia e a
successive sentenze della Cassazione, e' competente anche per stabilire l'ammontare del mantenimento a condizione che nel
ricorso si facciano entrambe le domande: di affidamento e di contributo al mantenimento.
Le consiglio comunque di prendere in considerazione la possibilita' di un affidamento condiviso del bambino, cioe' un
affidamento a Lei e al suo ex compagno, se non ci sono gravi e seri motivi che lo impediscano. Questo contribuira' a
rendere piu' partecipe ed anche piu' responsabile il padre rispetto al figlio permettendo al bambino di crescere in maniera
sicuramente piu' equilibrata avendo maggiore possibilita' di confrontarsi e ricevere l'attenzione che merita da entrambi i
genitori.
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Quesito 2
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Cava de' Tirreni
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Ho avuto un figlio da un uomo sposato che mi aveva assicurato di essere in crisi con la moglie e di volerla lasciare.
Dopo avere scoperto che ero in attesa del bambino, tra noi i rapporti si sono deteriorati fino al punto di lasciarci
definitivamente prima della nascita del piccolo al quale ho dato il mio cognome.
Ora il padre di mio figlio mi aiuta di tanto in tanto con pochi soldi ma non vuole saperne di riconoscerlo ufficialmente
come figlio suo. Come posso fare per ottenere che mio figlio sappia anche chi e' suo padre?
Preliminarmente le consiglierei di rivolgersi ad un legale che contatti il padre di suo figlio e gli chieda il motivo di
tale sua indisponibilita'. Spesso parlare con garbo e correttezza puo' evitare giudizi lunghi e poco piacevoli da
affrontare. Qualora nonostante i tentativi di raggiungere un'intesa e quindi un riconoscimento spontaneo non avra'
avuto nessun risultato, sara' necessario rivolgersi al Tribunale per i Minorenni presentando un ricorso per la
"dichiarazione giudiziale di paternita'" che naturalmente Lei potra' ottenere dando prova della relazione intercorsa
con questo Signore e, soprattutto, chiedendo al Giudice di autorizzare accertamenti genetici ed ematologici, mettendo a
confronto il DNA di suo figlio con quello del presunto padre. Se il Signore in questione si dovesse rifiutare di sottoporsi
a tale prova, alla quale comunque non puo' essere obbligato, tale rifiuto sara' preso nella debita considerazione dal
Giudice eventualmente anche come prova a Suo favore e a carico del presunto padre, se coincidente con altre circostanze che
abbiano dato prova certa della relazione.
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Quesito 1
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Cava de' Tirreni
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Io e mia moglie quando ci siamo sposati, abbiamo scelto la separazione legale dei beni con annotazione nell'atto di
matrimonio. Durante il matrimonio io ho avuto in eredita' un terreno da mio padre. L'ho venduto e con il ricavato ho
acquistato un piccolo appartamento, intestandolo solo a me, e che ho adibito a piccolo studiolo. Oggi io e mia moglie ci
stiamo separando e lei mi chiede di vendere lo studio e dividerne il ricavato in quanto le hanno detto che essendo stato
comprato nel corso del matrimonio e' comunque oggetto di comunione. Che diritti ha mia moglie sul mio studio, dal momento
che e' intestato solo a me?
Stia tranquillo: lo studiolo non cade affatto in comunione innanzitutto perche' lo ha acquistato con il ricavato della
vendita di un bene che le era pervenuto per successione da suo padre e quindi di un bene appartenente alla sua famiglia
prima del matrimonio, tanto che non sarebbe caduto in comunione nemmeno se lei non avesse scelto la separazione legale dei
beni. L'immobile e' sicuramente di Sua esclusiva proprieta' anche per un'altra serie di motivi: a) in quanto soltanto
Lei ha partecipato all'acquisto dello studio usando soldi derivanti dalla vendita di bene ereditato, b) in quanto e' in
regime di separazione legale dei beni e infine c) perche' lo ha adibito a studiolo per uso personale, credo di capire,
e non per una necessita' familiare. Pertanto non e' obbligato a venderlo per dividerne il ricavato con sua moglie che
eventualmente potrebbe soltanto chiederLe di farne dono futuro per i figli, qualora ci fossero, ma anche cio' costituirebbe
in ogni caso un atto di liberalita' al quale non potrebbe essere obbligato.
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